Riflette_Re - Stefano Re
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Canale Telegram Ufficiale di Stefano Re
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Vi hanno addestrato ad accettarlo: zone verdi, gialle, rosse - libertà di spostamento cancellata.
"Eh, ma c'era l'emergenzah sanitariah della pandemiah!"
Ora lo capite che la salute non è mai c'entrata un cazzo?
Ora lo capite cosa significa "addestramento all'obbedienza"?
Ora lo capite cosa significa "demolizione dello Stato di Diritto"?
E voi lo accettate, perché vi hanno addestrato per bene.
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Articolo 16 Costituzione Italiana
"Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza."
Ma anche no.
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Dall'11 settembre ad oggi, il livello di verosimiglianza delle narrazioni ufficiali su attentati, terrorismo e in generale sugli eventi è talmente peggiorato che ormai è diventato imbarazzante persino parlarne.

Dai documenti indistruttibili alle copie del Corano lasciate sotto il sedile, dai gasdotti autodistrutti perché sì ai proiettili di fucili da guerra che si sbriciolano contro le ossa. E le follie della stessa natura che han tentato di ingozzare alle popolazioni in pandemenza: il virus con l'orologio, il vaccino obbligatorio per fermare il contagio che però non ferma il contagio, i nonni da abbracciare nel cellofan, i coniugi che devono viaggiare seduti l'uno davanti e l'altro dietro...

Oggi siamo ai passeggeri eroici che mentre l'aereo precipita passeggiano tranquillamente nei corridoi, aprono porte inapribili, bloccano terroristi improbabili e pilotano senza alcuna esperienza di volo aerei financo facendoli atterrare perché l'han visto fare in TV.

Hanno reso talmente irreale la narrazione di realtà che ormai possono raccontare qualsiasi cosa, certi che le popolazioni inebetite se la berranno integralmente.
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Chi scrive il copione?
Jeff Hoffman per Casa del Sole TV intervista Roberto Quaglia e Stefano Re.

Ecco perché la propaganda che viene diffusa è così ridicola e contradditoria.
Nel bipensiero orwelliano applicato alle popolazioni, la nevrosi diventa la norma, la regressione l'unica via di scampo- la sottomissione mentale totale e irreversibile.
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Il sionismo è una ideologia, non una etnia.

Un discorso di odio è quello che aggredisce un individuo per caratteristiche che non sceglie ma incarna. Ebreo. Femmina. Maschio. Asiatico. Sovrappeso.

Essere sionista è una scelta. Una decisione.
Il sionismo fa pulizia etnica. Massacra civili a decine di migliaia. Bombarda civili. Promuove la tortura contro i suoi detenuti. Detiene persone senza tutela legale. Attua costante discriminazione razzista su base etnica.

Se è permesso essere anticapitalisti, antifascisti, anticomunisti, perché non è permesso essere antisionisti?
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Leggendo i commenti sotto i miei ultimi post in cui distinguo il concetto di ebreo da quello di credente dell'ebraismo e in modo ancora più netto da quello di sionista, mi rendo conto una dinamica percettiva che in parte finora mi era sfuggita.

Molti di coloro che infatti muovono critiche più che ragionevoli all'operato di israele sembrano accanirsi nel negare la distinzione tra ebreo e sionista, squalificano qualsiasi protesta da parte di ebrei contro il genocidio commesso da israele come "finta" e in sostanza ritengono "gli ebrei" colpevoli in quanto tali.

Così facendo confermano e legittimano proprio la censura semplificante che molti governi stanno avvallando con leggi liberticide del diritto di parole, che bollando come "antisemita" e "discorsi di odio" censurano quando non puniscono direttamente ogni critica al massacro compiuto da israele.

Da un lato dunque i governi creano volutamente la confusione ebreo=sionista per impedire ogni critica all'operato di israele, dall'altro chi vuole esprimere questa critica accetta questa stessa confusione, prende a bersaglio il popolo ebraico nel suo insieme e trasforma la critica in odio verso gli ebrei - offrendo il fianco alle forme di censura e soppressione del diritto di parola.

Si tratta del classico meccanismo di doppio vincolo tra vittima e carnefice. In esso, la vittima collabora attivamente con il carnefice rafforzando i rispettivi ruoli e le rispettive posizioni.

Come sempre, quando non conosci i meccanismi percettivi che ti guidano, ne sei schiavo. Come sempre, la consapevolezza dei propri meccanismi è l'unica speranza di miglioramento.
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Ebreo, Sionista e Doppio Vincolo
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Ogni volta che pensi che Trump abbia toccato il fondo, riesce a fare qualcosa di ancora più assurdo, inutile, ridicolo e pericoloso.

Adesso scrive che chiunque usi il termine "intelligenza artificiale" e non quello nuovo "super intelligenza", è "il nemico".

Siamo alla neolingua.
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Trump, AI e neolingua
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Quasi tutti si interessano costantemente del fuori-di-sé, che è certamente interessante ma su cui non possono fare praticamente nulla.

Il dentro-di-sé invece è totalmente il proprio regno. Lì sei onnipotente e potresti decidere qualsiasi cosa.
La stragrande maggioranza degli esseri umani nemmeno guarda dentro-di-sé, tutta presa a focalizzarsi sul fuori-di-sé.
Cerca di usare il proprio potere dove non c'è, rinunciando ad usarlo dove invece c'è. Questa è la definizione stessa di impotenza.

Eppure, i meccanismi che dentro-di-te potresti gestire ma non osservi, sono esattamente quelli che le élite di potere, come anche l'approfittatore occasionale, sfruttano per indurti a fare ed essere quel che fa loro comodo.
Dunque, più ti focalizzi all'esterno, proprio per difenderti dalle minacce esterne, più ubbidisci e ti rendi vulnerabile ad esse e rinunci al tuo vero potere, che è applicabile direttamente solo su te stesso, non sul resto dell'universo.
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Realtà su ordinazione
Jeff Hoffman per Casa del Sole TV intervista Roberto Quaglia e Stefano Re.

Si prosegue sui meccanismi della propaganda, su come funziona il cervello umano e come i media siano studiati per fottercelo, ma anche di come ci si possa difendere dai condizionamenti.
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Forse parrà strano a chi mi legge, ma non penso che sia davvero importante comprendere le dinamiche, gli attori, la mappa di tutto ciò che accade nel mondo e intorno a noi. Così come ritengo che non ci sia mai stato né mai possa esserci un tempo in cui non vi siano possibili minacce in arrivo. Le minacce stanno dove le vedi: se le cerchi, ne troverai sempre. Per me, gli eventi lontani sono specchi in cui riflettermi. Mi aiutano a capire che cosa sono, che cosa non sono, che cosa voglio essere.

D’altro lato, non affermo nemmeno semplicisticamente che la strada sia: "Facciano quello che vogliono lì fuori, tanto io vivo all'interno di me stesso e di quello che fate fuori non mi frega nulla".

Per me il passaggio essenziale è rendersi conto che sei tu a definire ogni significato di ogni fattore che percepisci. Dopodiché andare a scoprire quali esigenze ti muovono nell'assegnare tali definizioni. Perché mi fa paura Bill Gates e non mi fa paura Bin Laden? Perché mi sembra meno pericoloso Putin della Von Der Leyen? Perché mi fa sentire meno al sicuro invece che più al sicuro che riempiano di telecamere ogni angolo d'Italia? Badate bene, queste sono domande *su come funziono io*, non su cosa fanno o non fanno gli altri là fuori.

Quando comprendi cosa ti motiva, comprendi cosa viene sfruttato anche là fuori per strumentalizzarti e manipolarti.

Quanto al cambiare la realtà là fuori: succede, ma non direttamente.
Non puoi far cessare l'attacco USA all'Iran, il genocidio in Palestina o il conflitto in Ucraina, ma puoi smettere di litigare col tuo vicino. E puoi smettere di comperare paura dai media e trasmetterla a chi ti legge. E puoi costruire una scuola in cui si insegni ai bimbi a conoscere e usare il proprio cervello. E puoi fare mille altre cose che sono nel tuo potere, e ciascuna di esse contribuisce a cambiare il mondo là fuori.

Chi usa tutte le sue energie per stare dietro agli spettri che ci vengono agitati addosso dai media, non ha più energie per produrre reali cambiamenti dove invece potrebbe, e alla fine considera tali cambiamenti piccoli, inutili e insignificanti. Così facendo abbraccia e definisce la propria totale impotenza.
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Potere e Condizionamento.
https://www.stefano.re
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La paura, specialmente quella che riguarda i nostri cari, è precisamente il nemico più grande dell'evoluzione. Per questo viene regolarmente sfruttata da chi osteggia e teme questa evoluzione. "I terroristi uccideranno la tua famiglia!" "Gli immigrati violenteranno tua moglie!" "Gli zingari rapiranno tuo figlio!" "Il covid ucciderà tuo nonno!" "l'auto che va veloce investirà i tuoi bambini!" "la Russia ci invaderà!" "Il morbillo ucciderà i tuoi figli!" e via così.

Ti gridano addosso che queste - e tante altre simili - sono le cose che contano davvero, le uniche cose di cui devi preoccuparti costantemente. Tutte queste luci rosse lampeggianti ti trattengono a concentrarti su cose su cui non hai agenzia, su cui non hai alcun potere. E così facendo , ti distraggono dall'usare il tuo potere dove davvero lo possiedi, nella costruzione della realtà in cui vivi ogni singolo giorno.
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Vista e Amore.
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Balcone del mio studio.
Tenetevi le città.
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Threads.
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Molti, me incluso, hanno avvertito con disagio la realizzazione che nonostante tanto impegno nell'analisi dei mali che affliggono la società in cui siamo nati, non seguano reali cambiamenti. La sensazione desolante di continuare a scambiarci e confermarci una presa di coscienza che però non conduce a mutamenti. La frustrazione di temere che tutta questa consapevolezza non serva a nulla… Finché non ho messo a fuoco che i cambiamenti erano a portata di mano, ma non erano quelli che stavo aspettando. Stavo semplicemente guardando nel posto sbagliato.

Io, come molti altri, immaginavo il cambiamento con popoli che si sollevavano contro le élite, rivoluzioni, cambi di regime, tribunali internazionali che condannassero intere classi di governo malate e assassine. L’arresto e la condanna dei decisori di guerre, dei dittatori sanitari, degli ingannatori mainstream, dei rapitori di bambini alle famiglie, degli avvelenatori globali. Ma a ben vedere quelli non sono effettivi cambiamenti. Sono tutte cose già accadute in passato, in una forma o in un’altra, e non hanno mai portato nulla di meglio. Hanno portato esattamente alla società malata che oggi analizziamo e condanniamo.

Ho infine realizzato che il cambiamento c'è stato ed è stato enorme: ho abbandonato la città in cui avevo casa da quando ero nato. Ho abbandonato il tipo di lavoro proprio di questa società. Ho attivamente investito tutte le mie energie verso l'autonomia dai sistemi di approvvigionamento che sono le catene di questa società malata. Ho fatto un figlio! Qualcosa che desideravo da trent'anni ma rinviavo sempre perché non vedevo un futuro dentro quella gabbia. Il che implica che ora lo vedo, un futuro, e lavoro a realizzarlo. Forse il mondo non è cambiato, ma io sì: io sono cambiato! E la cosa più importante: sono felice. Felice come mai lo sono stato prima. Se questo non è un cambiamento importante, ditemi voi cosa lo è.

Il cambiamento è a portata di mano per tutti quanti. Le analisi, gli approfondimenti, rendere acuta la visione dei mali che ci circondano, sono solo le premesse di questo cambiamento. Servono ad aiutare il distacco. Servono a farci realizzare che mondo rifiutiamo e in che mondo invece vogliamo vivere. Servono a farci capire davvero chi non vogliamo essere e chi invece vogliamo diventare. L’analisi è importante perché conduce alla presa di coscienza. La presa di coscienza rende pronti al cambiamento.

Il cambiamento non sta fuori di voi.
Sta dentro di voi, in attesa di realizzarsi.
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Il Cambiamento (2026.10.18)
❤16
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Tirannia Esplicita (2026.10.19)
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