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Da diffondere a tappeto:

È stato finalmente spiegato il massacro degli alberi di Roma:

Il Progetto #Roma5G
Il Comune di Roma ha siglato a fine 2023 una convenzione della durata di 25 anni (un tempo infinito in termini tecnologici) con un soggetto privato chiamato "Smart City Roma", che è una società di scopo controllata da INWIT (la TowerCo di cui parlavamo).

I numeri dell'accordo:

Investimento Totale: Circa 93 milioni di euro.

Chi paga: Il Comune mette 20 milioni (fondi pubblici, anche legati al Giubileo), mentre i restanti 73 milioni sono messi dal privato in Project Financing.

Cosa installano: Il piano prevede la copertura di tutte le linee della metropolitana e, soprattutto, l'installazione di migliaia di Small Cells e sensori IoT su tutto il territorio sopraelevato.

L'Inganno del "Neutral Host"

L'accordo si basa sul modello "Neutral Host". Significa che INWIT installa l'infrastruttura (spesso sui pali della luce o su paline dedicate) e poi "ospita" tutti gli operatori (TIM, Vodafone, ecc.).

Il conflitto con gli alberi: Perché l'investimento di 73 milioni di INWIT frutti, l'antenna deve funzionare al 100% per tutti gli operatori ospitati. Se un albero disturba il segnale di uno solo di loro, il modello economico vacilla. Ecco perché, contrattualmente, il "campo libero" diventa una priorità tecnica ed economica.

I Lampioni di Roma (Areti e il nuovo bando)

Parallelamente, Roma ha avviato un piano da 65 milioni di euro per la modernizzazione dell'illuminazione pubblica (gestita tramite Areti).

Il trucco: Molti di questi nuovi lampioni a LED sono già "predisposti" per ospitare le micro-antenne.

Il dato nascosto: Quando il Comune dice che "risparmia" grazie ai LED, non dice mai quanto incassa (o quanto sconta dal debito) permettendo alle TowerCo di usare quei pali come tralicci mascherati.

In questi documenti, solitamente sotto la voce "Oneri di manutenzione" o "Gestione del sito", si nasconde la "licenza di uccidere" (gli alberi). Ecco come funzionano questi accordi nel dettaglio:

1. La Clausola della "Visibilità del Segnale"

Nei contratti tra Comuni e TowerCo (come quello per #Roma5G), viene inserita una clausola tecnica che obbliga il Comune a garantire la "piena operatività degli apparati". Se un albero cresce e le foglie "oscurano" l'antenna sul lampione, la TowerCo segnala un "disservizio tecnico". L'obbligo poi passa al Comune che è contrattualmente tenuto a intervenire. Se non pota o non abbatte, rischia di dover pagare delle penali alla società privata perché sta impedendo il profitto derivante dall'affitto del segnale agli operatori (TIM, Vodafone, etc.).

2. Il "Verde Tecnico" vs "Verde Pubblico"

Spesso in questi bandi il verde urbano viene riclassificato. Non è più un bene da tutelare per l'ambiente, ma un "ostacolo alle infrastrutture critiche". Si legge spesso che "la manutenzione del verde circostante i punti luce è finalizzata a garantire la continuità dei servizi digitali e di sicurezza (telecamere)". Usano la scusa della "sicurezza" (le telecamere sul lampione) per tagliare i rami che in realtà danno fastidio solo al 5G che supera sicuramente il 15 V/m.

Perché il TAR non sospende gli abbattimenti? Perché in diritto amministrativo esiste il concetto di "danno riparabile". Per i giudici, se fermano un cantiere da 93 milioni di euro (#Roma5G), il danno economico per le aziende (INWIT & Co.) e per il Comune è considerato "irreparabile" o comunque superiore alla perdita di un platano. Se ancora non fosse chiaro le TowerCo prendono i nostri lampioni per pochi spiccioli e li riaffittano a 4 operatori contemporaneamente, guadagnando 10 volte quello che pagano al Comune. Noi ci becchiamo i 61 V/m senza più ombra e loro si beccano i dividendi milionari. Stanno usando il nostro suolo pubblico per fare un business privato sulla nostra pelle (e sui nostri alberi) con la complicità dei Comuni e la loro avidità di fare cassa. E noi cittadini cosa possiamo fare? Nel prossimo articolo verranno date indicazioni di iniziative sia singole che collettive perchè capito il problema è già per metà risolto. OGG