Cuore e Intelletto. Parte I - Ramana Maharshi.
Dell’ Associazione Italiana Ramana Maharshi
Dell’ Associazione Italiana Ramana Maharshi
Il Buddha gigante di Leshan è la più grande statua di pietra di Buddha del mondo. Con lo sguardo rivolto verso il Monte Emei, essa rappresenta un Buddha Maitreya in posizione seduta, con le mani appoggiate sulle ginocchia. La statua è alta 71 metri, larga 28 metri e le orecchie lunghe 7 metri!!!
Essa è scolpita nella roccia nel punto in cui confluiscono i fiumi Minjiang, Dadu e Qingyi, vicino alla città di Leshan, nella parte meridionale della provincia di Sichuan, in Cina.
La costruzione dell'opera iniziò nel 713, condotta da un monaco cinese di nome Haitong e terminò nell’803 d.c.
Egli sperava che il Buddha avrebbe potuto calmare le acque turbolente che affliggevano le navi mercantili che scendevano la corrente dei fiumi.
Secondo quanto narra la leggenda, quando i fondi per la costruzione della statua stavano scarseggiando il monaco si cavò i suoi stessi occhi per provare la sua buona fede e sincerità. La statua venne completata dai suoi discepoli 90 anni dopo. Pare che l'enorme massa di roccia rimossa per la costruzione dell'opera e depositata nei fiumi ai piedi della statua abbia effettivamente alterato il corso delle acque, col risultato che la navigazione divenne più sicura.
Nel 1996 quest’ area è stata inserita nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Essa è scolpita nella roccia nel punto in cui confluiscono i fiumi Minjiang, Dadu e Qingyi, vicino alla città di Leshan, nella parte meridionale della provincia di Sichuan, in Cina.
La costruzione dell'opera iniziò nel 713, condotta da un monaco cinese di nome Haitong e terminò nell’803 d.c.
Egli sperava che il Buddha avrebbe potuto calmare le acque turbolente che affliggevano le navi mercantili che scendevano la corrente dei fiumi.
Secondo quanto narra la leggenda, quando i fondi per la costruzione della statua stavano scarseggiando il monaco si cavò i suoi stessi occhi per provare la sua buona fede e sincerità. La statua venne completata dai suoi discepoli 90 anni dopo. Pare che l'enorme massa di roccia rimossa per la costruzione dell'opera e depositata nei fiumi ai piedi della statua abbia effettivamente alterato il corso delle acque, col risultato che la navigazione divenne più sicura.
Nel 1996 quest’ area è stata inserita nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Buongiorno a tutti 💛🙏🏼 Dal 27 al 30 luglio all' isola d'Elba si terrà un Intensivo di Meditazione Profonda. Ci sarà un’ introduzione alla pratica della Meditazione Profonda e sessioni giornaliere di pratica.
La partecipazione è totalmente gratuita.
Per avere informazioni, potrete contattarmi in privato @EmanuelaO
Buona giornata 😊🙏🏼
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Cuore e Intelletto. Seconda Parte - Ramana Maharshi. Associazione Italiana Ramana Maharshi
La Venere di Willendorf è così chiamata perché ritrovata nella località di Willendorf in Austria nel 1908, dall' archeologo Josef Szombathy, in un sito archeologico risalente al paleolitico ed è la più famosa statuetta femminile dell’ età della pietra.
La Venere, datata tra il 25.000 a 26.000 anni fa, è poco più alta di 11 cm, è dipinta di rosso ocra, simbolo di vita, e rappresenta una donna nuda dai seni e fianchi generosi.
La testa è sferica e il volto appare coperto da una capigliatura che alcuni identificano come un copricapo di conchiglie (come quelli ritrovati su alcuni reperti umani di età paleolitica), ma potrebbe rievocare capelli ricci e crespi.
Le braccia sono appena accennate e le mani si appoggiano sul seno.
La vulva e il seno sono gonfi e molto pronunciati, a rappresentare un significato di prosperità. Quella che viene rappresentata non è una donna, ma un'immagine simbolica della maternità in senso astratto. L’ assenza di un volto ben definito la rende l’essenza stessa della femminilità. Non si riferisce a una donna, anche generica, ma vuole essere un'immagine concettualizzata della fecondità.
La statua si collocherebbe all'interno del culto della Madre Terra e del Femminile.
È una delle “veneri steatopige" (dal greco “dalle grosse natiche") o callipige (dal greco “dalle belle natiche").
È attualmente in esposizione al Naturhistorisches Museum di Vienna.
La Venere, datata tra il 25.000 a 26.000 anni fa, è poco più alta di 11 cm, è dipinta di rosso ocra, simbolo di vita, e rappresenta una donna nuda dai seni e fianchi generosi.
La testa è sferica e il volto appare coperto da una capigliatura che alcuni identificano come un copricapo di conchiglie (come quelli ritrovati su alcuni reperti umani di età paleolitica), ma potrebbe rievocare capelli ricci e crespi.
Le braccia sono appena accennate e le mani si appoggiano sul seno.
La vulva e il seno sono gonfi e molto pronunciati, a rappresentare un significato di prosperità. Quella che viene rappresentata non è una donna, ma un'immagine simbolica della maternità in senso astratto. L’ assenza di un volto ben definito la rende l’essenza stessa della femminilità. Non si riferisce a una donna, anche generica, ma vuole essere un'immagine concettualizzata della fecondità.
La statua si collocherebbe all'interno del culto della Madre Terra e del Femminile.
È una delle “veneri steatopige" (dal greco “dalle grosse natiche") o callipige (dal greco “dalle belle natiche").
È attualmente in esposizione al Naturhistorisches Museum di Vienna.
“L'Atman è la consapevolezza che non nasce e non muore, non ha origine e non dà origine, è primordiale, non-nato, eterno, libero dal decadimento, e non muore quando il corpo muore. Se un uomo pensa di poter uccidere o di essere ucciso non comprende veramente, perché l'Atman non uccide e non è ucciso.
L'Atman è infinitamente piccolo e infinitamente grande, e nascosto nel cuore di ogni creatura. Chi è libero dai desideri e dalla sofferenza vede la maestà dell'Atman per la grazia del Signore. Pur sedendo immobile viaggia lontano, pur restando disteso va ovunque. Chi altri può conoscere questo Signore Supremo, che gusta la felicità eppure si trova oltre la felicità.
Chi è intelligente comprende che l'Atman rimane distaccato e non identificato con il corpo nonostante viva in tutti i corpi, immutabile in mezzo a tutto ciò che è effimero e mutevole, e così grande da essere onnipresente. Questa persona intelligente diventa libera dalla sofferenza. L'Atman non può essere conquistato con l'erudizione, con la logica o con altri sforzi, ma soltanto con l'illuminazione che deriva dall'Atman stesso, e che si rivela spontaneamente.”
Parte de “Katha Upanishad” -
Tratto dal libro “Le 108 Upanishad” a cura di Parama Karuna Devi
L'Atman è infinitamente piccolo e infinitamente grande, e nascosto nel cuore di ogni creatura. Chi è libero dai desideri e dalla sofferenza vede la maestà dell'Atman per la grazia del Signore. Pur sedendo immobile viaggia lontano, pur restando disteso va ovunque. Chi altri può conoscere questo Signore Supremo, che gusta la felicità eppure si trova oltre la felicità.
Chi è intelligente comprende che l'Atman rimane distaccato e non identificato con il corpo nonostante viva in tutti i corpi, immutabile in mezzo a tutto ciò che è effimero e mutevole, e così grande da essere onnipresente. Questa persona intelligente diventa libera dalla sofferenza. L'Atman non può essere conquistato con l'erudizione, con la logica o con altri sforzi, ma soltanto con l'illuminazione che deriva dall'Atman stesso, e che si rivela spontaneamente.”
Parte de “Katha Upanishad” -
Tratto dal libro “Le 108 Upanishad” a cura di Parama Karuna Devi
“Non c’è alcuna cosa più alta di Me, Oh Arjuna. Tutte le cose sono legate a me come gruppi di gemme su un filo.
Io sono il sapore nell’acqua, Oh Arjuna.
Io sono la luce nella luna e nel sole; io sono la sillaba OM in tutti Veda; Il suono nell’etere e la virilità negli uomini.
Io sono la dolce fragranza nella terra e lo splendore nel fuoco, la vita in tutti gli esseri; Io sono l’austerità negli asceti.
Conoscimi, oh Arjuna, come l’eterno seme di tutti gli esseri; Io sono l’intelligenza dell’intelligente; lo splendore degli oggetti lucenti Io sono.
Dei forti, io sono la forza libera dal desiderio e dall’ attaccamento, ed in tutti gli esseri, Io sono il desiderio che non si oppone il Dharma, Oh Arjuna.
Quegli esseri (e gli oggetti) che sono puri, attivi ed inerti, sappi che essi provengono da Me. Essi sono in Me, ma tuttavia Io non sono in loro.
Ingannato da queste nature (stati o cose) composte delle tre qualità della Natura, tutto questo mondo non Mi conosce, come distinto da esse ed immutabile.
In verità questa Mia divina illusione fatta dalle tre qualità (della natura) è difficile da superare; coloro che prendono rifugio in Me soltanto, superano questa illusione.
I malvagi e gli illusi, che sono i più bassi tra gli uomini, non ricercano Me; coloro la cui conoscenza è distrutta dall’inganno seguono le vie dei demoni.
Quattro tipi di uomini virtuosi adorano Me, Oh Arjuna. Essi sono l’afflitto, il ricercatore della conoscenza, il ricercatore della ricchezza ed il saggio, Oh Signore dei Bharatas.
Tra questi, il saggio, sempre stabile e devoto all’Uno, eccelle (è il migliore); perché Io sono estremamente caro al saggio , ed egli è caro a me.
Nobili in verità sono tutti questi; ma io considero il saggio come il Mio vero Sé; perché, stabile di mente, egli si è stabilito in Me soltanto come il supremo obiettivo.
Alla fine di molte nascite il saggio viene a Me; realizzando che tutto questo e Vasudeva (il Sé più interno); una tale grande anima (Mahatma) è molto difficile da trovare.
Coloro la cui saggezza è stata strappata via da questo o quel desiderio, vanno agli altri dei, seguendo questo o quel rito, condotti dalla loro natura.
Qualsiasi forma un devoto desidera adorare con fede - quella stessa sua fede Io rendo ferma e incontrollabile.
Dotato con quella fede, egli si impegna nell’adorazione di quella (forma), e da essa egli ottiene ciò che desidera, questo essendo in verità esaudito da Me (soltanto).
In verità la ricompensa (il frutto) che matura per quegli uomini di piccola intelligenza è finito. Gli adoratori degli dei vanno da essi, ma i Miei devoti vengono a Me.
Lo stolto pensa di Me, l’immanifesto, come avente manifestazione; non conoscendo la Mia più alta, immutabile ed eccellente natura.
Io non sono manifesto a tutti (come lo sono), essendo velato da Yoga Maya. Questo mondo deluso non conosce Me, l’immortale e non nato.
Io conosco, Oh Arjuna, gli esseri del passato, del presente e del futuro, ma nessuno conosce Me.
Dalla delusione delle coppie di opposti che sorge dal desiderio e delle persone, o Bharata, tutti gli esseri, alla nascita, sono soggetti all’illusione, Oh Parantapa.
Ma quegli uomini di virtuose azioni i cui peccati sono giunti ad un termine, e che sono liberi dall’illusione delle coppie di opposti, stabili nei loro voti , adorano Me.
Coloro che si sforzano per la liberazione dalla vecchiaia e della morte, prendendo rifugio in Me, realizzano completamente quel Brahman, l’intera conoscenza del Sé e di tutte le azioni.”
Dal Settimo Discorso della Bhagavad Gita. Versione di Swami Sivananda - Mediterranee
Io sono il sapore nell’acqua, Oh Arjuna.
Io sono la luce nella luna e nel sole; io sono la sillaba OM in tutti Veda; Il suono nell’etere e la virilità negli uomini.
Io sono la dolce fragranza nella terra e lo splendore nel fuoco, la vita in tutti gli esseri; Io sono l’austerità negli asceti.
Conoscimi, oh Arjuna, come l’eterno seme di tutti gli esseri; Io sono l’intelligenza dell’intelligente; lo splendore degli oggetti lucenti Io sono.
Dei forti, io sono la forza libera dal desiderio e dall’ attaccamento, ed in tutti gli esseri, Io sono il desiderio che non si oppone il Dharma, Oh Arjuna.
Quegli esseri (e gli oggetti) che sono puri, attivi ed inerti, sappi che essi provengono da Me. Essi sono in Me, ma tuttavia Io non sono in loro.
Ingannato da queste nature (stati o cose) composte delle tre qualità della Natura, tutto questo mondo non Mi conosce, come distinto da esse ed immutabile.
In verità questa Mia divina illusione fatta dalle tre qualità (della natura) è difficile da superare; coloro che prendono rifugio in Me soltanto, superano questa illusione.
I malvagi e gli illusi, che sono i più bassi tra gli uomini, non ricercano Me; coloro la cui conoscenza è distrutta dall’inganno seguono le vie dei demoni.
Quattro tipi di uomini virtuosi adorano Me, Oh Arjuna. Essi sono l’afflitto, il ricercatore della conoscenza, il ricercatore della ricchezza ed il saggio, Oh Signore dei Bharatas.
Tra questi, il saggio, sempre stabile e devoto all’Uno, eccelle (è il migliore); perché Io sono estremamente caro al saggio , ed egli è caro a me.
Nobili in verità sono tutti questi; ma io considero il saggio come il Mio vero Sé; perché, stabile di mente, egli si è stabilito in Me soltanto come il supremo obiettivo.
Alla fine di molte nascite il saggio viene a Me; realizzando che tutto questo e Vasudeva (il Sé più interno); una tale grande anima (Mahatma) è molto difficile da trovare.
Coloro la cui saggezza è stata strappata via da questo o quel desiderio, vanno agli altri dei, seguendo questo o quel rito, condotti dalla loro natura.
Qualsiasi forma un devoto desidera adorare con fede - quella stessa sua fede Io rendo ferma e incontrollabile.
Dotato con quella fede, egli si impegna nell’adorazione di quella (forma), e da essa egli ottiene ciò che desidera, questo essendo in verità esaudito da Me (soltanto).
In verità la ricompensa (il frutto) che matura per quegli uomini di piccola intelligenza è finito. Gli adoratori degli dei vanno da essi, ma i Miei devoti vengono a Me.
Lo stolto pensa di Me, l’immanifesto, come avente manifestazione; non conoscendo la Mia più alta, immutabile ed eccellente natura.
Io non sono manifesto a tutti (come lo sono), essendo velato da Yoga Maya. Questo mondo deluso non conosce Me, l’immortale e non nato.
Io conosco, Oh Arjuna, gli esseri del passato, del presente e del futuro, ma nessuno conosce Me.
Dalla delusione delle coppie di opposti che sorge dal desiderio e delle persone, o Bharata, tutti gli esseri, alla nascita, sono soggetti all’illusione, Oh Parantapa.
Ma quegli uomini di virtuose azioni i cui peccati sono giunti ad un termine, e che sono liberi dall’illusione delle coppie di opposti, stabili nei loro voti , adorano Me.
Coloro che si sforzano per la liberazione dalla vecchiaia e della morte, prendendo rifugio in Me, realizzano completamente quel Brahman, l’intera conoscenza del Sé e di tutte le azioni.”
Dal Settimo Discorso della Bhagavad Gita. Versione di Swami Sivananda - Mediterranee
“Molti di noi sono incantati dalla bellezza di un giardino, dai suoi cespugli di fiori dagli smaglianti colori e dai profumi più vari; ma quanti fra di noi pensano allora al Padrone del giardino? Eppure è Lui che l’ha creato: la cosa creata ci fa forse dimenticare il creatore? Il gelo distrugge i fiori, che non esistono più che nel nostro ricordo, ma il Padrone vive e rimane la sola Realtà.”
- Una delle Vie. Sri Ramakrishna
- Una delle Vie. Sri Ramakrishna
Buon pomeriggio a tutti 🙏🏼
Dati i nuovi entrati, ricordo che dal 27 al 30 luglio, all' isola d'Elba, si terrà un Intensivo di Meditazione Profonda. Ci sarà un’ introduzione alla pratica della Meditazione Profonda e sessioni giornaliere di pratica.
La partecipazione è totalmente gratuita.
Per avere informazioni, potrete contattarmi in privato @EmanuelaO
Inoltre vi consiglio come sempre un canale di Spiritualità, Esoterismo e Meditazione tramite la quale potreste accedere ad un gruppo privato e/o iniziare un percorso di meditazione.☺️ @spiritualitameditazione
✨Grazie a tutti e buona giornata✨
Dati i nuovi entrati, ricordo che dal 27 al 30 luglio, all' isola d'Elba, si terrà un Intensivo di Meditazione Profonda. Ci sarà un’ introduzione alla pratica della Meditazione Profonda e sessioni giornaliere di pratica.
La partecipazione è totalmente gratuita.
Per avere informazioni, potrete contattarmi in privato @EmanuelaO
Inoltre vi consiglio come sempre un canale di Spiritualità, Esoterismo e Meditazione tramite la quale potreste accedere ad un gruppo privato e/o iniziare un percorso di meditazione.☺️ @spiritualitameditazione
✨Grazie a tutti e buona giornata✨
“Oh amato dall’ Auspiciosa, Śambhu che hai sulla tiara la mezzaluna, Grande Signore che porti il tridente, dalle trecce annodate sul capo, Tu solo sei il Pervasore dell’universo, l’Onniforme!
Siimi propizio, Siimi propizio, Principe la cui forma è pienezza!
Il Sé trascendente, l’Uno, il Seme dell’Universo, il Primordiale, l’Immoto, l’Informe conoscibile mediante il fonema “Om”, donde tutto nasce, da cui tutto è protetto, in cui tutto si riassorbe, quel Signore io amo devotamente.
Né terra, né, poi, acque, né vento, e neppure spazio!
Lui, per il quale non v’è stanchezza, né sonno, né caldo, né freddo, né luogo, né veste, né volto, io lodo, dai tre volti!
Al non nato, perenne, Causa delle cause, al Buono, al Solitario, Luce delle luci, Quarto (oltre al sonno profondo, sogno e veglia) al di là delle tenebre, senza principio e fine, io ricorro per rifugio, al Supremo Purificatore.
Omaggio a Te, omaggio a Te, Onnipervadente, Onniforme!”
Una parte della Laude di Śiva - Śankara.
Siimi propizio, Siimi propizio, Principe la cui forma è pienezza!
Il Sé trascendente, l’Uno, il Seme dell’Universo, il Primordiale, l’Immoto, l’Informe conoscibile mediante il fonema “Om”, donde tutto nasce, da cui tutto è protetto, in cui tutto si riassorbe, quel Signore io amo devotamente.
Né terra, né, poi, acque, né vento, e neppure spazio!
Lui, per il quale non v’è stanchezza, né sonno, né caldo, né freddo, né luogo, né veste, né volto, io lodo, dai tre volti!
Al non nato, perenne, Causa delle cause, al Buono, al Solitario, Luce delle luci, Quarto (oltre al sonno profondo, sogno e veglia) al di là delle tenebre, senza principio e fine, io ricorro per rifugio, al Supremo Purificatore.
Omaggio a Te, omaggio a Te, Onnipervadente, Onniforme!”
Una parte della Laude di Śiva - Śankara.