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Materiale ed informazioni per comprendere il periodo che stiamo vivendo da un punto di vista diverso
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NON IDONEO AL CPR. MA IDONEO A MOLESTARE 7 DONNE

(la Verità)

I medici lo dichiarano incompatibile con il centro per il rimpatrio a causa di una possibile scabbia, dopo una visita dermatologica incompleta, che sa più di scudo politico che di diagnosi.

Ibrahima D., 31 anni, senegalese, esce. E in pochi giorni molesta sette donne: operaie, passanti, dipendenti della stazione, una in biblioteca con il cane, un’altra in ascensore. Ferrara, Ravenna, ovunque giri.

Un altro, gambiano, stesso copione: scabbia, libertà, supermercati devastati.

A Torino un tunisino stupratore risulta «irreperibile».

L’ideologia che libera i delinquenti ha un metodo preciso: il certificato al posto dell’espulsione.

Quei medici dovrebbero essere deportati.


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UN PERICOLO PUBBLICO TIMBRATO DAL SISTEMA: LA FOLLIA DI CROTONE

(il Tempo)

Giunto a Trapani nel 2017, tra domande d'asilo respinte e reati finisce al carcere di Poggioreale. A luglio sconta la pena e passa al CPR di Bari, ma il Tribunale smonta il trattenimento giudicandolo "non pericoloso", pur di fronte all'ennesimo rigetto della sua richiesta d'asilo.

Ieri l'amara resa dei conti a Crotone: il nigeriano, armato di una mazza di ferro, devasta auto in sosta e si scaglia contro i poliziotti.
Cinque agenti feriti — due seriamente — e una volante distrutta, fermati solo dal coraggio di chi lo ha disarmato a mani nude, senza armi né taser.

Un corto circuito annunciato di un meccanismo che scarica in strada delinquenti con la targa della "non pericolosità".

I GIUDICI DEVONO ESSERE RITENUTI RESPONSABILI!


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L'EMILIA ROMAGNA LO PAGAVA PER ODIARCI

(la Verità)

La Regione Emilia-Romagna ha pagato a Salim El Koudri 6.500 euro di borsa di studio.
Tre anni di università finanziati con soldi pubblici.

Il 16 maggio, il terrorista ha lanciato l’auto contro i passanti nel centro di Modena, uccidendo tre persone. Tra loro Monica Esposito, 55 anni.

Odiava l’Italia, la nostra cultura, la nostra religione. Lo scriveva. Lo registrava. Infine ha agito.
Lo Stato gli ha pagato gli studi e le famiglie delle vittime pagano il resto.


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UN GIUDICE IRRESPONSABILE LIBERA LO STUPRATORE, CHE SPARISCE

(la Verità)

Nel giugno 2024 un tunisino di 30 anni aggredì una donna di 40 anni mentre faceva jogging a Luserna San Giovanni, la stupró, la morse e le fratturò una gamba. Lei subì due operazioni, camminando un anno con le stampelle.

Lui confessò e il giudice non lo mandò in carcere, applicando misure minime. Cosicché il tunisino è sparito. Al processo di Torino non si è più presentato.

I familiari della vittima raccontano una vita spezzata, e di lui non si sa nulla, forse è tornato in Tunisia.

Stessa logica a Crotone, dove un nigeriano già condannato ha aggredito poliziotti con la spranga, dopo che un tribunale gli aveva negato il CPR perché «non pericoloso».


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LA FOTO CHE INCHIODA LA 5 STELLE

(il Giornale)

Riyad Albustanji è in carcere per terrorismo. La Procura di Genova lo ha descritto come l’uomo dei sermoni incendiari ed è probabilmente lo snodo della rete hamasiana in Italia, con fondi passati anche via Turchia.

Poi c’è la foto: lui accanto a Stefania Ascari, deputata M5S.
Lì crolla la distinzione tra ala militare e ala politica di Hamas. Una distinzione che Giovanni Giacalone definisce un pretesto usato troppo a lungo per coprire propaganda, contatti e obiettivi condivisi.

Se la ricostruzione sta in piedi, il problema non è solo un imam in cella. È una foto che la politica italiana avrebbe preferito non esistesse.


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LA SINISTRA VUOLE IL PATRIARCATO??...

(il Tempo)

Valditara affonda il colpo e fa saltare i soliti cortocircuiti ideologici.

Chi ieri sfilava per i diritti e oggi difende burqa e niqab ha una sola risposta da dare: dove sono finite le femministe?


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QUIRINALE E VATICANO CONTRO IL GOVERNO:

"NO AI LIMITI NELLE CLASSI"

(la Verità)

Dopo l'ipotesi dell'esecutivo di introdurre un tetto del 30% di alunni che non conoscono l'italiano per evitare classi-ghetto, arrivano i moniti velati di Mattarella e del cardinal Zuppi (CEI):

"La scuola includa e integri tutti".

Insomma, il partito dell'accoglienza a oltranza, o, per meglio dire, la frangia filo-islamista ha detto la sua.

Le regole servono a tutti, tranne a chi vive di retorica (Guazzaloca)


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BAMBINI DI SERIE A E DI SERIE B

LA MEMORIA CORTA DI CHI IERI CREAVA GHETTI E OGGI FA LA MORALE

(la Verità)

Oggi gli esponenti della sinistra sostengono che a scuola siamo tutti uguali e criticano ogni distinzione, ma nel biennio 2021-2022 sono stati proprio loro a dividere gli studenti in due categorie: i VACCINATI ammessi in classe e i NON VACCINATI obbligati alla didattica a distanza. Quei minori venivano isolati ed esclusi dalle lezioni in presenza come fossero un pericolo sanitario, senza che nessuno a sinistra protestasse o parlasse di discriminazione.
Anzi, dalla stessa parte politica si chiedevano l'obbligo vaccinale e restrizioni ancora più rigide.

Ora gli stessi buffoni affermano che discriminare i bambini è sbagliato, dimostrando di essere contro le discriminazioni soltanto quando non sono loro ad applicarle. Ieri hanno approvato leggi che hanno separato gli studenti e oggi pretendono di dare lezioni di uguaglianza.


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I DISCRIMINATI SIAMO NOI!

(il Tempo)

A Milano il 78% degli assegni di maternità va a donne straniere. Alle italiane resta il 21%

Su 1.366 contributi, 1.075 finiscono a extracomunitarie. Solo 291 alle italiane.
In Italia chi ha cittadinanza straniera è circa il 14% della popolazione.

A Milano, sul welfare della maternità, quella percentuale esplode. Il sistema premia chi arriva e trascura chi c’è già, altro che inclusione! Razzismo un cazzo!

In Danimarca, per accedere alle fasce alte dell’assistenza devi aver vissuto e lavorato nel Paese. Qui, invece, il requisito principale sembra essere un altro: basta non essere italiani.

Alla fine i discriminati siamo noi. Quelli che pagano. Quelli che restano. Quelli a cui dicono che i numeri sono odio.


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DUE GERMANIE: QUELLA DEI PATRIOTI E QUELLA DELL'ISLAMO-SINISTRA

(la Verità)

A Est l’AfD sfonda con il 38,2% trainata dalla paura dell'immigrazione; a Berlino la Linke vola al 25,7% conquistando l'elettorato musulmano con una campagna identitaria in arabo, turco e curdo.

La sinistra ha abbandonato la classe operaia, trovando nella naturalizzazione un nuovo bacino elettorale.

I lavoratori dell'Est si sentono traditi e scelgono la destra radicale.
È in corso una polarizzazione etnica e religiosa. E i numeri esprimono questo rischio.


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BERLINO COME LONDRA E NEW YORK

(il Tempo)

Lo spettro islamico si aggira in Occidente: dopo Sadiq Khan e Zohran Mamdani, anche Berlino rischia di cadere.

Elif Eralp, candidata Die Linke di origini turche, con il 25% dei voti potrebbe diventare la prima sindaca tedesca di origine musulmana, portando un programma che unisce esproprio di 200mila appartamenti, lotta all’“islamofobia” per coprire i crimini e quartieri già fuori controllo.

Alla festa della Linke comparivano un attivista palestinese filo-Hamas e il capo di un clan criminale turco-siriano, mentre l’82% dei musulmani berlinesi ha votato sinistra.

I media gridano al pericolo “nazista” dell’AfD, mentre il vero rischio — voto etnico, assistenzialismo illimitato e slittamento verso una società balkanizzata — arriva da sinistra e sta già governando le capitali.


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🚨 MARXISMO 2.0 — IL RECINTO CHIAMATO “UMANITÀ”
E se il nuovo collettivismo non avesse più bisogno di falce e martello?
Niente espropri.
Niente fabbriche nazionalizzate.
Niente vecchi soviet.
Il nuovo potere parla di inclusione, sostenibilità, ESG, stakeholder, sicurezza, intelligenza artificiale e bene comune.
La proprietà resta formalmente privata. Ma intorno cresce un sistema di regole, standard, rating, certificazioni e vincoli che può decidere chi accede al capitale, chi può competere e a quali condizioni.
Da Londra 2014 al Council for Inclusive Capitalism.
Dalla grande finanza al Vaticano.
Dall’ESG all’intelligenza artificiale.
Da Davos alla Sphere of Humanity.
Il punto non è sostenere che capitalismo inclusivo e marxismo storico siano la stessa cosa. Non lo sono.
La domanda è molto più scomoda:
👉 cosa accade quando capitale, regolazione e autorità morale cominciano a parlare lo stesso linguaggio?
E soprattutto:
🔥 CHI COSTRUISCE IL RECINTO MENTRE LO CHIAMA “UMANITÀ”?
📖 MARXISMO 2.0 — Il recinto chiamato Umanità
👉 https://truereport.net/marxismo-2-0-il-recinto-chiamato-umanita/
Condividete. Perché il potere non consiste soltanto nel possedere: consiste anche nel definire le condizioni alle quali gli altri possono possedere, produrre, investire e innovare.
#Marxismo2_0 #CapitalismoInclusivo #ESG #Davos #WEF #Vaticano #IntelligenzaArtificiale #Globalismo #Sovranità #TrueReport #VelenoQuantoBasta
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IL "METODO SÁNCHEZ":

SE LA GIUSTIZIA LO INCASTRA, DIVENTA COMPLOTTO

(il Tempo)

Il rinvio a giudizio di Begoña Gómez per traffico di influenze e malversazione apre un nuovo capitolo nello scontro tra La Moncloa e la magistratura spagnola.

Le accuse: Una cattedra straordinaria ottenuta grazie al cognome, software sviluppati con colossi privati e personale pubblico di Palazzo utilizzato per affari personali.

La risposta di regime: Invece di difendersi nel merito, il premier bolla due anni e mezzo di indagini, il filtro dell'Audiencia e il rinvio a giudizio come una "persecuzione politica".

Quando ogni accertamento scomodo diventa lawfare, l’innocenza non si dimostra in aula ma si decreta per editto: il classico metodo sopraffattivo socialista, dove l'interesse del partito piega la legge e la verità di Stato sostituisce la giustizia.


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🔥 HANNO SCELTO LA GUERRA. IL CONTO ARRIVA ALLA POMPA.
Mentre a Bruxelles si parla di sicurezza, riarmo e sostegno militare, il cittadino europeo incontra la geopolitica nel posto più concreto possibile: sul display del distributore.
⛽️ Diesel sotto pressione.
🔥 Raffinerie russe colpite.
🚫 Esportazioni limitate.
💣 Centinaia di miliardi destinati al riarmo europeo.
📈 Industria della difesa con ordini e profitti in forte crescita.
E mentre all’Europa viene chiesto di sostenere lo sforzo ucraino, le autorità anticorruzione di Kiev indagano su un presunto sistema da circa 100 milioni di dollari attorno a Energoatom.
La domanda non è se la geopolitica abbia un prezzo.
La domanda è: CHI LO STA PAGANDO?
La guerra si decide nei palazzi.
Il riarmo alimenta le fabbriche.
Il conto arriva a famiglie, automobilisti, camionisti e imprese.
📌 Numeri, documenti e fonti nell’inchiesta di TrueReport:
https://truereport.net/energia-unione-europea-hanno-scelto-la-guerra-il-conto-arriva-alla-pompa/
🔥 Leggi. Condividi. E soprattutto guarda cosa c’è dietro il prezzo alla pompa.
#TrueReport #UnioneEuropea #Energia #Diesel #Carburanti #Ucraina #Russia #Bruxelles #Riarmo #Geopolitica #CrisiEnergetica #ReArmEurope
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L'ILLUSIONE DI SIGFRIDO E IL COLOSSEO DEI CREDULONI

(il Tempo)

Mentre il teatrino mediatico inscena l’ennesima tragedia greca sull’occupazione di una Rai che è da sempre il buffet privato della politica, il rituale del «Soccorso Rosso» si attiva con spietata precisione per offrire agli indignati a comando il loro martire da palinsesto.

L’impostura, tuttavia, non risiede nel singolo giornalista, bensì nell’architettura stessa di un sistema che, attraverso la manipolazione del framing e la dettatura rigorosa dell’agenda-setting, traveste da finta neutralità un moralismo a buon mercato, concedendo paternalisticamente al pubblico l’illusione di pensare con la propria testa, proprio mentre gli somministra la dose quotidiana di realtà preconfezionata dal salotto di una Gotham City già pienamente installata.


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🔥 PRIMA ANCORA DELL’IRAQ C’ERA GIÀ IL PETROLIO
E se la storia dell’Iraq moderno fosse cominciata prima ancora che l’Iraq esistesse davvero come Stato?
📜 Sanremo, 1920.
Le grandi potenze discutono confini, mandati e soprattutto petrolio.
🇬🇧 Londra.
🇫🇷 Parigi.
🛢 Mosul e le future immense riserve irachene.
Poi arrivano la monarchia, le concessioni petrolifere, la Turkish Petroleum Company, Kirkuk, la Iraq Petroleum Company e un sistema nel quale Baghdad possiede il territorio ma non controlla ancora pienamente la risorsa che si trova sotto i suoi piedi.
La PARTE 1 della nostra ricostruzione attraversa mezzo secolo di diplomazia, imperi, compagnie petrolifere e interessi strategici per rispondere a una domanda:
👉 quanto della storia dell’Iraq è stato scritto attorno al petrolio?
Un viaggio da Sanremo al grande gioco petrolifero internazionale, attraverso documenti, accordi e passaggi storici spesso dimenticati.
⚠️ Questa è soltanto la prima parte.
PRIMA ANCORA DELL’IRAQ C’ERA GIÀ IL PETROLIO
👇 LEGGI L’INCHIESTA – PARTE 1
TrueReport – Prima ancora dell’Iraq c’era già il petrolio
#Iraq #Petrolio #Geopolitica #Sanremo1920 #Kirkuk #Mosul #MedioOriente #Storia #TrueReport
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🔥 PARTE II — INDIPENDENTE SULLA CARTA. MA IL PETROLIO RESTAVA NELLE MANI DELLE COMPAGNIE.
Nel 1932 l’Iraq diventa formalmente indipendente.
Ma c’è una domanda che vale più di qualsiasi bandiera:
🛢 chi controlla davvero il petrolio?
I pozzi di Kirkuk producono.
Gli oleodotti portano il greggio verso il Mediterraneo.
Le grandi compagnie internazionali amministrano concessioni immense.
E Baghdad?
Incassa royalties, mentre la battaglia per conquistare un controllo molto maggiore sulle proprie risorse è appena cominciata.
Poi cambia tutto.
⚡️ Il modello 50/50 scuote il Medio Oriente.
⚡️ Mossadegh nazionalizza il petrolio iraniano.
⚡️ Nasce l’OPEC a Baghdad.
⚡️ La monarchia irachena viene rovesciata nel 1958.
⚡️ La Legge n. 80 del 1961 sottrae alle compagnie oltre il 99% delle aree concesse non ancora sviluppate.
Fino al passaggio decisivo:
🔥 1 GIUGNO 1972: L’IRAQ NAZIONALIZZA GLI ASSET DELL’IRAQ PETROLEUM COMPANY NEL NORD.
Cinquant’anni dopo Sanremo, il rapporto di forza viene riscritto.
Ma impossessarsi dei pozzi significava davvero conquistare la sovranità?
Perché estrarre il petrolio era soltanto metà della battaglia.
Restavano mercati, compratori, trasporto, tecnologia e potere internazionale.
📖 PARTE II — INDIPENDENTE SULLA CARTA, DIPENDENTE SUL PETROLIO
La lunga marcia dall’indipendenza formale alla nazionalizzazione del 1972.
👇 LEGGI LA SECONDA PARTE SU TRUEREPORT
PARTE II — La lunga marcia verso il 1972
#Iraq #Petrolio #Geopolitica #Kirkuk #IPC #OPEC #Nazionalizzazione #MedioOriente #Storia #Sovranità #TrueReport
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LA CONGREGA DELLA MENZOGNA

L’Élysée ha convocato a Metz tutti i capi di Stato UE per ascoltare il Papa parlare di «radici, pace e unità».

A proposito di pulpito e predica... Hanno eroso la memoria sacra delle RADICI, dissolto l’UNITÀ delle comunità e nascosto la PACE dietro una marea di menzogne, come il trucco di un treccartista da strada.

Mala-fede.


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LA MARIONETTA LULA E I SUOI “PADRONI” SENTONO FRANARE IL TERRENO SOTTO I PIEDI

"Gli Stati Uniti non possono imporre regole a nessuno. Trump è stato eletto per guidare gli Stati Uniti, ma non ha il diritto di governare altre nazioni o di imporre la sua volontà. Non cerchiamo confronti, ma partnership e cooperazione con aziende americane, cinesi, francesi e tedesche. Vogliamo rispetto, non interferenze."


Lula sa che chi governa il suo paese sono i “cartelli” che l’Amministrazione Trump sta combattendo. I suoi “padroni” mettono quindi le mani avanti mandandolo all’attacco…

Una volta liberata dagli usurai e dai trafficanti, l’America Latina non sarà più la stessa e sorgerà finalmente a vita nuova, veramente LIBERA e SOVRANA.
Basta guardare il Venezuela…


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