Il Digital Service Act (DSA) è la nuova carta legislativa dell’Unione Europea che mira a dare una rinfrescata alle regole dei servizi digitali. Con una lingua dal sapore orwelliano, l’UE ci spiega che il DSA è qui per creare un ambiente digitale più pulito e cristallino, difendendo i diritti fondamentali degli utenti e mettendo in piedi regole ferree per tenere a bada i contenuti.
https://sfero.me/article/influencer-sotto-occhio-ue-regolamentazione-censura
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Sfero
Influencer sotto l'occhio dell'UE: regolamentazione o censura? · Sfero
Il Digital Service Act (DSA) è la nuova carta legislativa dell’Unione Europea che mira a dare una rinfrescata alle regole dei servizi digitali. Con una lingua dal sapore orwelliano, l’UE ci spiega che il DSA è qui per creare un ambiente digitale più pulito…
Costo dell'Auto nel Regno Unito: Un Balzo Vertiginoso
Il costo di possedere un'auto nel Regno Unito è notevolmente aumentato negli ultimi tre anni, passando da £ 700 a £ 2.100 all'anno, rappresentando un aumento del 300%. Questo aumento è attribuito a una serie di fattori, tra cui l'aumento delle assicurazioni auto, dei prezzi del carburante e dei costi delle riparazioni, insieme all'espansione delle zone a basse emissioni
Le famiglie britanniche si trovano ora a spendere oltre 500 sterline in più all'anno per le assicurazioni rispetto al 2021, insieme a notevoli aumenti dei prezzi delle riparazioni, del parcheggio e del carburante. Questo peso finanziario è ulteriormente aggravato dall'espansione delle zone a basse emissioni in tutto il paese, che impongono costi aggiuntivi agli automobilisti per guidare nelle aree urbane.
Il presidente dell'ente automobilistico AA, Edmund King, ha sottolineato che gli automobilisti si trovano in una situazione senza precedenti in cui il costo complessivo dell'automobilismo è così elevato, affermando che gli automobilisti sono "attaccati da tutte le parti".
King ha criticato il "ritorno sull’investimento spazzatura" che gli automobilisti ricevono, evidenziando il fatto che, nonostante i costi in aumento, le infrastrutture stradali rimangono in uno stato pessimo, con un numero record di buche segnalate lo scorso anno.
L'aumento dei costi è stato analizzato nei dettagli, con le seguenti categorie che contribuiscono all'onere finanziario:
1. Carburante: Nonostante un congelamento delle tasse sul carburante, i prezzi alla pompa rimangono significativamente più alti rispetto al 2021, con un aumento del 30% rispetto a tre anni fa.
2. Assicurazioni: I premi assicurativi auto sono aumentati del 74,9% rispetto al 2021, con l'aumento attribuito agli aumenti dei costi della catena di approvvigionamento dovuti alla pandemia e alla guerra in Ucraina.
3. Zone a basse emissioni e tariffe di parcheggio: Le Clean Air Zone (CAZ) e le Low Emission Zone (LEZ) si sono diffuse in tutto il paese, con tariffe per veicoli non conformi. Anche i costi dei permessi di parcheggio sono legati alle emissioni di scarico, con tariffe più elevate per i veicoli più inquinanti.
4. Riparazioni e copertura guasti: I costi delle riparazioni e della copertura guasti sono aumentati del 30% o più, principalmente a causa dell'aumento dei costi operativi e delle bollette energetiche.
5. Pedaggio stradale: La tassa di circolazione è aumentata, con entrate previste in crescita nel prossimo futuro.
Inoltre, si prevede che i proprietari di veicoli elettrici non saranno più esentati dal VED a partire dal 2025, suggerendo che il costo complessivo di possedere e utilizzare un'auto continuerà ad aumentare anche per loro.
https://finance.yahoo.com/news/worst-time-history-driver-cost-060000048.html
© In sostanza, non avrai nulla ma potrai goderti la tua felicità nel mondo virtuale del metaverso.©
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Il costo di possedere un'auto nel Regno Unito è notevolmente aumentato negli ultimi tre anni, passando da £ 700 a £ 2.100 all'anno, rappresentando un aumento del 300%. Questo aumento è attribuito a una serie di fattori, tra cui l'aumento delle assicurazioni auto, dei prezzi del carburante e dei costi delle riparazioni, insieme all'espansione delle zone a basse emissioni
Le famiglie britanniche si trovano ora a spendere oltre 500 sterline in più all'anno per le assicurazioni rispetto al 2021, insieme a notevoli aumenti dei prezzi delle riparazioni, del parcheggio e del carburante. Questo peso finanziario è ulteriormente aggravato dall'espansione delle zone a basse emissioni in tutto il paese, che impongono costi aggiuntivi agli automobilisti per guidare nelle aree urbane.
Il presidente dell'ente automobilistico AA, Edmund King, ha sottolineato che gli automobilisti si trovano in una situazione senza precedenti in cui il costo complessivo dell'automobilismo è così elevato, affermando che gli automobilisti sono "attaccati da tutte le parti".
King ha criticato il "ritorno sull’investimento spazzatura" che gli automobilisti ricevono, evidenziando il fatto che, nonostante i costi in aumento, le infrastrutture stradali rimangono in uno stato pessimo, con un numero record di buche segnalate lo scorso anno.
L'aumento dei costi è stato analizzato nei dettagli, con le seguenti categorie che contribuiscono all'onere finanziario:
1. Carburante: Nonostante un congelamento delle tasse sul carburante, i prezzi alla pompa rimangono significativamente più alti rispetto al 2021, con un aumento del 30% rispetto a tre anni fa.
2. Assicurazioni: I premi assicurativi auto sono aumentati del 74,9% rispetto al 2021, con l'aumento attribuito agli aumenti dei costi della catena di approvvigionamento dovuti alla pandemia e alla guerra in Ucraina.
3. Zone a basse emissioni e tariffe di parcheggio: Le Clean Air Zone (CAZ) e le Low Emission Zone (LEZ) si sono diffuse in tutto il paese, con tariffe per veicoli non conformi. Anche i costi dei permessi di parcheggio sono legati alle emissioni di scarico, con tariffe più elevate per i veicoli più inquinanti.
4. Riparazioni e copertura guasti: I costi delle riparazioni e della copertura guasti sono aumentati del 30% o più, principalmente a causa dell'aumento dei costi operativi e delle bollette energetiche.
5. Pedaggio stradale: La tassa di circolazione è aumentata, con entrate previste in crescita nel prossimo futuro.
Inoltre, si prevede che i proprietari di veicoli elettrici non saranno più esentati dal VED a partire dal 2025, suggerendo che il costo complessivo di possedere e utilizzare un'auto continuerà ad aumentare anche per loro.
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Yahoo Finance
Drivers ‘assaulted from all sides’ as cost of motoring jumps 50pc
There has never been a worse time to own a car, as motorists are “assaulted from all sides” by spiralling costs, analysis shows.
👍1
Revoca del vaccino Vaxzevria: manovra evasiva o scelta responsabile?
La Commissione Europea, con una mossa che ha scatenato un vespaio di polemiche, ha revocato l’autorizzazione alla commercializzazione del vaccino Vaxzevria di AstraZeneca. La decisione, datata 27 marzo, è stata presa su richiesta della stessa AstraZeneca e sarà effettiva a partire dal 7 maggio.
Le voci critiche non si sono fatte attendere. Alcuni sostengono che questa revoca permetterà ad AstraZeneca di sottrarsi all’obbligo di fornire ulteriori dati sulla sicurezza del vaccino. Questa interpretazione si basa sul fatto che, senza l’autorizzazione alla commercializzazione, l’azienda non sarebbe più tenuta a presentare studi post-marketing che potrebbero rivelare nuove informazioni sulla sicurezza di Vaxzevria.
La casa farmaceutica ha giustificato la sua richiesta citando la scarsa domanda del prodotto e la presenza sul mercato di altre opzioni vaccinali ritenute più efficaci. Tuttavia, questa spiegazione non ha placato i dubbi di chi vede nel ritiro una manovra per evitare ulteriori indagini sugli effetti collaterali del vaccino, in particolare la sindrome da trombosi con trombocitopenia (TTS), emersa come possibile rischio.
La situazione è ulteriormente complicata dalle azioni legali in corso e dalle confessioni shock emerse durante un processo in Inghilterra, dove è stata ammessa la possibilità, seppur rara, che Vaxzevria possa causare TTS. Queste rivelazioni hanno portato a una class action da parte delle vittime di gravi effetti collaterali, mettendo in discussione la reputazione di AstraZeneca e sollevando interrogativi sulla trasparenza dell’azienda.
Nonostante il ritiro di Vaxzevria, AstraZeneca non sembra intenzionata a uscire dal settore dei vaccini. L’azienda sta infatti sviluppando un nuovo vaccino basato sulla tecnologia mRna, attualmente in fase di sperimentazione, con l’obiettivo di rimanere competitiva nel mercato.
Astrazeneca ritira vaccino anti Covid: revocata autorizzazione in Ue/ "Così non fornirà dati sulla sicurezza" (ilsussidiario.net)
© La situazione critica attuale risiede nel fatto che, nonostante ci siano molte prove e gli effetti collaterali siano seri, sembra che i regolatori sanitari e le istituzioni nazionali ed europee stiano ignorando il problema, continuando con commissioni che sembrano avere solo uno scopo simbolico. In aggiunta, stanno introducendo modifiche al regolamento sanitario e articoli del trattato pandemico nelle leggi locali, anche prima che queste normative siano ufficialmente approvate a livello internazionale, il tutto senza un dibattito pubblico aperto e trasparente.
Io personalmente sostengo con fermezza il diritto alla libertà di scelta, anche di fronte ai tentativi di manipolazione e alle campagne propagandistiche dei governi, poiché le informazioni abbondano su Internet. Se qualcuno ritiene più importante dedicare il proprio tempo a valutare le caratteristiche di un iPhone piuttosto che preoccuparsi della propria salute, non possiamo considerarlo un nostro problema.©
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La Commissione Europea, con una mossa che ha scatenato un vespaio di polemiche, ha revocato l’autorizzazione alla commercializzazione del vaccino Vaxzevria di AstraZeneca. La decisione, datata 27 marzo, è stata presa su richiesta della stessa AstraZeneca e sarà effettiva a partire dal 7 maggio.
Le voci critiche non si sono fatte attendere. Alcuni sostengono che questa revoca permetterà ad AstraZeneca di sottrarsi all’obbligo di fornire ulteriori dati sulla sicurezza del vaccino. Questa interpretazione si basa sul fatto che, senza l’autorizzazione alla commercializzazione, l’azienda non sarebbe più tenuta a presentare studi post-marketing che potrebbero rivelare nuove informazioni sulla sicurezza di Vaxzevria.
La casa farmaceutica ha giustificato la sua richiesta citando la scarsa domanda del prodotto e la presenza sul mercato di altre opzioni vaccinali ritenute più efficaci. Tuttavia, questa spiegazione non ha placato i dubbi di chi vede nel ritiro una manovra per evitare ulteriori indagini sugli effetti collaterali del vaccino, in particolare la sindrome da trombosi con trombocitopenia (TTS), emersa come possibile rischio.
La situazione è ulteriormente complicata dalle azioni legali in corso e dalle confessioni shock emerse durante un processo in Inghilterra, dove è stata ammessa la possibilità, seppur rara, che Vaxzevria possa causare TTS. Queste rivelazioni hanno portato a una class action da parte delle vittime di gravi effetti collaterali, mettendo in discussione la reputazione di AstraZeneca e sollevando interrogativi sulla trasparenza dell’azienda.
Nonostante il ritiro di Vaxzevria, AstraZeneca non sembra intenzionata a uscire dal settore dei vaccini. L’azienda sta infatti sviluppando un nuovo vaccino basato sulla tecnologia mRna, attualmente in fase di sperimentazione, con l’obiettivo di rimanere competitiva nel mercato.
Astrazeneca ritira vaccino anti Covid: revocata autorizzazione in Ue/ "Così non fornirà dati sulla sicurezza" (ilsussidiario.net)
© La situazione critica attuale risiede nel fatto che, nonostante ci siano molte prove e gli effetti collaterali siano seri, sembra che i regolatori sanitari e le istituzioni nazionali ed europee stiano ignorando il problema, continuando con commissioni che sembrano avere solo uno scopo simbolico. In aggiunta, stanno introducendo modifiche al regolamento sanitario e articoli del trattato pandemico nelle leggi locali, anche prima che queste normative siano ufficialmente approvate a livello internazionale, il tutto senza un dibattito pubblico aperto e trasparente.
Io personalmente sostengo con fermezza il diritto alla libertà di scelta, anche di fronte ai tentativi di manipolazione e alle campagne propagandistiche dei governi, poiché le informazioni abbondano su Internet. Se qualcuno ritiene più importante dedicare il proprio tempo a valutare le caratteristiche di un iPhone piuttosto che preoccuparsi della propria salute, non possiamo considerarlo un nostro problema.©
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Grazie a @Roberto Lupo per la segnalazione. 👇🏻👇🏻👇🏻 La incredibile è che ne stanno discutendo in parlamento! In Italia omertà assoluta! Mi trovi qui: https://t.me/carmen_tortora1
Espansione degli attacchi informatici in Italia: Nel 2023, l'Italia ha constatato un aumento rilevante degli attacchi informatici, registrando 1.411 episodi e 303 incidenti confermati. Secondo il giornale "Il Foglio", di cui le opinioni sull'imparzialità e indipendenza sono quantomeno discutibili, si ritiene che questi attacchi siano stati perlopiù perpetrati da collettivi filo-russi, con connessioni ai continui conflitti in Ucraina e nel Medio Oriente.
Aumentano gli attacchi informatici in Italia. Hacker filorussi tra le principali minacce | Il Foglio
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Aumentano gli attacchi informatici in Italia. Hacker filorussi tra le principali minacce | Il Foglio
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L’UE Contro il “Greenwashing” delle Compagnie Aeree
L’Unione Europea ha preso di mira 20 compagnie aeree per pratiche di greenwashing, esortandole a cessare di indurre in errore i consumatori riguardo la compensazione delle emissioni di carbonio dei voli. Il settore dell’aviazione, che rappresenta circa il 2,5% delle emissioni globali di carbonio, è uno dei più ardui da decarbonizzare.
La Agenzia Internazionale per l’Energia ha evidenziato che, nonostante una riduzione dei voli durante la pandemia di Covid-19, si prevede un rapido aumento della domanda entro il 2030. I nuovi aeromobili potrebbero essere fino al 20% più efficienti rispetto ai modelli precedenti, ma la crescita del settore ha storicamente superato i guadagni di efficienza.
I carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) sono considerati essenziali per la decarbonizzazione del settore, con il sostegno fiscale dei governi e l’aumento dell’uso obbligatorio di SAF. La consapevolezza dei consumatori è in aumento, come dimostrato dalle critiche alle abitudini di viaggio dei jet privati di celebrità come Taylor Swift.
Věra Jourová, Vicepresidente della Commissione Europea per i Valori e la Trasparenza, ha sottolineato l’importanza di fornire ai consumatori informazioni accurate e scientifiche, piuttosto che affermazioni vaghe o false. La Commissione si impegna a potenziare i consumatori nella transizione verde e a combattere il greenwashing.
Per contrastare il greenwashing, l’UE ha collaborato con autorità di protezione dei consumatori per identificare le compagnie aeree che hanno fatto dichiarazioni false o fuorvianti sui benefici ambientali delle loro attività. Le compagnie aeree sono invitate a conformarsi alla legge europea sui consumatori entro 30 giorni.
© La buona notizia è che le aziende che non rispettano le regole ESG dimostrano chiaramente il loro disaccordo. La cattiva notizia, però, è che le misure adottate dall'Unione Europea porteranno quasi certamente a un aumento dei prezzi, fino a limitare l'accessibilità dei voli solo a pochi individui, in linea con le strategie di organizzazioni come l'ONU, il WEF e il C40 ©
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L’Unione Europea ha preso di mira 20 compagnie aeree per pratiche di greenwashing, esortandole a cessare di indurre in errore i consumatori riguardo la compensazione delle emissioni di carbonio dei voli. Il settore dell’aviazione, che rappresenta circa il 2,5% delle emissioni globali di carbonio, è uno dei più ardui da decarbonizzare.
La Agenzia Internazionale per l’Energia ha evidenziato che, nonostante una riduzione dei voli durante la pandemia di Covid-19, si prevede un rapido aumento della domanda entro il 2030. I nuovi aeromobili potrebbero essere fino al 20% più efficienti rispetto ai modelli precedenti, ma la crescita del settore ha storicamente superato i guadagni di efficienza.
I carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) sono considerati essenziali per la decarbonizzazione del settore, con il sostegno fiscale dei governi e l’aumento dell’uso obbligatorio di SAF. La consapevolezza dei consumatori è in aumento, come dimostrato dalle critiche alle abitudini di viaggio dei jet privati di celebrità come Taylor Swift.
Věra Jourová, Vicepresidente della Commissione Europea per i Valori e la Trasparenza, ha sottolineato l’importanza di fornire ai consumatori informazioni accurate e scientifiche, piuttosto che affermazioni vaghe o false. La Commissione si impegna a potenziare i consumatori nella transizione verde e a combattere il greenwashing.
Per contrastare il greenwashing, l’UE ha collaborato con autorità di protezione dei consumatori per identificare le compagnie aeree che hanno fatto dichiarazioni false o fuorvianti sui benefici ambientali delle loro attività. Le compagnie aeree sono invitate a conformarsi alla legge europea sui consumatori entro 30 giorni.
© La buona notizia è che le aziende che non rispettano le regole ESG dimostrano chiaramente il loro disaccordo. La cattiva notizia, però, è che le misure adottate dall'Unione Europea porteranno quasi certamente a un aumento dei prezzi, fino a limitare l'accessibilità dei voli solo a pochi individui, in linea con le strategie di organizzazioni come l'ONU, il WEF e il C40 ©
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Turchia si Unisce al Sudafrica in Causa di Genocidio Contro Israele alla Corte Internazionale
La Turchia ha manifestato il desiderio di unirsi al Sudafrica come co-querelante in un caso di genocidio contro Israele alla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ). Questa decisione è parte di una serie di azioni più ampie intraprese dalla Turchia per esercitare pressione su Israele, inclusa la richiesta di un cessate il fuoco durante il conflitto e l'imposizione di restrizioni commerciali tra Tel Aviv e Ankara.
In una dichiarazione trasmessa in televisione, il Ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha evidenziato che i legali turchi hanno studiato con grande attenzione le modalità di partecipazione ai procedimenti della Corte contro Israele. Durante il suo intervento, il Ministro Fidan ha enfatizzato l'impegno e la preparazione del suo team legale nel sostenere la causa portata avanti dal Sudafrica.
La decisione di unirsi al caso è stata ufficialmente approvata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, un segnale forte della determinazione della Turchia a sostenere legalmente le accuse di genocidio contro Israele. La partecipazione turca al caso mira non solo a supportare il Sudafrica ma anche ad aggiungere significativo peso politico e legale nell'ambito degli sforzi internazionali per fermare le azioni israeliane percepite come genocidiali.
La Turchia si unisce così a un gruppo di nazioni che hanno già preso posizioni simili contro Israele, inclusi Nicaragua e Colombia, rafforzando un fronte internazionale che cerca di utilizzare strumenti legali per rispondere alla crisi. In precedenza, la Turchia aveva anche avviato un'azione legale contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu presso la Corte Penale Internazionale, accusandolo insieme al suo governo di genocidio nella Striscia di Gaza.
Inoltre, il coinvolgimento attivo della Turchia con i membri dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica indica un supporto crescente tra le nazioni musulmane per affrontare, attraverso canali legali, le tensioni e le crisi legate a Gaza. Questo movimento diplomatico e legale mira a catalizzare un sostegno più ampio e coordinato a livello internazionale, dimostrando l'impegno della Turchia nel sostenere cause di rilevanza globale attraverso la giustizia internazionale.
© Aspetteremo di vedere con quale calma la Corte Internazionale di Giustizia affronterà la questione. Nel frattempo, centinaia di persone continuano a morire ogni giorno, mentre i sopravvissuti affrontano condizioni di estrema privazione, paura e violenza. ©
https://tkp.at/2024/05/04/die-tuerkei-schliesst-sich-suedafrika-bei-voelkermordklage-gegen-israel-vor-dem-igh-an/
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La Turchia ha manifestato il desiderio di unirsi al Sudafrica come co-querelante in un caso di genocidio contro Israele alla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ). Questa decisione è parte di una serie di azioni più ampie intraprese dalla Turchia per esercitare pressione su Israele, inclusa la richiesta di un cessate il fuoco durante il conflitto e l'imposizione di restrizioni commerciali tra Tel Aviv e Ankara.
In una dichiarazione trasmessa in televisione, il Ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha evidenziato che i legali turchi hanno studiato con grande attenzione le modalità di partecipazione ai procedimenti della Corte contro Israele. Durante il suo intervento, il Ministro Fidan ha enfatizzato l'impegno e la preparazione del suo team legale nel sostenere la causa portata avanti dal Sudafrica.
La decisione di unirsi al caso è stata ufficialmente approvata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, un segnale forte della determinazione della Turchia a sostenere legalmente le accuse di genocidio contro Israele. La partecipazione turca al caso mira non solo a supportare il Sudafrica ma anche ad aggiungere significativo peso politico e legale nell'ambito degli sforzi internazionali per fermare le azioni israeliane percepite come genocidiali.
La Turchia si unisce così a un gruppo di nazioni che hanno già preso posizioni simili contro Israele, inclusi Nicaragua e Colombia, rafforzando un fronte internazionale che cerca di utilizzare strumenti legali per rispondere alla crisi. In precedenza, la Turchia aveva anche avviato un'azione legale contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu presso la Corte Penale Internazionale, accusandolo insieme al suo governo di genocidio nella Striscia di Gaza.
Inoltre, il coinvolgimento attivo della Turchia con i membri dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica indica un supporto crescente tra le nazioni musulmane per affrontare, attraverso canali legali, le tensioni e le crisi legate a Gaza. Questo movimento diplomatico e legale mira a catalizzare un sostegno più ampio e coordinato a livello internazionale, dimostrando l'impegno della Turchia nel sostenere cause di rilevanza globale attraverso la giustizia internazionale.
© Aspetteremo di vedere con quale calma la Corte Internazionale di Giustizia affronterà la questione. Nel frattempo, centinaia di persone continuano a morire ogni giorno, mentre i sopravvissuti affrontano condizioni di estrema privazione, paura e violenza. ©
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tkp.at
Die Türkei schließt sich Südafrika bei Völkermordklage gegen Israel vor dem IGH an
Die Türkei hat ihren Wunsch geäußert, sich Südafrika als Kläger in der Völkermordklage des afrikanischen Landes gegen Israel vor dem Internationalen Gerichtshof (IGH) anzuschließen. […]
Invasione Sintetica: Il Futuro della Carne e del Latte tra Tecnologia e Controversie
Assistiamo a un'imponente ondata di investimenti nelle carni e nel latte sintetici, sostenuta da magnati tecnologici come Jeff Bezos, Sergei Brin e Bill Gates, oltre a fondazioni di lunga data come quelle dei Rockefeller e dei Ford. Stranamente, questi progetti vengono anche finanziati con denaro pubblico da entità come l'Unione Europea, la Germania e i Paesi Bassi. Le tecnologie necessarie sono pronte e le strutture per la produzione stanno per essere attivate. Un ultimo ostacolo che si pone è rappresentato dalla necessità di sgominare la concorrenza dell'allevamento tradizionale, un compito per cui sembra essere stata coinvolta persino l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Il capo scienziato dell'OMS, Jeremy Farrar, ha dipinto il bestiame come il principale colpevole nella diffusione di nuovi ceppi di influenza aviaria. Tale affermazione potrebbe servire da pretesto per giustificare l'abbattimento massivo di bovini, il che potrebbe innalzare i prezzi della carne a livelli proibitivi per la maggior parte della popolazione, lasciandola accessibile solo a un ristretto gruppo di elitari, come quelli radunati a Davos. Tale narrativa viene contestata e discussa approfonditamente in blog come quello di Meryl Nass, che critica la retorica anti-allevamento di Farrar e sottolinea le conseguenze devastanti per gli agricoltori e i consumatori.
Il blog di Nass rileva che oltre 600.000 follower su Twitter hanno espresso dissenso verso questi piani, vedendoli come un tentativo di manipolare e ridurre l'offerta alimentare tradizionale. L'ambiente elettorale attuale amplifica le tensioni, spingendo alla proposta di impegnare i candidati a rifiutare ulteriori abbattimenti di bestiame e invasioni dell'approvvigionamento alimentare, una questione che si suggerisce di estendere anche alle elezioni europee.
Inoltre, Jeremy Farrar è implicato in studi che hanno permesso a virus come l'H5N1 di passare dagli uccelli ai bovini, e potenzialmente agli esseri umani, con un tasso di mortalità del 52%. Questi studi sollevano allarmi su una potenziale pandemia paragonabile all'influenza spagnola del 1918.
Viene inoltre esplorato l'impatto economico e sociale dell'eliminazione del bestiame: la perdita di bovini e caprini significherebbe non solo una carenza di carne ma anche di latte, con conseguenze gravi per l'agricoltura e l'autosufficienza alimentare. Si evidenzia un passaggio verso un'economia alimentare "rinnovata" che incorporerebbe prodotti da laboratorio e insetti, con un impatto che si estenderebbe ben oltre l'Europa, raggiungendo l'Africa e il Medio Oriente.
In conclusione, le politiche e le ricerche in corso prefigurano una trasformazione radicale dell'industria alimentare, passando da fonti tradizionali a quelle sintetiche, con implicazioni profonde e potenzialmente pericolose per la biodiversità, l'agricoltura e la sovranità alimentare globale.
https://tkp.at/2024/05/06/laborfleisch-statt-rindern-so-betreibt-die-who-die-umwandlung-unserer-ernaehrung-von-natur-zu-fake/
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Assistiamo a un'imponente ondata di investimenti nelle carni e nel latte sintetici, sostenuta da magnati tecnologici come Jeff Bezos, Sergei Brin e Bill Gates, oltre a fondazioni di lunga data come quelle dei Rockefeller e dei Ford. Stranamente, questi progetti vengono anche finanziati con denaro pubblico da entità come l'Unione Europea, la Germania e i Paesi Bassi. Le tecnologie necessarie sono pronte e le strutture per la produzione stanno per essere attivate. Un ultimo ostacolo che si pone è rappresentato dalla necessità di sgominare la concorrenza dell'allevamento tradizionale, un compito per cui sembra essere stata coinvolta persino l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Il capo scienziato dell'OMS, Jeremy Farrar, ha dipinto il bestiame come il principale colpevole nella diffusione di nuovi ceppi di influenza aviaria. Tale affermazione potrebbe servire da pretesto per giustificare l'abbattimento massivo di bovini, il che potrebbe innalzare i prezzi della carne a livelli proibitivi per la maggior parte della popolazione, lasciandola accessibile solo a un ristretto gruppo di elitari, come quelli radunati a Davos. Tale narrativa viene contestata e discussa approfonditamente in blog come quello di Meryl Nass, che critica la retorica anti-allevamento di Farrar e sottolinea le conseguenze devastanti per gli agricoltori e i consumatori.
Il blog di Nass rileva che oltre 600.000 follower su Twitter hanno espresso dissenso verso questi piani, vedendoli come un tentativo di manipolare e ridurre l'offerta alimentare tradizionale. L'ambiente elettorale attuale amplifica le tensioni, spingendo alla proposta di impegnare i candidati a rifiutare ulteriori abbattimenti di bestiame e invasioni dell'approvvigionamento alimentare, una questione che si suggerisce di estendere anche alle elezioni europee.
Inoltre, Jeremy Farrar è implicato in studi che hanno permesso a virus come l'H5N1 di passare dagli uccelli ai bovini, e potenzialmente agli esseri umani, con un tasso di mortalità del 52%. Questi studi sollevano allarmi su una potenziale pandemia paragonabile all'influenza spagnola del 1918.
Viene inoltre esplorato l'impatto economico e sociale dell'eliminazione del bestiame: la perdita di bovini e caprini significherebbe non solo una carenza di carne ma anche di latte, con conseguenze gravi per l'agricoltura e l'autosufficienza alimentare. Si evidenzia un passaggio verso un'economia alimentare "rinnovata" che incorporerebbe prodotti da laboratorio e insetti, con un impatto che si estenderebbe ben oltre l'Europa, raggiungendo l'Africa e il Medio Oriente.
In conclusione, le politiche e le ricerche in corso prefigurano una trasformazione radicale dell'industria alimentare, passando da fonti tradizionali a quelle sintetiche, con implicazioni profonde e potenzialmente pericolose per la biodiversità, l'agricoltura e la sovranità alimentare globale.
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Laborfleisch statt Rindern - so betreibt die WHO die Umwandlung unserer Ernährung von Natur zu Fake
In Laborfleisch und Kunstmilch werden Milliarden investiert. Von Oligarchen wie Amazon-Gründer Jeff Bezos, Google Co-Gründer Sergej Brin, Microsofts Co-Gründer Bill Gates und natürlich seit [...]
Energia Nucleare: Lo Stucchevole Dilemma Verde tra Italia e Germania
La Germania e l’Italia si sono scontrate riguardo all’inclusione del nucleare come parte della transizione verde nel comunicato dei ministri dell’energia del Gruppo dei Sette (G7). Mentre l’Italia vuole un riferimento al nucleare nel comunicato, la Germania si è opposta fortemente all’introduzione di tale formulazione. Questa divergenza riflette il crescente divario tra i due paesi sulla questione nucleare in Europa.
La Germania ha annunciato il suo voto contrario all’introduzione del nucleare tra le energie ritenute sostenibili dall’Unione europea. Il governo tedesco ha definito il nucleare come non sostenibile e quindi non dovrebbe far parte della tassonomia proposta dalla Commissione. Tuttavia, Bruxelles sta cercando l’approvazione dei 27 Paesi membri e del Parlamento di Strasburgo per etichettare sia il gas che il nucleare come investimenti rispettosi del clima. La tassonomia serve a classificare le attività produttive, non solo quelle energetiche, che possono essere considerate “verdi” e finanziate con fondi di investimento come i green bond.
La posizione della Germania è importante, ma non sufficiente ad allargare il fronte dell’opposizione all’inserimento del nucleare. La Francia, essendo il primo produttore di energia nucleare d’Europa, sostiene fortemente l’inclusione del nucleare nella nuova tassonomia. Anche Austria e Lussemburgo si sono mostrate contrarie, ma il fronte del no resta in minoranza. Il testo potrebbe avere difficoltà a passare nel Parlamento europeo, che è più sensibile ai temi ambientali e potrebbe opporsi alla maggioranza semplice.
In Italia, il nucleare è tornato di moda. Dopo quasi quarant’anni dalla vittoria del “Sì” al referendum abrogativo sulle centrali nucleari italiane del 1987, il Bel Paese sta riallacciando i rapporti con l’atomo. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha inserito ufficialmente il nucleare nel mix energetico 2030-2050, predisponendo un team per ridisegnare le norme attualmente in vigore. La decisione arriva dopo un’indagine conoscitiva sulla transizione energetica e l’abbandono del carbone in Italia avviata dalla Commissione Ambiente della Camera.
In sintesi, mentre l’Italia vuole promuovere il nucleare, la Germania si oppone a includerlo tra le energie “verdi” dell’UE. Questo dibattito riflette le diverse posizioni dei due paesi sulla questione nucleare e la sfida di bilanciare la sicurezza energetica con gli obiettivi di decarbonizzazione e sostenibilità.
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La Germania e l’Italia si sono scontrate riguardo all’inclusione del nucleare come parte della transizione verde nel comunicato dei ministri dell’energia del Gruppo dei Sette (G7). Mentre l’Italia vuole un riferimento al nucleare nel comunicato, la Germania si è opposta fortemente all’introduzione di tale formulazione. Questa divergenza riflette il crescente divario tra i due paesi sulla questione nucleare in Europa.
La Germania ha annunciato il suo voto contrario all’introduzione del nucleare tra le energie ritenute sostenibili dall’Unione europea. Il governo tedesco ha definito il nucleare come non sostenibile e quindi non dovrebbe far parte della tassonomia proposta dalla Commissione. Tuttavia, Bruxelles sta cercando l’approvazione dei 27 Paesi membri e del Parlamento di Strasburgo per etichettare sia il gas che il nucleare come investimenti rispettosi del clima. La tassonomia serve a classificare le attività produttive, non solo quelle energetiche, che possono essere considerate “verdi” e finanziate con fondi di investimento come i green bond.
La posizione della Germania è importante, ma non sufficiente ad allargare il fronte dell’opposizione all’inserimento del nucleare. La Francia, essendo il primo produttore di energia nucleare d’Europa, sostiene fortemente l’inclusione del nucleare nella nuova tassonomia. Anche Austria e Lussemburgo si sono mostrate contrarie, ma il fronte del no resta in minoranza. Il testo potrebbe avere difficoltà a passare nel Parlamento europeo, che è più sensibile ai temi ambientali e potrebbe opporsi alla maggioranza semplice.
In Italia, il nucleare è tornato di moda. Dopo quasi quarant’anni dalla vittoria del “Sì” al referendum abrogativo sulle centrali nucleari italiane del 1987, il Bel Paese sta riallacciando i rapporti con l’atomo. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha inserito ufficialmente il nucleare nel mix energetico 2030-2050, predisponendo un team per ridisegnare le norme attualmente in vigore. La decisione arriva dopo un’indagine conoscitiva sulla transizione energetica e l’abbandono del carbone in Italia avviata dalla Commissione Ambiente della Camera.
In sintesi, mentre l’Italia vuole promuovere il nucleare, la Germania si oppone a includerlo tra le energie “verdi” dell’UE. Questo dibattito riflette le diverse posizioni dei due paesi sulla questione nucleare e la sfida di bilanciare la sicurezza energetica con gli obiettivi di decarbonizzazione e sostenibilità.
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La Grecia è diventato il secondo paese più povera dell'UE dopo l'intervento lacrime e sangue della Troika. GDP = PIL
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L’Accordo di Difesa tra Stati Uniti e Arabia Saudita: Normalizzazione dei Rapporti con Israele
Gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita stanno avanzando significativamente verso la conclusione di un accordo di difesa che mira a rafforzare la cooperazione militare e strategica tra i due paesi. Questo accordo, che è stato completato per il 90%, rappresenta un ampliamento delle relazioni di difesa esistenti.
Per ottenere l’approvazione del Congresso degli Stati Uniti, si prevede che l’accordo includerà anche un impegno verso la normalizzazione dei rapporti con Israele. Questo passo storico è previsto che avvenga non appena il governo israeliano sarà pronto a rispettare le condizioni stabilite dagli Stati Uniti e dall’Arabia Saudita. La normalizzazione dei rapporti con Israele è vista come una mossa strategica che potrebbe portare a una maggiore stabilità nella regione e rafforzare ulteriormente i legami tra l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti.
Il Segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha svolto un ruolo chiave nel riavvicinare l’Arabia Saudita all’orbita degli Stati Uniti, segnando un potenziale cambiamento nella geopolitica del Medio Oriente. Tuttavia, rimane da vedere come questa mossa influenzerà la posizione dell’Arabia Saudita all’interno del BRICS, un gruppo di economie emergenti che include Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, e che recentemente ha accolto l’Arabia Saudita come nuovo membro effettivo.
L’ingresso dell’Arabia Saudita nel BRICS potrebbe avere implicazioni significative per l’equilibrio geopolitico globale, in particolare per quanto riguarda le relazioni economiche e politiche tra i paesi membri e l’Occidente. Con l’Arabia Saudita che si unisce al blocco, il BRICS rappresenta ora una porzione ancora più ampia della popolazione mondiale e potrebbe sfidare l’ordine globale guidato dagli Stati Uniti.
Piano B. Usa e Arabia Saudita studiano un accordo di difesa senza Israele (di N. Boffa) (aaas) (informazione.it)
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Gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita stanno avanzando significativamente verso la conclusione di un accordo di difesa che mira a rafforzare la cooperazione militare e strategica tra i due paesi. Questo accordo, che è stato completato per il 90%, rappresenta un ampliamento delle relazioni di difesa esistenti.
Per ottenere l’approvazione del Congresso degli Stati Uniti, si prevede che l’accordo includerà anche un impegno verso la normalizzazione dei rapporti con Israele. Questo passo storico è previsto che avvenga non appena il governo israeliano sarà pronto a rispettare le condizioni stabilite dagli Stati Uniti e dall’Arabia Saudita. La normalizzazione dei rapporti con Israele è vista come una mossa strategica che potrebbe portare a una maggiore stabilità nella regione e rafforzare ulteriormente i legami tra l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti.
Il Segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha svolto un ruolo chiave nel riavvicinare l’Arabia Saudita all’orbita degli Stati Uniti, segnando un potenziale cambiamento nella geopolitica del Medio Oriente. Tuttavia, rimane da vedere come questa mossa influenzerà la posizione dell’Arabia Saudita all’interno del BRICS, un gruppo di economie emergenti che include Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, e che recentemente ha accolto l’Arabia Saudita come nuovo membro effettivo.
L’ingresso dell’Arabia Saudita nel BRICS potrebbe avere implicazioni significative per l’equilibrio geopolitico globale, in particolare per quanto riguarda le relazioni economiche e politiche tra i paesi membri e l’Occidente. Con l’Arabia Saudita che si unisce al blocco, il BRICS rappresenta ora una porzione ancora più ampia della popolazione mondiale e potrebbe sfidare l’ordine globale guidato dagli Stati Uniti.
Piano B. Usa e Arabia Saudita studiano un accordo di difesa senza Israele (di N. Boffa) (aaas) (informazione.it)
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Rivoluzione Digitale in Aula: L'Italia e il Futuro dell'Intelligenza Artificiale in stile Woke
Il recente approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di una bozza di disegno di legge (Ddl) sul governo dell'intelligenza artificiale (IA) in Italia segna un passo significativo. La proposta, più che un insieme di regole dettagliate, appare come una serie di principi guida. Tuttavia, alcune disposizioni emergono come particolarmente rilevanti.
Il fulcro del Ddl è l'impegno a guidare lo sviluppo e l'impiego dell'IA secondo principi fondamentali quali la non discriminazione, l'uguaglianza di genere, la sostenibilità, la trasparenza e la spiegabilità. Questi principi si allineano con l'AI Act europeo, ancora in attesa di approvazione definitiva, e sottolineano l'uso dell'IA come strumento di supporto all'umanità, promuovendo l'inclusione e il rispetto per la diversità. Viene proposto un approccio olistico che valorizza l'IA come mezzo per estendere le competenze a persone svantaggiate, garantire opportunità equitative, e ridurre le disparità sociali.
Il disegno di legge si articola in diversi ambiti focali, tra cui:
1. Sanità e disabilità: Promuove l'IA per migliorare la vita delle persone con disabilità, facilitando l'accesso, l'autonomia e l'inclusione sociale (Art. 7, comma 4). Inoltre, si intende utilizzare l'IA per migliorare le condizioni di lavoro e la salute dei lavoratori (Art. 10).
2. Tutela dei dati sanitari: Il Ddl affronta la gestione dei dati personali, imponendo che l'uso per l'IA sia approvato da comitati etici e notificato al Garante per la protezione dei dati personali. Tuttavia, fortunatamente, esiste una contraddizione tra questa disposizione e le normative UE più recenti che vedono l'interesse pubblico come una giustificazione sufficiente per procedere senza tale approvazione.
3. Investimenti per lo sviluppo dell'IA: Il disegno di legge prevede investimenti significativi—1 miliardo di euro—per stimolare il settore dell'IA, della cybersicurezza, e del quantum computing. Questo investimento, seppur notevole, è modesto rispetto agli sforzi finanziari di altre nazioni europee e globale.
4. Ambiti normativi e formativi: Si prevede un aggiornamento normativo nazionale in preparazione all'AI Act, includendo l'alfabetizzazione sull'IA nelle scuole e università, e la formazione continua per professionisti.
Il Ddl, benché ambizioso nei principi, presenta alcune criticità e aree di incertezza, specialmente per quanto riguarda l'applicazione pratica delle norme relative ai dati e il livello di investimenti previsti. C'è una chiara necessità di ulteriori chiarimenti e specificazioni nei decreti attuativi futuri. Inoltre, il successo di questa legislazione dipenderà dalla capacità dell'Italia di navigare e influenzare il panorama politico e industriale più ampio.
https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/intelligenza-artificiale-la-legge-italiana-viola-il-gdpr/
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Il recente approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di una bozza di disegno di legge (Ddl) sul governo dell'intelligenza artificiale (IA) in Italia segna un passo significativo. La proposta, più che un insieme di regole dettagliate, appare come una serie di principi guida. Tuttavia, alcune disposizioni emergono come particolarmente rilevanti.
Il fulcro del Ddl è l'impegno a guidare lo sviluppo e l'impiego dell'IA secondo principi fondamentali quali la non discriminazione, l'uguaglianza di genere, la sostenibilità, la trasparenza e la spiegabilità. Questi principi si allineano con l'AI Act europeo, ancora in attesa di approvazione definitiva, e sottolineano l'uso dell'IA come strumento di supporto all'umanità, promuovendo l'inclusione e il rispetto per la diversità. Viene proposto un approccio olistico che valorizza l'IA come mezzo per estendere le competenze a persone svantaggiate, garantire opportunità equitative, e ridurre le disparità sociali.
Il disegno di legge si articola in diversi ambiti focali, tra cui:
1. Sanità e disabilità: Promuove l'IA per migliorare la vita delle persone con disabilità, facilitando l'accesso, l'autonomia e l'inclusione sociale (Art. 7, comma 4). Inoltre, si intende utilizzare l'IA per migliorare le condizioni di lavoro e la salute dei lavoratori (Art. 10).
2. Tutela dei dati sanitari: Il Ddl affronta la gestione dei dati personali, imponendo che l'uso per l'IA sia approvato da comitati etici e notificato al Garante per la protezione dei dati personali. Tuttavia, fortunatamente, esiste una contraddizione tra questa disposizione e le normative UE più recenti che vedono l'interesse pubblico come una giustificazione sufficiente per procedere senza tale approvazione.
3. Investimenti per lo sviluppo dell'IA: Il disegno di legge prevede investimenti significativi—1 miliardo di euro—per stimolare il settore dell'IA, della cybersicurezza, e del quantum computing. Questo investimento, seppur notevole, è modesto rispetto agli sforzi finanziari di altre nazioni europee e globale.
4. Ambiti normativi e formativi: Si prevede un aggiornamento normativo nazionale in preparazione all'AI Act, includendo l'alfabetizzazione sull'IA nelle scuole e università, e la formazione continua per professionisti.
Il Ddl, benché ambizioso nei principi, presenta alcune criticità e aree di incertezza, specialmente per quanto riguarda l'applicazione pratica delle norme relative ai dati e il livello di investimenti previsti. C'è una chiara necessità di ulteriori chiarimenti e specificazioni nei decreti attuativi futuri. Inoltre, il successo di questa legislazione dipenderà dalla capacità dell'Italia di navigare e influenzare il panorama politico e industriale più ampio.
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CorCom
Intelligenza artificiale, la legge italiana viola il Gdpr?
Nel disegno di legge è previsto che il trattamenti dei dati personali dei pazienti possa decorrere dopo dopo 30 giorni dalla notifica al Garante Privacy, in palese contrasto con il regolamento europeo e con quanto prevede la riforma dell'articolo 110 del…
Vertice a Parigi: L'UE sfida la Cina su Economia e Sicurezza
Durante un vertice a Parigi, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il presidente francese Emmanuel Macron hanno affrontato questioni sia economiche che geopolitiche con il presidente cinese Xi Jinping. Von der Leyen ha espresso preoccupazione per gli squilibri causati dai beni sussidiati cinesi, come auto elettriche e acciaio, che stanno saturando il mercato europeo, minacciando di de-industrializzare l'UE. Ha dichiarato la volontà di difendere l'economia europea e di intervenire se necessario. In ambito geopolitico, i leader europei hanno sottolineato la necessità di un impegno cinese per esercitare pressioni su Putin riguardo alla minaccia nucleare e di sostenere l'ordine internazionale basato sulle regole, evidenziando il loro interesse condiviso per la pace e la sicurezza globale.
Von der Leyen a Xi Jinping: Serve rispetto reciproco. Difenderemo la nostra economia (financialounge.com)
© Qui ho illustrato le ragioni per cui la Cina è stata coinvolta come mediatrice con la Russia. ©
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Durante un vertice a Parigi, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il presidente francese Emmanuel Macron hanno affrontato questioni sia economiche che geopolitiche con il presidente cinese Xi Jinping. Von der Leyen ha espresso preoccupazione per gli squilibri causati dai beni sussidiati cinesi, come auto elettriche e acciaio, che stanno saturando il mercato europeo, minacciando di de-industrializzare l'UE. Ha dichiarato la volontà di difendere l'economia europea e di intervenire se necessario. In ambito geopolitico, i leader europei hanno sottolineato la necessità di un impegno cinese per esercitare pressioni su Putin riguardo alla minaccia nucleare e di sostenere l'ordine internazionale basato sulle regole, evidenziando il loro interesse condiviso per la pace e la sicurezza globale.
Von der Leyen a Xi Jinping: Serve rispetto reciproco. Difenderemo la nostra economia (financialounge.com)
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Sfero
Strategie e Confini: Il Futuro delle Politiche Anti-Russe · Sfero
«Il Carnegie Endowment ha creato una specie di Frankenstein nel costruire la sua vasta rete di propaganda, indottrinando i nostri studenti con un internazionalismo radicale». «Il Council on Foreign Relations è un’altra organizzazione che si occupa di internazionalismo…
Stellantis e Cnh: Perdite Record Scuotono i Mercati
Stellantis e Cnh Industrial hanno subito perdite significative in Borsa, oltre 17 miliardi di euro complessivamente, a seguito di trimestrali deludenti e sfide di mercato. Le vendite automobilistiche di Stellantis sono diminuite del 10%, mentre Cnh ha visto un calo del 17,2% nell'utile netto nel primo trimestre del 2024. Questi risultati hanno influenzato negativamente i mercati, con entrambe le aziende che hanno perso valore azionario nell'ultimo mese. La famiglia Agnelli-Elkann, proprietaria di una parte significativa di entrambe le aziende, ha subito conseguenze finanziarie dirette. Oltre al danno economico, le preoccupazioni si estendono agli effetti sull'occupazione e sull'intera filiera automobilistica italiana, poiché il declino di Stellantis e Cnh potrebbe minacciare la stabilità delle imprese connesse e avere un impatto psicologico sull'economia del paese.
https://www.affaritaliani.it/economia/agnelli-elkann-persi-quasi-17-miliardi-di-euro-crollano-stellantis-e-cnh-posti-di-lavoro-a-rischio-915097.html#:~:text=Brutto%20colpo%20per%20Stellantis%20e,bilanci%20%C3%A8%20anche%20Cnh%20Industrial.
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Stellantis e Cnh Industrial hanno subito perdite significative in Borsa, oltre 17 miliardi di euro complessivamente, a seguito di trimestrali deludenti e sfide di mercato. Le vendite automobilistiche di Stellantis sono diminuite del 10%, mentre Cnh ha visto un calo del 17,2% nell'utile netto nel primo trimestre del 2024. Questi risultati hanno influenzato negativamente i mercati, con entrambe le aziende che hanno perso valore azionario nell'ultimo mese. La famiglia Agnelli-Elkann, proprietaria di una parte significativa di entrambe le aziende, ha subito conseguenze finanziarie dirette. Oltre al danno economico, le preoccupazioni si estendono agli effetti sull'occupazione e sull'intera filiera automobilistica italiana, poiché il declino di Stellantis e Cnh potrebbe minacciare la stabilità delle imprese connesse e avere un impatto psicologico sull'economia del paese.
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affaritaliani.it
Agnelli-Elkann, persi quasi 17 miliardi di euro. Crollano Stellantis e Cnh, posti di lavoro a rischio
A preoccupare gli Agnelli-Elkann non è solo Stellantis. Dopo le pessime trimestrali del gruppo automobilistico, con le vendite delle auto ridotte del 10%, a gravare sui bilanci è anche Cnh Industrial.
IL PIANO DI BIBI PER GAZA
L’immagine che vedete qui sotto non è Montreal, non è Kyoto, e nemmeno Abu Dhabi. È Gaza, come Benjamin Netanyahu vorrebbe che diventasse dopo la fine della guerra. Questa immagine è tratta da un documento pubblicato alcuni giorni fa dal PMO israeliano (l’Ufficio del Primo Ministro) e contiene un “piano per rivitalizzare l’economia di Gaza” dopo l’invasione militare.
Il piano è fortemente improntato a una logica economica di tipo occidentale. Prevede che il porto di Gaza diventi un vero e proprio hub commerciale, collegando Europa e Medio Oriente tramite il Mediterraneo. Secondo il piano, una coalizione di paesi arabi (Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania) gestirà gli aiuti umanitari che arrivano a Gaza.
Continua qui: https://sfero.me/article/-piano-bibi-gaza-massimo-mazzucco
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Il piano è fortemente improntato a una logica economica di tipo occidentale. Prevede che il porto di Gaza diventi un vero e proprio hub commerciale, collegando Europa e Medio Oriente tramite il Mediterraneo. Secondo il piano, una coalizione di paesi arabi (Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania) gestirà gli aiuti umanitari che arrivano a Gaza.
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Sfero
IL PIANO DI BIBI PER GAZA - di Massimo Mazzucco · Sfero
Guardate l’immagine qua sotto: non è Montreal, non è Kyoto, non è Abu Dhabi. E’ Gaza, come Netanyahu vorrebbe che diventasse dopo la fine della guerra.L’immagine è tratta da un documento pubblicato alcuni giorni fa dal PMO israeliano, ovvero l’Ufficio del…
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La Russia sta pianificando sabotaggi in tutta Europa
Le agenzie di intelligence europee hanno avvertito i rispettivi governi di un grave rischio: la Russia sta progettando atti di sabotaggio violenti in tutta Europa. Le autorità russe hanno già avviato la preparazione di bombardamenti segreti, attacchi incendiari e danni alle infrastrutture europee, sia direttamente che attraverso delegati, con scarso riguardo per le vite civili.
Secondo le valutazioni di tre nazioni europee, condivise con il Financial Times (FT), ci sono prove di un impegno più diretto e coordinato della Russia in un conflitto costante con i paesi occidentali. Keir Giles, consulente anziano presso Chatham House, ha affermato che c'è stata un evidente aumento dell'attività russa.
La Russia ha da tempo adottato comportamenti disruptivi verso l'Europa, spesso utilizzando le sue capacità informatiche per attaccare le infrastrutture civili. Di recente, i servizi di sicurezza europei hanno sventato diverse azioni violente di sabotaggio, tra cui:
• Il 18 aprile, le autorità tedesche hanno arrestato due cittadini germano-russi sospettati di pianificare un attacco militare per conto dei servizi di intelligence russi. Sono accusati di preparare un piano per attacchi esplosivi e incendiari contro siti militari e industriali in Germania, comprese le basi militari statunitensi nel paese. Si ritiene abbiano iniziato attivamente la preparazione per gli attacchi fotografando segretamente possibili obiettivi.
• Il 26 aprile, è stato riferito che Dylan Earl, un cittadino britannico di 20 anni, con presunti legami con il gruppo di mercenari Wagner, è stato accusato di organizzare un complotto incendiario dopo essere stato reclutato come spia russa. Earl è stato accusato di pianificare un attacco contro le imprese di Londra collegate all'Ucraina. Gli sono stati contestati anche reati di frode, attività di ricerca e ricognizione e tentativi di reclutare individui per aiutare un servizio di intelligence straniero.
Questi eventi evidenziano casi di sabotaggio tentato da individui accusati di lavorare per conto del governo russo. La situazione sembra essere solo la punta dell'iceberg di un'attività di spionaggio russa allarmante per le capitali europee.
‘Tip of the iceberg’: rise in Russian spying activity alarms European capitals
© Stiamo entrando in un periodo di false flag e attentati? ©
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Le agenzie di intelligence europee hanno avvertito i rispettivi governi di un grave rischio: la Russia sta progettando atti di sabotaggio violenti in tutta Europa. Le autorità russe hanno già avviato la preparazione di bombardamenti segreti, attacchi incendiari e danni alle infrastrutture europee, sia direttamente che attraverso delegati, con scarso riguardo per le vite civili.
Secondo le valutazioni di tre nazioni europee, condivise con il Financial Times (FT), ci sono prove di un impegno più diretto e coordinato della Russia in un conflitto costante con i paesi occidentali. Keir Giles, consulente anziano presso Chatham House, ha affermato che c'è stata un evidente aumento dell'attività russa.
La Russia ha da tempo adottato comportamenti disruptivi verso l'Europa, spesso utilizzando le sue capacità informatiche per attaccare le infrastrutture civili. Di recente, i servizi di sicurezza europei hanno sventato diverse azioni violente di sabotaggio, tra cui:
• Il 18 aprile, le autorità tedesche hanno arrestato due cittadini germano-russi sospettati di pianificare un attacco militare per conto dei servizi di intelligence russi. Sono accusati di preparare un piano per attacchi esplosivi e incendiari contro siti militari e industriali in Germania, comprese le basi militari statunitensi nel paese. Si ritiene abbiano iniziato attivamente la preparazione per gli attacchi fotografando segretamente possibili obiettivi.
• Il 26 aprile, è stato riferito che Dylan Earl, un cittadino britannico di 20 anni, con presunti legami con il gruppo di mercenari Wagner, è stato accusato di organizzare un complotto incendiario dopo essere stato reclutato come spia russa. Earl è stato accusato di pianificare un attacco contro le imprese di Londra collegate all'Ucraina. Gli sono stati contestati anche reati di frode, attività di ricerca e ricognizione e tentativi di reclutare individui per aiutare un servizio di intelligence straniero.
Questi eventi evidenziano casi di sabotaggio tentato da individui accusati di lavorare per conto del governo russo. La situazione sembra essere solo la punta dell'iceberg di un'attività di spionaggio russa allarmante per le capitali europee.
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