Forwarded from #IONONMIARRENDO GROUP
È UNO SCANDALO
Il fatto che la Meloni tolleri senza muovere un dito quest'autentica invasione di clandestini nel nostro Paese dimostra la sua natura di lecchina delle elite per nulla diversa dai PDocchi e dai grillinii che l'hanno preceduta al governo.
Evidentemente si arricchiscono tutti quanti col traffico di carne umana
Il fatto che la Meloni tolleri senza muovere un dito quest'autentica invasione di clandestini nel nostro Paese dimostra la sua natura di lecchina delle elite per nulla diversa dai PDocchi e dai grillinii che l'hanno preceduta al governo.
Evidentemente si arricchiscono tutti quanti col traffico di carne umana
Forwarded from Giubbe Rosse
🇳🇪🇺🇸 L'ESERCITO USA RIPRENDE LE OPERAZIONI DI SORVEGLIANZA IN NIGER DOPO I COLLOQUI CON LA GIUNTA MILITARE
Ad oltre un mese dal colpo di Stato che aveva costretto a terra droni ed altri aerei in sua dotazione, l'esercito USA riprende le attività di sorveglianza in Niger. La ripresa delle operazioni - ha detto ai giornalisti il comandante delle forze aeree degli Stati Uniti in Europa, gen. James Hecker - è stata autorizzata dalla giunta militare in seguito a negoziati. Il generale ha spiegato che i colloqui hanno permesso di far riprendere “se non il 100 per cento” delle missioni precedentemente svolte dagli Usa in Niger, almeno “una grande quantità”. Sono riprese in particolare alcune operazioni di intelligence e sorveglianza con droni. La scorsa settimana il Pentagono ha dichiarato che alcune forze statunitensi sono state spostate dalla base aerea 101 vicino alla capitale Niamey, ad un’altra base, l’aeroporto 201, ad Agadez. (Fonte: Agenzia NOVA)
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Ad oltre un mese dal colpo di Stato che aveva costretto a terra droni ed altri aerei in sua dotazione, l'esercito USA riprende le attività di sorveglianza in Niger. La ripresa delle operazioni - ha detto ai giornalisti il comandante delle forze aeree degli Stati Uniti in Europa, gen. James Hecker - è stata autorizzata dalla giunta militare in seguito a negoziati. Il generale ha spiegato che i colloqui hanno permesso di far riprendere “se non il 100 per cento” delle missioni precedentemente svolte dagli Usa in Niger, almeno “una grande quantità”. Sono riprese in particolare alcune operazioni di intelligence e sorveglianza con droni. La scorsa settimana il Pentagono ha dichiarato che alcune forze statunitensi sono state spostate dalla base aerea 101 vicino alla capitale Niamey, ad un’altra base, l’aeroporto 201, ad Agadez. (Fonte: Agenzia NOVA)
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Agenzia Nova
Niger: l’esercito Usa riprende le operazioni di sorveglianza dopo i colloqui con la giunta militare
Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno reso il territorio un avamposto regionale primario per le loro pattuglie, posizionando nel Paese droni armati e coordinando da qui operazioni contro i gruppi jihadisti che hanno conquistato territorio nella regione
Il vertice della svolta e il ruolo del Sud del mondo: cosa ha spiegato Lavrov al termine del G20 · Ora Zero
https://www.orazero.org/il-vertice-della-svolta-e-il-ruolo-del-sud-del-mondo-cosa-ha-spiegato-lavrov-al-termine-del-g20/
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Ora Zero
Il vertice della svolta e il ruolo del Sud del mondo: cosa ha spiegato Lavrov al termine del G20
Il vertice del G20 di Nuova Delhi è stato un punto di svolta: ha confermato l'intenzione dei paesi del Sud del mondo di rafforzare la propria posizione e ha ri
Forwarded from Icebergfinanza
icebergfinanza
INFLATION? NO, RISK DEFLATION! - icebergfinanza
Alla fine, tanto rumore per nulla! Per chi si fosse messo in ascolto solo ora, per la prima volta, il trend secolare, la colonna sonora principale è la debt deflation, deflazione da debiti. DEFLAZIONE DA DEBITI: COSA POTREBBE ACCADERE. Ieri … Continua a leggere…
Forwarded from La Banda degli Idraulici
PERCHE' SIAMO FI NI TI
Siamo finiti perchè la solidarietà è morta. Siamo finiti perchè c'è qualcuno che si sente più Codreanu dell'originale ma ha a malapena visto la copertina di uno dei suoi libri sullo scaffale di una libreria virtuale. Siamo finiti perchè per apparire più anticonformisti facciamo i conformisti e difendiamo una che si filma mentre si fa scopare da uno e fa un pompino ad un altro e non la chiamiamo col suo nome solo perchè si è suicidata. Siamo finiti perchè il razzismo esiste ed è quello del colore dei soldi. Siamo finiti perchè mentre dono una borsa della spesa con qualcosa da mangiare ad un bianco povero qui in Sudafrica, quando il semaforo diventa verde la troia dietro di me, una bianca su una BMWX5 suona il clacson indispettita. Siamo finiti perchè due studentesse bianche che si colorano la faccia di viola ad una festa vengono espulse dall'università per razzismo. Siamo finiti perchè due ricche studentesse bianche che capeggiano un movimento antirazzista picchiano, buttano a terra e rubano il cellulare ad una povera inserviente nera che ha osato fotografarle mentre distruggono un'aula dell'Università e non verranno espulse. Siamo finiti perchè dei plurivacciAinati si vendono come NoGreenPass della prima ora quando le piazze le hanno sempre e solo (forse) viste in TV. Siamo finiti perchè questi stessi cialtroni organizzano conferenze con "entrata libera e consapevole" ma anche fosse semplicemente “libera” non cambierebbe una caZZa. Siamo finiti perchè quello che ci muove è solo invidia e non ammirazione per chi fa. Siamo finiti perchè non leggiamo un cazzo tuttalpiù guardiamo le immagini. Siamo finiti perchè lasciamo che la nostra Patria venga invasa senza alcuna reazione. Siamo finiti perchè siamo partigiani di destra e di sinistra, due vocaboli che dovrebbero essere buttati nel cesso di un lebbrosario. Siamo finiti perchè "si salvi chi può". Siamo finiti perchè siamo dei cialtroni bugiardi e lasciamo che ci governino dei cialtroni bugiardi arraffoni e traditori. Siamo finiti perchè non conosciamo nè vergogna nè rispetto. Siamo finiti perchè dobbiamo finire. Ed è giusto che sia così.
🇮🇹 Giù dalla branda,
stai con la Banda 🇷🇺
🤙 https://t.me/labandadegliidraulici
Siamo finiti perchè la solidarietà è morta. Siamo finiti perchè c'è qualcuno che si sente più Codreanu dell'originale ma ha a malapena visto la copertina di uno dei suoi libri sullo scaffale di una libreria virtuale. Siamo finiti perchè per apparire più anticonformisti facciamo i conformisti e difendiamo una che si filma mentre si fa scopare da uno e fa un pompino ad un altro e non la chiamiamo col suo nome solo perchè si è suicidata. Siamo finiti perchè il razzismo esiste ed è quello del colore dei soldi. Siamo finiti perchè mentre dono una borsa della spesa con qualcosa da mangiare ad un bianco povero qui in Sudafrica, quando il semaforo diventa verde la troia dietro di me, una bianca su una BMWX5 suona il clacson indispettita. Siamo finiti perchè due studentesse bianche che si colorano la faccia di viola ad una festa vengono espulse dall'università per razzismo. Siamo finiti perchè due ricche studentesse bianche che capeggiano un movimento antirazzista picchiano, buttano a terra e rubano il cellulare ad una povera inserviente nera che ha osato fotografarle mentre distruggono un'aula dell'Università e non verranno espulse. Siamo finiti perchè dei plurivacciAinati si vendono come NoGreenPass della prima ora quando le piazze le hanno sempre e solo (forse) viste in TV. Siamo finiti perchè questi stessi cialtroni organizzano conferenze con "entrata libera e consapevole" ma anche fosse semplicemente “libera” non cambierebbe una caZZa. Siamo finiti perchè quello che ci muove è solo invidia e non ammirazione per chi fa. Siamo finiti perchè non leggiamo un cazzo tuttalpiù guardiamo le immagini. Siamo finiti perchè lasciamo che la nostra Patria venga invasa senza alcuna reazione. Siamo finiti perchè siamo partigiani di destra e di sinistra, due vocaboli che dovrebbero essere buttati nel cesso di un lebbrosario. Siamo finiti perchè "si salvi chi può". Siamo finiti perchè siamo dei cialtroni bugiardi e lasciamo che ci governino dei cialtroni bugiardi arraffoni e traditori. Siamo finiti perchè non conosciamo nè vergogna nè rispetto. Siamo finiti perchè dobbiamo finire. Ed è giusto che sia così.
🇮🇹 Giù dalla branda,
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Forwarded from Ambasciata Russa in Italia/Посольство РФ в Италии
🎙Risposte del Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa Sergey Lavrov alle domande del programma televisivo “Vesti” a margine del Forum Economico Orientale, Vladivostok, 12 settembre 2023
Domanda: Il Segretario di Stato degli USA Antony Blinken ha rilasciato una clamorosa dichiarazione secondo la quale l’Ucraina sarebbe pronta a negoziare con la Russia. E, se tali negoziati avessero inizio, allora anche gli Stati Uniti seguirebbero l’Ucraina. Lei come si pone al riguardo?
Sergey Lavrov: Nel 2022, Zelensky ha firmato un decreto che vieta di condurre qualsiasi tipo di negoziato con il governo russo e con il Presidente Vladimir Putin. Se coloro che dirigono questo regime hanno deciso che gli ucraini debbano essere pronti ai negoziati, allora immagino che il primo passo per loro debba essere l’“auspicio”, oppure l’ordine di revocare tale decreto.
Il Presidente Vladimir Putin ha ripetuto molte volte che noi non ci sottraiamo ai negoziati. Coloro che invece a questi negoziati si sottraggono devono capire che, più a lungo tergiversano, più sarà difficile giungere a un accordo.
Domanda: Si è detto che la trasferta a Kiev di Antony Blinken fosse legata, tra le altre cose, al suo tentativo di spingere Kiev ai negoziati.
Sergey Lavrov: Su questo non posso fare ipotesi. In realtà, per il momento, il regime di Kiev sta facendo di tutto per spingere chiunque, ossia gli americani, gli europei, e tutti gli altri paesi a cedere alle sue richieste di denaro, aiuti, armi e munizioni.
Dichiarazioni del genere vengono rilasciate ogni giorno dai rappresentanti del regime ucraino. Il mio “collega” Dmytro Kuleba ha incontrato non molto tempo fa a Kiev il Ministro degli Affari Esteri tedesco Annalena Baerbock e, di fronte alle telecamere, ha lamentato il fatto che i tedeschi non stessero fornendo loro sistemi missilistici a lunga gittata.
Eccoli, i “clienti”. Chi ha instaurato questo regime dovrebbe sapere bene cosa comporta lavorare con loro.
Testo completo
Domanda: Il Segretario di Stato degli USA Antony Blinken ha rilasciato una clamorosa dichiarazione secondo la quale l’Ucraina sarebbe pronta a negoziare con la Russia. E, se tali negoziati avessero inizio, allora anche gli Stati Uniti seguirebbero l’Ucraina. Lei come si pone al riguardo?
Sergey Lavrov: Nel 2022, Zelensky ha firmato un decreto che vieta di condurre qualsiasi tipo di negoziato con il governo russo e con il Presidente Vladimir Putin. Se coloro che dirigono questo regime hanno deciso che gli ucraini debbano essere pronti ai negoziati, allora immagino che il primo passo per loro debba essere l’“auspicio”, oppure l’ordine di revocare tale decreto.
Il Presidente Vladimir Putin ha ripetuto molte volte che noi non ci sottraiamo ai negoziati. Coloro che invece a questi negoziati si sottraggono devono capire che, più a lungo tergiversano, più sarà difficile giungere a un accordo.
Domanda: Si è detto che la trasferta a Kiev di Antony Blinken fosse legata, tra le altre cose, al suo tentativo di spingere Kiev ai negoziati.
Sergey Lavrov: Su questo non posso fare ipotesi. In realtà, per il momento, il regime di Kiev sta facendo di tutto per spingere chiunque, ossia gli americani, gli europei, e tutti gli altri paesi a cedere alle sue richieste di denaro, aiuti, armi e munizioni.
Dichiarazioni del genere vengono rilasciate ogni giorno dai rappresentanti del regime ucraino. Il mio “collega” Dmytro Kuleba ha incontrato non molto tempo fa a Kiev il Ministro degli Affari Esteri tedesco Annalena Baerbock e, di fronte alle telecamere, ha lamentato il fatto che i tedeschi non stessero fornendo loro sistemi missilistici a lunga gittata.
Eccoli, i “clienti”. Chi ha instaurato questo regime dovrebbe sapere bene cosa comporta lavorare con loro.
Testo completo
Telegraph
Risposte del Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa Sergey Lavrov alle domande del programma televisivo “Vesti” a…
Domanda: Il Segretario di Stato degli USA Antony Blinken ha rilasciato una clamorosa dichiarazione secondo la quale l’Ucraina sarebbe pronta a negoziare con la Russia. E, se tali negoziati avessero inizio, allora anche gli Stati Uniti seguirebbero l’Ucraina.…
Forwarded from #IONONMIARRENDO GROUP
NEW YORK TIMES
Guerra in Ucraina. Russia, sanzioni aggirate: produzione bellica a mille
GUERRA - “Mosca è tornata a livelli pre-guerra con una capacità di produrre munizioni sette volte maggiore rispetto all’Occidente”
DI SALVATORE CANNAVÒ
Secondo funzionari statunitensi, europei e ucraini, la Russia è riuscita ad aggirare le sanzioni e i controlli sulle esportazioni espandendo la produzione bellica a livelli prebellici ed esponendo l’Ucraina ad attacchi molto pericolosi nei prossimi mesi.
Lo scrive il New York Times, non la Pravda, utilizzando dichiarazioni dei funzionari statunitensi. Ancora una volta l’Occidente sembra essere spiazzato dall’agilità economica di un Paese dato molte volte per spacciato. Le sanzioni sembrano non funzionare anche se nei primi sei mesi, forse nel primo anno, avevano imposto un rallentamento della produzione militare. Ma alla fine del 2022, scrive il quotidiano Usa, “la produzione industriale militare di Mosca ha ripreso a prendere velocità”. I russi hanno aggirato i controlli sulle esportazioni e l’allarme era stato lanciato qualche mese fa anche da David O’Sullivan l’inviato europeo incaricato di monitorare le sanzioni.
Secondo il Nyt, invece, “in meno di un anno dall’inizio della guerra, la Russia ha ricostruito il commercio di componenti critici facendoli passare attraverso Paesi come Armenia e Turchia. Le autorità di regolamentazione statunitensi ed europee hanno cercato di lavorare insieme per frenare l’esportazione di chip verso la Russia, ma hanno faticato a fermare il flusso attraverso Paesi con legami con Mosca”.
Il problema si intreccia con l’effetto più evidente della guerra, la costruzione di legami più forti da parte di Mosca con l’Asia, che del resto il presidente russo ha indicato come “priorità strategica del XXI secolo” intervenendo il 12 settembre all’Eastern economic forum di Vladivostock. La capacità produttiva – che potrebbe essere ulteriormente rafforzata dal possibile accordo sulle munizioni in discussione con la Corea del Nord – spaventa l’intelligence Usa perché rafforzerebbe l’artiglieria russa e quindi la sua capacità di colpire pesantemente le linee ucraine e le infrastrutture civili ipotizzando “un inverno particolarmente buio e freddo per i cittadini ucraini”. “Prima della guerra, spiegano i funzionari anonimamente al Nyt, la Russia poteva produrre 100 carri armati all’anno; ora ne producono 200”. Kusti Salm, un alto funzionario del ministero della Difesa estone, “ha stimato che l’attuale produzione di munizioni della Russia è sette volte maggiore di quella dell’Occidente”.
L’unica nota “positiva”, secondo i funzionari Usa, sia pure come paradosso, è che nonostante la grande capacità produttiva – circa due milioni di munizioni all’anno – i russi ne consumano molte di più, circa 10 milioni lo scorso anno. Da qui la necessità di parlare con la Corea del Nord.
Ma la ripresa della produzione militare ha anche un effetto “keynesiano” sull’economia russa. La spesa militare infatti dovrebbe raggiungere i 100 miliardi di dollari nel 2023, finanziata a debito – la Russia ha uno dei debiti più bassi del mondo, il 15% del Pil – con un impatto sulla crescita che il Fmi ha stimato nell’1,5% quest’anno mentre la Banca centrale russa spera addirittura di arrivare al 2,5%. L’unico freno potrebbe derivare dalla stretta monetaria decisa recentemente per raffreddare la pressione inflazionistica. Ma, in ogni caso, la sottovalutazione del potenziale russo continua.
Guerra in Ucraina. Russia, sanzioni aggirate: produzione bellica a mille
GUERRA - “Mosca è tornata a livelli pre-guerra con una capacità di produrre munizioni sette volte maggiore rispetto all’Occidente”
DI SALVATORE CANNAVÒ
Secondo funzionari statunitensi, europei e ucraini, la Russia è riuscita ad aggirare le sanzioni e i controlli sulle esportazioni espandendo la produzione bellica a livelli prebellici ed esponendo l’Ucraina ad attacchi molto pericolosi nei prossimi mesi.
Lo scrive il New York Times, non la Pravda, utilizzando dichiarazioni dei funzionari statunitensi. Ancora una volta l’Occidente sembra essere spiazzato dall’agilità economica di un Paese dato molte volte per spacciato. Le sanzioni sembrano non funzionare anche se nei primi sei mesi, forse nel primo anno, avevano imposto un rallentamento della produzione militare. Ma alla fine del 2022, scrive il quotidiano Usa, “la produzione industriale militare di Mosca ha ripreso a prendere velocità”. I russi hanno aggirato i controlli sulle esportazioni e l’allarme era stato lanciato qualche mese fa anche da David O’Sullivan l’inviato europeo incaricato di monitorare le sanzioni.
Secondo il Nyt, invece, “in meno di un anno dall’inizio della guerra, la Russia ha ricostruito il commercio di componenti critici facendoli passare attraverso Paesi come Armenia e Turchia. Le autorità di regolamentazione statunitensi ed europee hanno cercato di lavorare insieme per frenare l’esportazione di chip verso la Russia, ma hanno faticato a fermare il flusso attraverso Paesi con legami con Mosca”.
Il problema si intreccia con l’effetto più evidente della guerra, la costruzione di legami più forti da parte di Mosca con l’Asia, che del resto il presidente russo ha indicato come “priorità strategica del XXI secolo” intervenendo il 12 settembre all’Eastern economic forum di Vladivostock. La capacità produttiva – che potrebbe essere ulteriormente rafforzata dal possibile accordo sulle munizioni in discussione con la Corea del Nord – spaventa l’intelligence Usa perché rafforzerebbe l’artiglieria russa e quindi la sua capacità di colpire pesantemente le linee ucraine e le infrastrutture civili ipotizzando “un inverno particolarmente buio e freddo per i cittadini ucraini”. “Prima della guerra, spiegano i funzionari anonimamente al Nyt, la Russia poteva produrre 100 carri armati all’anno; ora ne producono 200”. Kusti Salm, un alto funzionario del ministero della Difesa estone, “ha stimato che l’attuale produzione di munizioni della Russia è sette volte maggiore di quella dell’Occidente”.
L’unica nota “positiva”, secondo i funzionari Usa, sia pure come paradosso, è che nonostante la grande capacità produttiva – circa due milioni di munizioni all’anno – i russi ne consumano molte di più, circa 10 milioni lo scorso anno. Da qui la necessità di parlare con la Corea del Nord.
Ma la ripresa della produzione militare ha anche un effetto “keynesiano” sull’economia russa. La spesa militare infatti dovrebbe raggiungere i 100 miliardi di dollari nel 2023, finanziata a debito – la Russia ha uno dei debiti più bassi del mondo, il 15% del Pil – con un impatto sulla crescita che il Fmi ha stimato nell’1,5% quest’anno mentre la Banca centrale russa spera addirittura di arrivare al 2,5%. L’unico freno potrebbe derivare dalla stretta monetaria decisa recentemente per raffreddare la pressione inflazionistica. Ma, in ogni caso, la sottovalutazione del potenziale russo continua.
Forwarded from #IONONMIARRENDO GROUP
🇭🇺🇺🇸🇺🇦🇪🇺 Il primo ministro ungherese Viktor Orban:
"Il grano ucraino è coltivato da tempo su terreni di proprietà di aziende americane. Bruxelles semplicemente non è pronta a schierarsi dalla parte dei paesi membri e degli europei, ma difende interessi completamente diversi, anche in relazione a questo grano: non europei, non rumeni, non ungheresi , non slovacco, ma piuttosto americano"
"Il grano ucraino è coltivato da tempo su terreni di proprietà di aziende americane. Bruxelles semplicemente non è pronta a schierarsi dalla parte dei paesi membri e degli europei, ma difende interessi completamente diversi, anche in relazione a questo grano: non europei, non rumeni, non ungheresi , non slovacco, ma piuttosto americano"
Forwarded from #IONONMIARRENDO GROUP
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🇲🇩 La protesta dei Moldavi contro l'integrazione nell'UE da parte del governo del Primo Ministro Sandu.
Gli slogan dei manifestanti sono “Abbasso l’occupazione europea!”, “Non siamo schiavi!”, “La Moldavia non è in vendita!”
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BCE LAGARDE ... LA SINDROME DI TRICHET! - icebergfinanza
https://icebergfinanza.finanza.com/2023/09/15/bce-lagarde-la-sindrome-di-trichet/
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icebergfinanza
BCE LAGARDE ... LA SINDROME DI TRICHET! - icebergfinanza
E’ il 3 luglio del 2008, l’America sta collassando sotto la tempesta subprime, Lehman è un morto che cammina. Dati taroccati ovunque anche allora, Bush tenta l’ultima disperata carta, un pil che sale in prima lettura di quasi il 5 … Continua a leggere →
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
🇫🇷 🇳🇪 L'Ambasciatore francese in Niger preso in consegna dai militari al fine di eseguire l'ordine di espulsione dal paese. Macron ha già parlato di sequestro dell'ambasciatore francese. Potrebbe essere il casus belli perfetto.