Ali
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Il Sassone è stanco. Illustri commentatori ancora fulminati sulla via di Sassonia dalla pantomima "democratica" delle "elezioni" che, fino ad oggi, ha stritolato tutti, compresi loro. Nell'agonia, i tromboncini sono ancora convinti che il Popolo conti…
Davvero allucinante, ciò che sta accadendo, mentre c'è gente che esulta e, di colpo, la "democrazia" occidentale è diventata una faccenda seria, dove davvero è il popolo che sceglie i propri rappresentanti.

Ma mi sembra un vuoto esercizio di stile sprecare ancora tempo e spazio su questa banale (e tristissima) faccenda. Lascio che a parlare sia questa immagine, che racconta più di mille parole.
Nel breve video, la situazione in uno degli stabilimenti ArAmCo, Arabian American oil Company. Di seguito, il commento di Mustafa Amer, scrittore Yemenita:
 
“ Gloria a Dio, che ha riempito l'Arabia Saudita di petrolio e ci ha dato i fiammiferi.
 
Tedesco avvisato...

" Se l'Europa attaccasse la Russia, la guerra sarebbe completamente diversa e molto breve.

" Persone come Merz considerano la Russia una minaccia e non si tratta di una gaffe: non hanno rinnegato i loro antenati nazisti.


Sergey Lavrov (in una foto d'archivio risalente al momento in cui s'è trovato innanzi il nostro Giggino) ricorda le parole pronunciate a suo tempo dal Presidente Putin.
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Il fondo del Barile.

Come già in un passato anche recente, il braccio armato più intransigente dell'Asse della Resistenza, Ansarullah, sta sferrando il colpo decisivo.

Gli Houti, come continua a chiamarli chi vorrebbe relegarli al ruolo di tribù locale di scarsa valenza militare, stanno facendo pelo e contropelo ai Sauditi, oltre che alle Forze armate del proprio Governo ufficiale, entrambi cugini di merenda degli Yankee e dei Riccioletti, ovvero stanno letteralmente scacciando dalla Regione le sedicenti "truppe scelte" del potere globalista.

Senza scendere nel merito dei fatti di cronaca, porti, aeroporti, isole ed insediamenti urbani sono ora nelle mani dei cosiddetti "ribelli" Yemeniti, cioè di quella parte di Popolo, strutturato politicamente e militarmente, che si è sempre opposto alla dominazione coloniale occidentale ed ai lacchè locali: lo Stretto di Bab-el Mandeb, al pari di quello di Hormuz, è ora saldamente sotto il controllo delle Forze Antagoniste che si oppongono ai disperati (e disastrati) eserciti occidentali, quelli che vorrebbero (sulla carta) almeno mantenere la posizione.

Tutto finto, naturalmente, nessun militare che abbia un minimo di buon senso avrebbe mai potuto anche soltanto sperare di aver ragione di un Popolo che prepara da quasi un secolo la sua vendetta contro il nazista invasore travestito da vittima ante litteram. Le nostre Fallaci sovrastrutture sono definitivamente cadute e mostrano un Re più che nudo, con le pezze al culo, che lancia stormi di costosissimi missili intercettori, gli ultimi che gli restano, nel tentativo di fermare pochi proiettili Yemeniti.

Ed Iraniani, non dimentichiamolo. Nel quartier generale degli scappati di casa a stelle cadenti e strisce sbiadite, qualcuno inizia a prendere atto del disastro. La Lincoln, la ex nave invincibile (?) della Marina più forte del mondo (?) è tornata mestamente a casa, probabilmente a remi, mentre il responsabile yankee della flotta delle bagnarole - un tale che ha un nome cinese, pur essendo americano come ogni altro avventuriero euro-asiatico che si è sostituito ai Nativi dopo averli sterminati - ha dichiarato che la Base della Quinta Flotta, in Bahrein, non esiste più, a seguito delle incursioni delle Forze Aerospaziali Iraniane, ed il Pentagono sta ipotizzando di abbandonarla definitivamente, ritirando gli ultimi effettivi che non si siano già eliminati manu propria.

Fa tutto parte del gioco, naturalmente. Oltre ai colpi di mano ad effetto di stampo terroristico, come i cerca-persone che esplodono e le scuole dell'infanzia bombardate durante le lezioni, la guerra è persa e l'unico obiettivo possibile è continuare a combatterla ad oltranza, trascinando nel proprio disastro (economico: ogni disastro lo è) la maggior parte possibile di mondo. Impedire che le risorse a basso costo raggiungano il mercato è lo scopo ultimo dell'intera operazione, dalla distruzione del gasdotto Russo che teneva in piedi la Germania, dunque l'intera Europa, all'ultima operazione speculativa sul prezzo del petrolio: si fa la cresta sul tetto del Barile, più che raschiarne il fondo, ma il senso è quello.
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Due più due.

Anche qualche "cervello" Europeo inizia a farsi domande elementari tipo quella del titolo, ed in questo caso, essendo un Docente Universitario Norvegese, verrebbe da chiedersi come mai non ci sia arrivato prima.

Ma si sa, l'ubriacatura mediatica riesce a convincerti di tutto, anche di un Morbo invisibile ed asintomatico, contro il quale devi iniettarti un Siero miracoloso per aver salva la vita. Pensa quanto ci vuol poco a farti bere la storia del Dittatore bolscevico che muove verso ovest per invadere il tuo giardino fiorito di libertà e democrazia.

Insomma, pagavamo il gas 150 dollari per 1000 metri cubi, ora ci costa dieci volte tanto, 1500 dollari, col freddo le cose peggioreranno e le riserve strategiche non sono mai state tanto scarse come ora.

Come mai dunque, chiosa il Docente, essendo questo l'unico effetto raggiunto dalla guerra, non si "inverte la rotta" e si ritorna dal Presidente Russo col cappello in mano?

Tralasciando il fatto che i "politici" europei non hanno certo carta bianca ma sono meri esecutori di piani stabiliti altrove, qui finisce l'effetto della scintilla di saggezza che, chissà come, ha raggiunto il Norvegese: la strategia occidentale della guerra permanente serve proprio a quello, a raschiare il fondo del patrimonio immobiliare, se non globale almeno quello delle colonie, per poi sparire con la cassa.

Decimare la popolazione, sia chimicamente, come accennavo sopra, sia coi metodi tradizionali a fucilate, è tattica fondamentale di quella strategia: meno gente ci sarà, non soltanto a rivendicare titoli di proprietà quanto ad ingombrare fisicamente il territorio, più facile sarà passare all'incasso.

Ma, come nel caso della psico-pandemia, la realtà è troppo dura da accettare, il disegno è talmente diabolico che è difficile immaginare che tutto questo stia accadendo per davvero, nonostante la lapalissiana evidenza.

Insomma, l'universitario nordico ci ha provato pure, a fare le addizioni, ma non gli ha retto la pompa tanto da scendere fino in fondo nella tana del Bianconiglio. Come biasimarlo.
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Dei racconti e della Realtà.

Vivono in un mondo parallelo e fantastico. Non hanno più copertura antiaerea, i missili Iraniani e Yemeniti colpiscono dove e quando vogliono, a terra come in mare, causando danni per miliardi di dollari. Dei costosissimi velivoli che dovevano essere "invisibili" ai radar ne sono stati abbattuti a decine. Delle "inespugnabili" Basi militari nella Regione e delle avveniristiche macchine ivi contenute restano soltanto macerie e carcasse.

Eppure, mentre il disastro viene nascosto sotto al tappeto della propaganda - non ci dimentichiamo che, poco più a nord, il Comico Grigioverde starebbe facendo a pezzi un Putin disperato - i Riccioletti continuano ad insistere con la storia del "regime change".

Uno di questi tromboncini, parlando alla TV ufficiale, ha sostenuto che i Servizi stanno finanziando e armando la frangia Iraniana del dissenso, che esiste, egli giura, ed è numericamente importante, ben più della metà della popolazione e, presto, assalterà i palazzi del potere, prenderà il controllo del Paese ed aprirà la porta al trionfo occidentale.

Sennonchè, oggi il Popolo Iraniano festeggia il 200-esimo giorno di Resistenza, scendendo in piazza, come ogni notte, non soltanto nella Capitale ma in tutto il Paese.

" 200 notti di Resistenza - dice il cartello in foto - e rimarremo nelle strade fino all’eliminazione completa del sionismo.

 
DONNA VITA FALSITA'.pdf
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Donna, vita, falsità.

A proposito delle "rivoluzioni colorate", ovvero di quel meccanismo di controllo sociale occidentale mascherato da spontanea sollevazione popolare, un imperdibile documento pubblicato da t.me/IranIslamico che smonta la narrazione delle cosiddette "rivolte" di stampo vagamente femminista. Quello stesso materiale a cui facevo riferimento sopra e nel quale i disastrati "servizi" dei satanici Riccioletti fanno ancora finta di credere - per tacer del nostrano gregge rincoglionito.

Buona lettura.
Perplessità.

Ogni tanto faccio riferimento ad un classico del nostro recente passato che è diventato Storia nel momento stesso in cui accadeva: il Ministro degli Esteri Russo, Lavrov, che si è trovato di fronte il nostro scappato di casa, Giggino, ex bibitaro allo stadio San Paolo di Napoli, in qualità di suo interlocutore.

Ma che dire del Ministro degli Esteri Iraniano Araghchi che, all'improvviso, ha dovuto fare i conti con una KajKaj che gli parlava facendo finta di sapere esattamente cosa stesse dicendo?
Reo confesso.

Netanyahu è un nazista, gli ebrei sionisti sono razzisti e l'invenzione globalista chiamata “israele”, un fazzoletto di terra grosso più o meno quanto la Puglia e che pretende di controllare l'Asia occidentale, è un covo di terroristi che praticano l'apartheid e il genocidio dei Popoli locali, colpevoli soltanto di abitare le proprie case e coltivare la propria Terra.

Da oggi in poi, in Italia, dire o scrivere una cosa del genere è reato.

Ebbene sì, signor Giudice, sono colpevole.
Chissà perché, ho copiato ed incollato anche su Facebook il breve testo sopra. Frequento sempre meno quel meccanismo di controllo delle masse messo in piedi dallo stesso clan massonico globalista che ha inventato la "terra promessa" (a sé stesso).

Bene, indovinate un po' cos'è successo, otto minuti dopo...
Ali
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Avanspettacolo economico.

Iniziamo da alcune definizioni.

La guerra, che com'è noto è soltanto uno dei mezzi per (ri) definire i rapporti di forza internazionali, si combatte per motivi economici; e questa è facile, abbastanza intuitiva: dato un qualunque avvenimento politico, e la guerra lo è, chiediti da che parte va il denaro.

Il denaro non è esso stesso potere, come si ostina a sostenere qualcuno, ma è soltanto un mezzo per soggiogare l'individuo, ovvero un gruppo di individui, al capriccio (lui dice “regole”) di chi quel denaro lo stampa, ovvero si è arrogato il diritto di farlo. Per controllare il mondo, diceva qualcuno, non voglio eserciti, voglio banche che emettano titoli di credito, cioè cartamoneta; e dagli torto.

Caliamo tutto questo nella cronaca.

La guerra all'Iran, una operazione militare a perdere, dal punto di vista occidentale, che non ha alcuna possibilità di essere "vinta" dalle fatiscenti forze Atlantiche, serve proprio a questo: cosa fa un ex-egemone che quel controllo del mondo basato sulla possibilità di emettere denaro, nella fattiscepie il dollaro, cioè l'unica divisa universalmente riconosciuta come riferimento per gli scambi internazionali, questo privilegio lo ha perso, dal momento che gli ex sudditi hanno mangiato la foglia ed iniziano ad usare la propria divisa negli scambi?

Il vecchio Re, ormai nudo, tira giù con sé tutti gli altri, si inventa una crisi internazionale, di cui è egli stesso causa, e raschia il fondo del barile, come mi piace dire, drenando risorse, fino alle ultime rimaste, dalle tasche degli ex coloni, quegli stessi che un tempo hanno banchettato con le briciole che il padrone del vapore (cioè delle banche) lasciava cadere dal proprio tavolo per tenerli buoni e farli sentire “classe media”.

Nella foto sopra, e senza esplicitare il banale collegamento a quanto appena detto, il costo giornaliero di una VLCC, cioè di una superpetroliera, che è passato da 50k dollari al giorno, prima della cosiddetta "guerra" in Asia occidentale, a più di un milione: almeno duecento volte di più.

E c'è ancora chi si chiede come mai, venti anni fa, pur essendo il petrolio più caro di adesso, il prezzo della benzina alla pompa fosse più basso.

E c'è ancora chi crede alla favoletta che Bibi, il capo dei Riccioletti, abbia trascinato il Biondo, il capo degli Yankee, nell'assalto al cielo Persiano inseguendo il sogno satanico (lui dice divino) del Terzo Tempio e della Terra Promessa (a sé stesso).

E chi continua ad inseguire questi fantasmi narrativi che (ancora) fanno egemonia, durante gli ultimi rantoli della bestia morente, sono proprio le vittime della macchina tritacarne (o schiacciasassi, se preferite) che li sta maciullando: quelli che portano la propria scatoletta, fresca di lavaggio gestito da lavoranti diversamente bianchi, alla stazione di servizio per fare il pieno - magari, per mettere 20 euro con la carta.

Poi ci sono quelli che si credono più furbi e la scatoletta la comprano a batteria, che alla pompa di benzina ci vadano i poveri, ma sorvoliamo: è già abbastanza divertente così.
Disperato, economico stomp.

Non è una vera e propria notizia. Il fantoccio Biondo, quello che recita il ruolo di capitano di una delle enclavi occidentali, sta facendo accordi col presidente Russo Putin per comprare gasolio e gas da rivendere alle colonie europee e farci la cresta. Addirittura si pensa al ripristino del gasdotto, quello fatto saltare in aria proprio per innescare la "crisi".

Leggo in giro commenti allucinati del tipo: mossa disperata del presidente americano che tenta di allontanare da sé lo spettro della recessione, alla vigilia delle elezioni di metà mandato - e lasciamo perdere quelli che ancora, oltre ogni soglia del ridicolo, parlano di elezioni e di “clamorosi risultati dalle urne” in questo marasma da tramonto dell'Impero.

Invece, lo schiacciasassi avanza inesorabile per la propria strada, quella intrapresa già da tempo e diventata concreta con la pantomima sanitaria: distruggere il tessuto sociale, oltre a quello produttivo, dunque economico, e passare all'incasso di ogni bene residuo, soprattutto attraverso la stretta delle risorse energetiche, fino a mettere le mani sull'ultima pietra del patrimonio immobiliare degli schiavi delle colonie.

Il tutto con l'appoggio dei burattini di secondo livello, quegli improbabili pupazzi “eletti dal popolo” (le risate) che fingono di dirigere il carrozzone dei sottoposti, a partire dalla ridicola messa in scena che vorrebbe genti diverse accomunate da un unico vessillo blu a stelline e da un'unica fallimentare moneta, fino ai "parlamenti" (si fa per dire) dei singoli Stati. Chiaro come il sole, se non fosse oscurato dalle nuvole nere della propaganda egemone, mentre la tempesta perfetta si avvicina.

Io me lo vedo, il massone nella sua stanza dei bottoni con i monitor che mostrano i flussi di denaro nelle sue casse, mentre chiude un poco gli occhi e con dolcezza fa partire la sua mano...
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Mi dicono che non è vero.

Con riferimento a quanto scrivevo sopra ed a proposito degli improbabili personaggi di secondo livello che reggono il gioco del massone che gode dei dividendi della "crisi", la ex-perfida Albione ha cambiato il burattino di rappresentanza.

Questo nuovo si chiama Burnham, letteralmente Brucia il Prosciutto e, oltre a cucinare male, ha immediatamente mostrato la propria totale subalternità alla ormai stantia narrazione egemone, quella che suona al più come parodia di sé stessa, un canovaccio, un tempo comico, trasformato in un tormentone che non diverte più nessuno, nemmeno i guitti che lo interpretano.

La Brexit, innanzi tutto. Non è vero che il Regno Unito volesse uscire dalla Santa Alleanza, sono stati i Servizi Russi a metterci lo zampino, a falsare i risultati del "referendum popolare" del 2016 (*) e a causare l'improvvido divorzio: il "popolo inglese" (*) ama l'Unione Europea e chiede a gran voce di ritornare sotto il vessillo blu a stelline che sventola a Bruxelles.

(*) nota per i più distratti: "popolo", nel linguaggio dei saltimbanchi che interpretano il ruolo di "delegati regolarmente eletti" (?) dal Popolo, quello vero, è una figura retorica che non ha niente a che vedere con le masse e con la volontà di quelle, per quanto inebetite dalla propaganda, e serve soltanto a giustificare le mosse (apparentemente) prive di senso che i caporali sono costretti a prendere, in funzione degli ordini ricevuti da chi li ha innalzati al ruolo di comandanti, ma torniamo a noi.

La coperta della propaganda è ormai troppo corta, la sovrastruttura non regge più, ed il brucia-prosciutto, incalzato dalle domande, è stato costretto ad ammettere che no, non ci sono prove concrete del fatto che dietro la Brexit ci fossero Servizi Russi.

Ma fra i Moloch eletti a “nemici” nella narrazione egemone non c'è soltanto la Russia. Infatti, l'improvvido cuoco ci riprova: dietro al “tentato attentato” (sembra uno scioglilingua) alla Base aerea di Fairford (cinque ragazzini scoperti da una casalinga, fermati dalla polizia e subito rimessi in libertà) ci sono le Guardie della Rivoluzione Islamica. Ne siamo certi, ha aggiunto. Questa volta è lo stesso MI6, i suoi stessi Servizi a smentirlo: non c'è alcuna prova di un coinvolgimento Iraniano nell'operazione (sotto-testo: siamo stati noi, un po' di rispetto, che diamine).

Ipotizziamo la prossima dichiarazione: non è vero che ho bruciato il prosciutto, sono stati i Servizi Russi ad alzare la fiamma, nonostante noi avessimo preventivamente distrutto il gasdotto, per cercare di fermarli.

Poi sono arrivati i padroni - non proprio, se questi sono caporali, quelli, gli americani, sono sergenti maggiori, i generali vivono occultati altrove e tu che leggi non sei nemmeno soldato semplice, sei carne da cannone - ed ora il gas arriva, solo che lo paghiamo cinque volte di più ed i prosciutti che bruciano sono i nostri, a partire dall'orifizio centrale. Ma questa è un'altra storia, stretta è la foglia (che ci resta in tasca) larga è la via (per cui sta scomparendo) eccetera.
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