Ali
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Del fallimento programmato.

Il professor Ted Postol, ricercatore del MIT e già consulente del Pentagono, ci spiega perché le "formidabili armi" di difesa dell'Egemone siano del tutto inefficaci, e non soltanto dal punto di vista tecnico, esposto in maniera chiara ed inoppugnabile, quanto da quello politico.

L'élite al potere, spiega Postol, era ed è ben consapevole di tutto questo, dunque (tesi mia) tutta l'operazione "Epic Fail" non poteva e non può avere altro scopo se non la dismissione dell'avamposto coloniale nazi-sionista in Asia occidentale, mentre i coloni ebrei già si spostano verso nuovi insediamenti (per esempio a Creta e in Argentina, ottimo intervento sul tema di Enrico Tomaselli) e, come corollario, l'intera economia delle colonie sta per essere travolta ed azzerata.

Il video ha già due settimane, nel frattempo la situazione dell'enclave è ulteriormente peggiorata, rendendo la tesi sopra sempre meno azzardata.

Visione caldamente consigliata.
Potrebbe esserci. Oppure no.

Anche l'Iran sposa l'ipotesi del tentativo di furto dell'uranio arricchito, ma lo fa con gran classe. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, dichiara:

" L'area in cui si dice che il pilota americano sia atterrato, Kohgiluyeh e nella provincia di Boyer-Ahmad, è molto lontana da quella in cui hanno tentato di sbarcare truppe e attrezzature.

“ La possibilità che si trattasse di un'operazione di copertura per rubare uranio arricchito non dovrebbe essere ignorata affatto.

La sensazione del gatto che gioca col topo è fortissima: ammesso che l'obiettivo della manovra fosse quello e che le informazioni dei Servizi fossero esatte, quest'affermazione non vuol dire affatto che l'uranio sia davvero lì: è poco probabile che, dovendo nascondere qualcosa, tu la metta nel posto più ovvio in cui cercare. D'altra parte, come recita un vecchio adagio popolare, il posto migliore per nascondere una mela è fra le altre mele.

In ogni caso, vecchio egemone decaduto, potrai credere di essere stato vicino al colpaccio, così come ad un grande buco nell'acqua: ti è andata male e non lo saprai mai.

E quando vedrai domani che attorno agli impianti di Isfahan non accadrà nulla, oppure noterai del movimento, questo non cambierà la situazione: l'uranio potrebbe esserci stato, ed ora non più, oppure ce l'abbiamo portato adesso, oppure abbiamo lasciato tutto come prima, e potrebbe essere ancora lì. Oppure no.
Un Comandante.

Mi ricapita fra le mani questo testo, ed è già Storia, nonostante siano passate poche settimane, lo era nel momento stesso in cui accadeva, che riassume l'ultima conversazione fra la Guida Suprema, l'Ayatollah Ali Khamenei, e il Segretario del Consiglio di Sicurezza, Ali Larijani, prima del martirio di entrambi.

Dopo aver presentato all'Imam il suo rapporto, Larijani disse: - Questa non è una vuota minaccia, il nemico vuole ucciderti. Abbiamo preparato un luogo fortificato, protetto e nascosto, dove le bombe non possono arrivare e gli aerei non possono colpire.

- E quando sei venuto da me
– rispose Khamenei – quale risposta ti aspettavi?

- Mi aspettavo che tu rifiutassi. Ma la Nazione ha bisogno di te e la battaglia ha bisogno del suo comandante.

La Guida Suprema sorrise: - Hai ragione, nei calcoli degli Stati e nei manuali della Sicurezza, ma noi parliamo un linguaggio più antico della Politica: come posso chiedere ad un soldato di affrontare la morte, se il suo comandante si nasconde? Come posso dire alla gente di resistere se sono io il primo ad abbandonare il campo nel pericolo?

Si fermò, poi aggiunse: - Noi siamo i figli di un Uomo di nome Hussein, un Imam che conosceva il suo destino eppure vi si è avviato, come a una promessa a Dio. Non scomparve perché il suo esercito era piccolo, Egli aveva un grande esercito nei cieli.

Larijani rispose: - Ma la storia non è una sola pagina. Noi abbiamo anche l'Imam Nascosto, la cui scomparsa ci ha insegnato che a volte scomparire è saggezza, non paura.

- La differenza, signor Larijani, è che quando l'Imam scomparve non aveva un esercito e non c'era una Nazione da difendere. Come posso scomparire, quando ho una Nazione che combatte? Come posso nascondermi mentre i miei soldati sono sotto il fuoco? Quando un leader si occulta, mentre è solo, può essere saggezza, ma quando ha dietro un'intera Nazione, la sua scomparsa può diventare un macigno sulla Coscienza della Storia.

Larijani rimase in silenzio, Khamenei gli strinse la mano, ringraziandolo per la sua preoccupazione. Dopo che se ne fu andato, l'Imam radunò la sua famiglia e raccontò loro la proposta. Dissero semplicemente:

- Noi saremo dove sei tu.
"israele"

Abbiamo ingannato gli Arabi, facendo credere loro che se si fossero alleati con noi contro la Turchia, gli avremmo dato unità e indipendenza.

Abbiamo conquistato Gaza e l'abbiamo consegnata ad un oscuro gruppo di coloni ebrei, europei e americani.

Abbiamo tradito la Palestina.
Abbiamo tradito gli Arabi.
Abbiamo tradito i Musulmani.
Siamo noi la causa di tutto quello che è successo dopo.

George Galloway

(in foto, soldati britannici nella Grande Moschea, Gaza 1917, via Francesca Quibla)
Ali pinned «Un Comandante. Mi ricapita fra le mani questo testo, ed è già Storia, nonostante siano passate poche settimane, lo era nel momento stesso in cui accadeva, che riassume l'ultima conversazione fra la Guida Suprema, l'Ayatollah Ali Khamenei, e il Segretario…»
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"israele", cent'anni dopo.

Da quel 1917 sono successe tante cose. Quel gruppo oscuro di coloni ebrei ha imposto la propria presenza in un fazzoletto di terra col sopruso e col terrore, fino a rendere legale l'omicidio per tortura, da sempre metodo suo e di cui, con immensa faccia tosta, racconta d'essere vittima, per mano di nazisti alieni e, per la qual cosa, autorizzato a far di tutto per proteggere i propri riccioletti.

Un racconto basato sul nulla, che si regge soltanto su sé stesso e che torme di caporali, nutriti dalle briciole dello sterco del diavolo, strumento sopraffino del potere, hanno diffuso e amplificato presso il gregge obnubilato, capeggiato da tristi parrucconi locali, in apparenza immortali, che raccontano d'essere reduci da chissà quali atrocità.

Il capitolo finale di questa messa in scena di carnefici che si spacciano per vittime viene scritto in queste ore. L'ultimo attacco della soldataglia criminale nel Libano meridionale è clamorosamente fallito, e le Forze dell'Asse della Resistenza stanno ricacciando indietro l'invasore, inseguendolo fin dentro quei territori occupati che spacciava come propri.

Ce ne parla il Generale Moosavi, Comandante delle Forze Aerospaziali della Guardia della Rivoluzione Islamica:

" Abbandonando le città settentrionali dei territori occupati, il regime sionista ha praticamente accettato la sconfitta dell'equilibrio di forze.

" La raffineria del Golfo di Haifa, le centrali elettriche, i porti e le ferrovie sono stati bombardati con missili Iraniani, nelle ultime 24 ore, e non si hanno notizie di intercettazioni.

La dismissione dell'avamposto coloniale nazi-sionista, che la mafia globalista chiama "israele", prosegue ad ampie falcate. Presto il Male verrà estirpato dall'intera Regione.
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Benvenuti

“ Durante l'operazione (lettere e numeri a caso) ogni singolo Iraniano armato ha aperto il fuoco contro i nostri aeroplani.

Diciamolo in un altro modo: non siete percepiti esattamente come i liberatori che rovesciano il regime teocratico degli ayatollah e bombardano democrazia. Sembra che anche questo giocattolo di propaganda, come quello degli “unti dal (loro) signore” si sia sciolto come neve al sole – e laggiù in Asia occidentale ora inizia a far caldo per davvero.

E non serve nemmeno la contraerea, basta un po' di gente coi fucili, unita ed incazzata per davvero per rimettervi al vostro posto, nelle tristi pagine di Storia che racconteranno l'epilogo dell'Impero globalista, la triste fine del cravattaro che volle farsi Re.
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Chiacchiere contro Promesse Sincere

Secondo l'agenzia Mehr, gli Stati Uniti (e "israele") hanno attaccato l'isola di Kharg, principale terminal petrolifero dell'Iran, nella parte settentrionale del Golfo Persico.

Poco credibile. Mehr è un'agenzia Iraniana, è vero, ma è privata. L'isola di Kharg è da tempo in allerta, con le difese Iraniane schierate: un attacco si risolverebbe in un bagno di sangue per i nazi-sionisti.

Infatti, nei canali ufficiali non c'è traccia alcuna della notizia, mentre il Colonnello Zolfaqari avverte il nemico, parlando alle sue colonie:

" Da ora in poi, alcune considerazioni riguardanti il buon vicinato sono cessate. Colpiremo le infrastrutture collegate agli Stati Uniti in tutto il Golfo Persico, in modo da privarli di ogni tipo di supporto nella Regione.
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L'Odio.

Dopo le folli dichiarazioni del Biondo, il Popolo Iraniano ha iniziato a costruire cordoni umani spontanei a presidio dei ponti e delle centrali elettriche.

Questa mattina, i bombardamenti nazi-sionisti a Teheran hanno distrutto un mercato rionale, in piena a attività e molto affollato, e... una sinagoga.

Sembrerebbe come se la Coalizione Epstein avesse bisogno di farsi odiare sempre di più, da tutti, anche dalla comunità ebraica Iraniana, che esiste, pur se non numerosissima.

Due ipotesi: quella a me più cara, ovvero la dismissione dell'avamposto coloniale messianico voluto dalla mafia ashkenazita all'inizio del secolo scorso; più colpisci a caso, senza senso, più intensa sarà la reazione dell'Asse della Resistenza, più presto i coloni lasceranno la Palestina per raggiungere i nuovi insediamenti.

Seconda possibilità, quella che fa tremare i polsi. Dati gli stessi presupposti, in una parola escalation, l'utilizzo dell'arma estrema, quella nucleare, diventerebbe un'opzione possibile, per l'egemone disperato. E per inciso, l'una non esclude l'altra: anzi, portar via gli ebrei potrebbe essere preludio di questa seconda mossa.

Sullo sfondo c'è sempre il fallimento totale dell'economia occidentale che avanza, mentre qualcuno continua a credere ingenuamente che si tratti di un incidente non voluto, ma qui volevo parlare d'altro.
Un confetto rosa.

I Pasdaran delle Forze Aerospaziali accontentano la richiesta di questa bambina Iraniana e Kamal Sharaf commenta con una sua vignetta.

Non credo ci sia altro da aggiungere, se non: Rispetto.
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Rispetto.

l'ho già detto, vero?
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Non è vero.

Più o meno come ieri, con lo sbarco degli Alleati di Epstein nell'isola di Kharg, la mattinata si apre con una nuova balla... pardon, notizia, allo scopo di disorientare il nemico (e credici) e l'opinione pubblica (questo è già più facile).

Con l'intervento diplomatico del Pakistan, Iran e Stati Uniti avrebbero deciso per una tregua di due settimane, con una serie di clausole che segnerebbero sì la sconfitta dell'Egemone ma non la sua definitiva scomparsa della Regione, obiettivo esplicito, che la Repubblica Islamica non ha mai nascosto.

Nonostante i famosi "mercati" l'abbiano bevuta subito ed il prezzo del petrolio sia sceso, anche se di poco, complici le grancasse di propaganda occidentali che parlano di pace e disegnano colombe e ramoscelli d'ulivo in Mesopotamia, il tutto è davvero poco credibile, esattamente come le minacce di genocidio del Biondo che tenevano banco fino a poche ore fa e che i pappagalli prezzolati con la penna ripetevano a comando, senza particolare enfasi, come il resoconto di una partita di serie C.

Qualche indizio, fra i tanti: le forniture belliche Americane continuano a fare la spola sull'Atlantico e ad utilizzare le Basi delle colonie europee, con poche eccezioni, per lo più di facciata.

L'enclave nazi-sionista che occupa la Palestina ha fatto sapere che la tregua non riguarderà il Libano, dove l'offensiva "messianica" continuerà - il fatto che le stiano prendendo alla grande e che Hezbollah li stia inseguendo oltre il confine, negli insediamenti coloniali del nord, pare non riguardarli, e questo sembra soltanto un paradosso ma non lo è, come abbiamo già notato più volte.

Per tacer dei caporali, le micro colonie sioniste locali che farneticano: il governo filo-occidentale dell'Iraq parla di Pace nella Regione e riapre lo spazio aereo (a quali velivoli e con quale carburante non è dato sapere) ed il Qatar, novella Polonia, pretende dall'Iran un risarcimento in denaro per i danni di guerra.

Gli Iraniani, figli dell'Imam Hussein, Principe dei Martiri, stanno vincendo, in questa nuova Karbala, non lo dimentichiamo, ma non hanno ancora trionfato: la guerra finirà soltanto quando il tiranno Yazid sarà fatto a pezzi, bruciato e ricoperto di sale.
Signori, si chiude.

Corollario: oltre alla presa d'atto, da parte degli Stati Uniti, della distruzione delle proprie Basi e dell'azzeramento, di fatto, della propria proiezione militare nella Regione, anche il Regno Unito, la sempre più piccola Bretagna, ritira le proprie truppe dall'Asia occidentale.

Un'epoca di aggressione e di dominio incontrastato che si avvia alla fine, alla buon'ora.
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In sintesi, ed in termini razionali: avete perso, dice il Ministro Araghchi al Potos dopo aver ringraziato i fratelli Pakistani, e smetteremo di bombardare ciò che resta del vostro avamposto in Asia occidentale se, e soltanto se, i vostri attacchi smetteranno in tutta la Regione, Libano compreso (e nel frattempo i lanci di Hezbollah sull'enclave sionista continuano).

Per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, il passaggio alle navi dei Paesi amici continuerà, sotto stretto controllo del Forze marittime di IRGC, e per tutti gli altri ci sarà un pedaggio da pagare, con cui ripareremo i danni da voi provocati - ogni Promessa Sincera è debito: la situazione di Hormuz non ritornerà mai quella di prima.

Insomma, è capitolazione, e venerdì a Islamabad si dovrebbe ritornare alla farsa del “colloqui” con la serpe multiforme a due teste dalle molteplici lingue biforcute.
Ah, per inciso: proprio ieri l'Iran ha interrotto i canali diplomatici con gli USA e ritirato i propri ambasciatori.
Tutte le ambasciate Iraniane nel mondo partecipano allo sberleffo dell'ex egemone. Che la "Pace" sia soltanto una trovata mediatica è già confermato dai fatti, i combattimenti continuano su tutti i fronti, ma una cosa è certa: l'umiliazione della Coalizione Epstein al confronto con l'Asse della Resistenza guidato dalla Rivoluzione Islamica è totale.
Capitolazione.

Il nemico, nella sua guerra sleale, illegale e criminale contro il popolo iraniano, ha subito una sconfitta innegabile, storica e devastante [..]

L’Iran ha conseguito una grande vittoria, costringendo gli Stati Uniti criminali ad accettare il suo piano in 10 punti. In tale piano, gli Stati Uniti si impegnano in linea di principio alla non aggressione, al mantenimento del controllo Iraniano sullo Stretto di Hormuz, all'accettazione dell’arricchimento nucleare, alla revoca di tutte le sanzioni primarie e secondarie, alla cessazione di tutte le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e del Consiglio dei Governatori, al pagamento dei danni all’Iran, al ritiro delle forze militari statunitensi dalla Regione e alla cessazione della guerra su tutti i fronti, inclusa quella contro la coraggiosa Resistenza islamica del Libano.

Congratulandoci per questa vittoria con tutto il Popolo Iraniano, sottolineiamo che fino alla definizione finale dei dettagli sarà ancora necessaria la perseveranza e la prudenza delle autorità, nonché il mantenimento dell’unità e della coesione Nazionale.


Un estratto dalla dichiarazione del Consiglio Supremo della Sicurezza Nazionale dell'Iran, l'Organismo di cui fu a capo il Martire Ali Larijani.

Mi piace notare come la dicotomia mediatica USA - “israele” sia finalmente superata anche nelle pubbliche relazioni: sono gli Stati Uniti i responsabili del fronte Libanese, chiamati a risponderne, non certo gli “unti dal (loro) signore”.

Piacevole ed illuminante lettura circa la farsa odierna della “pace”.

Inizia qui: t.me/iranislamico/17281
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