Oggi Zelensky, poi una due o tre giorni su Bill Gates, quindi la fine dell’Oms. Sono questi i temi che andrò a trattare nello spazio delle dieci dedicato all’editoriale. Partiamo da Zelensky che si è detto dispiaciuto (eufemismo) perché non invitato alla cerimonia del giuramento di Trump prevista ed in programma (salvo non riescano a farla saltare) il 20 gennaio. Lo stupore di Zelensky ha dell’assurdo, ma lui dice che desidera incontrare Trump per parlare di pace.
Peccato per lui che Trump non abbia nessuna intenzione di parlare con Zelensky specie di pace, argomento che Trump vuole invece affrontare come ben sappiamo direttamente con la Russia. Zelensky è stato usato dagli Stati Uniti per scatenare la reazione della Russia, ma è chiaro fin da subito che siamo all’interno di un contesto di guerra per procura.
Una guerra che ha portato avanti anzitutto l’Europa (distruggendosi economicamente) in quel obbedire ciecamente al volere alle imposizioni USA. Certo con Trump è più che probabile o forse certo che le cose sarebbero andate diversamente, la Russia probabilmente o forse certamente non avrebbe invaso l’Ucraina.
Tutto vero, ragionamenti interessanti. Ma Zelensky che sta facendo macellare la sua popolazione, mentre come detto e va ripetuto in questa guerra per procura a pagare non sono gli USA non è la Russia ma l’Europa che sprofonda e muore economicamente e resta al freddo perché il gas ora costa quattro volte di più e se lo vuoi te lo ordini dagli USA che così continua a crescere economicamente esattamente come la Russia che mai è stata così bene. E le armi? Al rifornimento armi a Kiev ci pensa l’Europa, Italia compresa con il decimo pacchetto di forniture belliche di cui devo parlare magari in un editoriale.
Guerra o pace? Come detto non decide Zelensky, decidono Trump e Putin: ben sappiamo che al momento le parti sono lontanissime. Comunque si prosegua (guerra o pace) Zelensky salterà.
Davide Zedda
Sito web www.davidezedda.com
🛑Se vuoi sostenermi con una libera donazione, ecco il link per poterlo fare. Grazie 🛑
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Peccato per lui che Trump non abbia nessuna intenzione di parlare con Zelensky specie di pace, argomento che Trump vuole invece affrontare come ben sappiamo direttamente con la Russia. Zelensky è stato usato dagli Stati Uniti per scatenare la reazione della Russia, ma è chiaro fin da subito che siamo all’interno di un contesto di guerra per procura.
Una guerra che ha portato avanti anzitutto l’Europa (distruggendosi economicamente) in quel obbedire ciecamente al volere alle imposizioni USA. Certo con Trump è più che probabile o forse certo che le cose sarebbero andate diversamente, la Russia probabilmente o forse certamente non avrebbe invaso l’Ucraina.
Tutto vero, ragionamenti interessanti. Ma Zelensky che sta facendo macellare la sua popolazione, mentre come detto e va ripetuto in questa guerra per procura a pagare non sono gli USA non è la Russia ma l’Europa che sprofonda e muore economicamente e resta al freddo perché il gas ora costa quattro volte di più e se lo vuoi te lo ordini dagli USA che così continua a crescere economicamente esattamente come la Russia che mai è stata così bene. E le armi? Al rifornimento armi a Kiev ci pensa l’Europa, Italia compresa con il decimo pacchetto di forniture belliche di cui devo parlare magari in un editoriale.
Guerra o pace? Come detto non decide Zelensky, decidono Trump e Putin: ben sappiamo che al momento le parti sono lontanissime. Comunque si prosegua (guerra o pace) Zelensky salterà.
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IL COMMENTO | Comincia una nuova era dice Zuckerberg, il quale:
- fa mea culpa: Factcheckers di parte hanno distrutto la fiducia, troppe censure su gender e immigrazione, da inclusivi siamo diventati esclusivi
- annuncia nuove regole: ci penseremo 2 volte prima di rimuovere account/post di persone innocenti, sposteremo il team di moderazione via dalla California e in zone più imparziali
- promette: lavorerò con #Trump per respingere anche la censura globale (addio al DSA dell'UE?)
- conclude: dopo anni di rimozione dei contenuti, è ora di ridare la voce ai popoli
Il gigante dei social media Meta ha annunciato una significativa riduzione delle sue politiche di moderazione dei contenuti, inclusa la cessazione del suo programma di fact-checking di terze parti negli Stati Uniti. "Ci libereremo dei fact-checker e li sostituiremo con note della comunità simili a X (ex Twitter), a partire dagli Stati Uniti", ha affermato il fondatore e Ceo di Meta Mark Zuckerberg in un post sui social media. Una svolta che i media legano alla nuova amministrazione Trump.
Ma non è tutto
Mark Zuckerberg ha annunciato che John Elkann, Dana White e Charlie Songhurst sono stati eletti nel Consiglio di amministrazione di Meta. "Dana, John e Charlie porteranno esperienze e prospettive che ci aiuteranno ad affrontatare le enormi opportunità che ci attendono con l'intelligenza artificiale, i dispositivi indossabili e il futuro della connessione umana", afferma Zuckerberg. "Onorato di poter contribuire al futuro di una delle aziende più significative del XXI secolo", ha detto Elkann.
Sul perche Elkann entri a far parte del CDA Meta è ad oggi un mistero, non è invece difficile capire come mai Mark Zuckerberg abbia virato per una svolta per i social senza censura. Alla domanda: “Pensi che Zuckerberg stia rispondendo alle minacce che gli hai rivolto in passato?”, con la decisione annunciata di rinunciare ai fact checker a favore delle note della comunità stile X, Trump risponde: “Si. Probabilmente si”.
È guyot chiaro, tranne Elkann.
Davide Zedda
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- fa mea culpa: Factcheckers di parte hanno distrutto la fiducia, troppe censure su gender e immigrazione, da inclusivi siamo diventati esclusivi
- annuncia nuove regole: ci penseremo 2 volte prima di rimuovere account/post di persone innocenti, sposteremo il team di moderazione via dalla California e in zone più imparziali
- promette: lavorerò con #Trump per respingere anche la censura globale (addio al DSA dell'UE?)
- conclude: dopo anni di rimozione dei contenuti, è ora di ridare la voce ai popoli
Il gigante dei social media Meta ha annunciato una significativa riduzione delle sue politiche di moderazione dei contenuti, inclusa la cessazione del suo programma di fact-checking di terze parti negli Stati Uniti. "Ci libereremo dei fact-checker e li sostituiremo con note della comunità simili a X (ex Twitter), a partire dagli Stati Uniti", ha affermato il fondatore e Ceo di Meta Mark Zuckerberg in un post sui social media. Una svolta che i media legano alla nuova amministrazione Trump.
Ma non è tutto
Mark Zuckerberg ha annunciato che John Elkann, Dana White e Charlie Songhurst sono stati eletti nel Consiglio di amministrazione di Meta. "Dana, John e Charlie porteranno esperienze e prospettive che ci aiuteranno ad affrontatare le enormi opportunità che ci attendono con l'intelligenza artificiale, i dispositivi indossabili e il futuro della connessione umana", afferma Zuckerberg. "Onorato di poter contribuire al futuro di una delle aziende più significative del XXI secolo", ha detto Elkann.
Sul perche Elkann entri a far parte del CDA Meta è ad oggi un mistero, non è invece difficile capire come mai Mark Zuckerberg abbia virato per una svolta per i social senza censura. Alla domanda: “Pensi che Zuckerberg stia rispondendo alle minacce che gli hai rivolto in passato?”, con la decisione annunciata di rinunciare ai fact checker a favore delle note della comunità stile X, Trump risponde: “Si. Probabilmente si”.
È guyot chiaro, tranne Elkann.
Davide Zedda
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Amatissime, amatissimi
Ben sapete quanto male sia partito il mese sul fronte donazioni nonostante i gentili ed amorevoli appelli a voi rivolti per trovare in voi il sostegno per andare avanti. Attendevo il 7 sperando nella svolta, il 7 è arrivato, la svolta no. Per me una pesantissima doccia fredda: è molto complicato lavorare al massimo in queste condizioni economiche ed emotive. Oggi è 8 e pochissimo (quasi nulla) è cambiato, zero svolta. Tremo.
Voglio ricordarvi quanto segue 👇
Vedete, la vera libera informazione prevede che il giornalista offre il proprio servizio e i lettori lo sostengono. Zero sponsor, sarebbe assurdo, non sarebbe libera informazione ma un inganno nei vostri confronti.
Già oggi non ci sono i presupposti per proseguire, vediamo che succede da qui a fine mese ovviamente giorno dopo giorno.
Vedete, questo è il mio lavoro. Sono un giornalista libero e indipendente. Esercito la mia professione qui sul mio e vostro Canale Telegram 365 giorni l’anno con immensa passione, sacrificio e sofferenza in nome della giustizia, libertà e della verità.
Per me il bene collettivo viene prima di quello personale, che di fatto non esiste.
È disumano non poter neppure sopravvivere del proprio lavoro. Ripeto, neppure sopravvivere.
In questi anni ho pagato duramente a causa del mio lavoro a voi dedicato. Ho subito due provvedimenti disciplinari da parte dell’Ordine dei giornalisti, in entrambi i casi sono stato ingiustamente condannato. Perché le voci libere da sempre vanno spente. In qualsiasi modo, anche con la violenza: così è stato. E ti trovi tre ronde dei Carabinieri fino sotto casa ogni giorno a tutela della tua persona. Non è per niente bello.
Contro di me pesantissime campagne di fango sui social e sul mainstream. Un inferno!
A questo punto non so più cosa fare né come andare avanti, anche perché non ho risorse per andare avanti.
Non mi resta che mettermi nelle mani delle pochissime persone che leggeranno questo messaggio e sperare in un immediato miracolo, perché in queste condizioni (come detto) già nell’immediato non posso più andare avanti.
Senza il vostro sostegno non posso più andare avanti.
Se qualcuno vuole accogliere questo mio appello lo faccia intervenendo con una libera donazione, perché chiedere non è umiliante, non ricevere sì.
Grazie di cuore a chi ha donato per ciò che ha potuto e grazie di cuore a chi interverrà a seguito di questa amorevole lettera.
Davide
🆘🆘🆘 POSSO ANDARE AVANTI CON IL MIO LAVORO A VOI DEDICATO SIA SUL CANALE CHE IN PRIVATO SOLTANTO GRAZIE AL VOSTRO AIUTO: ECCO IL LINK PER SOSTENERMI CON UNA LIBERA DONAZIONE 🆘🆘🆘
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Già oggi non ci sono i presupposti per proseguire, vediamo che succede da qui a fine mese ovviamente giorno dopo giorno.
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Per me il bene collettivo viene prima di quello personale, che di fatto non esiste.
È disumano non poter neppure sopravvivere del proprio lavoro. Ripeto, neppure sopravvivere.
In questi anni ho pagato duramente a causa del mio lavoro a voi dedicato. Ho subito due provvedimenti disciplinari da parte dell’Ordine dei giornalisti, in entrambi i casi sono stato ingiustamente condannato. Perché le voci libere da sempre vanno spente. In qualsiasi modo, anche con la violenza: così è stato. E ti trovi tre ronde dei Carabinieri fino sotto casa ogni giorno a tutela della tua persona. Non è per niente bello.
Contro di me pesantissime campagne di fango sui social e sul mainstream. Un inferno!
A questo punto non so più cosa fare né come andare avanti, anche perché non ho risorse per andare avanti.
Non mi resta che mettermi nelle mani delle pochissime persone che leggeranno questo messaggio e sperare in un immediato miracolo, perché in queste condizioni (come detto) già nell’immediato non posso più andare avanti.
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+++LIBERATA+++
Sequestro lampo, rilascio lampo: ma quanti punti oscuri nella vicenda Cecilia Sala. Il primo? Era davvero sotto sequestro? Così dicono, prendiamo il tutto per buono.
Ma facciamo un ripasso
Tranne Mattarella (per ciò che ha potuto e dovuto dire nel discorso di fine anno) non è che vi sia tutto questo interesse intorno alla vicenda di Cecilia Sala, fermo restando che il primo campanello d’allarme sulla strana vicenda lo si è sentito quanto non il governo italiano ma quello Usa ha ufficialmente richiesto la liberazione della giovane giornalista che si sospetta sia al servizio dei servizi USA. E poi è tutto così strano, talmente strano che qualcuno incomincia ad avanzare dubbi sulla sua reale carcerazione in Iran.
👉 CECILIA SALA E QUELLA TELEFONATA CHE NON CONVINCE NESSUNO
Dal carcere di una 'tremenda dittatura':
"Ho freddo e mangio solo datteri"
"Dormo per terra, fa freddo e mangio solo datteri. Mi hanno tolto anche gli occhiali"
La stampa occidentale riferisce che Cecilia Sala, detenuta in Iran, avrebbe denunciato alla famiglia condizioni di detenzione vergognose.
Eppure, risulta strano che possa lamentarsi così liberamente pur essendo sotto costante sorveglianza.
O gli iraniani sono incredibilmente ingenui, o la narrazione giornalistica non regge.
IL CASO SALA | Quindi il padre di Cecilia Sala è uno dei fondatori del Canova Club che è una specie di super lobby o di super loggia che raggruppa tutte le società, le aziende e i dirigenti più potenti d'Italia. Povera Cecilia abbandonata in Iran senza nemmeno un aggancio politico. Che poi è in Iran? È in carcere? E ciò che ho scritto alle 16? Io continuo a unire i puntini.
Chi c'è nel Canova Club
Dirigenti di Rothschild, JP Morgan, Banca d’Italia, Cassa Depositi e Prestiti, Borsa Italiana, Banca Intesa, Enel, Sole 24 Ore, Goldman Sachs, Wind, Open Fiber, UniCredit, Bocconi, Luiss, Anna Tarantola presidente Rai e vicedirettore di Banca d'Italia.
Davide Zedda
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Sequestro lampo, rilascio lampo: ma quanti punti oscuri nella vicenda Cecilia Sala. Il primo? Era davvero sotto sequestro? Così dicono, prendiamo il tutto per buono.
Ma facciamo un ripasso
Tranne Mattarella (per ciò che ha potuto e dovuto dire nel discorso di fine anno) non è che vi sia tutto questo interesse intorno alla vicenda di Cecilia Sala, fermo restando che il primo campanello d’allarme sulla strana vicenda lo si è sentito quanto non il governo italiano ma quello Usa ha ufficialmente richiesto la liberazione della giovane giornalista che si sospetta sia al servizio dei servizi USA. E poi è tutto così strano, talmente strano che qualcuno incomincia ad avanzare dubbi sulla sua reale carcerazione in Iran.
👉 CECILIA SALA E QUELLA TELEFONATA CHE NON CONVINCE NESSUNO
Dal carcere di una 'tremenda dittatura':
"Ho freddo e mangio solo datteri"
"Dormo per terra, fa freddo e mangio solo datteri. Mi hanno tolto anche gli occhiali"
La stampa occidentale riferisce che Cecilia Sala, detenuta in Iran, avrebbe denunciato alla famiglia condizioni di detenzione vergognose.
Eppure, risulta strano che possa lamentarsi così liberamente pur essendo sotto costante sorveglianza.
O gli iraniani sono incredibilmente ingenui, o la narrazione giornalistica non regge.
IL CASO SALA | Quindi il padre di Cecilia Sala è uno dei fondatori del Canova Club che è una specie di super lobby o di super loggia che raggruppa tutte le società, le aziende e i dirigenti più potenti d'Italia. Povera Cecilia abbandonata in Iran senza nemmeno un aggancio politico. Che poi è in Iran? È in carcere? E ciò che ho scritto alle 16? Io continuo a unire i puntini.
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AUDIO | Per voi ❤️ Va a finire sempre così… 💫
Davide
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📌 🟢 📌 🟢🎵🎵🎵ASCOLTA LA MIA MUSICA 🎵 🎵👇👇👇🟢
⏸ Link al videoclip “Come noi”: guarda e ascolta 👉https://youtu.be/-w-fWOgs-RM?si=cDN2fJeM-TUfuuQV
⏸ Link Spotify: ascolta il brano “Come noi” 👉 https://open.spotify.com/track/3pB9kJQKnJ3Diw0YBmKpIC?si=kbnHWmxtSAyAtU6F43xQ4A
⏸ Tutte le mie canzoni (anche inedite) su Spotify 👉 https://open.spotify.com/artist/68jbLe8Q4Ae7FI0XYW5fjM?si=JgeKPTNSQpmocWdLSv1q_g
🛑 P.S. Iscriviti e Attiva la campanella sia sul Canale YouTube (CLICCA QUI) che su Spotify (CLICCA QUI) GRAZIE ❤️
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VIDEO | 🔴 La Salute in Vendita: Il Business della Malattia nell’Industria Farmaceutica
“Ho lavorato per 15 anni nel settore farmaceutico, in Italia, Inghilterra e Olanda, e quello che molti dicono è vero: l'industria non è interessata alla cura, ma alla creazione della malattia per vendere più farmaci.”
Questa testimonianza, come altre emerse negli anni, getta luce su una realtà allarmante: il mercato della salute è spesso guidato dal profitto più che dal benessere delle persone. L’obiettivo non è solo curare, ma trovare nuovi pazienti, e per farlo si punta su strategie discutibili.
“Bisognava sempre lanciare nuovi farmaci, e per farlo si dovevano trovare nuovi pazienti. Come? Creando 'nuove malattie' e aumentando la consapevolezza su di esse.” Pubblicità, studi scientifici pilotati e campagne di sensibilizzazione mirano a trasformare normali condizioni di vita in patologie da trattare, rendendo i cittadini consumatori permanenti di farmaci.
È urgente riflettere: possiamo accettare che la nostra salute venga ridotta a un business? Informarsi e mantenere uno sguardo critico è essenziale, perché il benessere non deve mai diventare un numero in un bilancio aziendale. “Il nostro benessere è troppo importante per essere sacrificato sull’altare del profitto.”
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“Ho lavorato per 15 anni nel settore farmaceutico, in Italia, Inghilterra e Olanda, e quello che molti dicono è vero: l'industria non è interessata alla cura, ma alla creazione della malattia per vendere più farmaci.”
Questa testimonianza, come altre emerse negli anni, getta luce su una realtà allarmante: il mercato della salute è spesso guidato dal profitto più che dal benessere delle persone. L’obiettivo non è solo curare, ma trovare nuovi pazienti, e per farlo si punta su strategie discutibili.
“Bisognava sempre lanciare nuovi farmaci, e per farlo si dovevano trovare nuovi pazienti. Come? Creando 'nuove malattie' e aumentando la consapevolezza su di esse.” Pubblicità, studi scientifici pilotati e campagne di sensibilizzazione mirano a trasformare normali condizioni di vita in patologie da trattare, rendendo i cittadini consumatori permanenti di farmaci.
È urgente riflettere: possiamo accettare che la nostra salute venga ridotta a un business? Informarsi e mantenere uno sguardo critico è essenziale, perché il benessere non deve mai diventare un numero in un bilancio aziendale. “Il nostro benessere è troppo importante per essere sacrificato sull’altare del profitto.”
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👉⚠️🛑 Buone notizie: il processo contro Ursula Von der Leyen prosegue
Tre le questioni chiave che sono ora in discussione:
1. L'immunità di von der Leyen si applica in questo caso?
2. La Procura europea può ritirare questo caso dal tribunale penale di Liegi?
3. Il caso è ammissibile?
I giudici annunceranno la loro decisione il 20 gennaio.
Scrive Rob Roos 👇
Oggi, importanti sviluppi al tribunale di Leeds, Belgio. Ho appena lasciato la corte, dove si è svolto il processo contro Ursula von der Leyen. Buone notizie: il giudice ha rifiutato la richiesta di rinvio avanzata dai suoi legali e da quelli di Pfizer. I tribunali non hanno accettato il rinvio, nonostante fosse stato chiesto solo il giorno prima.
Il caso si concentra su tre aspetti principali
1. Immunità: Ursula von der Leyen può beneficiare dell’immunità? Noi crediamo di no, dato che ha operato al di fuori del suo mandato, inviando messaggi privati e aggirando il processo negoziale sui vaccini.
2. Competenze dell'EPPO: L'EPPO (Ufficio del Procuratore Europeo) è il giusto organismo per questo caso? Noi pensiamo di no, dato che non riguarda il bilancio dell'UE, ma quello degli Stati membri.
3. Legittimità delle denunce: È legittimo che i cittadini, come me, possano fare queste denunce? Assolutamente sì. La trasparenza è un diritto di ogni cittadino europeo.
La decisione finale arriverà il 20 gennaio
Chi è Rob Roos?
Rob Roos è un eurodeputato olandese, noto per le sue posizioni critiche nei confronti dell'Unione Europea e per il suo impegno a favore della trasparenza nelle decisioni politiche, specialmente riguardo alla gestione della pandemia e dei contratti sui vaccini. Oggi, si sta battendo per la giustizia e la responsabilità nei confronti di importanti figure politiche.
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Tre le questioni chiave che sono ora in discussione:
1. L'immunità di von der Leyen si applica in questo caso?
2. La Procura europea può ritirare questo caso dal tribunale penale di Liegi?
3. Il caso è ammissibile?
I giudici annunceranno la loro decisione il 20 gennaio.
Scrive Rob Roos 👇
Oggi, importanti sviluppi al tribunale di Leeds, Belgio. Ho appena lasciato la corte, dove si è svolto il processo contro Ursula von der Leyen. Buone notizie: il giudice ha rifiutato la richiesta di rinvio avanzata dai suoi legali e da quelli di Pfizer. I tribunali non hanno accettato il rinvio, nonostante fosse stato chiesto solo il giorno prima.
Il caso si concentra su tre aspetti principali
1. Immunità: Ursula von der Leyen può beneficiare dell’immunità? Noi crediamo di no, dato che ha operato al di fuori del suo mandato, inviando messaggi privati e aggirando il processo negoziale sui vaccini.
2. Competenze dell'EPPO: L'EPPO (Ufficio del Procuratore Europeo) è il giusto organismo per questo caso? Noi pensiamo di no, dato che non riguarda il bilancio dell'UE, ma quello degli Stati membri.
3. Legittimità delle denunce: È legittimo che i cittadini, come me, possano fare queste denunce? Assolutamente sì. La trasparenza è un diritto di ogni cittadino europeo.
La decisione finale arriverà il 20 gennaio
Chi è Rob Roos?
Rob Roos è un eurodeputato olandese, noto per le sue posizioni critiche nei confronti dell'Unione Europea e per il suo impegno a favore della trasparenza nelle decisioni politiche, specialmente riguardo alla gestione della pandemia e dei contratti sui vaccini. Oggi, si sta battendo per la giustizia e la responsabilità nei confronti di importanti figure politiche.
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👉🚨⚠️ Cosa sta succedendo con la nebbia misteriosa che sta colpendo il mondo? 🌫️
🌍 Oggi parliamo nuovamente di un fenomeno che sta sconvolgendo diverse città, e sta arrivando anche in Italia. Non è una nebbia qualsiasi, ma una densa coltre che ha un odore chimico, con particelle scintillanti che sembrano quasi vive. ⚠️
Le persone che sono venute a contatto con essa stanno accusando strani sintomi come nausea, vertigini, eruzioni cutanee e malesseri.
Meteo, geoingegneria, o esperimenti sfuggiti di mano?
Gli esperti sono incerti, ma le teorie si sprecano. Alcuni parlano addirittura di "Smart Dust", polvere intelligente dispersa da droni, per raccogliere dati nell'aria.
📉 Molti voli sono stati cancellati a causa della visibilità ridotta, e in alcune zone, la situazione sembra farsi sempre più inquietante.
👉 TESTIMONIANZA | “Ciao Davide tutto bene?ti segnalo che da noi il cielo non si vede da tre giorni e stasera la nebbia è particolarmente riflettente alle luci vicine... mai viste così... con lampioni arancioni il cielo è arancione con luce bianca cielo giallo... mai visto un effetto così… amplifica la luce in modo esagerato... ed ho avuto anche parecchie segnalazioni di gente spossata stanca e giù di morale”
IERI |⚠️ LA NEBBIA DELLA CIA: ESPERIMENTI SEGRETI E INFEZIONI DI MASSA
Un'inquietante verità emerge dai documenti declassificati della CIA: l’agenzia era autorizzata a spruzzare germi nella nebbia che avvolgeva il porto di San Francisco, con l’obiettivo dichiarato di studiare gli effetti di un’infezione su 800mila persone. “Il punto era cercare di infettare quante più persone possibile”, si legge nei documenti. Ma la popolazione non ne era a conoscenza.
Negli anni '50, in piena Guerra Fredda, gli Stati Uniti intrapresero esperimenti segreti su larga scala, testando agenti biologici sulle proprie città. Tra questi, il famigerato "esperimento sulla nebbia", in cui microrganismi venivano rilasciati nell'aria per studiare il loro potenziale come armi biologiche. La nebbia, apparentemente innocua, era il veicolo perfetto per diffondere agenti patogeni senza destare sospetti.
“Nessuno sapeva cosa stava succedendo”
Le testimonianze raccolte nei documenti rivelano il lato oscuro di queste operazioni. Gli abitanti si ammalarono, soffrendo di misteriose infezioni respiratorie e altri sintomi debilitanti. Per anni, la verità fu insabbiata, e ciò che le persone sperimentarono venne attribuito a cause naturali o accidentali.
Una Strana Nebbia Oggi
Questo passato oscuro fa riflettere su fenomeni recenti. Negli ultimi giorni, una strana nebbia ha avvolto diverse città, con numerose famiglie che hanno segnalato sintomi simili: mal di gola, tosse, febbre improvvisa. Potrebbe trattarsi di una coincidenza, oppure la storia si sta ripetendo?
Questi documenti ci ricordano quanto il potere possa essere usato contro i cittadini stessi, spesso all’oscuro di ciò che accade realmente. La domanda resta aperta: siamo davvero al sicuro? E, soprattutto, cosa sta accadendo sotto i nostri occhi senza che ce ne accorgiamo?
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🌍 Oggi parliamo nuovamente di un fenomeno che sta sconvolgendo diverse città, e sta arrivando anche in Italia. Non è una nebbia qualsiasi, ma una densa coltre che ha un odore chimico, con particelle scintillanti che sembrano quasi vive. ⚠️
Le persone che sono venute a contatto con essa stanno accusando strani sintomi come nausea, vertigini, eruzioni cutanee e malesseri.
Meteo, geoingegneria, o esperimenti sfuggiti di mano?
Gli esperti sono incerti, ma le teorie si sprecano. Alcuni parlano addirittura di "Smart Dust", polvere intelligente dispersa da droni, per raccogliere dati nell'aria.
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IERI |
Un'inquietante verità emerge dai documenti declassificati della CIA: l’agenzia era autorizzata a spruzzare germi nella nebbia che avvolgeva il porto di San Francisco, con l’obiettivo dichiarato di studiare gli effetti di un’infezione su 800mila persone. “Il punto era cercare di infettare quante più persone possibile”, si legge nei documenti. Ma la popolazione non ne era a conoscenza.
Negli anni '50, in piena Guerra Fredda, gli Stati Uniti intrapresero esperimenti segreti su larga scala, testando agenti biologici sulle proprie città. Tra questi, il famigerato "esperimento sulla nebbia", in cui microrganismi venivano rilasciati nell'aria per studiare il loro potenziale come armi biologiche. La nebbia, apparentemente innocua, era il veicolo perfetto per diffondere agenti patogeni senza destare sospetti.
“Nessuno sapeva cosa stava succedendo”
Le testimonianze raccolte nei documenti rivelano il lato oscuro di queste operazioni. Gli abitanti si ammalarono, soffrendo di misteriose infezioni respiratorie e altri sintomi debilitanti. Per anni, la verità fu insabbiata, e ciò che le persone sperimentarono venne attribuito a cause naturali o accidentali.
Una Strana Nebbia Oggi
Questo passato oscuro fa riflettere su fenomeni recenti. Negli ultimi giorni, una strana nebbia ha avvolto diverse città, con numerose famiglie che hanno segnalato sintomi simili: mal di gola, tosse, febbre improvvisa. Potrebbe trattarsi di una coincidenza, oppure la storia si sta ripetendo?
Questi documenti ci ricordano quanto il potere possa essere usato contro i cittadini stessi, spesso all’oscuro di ciò che accade realmente. La domanda resta aperta: siamo davvero al sicuro? E, soprattutto, cosa sta accadendo sotto i nostri occhi senza che ce ne accorgiamo?
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VIDEO | ⚡️ ⚡️ ⚡️ ⚡️ ⚡️ ⚡️ Influenza Spagnola o Conseguenze della Guerra Chimica? Nuove Teorie Sfidano la Storia
L’influenza spagnola del 1918, da sempre considerata una delle pandemie più devastanti della storia, potrebbe non essere stata un’influenza. Secondo lo scrittore e ricercatore Michael Bryant, ci sono prove che collegano questa epidemia a fattori come le armi chimiche utilizzate durante la Prima Guerra Mondiale, condizioni di vita insalubri e vaccini somministrati all’epoca.
“Una delle caratteristiche distintive dell’influenza spagnola, soprannominata influenza blu, era il fatto che questi individui... presentavano una colorazione grigio-bluastra sulla pelle,” afferma Bryant. “I loro polmoni si stavano riempiendo di liquido… sintomi che non si adattano al profilo clinico dell’influenza, ma corrispondono alle descrizioni degli effetti delle armi chimiche usate durante la guerra.”
Bryant sottolinea un altro aspetto sorprendente: il profilo di mortalità. “I tassi più alti di mortalità si registravano tra i giovani uomini di età compresa tra i 15 e i 44 anni, soprattutto maschi adulti. Questo è insolito per un’epidemia di influenza, che di solito colpisce più duramente bambini, anziani e soggetti vulnerabili,” spiega. “Questi erano proprio gli uomini sul campo di battaglia, esposti ai gas tossici e ad altre condizioni estreme.”
Secondo Bryant, i sintomi descritti nelle vittime della cosiddetta influenza spagnola — pelle blu-grigia, difficoltà respiratorie e polmoni pieni di liquido — erano identici a quelli osservati nei soldati esposti ai gas chimici.
Questa teoria mette in discussione la narrativa tradizionale e invita a riflettere su quanto poco sappiamo delle vere cause di alcune epidemie storiche. “La domanda è: era davvero un’influenza, o qualcosa di molto più legato agli orrori della guerra?” conclude Bryant.
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L’influenza spagnola del 1918, da sempre considerata una delle pandemie più devastanti della storia, potrebbe non essere stata un’influenza. Secondo lo scrittore e ricercatore Michael Bryant, ci sono prove che collegano questa epidemia a fattori come le armi chimiche utilizzate durante la Prima Guerra Mondiale, condizioni di vita insalubri e vaccini somministrati all’epoca.
“Una delle caratteristiche distintive dell’influenza spagnola, soprannominata influenza blu, era il fatto che questi individui... presentavano una colorazione grigio-bluastra sulla pelle,” afferma Bryant. “I loro polmoni si stavano riempiendo di liquido… sintomi che non si adattano al profilo clinico dell’influenza, ma corrispondono alle descrizioni degli effetti delle armi chimiche usate durante la guerra.”
Bryant sottolinea un altro aspetto sorprendente: il profilo di mortalità. “I tassi più alti di mortalità si registravano tra i giovani uomini di età compresa tra i 15 e i 44 anni, soprattutto maschi adulti. Questo è insolito per un’epidemia di influenza, che di solito colpisce più duramente bambini, anziani e soggetti vulnerabili,” spiega. “Questi erano proprio gli uomini sul campo di battaglia, esposti ai gas tossici e ad altre condizioni estreme.”
Secondo Bryant, i sintomi descritti nelle vittime della cosiddetta influenza spagnola — pelle blu-grigia, difficoltà respiratorie e polmoni pieni di liquido — erano identici a quelli osservati nei soldati esposti ai gas chimici.
Questa teoria mette in discussione la narrativa tradizionale e invita a riflettere su quanto poco sappiamo delle vere cause di alcune epidemie storiche. “La domanda è: era davvero un’influenza, o qualcosa di molto più legato agli orrori della guerra?” conclude Bryant.
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GIUSEPPE SALAMONE
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FLASH NEWS | L'Indonesia entra a far parte del blocco BRICS+ come decimo membro a pieno titolo (si aggiunge a Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Emirati Arabi Uniti, Iran, Egitto ed Etiopia). La decisione annunciata oggi dal Brasile, che ha assunto la presidenza del gruppo per il 2025, è stata approvata da tutti i Paesi membri.
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Amatissime, amatissimi
Ben sapete quanto male sia partito il mese sul fronte donazioni nonostante i gentili ed amorevoli appelli a voi rivolti per trovare in voi il sostegno per andare avanti. Attendevo il 7 sperando nella svolta, il 7 è arrivato, la svolta no. Per me una pesantissima doccia fredda: è molto complicato lavorare al massimo in queste condizioni economiche ed emotive. Oggi è 8 e pochissimo (quasi nulla) è cambiato, zero svolta. Tremo.
Voglio ricordarvi quanto segue 👇
Vedete, la vera libera informazione prevede che il giornalista offre il proprio servizio e i lettori lo sostengono. Zero sponsor, sarebbe assurdo, non sarebbe libera informazione ma un inganno nei vostri confronti.
Già oggi non ci sono i presupposti per proseguire, vediamo che succede da qui a fine mese ovviamente giorno dopo giorno.
Vedete, questo è il mio lavoro. Sono un giornalista libero e indipendente. Esercito la mia professione qui sul mio e vostro Canale Telegram 365 giorni l’anno con immensa passione, sacrificio e sofferenza in nome della giustizia, libertà e della verità.
Per me il bene collettivo viene prima di quello personale, che di fatto non esiste.
È disumano non poter neppure sopravvivere del proprio lavoro. Ripeto, neppure sopravvivere.
In questi anni ho pagato duramente a causa del mio lavoro a voi dedicato. Ho subito due provvedimenti disciplinari da parte dell’Ordine dei giornalisti, in entrambi i casi sono stato ingiustamente condannato. Perché le voci libere da sempre vanno spente. In qualsiasi modo, anche con la violenza: così è stato. E ti trovi tre ronde dei Carabinieri fino sotto casa ogni giorno a tutela della tua persona. Non è per niente bello.
Contro di me pesantissime campagne di fango sui social e sul mainstream. Un inferno!
A questo punto non so più cosa fare né come andare avanti, anche perché non ho risorse per andare avanti.
Non mi resta che mettermi nelle mani delle pochissime persone che leggeranno questo messaggio e sperare in un immediato miracolo, perché in queste condizioni (come detto) già nell’immediato non posso più andare avanti.
Senza il vostro sostegno non posso più andare avanti.
Se qualcuno vuole accogliere questo mio appello lo faccia intervenendo con una libera donazione, perché chiedere non è umiliante, non ricevere sì.
Grazie di cuore a chi ha donato per ciò che ha potuto e grazie di cuore a chi interverrà a seguito di questa amorevole lettera.
Davide
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⏸ Link al videoclip “Come noi”: guarda e ascolta 👉https://youtu.be/-w-fWOgs-RM?si=cDN2fJeM-TUfuuQV
⏸ Link Spotify: ascolta il brano “Come noi” 👉 https://open.spotify.com/track/3pB9kJQKnJ3Diw0YBmKpIC?si=kbnHWmxtSAyAtU6F43xQ4A
⏸ Tutte le mie canzoni (anche inedite) su Spotify 👉 https://open.spotify.com/artist/68jbLe8Q4Ae7FI0XYW5fjM?si=JgeKPTNSQpmocWdLSv1q_g
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L’AUDIO DEL BUONGIORNO | 270
Davide
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VIDEO | Netanyahu: importanti novità
Davide Zedda
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VIDEO | ⚡️ ⚡️ ⚡️ ⚡️ ⚡️ ⚡️ Ursula von der Leyen a processo: la trasparenza contro l'immunità
Qualche giorno fa, nel tribunale di Leeds, in Belgio, si è svolta un’importante udienza nel caso che coinvolge Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, e la gestione controversa dei contratti sui vaccini.
Il giudice ha respinto la richiesta di rinvio avanzata dai legali della von der Leyen e di Pfizer, una decisione che segna un punto cruciale per la prosecuzione del caso.
Questo processo si concentra su tre questioni fondamentali:
1. Immunità: Ursula von der Leyen può davvero beneficiare di immunità legale? Secondo i denuncianti, no, perché avrebbe agito al di fuori del suo mandato istituzionale, negoziando privatamente e bypassando le procedure ufficiali.
2. Competenze dell'EPPO: È corretto che l’Ufficio del Procuratore Europeo (EPPO) gestisca il caso? Si sostiene che non sia competente, in quanto la questione riguarda i bilanci degli Stati membri, non dell’Unione Europea.
3. Diritto dei cittadini di denunciare: I cittadini europei hanno diritto di richiedere trasparenza? Assolutamente sì, secondo i promotori della causa, che rivendicano il diritto di sapere come vengono prese decisioni di così grande impatto pubblico.
La sentenza definitiva è attesa per il 20 gennaio. Rob Roos, eurodeputato olandese e volto della battaglia per la trasparenza, sta aggiornando regolarmente i cittadini, sottolineando l’importanza di un controllo democratico sulle istituzioni europee.
Questa vicenda non è solo un processo, ma un test cruciale per il principio di trasparenza e responsabilità delle più alte cariche politiche dell’UE.
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Qualche giorno fa, nel tribunale di Leeds, in Belgio, si è svolta un’importante udienza nel caso che coinvolge Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, e la gestione controversa dei contratti sui vaccini.
Il giudice ha respinto la richiesta di rinvio avanzata dai legali della von der Leyen e di Pfizer, una decisione che segna un punto cruciale per la prosecuzione del caso.
Questo processo si concentra su tre questioni fondamentali:
1. Immunità: Ursula von der Leyen può davvero beneficiare di immunità legale? Secondo i denuncianti, no, perché avrebbe agito al di fuori del suo mandato istituzionale, negoziando privatamente e bypassando le procedure ufficiali.
2. Competenze dell'EPPO: È corretto che l’Ufficio del Procuratore Europeo (EPPO) gestisca il caso? Si sostiene che non sia competente, in quanto la questione riguarda i bilanci degli Stati membri, non dell’Unione Europea.
3. Diritto dei cittadini di denunciare: I cittadini europei hanno diritto di richiedere trasparenza? Assolutamente sì, secondo i promotori della causa, che rivendicano il diritto di sapere come vengono prese decisioni di così grande impatto pubblico.
La sentenza definitiva è attesa per il 20 gennaio. Rob Roos, eurodeputato olandese e volto della battaglia per la trasparenza, sta aggiornando regolarmente i cittadini, sottolineando l’importanza di un controllo democratico sulle istituzioni europee.
Questa vicenda non è solo un processo, ma un test cruciale per il principio di trasparenza e responsabilità delle più alte cariche politiche dell’UE.
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Scoperte passate che possono aiutarci a comprendere l'attuale ondata di lesioni neurologiche causate dalla proteina spike.
Negli ultimi anni, il dibattito sui vaccini e i loro potenziali effetti collaterali ha incluso questioni legate ai disturbi neurologici, come l’autismo. Alcuni articoli recenti suggeriscono che le attuali tecnologie vaccinali, in particolare quelle basate sulla proteina spike, possano avere effetti collaterali non ancora completamente compresi. Questo articolo riassume tali preoccupazioni e mette in prospettiva scoperte passate per contestualizzare i rischi ipotizzati.
La proteina spike e le lesioni neurologiche
Una delle principali aree di interesse è il ruolo della proteina spike, utilizzata nei vaccini mRNA per stimolare una risposta immunitaria. Alcuni ricercatori ipotizzano che questa proteina possa attraversare la barriera emato-encefalica, causando infiammazione nel sistema nervoso centrale. Questo potrebbe portare a una cascata di reazioni immunitarie che, in alcune persone, potrebbero tradursi in disturbi neurologici.
Sebbene non ci siano prove definitive che collegano direttamente la proteina spike all'autismo, alcuni medici e ricercatori ritengono che debbano essere condotti ulteriori studi per comprendere meglio i suoi effetti a lungo termine sul cervello, in particolare nei bambini.
Scoperte passate e paralleli attuali
Le preoccupazioni sui vaccini e l’autismo non sono nuove. Negli anni ‘90, uno studio di Andrew Wakefield (successivamente smentito) ipotizzò un collegamento tra il vaccino MPR (morbillo-parotite-rosolia) e l’autismo. Sebbene le sue conclusioni siano state confutate, il caso ha evidenziato l'importanza di monitorare attentamente gli effetti collaterali dei vaccini.
L’articolo attuale si interroga su possibili similitudini tra quei dibattiti passati e le attuali questioni legate alla proteina spike. Alcuni studi suggeriscono che una risposta immunitaria esagerata, indotta dai vaccini, possa contribuire a problemi neurologici, soprattutto in individui con predisposizioni genetiche o preesistenti.
In conclusione, il tema richiede un approccio scientifico rigoroso e trasparente. Solo con ulteriori studi e un monitoraggio continuo si potrà fare chiarezza sui possibili legami tra vaccini, proteina spike e condizioni neurologiche come l'autismo.
Fonte
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Che fa Bill Gates? Va in giro a parlare di mille nefaste follie che ha per la testa, ed ovviamente ovunque interviene parla sostanzialmente quasi solo ed esclusivamente di vaccini e nuove pandemie, ma non manca di forzare la mano sul suo progetto di “spegnere” schermare il sole per abbassare la temperatura della terra in nome della lotta al fantomatico ed inesistente cambiamento climatico. Parla anche di guerra, parla davvero di mille cose. Nessuna delle quali per interesse delle persone, anche se esiste chi ancora crede sia un genio dell’informatica ed ovviamente un ricco e generoso filantropo.
Dunque, che fa Bill Gates in questi giorni? Va ricordato ed analizzato un fatto per certi versi clamoroso occorso pochi giorni fa, quando Bill Gates ha chiesto un appuntamento a Donald Trump.
Ha dare notizia della richiesta di incontro è stato proprio Donald Trump a mezzo X. Come è andato l’incontro? Non si sa, perché non è neppure certo, anzi è pressoché impossibile che l’incontro ci sia stato.
Ovviamente perché Trump non ha nessuna intenzione di collaborare con Gates e perché la politica di Trump è completamente differente dalle idee e dai progetti del cosiddetto filantropo.
C’è chi dice che Gates volesse incontrare Trump per ottenere una sorta di immunità, non per proseguire nella sua attività criminale ma per salvarsi la pelle.
I due sono lontanissimi sui temi più cari a Gates, in particolare quello relativo alla prossima pandemia e quello legato alla guerra. Parti talmente lontane che come detto non c’è stato nessun incontro. Bill Gates non è mai stato così solo, Bill Gates non ha mai avuto così tanta paura. Tanto che probabilmente il vero motivo circa la richiesta di incontro sta nel desiderio del filantropo di salvarsi la pelle.
Quindi i temi più cari a Gates sono la nuova pandemia e la guerra? Bene, allora vale la pena spendere un editoriale sulla guerra secondo Gates, uno sulla nuova pandemia secondo Gates ed uno sul futuro dell’Oms.
Davide Zedda
Sito web www.davidezedda.com
🛑Se vuoi sostenermi con una libera donazione, ecco il link per poterlo fare. Grazie 🛑
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Dunque, che fa Bill Gates in questi giorni? Va ricordato ed analizzato un fatto per certi versi clamoroso occorso pochi giorni fa, quando Bill Gates ha chiesto un appuntamento a Donald Trump.
Ha dare notizia della richiesta di incontro è stato proprio Donald Trump a mezzo X. Come è andato l’incontro? Non si sa, perché non è neppure certo, anzi è pressoché impossibile che l’incontro ci sia stato.
Ovviamente perché Trump non ha nessuna intenzione di collaborare con Gates e perché la politica di Trump è completamente differente dalle idee e dai progetti del cosiddetto filantropo.
C’è chi dice che Gates volesse incontrare Trump per ottenere una sorta di immunità, non per proseguire nella sua attività criminale ma per salvarsi la pelle.
I due sono lontanissimi sui temi più cari a Gates, in particolare quello relativo alla prossima pandemia e quello legato alla guerra. Parti talmente lontane che come detto non c’è stato nessun incontro. Bill Gates non è mai stato così solo, Bill Gates non ha mai avuto così tanta paura. Tanto che probabilmente il vero motivo circa la richiesta di incontro sta nel desiderio del filantropo di salvarsi la pelle.
Quindi i temi più cari a Gates sono la nuova pandemia e la guerra? Bene, allora vale la pena spendere un editoriale sulla guerra secondo Gates, uno sulla nuova pandemia secondo Gates ed uno sul futuro dell’Oms.
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IL COMMENTO AL VIDEO | Anzitutto un passo indietro. “Il collegio regionale di garanzia elettorale ha dichiarato decaduta dalla carica di consigliere regionale Alessandra Todde, che perderebbe quindi anche quella di presidente della Regione.
Dopo un lungo lavoro di vaglio delle spese tenute durante la campagna elettorale dell’inizio del 2024 sono state rilevate delle inadempienze che hanno portato all’emissione di un’ordinanza ingiunzione indirizzata al Consiglio regionale, che deve stabilire una data per la decisione sulla decadenza: la decisione è affidata alla massima assemblea sarda.
Stando quanto trapela, tutti gli aspetti contestati verranno chiariti – Todde aveva già provveduto attraverso una memoria – e si procederà con l’impugnazione della decisione notificata”.
Oggi
Abbiamo le prove che la Todde non è stata dichiarata decaduta senza motivo, è lei che in data 10 Marzo 2024 diceva di essersi pagata gran parte della campagna elettorale, per poi dire il contrario: “non ho sostenuto nessuna spesa”,
Draghi e molto altro: massima attenzione
Indipendentemente da come andrà a concludersi la vicenda Todde, pare sia stato Draghi a procurare lo sgambetto alla “passionaria” sarda. Sì, perché lei che è stata consulente Tesla e membro del governo Draghi proprio per stilare il decreto Draghi che porterà l’Italia ad essere una immensa distesa di pale eoliche alte trecento metri, sterminate distese di fotovoltaico, e parchi marini off-shore, con i sui rallentamenti tattici (non ripensamenti) avrebbe fatto irritare non poco l’uomo del Britannia. Guarda caso (massima attenzione) dopo che il consiglio regionale sardo con parere favorevole della Todde ha rigettato e neppure discusso la proposta di legge di iniziativa popolare frutto della raccolta di 200 mila firme in poco tempo, ha invece emanato la cosiddetta legge sulle aree idonee, ovvero luoghi inesistenti dove le rinnovabili possono essere installate.
Perché scrivo luoghi inesistenti? Perché dal ministero fanno sapere che sono state concesse nuove licenze per le cosiddette rinnovabili che andranno installate proprio nelle zone cosiddette non idonee. Questo perché la legge sarda non vale nulla rispetto ad una legge nazionale guarda caso a firma Draghi Todde.
La Todde aveva preso tempo, ciò ha dato fastidio a Draghi. Ma non è tutto, perché in Sardegna tornerà il tempo delle bombe.
Prima una strana riunione in Corsica tra indipendentisti sardi e corsi, quindi da quel momento non hanno più sollevato una sola pala eolica. Ovviamente per paura che saltassero per aria.
Poi la Todde è stata dichiarata decaduta, infine ecco la nuova nave cargo battente bandiera liberiana che ha portato nel porto di Oristano un nuovo mostruoso carico di nuove mostruose pale eoliche altre trecento metri. Infine, a Villacidro sono ripresi i lavori per la realizzazione e la conclusione del primo immenso parco eolico in Sardegna.
Infine c’è chi dice che Draghi abbia sorseggiato uno sprint al ricevere le notizie che vi ho fornito.
Mi raccomando unite i puntini, perché poi ben sapete (vi ho mostrato tutti i documenti e e le mappe) si parte in Sardegna ma sarà così in tutta Italia.
E le terre fertili confiscate senza preavviso? Bhe è in programma la carestia.
P.S. Sarebbe bellissimo se qualcuno leggesse questo pezzo e lo condividesse, rischiare (perché sto rischiando grosso anche stavolta) non ha senso quando nessuno ti legge. Ma ho il dovere di scrivere e rischiare anche per una manciata di persone, che qui presenti ringrazio di cuore.
Davide Zedda
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Dopo un lungo lavoro di vaglio delle spese tenute durante la campagna elettorale dell’inizio del 2024 sono state rilevate delle inadempienze che hanno portato all’emissione di un’ordinanza ingiunzione indirizzata al Consiglio regionale, che deve stabilire una data per la decisione sulla decadenza: la decisione è affidata alla massima assemblea sarda.
Stando quanto trapela, tutti gli aspetti contestati verranno chiariti – Todde aveva già provveduto attraverso una memoria – e si procederà con l’impugnazione della decisione notificata”.
Oggi
Abbiamo le prove che la Todde non è stata dichiarata decaduta senza motivo, è lei che in data 10 Marzo 2024 diceva di essersi pagata gran parte della campagna elettorale, per poi dire il contrario: “non ho sostenuto nessuna spesa”,
Draghi e molto altro: massima attenzione
Indipendentemente da come andrà a concludersi la vicenda Todde, pare sia stato Draghi a procurare lo sgambetto alla “passionaria” sarda. Sì, perché lei che è stata consulente Tesla e membro del governo Draghi proprio per stilare il decreto Draghi che porterà l’Italia ad essere una immensa distesa di pale eoliche alte trecento metri, sterminate distese di fotovoltaico, e parchi marini off-shore, con i sui rallentamenti tattici (non ripensamenti) avrebbe fatto irritare non poco l’uomo del Britannia. Guarda caso (massima attenzione) dopo che il consiglio regionale sardo con parere favorevole della Todde ha rigettato e neppure discusso la proposta di legge di iniziativa popolare frutto della raccolta di 200 mila firme in poco tempo, ha invece emanato la cosiddetta legge sulle aree idonee, ovvero luoghi inesistenti dove le rinnovabili possono essere installate.
Perché scrivo luoghi inesistenti? Perché dal ministero fanno sapere che sono state concesse nuove licenze per le cosiddette rinnovabili che andranno installate proprio nelle zone cosiddette non idonee. Questo perché la legge sarda non vale nulla rispetto ad una legge nazionale guarda caso a firma Draghi Todde.
La Todde aveva preso tempo, ciò ha dato fastidio a Draghi. Ma non è tutto, perché in Sardegna tornerà il tempo delle bombe.
Prima una strana riunione in Corsica tra indipendentisti sardi e corsi, quindi da quel momento non hanno più sollevato una sola pala eolica. Ovviamente per paura che saltassero per aria.
Poi la Todde è stata dichiarata decaduta, infine ecco la nuova nave cargo battente bandiera liberiana che ha portato nel porto di Oristano un nuovo mostruoso carico di nuove mostruose pale eoliche altre trecento metri. Infine, a Villacidro sono ripresi i lavori per la realizzazione e la conclusione del primo immenso parco eolico in Sardegna.
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