Canale di Spiritualità
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Il primo incontro tra Gampopa e Milarepa. 💛🙏🏼 Trovato sul sito: studybuddhism.com
Apeiron - La Grazia del Guru. Vidya Bharata - Quaderno n. 170. #Ramana #Maharshi #Guru #Maestro #discepoli #Bhagavan
“Cosicché, anche se voi ora mi lasciaste andare, contro il volere di Ànito il quale diceva che o non bisognava fin da principio io venissi qui in tribunale o, una volta che c’ero venuto, non era possibile non condannarmi a morte, perché, se riuscivo a sfuggire alla condanna, diceva, da quel momento i vostri figlioli, seguitando a praticare gl’insegnamenti di Socrate, sarebbero stati tutti quanti senza piú rimedio guasti e corrotti; – se voi, a questo argomentare di Ànito, diceste a me cosí: “O Socrate, noi non vogliamo ora dar retta ad Ànito e ti lasciamo andare, a patto però che tu non perda piú il tuo tempo in codeste ricerche, né piú ti occupi di filosofia; e se sarai còlto a far tuttavia di codeste cose ne morirai”; – se dunque, come dicevo, voi a questi patti mi lasciaste andare, ebbene, io vi risponderei cosí: “O miei concittadini di Atene, io vi sono obbligato e vi amo; ma obbedirò piuttosto al Dio che a voi; e finché io abbia respiro, e finché io ne sia capace, non cesserò mai di filosofare e di esortarvi e ammonirvi, chiunque io incontri di voi e sempre, e parlandogli al mio solito modo, cosí: – O tu che sei il migliore degli uomini, tu che sei Ateniese, cittadino della piú grande città e piú rinomata per sapienza e potenza, non ti vergogni tu a darti pensiero delle ricchezze [e] per ammassarne quante piú puoi, e della fama e degli onori; e invece della intelligenza e della verità e della tua anima, perché ella diventi quanto è possibile ottima, non ti dài affatto né pensiero né cura?”. E se taluno di voi dirà che non è vero, e sosterrà che se ne prende cura, io non lo lascerò andare senz’altro, né me ne anderò io, ma sí lo interrogherò, lo studierò, lo confuterò; e se mi paia ch’egli non possegga virtú ma solo dica di possederla, io lo svergognerò dimostrandogli che le cose di maggior pregio egli tiene a vile e tiene in pregio le cose vili. E questo io lo farò a chiunque mi càpiti, a giovani e a vecchi, a forestieri e a cittadini; e piú ai cittadini, a voi, dico, che mi siete piú strettamente congiunti. Ché questo, voi lo sapete bene, è l’ordine del dio; e io sono persuaso non ci sia per voi maggior bene nella città di questa mia obbedienza al Dio.”


- Platone, Apologia di Socrate.
Erma di Socrate
https://youtu.be/iuDInUllUQQ

Eccovi un film che vi consiglio di vedere 😊

Titolo: Primavera, Estate, Autunno, Inverno... e ancora Primavera
"Ma un’altra cosa ti dirò: non vi è nascita di nessuna delle cose
mortali, né fine alcuna di morte funesta,
ma c’è solo mescolanza e separazione di cose mescolate,
ma il nome di nascita, per queste cose, è usato dagli uomini."

- Empedocle, DK fr. 31 B8.
Il 25 Agosto del 1900 moriva Nietzsche. In ricordo, condivido con voi un passo tratto da “Del leggere e dello scrivere” in “Così parlò Zarathustra” :

“Io non sento più come voi: questa nube che vedo ai miei piedi, questa cosa oscura e pesante della quale io rido - è per voi nube di tempesta.
Voi guardate in alto quando bramate esaltarvi. Ed io guardo al basso, perché sono già esaltato.
Chi di voi sa ad un tempo esaltarsi e ridere?
Chi è salito sui monti più alti, ride di tutte le tragedie della scena e della vita.
Incuranti, beffardi, violenti, così ci vuol la pazienza: essa è donna ed ama sempre soltanto i guerrieri.
Voi mi dite: «la vita è difficile a sopportare». Ma che vi servirebbe allora il vostro orgoglio la mattina, e la vostra rassegnazione la sera?
La vita è difficile a sopportare: ma non siate dunque così delicati!
Noi tutti siamo asini carichi di pesi.
Che cosa abbiamo noi di comune col bocciolo di rosa, che trema perchè oppresso da una goccia di rugiada?
– Amiamo la vita non già perchè assuefatti alla vita, ma perchè avvezzi ad amare.
Vi è sempre un po' di follia nell'amore. Ma c'è sempre anche un po' di ragione nella stessa follia.
Ed anche a me, che amo la vita, le farfalle e le bolle di sapone e tutto ciò che loro rassomiglia tra gli uomini, sembra conoscere nel miglior modo la gioia.
Veder svolazzare codeste animule leggere, svelte, graziose, seduce Zarathustra alle lacrime e al canto.
Crederei solo a un Dio che sapesse danzare.
E quando ho visto il mio demonio, l’ ho sempre trovato serio, radicale, profondo, solenne: era lo spirito di gravità, grazie a lui tutte le cose cadono. Non con la collera, col riso si uccide.
Orsù, uccidiamo lo spirito di gravità.
Ho imparato ad andare: da quel momento mi lascio correre.
Ho imparato a volare: da quel momento non voglio più essere urtato per smuovermi.
Adesso sono lieve, adesso io volo, adesso vedo al di sotto di me, adesso é un dio a danzare, se io danzo.”
"E così specialmente per mezzo di questa luce demoniaca che sale col pensiero sino al primo Dio che è al di là, seguendo la via additata da Platone nel Simposio, egli contemplò quel Dio che non ha né forma né essenza, poiché si trova sopra l'Intelligenza e l'intellegibile.
A questo Dio, lo confesso, io, Porfirio, mi sono accostato e con esso mi sono unito una sola volta: ed ora io ho sessantotto anni.
A Plotino apparve la visione del fine vicino. Questo fine e questo scopo era per lui l'unione intima con Dio che è sopra tutte le cose. Finché io fui con lui, egli raggiunse questo fine quattro volte con un atto ineffabile e non potenzialmente.”

-Porfirio di Tito, "Vita di Plotino"
​​"19. Cos’è il non attaccamento?

Come sorgono i pensieri, il non attaccamento consiste nel distruggerli immediatamente senza lasciare residui nel vero luogo della loro origine.
Così come il cacciatore di perle lega una pietra al suo torace, tocca il fondo del mare e là prende le perle, così ciascuno di noi dovrebbe essere dotato di non attaccamento, nuotare all’interno di se stesso ed ottenere la perla del Sé.

20. Non è possibile per Dio e il Maestro influire sulla liberazione di un’anima?

Dio e il Maestro solo mostreranno la strada per la liberazione; essi non interverranno prendendo l’anima e conducendola allo stato di liberazione.
In verità, Dio e il Maestro non sono differenti. Così come la preda che è caduta tra le fauci della tigre non ha possibilità di fuga, così coloro che sono giunti nello spazio visivo della graziosa vista del Maestro saranno da lui salvati e non si perderanno; ma ciascuno con le proprie forze dovrà perseguire il percorso mostrato da Dio o dal Maestro ed ottenere la liberazione.
Si può conoscere se stessi solamente con i propri occhi della conoscenza, e
non con quelli di qualcun altro.
Colui che è Rama necessita dell’aiuto di uno specchio per sapere che è Rama?”

- “L’Insegnamento spirituale” di Ramana Maharshi.
https://www.youtube.com/watch?v=8JMkyRUP4WY

Documentario di Battiato "Attraversando il Bardo. Sguardi sull'aldilà"
​​“D.: Mi può dire qualcosa sulla sua scelta che è poi la scelta di molte donne o sulla necessità di vivere sola?

R.: Sì, è il mio inconscio che ha prevalso sull'io. Ho avuto parecchie volte nella mia vita la possibilità di sposarmi, l'ultima volta, avevo trentaquattro anni, era una cosa molto seria, era un uomo alla mia portata, che io avrei sposato molto volentieri, ma i miei sogni erano assolutamente negativi, i miei sogni erano tutti contrari e allora ho deciso di non andare contro il mio inconscio, è stato il mio inconscio che non ha voluto, io avrei voluto, naturalmente. Poiché ho un complesso materno negativo, non sarei stata probabilmente una buona madre per i miei figli e allora, se non si vogliono avere figli, è meglio non sposarsi.
Si possono avere dei rapporti con gli uomini, oggi si può vivere una vita libera senza sposarsi. Non è nel mio destino...Per alcuni anni sono stata molto triste per questo motivo e allora Jung mi ha detto, dopo alcuni suoi sogni e miei, che avevo un destino spirituale, perciò ho scritto il saggio sulla Passio Perpetuae, la storia di una giovane donna con un destino spirituale...Non si possono avere tutte e due le cose...”

Tratto dall’Intervista a Marie-Louise Von Franz