ISRAELE: L’ELEFANTE NELLA STANZA DELLO SCANDALO EPSTEIN.
C’è qualcosa che non torna nella narrazione mediatica dello scandalo Epstein. Da una prima analisi dei documenti rilasciati, risulta evidente che questa storia va ben al di là di una storia di depravazione con tanto di traffico di ragazze e sfruttamento di minori. C’è anche questo, certo, e già sarebbe orribile, un viaggio negli abissi della barbarie predatoria delle élite globali. Ma dietro c’è molto di più, e molto di peggio.
Il vero cuore della vicenda, che i media mainstream cercano affannosamente di nascondere (perfino deviando il discorso verso "piste russe" dell'ultima ora), è la natura di operazione eversiva di intelligence internazionale, volta al ricatto e al controllo dei vertici decisionali dell'Occidente. E al centro di questa rete, i fili portano quasi ossessivamente in una sola direzione: Israele.
E questo spiegherebbe, tra le altre cose, come è stato possibile per Israele portare avanti un genocidio in diretta senza mai perdere il sostegno occidentale.
Ecco i punti di cui i media non parlano:
* L'eredità dei Maxwell: Ghislaine Maxwell (ex compagna di Epstein, già condannata a 20 anni di carcere per adescamento di minori ed altri reati) non era solo una "madame". È la figlia di Robert Maxwell, magnate dell'editoria e, come confermato da documenti e funerali di Stato a Gerusalemme, asset di altissimo livello del Mossad. È stato lui a introdurre la figlia e lo stesso Epstein in certi circuiti. Parlare di Ghislaine ignorando il Mossad è come parlare di un film ignorando il regista.
* La "Influence Matrix": Tra i milioni di pagine pubblicati nel 2026, emerge un documento inquietante che mappa i VIP definiti "ostili" o "anti-sionisti". Non video pedopornografici, ma dossier finanziari e reputazionali su figure come Roger Waters, Emma Thompson e altri, studiati per esercitare pressioni economiche e silenziarne il dissenso politico. Perché un "predatore sessuale" dovrebbe preoccuparsi delle posizioni politiche di un artista su Gaza? La risposta è ovvia: non era lui a preoccuparsene, ma i suoi mandanti.
* L'immunità di Ehud Barak: Mentre i media si concentrano su Clinton o Trump per solleticare il tifo elettorale, passano sotto silenzio le innumerevoli visite dell'ex Primo Ministro israeliano Ehud Barak nelle residenze di Epstein. Barak è stato il volto politico di questo legame, un ponte diretto tra la sicurezza israeliana e l'isola di Jeffrey.
* Il software PROMIS e la Cyber-Sorveglianza: I file rivelano che Epstein si è avvalso dei più efficaci metodi di cyber-sorveglianza, presumibilmente di origine militare. La capacità di ricattare i potenti oggi passa per i software (molti dei quali di produzione israeliana) che hanno affiancato le centinaia di microcamere nascoste nelle ville. Affidare la nostra sicurezza informatica (come stava per fare il governo Meloni) a chi detiene questi dossier, significa consegnare le chiavi della nostra democrazia.
Perché i media tacciono? Semplice. Se ammettessero il coinvolgimento del Mossad, dovrebbero ammettere che la politica estera occidentale degli ultimi vent'anni è stata, almeno in parte, ostaggio di un sistema di ricatto e coercizione coordinato da un “alleato”. È molto più comodo parlare di Putin o di "depravazione isolata" piuttosto che riconoscere una sovranità sequestrata.
L'isola di Epstein non era un parco giochi per orchi; era un laboratorio di ingegneria politica. E finché non avremo il coraggio di nominare l'elefante nella stanza, continueremo a essere spettatori di una recita scritta da altri.
di Giorgio Guidotti
#TGP #Epsteinfiles
Fonte: https://www.facebook.com/giorgio.guidotti.73/posts/pfbid02mZ5a8vxbeQ3cz9DL5gbsmX9waQNZnnhtSkPcqfvhY7EpFFoLpzQQ6WEozTpmm9Unl?rdid=1xgVAd39stcNFdTb#
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C’è qualcosa che non torna nella narrazione mediatica dello scandalo Epstein. Da una prima analisi dei documenti rilasciati, risulta evidente che questa storia va ben al di là di una storia di depravazione con tanto di traffico di ragazze e sfruttamento di minori. C’è anche questo, certo, e già sarebbe orribile, un viaggio negli abissi della barbarie predatoria delle élite globali. Ma dietro c’è molto di più, e molto di peggio.
Il vero cuore della vicenda, che i media mainstream cercano affannosamente di nascondere (perfino deviando il discorso verso "piste russe" dell'ultima ora), è la natura di operazione eversiva di intelligence internazionale, volta al ricatto e al controllo dei vertici decisionali dell'Occidente. E al centro di questa rete, i fili portano quasi ossessivamente in una sola direzione: Israele.
E questo spiegherebbe, tra le altre cose, come è stato possibile per Israele portare avanti un genocidio in diretta senza mai perdere il sostegno occidentale.
Ecco i punti di cui i media non parlano:
* L'eredità dei Maxwell: Ghislaine Maxwell (ex compagna di Epstein, già condannata a 20 anni di carcere per adescamento di minori ed altri reati) non era solo una "madame". È la figlia di Robert Maxwell, magnate dell'editoria e, come confermato da documenti e funerali di Stato a Gerusalemme, asset di altissimo livello del Mossad. È stato lui a introdurre la figlia e lo stesso Epstein in certi circuiti. Parlare di Ghislaine ignorando il Mossad è come parlare di un film ignorando il regista.
* La "Influence Matrix": Tra i milioni di pagine pubblicati nel 2026, emerge un documento inquietante che mappa i VIP definiti "ostili" o "anti-sionisti". Non video pedopornografici, ma dossier finanziari e reputazionali su figure come Roger Waters, Emma Thompson e altri, studiati per esercitare pressioni economiche e silenziarne il dissenso politico. Perché un "predatore sessuale" dovrebbe preoccuparsi delle posizioni politiche di un artista su Gaza? La risposta è ovvia: non era lui a preoccuparsene, ma i suoi mandanti.
* L'immunità di Ehud Barak: Mentre i media si concentrano su Clinton o Trump per solleticare il tifo elettorale, passano sotto silenzio le innumerevoli visite dell'ex Primo Ministro israeliano Ehud Barak nelle residenze di Epstein. Barak è stato il volto politico di questo legame, un ponte diretto tra la sicurezza israeliana e l'isola di Jeffrey.
* Il software PROMIS e la Cyber-Sorveglianza: I file rivelano che Epstein si è avvalso dei più efficaci metodi di cyber-sorveglianza, presumibilmente di origine militare. La capacità di ricattare i potenti oggi passa per i software (molti dei quali di produzione israeliana) che hanno affiancato le centinaia di microcamere nascoste nelle ville. Affidare la nostra sicurezza informatica (come stava per fare il governo Meloni) a chi detiene questi dossier, significa consegnare le chiavi della nostra democrazia.
Perché i media tacciono? Semplice. Se ammettessero il coinvolgimento del Mossad, dovrebbero ammettere che la politica estera occidentale degli ultimi vent'anni è stata, almeno in parte, ostaggio di un sistema di ricatto e coercizione coordinato da un “alleato”. È molto più comodo parlare di Putin o di "depravazione isolata" piuttosto che riconoscere una sovranità sequestrata.
L'isola di Epstein non era un parco giochi per orchi; era un laboratorio di ingegneria politica. E finché non avremo il coraggio di nominare l'elefante nella stanza, continueremo a essere spettatori di una recita scritta da altri.
di Giorgio Guidotti
#TGP #Epsteinfiles
Fonte: https://www.facebook.com/giorgio.guidotti.73/posts/pfbid02mZ5a8vxbeQ3cz9DL5gbsmX9waQNZnnhtSkPcqfvhY7EpFFoLpzQQ6WEozTpmm9Unl?rdid=1xgVAd39stcNFdTb#
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💥💥💥La guerra inevitabile
La UE e gli USA hanno bisogno delle risorse e del territorio russo. Per molte ragioni, di natura economica (riserve energetiche, alimentari, l'artico, le rotte commerciali) e politiche, cioè accerchiare la Cina e contenere il suo sviluppo, che sta permettendo ai paesi non occidentali di riappropriarsi delle proprie risorse e di liberarsi dal colonialismo, in Africa, dove la Francia perde la possibilità di sfruttare quei paesi, in America Latina, in Asia.
Avevano un accesso alle risorse russe, ma senza esserne padroni. Questa guerra è iniziata perché l'Occidente pensava di potersene appropriare in fretta, che la Russia sarebbe crollata in pochi mesi o poche settimane, che ci sarebbe stato un regime change e si sarebbe disintegrata come stato, dando origine a tante piccole repubbliche facilmente dominabili.
Draghi fu molto chiaro: poche settimane, qualche sacrificio temporaneo e poi padroni noi delle risorse russe.
Le cose sono andate diversamente. La Russia ha sofferto e sta soffrendo delle sanzioni e della guerra, ma sta tenendo duro, e' unita, e sta sviluppando il processo di disaccoppiamento dall'Europa. Gli investimenti vanno verso l'estremo oriente, si cerca di attrarre li fette crescente di popolazione, il partner fondamentale è la Cina.
La Russia si sta dirigendo a est, come tutto il mondo del resto. L'Europa diverrà un promontorio insignificante del continente asiatico. In dieci anni sarà ai margini del mondo.
La UE pensava di potersi appropriare in fretta delle sue risorse, e ora si trova alla disperazione, un angolo del mondo sempre più provinciale, povero. Prezzo del diesel oltre ogni ragionevole sopportabilità, gas pure, dissangua le sue popolazioni per dare una spallata che fallisce.
Voleva isolare la Russia e si è isolata dal mondo. In Francia lo 11% delle pompe di benzina sono chiuse per mancanza di carburante, gli usa non esportano carburante per contenere il suo prezzo interno.
L'Europa non può sostenere a lungo tutto ciò, senza accesso alle risorse russe muore molto in fretta.
Per la UE la guerra è necessaria, deve cercarla a ogni costo.
Per questo cercherà la guerra frontale, deve fare in fretta, farà di tutto perché si giunga a una guerra con la Russia. Le provocazioni aumenteranno, si cercherà di costringere la Russia a reagire. Ieri 1600 droni coi soldi nostri su Mosca.
Se la Russia non reagisce si aumenterà l'aggressione. Là si deve costringere a difendersi.
Non lasceranno alla Russia altra scelta.
I tedeschi spostano reparti al confine, quel tricheco di ammiraglio dice che siamo pronti alla guerra, in Germania si stanno preparando a ricevere soldati feriti in battaglia.
La guerra non sarà però solo sul fianco est. Tutto il mediterraneo sarà in fiamme.
L'Algeria può essere una base di lancio, le nostre coste saranno sotto attacco, i rifornimenti energetici ridotti a zero, e già l'Arabia Saudita ha detto che per un mese niente forniture a causa degli attacchi dei ribelli dello Yemen.
Può essere una carneficina di dimensioni mai viste. Tutte le nostre vite saranno sconvolte.
E' questo che vogliamo? Chi insiste per alzare il livello dello scontro dove vuole andare?
di Vincenzo Costa
#TGP #UE #Europa #Russia
Fonte: https://www.facebook.com/61561606079225/posts/122222150276386869/
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La UE e gli USA hanno bisogno delle risorse e del territorio russo. Per molte ragioni, di natura economica (riserve energetiche, alimentari, l'artico, le rotte commerciali) e politiche, cioè accerchiare la Cina e contenere il suo sviluppo, che sta permettendo ai paesi non occidentali di riappropriarsi delle proprie risorse e di liberarsi dal colonialismo, in Africa, dove la Francia perde la possibilità di sfruttare quei paesi, in America Latina, in Asia.
Avevano un accesso alle risorse russe, ma senza esserne padroni. Questa guerra è iniziata perché l'Occidente pensava di potersene appropriare in fretta, che la Russia sarebbe crollata in pochi mesi o poche settimane, che ci sarebbe stato un regime change e si sarebbe disintegrata come stato, dando origine a tante piccole repubbliche facilmente dominabili.
Draghi fu molto chiaro: poche settimane, qualche sacrificio temporaneo e poi padroni noi delle risorse russe.
Le cose sono andate diversamente. La Russia ha sofferto e sta soffrendo delle sanzioni e della guerra, ma sta tenendo duro, e' unita, e sta sviluppando il processo di disaccoppiamento dall'Europa. Gli investimenti vanno verso l'estremo oriente, si cerca di attrarre li fette crescente di popolazione, il partner fondamentale è la Cina.
La Russia si sta dirigendo a est, come tutto il mondo del resto. L'Europa diverrà un promontorio insignificante del continente asiatico. In dieci anni sarà ai margini del mondo.
La UE pensava di potersi appropriare in fretta delle sue risorse, e ora si trova alla disperazione, un angolo del mondo sempre più provinciale, povero. Prezzo del diesel oltre ogni ragionevole sopportabilità, gas pure, dissangua le sue popolazioni per dare una spallata che fallisce.
Voleva isolare la Russia e si è isolata dal mondo. In Francia lo 11% delle pompe di benzina sono chiuse per mancanza di carburante, gli usa non esportano carburante per contenere il suo prezzo interno.
L'Europa non può sostenere a lungo tutto ciò, senza accesso alle risorse russe muore molto in fretta.
Per la UE la guerra è necessaria, deve cercarla a ogni costo.
Per questo cercherà la guerra frontale, deve fare in fretta, farà di tutto perché si giunga a una guerra con la Russia. Le provocazioni aumenteranno, si cercherà di costringere la Russia a reagire. Ieri 1600 droni coi soldi nostri su Mosca.
Se la Russia non reagisce si aumenterà l'aggressione. Là si deve costringere a difendersi.
Non lasceranno alla Russia altra scelta.
I tedeschi spostano reparti al confine, quel tricheco di ammiraglio dice che siamo pronti alla guerra, in Germania si stanno preparando a ricevere soldati feriti in battaglia.
La guerra non sarà però solo sul fianco est. Tutto il mediterraneo sarà in fiamme.
L'Algeria può essere una base di lancio, le nostre coste saranno sotto attacco, i rifornimenti energetici ridotti a zero, e già l'Arabia Saudita ha detto che per un mese niente forniture a causa degli attacchi dei ribelli dello Yemen.
Può essere una carneficina di dimensioni mai viste. Tutte le nostre vite saranno sconvolte.
E' questo che vogliamo? Chi insiste per alzare il livello dello scontro dove vuole andare?
di Vincenzo Costa
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Fonte: https://www.facebook.com/61561606079225/posts/122222150276386869/
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