Ali
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Ad ognuno il suo

Proprio mentre il nostro Mattarello, la nullità che rappresenta la nostra totale irrilevanza sul piano politico internazionale, è in viaggio in Cina ed è stato ricevuto dal vicesindaco di Si Pi Pau, una ridente località gemellata col nostro Paupisi, Shoigu ha incontrato il Ministero degli Esteri cinese, per la seconda volta in un anno, riaffermando con Wang Yi i solidi legami di partenariato e la proficua interazione strategica fra la Federazione Russa e la Cina.

Nel frattempo, il nostro canuto burattino è riuscito a trovare un cimitero cattolico, alle pendici del monte Urno Tab su cui sorge Si Pi Pau, e ne ha approfittato per recitare un eterno riposo all'altro ectoplasma che un po' gli somiglia, la Senatrice a vita che, per quanto longeva ed Unta dal Signore, non sarà mica immortale.
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Piano di “pace”

“ Quanto più Washington e Kiev aspetteranno a negoziare un accordo di pace, tanto più territorio perderà l'Ucraina.

Virgolettato direttamente prelevato dal New York Times che, come più o meno tutto l'occidente, continua a parlarsi addosso. A corredo dell'unica frase che vale la pena salvare, quella sopra, un grafico che mostra quanto velocemente stia avanzando l'Esercito Russo, conquistando ogni giorno chilometri di territorio, a fronte di una resistenza ucraina ormai completamente sfiancata, coronamento della strategia messa in campo dai Russi fin dall'inizio, dopo quella “finta” a Kiev delle prime ore, una mossa puramente politica, nelle prime fasi della SVO, in cui si pensava ancora ad una possibile soluzione diplomatica: ennesima finta di un occidente falso e baro. Ma non divaghiamo.

A parte la favola della “democrazia” e dei “valori” dell'impresentabile giardino fiorito occidentale, balla strombazzata ai quattro venti dagli strilloni del regime ed ormai abbandonata anche dai peggiori falchi, come i polacchi ma ripetuta a oltranza da quella Wonder Layer il cui personaggio non ammette riscatto, l'obiettivo del potere vero, quello economico, era liberare quelle terre, ricchissime di risorse, dai soggetti che ne accampavano diritti di possesso e farne incetta, per un tozzo di pane.

Accanto a questo, indebolire economicamente e militarmente la vicina Potenza che avrebbe potuto disturbare questo disegno era un corollario indispensabile, senza il quale la prima istanza non avrebbe avuto il successo sperato. Questo secondo obiettivo (terzo, se consideriamo l'aria fritta del primo) è completamente fallito: le cosiddette “sanzioni” non hanno indebolito ma semmai rafforzato l'economia Russa che ha trovato soluzioni nuove e strade vantaggiose, complice anche un resto del mondo, quello esterno al “miliardo d'oro”, che si allontana sempre di più dall'auto nominato gendarme unico che vorrebbe regolare ogni cosa sul Pianeta in virtù esclusiva del proprio tornaconto.

Dunque, e ritorniamo all'incipit, cosa si fa, cercando di salvare capra e cavoli, cioè territori ancora sotto il controllo del fantoccio grigioverde al soldo di Washington e quelli ormai irrimediabilmente persi, conquistati a suon di badilate sui denti sferrate da soldati demotivati e privi di calzini fra le innevate steppe, novelli Rigoni Stern sotto steroidi?

Approfittiamo del rigido inverno e togliamo i calzini anche al conflitto, così lo congeliamo. Noi restiamo padroni delle terre ad ovest e ce le facciamo andar bene, consolidando la nostra posizione in quelle, e ai Russi, ormai stanchi della guerra quanto lo siamo noi, diamo in cambio la “pace” magari chiudendo un occhio sul fatto che si sono annesse terre che non gli appartengono, terre che spettano a noi, come è scritto sulle Tavole della Legge – e lo sapete, la Legge siamo noi, siamo noi che facciamo le regole e decidiamo cosa è giusto e cosa è sbagliato, in questa parte di Universo. Molto alla Riccioletti, sembra di leggere le “sacre scritture” del Popolo Eletto: che strana coincidenza, eh?

Di questo parliamo, quando ci riferiamo ad un mondo occidentale totalmente impazzito, che ha perso ogni contatto con la realtà, finendo per inseguire i fantasmi che aveva messo in giro egli stesso per alimentare la solita favola dell'esportazione della “democrazia”. Una storia vecchia, ormai, che sa di rancido ed alla quale restano appiccicati soltanto i vecchi burattini europei, maschere decrepite che cadono a pezzi, di genere vagamente femmineo: la Cofana, la Mensola, Picci-picci.

Per tacer del Biondo, il rottamatore, quello che sta per presentare istanza di fallimento della Premiata Ditta Sogno Americano al tribunale della Storia, e passare all'incasso a prezzi di realizzo. Troppa retorica a mia volta, come chiosa, ne convengo. Volgiamo il pensiero ai soldati vittoriosi, allora, agli eredi di quell'Armata Rossa che intanto avanzano verso ovest e non si faranno certo fermare, né ostacolare in alcun modo, da questo cosiddetto Piano di “pace”.
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Quando parlo della facilità con cui la macchina di propaganda del potere sposta il consenso delle masse nella direzione a sé più conveniente, mi riferisco a situazioni ben rappresentate nel video in allegato.

Ne consegue che la donna seminuda che dovrebbe farci odiare l'Iran e tifare per Sion è già ad un livello superiore, riservato a quei sinistrati che abbiano frequentato almeno un corso semestrale universitario del primo anno, anche da remoto in videoconferenza, rubando un po' di banda a Netflix.

Ed il livello di scolarizzazione del gregge è bassissimo.
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Eccola

Che non avremmo rimpianto Peppe l'avevo annunciato ed era chiaro ma una tale batteria di fuochi d'artificio, prima ancora di occupare fisicamente la cattedra che fu dell'emerito giardiniere, non me l'aspettavo certo.

In ordine sparso, Kaj Kaj, l'ex sindaco di Foggia – quella è la consistenza demografica dello “Stato” da cui proviene – considera la Cina un “avversario sistemico” dell'Unione Europea da Ella degnamente rappresentata e promette di far pagare alla Repubblica Popolare un “prezzo altissimo” per il supporto fornito all'Impero del Male, la Federazione Russa.

Per far questo, il passo necessario è vincere la guerra in Ucraina (nel post precedente avevo indicato altre galline starnazzanti che continuano a credere nella balla di primo livello, devo ricredermi: la madre delle oche è animale oviparo generoso) e per questo motivo il popolo europeo – che infatti l'ha votata, apposta Ella e lì – sarà ben lieto di autotassarsi fino alla fame per fornire al governo di Kiev tutto l'appoggio necessario, finanziario ed economico.

Ne ha anche per il Medioriente, la nostra Statista di quartiere, e rileva come l'asse dei cattivi che gravita attorno all'Iran voglia sovvertire “l'ordine mondiale basato su regole” e sprofondare il giardino che Ella ha appena ereditato nel caos della giungla. Ma sapranno ben vigilare, gli alleati rappresentanti del Mondo Libero, per impedire che gli illiberali islamici coprano i sacrosanti diritti delle donne con tristi e fastidiosi drappi di flanella, soprattutto laggiù dove il riscaldamento globale fa più effetto (ci sarebbe stato bene “signora mia” ma purtroppo non l'ha detto).

Giuro sul mio onore di cronista che, anche se esposto in bella forma a cura del sottoscritto, è esattamente quello che la nostra futura rappresentante sul tavolo geopolitico internazionale ha detto durante il suo intervento ultimo scorso al Parlamento Europeo. Siamo in una botte di ferro. Di quelle coi chiodi all'interno. E stiamo per rotolare giù dalla montagna, ancora con la sveglia appesa al collo.
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Chi vince e chi perde

Quella sottile differenza fra un Popolo che combatte per sé stesso, per la propria famiglia, per la propria gente, per le proprie tradizioni, e vince, e quell'altro, tenuto assieme da una farneticante ipotesi di supremazia sulle altre genti, perché così vorrebbe Iddio, come dicono gli antichi libri che egli stesso ha scritto, e perde.
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Dugin and the Blond Un Dugin che vola molto basso, contrariamente al suo solito, essendo un pensatore dotato di un bagaglio culturale e di una profondità invidiabili, dunque chiaramente impegnato a fare propaganda. In quest'ottica credo vada interpretata…
Il cavaliere nero Dugin

A proposito di quelli che “Dugin è un seguace di Trump”, ecco un estratto da un suo articolo in cui, contrariamente al pezzo che ho citato in precedenza, il nostro parla di cose concrete, un po' più fuori dai denti, attribuendo a ciascuna il suo giusto peso.

“ I negoziati con Trump sull’Ucraina saranno condotti da parte nostra come segue: l’Ucraina è nostra; tutto il resto è negoziabile. Negoziare? Ovviamente, non ci verrà consegnata. Ma non abbiamo bisogno che lo sia. La libereremo noi stessi, a prescindere da tutto.

“ L’unica domanda è se riusciremo a evitare la guerra nucleare seguendo questa strada oppure, purtroppo, no.

“ Washington deve capire che la Russia ha bisogno di tutta l’Ucraina, e nient’altro. Poi, lasceremo che a parlare sia il “compagno arma nucleare”.

“ È spiacevole iniziare il dialogo con la nuova amministrazione americana, in genere contraria al globalismo e ai valori anti-tradizionali, con una nota così dura. Ma questa è l’ennesima trappola lasciata dai globalisti. Forse Trump non se ne rende conto. E noi, pur manovrando diplomaticamente, non esitiamo a chiamare le cose con il loro nome: è meglio essere diretti, con Trump.

“ L’Ucraina è nostra (tutta) e questo non è in discussione. Stiamo combattendo con armi convenzionali, fino alla vittoria. I sacrifici che sopporteremo sono una nostra preoccupazione. Occupatevi di altro.

Aleksandr Dugin per Arktos journal
(via Giubbe Rosse che ringrazio)
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Mary Had a North Korean Lamb

Dopo anni di passi falsi e fallimenti, i Servizi americani, sotto la guida del nuovo rabbino nominato dal Biondo, mostrano finalmente l'efficienza necessaria al gendarme del pianeta per reggere le fila di questo mondo impazzito che, quale arroganza, vorrebbe sottrarsi al suo controllo democratico, basato sulle regole.

Pubblicata, finalmente, la prova definitiva del coinvolgimento delle truppe Nord Coreane nel teatro dell'Armageddon, lo scontro definitivo fra le forze del Bene e quelle del Male capeggiate dal dittatore cattivo, sanguinario, cinico, baro e molti altri aggettivi malvagi che esulano dal contesto di questo breve testo e per i quali rimandiamo al prossimo, illuminato articolo di Jacoboni.

Il Sergente Maggiore Kim-il Zedong, camuffato da interprete, sta in realtà tenendo fra le mani un terminale portatile, apparentemente sintonizzato su Porn Hub, in cui i vertici Russi mostrano le moderne tecniche militari di sfondamento delle estreme linee di difesa nemiche, con grave disappunto della Corea del Sud che ha immediatamente raggiunto il muro più vicino, poggiando saldamente le spalle a quello.

Il Biondo, in realtà, non avendo nulla di interessante da dire, contrariamente ai proclami, sta recitando Mary Had a Little Lamb e Putin, incuriosito, sta valutando la concreta possibilità di coinvolgimento di un Agnello, probabilmente un'arma segreta, sui campi innevati, al seguito di Maria, certo il patronimico di una squadra speciale, fino a Scuola, nome in codice del teatro dell'operazione.

A scanso di equivoci, la squadriglia ha fatto immediatamente decollare un Su-57 per intercettare l'agnello che ha perso il controllo ed è precipitato, dopo essere stato investito da un getto di carburante rilasciato in una cabrata ai limiti dello stallo, eseguita davanti alla subdola bestia – il pilota ride, con i colleghi al circolo ufficiali, e sostiene che non si trattasse affatto di carburante.

Hanno impensierito i Maestri della guerra
Mary, il Biondo e l'agnellino, quel giorno
ma qualunque cosa fosse, l'agnellino
è sicuramente andato via, adesso.
Ihr seid hier (voi siete qui, n.d.t.)

Che la Germania tutta sia in cattive acque, dal punto di vista economico, l'abbiamo già detto più volte e anche che la causa di tutto questo sia la volontà degli Stati Uniti di sopravvivere al proprio declino, dolce eufemismo per bancarotta, frutto di una scriteriata politica tesa al controllo del mondo, anche attraverso il commercio, e lontana da ogni ipotesi di economia, anche la più elementare.

Che il cavallo di Troia, senza offesa per chi lavora duramente per conquistarsi il prezioso titolo, sia la ridicola maschera nota come Salsiccia Triste, l'abbiamo sottolineato più volte, ed anche il fatto che il burattino stia per essere dismesso dal capocomico che l'ha utilizzato fino ad ora non è una novità. Il pupazzo stesso, nel proprio candore, protesta e sostiene che il proprio lavoro non è ancora terminato, egli avrebbe ancora altre cose da fare.

Pur prendendo atto del fatto che, quando è stato scritturato dallo zio Sam, le direttive si spingevano oltre l'attuale stato dell'arte, rendiamo merito all'Insaccato per il lavoro svolto fino a questo punto, tremando all'ipotesi di dove invece si sarebbe dovuto spingere da contratto, ma veniamo alla notizia.

Come sappiamo, l'Audi ha denunciato una perdita dei ricavi pari all'85%. Questo vuol dire che non vende più nulla, nemmeno i ricambi e, di conseguenza, conta di chiudere alcuni fra i suoi stabilimenti che costituiscono un costo vivo, ormai, senza addurre vantaggi alla Società - facile battuta, Società intesa come marchio, come industria quotata in Borsa. La società con la minuscola, invece, cioè i lavoratori, la cui sopravvivenza dipende da quella attività economica, la pensano diversamente.

La fonte della notizia è appunto un comunicato del sindacato dei lavoratori Audi dello stabilimento di Bruxelles che la Società conta di chiudere fra tre mesi, nel Febbraio del 2025, con le ovvie ricadute sulla società.

Ed ora viene il bello: l'Audi, nel tentativo di scongiurare cassa integrazione e ricadute sull'indotto, ma soprattutto per realizzare un proprio estremo dividendo, pur se fallimentare, avrebbe messo in vendita lo stabilimento.

Nonostante il prezzo incredibilmente basso, non ho notizia di cifre precise né chi è informato ne parla, naturalmente, ma la pessima situazione in Borsa lascia ipotizzare il peggio, non lo vuole nessuno. Resta lì, sullo scaffale in vetrina, a prendere polvere.

Nessuno vuole comprare gli stabilimenti Audi, nemmeno a prezzo di realizzo. Quel concentrato di tecnologia e di competenze che hanno permesso all'Europa, e alla Germania in particolare, di fare la Storia dell'industria, fino a pochissimi anni fa, non vale più nulla.

Ben fatto, Salsiccia: il tuo contorno di crauti te lo sei guadagnato.
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Questa pietra era la chiave di volta dell'arco d'ingresso di un edificio del centro storico di Baalbek, nel nordest del Libano, bombardato dal vile esercito degli empi Kazari, quelli che io chiamo Riccioletti, che sanno soltanto sganciare bombe e che come…
Anche questa foto viene da Baalbek, Libano, precisamente dall'ospedale di Dar Al-Amel.

Lei ce l'ha fatta, è sopravvissuta ai criminali ebrei terroristi e ride di loro.

Che la tua forza sia quella di tutti noi, Piccolo Fiore della Resistenza.

(via Francesca Quibla t.me/FraQuibla)
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Ihr seid hier (voi siete qui, n.d.t.) Che la Germania tutta sia in cattive acque, dal punto di vista economico, l'abbiamo già detto più volte e anche che la causa di tutto questo sia la volontà degli Stati Uniti di sopravvivere al proprio declino, dolce eufemismo…
Leggo proprio ora che il nuovo cancelliere della Germania sarà un tale Friedrich Merz, ex dirigente della società americana Blackrock.

Naturalmente ci sarebbero di mezzo le elezioni, ma non credo che i frequentatori di questo mio modesto canale credano ancora che una cosa così insignificante come la “volontà popolare” possa ostacolare in qualche modo la volontà di potenza delle élite.

Qualunque fosse la tabella di marcia di Salsiccia Triste, prima della sua rottamazione, non abbiamo ancora visto niente: questo del fallimento dell'industria automobilistica è stato soltanto un leggero antipasto.
Onore a quest'uomo, Patrick Ongaro, gestore dell'Hotel Garnì Ongaro, Selva di Cadore (Belluno), che ha informato la clientela di non gradire la presenza di rappresentanti del popolo israeliano, in quanto responsabili del genocidio.

Naturalmente, sono partite subito le minacce dei sionisti.

Nel frattempo, il Biondo sta formando la propria squadraccia di governo: il più "moderato" sostiene che la Cisgiordania non esiste, si chiama Giudea, e che quelli fuori posto sono gli arabi, non gli ebrei.

C'è ancora, là fuori, qualcuno convinto che il nuovo fantoccio dello zio Sam fosse un contraltare del deep state, cioè del cosiddetto Israele, e che abbia "vinto le elezioni" in competizione con quello?

(via Repubblica Araba di Siria)
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Un altro “Eletto” nel “Giardino fiorito”

Ecco a voi un altro personaggio che, nonostante nessuno l'abbia voluto, guiderà le nostre colonne inconsapevoli verso il martirio. Li chiamano “commissari”, come Basettoni, l'amico di Topolino e, come la maschera Disney, sono figure di carta, puramente rappresentative, che dovrebbero guidare ma che in realtà sono guidate ed il cui scopo, ammesso che ce ne sia uno, è interpretare il ruolo di artefice delle scelte politiche, cioè economiche, decise altrove.

Il soggetto si chiama più o meno come un giochetto erotico e viene, come altri suoi illustri sodali, da uno Stato che ha più o meno la popolazione di Foggia e l'estensione territoriale della Puglia. Anzi, nel suo caso il paragone più corretto sarebbe con Isernia ed il Molise, visto che la maschera ufficialmente ancora non esiste, egli è soltanto un aspirante alla nuova carica voluta dalla Cofana, a sua volta inspiegabilmente alla guida dei Popoli di interi Stati soggiogati dalla chimera della cosiddetta “Unione”.

Avremo una “Difesa” comune, una sorta di NATO che però conterà ancora meno di quella, essendo di fatto una cassa comune, un conto aperto da cui drenare denari ed armamenti, ammesso che di questi ultimi ci sia rimasto ancora qualcosa ad arrugginire nei magazzini, tipo qualche Carcano o una Revelli, la mitragliera da campo d'inizio 900 che andava raffreddata con l'acqua del Piave mista al sangue dei ragazzi morti su quelle sponde.

Il miglior investimento nella Difesa Europea sarà quello nell'Esercito Ucraino, dice allora il nostro aspirante condottiero, quale vantaggio economico possa derivare dallo sperpero di ciò che resta delle nostre vite in armi, per di più usate su fronti lontani e da qualcun altro, non è dato sapere. Ma guai a scendere nel merito della narrazione delle maschere globaliste: oltre a non ottenere alcuna risposta, diventi immediatamente un fanatico complottista che vede il male dietro ogni cosa, e diciamolo: sei pure un po' fascista, tu.

La realtà, naturalmente, è che stiamo seguendo le direttive del Deep State, della finanza globale, chiamala mafia Kazara oppure Israele, fa lo stesso, che ha in mente di proseguire la guerra permanente contro la Federazione Russa, esattamente con gli stessi obiettivi perseguiti fino ad ora, ovvero decimare la popolazione che occupa quei ricchi territori il cui sfruttamento sta passando all'incasso delle multinazionali (ed uno soltanto di questi intendimenti sta avendo successo, al momento, indovina quale).

Per tutti gli altri, per il gregge sinistrato occupato in queste ore ad abbandonare il Social del Socio del Biondo perché non abbastanza censurato - non è una battuta, un sedicente “scrittore” partenopeo l'ha affermato in maniera esplicita - lo scopo della trasformazione del Sogno Europeo in una Caporetto di popoli ex Erasmus è la difesa della “democrazia” e dei “valori” del “giardino fiorito” contro la giungla incolta e selvaggia del male che incombe.

Da quale parte sia il bene, ammesso che la divisione fra bene e male abbia un senso e ognuna delle due categorie non esista soltanto come contraltare dell'altra e ne rappresenti il senso, non avendone a sua volta, è materia di dissertazioni filosofiche, proprio come un cerino che è luce effimera, soltanto in rapporto all'oscurità che incombe. La morte, a proposito di oscurità, può avere in sé la caratteristica di sostanza primordiale, essendo il suo opposto, ovvero la vita, condizione necessaria all'esistenza di ogni altra circostanza, dunque del bene.

Ne consegue che lo spazio del male è la morte, cioè lo spazio verso cui ci muoviamo compatti, inseguendo nostro malgrado questi inutili ma dannosissimi burattini a propria volta diretti da chi riduce le nostre vite a merce di scambio spendibile sul tavolo del profitto. La giungla del male è qui, siamo noi. Se c'è un giardino, e deve esserci, essendo questo il suo opposto, è altrove.
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