Davide Zedda (Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione)
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L’AUDIO DEL BUONGIORNO 774💫

Davide

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Davide Zedda

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💥💥💥KONARÈ SEMPRE DA ASCOLTARE

‼️ Konarè è una delle pochissime voci libere in Italia.
Una voce che non ha paura di parlare contro Mattarella e prendersi le denunce per vilipendio, per aver detto la verità.
Konaré sostiene che Unione Europea, Stati Uniti e Israele stanno ricoprendo solo un ruolo e che questo ruolo sia eterodiretto dall'alto, con lo scopo di mantenere l'impero e l'impero di cui si parla non ha confini perché è quello massonico finanziario, apolide per eccellenza.

Come poterlo contraddire?

(FONTE)

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💥💥💥Roma 5G: perché gli alberi della capitale stanno scomparendo?

La verità dietro il segnale digitale

1. Introduzione: Un paesaggio che cambia sotto i nostri occhi

Passeggiando per le strade di Roma, è impossibile non avvertire un senso di inquietudine. Quello che era il profilo monumentale dei nostri storici viali alberati si sta assottigliando, vittima di un "massacro" silenzioso e inesorabile. Platani e pini, i custodi viventi della Città Eterna, stanno scomparendo a un ritmo che la scusa della "manutenzione" non può più giustificare. Dietro questa spoliazione si cela un progetto radicale: #Roma5G.

Non si tratta di una semplice evoluzione tecnologica, ma di una vera e propria colonizzazione dello spazio pubblico. Siamo di fronte a un intervento sistemico che sacrifica il patrimonio biologico della capitale sull'altare della velocità digitale. In questa indagine, sveleremo i meccanismi contrattuali e finanziari che hanno trasformato il verde urbano in un ostacolo al profitto, analizzando come il "sacrificio" della natura sia diventato una clausola scritta a tinte forti tra le righe di accordi milionari.

2. Il patto dei 25 Anni: I numeri dietro il "Progetto #Roma5G"

A fine 2023, il Comune di Roma ha siglato una convenzione che vincola la città per un quarto di secolo. L'accordo è stato stretto con Smart City Roma, società di scopo controllata dal colosso delle infrastrutture INWIT. Parlare di 25 anni in ambito tecnologico significa parlare di un tempo infinito: l'amministrazione ha scelto di ipotecare il suolo pubblico e il suo patrimonio arboreo per una tecnologia che tra cinque anni sarà probabilmente obsoleta, ma i cui vincoli fisici peseranno sulle generazioni future.

L'operazione si regge su cifre che non ammettono repliche:

* Investimento Totale: 93 milioni di euro.

* Ripartizione dei Fondi: 20 milioni di euro di denaro pubblico (legati anche ai fondi del Giubileo) e 73 milioni messi sul piatto dal privato tramite Project Financing.

* L’Infrastruttura: La copertura totale delle metropolitane e la disseminazione capillare in superficie di migliaia di "Small Cells" (micro-antenne) e sensori IoT installati su pali e lampioni.

3. L'Inganno del "Neutral Host": Perché il Segnale non Ammette Ostacoli

Il cuore economico dell’accordo risiede nel modello Neutral Host. In questo schema, INWIT non agisce per un singolo operatore, ma costruisce un'unica infrastruttura "condivisa" che ospita contemporaneamente TIM, Vodafone e altri gestori. È qui che il conflitto con gli alberi diventa brutale: affinché l’investimento privato di 73 milioni frutti, l'antenna deve garantire il 100% dell'operatività per ogni operatore ospitato.

Se le fronde di un platano interferiscono con il segnale di anche un solo gestore, l’intero modello economico vacilla. In questo scenario, il "campo libero" non è più un’esigenza tecnica, ma una priorità contrattuale assoluta che schiaccia la tutela dell’ambiente. L'albero cessa di essere un bene comune e diventa un costo, un'interferenza da eliminare per non compromettere i dividendi.

4. La "Licenza di Uccidere": la clausola della visibilità del segnale

La minaccia per il verde urbano è codificata nei contratti sotto voci burocratiche come "Oneri di manutenzione". Esiste una clausola tecnica specifica che obbliga il Comune a garantire la "piena operatività degli apparati". Il meccanismo è di una ferocia estrema: se un albero cresce e le sue foglie "oscurano" l'antenna posta su un lampione, la TowerCo segnala un "disservizio tecnico".

A quel punto, l'obbligo passa al Comune, che è contrattualmente tenuto a intervenire. Se non pota drasticamente o non abbatte, l'amministrazione rischia di pagare pesanti penali alla società privata per aver impedito il profitto derivante dall'affitto del segnale. Come denunciato dal movimento per la "Resistenza Ontologica":

"Stanno usando il nostro suolo pubblico per fare un business privato sulla nostra pelle (e sui nostri alberi) con la complicità dei Comuni e la loro avidità di fare cassa."

(FINE PARTE 1 - SEGUE PARTE 2)

(FONTE)

T.ME/DAVIDE_ZEDDA
💥💥💥Roma 5G: perché gli alberi della capitale stanno scomparendo? (PARTE 2 FINALE)

5. Verde tecnico vs verde pubblico: Il "Trojan Horse" dei lampioni a LED

Per aggirare i vincoli ambientali, i bandi di gara operano una trasformazione semantica: il verde urbano viene riclassificato come "ostacolo alle infrastrutture critiche". Si usa il trucco della "sicurezza" (le telecamere di sorveglianza sui lampioni) per giustificare tagli che servono esclusivamente a liberare la strada al 5G.

Parallelamente, il piano da 65 milioni di euro per la modernizzazione dell'illuminazione pubblica (gestito da Areti) funge da cavallo di Troia. Molti di questi nuovi lampioni a LED sono "tralicci mascherati", già predisposti per ospitare micro-antenne. Il Comune vanta il "risparmio" energetico dei LED, ma tace su quanto incassa — o quanto sconta dai debiti — permettendo alle TowerCo di installare apparati che portano il segnale a superare i 15 V/m, raggiungendo picchi di 61 V/m.

6. Il paradosso legale: perché il TAR non ferma le motoseghe

La giustizia amministrativa sembra impotente di fronte a questo scempio, prigioniera del concetto di "danno riparabile". Per i giudici, fermare un cantiere da 93 milioni di euro causerebbe alle aziende e al Comune un danno economico "irreparabile". Al contrario, la perdita di un albero secolare è considerata un danno "riparabile" o comunque di entità inferiore rispetto ai flussi finanziari in gioco.

È qui che emerge la disparità più scandalosa: le TowerCo prendono in affitto i nostri lampioni e il suolo pubblico per "pochi spiccioli", ma riaffittando quello spazio a quattro operatori contemporaneamente arrivano a guadagnare dieci volte (10x) quello che pagano al Comune. Noi cittadini restiamo senza ombra e sotto l'esposizione di 61 V/m, mentre i privati incassano dividendi milionari.

7. Conclusione: verso una "Resistenza Ontologica"

La trasformazione di Roma non è solo urbanistica, è una privatizzazione del diritto alla salute e alla bellezza. Il suolo pubblico è diventato una piattaforma di profitto e la vegetazione un'interferenza tecnica. Di fronte a questo scenario, la risposta non può essere solo burocratica, ma deve configurarsi come una "Resistenza Ontologica".

È tempo che il Cittadino Sovrano intervenga in autotutela, agendo come custode dello Stato di Diritto e del patrimonio naturale che le istituzioni non sembrano più in grado — o intenzionate — di difendere. Dobbiamo chiederci, prima che l'ultimo platano venga abbattuto: la velocità di una connessione digitale vale davvero il sacrificio sistematico dell'ossigeno, dell'ombra e dell'anima stessa della nostra città? La nostra ombra vale più del loro segnale.

(FONTE)

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Sempre attuale. Il 2 Giugno va ricordato per ciò che è, non può passare il concetto di festa della repubblica. Intanto l’Italia è una repubblica poco democratica con picchi di atrocità che abbiamo vissuto ad esempio durante l’apartheid e più in generale in questi ultimi quattro anni, ma non solo. Fondata sul lavoro? Assolutamente no. La sovranità appartiene al popolo?

Assolutamente no. L’Italia è una repubblica figlia degli accordi di Jalta, o meglio, delle imposizioni di Jalta. Accordi e imposizioni che fin da subito hanno reso l’Italia una repubblica a sovranità limitata, schiava di Washington (dove da sempre sono arrivati gli ordini più importanti e non), poi schiava della NATO e della Unione Europea. La sovranità nazionale ha visto il proprio momento di gloria con la vicenda ed i fatti di Sigonella.

Mi piace evidenziare (non si può non farlo), che la tanto odiata prima repubblica (che andava demolita per fare spazio alla strada che poi avrebbe portato ai politici di oggi), vantava nomi (giusto qualcuno), come Moro, Berlinguer, La Malfa, Almirante, Craxi, Andreotti. Comunque la su pensi o la si voglia pensare, nomi di altissimo livello, di caratura mondiale. Con la caduta della prima repubblica, e più in generale dopo il golpe di mani pulite, il concetto di sovranità nazionale e democrazia, sono stati definitivamente spazzati via. C’è un’agenda, chiunque va al potere si piega ad essa. Punto. Provo imbarazzo nel pensare che mentre scrivo è in corso a Roma la parata militare, che personalmente mi riconduce alla mente la canzone di Fabrizio De André dal titolo Sulla cattiva strada vi consiglio vivamente di ascoltare.

Davide Zedda

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Da viaggiatore venuto dal passato, il Cantastorie si trasferisce a ritmo festoso ed incalzante sulla sua amata Luna. Vivrà lì a modo suo, ed attraverso un telescopio vedrà ciò che accade sulla Terra

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BREVE COMMENTO | La butto lì, visto che per Ansa si tratta di cause ignote: vaccino anti covid 19: scommettiamo che ho ragione? Peraltro tutti i vaccinati tridosati (così indicano molti studi) hanno una prospettiva di vita non superiore ai dieci anni.

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‼️Disintossicazione Spike: perché il Protocollo DOTT. McCullough è vitale anche dopo anni

✔️Molti credono che, a distanza di anni dall'inoculazione o dall'infezione, il corpo abbia ormai "smaltito" tutto. La realtà biochimica del 2026 ci dice l'esatto contrario: la Proteina Spike è una biotossina bio-persistente.

✔️Grazie a tecnologie ultra-sensibili, sappiamo che frammenti di questa proteina rimangono sequestrati nei monociti e nei tessuti endoteliali per un tempo indefinito, alimentando un'infiammazione cronica silenziosa.

✔️Ecco perché il protocollo di "Base Spike Detox" del Dr. Peter McCullough non è solo attuale, ma necessario.

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💥💥💥 Franco Prodi: “Il cambiamento climatico è connaturato al clima: non può non cambiare. Immaginiamo che il sole sia una lampada e la terra una palla. La distanza varia nei millenni (causa astronomica) e l'intensità della lampada non è costante (causa astrofisica)."

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