Davide Zedda (Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione)
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💥💥💥Roma 5G: perché gli alberi della capitale stanno scomparendo?

La verità dietro il segnale digitale

1. Introduzione: Un paesaggio che cambia sotto i nostri occhi

Passeggiando per le strade di Roma, è impossibile non avvertire un senso di inquietudine. Quello che era il profilo monumentale dei nostri storici viali alberati si sta assottigliando, vittima di un "massacro" silenzioso e inesorabile. Platani e pini, i custodi viventi della Città Eterna, stanno scomparendo a un ritmo che la scusa della "manutenzione" non può più giustificare. Dietro questa spoliazione si cela un progetto radicale: #Roma5G.

Non si tratta di una semplice evoluzione tecnologica, ma di una vera e propria colonizzazione dello spazio pubblico. Siamo di fronte a un intervento sistemico che sacrifica il patrimonio biologico della capitale sull'altare della velocità digitale. In questa indagine, sveleremo i meccanismi contrattuali e finanziari che hanno trasformato il verde urbano in un ostacolo al profitto, analizzando come il "sacrificio" della natura sia diventato una clausola scritta a tinte forti tra le righe di accordi milionari.

2. Il patto dei 25 Anni: I numeri dietro il "Progetto #Roma5G"

A fine 2023, il Comune di Roma ha siglato una convenzione che vincola la città per un quarto di secolo. L'accordo è stato stretto con Smart City Roma, società di scopo controllata dal colosso delle infrastrutture INWIT. Parlare di 25 anni in ambito tecnologico significa parlare di un tempo infinito: l'amministrazione ha scelto di ipotecare il suolo pubblico e il suo patrimonio arboreo per una tecnologia che tra cinque anni sarà probabilmente obsoleta, ma i cui vincoli fisici peseranno sulle generazioni future.

L'operazione si regge su cifre che non ammettono repliche:

* Investimento Totale: 93 milioni di euro.

* Ripartizione dei Fondi: 20 milioni di euro di denaro pubblico (legati anche ai fondi del Giubileo) e 73 milioni messi sul piatto dal privato tramite Project Financing.

* L’Infrastruttura: La copertura totale delle metropolitane e la disseminazione capillare in superficie di migliaia di "Small Cells" (micro-antenne) e sensori IoT installati su pali e lampioni.

3. L'Inganno del "Neutral Host": Perché il Segnale non Ammette Ostacoli

Il cuore economico dell’accordo risiede nel modello Neutral Host. In questo schema, INWIT non agisce per un singolo operatore, ma costruisce un'unica infrastruttura "condivisa" che ospita contemporaneamente TIM, Vodafone e altri gestori. È qui che il conflitto con gli alberi diventa brutale: affinché l’investimento privato di 73 milioni frutti, l'antenna deve garantire il 100% dell'operatività per ogni operatore ospitato.

Se le fronde di un platano interferiscono con il segnale di anche un solo gestore, l’intero modello economico vacilla. In questo scenario, il "campo libero" non è più un’esigenza tecnica, ma una priorità contrattuale assoluta che schiaccia la tutela dell’ambiente. L'albero cessa di essere un bene comune e diventa un costo, un'interferenza da eliminare per non compromettere i dividendi.

4. La "Licenza di Uccidere": la clausola della visibilità del segnale

La minaccia per il verde urbano è codificata nei contratti sotto voci burocratiche come "Oneri di manutenzione". Esiste una clausola tecnica specifica che obbliga il Comune a garantire la "piena operatività degli apparati". Il meccanismo è di una ferocia estrema: se un albero cresce e le sue foglie "oscurano" l'antenna posta su un lampione, la TowerCo segnala un "disservizio tecnico".

A quel punto, l'obbligo passa al Comune, che è contrattualmente tenuto a intervenire. Se non pota drasticamente o non abbatte, l'amministrazione rischia di pagare pesanti penali alla società privata per aver impedito il profitto derivante dall'affitto del segnale. Come denunciato dal movimento per la "Resistenza Ontologica":

"Stanno usando il nostro suolo pubblico per fare un business privato sulla nostra pelle (e sui nostri alberi) con la complicità dei Comuni e la loro avidità di fare cassa."

(FINE PARTE 1 - SEGUE PARTE 2)

(FONTE)

T.ME/DAVIDE_ZEDDA