Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Il declino Usa, la Russia e la catastrofe atomica
Di Francesco Sylos Labini
Domani, alla Fondazione Di Vittorio di Roma (e in diretta streaming sul loro canale YouTube), si terrà la lectio di Jeffrey Sachs Geopolitics of a changing World: how to avoid Thucydides’s trap. Anticipiamo qui uno stralcio dell’intervento di Francesco Sylos Labini, tra gli ospiti dell’incontro.
Jeffrey Sachs dall’inizio della guerra in Ucraina è stato un riferimento imprescindibile per capirne le ragioni. Sachs si trovava nella sala del Cremlino quando Eltsin firmò il decreto di dissoluzione dell’Urss nel 1991, il Big Bang della nostra epoca. Da quel momento, invece che alla “fine della storia”, abbiamo assistito all’apertura del vaso di Pandora da cui sono fuoriusciti i mostri che popolano l’incubo attuale.
Quello è stato uno spartiacque chiave della nostra epoca: nel 1991 “l’orologio della fine del mondo” segnava 17 minuti alla mezzanotte e nel 2024 ci separano solo 90 secondi dall’apocalisse atomica. Come e perché questo capitale di pace che abbiamo ereditato nel 1991 è andato disperso è la storia dell’incubo in cui siamo immersi ora. Per la Russia il 1991 ha segnato l’inizio di una tragedia che è durata dieci anni durante i quali il Pil per persona è diminuito del 40% per poi risalire con l’avvento di Putin al potere (oggi è del 30% maggiore di quello del ’91). In Occidente è invece iniziata una crescita consistente del numero di miliardari e della loro ricchezza: oggi le ottantacinque persone più ricche del mondo hanno la stessa ricchezza del restante 99% della popolazione del pianeta. Inoltre, dagli anni 90 in poi si è assistito all’ascesa della Cina. Lì il Pil per persona, dal 1990 a oggi, è cresciuto di 13 volte e il Pil totale ha ora superato quello degli Usa in termini di parità di potere di acquisto. Inoltre, il combinato dei Pil dei Paesi cosiddetti “Brics” ha superato quello dei Paesi del G7, che nel 1991 erano i più industrializzati. I Brics hanno oggi il 45% della popolazione del mondo, producono il 40% del petrolio e il loro contributo alla crescita economica mondiale è del 44% contro il 20% del G7.
L’ascesa di una grande potenza industriale come la Cina sarebbe potuta entrare in rotta di collisione con l’unica potenza egemone rimasta dal 1991, gli Usa: questa è la tesi di John Mearsheimer secondo cui le grandi potenze lottano per essere egemoni e ciò comporta una perpetua competizione. In realtà questa prospettiva è adatta a interpretare la politica estera americana, ma forse meno adatta a spiegare la politica estera cinese. Ad esempio, gli Stati Uniti hanno 750 basi militari all’estero, in 80 Paesi con 170 mila soldati, mentre la Cina ha una sola base militare fuori dal suo territorio a Gibuti; negli ultimi quarant’anni la Cina non è mai stata coinvolta in alcun conflitto mentre gli Usa in più di dieci. Dagli anni 90 inoltre la temperatura globale è cresciuta sempre più velocemente. Questo poiché la Cina ha iniziato a emettere gas serra, di cui oggi è la maggiore produttrice, ma il primato di emissione per persona spetta ancora agli Usa, che hanno emesso anche, nella storia, il doppio di gas serra della Cina, pur avendo un quarto della sua popolazione. Ed è assodato che più si consumano combustibili fossili più aumenta la temperatura. Quando i Paesi si sviluppano aumenta il loro Pil pro capite e l’emissione, sempre per persona, di gas serra: questo pone un problema di sostenibilità globale, di giustizia climatica e di limiti dello sviluppo per via delle risorse finite. Oggi, la quota della manifattura cinese è pari a quella degli Usa e dell’Europa messe assieme; la Cina è diventata il maggiore esportatore di automobili, maggior produttore di panelli solari e ha un consumo di energia e una produzione di acciaio in continua crescita. Negli ultimi trent’anni sono state costruite intere città, è stata sviluppata una gigantesca rete di treni ad alta velocità e per ogni nave costruita in America in Cina ne vengono costruite 250.
Segue...
Di Francesco Sylos Labini
Domani, alla Fondazione Di Vittorio di Roma (e in diretta streaming sul loro canale YouTube), si terrà la lectio di Jeffrey Sachs Geopolitics of a changing World: how to avoid Thucydides’s trap. Anticipiamo qui uno stralcio dell’intervento di Francesco Sylos Labini, tra gli ospiti dell’incontro.
Jeffrey Sachs dall’inizio della guerra in Ucraina è stato un riferimento imprescindibile per capirne le ragioni. Sachs si trovava nella sala del Cremlino quando Eltsin firmò il decreto di dissoluzione dell’Urss nel 1991, il Big Bang della nostra epoca. Da quel momento, invece che alla “fine della storia”, abbiamo assistito all’apertura del vaso di Pandora da cui sono fuoriusciti i mostri che popolano l’incubo attuale.
Quello è stato uno spartiacque chiave della nostra epoca: nel 1991 “l’orologio della fine del mondo” segnava 17 minuti alla mezzanotte e nel 2024 ci separano solo 90 secondi dall’apocalisse atomica. Come e perché questo capitale di pace che abbiamo ereditato nel 1991 è andato disperso è la storia dell’incubo in cui siamo immersi ora. Per la Russia il 1991 ha segnato l’inizio di una tragedia che è durata dieci anni durante i quali il Pil per persona è diminuito del 40% per poi risalire con l’avvento di Putin al potere (oggi è del 30% maggiore di quello del ’91). In Occidente è invece iniziata una crescita consistente del numero di miliardari e della loro ricchezza: oggi le ottantacinque persone più ricche del mondo hanno la stessa ricchezza del restante 99% della popolazione del pianeta. Inoltre, dagli anni 90 in poi si è assistito all’ascesa della Cina. Lì il Pil per persona, dal 1990 a oggi, è cresciuto di 13 volte e il Pil totale ha ora superato quello degli Usa in termini di parità di potere di acquisto. Inoltre, il combinato dei Pil dei Paesi cosiddetti “Brics” ha superato quello dei Paesi del G7, che nel 1991 erano i più industrializzati. I Brics hanno oggi il 45% della popolazione del mondo, producono il 40% del petrolio e il loro contributo alla crescita economica mondiale è del 44% contro il 20% del G7.
L’ascesa di una grande potenza industriale come la Cina sarebbe potuta entrare in rotta di collisione con l’unica potenza egemone rimasta dal 1991, gli Usa: questa è la tesi di John Mearsheimer secondo cui le grandi potenze lottano per essere egemoni e ciò comporta una perpetua competizione. In realtà questa prospettiva è adatta a interpretare la politica estera americana, ma forse meno adatta a spiegare la politica estera cinese. Ad esempio, gli Stati Uniti hanno 750 basi militari all’estero, in 80 Paesi con 170 mila soldati, mentre la Cina ha una sola base militare fuori dal suo territorio a Gibuti; negli ultimi quarant’anni la Cina non è mai stata coinvolta in alcun conflitto mentre gli Usa in più di dieci. Dagli anni 90 inoltre la temperatura globale è cresciuta sempre più velocemente. Questo poiché la Cina ha iniziato a emettere gas serra, di cui oggi è la maggiore produttrice, ma il primato di emissione per persona spetta ancora agli Usa, che hanno emesso anche, nella storia, il doppio di gas serra della Cina, pur avendo un quarto della sua popolazione. Ed è assodato che più si consumano combustibili fossili più aumenta la temperatura. Quando i Paesi si sviluppano aumenta il loro Pil pro capite e l’emissione, sempre per persona, di gas serra: questo pone un problema di sostenibilità globale, di giustizia climatica e di limiti dello sviluppo per via delle risorse finite. Oggi, la quota della manifattura cinese è pari a quella degli Usa e dell’Europa messe assieme; la Cina è diventata il maggiore esportatore di automobili, maggior produttore di panelli solari e ha un consumo di energia e una produzione di acciaio in continua crescita. Negli ultimi trent’anni sono state costruite intere città, è stata sviluppata una gigantesca rete di treni ad alta velocità e per ogni nave costruita in America in Cina ne vengono costruite 250.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Soprattutto la Cina è diventata leader nei brevetti in quasi tutti i settori tecnologicamente avanzati, grazie alla crescente spesa in ricerca e sviluppo. Inoltre, è in testa per gli articoli scientifici, nelle classifiche delle istituzioni accademiche, per la quota di laureati nelle materie tecnico-scientifiche e per l’esportazione di prodotti ad alta tecnologia. Questa situazione pone un problema nuovo agli Usa perché stanno perdendo il ruolo egemonico che hanno avuto dal crollo dell’Urss. Nel 1948 gli Usa avevano il 50% della ricchezza e solo il 6% della popolazione: il loro scopo è sempre stato quello di mantenere questa disparità. Questa logica permette di individuare i motivi delle guerre in corso: la Russia con le sue ricchezze naturali, la Cina potenza tecnologica e manifatturiera, il Medio Oriente con le enormi risorse energetiche. Come risultato, vediamo un assurdo ricorso all’armamento e l’aumento della mentalità di guerra e delle spese militari.
Gli anni 90 hanno anche segnato l’accelerazione nella crescita del debito pubblico americano e negli interessi: nel 2023 il debito è arrivato a 35 trilioni di dollari e gli interessi a un trilione. Come questo sia sostenibile è il problema che riguarda “l’esorbitante privilegio” del dollaro come valuta di riserva e come moneta per gli scambi internazionali. Le tensioni attuali sono dunque dovute alla lotta per il controllo delle risorse, della scienza, della tecnologia e della moneta. Ci chiediamo allora dove sia finito il sogno americano; dov’è l’America che doveva essere la città luminosa sopra la collina? Dove è finita l’età della ragione che sembrava guidarci da oltre due secoli? E soprattutto: cosa dobbiamo fare per evitare la catastrofe?
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Gli anni 90 hanno anche segnato l’accelerazione nella crescita del debito pubblico americano e negli interessi: nel 2023 il debito è arrivato a 35 trilioni di dollari e gli interessi a un trilione. Come questo sia sostenibile è il problema che riguarda “l’esorbitante privilegio” del dollaro come valuta di riserva e come moneta per gli scambi internazionali. Le tensioni attuali sono dunque dovute alla lotta per il controllo delle risorse, della scienza, della tecnologia e della moneta. Ci chiediamo allora dove sia finito il sogno americano; dov’è l’America che doveva essere la città luminosa sopra la collina? Dove è finita l’età della ragione che sembrava guidarci da oltre due secoli? E soprattutto: cosa dobbiamo fare per evitare la catastrofe?
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Giorgio Bianchi Photojournalist
Notizie e analisi sull'attualità e la geopolitica.
Presi dalle faccende internazionali ci dedichiamo alle pagliuzze negli occhi altrui, dimenticando la trave che insiste nel nostro, come ho già avuto modo di scrivere, e non si tratta dell'occhio.
Questa sciacquetta starnazzante, esponente PD, invoca, di fatto, la censura e nessuno che protesti, proprio nessuno se non i diretti interessati e noi che a quelle voci ricorriamo per ottenere una informazione non viziata dalla propaganda di regime.
Ritorna il dubbio amletico che più volte affiora: la gallinella è a libro paga di Soros anch'essa o è semplicemente scema e cerca un posto al sole soltanto perché così fan tutte?
Questa sciacquetta starnazzante, esponente PD, invoca, di fatto, la censura e nessuno che protesti, proprio nessuno se non i diretti interessati e noi che a quelle voci ricorriamo per ottenere una informazione non viziata dalla propaganda di regime.
Ritorna il dubbio amletico che più volte affiora: la gallinella è a libro paga di Soros anch'essa o è semplicemente scema e cerca un posto al sole soltanto perché così fan tutte?
Ali
Presi dalle faccende internazionali ci dedichiamo alle pagliuzze negli occhi altrui, dimenticando la trave che insiste nel nostro, come ho già avuto modo di scrivere, e non si tratta dell'occhio. Questa sciacquetta starnazzante, esponente PD, invoca, di fatto…
Il nemico vero marcia alla tua testa
“ Quando il regime di Zelensky fallirà, e quel momento è vicino, gli Stati Uniti stanno preparando l'Europa continentale ad un conflitto armato diretto e suicida con la Russia.
Sono parole di Sergey Lavrov che ha aggiunto:
“ La Russia non è chiusa al dialogo con l'occidente, stabilire legami sulla base degli interessi nazionali di ciascun Paese è alla base della filosofia dei BRICS, con particolare riferimento al sud e all'est del mondo, un passo importante verso il multipolarismo.
Siamo davanti ad una scelta, come spesso accade nella vita: saltare sul carro del mondo nuovo, scrollarsi da dosso questo retaggio coloniale del passato che ci ha visti obbedienti burattini o perseverare nell'errore, restare a bordo del treno di folli che procede a tutto vapore verso la propria e la nostra autodistruzione?
La risposta sarebbe ovvia e la domanda più che retorica, al limite dell'ozioso. Poi ti vengono in mente i personaggi come la gallinella starnazzante di cui al post precedente, quella che non si capisce se gracchi le proprie bestialità anti-russe perché opportunamente foraggiata o semplicemente per piaggeria, per stupido gregarismo.
E capisci che, fin quando saranno questi nemici a marciare alla tua testa, il tuo destino è segnato.
“ Quando il regime di Zelensky fallirà, e quel momento è vicino, gli Stati Uniti stanno preparando l'Europa continentale ad un conflitto armato diretto e suicida con la Russia.
Sono parole di Sergey Lavrov che ha aggiunto:
“ La Russia non è chiusa al dialogo con l'occidente, stabilire legami sulla base degli interessi nazionali di ciascun Paese è alla base della filosofia dei BRICS, con particolare riferimento al sud e all'est del mondo, un passo importante verso il multipolarismo.
Siamo davanti ad una scelta, come spesso accade nella vita: saltare sul carro del mondo nuovo, scrollarsi da dosso questo retaggio coloniale del passato che ci ha visti obbedienti burattini o perseverare nell'errore, restare a bordo del treno di folli che procede a tutto vapore verso la propria e la nostra autodistruzione?
La risposta sarebbe ovvia e la domanda più che retorica, al limite dell'ozioso. Poi ti vengono in mente i personaggi come la gallinella starnazzante di cui al post precedente, quella che non si capisce se gracchi le proprie bestialità anti-russe perché opportunamente foraggiata o semplicemente per piaggeria, per stupido gregarismo.
E capisci che, fin quando saranno questi nemici a marciare alla tua testa, il tuo destino è segnato.
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Il Tempio profanato
Quanto mostrato nel video accadeva prima di quel fatidico 7 ottobre, era la quotidianità. Coloni israeliani prendono possesso di campi e abitazioni nel nord della Palestina e, senza alcun altro senso che non sia quello della sopraffazione, dell'affermazione del potere, distruggono le piantagioni sotto gli occhi dei contadini stessi.
Dimentica per un attimo l'assalto alla Moschea, andiamo oltre i simboli: il vero Tempio profanato è questo. Ora dimmi che, se tu fossi uno di quegli agricoltori che assiste allo scempio, non sarebbe venuta in mente anche a te la Tempesta di Al-Aqsa.
Quanto mostrato nel video accadeva prima di quel fatidico 7 ottobre, era la quotidianità. Coloni israeliani prendono possesso di campi e abitazioni nel nord della Palestina e, senza alcun altro senso che non sia quello della sopraffazione, dell'affermazione del potere, distruggono le piantagioni sotto gli occhi dei contadini stessi.
Dimentica per un attimo l'assalto alla Moschea, andiamo oltre i simboli: il vero Tempio profanato è questo. Ora dimmi che, se tu fossi uno di quegli agricoltori che assiste allo scempio, non sarebbe venuta in mente anche a te la Tempesta di Al-Aqsa.
La NATO ha dichiarato che la presenza di truppe Nord Coreane in Ucraina rappresenta una grave minaccia per la sicurezza.
Pardon, era facile.
Pardon, era facile.
Forwarded from Saker Italia
La limousine di Mikhail Gorbaciov è stata messa in vendita a Dubai.
Stiamo parlando del modello ZIL-41047 prodotto nel 1985. L'auto viene venduta da uno dei concessionari di automobili. Nell'annuncio si legge che l'auto ha 8.000mila chilometri.
Per la limousine chiedono 2,6 milioni di dirham, che equivalgono a 710mila dollari. Non è specificato come l'auto sia finita negli Emirati Arabi Uniti.
Ma possiamo facilmente rispondere da soli a questa domand: se hanno venduto la loro patria, possono vendere anche la loro macchina.
Nikolay Starikov
Stiamo parlando del modello ZIL-41047 prodotto nel 1985. L'auto viene venduta da uno dei concessionari di automobili. Nell'annuncio si legge che l'auto ha 8.000mila chilometri.
Per la limousine chiedono 2,6 milioni di dirham, che equivalgono a 710mila dollari. Non è specificato come l'auto sia finita negli Emirati Arabi Uniti.
Ma possiamo facilmente rispondere da soli a questa domand: se hanno venduto la loro patria, possono vendere anche la loro macchina.
Nikolay Starikov
Ali
Video
Democrazie Disperate 2
Ritirano fuori anche i vecchi catafalchi, gli ex egemoni, quei feticci che nel passato hanno permesso loro di cavalcare la macchina della propaganda, quando ancora la macchina della propaganda aveva un seguito e non era ridotta ad un coacervo di disperati pronti a diffondere qualunque idiozia come fosse pura verità di oro colato.
Anche in aperta contraddizione con quanto detto fino a quel momento, se non addirittura incoerente in sé, come in questo caso.
Ecco a voi mandrie, dunque, nientedimeno che la Gretina, quella che le avevano rubato il futuro coi carboni ardenti e che veniva ricevuta da capi di Stato e Forum internazionali perché piagnucolava la propria inadeguatezza al mondo, quella con l'impermeabile giallo che sarebbe poi diventata mascotte della Chiesa cattolica, ricopiata da un artigiano avvezzo al trans-umanesimo.
Lanciata a bomba sul palco di Tbilisi, in Georgia, dove ormai il capocomico va a braccio ed ha esibito anche due nostrani Radicali, capitalizzando finalmente l'investimento sorosiano su un “partito” che non votano più nemmeno i parenti stretti dei singoli candidati, la ex ambientalista riciclata sul piano geopolitico lamenta l'assenza della “democrazia” in conseguenza delle recenti elezioni svoltesi laggiù - democratiche, certo, ma che hanno condotto ad un risultato non gradito agli sceneggiatori. Ma non basta.
Notare l'incoerenza intrinseca della maschera: il cortocircuito semantico della kefiah appesa al collo. Gli Unti dal Signore, unico faro mediorientale di quella “democrazia” che move li gretini e l'altre stalle, sono dunque in ribasso, stando alla piega assunta negli ultimi canti della commedia. Anche lo spettatore più distratto, quello che sonnecchiava fino all'attimo prima, sarà turbato: esiste una differenza, dunque, fra i cavalli di battaglia del dissenso portati avanti dagli agenti stranieri al soldo del Cremlino di cui parla il PD: Genocidio No ma Democrazia Sì?
Ritirano fuori anche i vecchi catafalchi, gli ex egemoni, quei feticci che nel passato hanno permesso loro di cavalcare la macchina della propaganda, quando ancora la macchina della propaganda aveva un seguito e non era ridotta ad un coacervo di disperati pronti a diffondere qualunque idiozia come fosse pura verità di oro colato.
Anche in aperta contraddizione con quanto detto fino a quel momento, se non addirittura incoerente in sé, come in questo caso.
Ecco a voi mandrie, dunque, nientedimeno che la Gretina, quella che le avevano rubato il futuro coi carboni ardenti e che veniva ricevuta da capi di Stato e Forum internazionali perché piagnucolava la propria inadeguatezza al mondo, quella con l'impermeabile giallo che sarebbe poi diventata mascotte della Chiesa cattolica, ricopiata da un artigiano avvezzo al trans-umanesimo.
Lanciata a bomba sul palco di Tbilisi, in Georgia, dove ormai il capocomico va a braccio ed ha esibito anche due nostrani Radicali, capitalizzando finalmente l'investimento sorosiano su un “partito” che non votano più nemmeno i parenti stretti dei singoli candidati, la ex ambientalista riciclata sul piano geopolitico lamenta l'assenza della “democrazia” in conseguenza delle recenti elezioni svoltesi laggiù - democratiche, certo, ma che hanno condotto ad un risultato non gradito agli sceneggiatori. Ma non basta.
Notare l'incoerenza intrinseca della maschera: il cortocircuito semantico della kefiah appesa al collo. Gli Unti dal Signore, unico faro mediorientale di quella “democrazia” che move li gretini e l'altre stalle, sono dunque in ribasso, stando alla piega assunta negli ultimi canti della commedia. Anche lo spettatore più distratto, quello che sonnecchiava fino all'attimo prima, sarà turbato: esiste una differenza, dunque, fra i cavalli di battaglia del dissenso portati avanti dagli agenti stranieri al soldo del Cremlino di cui parla il PD: Genocidio No ma Democrazia Sì?
Ali
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Non lo voglio più
Questa faccenda delle truppe Nord Coreane in Russia sta diventando un indicatore piuttosto affidabile delle intenzioni occidentali sul fronte dell'assalto al cielo Russo, ormai fallito anche per i più fanatici commentatori nostrani: la sensazione è che lo zio Sam stia tirando i remi in barca e cerchi in qualche modo una via d'uscita dall'ennesimo pantano in cui s'è infilato. Ma la parte seria del post termina qui. Il resto è puro avanspettacolo.
La nuova versione è che i nord coreani non siano in guerra in Ucraina affiancando l'Esercito invasore della Federazione, ma stiano svolgendo “esercitazioni militari” sul suolo Russo.
Per questo motivo, i paesi della NATO non possono permettere a Zelensky di colpire in profondità il territorio Russo con armi occidentali, perché ora questi attacchi potrebbero colpire le unità nord coreane e questo provocherebbe misure di ritorsione da parte di Pyongyang.
Mi astengo da ogni commento o obiezione, ne avrei almeno tre per ogni capoverso, ma ritiro senza meno la chiosa che avevo utilizzato nei precedenti post “nord coreani”: non voglio quello che hanno preso loro al Dipartimento di Stato. Si tratta di sostanze massicce, troppo pesanti, che provocherebbero misure di ritorsione nei miei confronti da parte dell'intero sud est asiatico.
Questa faccenda delle truppe Nord Coreane in Russia sta diventando un indicatore piuttosto affidabile delle intenzioni occidentali sul fronte dell'assalto al cielo Russo, ormai fallito anche per i più fanatici commentatori nostrani: la sensazione è che lo zio Sam stia tirando i remi in barca e cerchi in qualche modo una via d'uscita dall'ennesimo pantano in cui s'è infilato. Ma la parte seria del post termina qui. Il resto è puro avanspettacolo.
La nuova versione è che i nord coreani non siano in guerra in Ucraina affiancando l'Esercito invasore della Federazione, ma stiano svolgendo “esercitazioni militari” sul suolo Russo.
Per questo motivo, i paesi della NATO non possono permettere a Zelensky di colpire in profondità il territorio Russo con armi occidentali, perché ora questi attacchi potrebbero colpire le unità nord coreane e questo provocherebbe misure di ritorsione da parte di Pyongyang.
Mi astengo da ogni commento o obiezione, ne avrei almeno tre per ogni capoverso, ma ritiro senza meno la chiosa che avevo utilizzato nei precedenti post “nord coreani”: non voglio quello che hanno preso loro al Dipartimento di Stato. Si tratta di sostanze massicce, troppo pesanti, che provocherebbero misure di ritorsione nei miei confronti da parte dell'intero sud est asiatico.
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Miseria e Fantascienza
Inaugurato ieri 4 novembre a Mosca il Centro Nazionale Russia con il Simposio internazionale Creare Futuro, al quale prendono parte rappresentanti da più di cento Paesi: scienziati, ricercatori, scrittori, governi e imprese.
Sergey Lavrov all'apertura dei lavori:
“ Il vostro Simposio si chiama fantascienza. Non ho dubbi che la sua natura scientifica sia garantita dalla reputazione degli esperti qui riuniti. E volendo contribuire alla ricerca di storie fantastiche, mi permetto di invitarvi a speculare su quando e se l’Occidente tornerà in sé, e quando la sua coscienza si risveglierà.
“ Una trama del genere, secondo me, sarebbe interessante. E quando l’Occidente capirà che le abitudini neo-coloniali sono dannose, anche per l’Occidente stesso, che l’arroganza distrugge la sua reputazione.
Nel frattempo, il nostro Andrea Lucidi, dopo le accuse ucraine di essere entrato abusivamente nel Paese a seguito dell'Esercito invasore, ha chiesto la cittadinanza Russa.
Inaugurato ieri 4 novembre a Mosca il Centro Nazionale Russia con il Simposio internazionale Creare Futuro, al quale prendono parte rappresentanti da più di cento Paesi: scienziati, ricercatori, scrittori, governi e imprese.
Sergey Lavrov all'apertura dei lavori:
“ Il vostro Simposio si chiama fantascienza. Non ho dubbi che la sua natura scientifica sia garantita dalla reputazione degli esperti qui riuniti. E volendo contribuire alla ricerca di storie fantastiche, mi permetto di invitarvi a speculare su quando e se l’Occidente tornerà in sé, e quando la sua coscienza si risveglierà.
“ Una trama del genere, secondo me, sarebbe interessante. E quando l’Occidente capirà che le abitudini neo-coloniali sono dannose, anche per l’Occidente stesso, che l’arroganza distrugge la sua reputazione.
Nel frattempo, il nostro Andrea Lucidi, dopo le accuse ucraine di essere entrato abusivamente nel Paese a seguito dell'Esercito invasore, ha chiesto la cittadinanza Russa.
Come già detto in precedenza, non so se questa faccenda serva a qualcosa né se a trarne beneficio sarò io personalmente oppure il leone ma, visto che gli altri canali lo (ri)fanno, lo (ri)farò anch'io.
Clicca qui sotto, allora, se vuoi "potenziare il canale", qualunque cosa voglia dire:
t.me/alimalta?boost
Clicca qui sotto, allora, se vuoi "potenziare il canale", qualunque cosa voglia dire:
t.me/alimalta?boost
La continua menzogna non serve a far credere le bugie alla gente ma a far sì che nessuno creda più a niente.
Un popolo che non riesce più a distinguere tra verità e menzogna non può distinguere tra giusto e sbagliato.
Un popolo simile non ha potere di pensare e di giudicare, è completamente soggetto a qualunque racconto.
Puoi fare quello che vuoi, con un popolo simile.
(Hannah Arendt)
Un popolo che non riesce più a distinguere tra verità e menzogna non può distinguere tra giusto e sbagliato.
Un popolo simile non ha potere di pensare e di giudicare, è completamente soggetto a qualunque racconto.
Puoi fare quello che vuoi, con un popolo simile.
(Hannah Arendt)
Forwarded from l'AntiDiplomatico
La redazione de l'AntiDiplomatico esprime la sua piena e totale solidarietà ai reporter Andrea Lucidi e Vincenzo Lorusso per le gravissime intimidazioni in corso contro il loro lavoro.
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-solidariet_e_vicinanza_ai_giornalisti_lorusso_e_lucidi_per_la_vergognosa_gogna_in_atto/45289_57537/
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-solidariet_e_vicinanza_ai_giornalisti_lorusso_e_lucidi_per_la_vergognosa_gogna_in_atto/45289_57537/
www.lantidiplomatico.it
Solidarietà e vicinanza ai reporter Lorusso e Lucidi per la vergognosa gogna in atto
Ali
Riccioletti all'autodemolizione Cosa sono riusciti ad ottenere gli israeliani in un anno abbondante di guerra, si chiede Arch Bungle su Moon of Alabama. Niente è la risposta o almeno nessun vantaggio, hanno soltanto gettato le basi della propria auto distruzione.…
Il Ministro Automobile è stato appena licenziato da Bibi, il Riccioletto Untuoso al comando.
Prenderò una Tesla, avrebbe dichiarato il capo dei Prescelti in vista della probabile elezione del Biondo e del suo mentore miliardario.
(e mo so' Katz)
Prenderò una Tesla, avrebbe dichiarato il capo dei Prescelti in vista della probabile elezione del Biondo e del suo mentore miliardario.
(e mo so' Katz)
Ali
Il Ministro Automobile è stato appena licenziato da Bibi, il Riccioletto Untuoso al comando. Prenderò una Tesla, avrebbe dichiarato il capo dei Prescelti in vista della probabile elezione del Biondo e del suo mentore miliardario. (e mo so' Katz)
Democrazie Disperate – speciale Riccioletti
Non ci sarebbe da dire molto di più, in realtà, la battuta che ho fatto sopra è più che sufficiente a descrivere una situazione che avevamo già analizzato, qualche giorno prima. La realtà è quella di un centro di potere occidentale che ha definitivamente perso i suoi privilegi, oltre che la fiducia in sé stesso, e che cerca di sopravvivere, in ordine sparso.
Il fallimento delle offensive dell'esercito che credeva di essere il più forte del mondo, e non mi riferisco ad uno in particolare, quello dei Riccioletti e quello Hollywoodiano dello zio Sam pari sono, è sotto gli occhi di tutti, agli onori della cronaca, nonostante i tentativi di arrampicata sugli specchi della propaganda che vorrebbe nascondere la disfatta. In quest'ottica, l'attacco isterico ai due nostri amici Andrea e Vincenzo acquista la giusta luce.
I capri espiatori vanno in giro da un bel po', carichi dei fallimenti occidentali. E' una tecnica che noi del Bel Paese conosciamo bene: l'artefice della strategia di controllo, mentre insegue tutt'altro obiettivo, fallisce quelli fasulli che aveva fatto credere d'avere e, mentre la cosa pubblica sprofonda, cambia in corsa i burattini di facciata. Ed il popolo bue, incapace di pensare ed armato per l'occasione di matita copiativa all'oppio, brinda inebriato al cambiamento ed al nuovo corso degli eventi che sta per iniziare, in ragione della sacra ed imprescindibile volontà che crede propria e che esprime attraverso la crocetta (il segno vergato sul foglio prestampato, non il ministro).
I Riccioletti hanno un vantaggio, da questo punto di vista: pur essendo proverbialmente “democratici”, ovvero l'unico esempio di tale ordinamento politico nella terra dei terroristi sub-umani, quelli che, passaporto alla mano, scagliano gli aeroplani nei grattacieli armati di taglierino, quando non sono occupati a sgozzare gli infedeli su youtube, non hanno bisogno di ricorrere alla farsa delle urne. Decidono in maniera autonoma chi va e chi viene, chi sale in cattedra fra gli onori e chi paga pegno con l'esilio.
Altre teste bardate di kippah cadranno, altri ovini incolpevoli (si fa per dire) si avvieranno nel deserto per non fare più ritorno, carichi di una colpa collettiva soltanto in parte propria. Una colpa antica, inenarrabile, già vista mille volte ma che ora basta, non può più essere nascosta o tollerata.
I tempi sono maturi perché, dopo ciascun singolo giudeo sacrificale, l'intera bestia sprofondi nei supplizi e nelle fiamme di un girone nuovo, creato apposta: quello dell'uomo violento contro l'uomo, quello del gigante vuoto, gonfio d'aria, che credeva d'essere l'Eletto.
Non ci sarebbe da dire molto di più, in realtà, la battuta che ho fatto sopra è più che sufficiente a descrivere una situazione che avevamo già analizzato, qualche giorno prima. La realtà è quella di un centro di potere occidentale che ha definitivamente perso i suoi privilegi, oltre che la fiducia in sé stesso, e che cerca di sopravvivere, in ordine sparso.
Il fallimento delle offensive dell'esercito che credeva di essere il più forte del mondo, e non mi riferisco ad uno in particolare, quello dei Riccioletti e quello Hollywoodiano dello zio Sam pari sono, è sotto gli occhi di tutti, agli onori della cronaca, nonostante i tentativi di arrampicata sugli specchi della propaganda che vorrebbe nascondere la disfatta. In quest'ottica, l'attacco isterico ai due nostri amici Andrea e Vincenzo acquista la giusta luce.
I capri espiatori vanno in giro da un bel po', carichi dei fallimenti occidentali. E' una tecnica che noi del Bel Paese conosciamo bene: l'artefice della strategia di controllo, mentre insegue tutt'altro obiettivo, fallisce quelli fasulli che aveva fatto credere d'avere e, mentre la cosa pubblica sprofonda, cambia in corsa i burattini di facciata. Ed il popolo bue, incapace di pensare ed armato per l'occasione di matita copiativa all'oppio, brinda inebriato al cambiamento ed al nuovo corso degli eventi che sta per iniziare, in ragione della sacra ed imprescindibile volontà che crede propria e che esprime attraverso la crocetta (il segno vergato sul foglio prestampato, non il ministro).
I Riccioletti hanno un vantaggio, da questo punto di vista: pur essendo proverbialmente “democratici”, ovvero l'unico esempio di tale ordinamento politico nella terra dei terroristi sub-umani, quelli che, passaporto alla mano, scagliano gli aeroplani nei grattacieli armati di taglierino, quando non sono occupati a sgozzare gli infedeli su youtube, non hanno bisogno di ricorrere alla farsa delle urne. Decidono in maniera autonoma chi va e chi viene, chi sale in cattedra fra gli onori e chi paga pegno con l'esilio.
Altre teste bardate di kippah cadranno, altri ovini incolpevoli (si fa per dire) si avvieranno nel deserto per non fare più ritorno, carichi di una colpa collettiva soltanto in parte propria. Una colpa antica, inenarrabile, già vista mille volte ma che ora basta, non può più essere nascosta o tollerata.
I tempi sono maturi perché, dopo ciascun singolo giudeo sacrificale, l'intera bestia sprofondi nei supplizi e nelle fiamme di un girone nuovo, creato apposta: quello dell'uomo violento contro l'uomo, quello del gigante vuoto, gonfio d'aria, che credeva d'essere l'Eletto.
Democrazie Disperate – a casa del diavolo stesso
Vale quanto detto sopra a proposito dell'enclave mediorientale dell'Egemone: assistiamo all'avvicendamento di burattini, non certo ad uno stravolgimento della struttura di controllo, prima di tutto economica, che detiene saldamente il potere in quelle terre.
In ogni caso, qualcosa di grosso è successo stanotte o almeno questo è ciò che ci raccontano: l'amministrazione di Nonno Joe è stata caricata di tutto il fardello di fallimenti degli ultimi anni dell'Egemone ed è stata cacciata dalle porte del Regno, spedita a vagare nel deserto in attesa della morte. Ed è ben carica, la bestia, dei disastri dello zio Sam. Ne ha davvero molti da farsi perdonare, il Vecchio, non soltanto nei confronti del mondo intero che ha cercato di controllare e sottomettere con i mezzi estremi che conosciamo bene, ma anche nei confronti di sé medesimo, della disastrosa situazione interna sociale ed infrastrutturale di cui è artefice.
Il Biondo sarebbe l'uomo nuovo, quello scaturito dalla sacra matita copiativa messa nelle mani del popolo sovrano che da solo decide il proprio destino, in barba alla volontà delle banche e delle multinazionali. Poco credibile, ti basta scriverlo per esteso per capire che è pura fantasia: come già notato in più occasioni, questo è esattamente il meccanismo gattopardesco utilizzato ogni volta che il sistema deve far dimenticare l'ennesima caduta verso l'abisso di cui s'è reso responsabile. Che quella yankee, sopra ogni altra, sia davvero una “democrazia” è una favola a cui nemmeno gli yankee stessi credono, ormai.
Fatto sta che i cantastorie ce la stanno mettendo tutta: sulla CNN l'annuncio della Caduta viene dato dai giornalisti con lo stesso spirito e le stesse facce che avrebbero se stessero annunciando la morte di gesucristo, e sul nostrano Repubblica, se uno davvero lo leggesse prima d'incartarci lo scorfano di due giorni prima, ci leggerebbe che “il nuovo presidente si è autoproclamato”. Due soli esempi, esaustivi di tutto il circo mediatico. La successiva fase, secondo copione, sarà quella delle proteste, dei riconteggi e di tutta la liturgia necessaria a far calmare le acque, mentre la nave va.
Dando per scontata la sceneggiatura descritta, allora, la vera domanda, interessante e gustosa al tempo stesso, è un'altra: davvero questi saltimbanchi che “fanno informazione” hanno imparato a recitare così bene da sembrare credibili, o magari fanno capo anche loro ad un sotto-albero di potere di cui tale avvicendamento al vertice causerà la potatura? Assisteremo davvero alla caduta di quelle saccenti nullità che in tutti questi anni ci hanno ammannito la propria insopportabile prosopopea nel tentativo, spesso riuscito per i motivi che conosciamo bene, di far passare per verità le più ridicole fregnacce?
Ci credo poco, naturalmente, anche i vertici dei sotto clan hanno una propria solidità intrinseca, una struttura consolidata che permette loro di sopravvivere agli assestamenti, ma sognare non costa nulla.
Open wishes to you, Mentina.
Vale quanto detto sopra a proposito dell'enclave mediorientale dell'Egemone: assistiamo all'avvicendamento di burattini, non certo ad uno stravolgimento della struttura di controllo, prima di tutto economica, che detiene saldamente il potere in quelle terre.
In ogni caso, qualcosa di grosso è successo stanotte o almeno questo è ciò che ci raccontano: l'amministrazione di Nonno Joe è stata caricata di tutto il fardello di fallimenti degli ultimi anni dell'Egemone ed è stata cacciata dalle porte del Regno, spedita a vagare nel deserto in attesa della morte. Ed è ben carica, la bestia, dei disastri dello zio Sam. Ne ha davvero molti da farsi perdonare, il Vecchio, non soltanto nei confronti del mondo intero che ha cercato di controllare e sottomettere con i mezzi estremi che conosciamo bene, ma anche nei confronti di sé medesimo, della disastrosa situazione interna sociale ed infrastrutturale di cui è artefice.
Il Biondo sarebbe l'uomo nuovo, quello scaturito dalla sacra matita copiativa messa nelle mani del popolo sovrano che da solo decide il proprio destino, in barba alla volontà delle banche e delle multinazionali. Poco credibile, ti basta scriverlo per esteso per capire che è pura fantasia: come già notato in più occasioni, questo è esattamente il meccanismo gattopardesco utilizzato ogni volta che il sistema deve far dimenticare l'ennesima caduta verso l'abisso di cui s'è reso responsabile. Che quella yankee, sopra ogni altra, sia davvero una “democrazia” è una favola a cui nemmeno gli yankee stessi credono, ormai.
Fatto sta che i cantastorie ce la stanno mettendo tutta: sulla CNN l'annuncio della Caduta viene dato dai giornalisti con lo stesso spirito e le stesse facce che avrebbero se stessero annunciando la morte di gesucristo, e sul nostrano Repubblica, se uno davvero lo leggesse prima d'incartarci lo scorfano di due giorni prima, ci leggerebbe che “il nuovo presidente si è autoproclamato”. Due soli esempi, esaustivi di tutto il circo mediatico. La successiva fase, secondo copione, sarà quella delle proteste, dei riconteggi e di tutta la liturgia necessaria a far calmare le acque, mentre la nave va.
Dando per scontata la sceneggiatura descritta, allora, la vera domanda, interessante e gustosa al tempo stesso, è un'altra: davvero questi saltimbanchi che “fanno informazione” hanno imparato a recitare così bene da sembrare credibili, o magari fanno capo anche loro ad un sotto-albero di potere di cui tale avvicendamento al vertice causerà la potatura? Assisteremo davvero alla caduta di quelle saccenti nullità che in tutti questi anni ci hanno ammannito la propria insopportabile prosopopea nel tentativo, spesso riuscito per i motivi che conosciamo bene, di far passare per verità le più ridicole fregnacce?
Ci credo poco, naturalmente, anche i vertici dei sotto clan hanno una propria solidità intrinseca, una struttura consolidata che permette loro di sopravvivere agli assestamenti, ma sognare non costa nulla.
Open wishes to you, Mentina.
Altri livelli di dibattito
Invito a prendere visione delle analisi prodotte altrove, in particolare presso il Consiglio Russo per gli Affari Internazionali, a firma Moiseev, Skakun, Sigachev e Artev, risalente al Luglio 2024.
Grazie, come sempre a Old Hunter per la traduzione e a Giubbe Rosse per la pubblicazione (dopo una trentina di post consecutivi dedicati allo spoglio delle schede elettorali yankee nelle singole province dell'Impero - che palle, ma alla fine si son fatti perdonare con questa chicca)
Buona lettura
https://giubberossenews.it/2024/11/06/le-elezioni-americane-e-il-mondo-post-westfaliano/
Invito a prendere visione delle analisi prodotte altrove, in particolare presso il Consiglio Russo per gli Affari Internazionali, a firma Moiseev, Skakun, Sigachev e Artev, risalente al Luglio 2024.
Grazie, come sempre a Old Hunter per la traduzione e a Giubbe Rosse per la pubblicazione (dopo una trentina di post consecutivi dedicati allo spoglio delle schede elettorali yankee nelle singole province dell'Impero - che palle, ma alla fine si son fatti perdonare con questa chicca)
Buona lettura
https://giubberossenews.it/2024/11/06/le-elezioni-americane-e-il-mondo-post-westfaliano/
Giubbe Rosse News
LE ELEZIONI AMERICANE E IL MONDO POST-WESTFALIANO - Giubbe Rosse News
Dmitry Moiseev, Pavel Skakun, Maxim Sigachev e Sergey Arteev sostengono che le elezioni presidenziali in corso negli Stati Uniti determineranno il futuro delle relazioni internazionali e diventeranno il prologo di un sistema post-vestfaliano di dialogo tra…
“ Trump ha una caratteristica: essendo un uomo d'affari, non gli piace spendere soldi coi parassiti, con gli alleati idioti, con la beneficenza e con organizzazioni internazionali ingorde.
“ La tossica Bandiera Ucraina rientra in ognuna di queste categorie. La domanda è quanto spazio libero lasceranno a Trump sulla guerra. Egli è testardo, ma il sistema è più forte.
“ In ogni caso, oggi la feccia di Kiev sarà sepolta fino alle orecchie nella polvere bianca…
Dmitrij Medvedev
“ La tossica Bandiera Ucraina rientra in ognuna di queste categorie. La domanda è quanto spazio libero lasceranno a Trump sulla guerra. Egli è testardo, ma il sistema è più forte.
“ In ogni caso, oggi la feccia di Kiev sarà sepolta fino alle orecchie nella polvere bianca…
Dmitrij Medvedev