“Un tale amore non lo devi lasciar sfuggire mai.
Devi dargli tutto - corpo, cuore, ricchezza – devi farlo abitare dentro di te, e guardando nel suo viso devi bere la felicità dai suoi occhi, e farlo diventare come vuole, e sia segno di una tua fortuna impareggiabile.”
- Mirabai. Mistica indiana e devota a Krishna.
“La Padavali” a cura di G.G. Filippi.
Devi dargli tutto - corpo, cuore, ricchezza – devi farlo abitare dentro di te, e guardando nel suo viso devi bere la felicità dai suoi occhi, e farlo diventare come vuole, e sia segno di una tua fortuna impareggiabile.”
- Mirabai. Mistica indiana e devota a Krishna.
“La Padavali” a cura di G.G. Filippi.
“La tua differenza da ogni altra persona, quell' «esperienza non condivisa», ha luogo a ogni istante dentro il condiviso, in virtù dell'unicità della tua identità individuale.
La tua differenza non ha bisogno di mura a sua garanzia; la garanzia è stata data all'inizio dall'immagine che hai nel cuore e che ti accompagna lungo tutta la vita.
Una fantasia di isolamento, tuttavia, può essere utile per prendersi cura del daimon.
Perciò la gente partecipa a ritiri spirituali, va alla ricerca della visione, digiuna e si purifica, o, più semplicemente, rimane un paio di giorni a letto al buio per recuperare la propria particolare, non condivisa vocazione.”
-James Hillman. Il codice dell’Anima
La tua differenza non ha bisogno di mura a sua garanzia; la garanzia è stata data all'inizio dall'immagine che hai nel cuore e che ti accompagna lungo tutta la vita.
Una fantasia di isolamento, tuttavia, può essere utile per prendersi cura del daimon.
Perciò la gente partecipa a ritiri spirituali, va alla ricerca della visione, digiuna e si purifica, o, più semplicemente, rimane un paio di giorni a letto al buio per recuperare la propria particolare, non condivisa vocazione.”
-James Hillman. Il codice dell’Anima
Il primo incontro tra Gampopa e Milarepa. 💛🙏🏼 Trovato sul sito: studybuddhism.com
“Cosicché, anche se voi ora mi lasciaste andare, contro il volere di Ànito il quale diceva che o non bisognava fin da principio io venissi qui in tribunale o, una volta che c’ero venuto, non era possibile non condannarmi a morte, perché, se riuscivo a sfuggire alla condanna, diceva, da quel momento i vostri figlioli, seguitando a praticare gl’insegnamenti di Socrate, sarebbero stati tutti quanti senza piú rimedio guasti e corrotti; – se voi, a questo argomentare di Ànito, diceste a me cosí: “O Socrate, noi non vogliamo ora dar retta ad Ànito e ti lasciamo andare, a patto però che tu non perda piú il tuo tempo in codeste ricerche, né piú ti occupi di filosofia; e se sarai còlto a far tuttavia di codeste cose ne morirai”; – se dunque, come dicevo, voi a questi patti mi lasciaste andare, ebbene, io vi risponderei cosí: “O miei concittadini di Atene, io vi sono obbligato e vi amo; ma obbedirò piuttosto al Dio che a voi; e finché io abbia respiro, e finché io ne sia capace, non cesserò mai di filosofare e di esortarvi e ammonirvi, chiunque io incontri di voi e sempre, e parlandogli al mio solito modo, cosí: – O tu che sei il migliore degli uomini, tu che sei Ateniese, cittadino della piú grande città e piú rinomata per sapienza e potenza, non ti vergogni tu a darti pensiero delle ricchezze [e] per ammassarne quante piú puoi, e della fama e degli onori; e invece della intelligenza e della verità e della tua anima, perché ella diventi quanto è possibile ottima, non ti dài affatto né pensiero né cura?”. E se taluno di voi dirà che non è vero, e sosterrà che se ne prende cura, io non lo lascerò andare senz’altro, né me ne anderò io, ma sí lo interrogherò, lo studierò, lo confuterò; e se mi paia ch’egli non possegga virtú ma solo dica di possederla, io lo svergognerò dimostrandogli che le cose di maggior pregio egli tiene a vile e tiene in pregio le cose vili. E questo io lo farò a chiunque mi càpiti, a giovani e a vecchi, a forestieri e a cittadini; e piú ai cittadini, a voi, dico, che mi siete piú strettamente congiunti. Ché questo, voi lo sapete bene, è l’ordine del dio; e io sono persuaso non ci sia per voi maggior bene nella città di questa mia obbedienza al Dio.”
- Platone, Apologia di Socrate.
- Platone, Apologia di Socrate.
https://youtu.be/iuDInUllUQQ
Eccovi un film che vi consiglio di vedere 😊
Titolo: Primavera, Estate, Autunno, Inverno... e ancora Primavera
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Primavera, estate, autunno, inverno e ancora primavera
Le stagioni di Kim Ki
Instagram: https://www.instagram.com/lbeelze
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"Ma un’altra cosa ti dirò: non vi è nascita di nessuna delle cose
mortali, né fine alcuna di morte funesta,
ma c’è solo mescolanza e separazione di cose mescolate,
ma il nome di nascita, per queste cose, è usato dagli uomini."
- Empedocle, DK fr. 31 B8.
mortali, né fine alcuna di morte funesta,
ma c’è solo mescolanza e separazione di cose mescolate,
ma il nome di nascita, per queste cose, è usato dagli uomini."
- Empedocle, DK fr. 31 B8.