Ali
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“ Trump ha una caratteristica: essendo un uomo d'affari, non gli piace spendere soldi coi parassiti, con gli alleati idioti, con la beneficenza e con organizzazioni internazionali ingorde.

“ La tossica Bandiera Ucraina rientra in ognuna di queste categorie. La domanda è quanto spazio libero lasceranno a Trump sulla guerra. Egli è testardo, ma il sistema è più forte.

“ In ogni caso, oggi la feccia di Kiev sarà sepolta fino alle orecchie nella polvere bianca…

Dmitrij Medvedev
Chi di “democrazia” ferisce...

“ La tragedia della Moldavia è che sta letteralmente subendo una incursione occidentale, il giogo dell'occidente che distrugge lo Stato e priva un intero popolo della sua lingua, della sua identità, della sua cultura e della sua storia.

“ Abbiamo assistito a genocidi fisici in diverse epoche storiche, in diversi continenti, ma non sotto copertura della cosiddetta democrazia e di certi valori occidentali, come in questo caso.

“ Abbiamo visto cosa è successo in Serbia, in Iraq, in Afghanistan ma mai in modo così cinico, nascondendosi dietro procedure apparentemente democratiche, cercando di privare le persone di ciò che è la loro essenza, i loro veri valori, nel tentativo di sbarazzarsene come popolo.

Maria Zakharova

“ Centinaia di migliaia di moldavi nella Federazione Russa non hanno potuto esercitare il loro diritto di voto. Ciò porta alla conclusione che le elezioni presidenziali in Moldavia non sono state né libere né corrette.

Dmitry Peskov

La Duma di Stato Russa rifiuta di riconoscere Maja Sandu come Presidente della Moldavia.
Democrazie Disperate – resto del mondo (1/2)

La pantomima degli avvicendamenti al vertice prosegue e, mentre il “nuovo” d'oltreoceano si è affrettato a confermare il proprio supporto ai Riccioletti, sacra emanazione della Religione in cui il Biondo crede fermamente, quella del denaro, anche il resto dei satelliti sembrano scossi, pur confermando la propria natura di masse inerti, ciascuno ben saldo nella propria orbita, seppur ellittica.

Mentre la sua industria, un tempo fiore all'occhiello non soltanto dell'Europa ma del mondo intero, conferma la sua caduta libera, fra chiusura di stabilimenti e licenziamento d'operai, uno dei ministri del Governo di Germania, guarda caso quello delle finanze, avrebbe consigliato al proprio capo, Salsiccia Triste, di ricalcare le orme del padrone referente a cui devono grazie del proprio fallimento e di indire nuove elezioni a gennaio, proprio quando il Biondo porterà sul trono la sua folta chioma.

Apriti cielo, il pallido Furiere ariano ha sentito vacillare il proprio deretano dalla comoda poltrona che gli fu concessa perché annuisse ad ogni scossa, come un cane di plastica nel lunotto di un'automobile, quando ancora nelle Terre di Weimar si facevano automobili, ed ha tuonato uno stentoreo Nein, una roba che in tedesco viene benissimo e fa sempre un certo effetto, tanto che il povero ministro, perso l'ancoraggio al seggio, si è immediatamente trasformato in vittima sacrificale da immolare sull'altare del fallimento comandato.

Un po' più a est, nel frattempo, la missione comandata invece ai locali nazistelli si avvia all'epilogo e, oltre a esserci rimasti ucraini maschi in ragione delle dita di una mano, tanto che i reclutatori di regime, quando provano a coscrivere qualcuno in strada, nove volte su dieci prendono gli schiaffi se non peggio dalle donne, le terre ancora sotto il controllo dei fantocci installati a Kiev dallo zio Sam sono quasi tutte di proprietà delle multinazionali, acquistate per due lire e qualche mazzetta, da ex proprietari ormai defunti.

Così, s'è avviata la corsa alla successione: quale sarà il prossimo Stato - si fa per dire: il prossimo territorio dei Balcani ad essere immolato sull'altare dell'acquisizione di risorse e del conseguente rastrellamento e sfoltimento delle genti che quelle terre, quale ardire, avevano occupato fino a reclamarne il possesso in virtù di non si capisce quale incomprensibile diritto umano, che ne ostacola di fatto il possesso da parte dei Padroni del vapore?
Democrazie Disperate – resto del mondo (2/2)

Fanno a gara, naturalmente, la torta è troppo ghiotta: un semplice saltimbanco che suonava il pianoforte col pisello, unica sua prerogativa, è diventato miliardario e possiede sontuose ville in Florida e in Toscana, oltre a non si capisce quant'altro e dove. Tutto ciò che devi fare è salire sul carro yankee per diventare anche tu un comico grigioverde, ricco da far schifo, concedendo in cambio terre e genti che manco son le tue: la maggior parte dei “rappresentanti eletti” sono stranieri, gente oriunda che ha studiato ad Harvard.

Polonia, naturalmente, in prima fila, ma Lituania che scalpita e che però ha un problema, avendo in forze un cosiddetto “esercito” che dispone di carri armati in ragione di esemplari uno. Moldavia, naturalmente, che ha fatto tanto per sovvertire in maniera quasi legale ogni ipotesi di volontà popolare e, udite udite, Serbia, con quel Vucic il cui busto sorge ad emblema fiero, ormai, al frontespizio del Canto Terzo in cui si narra di chi mai fu vivo: non ti curar di lor ma guarda e passa.

A proposito di ignavia, come non menzionare a chiosa la terra del Poeta Sommo ridotta a ricettacolo di instancabili lingue eternamente avvezze a leccare deretani immondi? Qui da noi s'è apprestato il Rutto, quello che dopo Montagna Rubata dice di voler guidare l'enclave atlantica di difesa che semina guerre per procura in giro per il mondo. Tappeto rosso steso a terra, nella persona fisica del viscido Mattarello reduce dal solito pezzo di retorica a corredo delle scie chimiche a colori nel cielo armato della Capitale, e bacetto fra i sorrisi della Culona Malvestita che ha confermato l'agire per il quale fu mandata: distruzione del Paese che fu Bello, svendita d'ogni bene, risorsa o attività che possa essere fonte di lucro, reddito o soltanto bene di rifugio, ed abbattimento d'ogni forma di dissenso, quando s'investono le poche monete guadagnate in acquisto d'armi da dedicare ai fronti altrui.

E c'è pure chi sta peggio, fra quelli che, stando alla vulgata, sarebbero i mandanti del disastro. Proprio ieri, alla fermata di un autobus, ho sentito il colloquio fra una donna, diversamente bianca, e la figlia adolescente che diceva, in tono di protesta: ma mamma, le pulizie posso farle anche qui... No, figlia mia, fu la saggia replica, ci trasferiremo in Inghilterra: hai visto mai che ti fanno Segretario del Partito?
" Per noi non importa affatto chi abbia vinto le elezioni americane, perché il nostro Paese e il nostro sistema si basano sulla forza interna di una nazione grande e onorevole.

“ Non saremo di mentalità chiusa nello sviluppo delle nostre relazioni con altri Paesi, invece: abbiamo fatto una nostra priorità dello sviluppo delle relazioni con i Paesi islamici e vicini.

Masoud Pezeshkian, presidente
della Repubblica Islamica dell'Iran
Forwarded from RangeloniNews
Trump visto dal Donbass,(archivio gennaio 2017) - Nelle trincee attorno a Gorlovka, non lontano da Donetsk, i miliziani guardavano da lontano alla cerimonia di insediamento di Trump alla Casa Bianca mentre in sottofondo rimbombavano gli incessanti colpi di mortaio e le raffiche di mitragliatrice. Anche allora il neopresidente americano prometteva di metter fine al conflitto in Ucraina. I combattenti della Repubblica di Donetsk guardavano con scetticismo alle affermazioni del nuovo presidente degli Stati Uniti. Ed hanno avuto ragione. Il conflitto non si fermò, anzi. Le prime armi Made in USA raggiunsero Kiev (ufficialmente) proprio grazie a Trump. Oggi si sta combattendo la stessa guerra, dove però il coinvolgimento di Russia ed Occidente è diretto. Questa volta cambierà qualcosa? Nelle trincee del Donbass rimane lo stesso scetticismo verso Trump, così come la voglia di porre fine al conflitto, tenendo conto di ciò che pensa la popolazione locale.

https://youtu.be/aZOCCWjJ-cA?feature=shared
“ Una scarpa di Qasem Soleimani vale la testa di Trump e l'intera classe dirigente americana.

Sayyed Hassan Nasrallah

(via Repubblica Araba di Siria)
Questa pietra era la chiave di volta dell'arco d'ingresso di un edificio del centro storico di Baalbek, nel nordest del Libano, bombardato dal vile esercito degli empi Kazari, quelli che io chiamo Riccioletti, che sanno soltanto sganciare bombe e che come soldati valgono meno di niente. Quelli che, assieme al loro sodale, il neoeletto Biondo, costituiscono il cancro della Palestina, del Medioriente e dell'intero Pianeta.

Oltre a 30 morti e 35 feriti, come riferiscono le autorità locali, l'edificio distrutto risale a 20 anni prima della nascita della sventura, del purulento flagello che si fa chiamare Israele.

(via Repubblica Araba di Siria)
Ali pinned «Democrazie Disperate – a casa del diavolo stesso Vale quanto detto sopra a proposito dell'enclave mediorientale dell'Egemone: assistiamo all'avvicendamento di burattini, non certo ad uno stravolgimento della struttura di controllo, prima di tutto economica…»
Forwarded from Giubbe Rosse
COSTO MEDIO DELL'ENERGIA PER USO INDUSTRIALE NEL 2023

Guardate questa tabella e poi diteci in che modo l'Europa può sperare di essere competitiva nel mondo. Da notare: l'articolo del Financial Times non parla dell'Europa, ma delle difficoltà che Taiwan sta incontrando a causa dell'instabilità del prezzo dell'energia e che stanno mettendo a dura prova il suo gigante dei semiconduttori, TSMC. Tanto che l'azienda sta valutando la possibilità di aprire stabilimenti in altri paesi in cui l'energia è disponibile a buon mercato.
Eppure, a Taiwan il costo medio dell'energia è circa la metà di quello in Germania, Italia e Francia e circa un terzo di quello del Regno Unito.

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Giubbe Rosse
COSTO MEDIO DELL'ENERGIA PER USO INDUSTRIALE NEL 2023 Guardate questa tabella e poi diteci in che modo l'Europa può sperare di essere competitiva nel mondo. Da notare: l'articolo del Financial Times non parla dell'Europa, ma delle difficoltà che Taiwan sta…
La cosa divertente è che il Financial Times, pur parlando d'altro, ne approfitta per mettere in evidenza gli ottimi risultati della strategia yankee della cosiddetta guerra alla Russia: distruggere l'Europa e, soltanto in seconda istanza, indebolire la Russia. Obiettivo, quest'ultimo, completamente fallito. Per quanto riguarda il primo, invece...
Per quelli che si ostinano a vedere il Biondo come "volontà popolare di abbattere il deep state", ecco la reazione dei mercati alla "notizia" dell'avvento del nuovo leader yankee.
Ali
Per quelli che si ostinano a vedere il Biondo come "volontà popolare di abbattere il deep state", ecco la reazione dei mercati alla "notizia" dell'avvento del nuovo leader yankee.
Il Cugino Stronzo

E, sempre a proposito del "nuovo che avanza", un occhio alla macchina della censura che affila le proprie armi è d'obbligo, ricordando che l'ultimo messaggio delle élite è stato che sì, la lotta al “cambiamento climatico” è importante ma quella alla “disinformazione” lo è di più. Per inciso: chiedo scusa per il numero spropositato di virgolettati che sarò costretto ad usare in questo pur breve testo: non riesco a scrivere di fregnacce senza evidenziarle.

Nel momento in cui il gregge è totalmente obnubilato dalla riservatezza, dalla “privacy”, come lo chiama chi ha la stessa pronuncia inglese di un tostapane, e nello stesso tempo non è mai stato tanto in vista, osservato e controllato come ora, lo scaltro utente digitale, mentre reclama il “diritto” al possesso del materiale che pubblica sui social, ovvero sulle piattaforme commerciali di qualcun altro e nelle quali la merce è egli stesso, usa “nascondere” i propri “dati sensibili” in un “cloud” (letteralmente: in una nuvola) cioè in una cartella di un computer di qualcun altro, da qualche parte della Rete, chissà dove nel mondo.

Bene: il grosso quadrato al centro, GOOG, quello che guadagna il 5,22% con l'avvento del Biondo, è Google, cioè uno degli attori fondamentali del controllo delle greggi tramite il mezzo digitale, quello che, al suo avvento, veniva salutato come la “libertà”. Notizia dell'ultim'ora: le cartelle “cloud” di Google verranno scansionate da appositi programmi e, se i file in esse contenute, ad insindacabile giudizio della macchina, conterranno a loro volta “disinformazione”, verrà impedito ai cosiddetti “proprietari” di accedere ad essi.

Siamo oltre il Grande Fratello,
sembra più un Cugino Stronzo, ormai.
Del perché il Biondo è il Male

David Hearst per Middle East Eye.

Ogni tanto anche sulla stampa sedicente mediorientale ma in realtà occidentale fino al midollo si leggono analisi corrette.

Anzi, proprio il fatto che sia quella testata a pubblicarle dovrebbe farci scorrere un brivido freddo lungo la schiena.

Ma d'altra parte il nostro potere è pari a zero e non possiamo far altro che assistere al disastro che sta per accadere.

Buona lettura (si fa per dire)

https://giubberossenews.it/2024/11/08/la-scelta-di-trump-annientare-la-palestina-o-porre-fine-alla-guerra/
Un altro pezzo di storia, un'altra vittima del regime terrorista e genocida, sedicente democratico, avamposto del neoeletto Biondo in Medioriente.

L'hotel Palmyra, ancora nella citta di Baalbek, uno dei principali siti storici del Libano, costruito nel 1874, adiacente ai resti dell'antica città Romana. Oltre a Winston Churchill e Charles De Gaulle, Albert Einstein e Pablo Picasso figurano nel libro degli ospiti. In una delle camere c'era un disegno su un muro, un volto di profilo, tre quarti posteriore, senza firma.

C'è chi giura fosse proprio di Picasso.

Nel video, ciò che ne resta dopo il passaggio del cancro del Pianeta Terra.
Prendere esempio

Antioco XXI d'Amsterdam (1/2 – pars destruens)

In realtà non mi è mai piaciuto troppo il calcio. Non tanto come sport in sé che invece ha un suo fascino: assistere alle prodezze di un Pelé o di un Maradona, per esempio, che sembrano parlarci con la palla per convincerla a fare il gioco che hanno in mente e quella, la palla, li ascolta ed obbedisce, è uno spettacolo anche per me che sono sostanzialmente un profano e che, se do un calcio ad un pallone, la probabilità che quello si muova lungo la traiettoria che avevo in mente io è decisamente bassa.

Quello che non sopporto è il folclore che ci sta attorno, gente che vive di commenti ed analisi, ognuno di loro avrebbe fatto meglio di quello stupido dell'allenatore, l'arbitro era un venduto, discussioni interminabili nelle quali, trovandoti per caso ad ascoltare, non riesci a capire né di cosa si stia parlando né di dove si voglia andare a parare con quel discorso, essendo: a) accadimenti della domenica precedente, dunque passati ed immodificabili; b) previsioni su tattiche e strategie di gioco della partita successiva, faccende sulle quali nessuno degli astanti ha alcun potere.

A proposito di potere, invece, chi ce l'ha e lo detiene in maniera consapevole ed efficace, cavalca ed alimenta questa tendenza popolare al commento, più che all'analisi, ed infarcisce il circo mediatico di burattini che scimmiottano ed istruiscono le masse, nello stesso tempo, passando intere settimane a fare esattamente quello che si fa nei bar, ma nei salotti televisivi.

Fino al degrado più totale: quello delle scommesse. Gli unici locali commerciali la cui attività non fallisce dall'oggi al domani, col conseguente “affittasi” sulla saracinesca chiusa, sono quelli che ospitano sale in cui decine di monitor mostrano cronache e risultati, con ragazzini part time dietro a un vetro che, invece di consegnare le pizze, giocano col cellulare ed aspettano il malcapitato di turno che gli consegna gli ultimi soldi della pensione della nonna, compilando in cambio una ricevuta che attesta che, in una complicata congiuntura astrale di eventi, lo scommettitore guadagnerà 1,95 volte la posta. Altrimenti niente. Tutto perso, sarà per la prossima pensione della nonna.

(continua)