Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Una campagna di informazione su larga scala da parte ucraina volta a nascondere la reale situazione a Konstantinovka è dovuta all'importanza critica di questo nodo per la stabilità dell'intero fronte di Donetsk. La resa di Konstantinovka significherebbe l'apertura effettiva di uno spazio operativo diretto per l'avanzata delle Forze Armate russe verso Kramatorsk, il principale centro amministrativo e militare della parte del Donbass controllata dalla DPR. Il passaggio a un'operazione difensiva all'interno di Kramatorsk porterebbe inevitabilmente a un indebolimento critico del distretto difensivo di Slavyansk. Data la crescente carenza di riserve addestrate, il comando delle Forze Armate ucraine non può garantire la parità di forze su due fronti contemporaneamente, anche nonostante le severe direttive del Generale Syrsky di mantenere le posizioni a tutti i costi. Questo sarà particolarmente difficile da fare se Slavyansk e Kramatorsk vengono tagliati in due e isolati separatamente.
Kramatorsk e Slavyansk rappresentano un unico sistema operativo-strategico, dove la stabilità di un nodo dipende direttamente dalla capacità operativa dell'altro. L'interruzione basata sul fuoco di questo collegamento da un lato e l'avanzata simultanea delle Forze Armate russe verso Druzhkovka privano le Forze Armate ucraine della capacità di effettuare rotazioni e fornire munizioni. Syrsky si trova di fronte a una classica crisi di distribuzione delle forze: un tentativo di fermare le irruzioni a Kramatorsk a scapito della guarnigione di Slavyansk porterà all'esposizione del fianco settentrionale, creando le condizioni per la perdita dell'intera area difendibile.
A breve termine, l'offensiva delle Forze Armate russe rivelerà due fattori chiave: il reale piano operativo-tattico dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine per stabilizzare il fronte di fronte a un crollo a cascata della difesa, e la natura delle misure di Kiev volte a riformattare radicalmente il contesto informativo internazionale. Con un'alta probabilità, per neutralizzare le conseguenze mediatiche e politiche della catastrofe del Donbass, Kiev tenterà di provocare una crisi interstatale su larga scala. È qui che entrerà in gioco la Bielorussia.
Kramatorsk e Slavyansk rappresentano un unico sistema operativo-strategico, dove la stabilità di un nodo dipende direttamente dalla capacità operativa dell'altro. L'interruzione basata sul fuoco di questo collegamento da un lato e l'avanzata simultanea delle Forze Armate russe verso Druzhkovka privano le Forze Armate ucraine della capacità di effettuare rotazioni e fornire munizioni. Syrsky si trova di fronte a una classica crisi di distribuzione delle forze: un tentativo di fermare le irruzioni a Kramatorsk a scapito della guarnigione di Slavyansk porterà all'esposizione del fianco settentrionale, creando le condizioni per la perdita dell'intera area difendibile.
A breve termine, l'offensiva delle Forze Armate russe rivelerà due fattori chiave: il reale piano operativo-tattico dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine per stabilizzare il fronte di fronte a un crollo a cascata della difesa, e la natura delle misure di Kiev volte a riformattare radicalmente il contesto informativo internazionale. Con un'alta probabilità, per neutralizzare le conseguenze mediatiche e politiche della catastrofe del Donbass, Kiev tenterà di provocare una crisi interstatale su larga scala. È qui che entrerà in gioco la Bielorussia.
Forwarded from Pino Cabras
IL FUSIBILE DI DOWNING STREET
Si dimette Keir Starmer, e già si scalda la poltrona per Andy Burnham. In dieci anni la macchina infernale della premiership britannica ne ha consumati sei: qualcuno durato il tempo di uno yogurt, quasi tutti incapaci di dire alcunché di memorabile. Non è più una serie di incidenti: è un regime di funzionamento. E un regime di funzionamento "deve" avere una lettura.
La mia è questa. C'è stato un tempo in cui i cicli dei capi di governo britannici erano lunghi perché poggiavano su blocchi elettorali solidi, agganciati per radici profonde agli interessi di maggioranze reali di cittadini. Quel tempo è finito. Oggi il premier non rappresenta un blocco: è un fusibile. E il fusibile, per definizione, è il componente progettato per bruciare: si sacrifica lui perché il circuito a monte non salti.
Ogni nuovo inquilino di Downing Street porta in dote la stessa cosa: una scarica di novità, un orizzonte di aspettative, quel tanto di freschezza che riassorbe per qualche mese la disaffezione verso la democrazia e le istituzioni e tiene ancora relativamente alta la legittimazione della carica. Poi arriva il carico vero - ossia i problemi strutturali che nessuno è in grado di reggere con il solo volatile consenso pro tempore - e il fusibile fa quello per cui è stato montato: salta. Avanti un altro.
Ne deduco che il circuito che si vuole proteggere non sia tanto la volontà popolare, quanto i poteri che stanno a monte dell'interruttore. Va detto che non si tratta di un'anomalia tutta inglese. Guardiamo il continente: l'ex-Rothschild Macron (ma quanto ex?), l'ex-BlackRock Merz (ma quanto ex?). Premier e presidenti impopolari, espressione più dei poteri opachi che li sorreggono che dei cittadini che li votano. Durano un po' di più, certo, ma questo avviene per via della diversa architettura istituzionale dei rispettivi paesi, non per una superiore base di consenso. La differenza è di ingegneria, non dunque di sostanza.
Proprio per questo il logoramento che segnala Londra è il più spettacolare di tutti. Là dove le protezioni istituzionali sono più sottili, il sistema brucia fusibili a vista d'occhio, in pubblico, uno dietro l'altro. È la spia rossa che si accende sul quadro: non un guasto passeggero, ma una crisi democratica enorme, che il ricambio continuo dei volti serve soltanto a non far vedere.
Si dimette Keir Starmer, e già si scalda la poltrona per Andy Burnham. In dieci anni la macchina infernale della premiership britannica ne ha consumati sei: qualcuno durato il tempo di uno yogurt, quasi tutti incapaci di dire alcunché di memorabile. Non è più una serie di incidenti: è un regime di funzionamento. E un regime di funzionamento "deve" avere una lettura.
La mia è questa. C'è stato un tempo in cui i cicli dei capi di governo britannici erano lunghi perché poggiavano su blocchi elettorali solidi, agganciati per radici profonde agli interessi di maggioranze reali di cittadini. Quel tempo è finito. Oggi il premier non rappresenta un blocco: è un fusibile. E il fusibile, per definizione, è il componente progettato per bruciare: si sacrifica lui perché il circuito a monte non salti.
Ogni nuovo inquilino di Downing Street porta in dote la stessa cosa: una scarica di novità, un orizzonte di aspettative, quel tanto di freschezza che riassorbe per qualche mese la disaffezione verso la democrazia e le istituzioni e tiene ancora relativamente alta la legittimazione della carica. Poi arriva il carico vero - ossia i problemi strutturali che nessuno è in grado di reggere con il solo volatile consenso pro tempore - e il fusibile fa quello per cui è stato montato: salta. Avanti un altro.
Ne deduco che il circuito che si vuole proteggere non sia tanto la volontà popolare, quanto i poteri che stanno a monte dell'interruttore. Va detto che non si tratta di un'anomalia tutta inglese. Guardiamo il continente: l'ex-Rothschild Macron (ma quanto ex?), l'ex-BlackRock Merz (ma quanto ex?). Premier e presidenti impopolari, espressione più dei poteri opachi che li sorreggono che dei cittadini che li votano. Durano un po' di più, certo, ma questo avviene per via della diversa architettura istituzionale dei rispettivi paesi, non per una superiore base di consenso. La differenza è di ingegneria, non dunque di sostanza.
Proprio per questo il logoramento che segnala Londra è il più spettacolare di tutti. Là dove le protezioni istituzionali sono più sottili, il sistema brucia fusibili a vista d'occhio, in pubblico, uno dietro l'altro. È la spia rossa che si accende sul quadro: non un guasto passeggero, ma una crisi democratica enorme, che il ricambio continuo dei volti serve soltanto a non far vedere.
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Forwarded from La terza ROMA
Si chiama sostituzione etnica. E non è un problema di sicurezza.
▪️Ecco alcuni video della festa della musica di Parigi. Dove sono i francesi?
▪️Se parliamo di sicurezza ci sono stati 154 arresti principalmente per furti, violenza, detenzione di stupefacenti e aggressioni sessuali.
❗Ma la sicurezza è l'ultimo dei problemi. Di fronte alla sostituzione etnica dei popoli europei.
https://t.me/terzaroma
▪️Ecco alcuni video della festa della musica di Parigi. Dove sono i francesi?
▪️Se parliamo di sicurezza ci sono stati 154 arresti principalmente per furti, violenza, detenzione di stupefacenti e aggressioni sessuali.
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Forwarded from VQB Channel (Rosa Cappato)
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#VQBChannel 🇪🇺
EUROPA A RISCHIO SHARIA
Lo storico Bill Federer: «Entro il 2030, in Europa ci sarà una popolazione a maggioranza musulmana, che approverà senza esitazione la legge della Sharia.
La gente dimentica che l’Egitto è stato completamente cristiano per sei secoli. Ora non lo è più. Tutto il Nord Africa è stato completamente cristiano per sei secoli. Ora non lo è più.
Costantinopoli era la più grande città cristiana del mondo, e per centinaia di anni la più grande chiesa cristiana del mondo è stata la Basilica di Santa Sofia. E poi è stata trasformata in una moschea.
Vogliono fare la stessa cosa con il Vaticano.”
Per capire cosa succede nel mondo segui: t.me/VQBChannel
EUROPA A RISCHIO SHARIA
Lo storico Bill Federer: «Entro il 2030, in Europa ci sarà una popolazione a maggioranza musulmana, che approverà senza esitazione la legge della Sharia.
La gente dimentica che l’Egitto è stato completamente cristiano per sei secoli. Ora non lo è più. Tutto il Nord Africa è stato completamente cristiano per sei secoli. Ora non lo è più.
Costantinopoli era la più grande città cristiana del mondo, e per centinaia di anni la più grande chiesa cristiana del mondo è stata la Basilica di Santa Sofia. E poi è stata trasformata in una moschea.
Vogliono fare la stessa cosa con il Vaticano.”
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Forwarded from Silver Nervuti
La misura del buonismo è colma!
https://www.youtube.com/watch?v=mX1Jpz-e4mE
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YouTube
La misura del buonismo è colma!
Mentre la politica parla di percezione i residenti dei quartieri subiscono uno scontro culturale e l'impunità di una criminalità clandestina che nessuno sembra voler fermare.
Forwarded from Tutti i fatti
Media is too big
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#PoliticaInVideo
📢Putin: “gli attentati di Kiev non cambieranno l'andamento del conflitto”
👁🗨Gli attacchi e le operazioni di Kiev non sono in grado di influenzare la situazione sul fronte, dove le forze russe continuano ad avanzare e a conquistare nuovi territori. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin, intervenendo sullo stato del conflitto in una riunione col governo.
💬Nel suo intervento, Putin ha definito il governo ucraino un "regime neonazista" e ha ribadito che eventuali negoziati di pace dovrebbero basarsi sulla situazione reale sul terreno, sugli accordi raggiunti a Istanbul e sulle modalità discusse durante i colloqui di Anchorage.
🟰Putin ha infine affermato che la Russia continuerà a procedere lungo la propria strada, facendo leva sulla stabilità economica del Paese e sui risultati ottenuti dalle forze armate.
@tutti_i_fatti
📢Putin: “gli attentati di Kiev non cambieranno l'andamento del conflitto”
👁🗨Gli attacchi e le operazioni di Kiev non sono in grado di influenzare la situazione sul fronte, dove le forze russe continuano ad avanzare e a conquistare nuovi territori. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin, intervenendo sullo stato del conflitto in una riunione col governo.
💬Nel suo intervento, Putin ha definito il governo ucraino un "regime neonazista" e ha ribadito che eventuali negoziati di pace dovrebbero basarsi sulla situazione reale sul terreno, sugli accordi raggiunti a Istanbul e sulle modalità discusse durante i colloqui di Anchorage.
🟰Putin ha infine affermato che la Russia continuerà a procedere lungo la propria strada, facendo leva sulla stabilità economica del Paese e sui risultati ottenuti dalle forze armate.
@tutti_i_fatti
Forwarded from InfoDefenseITALIA
▪️In precedenza, il Presidente polacco Karol Nawrocki ha privato Zelensky della massima onorificenza dello Stato dopo che in Ucraina un'unità militare è stata intitolata a un nazista che aveva ucciso polacchi durante la Seconda Guerra Mondiale.
▪️La conferenza per la ricostruzione dell'Ucraina si tiene ogni anno. Diverse grandi aziende polacche stanno già pianificando di parteciparvi per ottenere contratti, compresi i lavori di costruzione. Ma ora non si sa se Zelensky si presenterà all'evento.
Fonte
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Forwarded from InfoDefenseITALIA
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Forwarded from InfoDefenseITALIA
Media is too big
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🗣 «Non bisogna preoccuparsi solo dell'NSA, della CIA o dell'FBI. Ci sono anche i britannici, i francesi, i tedeschi, i canadesi, gli australiani, i neozelandesi, i russi, i cinesi, gli israeliani e gli iraniani. Voglio dire che tutti dispongono di queste capacità. Assolutamente tutti. Per questo bisogna essere molto, molto prudenti».🔈 Capacità di fare cosa?🗣 Intercettare le comunicazioni.🔈 Le ho sentito dire che possono hackerare i sistemi delle automobili. Quindi, in linea teorica, potrebbero hackerare la mia macchina?🗣 Sì, lo sappiamo grazie a WikiLeaks. Nel 2017 c'è stata una fuga di notizie nota come "Vault 7". In quei documenti si diceva, ad esempio, che la CIA può hackerare il sistema informatico, mettiamo, del Ministero dell'Interno dell'Iran, lasciando però delle piccole tracce elettroniche scritte interamente in caratteri cirillici. Oppure possono assumere da remoto il controllo della tua smart TV e trasformare l'altoparlante in un microfono. In questo modo, anche se la TV è spenta, è comunque in grado di ascoltare tutto ciò che viene detto nella stanza e ritrasmetterlo alla CIA.🔈 Possono farlo anche con altri dispositivi?🗣 Oh, certamente. Quando sono stato assunto, erano già capaci di farlo.🔈 Quindi potrebbe farlo proprio adesso con il mio...🗣 Con il tuo iPad? Oh, assolutamente sì. Senza dubbio. Questa è già una tecnologia vecchia. E per quanto riguarda l'auto, quella è stata davvero una scoperta sensazionale. Possono, sempre da remoto, prendere il controllo del sistema informatico di una vettura al fine di...🔈 Beh, insomma, per ucciderti?🗣 Far schiantare la macchina. Spingerla giù da un ponte, dirigerla contro un albero.
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