Cesare Sacchetti
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Un piccolo spazio di libera informazione contro la censura dei media di regime
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Lo scenario che continua a diventare più probabile di dimissioni di Bergoglio assieme alla crisi strutturale dello stato profondo "italiano". Come dicevamo nei mesi scorsi, tutte le strade portano a Roma. In Italia sta per verificarsi un terremoto politico e spirituale di proporzioni tali da scuotere le deboli fondamenta dell'UE. L'Italia è il crocevia che può cambiare il destino dell'intera Europa.
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A questo punto, a Conte non resta che far saltare il banco. Non certo per questioni attinenti alla moralità, materia sconosciuta per l'uomo dei Gesuiti, ma per semplici considerazioni di opportunità politica. Il M5S è già ridotto ai minimi termini nelle urne. Se Conte rinvia l'appuntamento per staccare la spina all'esecutivo di Draghi, le sue chance di entrare in Parlamento, già non molto alte, rischiano di essere ridotte al lumicino. L'unica possibilità che ha Conte è quella di strappare e tentare di accreditarsi agli occhi dell'opinione pubblica come l'uomo che ha messo fine all'esperienza del governo Draghi. Se Conte attenderà ancora le sue possibilità di sopravvivenza politica, già basse, spariranno completamente. Draghi attende e spera che Conte gli fornisca il casus belli per fare le valigie.
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L'unico uomo in Italia citato da Q sulla sua bacheca è solo e soltanto l'arcivescovo Carlo Maria Viganò. Q mise la lettera di monsignore a Trump in uno dei suoi articoli. Trump si disse onorato per aver ricevuto quella missiva. Se c'è stato e c'è tuttora un uomo che in Italia ha dialogato con Trump, non è certo Conte, Draghi, Di Maio, Salvini e Meloni. Sono stati degli impostori pagati dai vari partiti e dallo stato profondo italiano a diffondere queste clamorose menzogne. Se c'è qualcuno in Italia al quale Donald Trump ha espresso tutta la sua ammirazione, quell'uomo è solamente Viganò.
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Israele sembra essere entrata in una crisi politica permanente. Il governo Bennett dopo appena un anno di vita è già caduto, ed è caduto su una delle questioni vitali della politica del Paese, quella che riguarda la Cisgiordania. La Cisgiordania è il territorio nel quale vivono molti palestinesi e Israele la occupa dal 1967. Su questo territorio, esistono due leggi in omaggio ai principi dell'apartheid sionista. Una che prevede un trattamento di favore per i coloni israeliani e un'altra che prevede la legge marziale per i nativi palestinesi. Il Parlamento avrebbe dovuto rinnovare questa legge che discrimina il popolo palestinese a luglio, ma il Parlamento israeliano, la Knesset, sembra essere diviso sulla questione.

C'è chi come Bennett vorrebbe definitivamente annettere la Cisgiordania a Israele, ma questo significherebbe ritrovarsi in minoranza perché i palestinesi hanno una crescita demografica maggiore degli israeliani. C'è chi invece vorrebbe lasciare la Cisgiordania ai palestinesi ma i falchi come Bennett e Netanyahu sono contrari. Israele quindi sta vivendo una contraddizione che mette a rischio la sua stessa esistenza come entità statuale. Una contraddizione nata per volontà della famiglia Rothschild che ordinò alla Gran Bretagna nel 1917 di procedere alla creazione di uno stato non voluto dagli ebrei ma piuttosto dalla lobby sionista. Sembra che siamo giunti all'implosione di questa insanabile contraddizione. Lo stato eletto dal Nuovo Ordine Mondiale rischia di non sopravvivere a questa crisi che riguarda le radici della sua stessa creazione.
https://www.timesofisrael.com/liveblog-june-20-2022/
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Siamo sommersi di propaganda su ciò che sta accadendo in Ucraina, ma non ci vengono dette le verità più importanti su quanto sta realmente accadendo nel Paese. Ci sono numerosi video di soldati ucraini che lasciano le loro postazioni e decidono di abbandonare i combattimenti. Ciò che è rimasto dell'esercito ucraino denuncia di non avere nemmeno le armi per poter combattere i russi, salvo dei rottami degli anni 80 e 90. Questo ci dimostra come in realtà quella dell'invio di armi dell'Occidente all'Ucraina sia solo propaganda.

Ci dimostra anche come gli Stati Uniti non abbiano dato nessun vero sostegno militare a Kiev, a riprova di come la cosiddetta amministrazione Biden non abbia eseguito per l'ennesima volta le istruzioni della lobby atlantista. Al tempo stesso tutto ciò ci dà la conferma che Zelensky non ha praticamente più forze armate e i "suoi" uomini si rifiutano di suicidarsi per un regime corrotto che ha portato l'Ucraina al macero. La crisi ucraina in realtà è già conclusa. Ciò che vediamo sui media è pura finzione. Per chiudere il cerchio manca solo il rovesciamento di Zelensky e a giudicare dalla rabbia dei militari ucraini, sembra che siano proprio loro i più pronti a farlo.
https://www.rt.com/russia/557314-ukrainian-soldiers-frontline-donbass/
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Ancora una fumata nera per ciò che riguarda la risoluzione unitaria della maggioranza da presentare oggi al Senato. Il M5S continua a chiedere un coinvolgimento delle Camere per ciò che riguarda il sostegno militare al regime di Zelensky. Draghi, da par suo, continua ad essere irremovibile su questo punto, e continua ad alzare la posta. Conte invece non ha molte alternative. Ne parlavamo ieri. Se vuole sopravvivere politicamente deve tentare uno strappo per andare alle urne prima che sia troppo tardi, prima che il M5S scenda definitivamente sotto la soglia minima per portare deputati in Parlamento. Alle 15, Draghi deve presentarsi in Senato. Ci sono ancora 6 ore per capire se Conte resterà fermo sulle sue posizioni. Intanto il M5S si è già spaccato in due fazioni ed una gamba del governo Draghi è stata già segata. L'intero esecutivo ormai fa fatica a stare in piedi.
https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2022/06/19/risoluzione-sullucraina-la-maggioranza-cerca-lintesa_04f5174c-2b37-476c-bcf3-d2f16a22b9e6.html
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Ci era già capitato di osservare come la presunta lista del COPASIR non fosse altro che un modo per pubblicizzare alcuni personaggi già selezionati dal potere per rivestire il ruolo di falsi oppositori. Ora però c'è un altro fatto anomalo. A pochi giorni di distanza dalla pubblicazione della lista, il COPASIR si è recato in visita a Washington per incontrare alcuni membri della cosiddetta amministrazione Biden. Sono mesi che gli uomini dello stato profondo italiano si stanno recando a Washington in quella che sembra una serie di pellegrinaggi.

Iniziò la Cartabia lo scorso anno che secondo i ben informati si recò negli Stati Uniti per chiedere alla controparte americana di non portare avanti le indagini sull'Italiagate. Ha proseguito Draghi quest'anno che è andato da Biden a implorare un incarico alla NATO. E ora conclude il giro Urso per conto del COPASIR. Il minimo comun denominatore di queste visite è la richiesta di protezione da parte della classe politica italiana nei confronti del suo tradizionale referente, lo stato profondo di Washington. Dall'altra parte, però i vecchi "amici" di un tempo non hanno più il potere di un tempo. L'era Trump e il limbo dell'amministrazione Biden hanno esautorato il potere del governo segreto di Washington. Lo stato profondo italiano è in guai seri soprattutto per questa ragione. Non ha più le coperture internazionali che gli hanno consentito di restare al potere fino ad ora. Sono ormai nudi.
https://www.huffingtonpost.it/blog/2022/06/19/news/copasir_washington-9637342/
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L'attore Ben Stiller si reca in visita da Zelensky. Francamente credo che possa esserci anche dell'altro oltre alla mera propaganda in queste uscite dei personaggi di Hollywood a favore di Zelensky. Hollywood vuol dire massoneria e massoneria vuol dire necessariamente stato profondo di Washington. Ben Stiller in particolare è un sostenitore attivo del partito democratico e ha finanziato tutte le campagne dei candidati dem, inclusi Barack Obama e Hillary Clinton. La sensazione è che questi attori vengano utilizzati oltre che per scopi di propaganda anche come pedine per trasmettere determinati messaggi al destinatario di turno. In questo caso, il destinatario è Zelensky e da un po' di tempo a questa parte vediamo che le varie cancellerie internazionali stanno dicendo a Zelensky di arrendersi.
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Sono ore molto convulse in casa del M5S. I retroscena raccontano di un Conte asserragliato nel suo bunker a decidere la linea da tenere sulla risoluzione dell'invio di armi in Ucraina. L'accordo con il governo ancora non c'è. Conte e i suoi sarebbero intenzionati a non cedere sul passaggio parlamentare del coinvolgimento militare dell'Italia nella crisi ucraina. È giunta nelle ultimissime ore la notizia che il Movimento ha convocato un consiglio d'urgenza per provare a risolvere l'impasse. Draghi ha rilanciato chiudendo ogni possibile margine di accordo sulla risoluzione. Ora sta a Conte. Se non va a vedere ora, le sue basse probabilità di entrare in Parlamento, scendono a zero. O Conte fa saltare il governo, o salta definitivamente lui.
https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2022/06/21/ucraina-al-via-riunione-maggioranza-governo_c1976896-34f9-44cd-897a-c76ea635d6b2.html
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Nel M5S, sembra prendere quota la linea dura nei confronti della risoluzione sull'Ucraina. La corrente dei contiani rappresentata da Ricciardi, Gubitosa e Turco chiede di strappare e non votare il testo della maggioranza. La crisi sembra sempre più vicina ma a questo punto a prescindere da ciò che accadrà nelle prossime ore, è evidente che l'esperienza del governo Draghi è già virtualmente finita. Il M5S ha deciso di prendere un'altra linea nel tentativo di non soccombere alle prossime urne. È una corsa contro il tempo. Conte sembra intenzionato ad andare fino in fondo e giocare il tutto per tutto per provare ad entrare in Parlamento. Draghi continua ad attendere che Conte gli dia il casus belli tanto agognato per lasciare palazzo Chigi.
https://www.lastampa.it/politica/2022/06/21/news/scontro_sulla_risoluzione_cresce_la_voglia_di_crisi_i_vice_residenti_non_concedono_nulla_rompiamo_-5422118/?ref=LSHSTD-BH-I0-PM6-S1-T1
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E mentre la NATO tenta di provocare ridicolmente la Russia attraverso la Lituania, Putin annuncia che il missile balistico intercontinentale Sarmat sarà pronto entro il 2022. L'alleanza atlantica è avvertita. La potenza militare della Russia nei confronti della NATO è in questo momento soverchiante. La NATO senza il sostegno attivo degli Stati Uniti è soltanto una tigre di carta.
https://www.rt.com/russia/557547-putin-nuclear-missile-sarmat-deployment/
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Di Maio ormai è pronto allo strappo e a formare un suo gruppo autonomo alla Camera e al Senato. L'unità del M5S è finita. A questo punto, appare arduo che Draghi possa continuare con il principale partito del "suo" governo spaccato in due e con il "ministro degli Esteri" che sarebbe fuori da quello stesso partito. Stavolta la crisi sembra essere irreversibile a prescindere dalla risoluzione che verrà votata oggi pomeriggio. Il governo Draghi sta andando completamente in frantumi.
https://www.lastampa.it/politica/2022/06/21/news/m5s_scatta_la_conta_in_corso_raccolta_firme_per_gruppo_di_maio-5422156/?ref=LSHLN
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Il M5S si è ufficialmente scisso, e a questo punto poco cambia che la risoluzione parlamentare di oggi sia passata. L'unità del governo è stata compromessa dal momento che ora esiste un nuovo soggetto nella maggioranza che si chiama "Insieme per il futuro", anche se non si comprende quale futuro possa esserci con Di Maio, salvo uno che lo veda di nuovo sugli spalti del San Paolo. Tecnicamente ora Draghi dovrebbe fare una verifica parlamentare e chiedere nuovamente la fiducia dal momento che la maggioranza non è più quella di prima. Le prime indiscrezioni parlano di un Draghi piuttosto irritato e stufo delle divisioni in seno al M5S e alla maggioranza. Il governo Draghi è un tavolo le cui gambe traballano e scricchiolano continuamente. Sono ormai gli stessi media mainstream italiani a riconoscere che ormai quel tavolo non sta più in piedi.
https://www.iltempo.it/politica/2022/06/21/news/luigi-di-maio-scissione-m5s-nuovo-gruppo-insieme-per-il-futuro-45-parlamentari-nomi-governo-castelli-di-stefano-macina-32111254/
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Quanto abbiamo visto in Mali, ora sta accadendo in Burkina Faso. Il Mali è uno dei Paesi africani che ha subito il giogo della Francia coloniale per decenni. All'inizio degli anni 60, tale colonizzazione ha assunto una nuova forma. Non più un governo coloniale controllato direttamente dalla Francia, ma uno gestito indirettamente sempre da Parigi. Attraverso nuovi accordi coloniali, la Francia è riuscita a controllare le risorse naturali di questi Paesi e persino la loro capacità di emettere valuta, tramite il Franco CFA.

Il Mali ha protestato recentemente contro le ingerenze francesi nella sua politica e si è arrivati al ritiro delle truppe transalpine dopo che il governo maliano ha siglato un accordo di cooperazione con la Russia. Ora in Burkina Faso sta accadendo lo stesso fenomeno. Il popolo di questo Paese chiede il ritiro delle truppe francesi. Il mondo multipolare sta raggiungendo un risultato storico. Il mondo multipolare sta liberando l'Africa dal colonialismo francese. Siamo testimoni di eventi la cui portata storica è senza precedenti.
https://t.me/intelslava/31598
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Il neoliberismo vuol dire non solo che lo Stato diventa un comprimario manovrato dal capitale e dalla finanza, ma vuol dire anche perdita della dignità umana. Il neoliberismo vuol dire che un pensionato di 72 anni piuttosto che godersi la sua meritata pensione è costretto a sbarcare il lunario in un cantiere e a perdere la vita. Il neoliberismo non è nemmeno una dottrina economica. È un crimine contro l'umanità.
https://www.rainews.it/tgr/puglia/video/2022/06/pug-morto-lavoro-cantiere-lecce-8c985a9d-052c-457a-a199-29abc1a1bb72.html?wt_mc=2.www.fb.tgrpuglia_ContentItem-8c985a9d-052c-457a-a199-29abc1a1bb72.&wt=
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Sono 62 i deputati transfughi del M5S che hanno deciso di seguire Di Maio. Dalla giornata di ieri, sono emersi due dati politici di rilievo. Il primo è quello che la maggioranza di governo precedente non esiste più. Ora dal momento che esiste un nuovo gruppo parlamentare, sarebbe necessaria una nuova verifica per chiedere nuovamente la fiducia a questa nuova maggioranza. Il secondo dato è quello che riguarda Conte. Di Maio gli ha soffiato 62 parlamentari, ma non ha senso alcuno restare al governo per portare avanti sulla carta linee identiche. Le scissioni hanno senso se ci si distingue e si prendono strade diverse.

Se Conte, ora che si ritrova privo di un gruppo di deputati e senatori, continua a stare al governo con Di Maio per portare avanti la stessa linea, avrà scritto la parola fine sulle sue già basse chance di entrare in Parlamento alle prossime urne. C'è poi un altro elemento da prendere in considerazione. L'azione di governo è paralizzata da mesi, e questo dopotutto non è un male considerati i danni procurati in economia e in sanità. Nei palazzi già sanno che questa situazione di vuoto non potrà durare a lungo. Da qui alla manovra finanziaria di settembre il percorso del governo Draghi sarà un vero e proprio campo minato. E Draghi non sembra avere la minima intenzione di mettere il piede sulle mine che lo aspettano.
https://www.corriere.it/politica/22_giugno_22/m5s-maio-lega-primo-partito-5ad23df0-f1a1-11ec-82b6-14b9a59f244e.shtml
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L'ultima, falsa, emergenza che i media hanno sfornato è quella della "siccità". Vari "esperti" al libro paga dei famigerati istituti finanziati da Davos e da Bill Gates vogliono farci credere che questa estate sia "anomala" tale da provocare la falsa crisi citata sopra. In realtà, sono esistite estati altrettanto e forse anche più calde come quella del 2003 e non risulta che ci sia stata una qualche "emergenza idrica" di nessun tipo. In realtà, già nel 2017 si parlava di una "crisi dell'acqua" a Roma e le istituzioni, in particolare la Regione Lazio da Zingaretti dichiarò subito lo "stato di crisi", quando in realtà i bacini idrici non erano affatto a secco. Oggi assistiamo allo stesso identico film.

C'è poi da notare un altro fatto. Come ha fatto notare qualche osservatore se si vuole più pioggia, esistono le tecnologie in grado di farlo. Oggi si è in grado di far piovere persino sul deserto dell'Arabia Saudita. Siamo quindi di fronte alla solita crisi artificiale per cercare di spingere l'agenda dei cambiamenti climatici, che ormai è stata già affondata da diversi Paesi, su tutti Stati Uniti, Russia e Cina. Infine un ultimo aspetto da far notare e sicuramente molti di voi lo avranno già constatato. La falsa controinformazione non smonta queste psy-op dei media mainstream. Le riprende e cerca di gonfiarle il più possibile fino a che non esplodono inevitabilmente come accaduto con le precedenti montature. La falsa controinformazione è diventata di fatto il megafono dei media di regime.
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Se Di Maio dovesse pagare 150mila euro immagino che dovrebbe svuotare il suo conto corrente con tutti i soldi indegnamente guadagnati durante i suoi due mandati in politica. Se il M5S avesse seguito davvero le sue "regole", tutti coloro che oggi siedono sui banchi del Parlamento sarebbero per strada a elemosinare i soldi necessari per pagare il conto.
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Se ci soffermiamo a leggere questo editoriale dell'Espresso e accantoniamo alcune menzogne propagandistiche, ad esempio quella del consenso di Draghi, vediamo che persino i media mainstream sono costretti ad ammettere la verità sul governo Draghi. L'esecutivo è già scaduto a febbraio quando Draghi fallì la scalata al Quirinale. Da allora il rapporto tra lui e i partiti è irrimediabilmente incrinato. L'azione di governo è paralizzata e la baracca sta in piedi per forza d'inerzia. I partiti si aggrappano a Draghi per prolungare di qualche mese il fragile status quo, ma c'è una considerazione che l'Espresso è costretto a fare. Il dopo-Draghi non prevede nè il PD al potere nè il centrodestra.

Nessuno degli schieramenti ha la forza e il consenso necessario per costruire un governo. La conclusione taciuta dall'Espresso è una verità che abbiamo constatato più volte qui dentro. L'attuale classe politica è finita. Il suo ciclo si è definitivamente esaurito. In Italia sussistono le condizioni ideali per un processo controrivoluzionario in grado di allontanare l'Italia dalla sfera dell'euro e dell'UE. Il potenziale di crescita del Paese è enorme e molti addetti ai lavori nel mondo delle imprese, anche straniere, scommettono sull'Italia. Il futuro dopo la definitiva estinzione dello stato profondo italiano potrebbe essere davvero un futuro di rinascita del Paese sotto ogni punto di vista, morale, politico, economico e religioso. L'Italia ce la farà. Questa civiltà resta il faro del vero mondo Occidentale, quello cristiano e greco-romano.
https://espresso.repubblica.it/politica/2022/06/21/news/governo_mario_draghi_fine-354875914/
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Tra le tracce dei temi della maturità ci sono il Covid e Liliana Segre. Non sorprende che la scuola liberalmarxista sforni in larghissima parte dei depensanti analfabeti senza nessuna coscienza della loro identità nazionale e religiosa. La scuola liberalmarxista è una creazione della massoneria pensata per distruggere le menti. La rinascita dell'Italia non potrà non passare dalla sua demolizione.
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