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Franco Cardini

“La guerra in Ucraina è stata la giusta difesa di un Paese membro della Nazioni Unite dall’attacco alla sua sovranità da parte della Russia, suo confinante che l’ha invasa il 24 febbraio 2022. Questa è la patente di giustizia e legittimità esibita dall’Ucraina al Mondo all’atto dell’invasione. Una partente incontestabile se non fosse stata rilasciata dall’Occidente molto tempo prima dell’invasione, senza esami, quasi a volerla provocare. Una patente con validità retroattiva per tutte le infrazioni passate e a priori per quelle future. Una patente usata non per evitare il conflitto, ma per inasprirlo, allargarlo e prolungarlo. Una patente a prescindere da ciò che era accaduto pochi giorni prima, pochi mesi prima, pochi anni prima e diversi decenni prima. La guerra poteva essere evitata, ma non l’ha voluto nessuno.
Ed è una guerra strana proprio per questa esistenza di un dopo senza che sia mai stato considerato un prima qualsiasi. La legittimità ‘a priori e a prescindere’ è un dogma dell’Occidente. Ma chi è l’Occidente e su quali princìpi si basa la sua visione del mondo? È quella parte del mondo che rappresenta appena un quarto delle terre emerse e un settimo della popolazione mondiale. Quella che produce il cinquanta per cento del prodotto nazionale lordo (PIL) globale (circa novantaquattro trilioni di dollari) e consuma gran parte di quello del resto del mondo. L’Occidente culturale si basa sui princìpi della civiltà classica ed europea, ma soprattutto sulla ricchezza materiale; sull’idea che esista una supremazia del denaro sullo spirito e che lo spirito stesso giudaico-cristiano sia superiore a qualsiasi altro: a priori e a prescindere. L’Occidente geopolitico comprende Stati Uniti, Canada, Unione Europea, altri stati europei, Gran Bretagna, Israele, Giappone, Sud Corea e Australia. L’Occidente che aderisce alle regole dettate dagli Stati Uniti e che dovrebbe salvare il cosiddetto ‘Ordine mondiale liberale’ non si trova a suo agio nei fori internazionali come le Nazioni Unite, dove un filo di voce spetta a tuti gli Stati e non Stati esistenti”.
Queste lucide, limpide, irreprensibili e implacabili parole costituiscono l’incipit, la prima pagina di un libro tanto esemplare quanto sconvolgente: L’Europa in guerra, di Fabio Mini, or ora edito dalla edizioni “PaperFirst” de “Il Fatto Quotidiano”. Costa 16 euro e ne vale millanta volte tanto. Il testo che abbiamo citato, corrispondente alle pp. 12-13, andrebbe pubblicamente letto, fatto copiare e mandar a memoria a tutti gli studenti del mondo fra i 12 e i 18 anni.
Ma le sue 203 pagine dicono e dimostrano ancora di più. Sono la serena incontestabile dimostrazione di come questa guerra, a lungo prevista e preparata da chi attualmente governa gli Stati Uniti d’America e manovra lo strumento politico-industriale-militare della NATO nonché dalle numerose e potenti lobbies che formalmente lo fiancheggiano e sostanzialmente lo gestiscono a livello statunitense (il “complesso militar-industriale” di cui parlava già il generale-presidente Eisenhower) e mondiale, non è diretta tanto contro la Russia quanto – e principalmente – contro l’Europa, la quale ne sopporta il peso, i costi, i disagi e le conseguenze.
E tutto ciò viene da lontano. Contrariamente a quanto hanno cercato di far credere (purtroppo riuscendovi, almeno a livello di vaste aree dell’opinione pubblica), gli USA hanno sempre temuto e ostacolato come una temibile concorrente e in prospettiva una pericolosa avversaria nella corsa all’egemonia mondiale quell’Europa politicamente unita ch’era nei voti di molti (a cominciare da Konrad Adenauer, Robert Schuman e Alcide De Gasperi) e della quale l’Unione Europea dei Borrell e delle von der Leyen è solo uno squallido succedaneo.
Fine costante delle classi dirigenti statunitensi è stato la limitazione economica dell’Occidente europeo, il suo condizionamento tecnologico e intellettuale e la negazione di qualunque strumento militare indipendente nelle sue mani: quindi, e in conseguenza di ciò, il divieto sostanziale di esercitare una politica estera veramente libera e responsabile.
Ha dunque perfettamente ragione Mini. La guerra statunitense contro la Russia è in realtà una guerra contro l’Europa; in quanto tale, è parte di un disegno nato negli Anni Novanta del secolo scorso obiettivo del quale è non tanto e non solo la Russia, quanto soprattutto e in ultima analisi la Cina; lo scenario auspicato è una costellazione di paesi militarmente deboli e subordinati agli USA nonché collegati al loro mercato neoliberistico e consumistico che dalle coste orientali dell’Atlantico giunga ai confini del nuovo “Impero di Mezzo”; strumenti principali di ciò sono e saranno l’omologazione (e l’appiattimento) culturale e il “pensiero unico”, nerbo sostanziale del western way of life and thinking. Le celebrazioni di ludi come quello annuale sanremistico sono la novena di Natale, la Settimana Santa e le feste di Carnevale di questa Religione del Nulla ch’è il vero Anticristo al quale tutti gli esseri umani che intendano mantenere dignità e libertà hanno il dovere di opporsi con ogni possibile mezzo.
Intanto, il filobellicismo convinto di non rischiar nulla di personale impazza: e tutto il mondo sembra tornar a infiammarsi. Guardate alla Siria e allo Yemen, guardate al Congo, guardate al Perù e al Brasile, alla Bolivia e all’Argentina. La storia si è rimessa in cammino, anzi ha ricominciato a correre. Volevate dare una lezione a Putin? Ve ne accorgerete…
Forwarded from Pepe Escobar
NORAD Commander Can't Rule Out Aliens After Unidentified Objects Shot Down | ZeroHedge
https://www.zerohedge.com/political/norad-commander-cant-rule-out-aliens-after-unidentified-objects-shot-down
Forwarded from Slavyangrad (Anya)
Ukraine is gradually becoming the property of Western countries.

Having sold off virtually all significant state-owned enterprises to the West, the Ukrainian government is not going to stop.The British newspaper The Telegraph reported that executives of the British defense industry visited Kiev to discuss the terms of the purchase of some of Ukraine's major defense enterprises.

Negotiations are currently under way to sell the Lviv armored plant and the Lviv automobile repair plant.
In addition, defense companies from other European countries are also negotiating with Ukraine. Armin Papperger, CEO of German Rheinmetall, said that the concern plans to buy the Kharkiv armored plant. According to Ed Arnold, a researcher at the Royal United Services Institute think tank and a former British NATO army officer, the British oligarchs do not want to lose this competition with French and German companies and seek to put their country "at the beginning of the line."

It is noteworthy that the issue of the purchase of Ukrainian defense companies by Western countries began to be publicly discussed after Volodymyr Zelenski's visit to London and Paris last week. There, the Ukrainian president was most likely made to understand that a large number of Western weapons must be paid for after all.

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@Slavyangrad
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