— 🇮🇷/🇸🇦/🇵🇰/🇹🇷 Il ministro degli Affari esteri iraniano, Abbas Araqchi, risponde positivamente all'alleanza tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan:
"Le potenti forze armate dell'Iran hanno dimostrato la loro prontezza, capacità e forza di fronte all'esercito più costoso del mondo.
Quando i musulmani si uniscono, possiamo affrontare qualsiasi sfida posta da forze esterne ostili.
È tempo di fare affidamento solo su noi stessi e di abbracciare una vera fratellanza."
"Le potenti forze armate dell'Iran hanno dimostrato la loro prontezza, capacità e forza di fronte all'esercito più costoso del mondo.
Quando i musulmani si uniscono, possiamo affrontare qualsiasi sfida posta da forze esterne ostili.
È tempo di fare affidamento solo su noi stessi e di abbracciare una vera fratellanza."
Forwarded from Tutti i fatti
#IAahiahiahi
👀La Cina sceglie il petrolio russo: taglio alle forniture di greggio dall'Arabia Saudita
🛢La compagnia statale cinese Sinopec sta aumentando gli acquisti di petrolio russo ESPO a prezzi scontati per compensare la riduzione delle forniture dal Medio Oriente a seguito del conflitto con l'Iran.
💲Parallelamente, Pechino riduce gli acquisti di greggio saudita e paga il petrolio russo in yuan attraverso intermediari, garantendo continuità alle raffinerie e alle esportazioni di carburante.
@tutti_i_fatti
👀La Cina sceglie il petrolio russo: taglio alle forniture di greggio dall'Arabia Saudita
🛢La compagnia statale cinese Sinopec sta aumentando gli acquisti di petrolio russo ESPO a prezzi scontati per compensare la riduzione delle forniture dal Medio Oriente a seguito del conflitto con l'Iran.
💲Parallelamente, Pechino riduce gli acquisti di greggio saudita e paga il petrolio russo in yuan attraverso intermediari, garantendo continuità alle raffinerie e alle esportazioni di carburante.
@tutti_i_fatti
Forwarded from Tutti i fatti
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⚔️Le forze russe hanno condotto un attacco notturno con missili Iskander-M e droni Geran contro infrastrutture militari e di carburante in Ucraina, riportano i media.
🔎Sono stati colpiti obiettivi a Kiev e nelle regioni di Dnipropetrovsk, Mykolaiv, Kharkiv, Sumy e Chernihiv. Nella capitale almeno 10 esplosioni. Colpita la fabbrica "Kiev-111" (componenti per missili Flamingo) e distrutto il deposito carburante "Kiev-3". Nella regione di Dnipropetrovsk, eliminato un centro logistico ucraino. Nel Mar Nero, colpite due navi cargo con armi.
@tutti_i_fatti
🔎Sono stati colpiti obiettivi a Kiev e nelle regioni di Dnipropetrovsk, Mykolaiv, Kharkiv, Sumy e Chernihiv. Nella capitale almeno 10 esplosioni. Colpita la fabbrica "Kiev-111" (componenti per missili Flamingo) e distrutto il deposito carburante "Kiev-3". Nella regione di Dnipropetrovsk, eliminato un centro logistico ucraino. Nel Mar Nero, colpite due navi cargo con armi.
@tutti_i_fatti
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#IAahiahiahi
🤖Creati in laboratorio nuovi virus con l'IA
📰Per la prima volta, ricercatori hanno utilizzato l’intelligenza artificiale per progettare nuovi virus mai esistiti in natura, scrive il New York Times con riferimento ad uno studio pubblicato sulla rivista Science da ricercatori di Stanford University e Arc Institute.
Secondo le informazioni riportate, gli scienziati hanno creato virus progettati per colpire batteri, con potenziali applicazioni contro infezioni resistenti agli antibiotici.
@tutti_i_fatti
🤖Creati in laboratorio nuovi virus con l'IA
📰Per la prima volta, ricercatori hanno utilizzato l’intelligenza artificiale per progettare nuovi virus mai esistiti in natura, scrive il New York Times con riferimento ad uno studio pubblicato sulla rivista Science da ricercatori di Stanford University e Arc Institute.
La scoperta apre nuove possibilità nella medicina, ma solleva anche timori sui rischi di un possibile uso improprio della tecnologia.
Secondo le informazioni riportate, gli scienziati hanno creato virus progettati per colpire batteri, con potenziali applicazioni contro infezioni resistenti agli antibiotici.
@tutti_i_fatti
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#PoliticaInVideo
🌚Ottimismo non solo da Trump: nell'amministrazione USA convinti di tenere l'Iran per il collo
📢Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent afferma che un accordo per un cessate il fuoco con l’Iran potrebbe arrivare “oggi o domani” per una durata di 30-60 giorni.
💲Secondo Bessent, la pressione economica su Teheran potrebbe spingere verso un’intesa e portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz, con un possibile calo dei prezzi energetici.
@tutti_i_fatti
🌚Ottimismo non solo da Trump: nell'amministrazione USA convinti di tenere l'Iran per il collo
📢Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent afferma che un accordo per un cessate il fuoco con l’Iran potrebbe arrivare “oggi o domani” per una durata di 30-60 giorni.
💲Secondo Bessent, la pressione economica su Teheran potrebbe spingere verso un’intesa e portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz, con un possibile calo dei prezzi energetici.
@tutti_i_fatti
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👀Per la prima volta dopo anni nessun barile di petrolio saudita importato negli USA
🛢Per la prima volta da anni, le esportazioni di petrolio dell’Arabia Saudita verso gli Stati Uniti sono scese a zero, secondo i dati dal Dipartimento dell'Energia statunitense.
🔍La crisi è legata alla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran e agli attacchi yemeniti contro infrastrutture petrolifere saudite.
@tutti_i_fatti
🛢Per la prima volta da anni, le esportazioni di petrolio dell’Arabia Saudita verso gli Stati Uniti sono scese a zero, secondo i dati dal Dipartimento dell'Energia statunitense.
🔍La crisi è legata alla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran e agli attacchi yemeniti contro infrastrutture petrolifere saudite.
@tutti_i_fatti
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#IAahiahiahi
👀USA aumenta la pressione su Cuba
👁🗨L’amministrazione Trump intensifica la campagna economica contro Cuba, sottolinea il segretario di Stato americano Marco Rubio.
📢Secondo Axios, Rubio afferma che Washington punta a chiudere ogni “via di fuga” finanziaria e a impedire all’Avana di aggirare le sanzioni con nuove riforme economiche.
@tutti_i_fatti
👀USA aumenta la pressione su Cuba
👁🗨L’amministrazione Trump intensifica la campagna economica contro Cuba, sottolinea il segretario di Stato americano Marco Rubio.
📢Secondo Axios, Rubio afferma che Washington punta a chiudere ogni “via di fuga” finanziaria e a impedire all’Avana di aggirare le sanzioni con nuove riforme economiche.
@tutti_i_fatti
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🇮🇷🇺🇸🇮🇱 IL PRESIDENTE DELL'IRAN MASOUD PEZESHKIAN HA DICHIARATO CHE ISRAELE STA PIANIFICANDO UN'AGGRESSIONE E L'OCCUPAZIONE DI TERRE ALTRUI:
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🗣 «Non vogliamo che nessuno usi la forza contro di noi. Non ci sottometteremo alla forza. Se non abbiamo intenzione di sottometterci alla forza, la cosa migliore è che ci lascino in pace. E noi lasceremo in pace loro. Ma non ci lasciano in pace. Non è che vogliamo fare la guerra con loro. Sono loro che non vogliono la pace. Vogliono umiliarci. Per questo abbiamo assunto questa posizione.🗣 Altrimenti, in questi negoziati, poi verranno e calpesteranno tutto come fango, si prenderanno tutta la nostra terra e la nostra acqua, e noi non potremo fare nulla. Sarebbe corretto da parte nostra accettare una cosa del genere? Se accettassimo che venissero a toglierci tutte le nostre prerogative militari e la nostra potenza difensiva, e noi chinassimo il capo davanti a loro? Non lo faremo. Ma non lo facciamo per attaccare altri Paesi. Non cerchiamo di occupare terre né di espanderci, a differenza di Israele, a differenza di quei sionisti che mirano in realtà al "Grande Israele". Noi non miriamo al "Grande Iran". Consideriamo tutti questi Paesi come nostri fratelli. Non ne abbiamo bisogno. Siamo uniti. Abbiamo dei confini, siamo vicini di casa. Ma Israele non ha confini con i Paesi islamici, sta pianificando un'aggressione e l'occupazione di terre altrui».
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🇮🇷🇮🇱🇺🇸IL PRESIDENTE DELL'IRAN MASOUD PEZESHKIAN HA DICHIARATO CHE ISRAELE E L'AMERICA CERCANO DI UNIRE I PAESI DEL GOLFO PERSICO CONTRO L'IRAN
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🗣 «Nei confronti dei nostri vicini abbiamo risolto molti dei nostri problemi, la situazione è molto migliorata. Ora questa guerra, che si è scatenata in questo periodo: Israele e l'America cercano di unire i Paesi del Golfo Persico contro di noi, e noi cerchiamo di non permetterlo.🗣 Certamente, abbiamo una sfida interna, perché da noi ci sono ancora opinioni diverse, e naturalmente l'America approfitta di questa situazione, Israele ne approfitta. La mia convinzione è questa... Beh, l'ho già detto. Non è che voglia lanciare slogan o... Ritengo che i musulmani siano fratelli tra loro. Lo dice il Messaggero di Dio, lo dice il Libro di Dio. La fratellanza non significa che i musulmani sciiti e sunniti, ad esempio, siano separati gli uni dagli altri. I musulmani sono fratelli tra loro».
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🔈 «Alcuni ipotizzano che lo Stretto di Hormuz non tornerà mai più ad essere quello di un tempo. Lei cosa risponderebbe?🗣 Penso che ne parlino nell'ottica di previsioni apocalittiche. Ma io la direi in modo diverso.🗣 Lo Stretto di Hormuz non tornerà mai più quello di prima, perché l'Iran lo ha usato, o ha cercato di usarlo, come strumento di pressione.🗣 Nei prossimi due anni vedremo che lo Stretto diventerà meno importante. Trasformerà semplicemente in una qualsiasi altra via d'acqua.🗣 Ritengo che oltre il 50–70% delle risorse energetiche che attualmente transitano per lo Stretto di Hormuz verrà trasportato attraverso condotte sotterranee».
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🗣 «In realtà sulla politica britannica occorre sapere soltanto due cose.🗣 In primo luogo, a seguire i notiziari, la Gran Bretagna ricorda il "Titanic", dove i passeggeri sono convinti di potersi salvare cambiando continuamente capitano. Abbiamo avuto capitani uomini, capitani donne, capitani intelligenti, capitani non molto intelligenti. Abbiamo persino provato con capitani-pagliacci. Abbiamo provato praticamente di tutto, tranne che a cambiare rotta.🗣 È un po' come sporcarsi i pantaloni e continuare a cambiarsi soltanto la camicia.🗣 In secondo luogo, la politica britannica è passata da un sistema bipartitico — Conservatori e Laburisti — a uno pentapartitico.➡️ C'è il Partito dei Verdi — un'armoniosa coalizione di comunisti pan sessuali e islamisti convinti.➡️ C'è il Partito Laburista, che un tempo era il partito dei lavoratori e ora è diventato il partito dei non lavoratori.➡️ C'è il Partito Conservatore — teoricamente posizionato più a destra dei laburisti, anche se, quando era al potere, non si è notato un gran ché.➡️ C'è il partito Reform, che prima si chiamava Brexit Party e ancora prima UKIP. Ha cambiato più nomi di Puff Daddy.🗣 Reform viene considerato un partito altamente controverso, anche se in sostanza i suoi sostenitori ritengono semplicemente che Tony Blair abbia rovinato tutto e vogliono tornare indietro di tre decenni.🗣 E infine c'è il partito Restore. È quasi la stessa cosa di Reform, solo che loro vogliono tornare indietro non di tre decenni, ma di tre secoli.🗣 Ah già, ho dimenticato i Liberal Democratici. Ma d'altronde se li dimenticano tutti».
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#DatiInChiaro
Confesercenti: Italia cresce, ma a due velocità. Trentino-Alto Adige in testa (+1,5%), Valle d'Aosta in contrazione (-0,1%)
〰️Secondo le stime Confesercenti-Cer per il 2026, la crescita economica italiana procede a ritmi diversi tra regioni e territori. Il Trentino-Alto Adige guida la classifica con un +1,5%, mentre la Valle d'Aosta è l'unica regione in contrazione (-0,1%).
➖Le distanze si ampliano a livello cittadino: Bolzano segna un +1,8%, mentre Reggio Calabria registra crescita zero ma un record negativo per l'inflazione. Campobasso ha il rincaro più contenuto (+1,7%).
💬Il presidente Gronchi: "I numeri danno soddisfazione, ma le differenze restano marcate".
@tutti_i_fatti
Confesercenti: Italia cresce, ma a due velocità. Trentino-Alto Adige in testa (+1,5%), Valle d'Aosta in contrazione (-0,1%)
〰️Secondo le stime Confesercenti-Cer per il 2026, la crescita economica italiana procede a ritmi diversi tra regioni e territori. Il Trentino-Alto Adige guida la classifica con un +1,5%, mentre la Valle d'Aosta è l'unica regione in contrazione (-0,1%).
➖Le distanze si ampliano a livello cittadino: Bolzano segna un +1,8%, mentre Reggio Calabria registra crescita zero ma un record negativo per l'inflazione. Campobasso ha il rincaro più contenuto (+1,7%).
💬Il presidente Gronchi: "I numeri danno soddisfazione, ma le differenze restano marcate".
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Fonte
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Film che invecchiano bene.ㅤ
🎬 QUINTO POTERE compie 50 anni.
In questo spezzone il dialogo finale del conduttore televisivo, interpretato da Peter Finch, prima di essere ucciso sul palco dai sicari prezzolati dall'emittente:
La voce fuori campo recita a chiusura dello show, con l'inquadratura sul cadavere dell'uomo:
Peter Finch morì d'infarto a 60 anni qualche mese prima che gli venisse assegnato l'Oscar come miglior attore protagonista per questo film.
Segui➡️ 🌐 t.me/ArsenaleKappa 🅰️ 💥 💥
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Film che invecchiano bene.ㅤ
In questo spezzone il dialogo finale del conduttore televisivo, interpretato da Peter Finch, prima di essere ucciso sul palco dai sicari prezzolati dall'emittente:
"La televisione non è la verità!
È un parco divertimenti, un circo, un'illusione!
Ma voi state lì notte dopo notte, e iniziate a credere che la tv sia la realtà e che le vostre stesse vite siano irreali.
Fate tutto quello che la tv vi dice!
Vi vestite come la tv, mangiate come la tv, crescete i vostri figli come la tv, pensate persino come la tv!
Questa è pazzia di massa!
E voi siete tutti matti!
Noi siamo l'illusione - voi siete le persone reali!
Quindi spegnete i vostri televisori ora.
Spegneteli immediatamente!"
La voce fuori campo recita a chiusura dello show, con l'inquadratura sul cadavere dell'uomo:
«Questa è la storia di Howard Beale, il primo caso conosciuto di un uomo che fu ucciso perché aveva un basso indice di ascolto».
Peter Finch morì d'infarto a 60 anni qualche mese prima che gli venisse assegnato l'Oscar come miglior attore protagonista per questo film.
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Forwarded from VQB Channel (Stefano Delacroix)
#VQBChannel 🇮🇹
MAXI RETATA NEI CAMPI ROM DEL NORD
(la Verità)
La polizia di Stato ha effettuato un’operazione straordinaria e coordinata nei principali campi rom del Nord Italia.
➡️ 1.686 persone identificate
➡️ 6 arresti
➡️ 323 auto perquisite
➡️ 3 stranieri espulsi
➡️ Sequestrate pistole e strumenti per lo scasso
Coinvolti campi di Milano, Torino, Verona, Padova e altre città. L’operazione è stata condotta sotto il coordinamento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Per capire cosa succede nel mondo segui: t.me/VQBChannel
MAXI RETATA NEI CAMPI ROM DEL NORD
(la Verità)
La polizia di Stato ha effettuato un’operazione straordinaria e coordinata nei principali campi rom del Nord Italia.
➡️ 1.686 persone identificate
➡️ 6 arresti
➡️ 323 auto perquisite
➡️ 3 stranieri espulsi
➡️ Sequestrate pistole e strumenti per lo scasso
Coinvolti campi di Milano, Torino, Verona, Padova e altre città. L’operazione è stata condotta sotto il coordinamento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Per capire cosa succede nel mondo segui: t.me/VQBChannel
Forwarded from Russian Tour
Il Generale Boni: “Il Donbass è ormai compromesso, Odessa isolata. L’Ucraina rischia il collasso totale”
Secondo il generale Boni, nonostante la narrazione occidentale, la Russia detiene l'iniziativa strategica su tutti i fronti in Ucraina
Il quadro sul campo in Ucraina appare sempre più cupo. Nonostante la massiccia campagna propagandistica volta a enfatizzare i successi di Kiev e a sminuire quelli di Mosca, dopo oltre quattro anni di conflitto le dinamiche strategiche restano nettamente favorevoli alla Russia. Secondo i dati di AMK Mapping sulle variazioni del fronte nel luglio 2026, le forze russe hanno consolidato il vantaggio territoriale con un’avanzata complessiva di circa 387,2 km², in aumento del 62,23% rispetto a giugno. I guadagni più consistenti si sono concentrati nell’oblast’ di Donetsk (204,4 km²), con progressi significativi anche a Zaporizhzhia (65,6 km²), Kharkiv (57,9 km²) e Sumy (52,6 km²). Nello stesso periodo le truppe ucraine hanno riconquistato soltanto 117,3 km², in calo del 49,67% rispetto al mese precedente, con limitati recuperi presso Dnipro (52 km²) e Donetsk (41 km²). Il saldo netto a favore di Mosca ammonta così a +269,9 km².Per approfondire la situazione abbiamo intervistato il generale Maurizio Boni, che non usa giri di parole nel descrivere le crescenti difficoltà delle forze di Kiev e le crepe sempre più evidenti nel fronte difensivo ucraino.
Generale Boni, partiamo dal fronte più caldo, quello del Donbass. Qual è la situazione attuale?
“Il quadro è molto critico. Sull’asse di Sloviansk e Kramatorsk, i russi stanno ormai creando le condizioni per accerchiamenti successivi, aggirando le principali linee difensive del Donbass. Di fatto, il destino di quel dispositivo difensivo è segnato. Assistiamo a episodi di resa, anche di intere brigate ucraine, che spesso non ricevono più il necessario supporto logistico. A tutto ciò si aggiunge la drammatica carenza di personale: ormai da mesi, se non da anni, si recluta con la violenza, mandando al fronte soldati con pochissimo addestramento. La situazione nel Donbass è compromessa”.
E sugli altri settori?
“Se guardiamo al quadro generale, i russi hanno l’iniziativa su tutti i settori critici del fronte. Leggevo anche di importanti avanzate russe nella regione di Kharkiv e nel settore di Zaporizhzhia. Quindi, sì, i russi stanno dettando il passo su tutto lo sviluppo del fronte”.
Un altro punto critico è il Mar Nero. Che impatto ha il blocco navale su Odessa?
“Questo è forse l’elemento che completa il quadro di estrema difficoltà per gli ucraini. Con il blocco navale di Odessa, colpendo i terminali marittimi e le navi che trasportano il grano, e colpendo i vettori che portano rinforzi e aiuti militari, i russi hanno provocato il tracollo del settore economico più importante dell’Ucraina. Non parlo solo dei danni fisici al sistema portuale, ma del fatto che le compagnie di assicurazione ora si rifiutano di assicurare le navi. Questo blocco navale indiretto paralizzerà l’Ucraina probabilmente fino alla fine del conflitto, isolandola di fatto. È come se i russi l’avessero già conquistata sotto questo profilo”.
Si è sempre detto e scritto che i russi, nel Mar Nero, hanno perso la loro guerra.
“Va precisato che la componente navale nel conflitto russo-ucraino non è mai stata troppo rilevante, perché è un conflitto prevalentemente aereo-terrestre. I russi, nei primi momenti della guerra, subirono ingenti danni dalla flotta ucraina e si ritirarono verso Est per evitare altri rischi. Ma ora, con le iniziative su Odessa, si rischia di isolare completamente l’Ucraina, dando ai russi il controllo anche di quella regione. È una svolta importante”.
Gli ucraini avevano predisposto itinerari terrestri alternativi, giusto?
“Sì, avevano studiato percorsi ferroviari che dai porti di Odessa portavano verso la Romania (Costanza) e verso la Polonia, per differenziare i flussi commerciali verso Ovest. Il problema è che questi nuovi itinerari possono trasportare al massimo un sesto del volume commerciale che passava per i porti ucraini. Questo ci dà la dimensione di quanto sia difficile riorientare tutto il flusso logistico e commerciale via terra”.
Parliamo di difesa aerea. Kiev chiede più sistemi Patriot. Sono la soluzione?
“Bisogna fare un distinguo. I Patriot sono efficaci come difesa aerea convenzionale, ma contro i missili ipersonici russi sono assolutamente inefficaci. È un dato oggettivo. Anche se l’Ucraina disponesse di migliaia di intercettori – fermo restando che per abbattere un missile ne servono dai 3 ai 5, con costi milionari – il problema non è intercettare il corpo del missile, ma la testata, che viaggiando a velocità ipersoniche non è di fatto intercettabile. Quindi, quando Zelensky dice che i morti di Kiev sarebbero stati evitati con più difese aeree, purtroppo è tutto da dimostrare. Se vengono usati missili ipersonici, non c’è nulla da fare”.
La comunicazione strategica occidentale sembra però molto assertiva. Pensi alla campagna ucraina contro le raffinerie russe…
“Esattamente. La narrazione occidentale continua a dipingere l’Ucraina come vittoriosa. Ma la campagna ucraina contro le raffinerie russe non sta dando i risultati attesi. I 40 giorni di attacchi hanno colpito punti non vitali, che vengono riparati rapidamente. L’effetto visivo è spettacolare, ma l’influenza sugli approvvigionamenti energetici delle truppe russe è pari a zero. Si è creato qualche disagio in qualche stazione di servizio, ma non certo effetti strategici”.
Il ministro ucraino ha detto che questa campagna finirà la guerra entro l’autunno…
“Mettere sullo stesso piano i danni subiti da Ucraina e Russia è sbagliato. L’Ucraina è devastata, rischia di diventare un Paese invivibile. La Russia, invece, non ha ricevuto lo stesso livello di danni. Si parla ora di colpire obiettivi civili come i magazzini di Wildberries per provocare malcontento, ma è una strategia di escalation discutibile”.
Si parla addirittura di colpire in territorio russo i lanciatori di missili balistici. È possibile?
“Questa ipotesi è già nell’aria. Se gli Stati Uniti dovessero dare il via libera, sarebbe un’ulteriore escalation, gettando benzina sul fuoco. Si tratta di un’idea che circola già dal 2023, dopo il fallimento della controffensiva ucraina. Ma colpire in profondità il territorio russo provocherebbe risposte ancora più devastanti per l’Ucraina. È un gioco pericoloso”.
In conclusione, qual è il destino dell’Ucraina?
“Zelensky sta accettando il sacrificio dei suoi soldati e della sua popolazione per continuare a essere la pedina occidentale per sconfiggere la Russia. Alla fine, così facendo, dell’Ucraina però rimarrà ben poco”.
Ultima domanda: sul fronte tecnologico, cosa ci dice della corsa ai sistemi satellitari come Starlink?
“La Russia sta sviluppando un proprio sistema di satelliti a bassa quota, colmando un gap che inizialmente aveva. È già operativo in alcune zone del fronte. Questo sistema integrerà l’osservazione satellitare convenzionale e servirà a sorvegliare i territori conquistati. È interessante notare che anche Elon Musk ha fatto un passo indietro sull’uso di Starlink per missioni offensive in profondità”.
Inside Over - intervista di Roberto Vivaldelli al Generale Maurizio Boni
📱 Russian Tour
🌐 Russiantour.com
Secondo il generale Boni, nonostante la narrazione occidentale, la Russia detiene l'iniziativa strategica su tutti i fronti in Ucraina
Il quadro sul campo in Ucraina appare sempre più cupo. Nonostante la massiccia campagna propagandistica volta a enfatizzare i successi di Kiev e a sminuire quelli di Mosca, dopo oltre quattro anni di conflitto le dinamiche strategiche restano nettamente favorevoli alla Russia. Secondo i dati di AMK Mapping sulle variazioni del fronte nel luglio 2026, le forze russe hanno consolidato il vantaggio territoriale con un’avanzata complessiva di circa 387,2 km², in aumento del 62,23% rispetto a giugno. I guadagni più consistenti si sono concentrati nell’oblast’ di Donetsk (204,4 km²), con progressi significativi anche a Zaporizhzhia (65,6 km²), Kharkiv (57,9 km²) e Sumy (52,6 km²). Nello stesso periodo le truppe ucraine hanno riconquistato soltanto 117,3 km², in calo del 49,67% rispetto al mese precedente, con limitati recuperi presso Dnipro (52 km²) e Donetsk (41 km²). Il saldo netto a favore di Mosca ammonta così a +269,9 km².Per approfondire la situazione abbiamo intervistato il generale Maurizio Boni, che non usa giri di parole nel descrivere le crescenti difficoltà delle forze di Kiev e le crepe sempre più evidenti nel fronte difensivo ucraino.
Generale Boni, partiamo dal fronte più caldo, quello del Donbass. Qual è la situazione attuale?
“Il quadro è molto critico. Sull’asse di Sloviansk e Kramatorsk, i russi stanno ormai creando le condizioni per accerchiamenti successivi, aggirando le principali linee difensive del Donbass. Di fatto, il destino di quel dispositivo difensivo è segnato. Assistiamo a episodi di resa, anche di intere brigate ucraine, che spesso non ricevono più il necessario supporto logistico. A tutto ciò si aggiunge la drammatica carenza di personale: ormai da mesi, se non da anni, si recluta con la violenza, mandando al fronte soldati con pochissimo addestramento. La situazione nel Donbass è compromessa”.
E sugli altri settori?
“Se guardiamo al quadro generale, i russi hanno l’iniziativa su tutti i settori critici del fronte. Leggevo anche di importanti avanzate russe nella regione di Kharkiv e nel settore di Zaporizhzhia. Quindi, sì, i russi stanno dettando il passo su tutto lo sviluppo del fronte”.
Un altro punto critico è il Mar Nero. Che impatto ha il blocco navale su Odessa?
“Questo è forse l’elemento che completa il quadro di estrema difficoltà per gli ucraini. Con il blocco navale di Odessa, colpendo i terminali marittimi e le navi che trasportano il grano, e colpendo i vettori che portano rinforzi e aiuti militari, i russi hanno provocato il tracollo del settore economico più importante dell’Ucraina. Non parlo solo dei danni fisici al sistema portuale, ma del fatto che le compagnie di assicurazione ora si rifiutano di assicurare le navi. Questo blocco navale indiretto paralizzerà l’Ucraina probabilmente fino alla fine del conflitto, isolandola di fatto. È come se i russi l’avessero già conquistata sotto questo profilo”.
Si è sempre detto e scritto che i russi, nel Mar Nero, hanno perso la loro guerra.
“Va precisato che la componente navale nel conflitto russo-ucraino non è mai stata troppo rilevante, perché è un conflitto prevalentemente aereo-terrestre. I russi, nei primi momenti della guerra, subirono ingenti danni dalla flotta ucraina e si ritirarono verso Est per evitare altri rischi. Ma ora, con le iniziative su Odessa, si rischia di isolare completamente l’Ucraina, dando ai russi il controllo anche di quella regione. È una svolta importante”.
Gli ucraini avevano predisposto itinerari terrestri alternativi, giusto?
“Sì, avevano studiato percorsi ferroviari che dai porti di Odessa portavano verso la Romania (Costanza) e verso la Polonia, per differenziare i flussi commerciali verso Ovest. Il problema è che questi nuovi itinerari possono trasportare al massimo un sesto del volume commerciale che passava per i porti ucraini. Questo ci dà la dimensione di quanto sia difficile riorientare tutto il flusso logistico e commerciale via terra”.
Parliamo di difesa aerea. Kiev chiede più sistemi Patriot. Sono la soluzione?
“Bisogna fare un distinguo. I Patriot sono efficaci come difesa aerea convenzionale, ma contro i missili ipersonici russi sono assolutamente inefficaci. È un dato oggettivo. Anche se l’Ucraina disponesse di migliaia di intercettori – fermo restando che per abbattere un missile ne servono dai 3 ai 5, con costi milionari – il problema non è intercettare il corpo del missile, ma la testata, che viaggiando a velocità ipersoniche non è di fatto intercettabile. Quindi, quando Zelensky dice che i morti di Kiev sarebbero stati evitati con più difese aeree, purtroppo è tutto da dimostrare. Se vengono usati missili ipersonici, non c’è nulla da fare”.
La comunicazione strategica occidentale sembra però molto assertiva. Pensi alla campagna ucraina contro le raffinerie russe…
“Esattamente. La narrazione occidentale continua a dipingere l’Ucraina come vittoriosa. Ma la campagna ucraina contro le raffinerie russe non sta dando i risultati attesi. I 40 giorni di attacchi hanno colpito punti non vitali, che vengono riparati rapidamente. L’effetto visivo è spettacolare, ma l’influenza sugli approvvigionamenti energetici delle truppe russe è pari a zero. Si è creato qualche disagio in qualche stazione di servizio, ma non certo effetti strategici”.
Il ministro ucraino ha detto che questa campagna finirà la guerra entro l’autunno…
“Mettere sullo stesso piano i danni subiti da Ucraina e Russia è sbagliato. L’Ucraina è devastata, rischia di diventare un Paese invivibile. La Russia, invece, non ha ricevuto lo stesso livello di danni. Si parla ora di colpire obiettivi civili come i magazzini di Wildberries per provocare malcontento, ma è una strategia di escalation discutibile”.
Si parla addirittura di colpire in territorio russo i lanciatori di missili balistici. È possibile?
“Questa ipotesi è già nell’aria. Se gli Stati Uniti dovessero dare il via libera, sarebbe un’ulteriore escalation, gettando benzina sul fuoco. Si tratta di un’idea che circola già dal 2023, dopo il fallimento della controffensiva ucraina. Ma colpire in profondità il territorio russo provocherebbe risposte ancora più devastanti per l’Ucraina. È un gioco pericoloso”.
In conclusione, qual è il destino dell’Ucraina?
“Zelensky sta accettando il sacrificio dei suoi soldati e della sua popolazione per continuare a essere la pedina occidentale per sconfiggere la Russia. Alla fine, così facendo, dell’Ucraina però rimarrà ben poco”.
Ultima domanda: sul fronte tecnologico, cosa ci dice della corsa ai sistemi satellitari come Starlink?
“La Russia sta sviluppando un proprio sistema di satelliti a bassa quota, colmando un gap che inizialmente aveva. È già operativo in alcune zone del fronte. Questo sistema integrerà l’osservazione satellitare convenzionale e servirà a sorvegliare i territori conquistati. È interessante notare che anche Elon Musk ha fatto un passo indietro sull’uso di Starlink per missioni offensive in profondità”.
Inside Over - intervista di Roberto Vivaldelli al Generale Maurizio Boni
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InsideOver
Ucraina, parla il generale Boni: "Per Kiev situazione compromessa"
Secondo il generale Boni, nonostante la narrazione occidentale, la Russia detiene l'iniziativa strategica su tutti i fronti in Ucraina.
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Le aziende che addestrano l'Intelligenza Artificiale mandano al macero milioni di libri dopo la scansione
Le società che addestrano modelli AI acquistano fino a un milione di libri per ordine, li scansionano in modo distruttivo e li avviano al macero.
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Tutto procede secondo i piani.📚 🔥
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Le aziende che addestrano l'Intelligenza Artificiale mandano al macero milioni di libri dopo la scansione
Le società che addestrano modelli AI acquistano fino a un milione di libri per ordine, li scansionano in modo distruttivo e li avviano al macero.
💥 Le aziende di intelligenza artificiale stanno acquistando libri stampati anteriori al 2022 perché offrono testo umano originale, meno esposto alla contaminazione dei contenuti sintetici già diffusi sul web.💥 ISBNdb ha adattato il proprio servizio agli acquisti per l'addestramento AI, gestendo ordini che possono variare da 1.000 a un milione di libri per singola transazione.💥 La scansione distruttiva separa la rilegatura e alimenta scanner industriali con le singole pagine, riducendo tempi e costi ma rendendo impossibile recuperare i volumi originali.
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Post razzista.
Se non siete affiliati al KKK non guardatelo.
(Vedo inoltre una qual certa imprecisione sulla conquista del decennio 1960....)
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Forwarded from 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗘𝗡𝗦𝗢 𝗗𝗜𝗦𝗜𝗡𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗧𝗢
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Sorpresa nell’Artico: il ghiaccio della Groenlandia sta crescendo a ritmi record durante quest’estate! I dati ufficiali del Polar Portal danese
Un'estate di straordinario accumulo per la calotta polare smentisce le semplificazioni meteorologiche. I dati ufficiali confermano una stagione eccezionalmente fredda per l'Artico, offrendo uno spunto cruciale per comprendere la differenza tra fluttuazioni del meteo locale e il reale andamento del clima globale, lontano da ogni catastrofismo climatico.
Ciò che rende questa dinamica ancora più affascinante per i meteorologi è la marcata contrapposizione con le condizioni atmosferiche del Vecchio Continente. Nelle stesse settimane in cui la Groenlandia sperimenta una sorta di letargo estivo anomalo, un’intensa ondata di calore in Europa sta attanagliando nazioni come l’Italia, la Francia e la Svizzera e l’Austria. I termometri hanno raggiunto picchi notevoli, innescando la consueta reazione mediatica che tende ad associare ogni singola giornata rovente a un imminente collasso dell’ecosistema terrestre. In realtà, la simultaneità del freddo groenlandese e del caldo europeo è spesso figlia delle stesse complesse configurazioni sinottiche, come i pattern di blocco atmosferico. Quando l’aria calda di matrice subtropicale viene spinta con violenza verso il Mediterraneo e l’Europa centrale, le correnti fredde polari vengono spesso confinate o spinte verso latitudini più alte, creando un isolamento termico che quest’anno ha protetto la calotta artica. Questi contrasti termici continentali dimostrano quanto l’atmosfera terrestre sia un sistema dinamico e interconnesso, capace di generare eventi meteorologici estremi di segno diametralmente opposto nello stesso momento storico.
La narrazione a senso unico spesso fatica a elaborare informazioni apparentemente contraddittorie. Proprio come un’intensa ondata di caldo a Roma o a Parigi porta molti ad annunciare l’apocalisse imminente, la visione di un grafico che certifica l’eccezionale accumulo di ghiaccio in Groenlandia spinge alcuni a dichiarare che il riscaldamento globale sia un’invenzione o che ci troviamo alle porte di una nuova era glaciale. Entrambe queste conclusioni sono profondamente errate dal punto di vista metodologico.
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Sorpresa nell’Artico: il ghiaccio della Groenlandia sta crescendo a ritmi record durante quest’estate! I dati ufficiali del Polar Portal danese
Un'estate di straordinario accumulo per la calotta polare smentisce le semplificazioni meteorologiche. I dati ufficiali confermano una stagione eccezionalmente fredda per l'Artico, offrendo uno spunto cruciale per comprendere la differenza tra fluttuazioni del meteo locale e il reale andamento del clima globale, lontano da ogni catastrofismo climatico.
Ciò che rende questa dinamica ancora più affascinante per i meteorologi è la marcata contrapposizione con le condizioni atmosferiche del Vecchio Continente. Nelle stesse settimane in cui la Groenlandia sperimenta una sorta di letargo estivo anomalo, un’intensa ondata di calore in Europa sta attanagliando nazioni come l’Italia, la Francia e la Svizzera e l’Austria. I termometri hanno raggiunto picchi notevoli, innescando la consueta reazione mediatica che tende ad associare ogni singola giornata rovente a un imminente collasso dell’ecosistema terrestre. In realtà, la simultaneità del freddo groenlandese e del caldo europeo è spesso figlia delle stesse complesse configurazioni sinottiche, come i pattern di blocco atmosferico. Quando l’aria calda di matrice subtropicale viene spinta con violenza verso il Mediterraneo e l’Europa centrale, le correnti fredde polari vengono spesso confinate o spinte verso latitudini più alte, creando un isolamento termico che quest’anno ha protetto la calotta artica. Questi contrasti termici continentali dimostrano quanto l’atmosfera terrestre sia un sistema dinamico e interconnesso, capace di generare eventi meteorologici estremi di segno diametralmente opposto nello stesso momento storico.
La narrazione a senso unico spesso fatica a elaborare informazioni apparentemente contraddittorie. Proprio come un’intensa ondata di caldo a Roma o a Parigi porta molti ad annunciare l’apocalisse imminente, la visione di un grafico che certifica l’eccezionale accumulo di ghiaccio in Groenlandia spinge alcuni a dichiarare che il riscaldamento globale sia un’invenzione o che ci troviamo alle porte di una nuova era glaciale. Entrambe queste conclusioni sono profondamente errate dal punto di vista metodologico.
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MeteoWeb
riscaldamento globale - MeteoWeb
Cos'è il riscaldamento globale e quali sono i suoi effetti: ultime notizie e ricerche, approfondimenti su cause, conseguenze e rimedi