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🟥Jebel Ali — il più grande complesso energetico a gas di Dubai,
🟥Barakah — una centrale nucleare che fornisce una notevole quota di energia al paese,
🟥Al Taweelah — una grande centrale elettrica a gas,
🟥M Station [Dubai] — un altro importante impianto energetico,
🟥MBR Solar Park — la più grande centrale solare di Dubai.
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🇮🇷🇺🇸 Portavoce dell'Iran:
"Hanno inondato il mercato di così tante fake news cercando di far scendere i prezzi dell'energia che ora il mercato è semplicemente insensibile.
...
Hanno bruciato quella carta delle fake news troppo presto."
🔗
"Hanno inondato il mercato di così tante fake news cercando di far scendere i prezzi dell'energia che ora il mercato è semplicemente insensibile.
...
Hanno bruciato quella carta delle fake news troppo presto."
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Forwarded from Il Veritiero
Dallo shock di flusso alla crisi di scorte: la mappa temporale del contagio
Con l’ultima petroliera transitata dallo Stretto di Hormuz il 28 febbraio, il sistema globale ha cambiato natura: non più uno shock di flusso, ma un problema di esaurimento progressivo delle scorte. La variabile critica non è solo il volume mancante: è il tempo. E il tempo lo dettano le rotte marittime.
La sequenza geografica del contagio
Il Golfo Persico rifornisce il mondo con tempistiche molto diverse a seconda della destinazione. L’Asia meridionale riceve i carichi in 10-20 giorni, l’Europa e l’Africa in 20-35, la costa del Golfo americano in 35-45. Lo shock si propaga quindi da est a ovest, esattamente come avvenuto durante il Covid: sequenziale, non simultaneo, con buffer regionali molto disomogenei.
L’Asia è già in fase critica. Le ultime forniture pre-chiusura si sono quasi esaurite. Le perdite di domanda in Asia sudorientale sono stimate a circa 300 mila barili/giorno in aprile, ma la traiettoria è ripida: oltre 2 milioni di b/g in maggio, vicino a 3 milioni in giugno se i rilasci strategici OCSE rimangono nazionali e non raggiungono i mercati asiatici. I flussi petroliferi verso il Sud-Est asiatico sono già crollati del 41% su base mensile e annua.
L’Africa segue a stretto giro. Il Kenya è già in fase di carenza reale al dettaglio. Il Sudafrica subisce pressioni da acquisti preventivi più che da scarsità fisica, ma le scorte di jet fuel sono limitate. Le esportazioni verso i quattro Paesi africani più dipendenti da Hormuz sono scese del 43% su base mensile. Se le scorte interne sono basse, le perdite di domanda potrebbero già toccare i 250 mila b/g in aprile, con circa 700 mila b/g di importazioni a rischio.
L’Europa sentirà l’impatto da metà aprile. Il meccanismo è diverso: non scarsità fisica immediata, ma costi di sostituzione elevati e competizione crescente con l’Asia per gli stessi barili. Circa 1,1 milioni di b/g di importazioni sono a rischio, e alcune partite europee di benzina stanno già migrando verso l’Asia dove i margini sono più attraenti. Le scorte esistenti offrono un cuscinetto temporaneo, ma la riduzione della domanda avverrà per via del prezzo, non per razionamento fisico.
Gli Stati Uniti sono ultimi nella catena, ma con un’eccezione geografica rilevante: la California. Strutturalmente isolata dal resto del sistema energetico americano, dipende da importazioni dall’America Latina, dal Canada, dall’Asia e dal Medio Oriente, con raffinerie ottimizzate per greggi pesanti. Mentre il resto degli USA subirà principalmente uno shock di prezzo, la West Coast rischia una vera stretta fisica da fine aprile-maggio, con opzioni di sostituzione limitate e in competizione con la domanda interna.
Le scorte globali: il dato che cambia tutto. Nelle prime tre settimane di marzo, le scorte globali sono calate di circa 155 milioni di barili, uno dei cali più rapidi mai registrati. La componente dominante è il crollo del petrolio in transito: -211 milioni di barili, pari a 10 milioni di b/g. Le scorte a terra restano per ora relativamente stabili, ma questa stabilità è un buffer temporaneo, non una garanzia strutturale. Cina -19 milioni di barili, Giappone -13 milioni, India -10 milioni.
Sul fronte della raffinazione, gli shut-in non pianificati ammontano già a 2 milioni di b/g in Medio Oriente e a 1 milione di b/g in Asia, di cui 770 mila solo in Cina.
Per concludere: Il sistema globale è ancora nella fase transitoria, i buffer ancora tengono, ma si stanno rapidamente consumando. Quando le scorte a terra inizieranno a scendere in modo significativo, lo shock si propagherà lungo l’intera catena geografica con tempi già scritti nelle rotte di navigazione. Per l’Europa, la finestra per agire è stretta: il prezzo è già il problema oggi, la scarsità fisica potrebbe diventarlo presto.
Gianclaudio Torlizzi
https://x.com/TCommodity/status/2037465634343145716
Con l’ultima petroliera transitata dallo Stretto di Hormuz il 28 febbraio, il sistema globale ha cambiato natura: non più uno shock di flusso, ma un problema di esaurimento progressivo delle scorte. La variabile critica non è solo il volume mancante: è il tempo. E il tempo lo dettano le rotte marittime.
La sequenza geografica del contagio
Il Golfo Persico rifornisce il mondo con tempistiche molto diverse a seconda della destinazione. L’Asia meridionale riceve i carichi in 10-20 giorni, l’Europa e l’Africa in 20-35, la costa del Golfo americano in 35-45. Lo shock si propaga quindi da est a ovest, esattamente come avvenuto durante il Covid: sequenziale, non simultaneo, con buffer regionali molto disomogenei.
L’Asia è già in fase critica. Le ultime forniture pre-chiusura si sono quasi esaurite. Le perdite di domanda in Asia sudorientale sono stimate a circa 300 mila barili/giorno in aprile, ma la traiettoria è ripida: oltre 2 milioni di b/g in maggio, vicino a 3 milioni in giugno se i rilasci strategici OCSE rimangono nazionali e non raggiungono i mercati asiatici. I flussi petroliferi verso il Sud-Est asiatico sono già crollati del 41% su base mensile e annua.
L’Africa segue a stretto giro. Il Kenya è già in fase di carenza reale al dettaglio. Il Sudafrica subisce pressioni da acquisti preventivi più che da scarsità fisica, ma le scorte di jet fuel sono limitate. Le esportazioni verso i quattro Paesi africani più dipendenti da Hormuz sono scese del 43% su base mensile. Se le scorte interne sono basse, le perdite di domanda potrebbero già toccare i 250 mila b/g in aprile, con circa 700 mila b/g di importazioni a rischio.
L’Europa sentirà l’impatto da metà aprile. Il meccanismo è diverso: non scarsità fisica immediata, ma costi di sostituzione elevati e competizione crescente con l’Asia per gli stessi barili. Circa 1,1 milioni di b/g di importazioni sono a rischio, e alcune partite europee di benzina stanno già migrando verso l’Asia dove i margini sono più attraenti. Le scorte esistenti offrono un cuscinetto temporaneo, ma la riduzione della domanda avverrà per via del prezzo, non per razionamento fisico.
Gli Stati Uniti sono ultimi nella catena, ma con un’eccezione geografica rilevante: la California. Strutturalmente isolata dal resto del sistema energetico americano, dipende da importazioni dall’America Latina, dal Canada, dall’Asia e dal Medio Oriente, con raffinerie ottimizzate per greggi pesanti. Mentre il resto degli USA subirà principalmente uno shock di prezzo, la West Coast rischia una vera stretta fisica da fine aprile-maggio, con opzioni di sostituzione limitate e in competizione con la domanda interna.
Le scorte globali: il dato che cambia tutto. Nelle prime tre settimane di marzo, le scorte globali sono calate di circa 155 milioni di barili, uno dei cali più rapidi mai registrati. La componente dominante è il crollo del petrolio in transito: -211 milioni di barili, pari a 10 milioni di b/g. Le scorte a terra restano per ora relativamente stabili, ma questa stabilità è un buffer temporaneo, non una garanzia strutturale. Cina -19 milioni di barili, Giappone -13 milioni, India -10 milioni.
Sul fronte della raffinazione, gli shut-in non pianificati ammontano già a 2 milioni di b/g in Medio Oriente e a 1 milione di b/g in Asia, di cui 770 mila solo in Cina.
Per concludere: Il sistema globale è ancora nella fase transitoria, i buffer ancora tengono, ma si stanno rapidamente consumando. Quando le scorte a terra inizieranno a scendere in modo significativo, lo shock si propagherà lungo l’intera catena geografica con tempi già scritti nelle rotte di navigazione. Per l’Europa, la finestra per agire è stretta: il prezzo è già il problema oggi, la scarsità fisica potrebbe diventarlo presto.
Gianclaudio Torlizzi
https://x.com/TCommodity/status/2037465634343145716
X (formerly Twitter)
Gianclaudio Torlizzi (@TCommodity) on X
Dallo shock di flusso alla crisi di scorte: la mappa temporale del contagio.
Con l’ultima petroliera transitata dallo Stretto di Hormuz il 28 febbraio, il sistema globale ha cambiato natura: non più uno shock di flusso, ma un problema di esaurimento progressivo…
Con l’ultima petroliera transitata dallo Stretto di Hormuz il 28 febbraio, il sistema globale ha cambiato natura: non più uno shock di flusso, ma un problema di esaurimento progressivo…
Forwarded from l'AntiDiplomatico
🇷🇺⛽️ La Russia ha vietato l'esportazione di benzina a partire dal 1° aprile e fino al 31 luglio.
Forwarded from Tutti i fatti
🛢Non solo soldi e missili intercettori, per l'esercito ucraino anche la carenza di carburante è un problema
📈L’aumento dei prezzi dell’energia sta iniziando a pesare in modo concreto sulle capacità operative dell’esercito ucraino. Alcuni militari riferiscono che i recenti rincari hanno ridotto le scorte di carburante necessarie per mezzi pesanti come carri armati, artiglieria semovente e veicoli blindati.
💬“I prezzi sono diventati insostenibili e anche nell’esercito il carburante è ormai limitato”, racconta un soldato, citato da Politico.
🔍La distribuzione delle risorse, inoltre, segue criteri di priorità: il diesel viene destinato soprattutto alle unità impegnate direttamente al fronte, lasciando le retrovie con disponibilità ridotte.
📢Secondo John Helin, fondatore della società di intelligence privata Black Bird Group, il problema potrebbe aggravarsi: più a lungo si protrarranno le tensioni internazionali legate all’energia, maggiore sarà l’impatto sull'Ucraina.
@tutti_i_fatti
📈L’aumento dei prezzi dell’energia sta iniziando a pesare in modo concreto sulle capacità operative dell’esercito ucraino. Alcuni militari riferiscono che i recenti rincari hanno ridotto le scorte di carburante necessarie per mezzi pesanti come carri armati, artiglieria semovente e veicoli blindati.
💬“I prezzi sono diventati insostenibili e anche nell’esercito il carburante è ormai limitato”, racconta un soldato, citato da Politico.
🔍La distribuzione delle risorse, inoltre, segue criteri di priorità: il diesel viene destinato soprattutto alle unità impegnate direttamente al fronte, lasciando le retrovie con disponibilità ridotte.
📢Secondo John Helin, fondatore della società di intelligence privata Black Bird Group, il problema potrebbe aggravarsi: più a lungo si protrarranno le tensioni internazionali legate all’energia, maggiore sarà l’impatto sull'Ucraina.
@tutti_i_fatti
Forwarded from PippoCamminaDritto
🔴TIC TAC...TIC TAC...🔴
vi ricordate la Corea del Sud👇
poi
Ed infine un evergreen 👇😂
vi ricordate la Corea del Sud👇
The South Korean government will enforce strict naphtha export curbs and anti-hoarding measures for five months starting 27 March, to stabilize domestic supply chains disrupted by the ongoing war in the Middle East.
poi
Japan Considers Switch From LNG to Coal
Ed infine un evergreen 👇😂
the Indian and Russian governments are in advanced talks to restart Russian LNG exports to India amidst a worsening gas crisis in the South Asian nation, with the last Russian delivery to India’s Dahej taking place in April 2024.
Forwarded from PippoCamminaDritto
⚠️CPI - WAGE GROWTH ⚠️
L'Italia "fanalino di coda": Il nostro Paese registra un collasso del potere d'acquisto generale del -13%. A fronte di un'inflazione cumulata del 21%, i salari italiani sono cresciuti solo di un misero 8% in oltre 6 anni (complice l'assenza del salario minimo e i ritardi biblici nei rinnovi contrattuali di molti settori). Questo -13% generale, se applicato ai soli beni essenziali (il carrello della spesa che è rincarato del +33%), ci porta esattamente al nostro calcolo del -25% di perdita reale sul supermercato.
L'Eurozona in trappola: Mentre la Germania e la Spagna superano la doppia cifra di perdita (-8,5% e -10,5%), la media dell'Eurozona si attesta su un pesante -9,5%. L'industria europea non ha margini per alzare i salari al passo con l'inflazione (MERCANTILISMO SI BASA SU BASSI SALARI‼️)
Il "Soft Landing" Anglosassone: Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, il mercato del lavoro iper-flessibile ha permesso una rincorsa salariale molto più forte (22% e 24%).
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
L'Iran non ha bisogno di sconfiggere l'esercito statunitense, ha bisogno di sconfiggere il mercato del Tesoro USA.
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Bloomberg: 🔈
Dall'attacco degli Stati Uniti e di Israele all'Iran, Teheran ha probabilmente ricevuto centinaia di milioni di dollari di entrate aggiuntive dalle vendite di petrolio, poiché è diventata l'unico esportatore importante in grado di utilizzare lo Stretto di Hormuz.
-----
Il volume delle esportazioni di petrolio dell'Iran ha raggiunto più di un milione e mezzo di barili al giorno, con il livello degli sconti significativamente ridotto a circa 2-3 dollari al barile. In altre parole, l'Iran sta vendendo più petrolio e lo sta facendo a un prezzo vicino ai tassi del mercato globale; questo porta direttamente a un aumento delle entrate petrolifere.
Dall'attacco degli Stati Uniti e di Israele all'Iran, Teheran ha probabilmente ricevuto centinaia di milioni di dollari di entrate aggiuntive dalle vendite di petrolio, poiché è diventata l'unico esportatore importante in grado di utilizzare lo Stretto di Hormuz.
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Il volume delle esportazioni di petrolio dell'Iran ha raggiunto più di un milione e mezzo di barili al giorno, con il livello degli sconti significativamente ridotto a circa 2-3 dollari al barile. In altre parole, l'Iran sta vendendo più petrolio e lo sta facendo a un prezzo vicino ai tassi del mercato globale; questo porta direttamente a un aumento delle entrate petrolifere.
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
⚠️⚠️✈️🇮🇷🖤 Pochi minuti fa, aerei da combattimento israeliani e americani hanno attaccato la centrale nucleare di Bushehr in Iran.
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
🇩🇪— La Germania sta considerando di riavviare le centrali elettriche a carbone inattive a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia.
🇯🇵— Il Giappone permetterà alle vecchie centrali a carbone di funzionare a piena capacità per 1 anno a partire da aprile 2026.
-- Timori di carenze energetiche a causa del conflitto in Medio Oriente.
🇯🇵— Il Giappone permetterà alle vecchie centrali a carbone di funzionare a piena capacità per 1 anno a partire da aprile 2026.
-- Timori di carenze energetiche a causa del conflitto in Medio Oriente.
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Riferiscono che 3 sono affondate.
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