" Vi ammiro, voi cristiani, perché identificate Cristo con il povero e il povero con Cristo, e quando date del pane ad un povero sapete di darlo a Gesù. Ciò che mi è più difficile comprendere è la difficoltà che avete di riconoscere Gesù nel povero che è in voi. Quando avete fame di guarigione o di affetto, perché non lo volete riconoscere? Quando vi scoprite nudi, quando vi scoprite stranieri a voi stessi, quando vi ritrovate in prigione e malati, perché non sapete vedere questa fragilità come la persona di Gesù in voi?
Accettare se stessi sembra molto semplice, ma le cose semplici sono sempre più difficili... L'arte di essere semplici è la più elevata, così come accettare se stessi è l'essenza del problema morale e il nocciolo di un'intera visione del mondo... Ospitando un mendicante, perdonando chi mi ha offeso, arrivando perfino ad amare un mio nemico nel nome di Cristo, do prova senza alcun dubbio di grande virtù... quel che faccio al più piccolo dei miei fratello l'ho fatto a Cristo!
Ma se io dovessi scoprire che il più piccolo di tutti, il più povero di tutti i mendicanti, il più sfacciato degli offensori, il nemico stesso è in me; che sono io stesso ad aver bisogno dell'elemosina della mia bontà, che io stesso sono il nemico d'amare, allora che cosa accadrebbe?
Di solito assistiamo in questo caso al rovesciamento della verità cristiana. Allora scompaiono amore e pazienza, allora insultiamo il fratello che è in noi, allora ci condanniamo e ci adiriamo contro noi stessi, ci nascondiamo agli occhi del mondo e neghiamo di aver mai conosciuto quel miserabile che è in noi.
E se fosse stato Dio stesso a presentarsi a noi sotto quella forma spregevole lo avremmo rinnegato mille volte prima del canto del gallo."
Carl Jung
Accettare se stessi sembra molto semplice, ma le cose semplici sono sempre più difficili... L'arte di essere semplici è la più elevata, così come accettare se stessi è l'essenza del problema morale e il nocciolo di un'intera visione del mondo... Ospitando un mendicante, perdonando chi mi ha offeso, arrivando perfino ad amare un mio nemico nel nome di Cristo, do prova senza alcun dubbio di grande virtù... quel che faccio al più piccolo dei miei fratello l'ho fatto a Cristo!
Ma se io dovessi scoprire che il più piccolo di tutti, il più povero di tutti i mendicanti, il più sfacciato degli offensori, il nemico stesso è in me; che sono io stesso ad aver bisogno dell'elemosina della mia bontà, che io stesso sono il nemico d'amare, allora che cosa accadrebbe?
Di solito assistiamo in questo caso al rovesciamento della verità cristiana. Allora scompaiono amore e pazienza, allora insultiamo il fratello che è in noi, allora ci condanniamo e ci adiriamo contro noi stessi, ci nascondiamo agli occhi del mondo e neghiamo di aver mai conosciuto quel miserabile che è in noi.
E se fosse stato Dio stesso a presentarsi a noi sotto quella forma spregevole lo avremmo rinnegato mille volte prima del canto del gallo."
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Benvenuti a tutti😊🙏
Vi consiglio di passare anche da questo nuovo canale di Spiritualità, Esoterismo e Meditazione.☺️
Vi aspetto ☺️🙏
@spiritualitameditazione
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"L'uomo, dopo la sua vana ricerca di Dio fuori se stesso, completa il cerchio e ritorna al punto d'inizio l'anima umana; e scopre che il Dio che cercava per mari e monti, che cercava in ogni ruscello, in ogni tempio, in chiese e cieli, che il Dio che immaginava essere seduto in cielo a governare il mondo, era il suo stesso Sé.
Io sono Lui, Lui è Me.
Nulla è Dio se non Io, e questo piccolo "io" non è mai esistito."
Swami Vivekananda
Io sono Lui, Lui è Me.
Nulla è Dio se non Io, e questo piccolo "io" non è mai esistito."
Swami Vivekananda
Canale di Spiritualità pinned «Benvenuti a tutti😊🙏 Vi consiglio di passare anche da questo nuovo canale di Spiritualità, Esoterismo e Meditazione.☺️ Vi aspetto ☺️🙏 @spiritualitameditazione»
"Se non sei grato per ciò che hai,
non sarai mai contento di ciò che ottieni.
Ti sentirai sempre come se non avessi abbastanza.
Rimpiangerai il passato, perché avresti potuto “fare di più”. E sarai in ansia per il futuro, perché potresti lasciarti sfuggire dei tesori. Trova gratitudine per le piccole cose – il sole del mattino, un sorso d’acqua, le tue vecchie scarpe – e la felicità sarà tua, indipendentemente da quello che ottieni o da quello che perdi." Jeff Foster
non sarai mai contento di ciò che ottieni.
Ti sentirai sempre come se non avessi abbastanza.
Rimpiangerai il passato, perché avresti potuto “fare di più”. E sarai in ansia per il futuro, perché potresti lasciarti sfuggire dei tesori. Trova gratitudine per le piccole cose – il sole del mattino, un sorso d’acqua, le tue vecchie scarpe – e la felicità sarà tua, indipendentemente da quello che ottieni o da quello che perdi." Jeff Foster
Buongiorno a tutti 🙏 Vi ricordo di passare anche da questo nuovo canale di Spiritualità, Esoterismo e Meditazione.☺️
@spiritualitameditazione
Grazie 🙏
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Grazie 🙏
" Senza compiere alcuno sforzo,
restando sciolti e naturali,
è possibile spezzare il giogo,
e ottenere la Liberazione.
Se, guardando nello spazio, non si vede nulla,
e se, allora, con la mente si osserva la mente,
si distrugge ogni distinzione
e si raggiunge la Buddhità.
Le nubi che vagano per il cielo
non hanno radici, non han casa;
e così sono anche i pensieri discriminanti
che attraversano la mente.
Quando si è vista la mente universale,
ogni discriminazione cessa.
Nello spazio nascono forme e colori,
ma lo spazio non è macchiato ne dal bianco ne dal nero.
Dalla mente universale emerge ogni cosa,
ma essa non è macchiata ne dai vizi ne dalle virtù.
L'oscurità dei secoli
non può velare lo splendore del sole;
le lunghe ere del samsara
non possono nascondere la chiara luce della Mente.
Benché ci si serva di parole per spiegare il Vuoto
il Vuoto in quanto tale è inesprimibile.
Benché si dica che "la Mente è una luce brillante",
essa è al di là di ogni parola e simbolo.
Benché la sua essenza sia il Vuoto,
essa abbraccia e contiene ogni cosa.
Non far nulla col corpo, rilassati;
chiudi stretta la bocca e resta in silenzio;
vuota la mente e non pensare a nulla,
Come un bambù cavo, lascia che il tuo corpo riposi a suo agio,
Senza dire né prendere, metti a riposo la mente,
Mahamudra è come una mente che non si attacca a nulla,
Praticando in questo modo, col tempo raggiungerai la Buddhità."
Tratto dal Canto di Mahamudra di Tilopa
restando sciolti e naturali,
è possibile spezzare il giogo,
e ottenere la Liberazione.
Se, guardando nello spazio, non si vede nulla,
e se, allora, con la mente si osserva la mente,
si distrugge ogni distinzione
e si raggiunge la Buddhità.
Le nubi che vagano per il cielo
non hanno radici, non han casa;
e così sono anche i pensieri discriminanti
che attraversano la mente.
Quando si è vista la mente universale,
ogni discriminazione cessa.
Nello spazio nascono forme e colori,
ma lo spazio non è macchiato ne dal bianco ne dal nero.
Dalla mente universale emerge ogni cosa,
ma essa non è macchiata ne dai vizi ne dalle virtù.
L'oscurità dei secoli
non può velare lo splendore del sole;
le lunghe ere del samsara
non possono nascondere la chiara luce della Mente.
Benché ci si serva di parole per spiegare il Vuoto
il Vuoto in quanto tale è inesprimibile.
Benché si dica che "la Mente è una luce brillante",
essa è al di là di ogni parola e simbolo.
Benché la sua essenza sia il Vuoto,
essa abbraccia e contiene ogni cosa.
Non far nulla col corpo, rilassati;
chiudi stretta la bocca e resta in silenzio;
vuota la mente e non pensare a nulla,
Come un bambù cavo, lascia che il tuo corpo riposi a suo agio,
Senza dire né prendere, metti a riposo la mente,
Mahamudra è come una mente che non si attacca a nulla,
Praticando in questo modo, col tempo raggiungerai la Buddhità."
Tratto dal Canto di Mahamudra di Tilopa
"Tutti i poteri dell’universo sono già dentro di voi. Siete voi che vi siete coperti gli occhi con le vostre mani. Vi lamentate che è buio. Siate consapevoli che intorno a voi non ci sono tenebre. Togliete le mani dai vostri vostri occhi e apparirà la luce, che era lì da un’eternità."
Swami Vivekananda
Swami Vivekananda
LEGGENDA SIOUX SULLE RELAZIONI.
Questa antica leggenda Sioux – conosciuta come La leggenda dell’aquila e del falco - racconta che un giorno Toro Bravo e Nube Azzurra giunsero tenendosi per mano alla tenda del vecchio stregone della tribù e dissero:
“Noi ci amiamo e ci vogliamo sposare, ma ci amiamo così tanto che vogliamo un consiglio che ci garantisca di restare per sempre insieme, che ci assicuri di restare l’uno accanto all’altra fino alla morte. Che cosa possiamo fare?”.
Il vecchio sciamano, fumò la pipa, aggrottò la fronte, si schiarì la voce e poi prese la mano della ragazza:
“Se desideri conservare al tuo fianco il tuo amato, dovrai intraprendere un viaggio. Non sarà facile, ti avverto. Dovrai salire su quella collina che vedi laggiù e prendere con le sole mani un falco, il più forte, il più maestoso. Dopodiché, dovrai portarlo qui vivo il terzo giorno dopo la Luna piena.”
Successivamente, lo sciamano si rivolse al giovane guerriero:
“In quanto a te, devi sapere che il tuo compito sarà altrettanto difficile e impegnativo.
Devi scalare la montagna più alta del nostro villaggio e prendere un’aquila. La più bella, la più vigorosa, la più selvaggia. Dovrai poi portarmela qui lo stesso giorno in cui si presenterà col falco la tua amata.”
Il giorno stabilito, davanti allo stregone, i due attendevano con i loro uccelli. Il vecchio saggio li tolse dal sacco.
“E adesso, che dobbiamo fare?”, chiesero i giovani.
“Prendete gli uccelli e legateli fra loro per una zampa con questi lacci di cuoio. Quando saranno legati, lasciateli andare affinché volino liberi” – rispose il vecchio saggio Sioux.
Quando svolsero questo compito, davanti al risultato, rimasero attoniti, senza parole. Nel momento in cui i due uccelli cercarono di spiccare il volo, non fecero che cadere di continuo.
Frustrati e pieni d’ira, presero a colpirsi vicendevolmente con i loro becchi duri e forti. Il vecchio sciamano si avvicinò agli uccelli e li slegò.
“Imparate da quello che avete appena visto. Se vi incatenate l’uno all’altro, anche se si tratta d’amore, non farete altro che ferirvi, lacerarvi e rendervi infelici. Se volete che il vostro amore duri, volate assieme, volate alto, ma mai legati.
Perché il vero amore unisce, ma non vincola.”
Questa antica leggenda Sioux – conosciuta come La leggenda dell’aquila e del falco - racconta che un giorno Toro Bravo e Nube Azzurra giunsero tenendosi per mano alla tenda del vecchio stregone della tribù e dissero:
“Noi ci amiamo e ci vogliamo sposare, ma ci amiamo così tanto che vogliamo un consiglio che ci garantisca di restare per sempre insieme, che ci assicuri di restare l’uno accanto all’altra fino alla morte. Che cosa possiamo fare?”.
Il vecchio sciamano, fumò la pipa, aggrottò la fronte, si schiarì la voce e poi prese la mano della ragazza:
“Se desideri conservare al tuo fianco il tuo amato, dovrai intraprendere un viaggio. Non sarà facile, ti avverto. Dovrai salire su quella collina che vedi laggiù e prendere con le sole mani un falco, il più forte, il più maestoso. Dopodiché, dovrai portarlo qui vivo il terzo giorno dopo la Luna piena.”
Successivamente, lo sciamano si rivolse al giovane guerriero:
“In quanto a te, devi sapere che il tuo compito sarà altrettanto difficile e impegnativo.
Devi scalare la montagna più alta del nostro villaggio e prendere un’aquila. La più bella, la più vigorosa, la più selvaggia. Dovrai poi portarmela qui lo stesso giorno in cui si presenterà col falco la tua amata.”
Il giorno stabilito, davanti allo stregone, i due attendevano con i loro uccelli. Il vecchio saggio li tolse dal sacco.
“E adesso, che dobbiamo fare?”, chiesero i giovani.
“Prendete gli uccelli e legateli fra loro per una zampa con questi lacci di cuoio. Quando saranno legati, lasciateli andare affinché volino liberi” – rispose il vecchio saggio Sioux.
Quando svolsero questo compito, davanti al risultato, rimasero attoniti, senza parole. Nel momento in cui i due uccelli cercarono di spiccare il volo, non fecero che cadere di continuo.
Frustrati e pieni d’ira, presero a colpirsi vicendevolmente con i loro becchi duri e forti. Il vecchio sciamano si avvicinò agli uccelli e li slegò.
“Imparate da quello che avete appena visto. Se vi incatenate l’uno all’altro, anche se si tratta d’amore, non farete altro che ferirvi, lacerarvi e rendervi infelici. Se volete che il vostro amore duri, volate assieme, volate alto, ma mai legati.
Perché il vero amore unisce, ma non vincola.”
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