Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ INTRODUZIONE A "I VERSI AUREI DI PITAGORA"❗️
Francesco Centineo
◾️ Questo è un libro antico, scritto nel 1800, da un uomo meraviglioso, un grande intellettuale che è stato certamente uno dei più grandi saggi d’occidente; Antoine Fabre D’Olivet con il suo influsso intellettuale è riuscito ad ispirare persino il maestro Guénon che spesso lo ha citato nei suoi studi e fu un uomo talmente scomodo da essere condannato sia da Napoleone che dal Papa. Il suo interesse per Pitagora e le opere risultanti hanno avviato il risveglio del Neopitagorismo.
◾️ Lo studio si apre con una lunghissima digressione sulla nascita della Poesia e sul significato di questa scienza meravigliosa che poi altro non è se non la scienza del tempo, del suono e del ritmo, ovvero, del «Verbo di Dio»; il Poeta è «ispirato» poiché è un uomo speciale, folgorato dal genio divino; il vero Poeta non è colui che è in grado di fabbricare versi tecnicamente perfetti, ciò non basta, Poeta può definirsi solamente quell’uomo santo e saggio in grado di comporre versi immortali; scrive l’Olivet all’inizio del suo studio:
◾️ «Come si sbagliano coloro che ingannati falla consuetudine ritengono stupidamente che l’immensa reputazione di Orfeo, di Omero, di Pindaro, di Eschilo e di Sofocle, e l’immortalità di cui sono onorati, sia dovuta solamente alla struttura delle loro opere, all’armonia dei loro versi e al felice utilizzo dei loro talento! Queste apparenze lusinghiere, che costituiscono la mera forma della loro poesia, sarebbero scomparse già da tempo, si sarebbero sbriciolate come fragili vasi nel torrente dei secoli, se l’intelligenza che le anima non le avesse rese eterne.»
◾️ L’Olivet, riprendendo gli studi del cancelliere Bacone, sottolinea una questione centrale e fondamentale distinguendo ciò che caratterizza la forma della composizione poetica dall’essenza della Poesia: quest’essenza è ciò che rende la Poesia «immortale»; una composizione poetica sopravvive al tempo solamente se è animata ed ispirata dagli Iddei, ovvero: dalle «idee»; la Poesia non dipende principalmente dalla forma, la forma la riveste ma il corpus poetico, che rende l’opera eterna, secondo Olivet, dipende dall’essenza divina che la rende perpetuamente vivente; l’essenza della poesia è poietica, ovvero: «creatrice»; scriveva l’Olivet:
«La vera Poesia non dipende da questi fattori [formali], dipende dalle idee primordiali che il genio del poeta, nella sua somma ispirazione, ha saputo cogliere nella natura intellettiva, che poi il suo talento ha reso evidenti nella natura elementare... Prosegue su Sfero ⤵️
Articolo integrale
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
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◾️ Questo è un libro antico, scritto nel 1800, da un uomo meraviglioso, un grande intellettuale che è stato certamente uno dei più grandi saggi d’occidente; Antoine Fabre D’Olivet con il suo influsso intellettuale è riuscito ad ispirare persino il maestro Guénon che spesso lo ha citato nei suoi studi e fu un uomo talmente scomodo da essere condannato sia da Napoleone che dal Papa. Il suo interesse per Pitagora e le opere risultanti hanno avviato il risveglio del Neopitagorismo.
◾️ Lo studio si apre con una lunghissima digressione sulla nascita della Poesia e sul significato di questa scienza meravigliosa che poi altro non è se non la scienza del tempo, del suono e del ritmo, ovvero, del «Verbo di Dio»; il Poeta è «ispirato» poiché è un uomo speciale, folgorato dal genio divino; il vero Poeta non è colui che è in grado di fabbricare versi tecnicamente perfetti, ciò non basta, Poeta può definirsi solamente quell’uomo santo e saggio in grado di comporre versi immortali; scrive l’Olivet all’inizio del suo studio:
◾️ «Come si sbagliano coloro che ingannati falla consuetudine ritengono stupidamente che l’immensa reputazione di Orfeo, di Omero, di Pindaro, di Eschilo e di Sofocle, e l’immortalità di cui sono onorati, sia dovuta solamente alla struttura delle loro opere, all’armonia dei loro versi e al felice utilizzo dei loro talento! Queste apparenze lusinghiere, che costituiscono la mera forma della loro poesia, sarebbero scomparse già da tempo, si sarebbero sbriciolate come fragili vasi nel torrente dei secoli, se l’intelligenza che le anima non le avesse rese eterne.»
◾️ L’Olivet, riprendendo gli studi del cancelliere Bacone, sottolinea una questione centrale e fondamentale distinguendo ciò che caratterizza la forma della composizione poetica dall’essenza della Poesia: quest’essenza è ciò che rende la Poesia «immortale»; una composizione poetica sopravvive al tempo solamente se è animata ed ispirata dagli Iddei, ovvero: dalle «idee»; la Poesia non dipende principalmente dalla forma, la forma la riveste ma il corpus poetico, che rende l’opera eterna, secondo Olivet, dipende dall’essenza divina che la rende perpetuamente vivente; l’essenza della poesia è poietica, ovvero: «creatrice»; scriveva l’Olivet:
«La vera Poesia non dipende da questi fattori [formali], dipende dalle idee primordiali che il genio del poeta, nella sua somma ispirazione, ha saputo cogliere nella natura intellettiva, che poi il suo talento ha reso evidenti nella natura elementare... Prosegue su Sfero ⤵️
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Sfero
INTRODUZIONE A «I VERSI AUREI DI PITAGORA» · Sfero
Questo è un libro antico, scritto nel 1800, da un uomo meraviglioso, un grande intellettuale che è stato certamente uno dei più grandi saggi d’occidente; Antoine Fabre D’Olivet con il suo influsso intellettuale è riuscito ad ispirare persino il maestro Guénon…
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⚠️ LE MANI SULLE CASE❗️
Roberto Riccardi
🔴 Il partito AVS, con il supporto parziale del PD, propone una requisizione temporanea delle case sfitte a Firenze, assegnandole a canone comunale se non affittate entro 90 giorni. L’iniziativa suscita forti critiche per la presunta violazione del diritto di proprietà e la progressione verso un controllo statale sugli immobili. Anche il PD, pur criticando le requisizioni, non ha escluso l’idea del censimento e di eventuali sanzioni. La sindaca Funaro si è detta contraria, ma ha confermato il censimento, alimentando preoccupazioni sui futuri interventi.
Sommario ⬆️
----------------------------------------
⏹️ Ecco arrivare la proposta di requisizione, manco a dirlo, da AVS, partito dei campioni del pensiero in libertà come Ilaria Salis, Angelo Bonelli e che ha portato in Parlamento anche Aboubakar Soumahoro, il marito inconsapevole con gli stivali infangati e il pugno chiuso.
🔸️ Requisizione temporanea, precisano. Ma si sa che in Italia non esiste nulla di più definitivo del temporaneo. La ricetta è semplice, nel suo delirio. Censire tutte le case sfitte di Firenze, comune pilota.
🔸️ Convocare i proprietari e chiedere spiegazioni sul perché non affittino. Concedere novanta giorni per rimediare. Se il proprietario non obbedisce, requisire l’immobile e assegnarlo a chi pare al Comune, a un canone deciso dal Comune.
🔸️ Lo Stato si prende le chiavi di casa tua, decide lui l’inquilino e decide lui il prezzo. Se non è esproprio, la lingua italiana ha smesso di funzionare. Vincenzo Pizzolo, consigliere AVS e vicepresidente del Consiglio Comunale di Firenze, non si è neppure preoccupato di mascherare la sostanza.
🔸️ In Commissione Sviluppo ha dichiarato che il suo gruppo è favorevole alla requisizione e che a livello parlamentare hanno già presentato una proposta di legge. Chiaro, limpido, stalinista. D’altra parte la coerenza non manca.
🔸️ Stiamo parlando del partito che ha candidato e difeso Ilaria Salis, paladina delle occupazioni abusive. La progressione logica è impeccabile: prima si giustifica chi ti entra in casa senza permesso, poi si chiede allo Stato di farlo direttamente con un timbro e un protocollo.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
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Sommario ⬆️
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⏹️ Ecco arrivare la proposta di requisizione, manco a dirlo, da AVS, partito dei campioni del pensiero in libertà come Ilaria Salis, Angelo Bonelli e che ha portato in Parlamento anche Aboubakar Soumahoro, il marito inconsapevole con gli stivali infangati e il pugno chiuso.
🔸️ Requisizione temporanea, precisano. Ma si sa che in Italia non esiste nulla di più definitivo del temporaneo. La ricetta è semplice, nel suo delirio. Censire tutte le case sfitte di Firenze, comune pilota.
🔸️ Convocare i proprietari e chiedere spiegazioni sul perché non affittino. Concedere novanta giorni per rimediare. Se il proprietario non obbedisce, requisire l’immobile e assegnarlo a chi pare al Comune, a un canone deciso dal Comune.
🔸️ Lo Stato si prende le chiavi di casa tua, decide lui l’inquilino e decide lui il prezzo. Se non è esproprio, la lingua italiana ha smesso di funzionare. Vincenzo Pizzolo, consigliere AVS e vicepresidente del Consiglio Comunale di Firenze, non si è neppure preoccupato di mascherare la sostanza.
🔸️ In Commissione Sviluppo ha dichiarato che il suo gruppo è favorevole alla requisizione e che a livello parlamentare hanno già presentato una proposta di legge. Chiaro, limpido, stalinista. D’altra parte la coerenza non manca.
🔸️ Stiamo parlando del partito che ha candidato e difeso Ilaria Salis, paladina delle occupazioni abusive. La progressione logica è impeccabile: prima si giustifica chi ti entra in casa senza permesso, poi si chiede allo Stato di farlo direttamente con un timbro e un protocollo.
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Telegraph
LE MANI SULLE CASE
⏹️ Ecco arrivare la proposta di requisizione, manco a dirlo, da AVS, partito dei campioni del pensiero in libertà come Ilaria Salis, Angelo Bonelli e che ha portato in Parlamento anche Aboubakar Soumahoro, il marito inconsapevole con gli stivali infangati…
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⚠️ L’INDUSTRIA DELLA COLONIZZAZIONE LUNARE
Cesare Alemanni
🔴 L’articolo esplora le dinamiche industriali e politiche che governeranno la futura colonizzazione lunare, sottolineando come il processo non inizi con l’estrazione di risorse ma con la costruzione di infrastrutture e reti logistico-economiche. La Luna, vuota di abitanti ma ricca di significati scientifici e culturali, rischia di essere ridotta a un oggetto estrattivo, alimentando una versione cosmica dell’estrattivismo. Chi controlla logistica e normative spaziali potrà controllare anche la ricchezza della frontiera. Il testo invita a riflettere sull’impatto ambientale e sociale di questa futura industria.
Sommario ⬆️
---------------------------------------
⏹️ Nella celebre Trilogia di Marte – autentico capolavoro della fantascienza “realistica”, lo scrittore Kim Stanley Robinson immagina la colonizzazione del pianeta rosso non come una conquista eroica, ma come un processo politico e industriale.
🔹️ Prima arrivano gli scienziati, poi gli ingegneri, poi le infrastrutture, poi le corporation, poi i conflitti su chi possiede cosa, chi fa le regole, chi controlla le risorse e chi trasforma un mondo vuoto in una nuova società.
🔹️ È una delle intuizioni più potenti dell’opera: la colonizzazione di un nuovo spazio non comincia quando qualcuno dichiara la propria sovranità su un territorio, ma quando quel territorio viene, per l’appunto, “territorializzato”....
🔹️....Anche nello spazio, prima delle miniere arriveranno infatti i magazzini. Prima del commercio arriverà la logistica. E, come spesso è accaduto nella storia coloniale, chi controllerà la logistica controllerà la ricchezza della frontiera.
🔹️ Nessuna risorsa “naturale” è vera ricchezza finché non esiste una filiera in grado di estrarla e trasportarla. Il petrolio sotto un fondale oceanico non vale nulla senza piattaforme, porti e oleodotti. Come un vecchio spot di Pirelli: una risorsa è nulla senza infrastrutture.
🔹️ Lo stesso varrà per qualunque futura attività estrattiva nello spazio. L’errore è immaginare l’estrazione come l’inizio della storia. La miniera arriva per ultima. Prima di lei c’è la mappa ma extra-planetaria. Poi c’è il porto (o perlomeno un luogo dove immagazzinare e ridistribuire le risorse).
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🔴 L’articolo esplora le dinamiche industriali e politiche che governeranno la futura colonizzazione lunare, sottolineando come il processo non inizi con l’estrazione di risorse ma con la costruzione di infrastrutture e reti logistico-economiche. La Luna, vuota di abitanti ma ricca di significati scientifici e culturali, rischia di essere ridotta a un oggetto estrattivo, alimentando una versione cosmica dell’estrattivismo. Chi controlla logistica e normative spaziali potrà controllare anche la ricchezza della frontiera. Il testo invita a riflettere sull’impatto ambientale e sociale di questa futura industria.
Sommario ⬆️
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⏹️ Nella celebre Trilogia di Marte – autentico capolavoro della fantascienza “realistica”, lo scrittore Kim Stanley Robinson immagina la colonizzazione del pianeta rosso non come una conquista eroica, ma come un processo politico e industriale.
🔹️ Prima arrivano gli scienziati, poi gli ingegneri, poi le infrastrutture, poi le corporation, poi i conflitti su chi possiede cosa, chi fa le regole, chi controlla le risorse e chi trasforma un mondo vuoto in una nuova società.
🔹️ È una delle intuizioni più potenti dell’opera: la colonizzazione di un nuovo spazio non comincia quando qualcuno dichiara la propria sovranità su un territorio, ma quando quel territorio viene, per l’appunto, “territorializzato”....
🔹️....Anche nello spazio, prima delle miniere arriveranno infatti i magazzini. Prima del commercio arriverà la logistica. E, come spesso è accaduto nella storia coloniale, chi controllerà la logistica controllerà la ricchezza della frontiera.
🔹️ Nessuna risorsa “naturale” è vera ricchezza finché non esiste una filiera in grado di estrarla e trasportarla. Il petrolio sotto un fondale oceanico non vale nulla senza piattaforme, porti e oleodotti. Come un vecchio spot di Pirelli: una risorsa è nulla senza infrastrutture.
🔹️ Lo stesso varrà per qualunque futura attività estrattiva nello spazio. L’errore è immaginare l’estrazione come l’inizio della storia. La miniera arriva per ultima. Prima di lei c’è la mappa ma extra-planetaria. Poi c’è il porto (o perlomeno un luogo dove immagazzinare e ridistribuire le risorse).
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L’INDUSTRIA DELLA COLONIZZAZIONE LUNARE
⏹️ Nella celebre Trilogia di Marte – autentico capolavoro della fantascienza “realistica”, lo scrittore Kim Stanley Robinson immagina la colonizzazione del pianeta rosso non come una conquista eroica, ma come un processo politico e industriale: 🔹️ Prima arrivano…
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⚠️ TRE SPETTRI SI AGGIRANO NEL MONDO …❗️
Marcello Veneziani
🔴 L'autore identifica tre minacce principali nel mondo contemporaneo: La Bestia (riferibile a Cina, Russia e Islam), l'Orco (Trump con il suo comportamento dominante e instabile) e il Nulla (l'Unione Europea, percepita come inefficace e dipendente dagli Stati Uniti). Viene sottolineata la centralità dell'Ucraina nel tenere unita l'UE, con Zelenskij visto come simbolo chiave. Si esprime preoccupazione anche per il rischio di conflitti crescenti nel Medio Oriente. L'articolo conclude sostenendo che i regimi autocratici agiscono più pragmaticamente rispetto all'Occidente.
Sommario ⬆️
---------------------------------------
⏹️ La Bestia, l’Orco e il Nulla. È l’ecografia panoramica del mondo allo stato attuale.
🔸️ La Bestia è la minaccia che incombe oltre i confini dell’Occidente: la più grande, grossa e pericolosa è naturalmente la Cina, per taluni è la Russia; per altri è l’Islam, che è difficile riassumere in un paese, perché nessuno rappresenta e guida gli altri: l’Iran, la Turchia, gli Emirati, i Sauditi.
🔸️ Intanto, c’è un islam mobile che penetra da noi con sistema rateale, ed è il flusso dei migranti. La Grande Bestia è l’animale feroce che ansima e ruggisce fuori dai nostri confini.
🔸️ L’Orco, invece, è Trump, col suo pericoloso, insaziabile Ego, che ogni giorno stila classifiche di buoni e cattivi, con variazioni quotidiane e monopolizza l’attenzione del mondo coi suoi giudizi e le sue minacce.
🔸️ L’Orco lancia avvertimenti, addita al disprezzo globale chi gli sta antipatico o chi gli fa ombra; punisce, multa, insulta, poi li redime, poi di nuovo li affonda.
🔸️ Nell’attesa lancia bombe e vende armi, minaccia i coinquilini di sopra e di sotto, la Groenlandia e l’America latina, usa dazi come dardi, si sente un dio temuto e amato, amato per timore, temuto per amore.
🔸️ Il Nulla, invece, è quel magma che si chiama UE, surrogato di quel che un tempo si chiamava Europa, che quand’era divisa destava rispetto, ora invece, benché unita, fa ridere le Bestie di fuori e gli Orchi di dentro.
Continua ⤵️
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⏹️ La Bestia, l’Orco e il Nulla. È l’ecografia panoramica del mondo allo stato attuale.
🔸️ La Bestia è la minaccia che incombe oltre i confini dell’Occidente: la più grande, grossa e pericolosa è naturalmente la Cina, per taluni è la Russia; per altri è l’Islam, che è difficile riassumere in un paese, perché nessuno rappresenta e guida gli altri: l’Iran, la Turchia, gli Emirati, i Sauditi.
🔸️ Intanto, c’è un islam mobile che penetra da noi con sistema rateale, ed è il flusso dei migranti. La Grande Bestia è l’animale feroce che ansima e ruggisce fuori dai nostri confini.
🔸️ L’Orco, invece, è Trump, col suo pericoloso, insaziabile Ego, che ogni giorno stila classifiche di buoni e cattivi, con variazioni quotidiane e monopolizza l’attenzione del mondo coi suoi giudizi e le sue minacce.
🔸️ L’Orco lancia avvertimenti, addita al disprezzo globale chi gli sta antipatico o chi gli fa ombra; punisce, multa, insulta, poi li redime, poi di nuovo li affonda.
🔸️ Nell’attesa lancia bombe e vende armi, minaccia i coinquilini di sopra e di sotto, la Groenlandia e l’America latina, usa dazi come dardi, si sente un dio temuto e amato, amato per timore, temuto per amore.
🔸️ Il Nulla, invece, è quel magma che si chiama UE, surrogato di quel che un tempo si chiamava Europa, che quand’era divisa destava rispetto, ora invece, benché unita, fa ridere le Bestie di fuori e gli Orchi di dentro.
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⚠️ LIBERTÀ DI STAMPA, GUERRA E DENOMINATORE❗️
Tommaso Merlo
🔴 L’autore denuncia la mancanza di libertà di stampa e il ruolo manipolatorio dei media mainstream, schierati con una precisa linea politica che serve interessi esterni. La guerra e argomenti sensibili vengono trattati con strumentalità, contribuendo alla manipolazione dell’opinione pubblica. Vengono citati esempi come la questione palestinese e l’immagine dell’Iran per mostrare come i fatti vengano distorti. Si sottolinea la perdita di valori condivisi come onestà, coerenza e integrità, fondamentali per una democrazia sana e cittadini informati e autonomi.
Sommario ⬆️
-------------------------------------
⏹️ Ci hanno sottratto perfino il diritto democratico alla verità, ad una reale libertà di stampa. Lo chiamano giornalismo ma in realtà è propaganda.
🔹️ I media mainstream hanno una linea politica e manipolano la realtà affinché quella linea prevalga nel dibattito pubblico e nei palazzi del potere.
🔹️ Non fanno cioè giornalismo, ma lo usano per conto dei loro padroni coi cittadini ridotti a tifosi che invece di venire informati vengono manipolati.
🔹️ E più i temi sono rilevanti, più stringono le maglie. Come con la guerra che tocca immensi interessi economici e i pilastri del sistema occidentale. Il compito del mainstream è prima spacciare la guerra come normalità o addirittura necessità e poi combattere dalla privilegiata trincea mediatica.
🔹️ Basti pensare al dramma dei palestinesi perseguitati brutalmente da decenni a casa loro, vittime infamate come carnefici col mondo intero distratto e manipolato per impedirgli di capire ed intervenire.
🔹️ Questo per l’immenso potere della lobby sionista nell’informazione mainstream occidentale, un potere che persiste ancora oggi ed è impegnato a normalizzare e rimuovere l’immondo genocidio ancora in corso.
🔹️ Oppure all’Iran infangato per decenni come male assoluto mentre in realtà a differenza di noi occidentali rispetta il diritto internazionale anche sul nucleare e le sue classi dirigenti sono nettamente migliori delle nostre.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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⏹️ Ci hanno sottratto perfino il diritto democratico alla verità, ad una reale libertà di stampa. Lo chiamano giornalismo ma in realtà è propaganda.
🔹️ I media mainstream hanno una linea politica e manipolano la realtà affinché quella linea prevalga nel dibattito pubblico e nei palazzi del potere.
🔹️ Non fanno cioè giornalismo, ma lo usano per conto dei loro padroni coi cittadini ridotti a tifosi che invece di venire informati vengono manipolati.
🔹️ E più i temi sono rilevanti, più stringono le maglie. Come con la guerra che tocca immensi interessi economici e i pilastri del sistema occidentale. Il compito del mainstream è prima spacciare la guerra come normalità o addirittura necessità e poi combattere dalla privilegiata trincea mediatica.
🔹️ Basti pensare al dramma dei palestinesi perseguitati brutalmente da decenni a casa loro, vittime infamate come carnefici col mondo intero distratto e manipolato per impedirgli di capire ed intervenire.
🔹️ Questo per l’immenso potere della lobby sionista nell’informazione mainstream occidentale, un potere che persiste ancora oggi ed è impegnato a normalizzare e rimuovere l’immondo genocidio ancora in corso.
🔹️ Oppure all’Iran infangato per decenni come male assoluto mentre in realtà a differenza di noi occidentali rispetta il diritto internazionale anche sul nucleare e le sue classi dirigenti sono nettamente migliori delle nostre.
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⚠️ BREVE MESSAGGIO A FUSARO❗️
*️⃣ Caro Fusaro, non ti fa onore il tentativo di infangare il nome del Roggero soprattutto sicché il Roggero nel 2005 aggredì l'ex fidanzato della figlia poiché esso l'aveva pestata di botte e non contento aveva anche tentato di investirla con la sua auto.
*️⃣ Non ti fa onore, inoltre, certamente, l'esserti informato su Repubblica, ovvero: sul quotidiano dei radical-chic turbo-progressisti e filo-atlantisti.
*️⃣ Non ti fa onore l'essere a priori un bastian contrario che infetta con dubbi e discordia la sua area politica di riferimento.
*️⃣ Non ti fa onore, in quanto supposto filosofo, la tua opera di negazione del giusnaturalismo: l'essere umano se offeso deve potersi vendicare!
*️⃣ Caro Fusaro, ti ricordo che nel caso Roggero vi sono stati degli aggrediti e degli aggressori ma tu hai scelto di stare dalla parte dei rapinatori e di quei magistrati che tutelano i delinquenti.
*️⃣ Che Dio abbia misericordia dei sobillatori, che Dio abbia misericordia di tutti quelli come te, piccolo uomo in cerca di visibilità, fama e successo...
Francesco Centineo
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*️⃣ Caro Fusaro, non ti fa onore il tentativo di infangare il nome del Roggero soprattutto sicché il Roggero nel 2005 aggredì l'ex fidanzato della figlia poiché esso l'aveva pestata di botte e non contento aveva anche tentato di investirla con la sua auto.
*️⃣ Non ti fa onore, inoltre, certamente, l'esserti informato su Repubblica, ovvero: sul quotidiano dei radical-chic turbo-progressisti e filo-atlantisti.
*️⃣ Non ti fa onore l'essere a priori un bastian contrario che infetta con dubbi e discordia la sua area politica di riferimento.
*️⃣ Non ti fa onore, in quanto supposto filosofo, la tua opera di negazione del giusnaturalismo: l'essere umano se offeso deve potersi vendicare!
*️⃣ Caro Fusaro, ti ricordo che nel caso Roggero vi sono stati degli aggrediti e degli aggressori ma tu hai scelto di stare dalla parte dei rapinatori e di quei magistrati che tutelano i delinquenti.
*️⃣ Che Dio abbia misericordia dei sobillatori, che Dio abbia misericordia di tutti quelli come te, piccolo uomo in cerca di visibilità, fama e successo...
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⚠️ SANZIONI ALLA RUSSIA: IL FRONTE EUROPEO SI SBRICIOLA. GLI STATI SCELGONO I PORTAFOGLI ED È SCONTRO TOTALE CON BRUXELLES❗️
Fabio Lugano
🔴 La coesione europea si è sgretolata di fronte al ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, con diversi Stati membri che si oppongono per proteggere interessi economici nazionali. La Germania, Francia, Italia, Austria e Grecia chiedono deroghe per settori strategici, alimentando veti incrociati e paralizzando Bruxelles. Molti paesi del Sud e Ovest europeo non vedono più una minaccia esistenziale nella Russia, e rifiutano di pagare il prezzo economico delle sanzioni. La strategia delle pressioni economiche sembra aver raggiunto un limite, con priorità sempre più sulle scelte economiche a discapito di quelle geopolitiche.
Sommario ⬆️
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⏹️ La solidarietà europea si ferma davanti al portafoglio. Di fronte al ventunesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, l’unità degli Stati membri è crollata.
🔸️ I governi nazionali si rifiutano di colpire le proprie imprese, preferendo i profitti aziendali alla linea geopolitica dura di Bruxelles. Siamo arrivati al punto di rottura.
🔸️ Dopo quattro anni di restrizioni economiche e venti pacchetti approvati, la diplomazia europea ammette che la spinta morale si è esaurita. Il meccanismo dell’unanimità, necessario per approvare le sanzioni, è ora bloccato da una serie di veti incrociati.
🔸️ L’ipocrisia di facciata sta cedendo il passo alla dura realtà economica. A parole tutti i leader concordano sulla solidarietà a Kiev, ma quando si tratta di firmare misure che colpiscono le industrie di casa, l’accordo svanisce.
🔸️ Cinque diplomatici dell’Unione Europea hanno confermato che i negoziati tra gli ambasciatori a Bruxelles sono ormai su un binario morto.
🔸️ Non si tratta delle solite resistenze isolate di un singolo paese. Questa volta la fronda è ampia e unisce nazioni del Sud, del Centro e dell’Ovest europeo. Ognuno ha il suo “gioiello di famiglia” da difendere dall’autolesionismo economico.
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Fabio Lugano
🔴 La coesione europea si è sgretolata di fronte al ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, con diversi Stati membri che si oppongono per proteggere interessi economici nazionali. La Germania, Francia, Italia, Austria e Grecia chiedono deroghe per settori strategici, alimentando veti incrociati e paralizzando Bruxelles. Molti paesi del Sud e Ovest europeo non vedono più una minaccia esistenziale nella Russia, e rifiutano di pagare il prezzo economico delle sanzioni. La strategia delle pressioni economiche sembra aver raggiunto un limite, con priorità sempre più sulle scelte economiche a discapito di quelle geopolitiche.
Sommario ⬆️
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⏹️ La solidarietà europea si ferma davanti al portafoglio. Di fronte al ventunesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, l’unità degli Stati membri è crollata.
🔸️ I governi nazionali si rifiutano di colpire le proprie imprese, preferendo i profitti aziendali alla linea geopolitica dura di Bruxelles. Siamo arrivati al punto di rottura.
🔸️ Dopo quattro anni di restrizioni economiche e venti pacchetti approvati, la diplomazia europea ammette che la spinta morale si è esaurita. Il meccanismo dell’unanimità, necessario per approvare le sanzioni, è ora bloccato da una serie di veti incrociati.
🔸️ L’ipocrisia di facciata sta cedendo il passo alla dura realtà economica. A parole tutti i leader concordano sulla solidarietà a Kiev, ma quando si tratta di firmare misure che colpiscono le industrie di casa, l’accordo svanisce.
🔸️ Cinque diplomatici dell’Unione Europea hanno confermato che i negoziati tra gli ambasciatori a Bruxelles sono ormai su un binario morto.
🔸️ Non si tratta delle solite resistenze isolate di un singolo paese. Questa volta la fronda è ampia e unisce nazioni del Sud, del Centro e dell’Ovest europeo. Ognuno ha il suo “gioiello di famiglia” da difendere dall’autolesionismo economico.
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Riassunto punti salienti
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Telegraph
SANZIONI ALLA RUSSIA: IL FRONTE EUROPEO SI SBRICIOLA. GLI STATI SCELGONO I PORTAFOGLI ED È SCONTRO TOTALE CON BRUXELLES
⏹️ La solidarietà europea si ferma davanti al portafoglio. Di fronte al ventunesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, l’unità degli Stati membri è crollata. 🔸️ I governi nazionali si rifiutano di colpire le proprie imprese, preferendo i profitti aziendali…
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⚠️ ANDY BURNHAM: L’ASCESA DEL RE DEL NORD
Martin Sieff
🔴 Andy Burnham, ex sindaco di Manchester, ha vinto in modo schiacciante le elezioni del collegio di Makerfield, battendo tutti gli avversari e spazzando via il declino dei Laburisti. Il partito si è espresso a favore della sua leadership con l’abbandono di Keir Starmer e il sostegno di Wes Streeting. Burnham gode di esperienza amministrativa e popolarità, fattori che lo distinguono dal suo predecessore. Le prossime elezioni generali sono previste per agosto 2029.
Sommario ⬆️
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⏹️ È asceso un nuovo re. Il vecchio re, a lungo bersaglio dello scherno e del disprezzo di tutti, eppure comicamente ignaro di ciò, è stato infine costretto a percorrere il patibolo della nave dello Stato.
🔸️ Da giovedì 18 a lunedì 20 giugno 2026, Andy Burnham dal 2007 al 2026 sindaco di successo della Grande Manchester è stato eletto alla Camera dei Comuni, il ramo principale del parlamento britannico, con una vittoria schiacciante nel collegio elettorale locale di Makerfield.
🔸️ Ha incassato il 50 per cento dei consensi, sbaragliando tutti i suoi sfidanti dei partiti Conservatore, Reform, Restore e Verde. Sempre in quei quattro giorni, a Londra, lo sventurato Keir Starmer si è visto costretto ad annunciare le proprie dimissioni.
🔸️ Dopodiché Wes Streeting, ex Segretario di Stato per la Salute e l’Assistenza Sociale nonché unico candidato in grado di sfidare plausibilmente Burnham per la guida del Partito Laburista al governo, ha chiarito di non voler lottare contro una corrente ormai inarrestabile, dichiarando il proprio sostegno a Burnham.
🔸️ È andato in scena un dramma politico le cui proporzioni, probabilmente, non si vedevano in Gran Bretagna da quando Neville Chamberlain, il primo ministro della catastrofe e delle umilianti, infinite sconfitte, nel maggio 1940 fu spazzato via per far posto a Winston Churchill, al culmine della Seconda Guerra Mondiale.
🔸️ La vittoria di Burnham alle elezioni di Makerfield del 18 giugno era attesa, ma le sue proporzioni hanno sbaragliato ogni pronostico. In un’affollata competizione con altri tredici candidati, ha incassato più voti di tutti i suoi avversari messi insieme.
Continua ⤵️
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⏹️ È asceso un nuovo re. Il vecchio re, a lungo bersaglio dello scherno e del disprezzo di tutti, eppure comicamente ignaro di ciò, è stato infine costretto a percorrere il patibolo della nave dello Stato.
🔸️ Da giovedì 18 a lunedì 20 giugno 2026, Andy Burnham dal 2007 al 2026 sindaco di successo della Grande Manchester è stato eletto alla Camera dei Comuni, il ramo principale del parlamento britannico, con una vittoria schiacciante nel collegio elettorale locale di Makerfield.
🔸️ Ha incassato il 50 per cento dei consensi, sbaragliando tutti i suoi sfidanti dei partiti Conservatore, Reform, Restore e Verde. Sempre in quei quattro giorni, a Londra, lo sventurato Keir Starmer si è visto costretto ad annunciare le proprie dimissioni.
🔸️ Dopodiché Wes Streeting, ex Segretario di Stato per la Salute e l’Assistenza Sociale nonché unico candidato in grado di sfidare plausibilmente Burnham per la guida del Partito Laburista al governo, ha chiarito di non voler lottare contro una corrente ormai inarrestabile, dichiarando il proprio sostegno a Burnham.
🔸️ È andato in scena un dramma politico le cui proporzioni, probabilmente, non si vedevano in Gran Bretagna da quando Neville Chamberlain, il primo ministro della catastrofe e delle umilianti, infinite sconfitte, nel maggio 1940 fu spazzato via per far posto a Winston Churchill, al culmine della Seconda Guerra Mondiale.
🔸️ La vittoria di Burnham alle elezioni di Makerfield del 18 giugno era attesa, ma le sue proporzioni hanno sbaragliato ogni pronostico. In un’affollata competizione con altri tredici candidati, ha incassato più voti di tutti i suoi avversari messi insieme.
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ANDY BURNHAM: L’ASCESA DEL RE DEL NORD
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⚠️ LA STRATEGIA AMERICANA: L'UCRAINIZZAZIONE❗️ DELL'EUROPA
Martino Dettori
🔴 Gli USA, per mantenere il loro dominio globale e frenare l'ascesa della Cina, avrebbero l'obiettivo di "ucrainizzare" l'Europa, utilizzando il continente come proxy nella guerra contro la Russia. La strategia passa attraverso il controllo geopolitico, l'influenza economica e culturale, e l'uso di paesi come l'Ucraina per evitare un conflitto diretto con le potenze nucleari russe e cinese.
Sommario ⬆️
-------------------------------------
⏹️ L’idea americana è di ucrainizzare l’Europa cioè che assuma il ruolo di nuovo proxy nella guerra contro la Russia, perché a quest’ultima venga inferta quella sconfitta strategica che gli americani inseguono da anni e che permetterebbe loro di occuparsi in tutta tranquillità della Cina, il loro avversario principale.
🔸️ La Russia e la Cina minano da anni l’egemonia americana e propongono un ordine internazionale multipolare. Ma questo ordine non è accettabile per gli USA, poiché, come dice Mattias Forsgren, «il welfare americano dipende dalla capacità di estrarre valore aggiunto dal resto del mondo».
🔸️ Il tutto attraverso il dollaro, la superiorità tecnica e chiaramente la propaganda, molto spesso veicolata grazie ai film hollywoodiani che vedono gli americani come i salvatori e protettori del mondo libero.
🔸️ Gli USA si rendono conto che questo loro dominio è in declino e la loro capacità di estrarre valore dal resto del mondo sta scemando. Le ragioni sono tante, ma una prevale su tutte: l’emergere di una nuova superpotenza globale, la Cina.
🔸️ Per loro, dunque, diventa esistenziale impedire che gli equilibri geopolitici affermatisi dopo la fine della guerra fredda vengano alterati a favore del colosso cinese e del suo “stretto” alleato, la Russia.
🔸️ E se non è possibile farlo con i soliti mezzi pacifici di “persuasione” (il cosiddetto soft power americano), allora l’unica opzione resta la guerra.
Tuttavia, oggi, nel ventunesimo secolo, una guerra è un passo troppo grave e definitivo per essere fatto.
Continua ⤵️
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⏹️ L’idea americana è di ucrainizzare l’Europa cioè che assuma il ruolo di nuovo proxy nella guerra contro la Russia, perché a quest’ultima venga inferta quella sconfitta strategica che gli americani inseguono da anni e che permetterebbe loro di occuparsi in tutta tranquillità della Cina, il loro avversario principale.
🔸️ La Russia e la Cina minano da anni l’egemonia americana e propongono un ordine internazionale multipolare. Ma questo ordine non è accettabile per gli USA, poiché, come dice Mattias Forsgren, «il welfare americano dipende dalla capacità di estrarre valore aggiunto dal resto del mondo».
🔸️ Il tutto attraverso il dollaro, la superiorità tecnica e chiaramente la propaganda, molto spesso veicolata grazie ai film hollywoodiani che vedono gli americani come i salvatori e protettori del mondo libero.
🔸️ Gli USA si rendono conto che questo loro dominio è in declino e la loro capacità di estrarre valore dal resto del mondo sta scemando. Le ragioni sono tante, ma una prevale su tutte: l’emergere di una nuova superpotenza globale, la Cina.
🔸️ Per loro, dunque, diventa esistenziale impedire che gli equilibri geopolitici affermatisi dopo la fine della guerra fredda vengano alterati a favore del colosso cinese e del suo “stretto” alleato, la Russia.
🔸️ E se non è possibile farlo con i soliti mezzi pacifici di “persuasione” (il cosiddetto soft power americano), allora l’unica opzione resta la guerra.
Tuttavia, oggi, nel ventunesimo secolo, una guerra è un passo troppo grave e definitivo per essere fatto.
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⚠️ IL MINUS HABENS DA SOCIAL INSULTA CHI DÀ INFORMAZIONI CHE L’IDIOTA NON CONOSCE❗️
⏹️ Sui social c’è sempre spazio per qualche minus habens che, non essendo in grado di trovare una notizia, e tantomeno di verificarla, si precipita a contestare qualsiasi notizia esuli dal suo ristretto campo mentale.
🔹️ Ed essendo stupido, infarcisce i commenti di insulti. Il minus habens politicamente corretto, ad esempio, non crede che possono essere stati affissi manifesti, in Germania, contro la natalità accusata di essere responsabile del cambiamento climatico.
🔹️ E che, nei manifesti, i bambini killer del pianeta siano esclusivamente bianchi.
Basterebbe una rapida ricerca in rete, ma è troppo difficile. Ed è ancora più difficile ammettere che il politicamente corretto si muove a senso unico contro gli indigeni europei.
🔹️ Che si tratti di un attacco contro i bianchi poveri che ottengono ancora case popolari che andrebbero riservate ai migranti; che si tratti di un attacco ai genitori dei bambini bianchi che vengono spostati in scuole dove si impara di più perché non si perde tempo per insegnare l’italiano a chi non lo sa; che si tratti di lamentarsi dei bianchi anziani, e poveri, che occupano letti in ospedale invece di lasciarli ai migranti.
🔹️ Ed ora l’attacco ai bambini killer del clima. Bambini bianchi nei manifesti affissi in Germania. Perché i bambini, nelle pubblicità, devono essere multicolori ma, se sono sotto attacco, allora sono bambini bianchi. Ma il minus habens da social non lo accetta. In caso contrario non sarebbe un minus habens.
Redazione Electo
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⏹️ Sui social c’è sempre spazio per qualche minus habens che, non essendo in grado di trovare una notizia, e tantomeno di verificarla, si precipita a contestare qualsiasi notizia esuli dal suo ristretto campo mentale.
🔹️ Ed essendo stupido, infarcisce i commenti di insulti. Il minus habens politicamente corretto, ad esempio, non crede che possono essere stati affissi manifesti, in Germania, contro la natalità accusata di essere responsabile del cambiamento climatico.
🔹️ E che, nei manifesti, i bambini killer del pianeta siano esclusivamente bianchi.
Basterebbe una rapida ricerca in rete, ma è troppo difficile. Ed è ancora più difficile ammettere che il politicamente corretto si muove a senso unico contro gli indigeni europei.
🔹️ Che si tratti di un attacco contro i bianchi poveri che ottengono ancora case popolari che andrebbero riservate ai migranti; che si tratti di un attacco ai genitori dei bambini bianchi che vengono spostati in scuole dove si impara di più perché non si perde tempo per insegnare l’italiano a chi non lo sa; che si tratti di lamentarsi dei bianchi anziani, e poveri, che occupano letti in ospedale invece di lasciarli ai migranti.
🔹️ Ed ora l’attacco ai bambini killer del clima. Bambini bianchi nei manifesti affissi in Germania. Perché i bambini, nelle pubblicità, devono essere multicolori ma, se sono sotto attacco, allora sono bambini bianchi. Ma il minus habens da social non lo accetta. In caso contrario non sarebbe un minus habens.
Redazione Electo
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Inchiostronero
«Il minus habens da social insulta chi dà informazioni che l’idiota non conosce» - Inchiostronero
L'ignoranza digitale pretende sempre di insegnare
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⚠️ QUANDO VACILLA BERLINO, VACILLA L’EUROPA
Elena Tempestini
🔴 La crisi economica tedesca potrebbe compromettere la stabilità dell’Unione Europea. La Germania, ex motore economico del continente, mostra segnali di affaticamento legati alla fine dell’ordine geopolitico post-bellico e alla competizione globale. La crisi industriale – simboleggiata dal caso Volkswagen – evidenzia un modello economico ormai in crisi. Il riarmo nazionale, se non accompagnato da una ripresa industriale, non potrà compensare la perdita di competitività, con rischi di instabilità politica europea.
Sommario ⬆️
--------------------------------
⏹️ Per oltre trent’anni l’Europa ha vissuto all’ombra di una convinzione quasi indiscussa, la stabilità economica del continente coincideva con la solidità della Germania.
🔹️ Berlino era il motore industriale, il principale esportatore, il garante della disciplina fiscale e il perno manifatturiero dell’intera architettura europea.
🔹️ Oggi, però, quel motore mostra segni di affaticamento che non possono più essere liquidati come una semplice crisi congiunturale.
🔹️ La domanda non è se la Germania stia rallentando, la vera domanda è se l’UE possa continuare a esistere nella forma attuale qualora il proprio centro di gravità economico perda definitivamente competitività.
🔹️ La crisi tedesca non nasce soltanto dall’inflazione, dall’energia o dalla difficoltà dell’industria automobilistica, ma dal riflesso della progressiva dissoluzione dell’ordine geopolitico che ha governato l’Europa dal secondo dopoguerra.
🔹️ L’assetto emerso dalla Conferenza di Yalta e consolidato, dopo il 1989, attraverso la riunificazione tedesca e la globalizzazione, aveva consentito alla Germania di diventare la principale potenza economica del continente, protetta militarmente dagli Stati Uniti, alimentata dall’energia russa a basso costo e sostenuta dall’accesso privilegiato ai mercati mondiali.
🔹️ Oggi la competizione tra grandi potenze ha sostituito la globalizzazione, la sicurezza è tornata a essere un costo e non più un dividendo della pace, mentre energia, materie prime e tecnologia sono diventate gli strumenti attraverso i quali si misura la forza degli Stati.
🔹️ La crisi di Volkswagen rappresenta il simbolo più evidente di questa trasformazione. Non si tratta soltanto di migliaia di posti di lavoro a rischio o della possibile riconversione di stabilimenti.
🔹️ È la dimostrazione che il modello industriale tedesco, fondato su energia abbondante, manifattura ad alto valore aggiunto ed esportazioni globali, sta entrando in una fase di ridefinizione profonda.
Continua ⤵️
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Elena Tempestini
🔴 La crisi economica tedesca potrebbe compromettere la stabilità dell’Unione Europea. La Germania, ex motore economico del continente, mostra segnali di affaticamento legati alla fine dell’ordine geopolitico post-bellico e alla competizione globale. La crisi industriale – simboleggiata dal caso Volkswagen – evidenzia un modello economico ormai in crisi. Il riarmo nazionale, se non accompagnato da una ripresa industriale, non potrà compensare la perdita di competitività, con rischi di instabilità politica europea.
Sommario ⬆️
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⏹️ Per oltre trent’anni l’Europa ha vissuto all’ombra di una convinzione quasi indiscussa, la stabilità economica del continente coincideva con la solidità della Germania.
🔹️ Berlino era il motore industriale, il principale esportatore, il garante della disciplina fiscale e il perno manifatturiero dell’intera architettura europea.
🔹️ Oggi, però, quel motore mostra segni di affaticamento che non possono più essere liquidati come una semplice crisi congiunturale.
🔹️ La domanda non è se la Germania stia rallentando, la vera domanda è se l’UE possa continuare a esistere nella forma attuale qualora il proprio centro di gravità economico perda definitivamente competitività.
🔹️ La crisi tedesca non nasce soltanto dall’inflazione, dall’energia o dalla difficoltà dell’industria automobilistica, ma dal riflesso della progressiva dissoluzione dell’ordine geopolitico che ha governato l’Europa dal secondo dopoguerra.
🔹️ L’assetto emerso dalla Conferenza di Yalta e consolidato, dopo il 1989, attraverso la riunificazione tedesca e la globalizzazione, aveva consentito alla Germania di diventare la principale potenza economica del continente, protetta militarmente dagli Stati Uniti, alimentata dall’energia russa a basso costo e sostenuta dall’accesso privilegiato ai mercati mondiali.
🔹️ Oggi la competizione tra grandi potenze ha sostituito la globalizzazione, la sicurezza è tornata a essere un costo e non più un dividendo della pace, mentre energia, materie prime e tecnologia sono diventate gli strumenti attraverso i quali si misura la forza degli Stati.
🔹️ La crisi di Volkswagen rappresenta il simbolo più evidente di questa trasformazione. Non si tratta soltanto di migliaia di posti di lavoro a rischio o della possibile riconversione di stabilimenti.
🔹️ È la dimostrazione che il modello industriale tedesco, fondato su energia abbondante, manifattura ad alto valore aggiunto ed esportazioni globali, sta entrando in una fase di ridefinizione profonda.
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QUANDO VACILLA BERLINO, VACILLA L’EUROPA
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⚠️ LA POLITICA ESTERA DELL’UE, GUIDATA DA DUE PESI E DUE MISURE, NECESSITA DI UNA REVISIONE: EURODEPUTATO ITALIANO❗️
Melike Pala
🔴 L'eurodeputato italiano Della Valle critica la politica estera dell’UE per il doppio standard nella gestione di conflitti come quelli in Ucraina e Gaza, nonché per una eccessiva attenzione all’Europa orientale. Sottolinea l’esigenza di una diplomazia più equilibrata, cooperativa e non miope, in grado di rappresentare meglio gli interessi degli Stati membri dell’Europa meridionale e di dialogare con la Russia, vicina geografica e politica. Secondo un sondaggio, il 73% dei cittadini dell’UE ritiene che l’Unione debba perseguire una politica estera più indipendente.
Sommario ⬆️
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⏹️ In un’intervista esclusiva, Della Valle ha espresso una feroce critica al doppio standard geopolitico della diplomazia dell'Unione, incapace di applicare alle azioni di Israele a Gaza gli stessi principi utilizzati per la guerra in Ucraina.
🔸️ Le osservazioni di Della Valle giungono in un momento di crescente dibattito in Europa sulla futura direzione della politica estera dell’UE, compresi i disaccordi su Russia, Gaza e il ruolo più ampio dell’Unione sulla scena mondiale.
🔸️ Ha criticato quella che considera un’eccessiva attenzione all’Europa orientale e alle questioni di sicurezza legate alla Russia, sostenendo che la politica estera dell’Unione non riflette adeguatamente le priorità degli Stati membri dell’Europa meridionale.
🔸️ Le osservazioni di Della Valle giungono in un momento di crescente dibattito in Europa sulla futura direzione della politica estera dell’UE, compresi i disaccordi su Russia, Gaza e il ruolo più ampio dell’Unione sulla scena mondiale.
🔸️ Ha criticato quella che considera un’eccessiva attenzione all’Europa orientale e alle questioni di sicurezza legate alla Russia, sostenendo che la politica estera dell’Unione non riflette adeguatamente le priorità degli Stati membri dell’Europa meridionale.
🔸️ Ha criticato quella che considera un’eccessiva attenzione all’Europa orientale e alle questioni di sicurezza legate alla Russia, sostenendo che la politica estera dell’Unione non riflette adeguatamente le priorità degli Stati membri dell’Europa meridionale.
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⏹️ In un’intervista esclusiva, Della Valle ha espresso una feroce critica al doppio standard geopolitico della diplomazia dell'Unione, incapace di applicare alle azioni di Israele a Gaza gli stessi principi utilizzati per la guerra in Ucraina.
🔸️ Le osservazioni di Della Valle giungono in un momento di crescente dibattito in Europa sulla futura direzione della politica estera dell’UE, compresi i disaccordi su Russia, Gaza e il ruolo più ampio dell’Unione sulla scena mondiale.
🔸️ Ha criticato quella che considera un’eccessiva attenzione all’Europa orientale e alle questioni di sicurezza legate alla Russia, sostenendo che la politica estera dell’Unione non riflette adeguatamente le priorità degli Stati membri dell’Europa meridionale.
🔸️ Le osservazioni di Della Valle giungono in un momento di crescente dibattito in Europa sulla futura direzione della politica estera dell’UE, compresi i disaccordi su Russia, Gaza e il ruolo più ampio dell’Unione sulla scena mondiale.
🔸️ Ha criticato quella che considera un’eccessiva attenzione all’Europa orientale e alle questioni di sicurezza legate alla Russia, sostenendo che la politica estera dell’Unione non riflette adeguatamente le priorità degli Stati membri dell’Europa meridionale.
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LA POLITICA ESTERA DELL’UE, GUIDATA DA DUE PESI E DUE MISURE, NECESSITA DI UNA REVISIONE: EURODEPUTATO ITALIANO
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⚠️ ISRAELE-TURCHIA, LO SCONTRO STRATEGICO PER IL DOMINIO NEL MEDITERRANEO
🔴 La Turchia, guidata da Recep Tayyip Erdogan, sta cercando di rafforzare la propria influenza nel Mediterraneo orientale, mettendo a confronto le strategie di Israele. Mentre Israele si appresta alle elezioni, Ankara osserva con attenzione il ruolo crescente di Gerusalemme nella regione, preoccupata in particolare per il rafforzamento della collaborazione militare tra Israele e Cipro. Nonostante non intervenga direttamente, la politica turca potrebbe influenzare le scelte future di Israele, modificando l’equilibrio di potere in Medio Oriente.
Sommario ⬆️
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⏹️ Non sarà un candidato per le prossime elezioni, non terrà comizi a Tel Aviv e non chiederà il voto agli israeliani. Eppure Recep Tayyip Erdogan potrebbe essere uno degli uomini in grado di influenzare il futuro politico di Israele.
🔸️ Mentre Benjamin Netanyahu, Naftali Bennett e Gadi Eisenkot si preparano a contendersi la leadership del Paese, un quarto protagonista osserva da Ankara, deciso a riportare la Turchia al centro degli equilibri del Medio Oriente.
🔸️ La prossima sfida elettorale israeliana potrebbe quindi non essere soltanto una battaglia interna tra tre visioni politiche. Potrebbe anche diventare un referendum sulla capacità di Israele di mantenere la propria superiorità strategica in una regione dove nuovi protagonisti stanno cercando spazio.
🔸️ Per decenni Israele ha costruito la propria sicurezza su un pilastro basilare: mantenere un vantaggio qualitativo sugli avversari regionali.
🔸️ Tecnologia, intelligence, aviazione e cooperazione con gli Stati Uniti hanno garantito a Gerusalemme una posizione militare dominante. Ma lo scenario sta cambiando.
🔸️ L'Iran continua a rappresentare la principale minaccia strategica, Hezbollah dispone di un discreto arsenale missilistico, e sullo sfondo, emerge una Turchia sempre più risoluta, forte del suo rapporto con Washington.
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⏹️ Non sarà un candidato per le prossime elezioni, non terrà comizi a Tel Aviv e non chiederà il voto agli israeliani. Eppure Recep Tayyip Erdogan potrebbe essere uno degli uomini in grado di influenzare il futuro politico di Israele.
🔸️ Mentre Benjamin Netanyahu, Naftali Bennett e Gadi Eisenkot si preparano a contendersi la leadership del Paese, un quarto protagonista osserva da Ankara, deciso a riportare la Turchia al centro degli equilibri del Medio Oriente.
🔸️ La prossima sfida elettorale israeliana potrebbe quindi non essere soltanto una battaglia interna tra tre visioni politiche. Potrebbe anche diventare un referendum sulla capacità di Israele di mantenere la propria superiorità strategica in una regione dove nuovi protagonisti stanno cercando spazio.
🔸️ Per decenni Israele ha costruito la propria sicurezza su un pilastro basilare: mantenere un vantaggio qualitativo sugli avversari regionali.
🔸️ Tecnologia, intelligence, aviazione e cooperazione con gli Stati Uniti hanno garantito a Gerusalemme una posizione militare dominante. Ma lo scenario sta cambiando.
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ISRAELE-TURCHIA, LO SCONTRO STRATEGICO PER IL DOMINIO NEL MEDITERRANEO
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⚠️ CASO ROGGERO: COLPIRNE UNO PER EDUCARNE CENTO❗️
Roberto Pecchioli
🔴 Il caso del gioielliere Mario Roggero, condannato a una pena severa per aver ucciso due rapinatori che avevano invaso la sua casa, è simbolo di una giustizia invertita in cui chi si difende viene punito e i criminali restano impuniti o addirittura premiati. L'articolo lo definisce una "sentenza maoista": colpire uno per educarne tanti, spingendo a un conformismo passivo di fronte al male. L’autore denuncia un sistema in cui magistratura, politica e opinione pubblica favoriscono spesso i malfattori, condannando invece i difensori della propria famiglia e dei propri beni.
Sommario ⬆️
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⏹️ A che serve elencare i mali dell’Italia se manca la possibilità di curarli, se non vengono percepiti come tali da una plebe che condivide il tempo e il luogo, ma non principi, valori, senso comune e non è quindi più nazione?
🔸️ In attesa di tacere definitivamente non riusciamo più ad occuparci degli amati temi filosofici, storici, sociologici, “il cibo che solum è mio e ch’io nacqui per lui”, come scrisse un altro gigante della nostra ex patria, Nicolò Machiavelli.
🔸️ Ripieghiamo sulla cronaca, dopo avere perduto le battaglie di una vita: non abbiamo saputo invertire, per imperizia e per la forza contraria di un’epoca infame, la rotta di una civilizzazione al lumicino, felice di avere raggiunto la notte.
🔸️ Il caso di Mario Roggero, gioielliere piemontese condannato sostanzialmente all’ergastolo, una pena di quasi quindici anni tale è per un uomo di settantadue anni, per avere difeso sé stesso, la famiglia e il suo lavoro da rapinatori violenti penetrati nella sua casa, è il simbolo della nuova Italia.
🔸️ Due rapinatori li ha uccisi, il terzo ha subito una lieve condanna e vive godendosi il risarcimento disposto a suo favore. Nel mondo al contrario oltre al danno, vige la legge della beffa.
🔸️ Inversione totale: tu entri in casa mia armato per rapinarmi, pronto ad ammazzarmi, terrorizzi i miei cari, io reagisco e tu hai diritto al ristoro del danno. Anche psicologico, nel duro, insicuro mestiere di rapinatore.
🔸️ La rovina dei Roggero è completa: le famiglie dei rapinatori uccisi pignoreranno i beni della famiglia mentre lui marcirà in galera. Meno male che i due erano italiani, altrimenti avrebbe avuto l’aggravante dell’odio razziale.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Roberto Pecchioli
🔴 Il caso del gioielliere Mario Roggero, condannato a una pena severa per aver ucciso due rapinatori che avevano invaso la sua casa, è simbolo di una giustizia invertita in cui chi si difende viene punito e i criminali restano impuniti o addirittura premiati. L'articolo lo definisce una "sentenza maoista": colpire uno per educarne tanti, spingendo a un conformismo passivo di fronte al male. L’autore denuncia un sistema in cui magistratura, politica e opinione pubblica favoriscono spesso i malfattori, condannando invece i difensori della propria famiglia e dei propri beni.
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⏹️ A che serve elencare i mali dell’Italia se manca la possibilità di curarli, se non vengono percepiti come tali da una plebe che condivide il tempo e il luogo, ma non principi, valori, senso comune e non è quindi più nazione?
🔸️ In attesa di tacere definitivamente non riusciamo più ad occuparci degli amati temi filosofici, storici, sociologici, “il cibo che solum è mio e ch’io nacqui per lui”, come scrisse un altro gigante della nostra ex patria, Nicolò Machiavelli.
🔸️ Ripieghiamo sulla cronaca, dopo avere perduto le battaglie di una vita: non abbiamo saputo invertire, per imperizia e per la forza contraria di un’epoca infame, la rotta di una civilizzazione al lumicino, felice di avere raggiunto la notte.
🔸️ Il caso di Mario Roggero, gioielliere piemontese condannato sostanzialmente all’ergastolo, una pena di quasi quindici anni tale è per un uomo di settantadue anni, per avere difeso sé stesso, la famiglia e il suo lavoro da rapinatori violenti penetrati nella sua casa, è il simbolo della nuova Italia.
🔸️ Due rapinatori li ha uccisi, il terzo ha subito una lieve condanna e vive godendosi il risarcimento disposto a suo favore. Nel mondo al contrario oltre al danno, vige la legge della beffa.
🔸️ Inversione totale: tu entri in casa mia armato per rapinarmi, pronto ad ammazzarmi, terrorizzi i miei cari, io reagisco e tu hai diritto al ristoro del danno. Anche psicologico, nel duro, insicuro mestiere di rapinatore.
🔸️ La rovina dei Roggero è completa: le famiglie dei rapinatori uccisi pignoreranno i beni della famiglia mentre lui marcirà in galera. Meno male che i due erano italiani, altrimenti avrebbe avuto l’aggravante dell’odio razziale.
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CASO ROGGERO: COLPIRNE UNO PER EDUCARNE CENTO
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⚠️ PERCHÉ IL MERCATO NON PUÒ GARANTIRE LA SICUREZZA DELLE MATERIE PRIME❗️
Gianclaudio Torlizzi
🔴 Il mercato da solo non può garantire la sicurezza delle materie prime, dato il controllo cinese su molte filiere di estrazione e raffinazione di metalli critici. L’alternativa richiama diversificazione, sussidi e stock strategici, ma comporta costi elevati. Diversificarsi troppo tardi o troppo poco rischia di risultare altrettanto pericoloso.
Sommario ⬆️
---------------------------------
⏹️ Per decenni l’Occidente ha trattato le materie prime come semplici merci. Bastava il mercato: se serviva gallio, germanio, terre rare o tungsteno, qualcuno da qualche parte del mondo lo avrebbe estratto, raffinato e venduto. Quel mondo è finito.
🔹️ Il FT fotografa perfettamente la nuova realtà: i controlli cinesi sulle esportazioni di terre rare e metalli critici stanno spingendo governi e aziende a investire miliardi per conquistare l’autosufficienza. Il risultato, però, non sarà necessariamente un mercato più stabile.
🔹️ Potrebbe essere esattamente il contrario. Pechino domina intere filiere. Controlla circa il 90% della raffinazione delle terre rare e quote enormi della produzione di gallio, germanio, tungsteno e antimonio.
🔹️ Quando restringe l’offerta, i prezzi esplodono. Il grafico del FT è impressionante: il prezzo del germanio è quasi triplicato dal 2023, mentre quello del tungsteno ha subito un’accelerazione verticale.
🔹️ La risposta occidentale è la corsa alla diversificazione. Miniere, impianti di raffinazione, scorte strategiche, accordi bilaterali e sussidi pubblici.
🔹️ Nasce così una nuova diplomazia dei minerali, nella quale una miniera in Africa o un impianto di raffinazione in Australia possono valere quanto una base militare. Ma c’è un paradosso. Costruire filiere alternative richiede enormi investimenti e prezzi elevati.
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⏹️ Per decenni l’Occidente ha trattato le materie prime come semplici merci. Bastava il mercato: se serviva gallio, germanio, terre rare o tungsteno, qualcuno da qualche parte del mondo lo avrebbe estratto, raffinato e venduto. Quel mondo è finito.
🔹️ Il FT fotografa perfettamente la nuova realtà: i controlli cinesi sulle esportazioni di terre rare e metalli critici stanno spingendo governi e aziende a investire miliardi per conquistare l’autosufficienza. Il risultato, però, non sarà necessariamente un mercato più stabile.
🔹️ Potrebbe essere esattamente il contrario. Pechino domina intere filiere. Controlla circa il 90% della raffinazione delle terre rare e quote enormi della produzione di gallio, germanio, tungsteno e antimonio.
🔹️ Quando restringe l’offerta, i prezzi esplodono. Il grafico del FT è impressionante: il prezzo del germanio è quasi triplicato dal 2023, mentre quello del tungsteno ha subito un’accelerazione verticale.
🔹️ La risposta occidentale è la corsa alla diversificazione. Miniere, impianti di raffinazione, scorte strategiche, accordi bilaterali e sussidi pubblici.
🔹️ Nasce così una nuova diplomazia dei minerali, nella quale una miniera in Africa o un impianto di raffinazione in Australia possono valere quanto una base militare. Ma c’è un paradosso. Costruire filiere alternative richiede enormi investimenti e prezzi elevati.
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PERCHÉ IL MERCATO NON PUÒ GARANTIRE LA SICUREZZA DELLE MATERIE PRIME
⏹️ Per decenni l’Occidente ha trattato le materie prime come semplici merci. Bastava il mercato: se serviva gallio, germanio, terre rare o tungsteno, qualcuno da qualche parte del mondo lo avrebbe estratto, raffinato e venduto. Quel mondo è finito. 🔹️ Il…
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⚠️ SUL FILO DEL RASOIO❗️
Alberto Capece
🔴 L’Iran intensifica gli attacchi contro le basi americane nel Golfo Persico e quelle di Paesi alleati come Giordania e Kuwait, colpendo infrastrutture strategiche e dimostrando inefficacia dei sistemi difensivi Usa. Trump, sebbene abbia firmato un accordo di pace con l’Iran, non riesce a evitare la pressione delle forze guerresche interne. Il conflitto mantiene la tensione alta, tenendo la popolazione in uno stato di apprensione e controllo crescenti.
Sommario❗️
--------------------------------
⏹️ Fin dai tempi del Vietnam si chiama escalation, una parola che ai presidenti degli Stati Uniti è molto cara, essendo una delle più usate nel gergo dell’imperialismo.
🔸️ Ma pare che stavolta l’escalation vera e propria la stia facendo l’Iran perché risponde ai raid americani su strutture civili (ovvero quelle meno difese, quelle più facili) e che hanno fatto finora 38 vittime, colpendo le basi militari americane, le petroliere che tentano di lasciare il Golfo Persico.
🔸️ Inoltre, ovviamente colpisce di nuovo le strutture vitali di altri Paesi che offrono agli Usa la loro sponda, come, ad esempio un impianto di desalinizzazione in Kuwait, cosa che costituisce un gravissimo colpo per un Paese del tutto artificiale che è totalmente privo di corsi d’acqua.
🔸️ I colpi sono stati durissimi. Tiri missilistici e lancio di droni hanno colpito la principale base del comando Usa in Giordania e un’altra base aerea distruggendo e danneggiando numerosi aerei cisterna oltre a diversi caccia.
🔸️Le guardi rivoluzionarie dichiarano : ““Oltre al Centcom, sul vostro territorio sono schierati una base aerea e decine di aerei cisterna statunitensi, F-35, F-15 e F-16, da dove attaccano il popolo palestinese, l’Iran e il Libano.
🔸️ Ora tocca al nobile popolo e all’onorevole esercito giordano compiere il proprio dovere e colpire gli interessi degli Stati Uniti, aggressori e anti-islamici, per purificare la Giordania dalla macchia dell’occupazione americana”.
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⏹️ Fin dai tempi del Vietnam si chiama escalation, una parola che ai presidenti degli Stati Uniti è molto cara, essendo una delle più usate nel gergo dell’imperialismo.
🔸️ Ma pare che stavolta l’escalation vera e propria la stia facendo l’Iran perché risponde ai raid americani su strutture civili (ovvero quelle meno difese, quelle più facili) e che hanno fatto finora 38 vittime, colpendo le basi militari americane, le petroliere che tentano di lasciare il Golfo Persico.
🔸️ Inoltre, ovviamente colpisce di nuovo le strutture vitali di altri Paesi che offrono agli Usa la loro sponda, come, ad esempio un impianto di desalinizzazione in Kuwait, cosa che costituisce un gravissimo colpo per un Paese del tutto artificiale che è totalmente privo di corsi d’acqua.
🔸️ I colpi sono stati durissimi. Tiri missilistici e lancio di droni hanno colpito la principale base del comando Usa in Giordania e un’altra base aerea distruggendo e danneggiando numerosi aerei cisterna oltre a diversi caccia.
🔸️Le guardi rivoluzionarie dichiarano : ““Oltre al Centcom, sul vostro territorio sono schierati una base aerea e decine di aerei cisterna statunitensi, F-35, F-15 e F-16, da dove attaccano il popolo palestinese, l’Iran e il Libano.
🔸️ Ora tocca al nobile popolo e all’onorevole esercito giordano compiere il proprio dovere e colpire gli interessi degli Stati Uniti, aggressori e anti-islamici, per purificare la Giordania dalla macchia dell’occupazione americana”.
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SUL FILO DEL RASOIO
⏹️ Fin dai tempi del Vietnam si chiama escalation, una parola che ai presidenti degli Stati Uniti è molto cara, essendo una delle più usate nel gergo dell’imperialismo. 🔸️ Ma pare che stavolta l’escalation vera e propria la stia facendo l’Iran perché risponde…
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⚠️ LA VERITÀ VI FA MALE❗️
🔴 Il Prof. Alessandro Orsini ha vinto una causa civile contro il Corriere della Sera per diffamazione, dopo essere stato calunniato come parte di una “rete di putiniani” inesistente. Il Tribunale ha condannato il giornale a risarcirlo con 30mila euro. L’articolo sottolinea la tendenza dei media a etichettare come “filorussi” coloro che osano esprimere un’analisi obiettiva sulla guerra in Ucraina. L’autore denuncia un conformismo mediatico che criminalizza la verità e l’obiettività, accusando giornalisti come Mieli di comportarsi come “bimbi capricciosi” che non accettano punti di vista diversi. Si sottolinea, inoltre, che la Russia sta ottenendo risultati strategici nel Donbass, pur senza alcuna intenzione di attaccare la Nato.
Sommario ⬆️
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⏹️ Una sentenza riapre interrogativi sul conformismo mediatico durante la narrazione occidentale della guerra ucraina.
🔘 Il Prof. Alessandro Orsini, calunniato da quattro anni dal 99% dei media per aver azzeccato tutte le analisi sulla guerra russo-ucraina, ha vinto la causa civile intentata al Corriere della sera, che nel 2022 l’aveva sbattuto in prima pagina come agente di una “rete” di “putiniani d’Italia” scoperta dai Servizi e dal Copasir.
🔘 Naturalmente la “rete” non esisteva, Servizi e Copasir non ne sapevano nulla e il Tribunale di Milano ha condannato il Corriere a risarcirlo con 30mila euro, più le spese, per “diffamazione” fondata su una “falsa accusa”.
🔘 Intanto Orsini subiva gravi danni anche alla sua carriera di docente alla Luiss e di collaboratore fisso di Rai e Messaggero (ma lì gli è andata bene: è passato al Fatto).
🔘 E il suo caso è tutt’altro che isolato: chiunque dal 2022 abbia osato raccontare cause e concause della guerra, prevederne gli esiti, riferirne il reale andamento sul campo si becca del “putiniano”: come se la verità dei fatti avesse un colore o una bandiera.
🔘 Ancora ieri uno sconsolato Paolo Mieli, proprio sul Corriere appena condannato per la maxiballa, applicava il trattamento Orsini a Conte, reo di aver detto ciò che dicono tutti gli analisti geopolitici e militari seri.
🔘 La Russia, a meno che non la costringa l’Europa con le minacce del riarmo a trazione tedesco - polacco - baltica, non ha l’interesse né l’intenzione né la forza di attaccare la Nato: e siccome i Paesi europei spendono in Difesa il triplo della Russia, i piani di riarmo sono soldi buttati.
🔘 Conte, come Orsini, il Fatto, Caracciolo, Gaiani, Cottarelli, il banchiere Messina, il generale Usa Grynkevich, non ha diritto di esprimere il suo parere fondato sulla realtà del campo.
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⏹️ Una sentenza riapre interrogativi sul conformismo mediatico durante la narrazione occidentale della guerra ucraina.
🔘 Il Prof. Alessandro Orsini, calunniato da quattro anni dal 99% dei media per aver azzeccato tutte le analisi sulla guerra russo-ucraina, ha vinto la causa civile intentata al Corriere della sera, che nel 2022 l’aveva sbattuto in prima pagina come agente di una “rete” di “putiniani d’Italia” scoperta dai Servizi e dal Copasir.
🔘 Naturalmente la “rete” non esisteva, Servizi e Copasir non ne sapevano nulla e il Tribunale di Milano ha condannato il Corriere a risarcirlo con 30mila euro, più le spese, per “diffamazione” fondata su una “falsa accusa”.
🔘 Intanto Orsini subiva gravi danni anche alla sua carriera di docente alla Luiss e di collaboratore fisso di Rai e Messaggero (ma lì gli è andata bene: è passato al Fatto).
🔘 E il suo caso è tutt’altro che isolato: chiunque dal 2022 abbia osato raccontare cause e concause della guerra, prevederne gli esiti, riferirne il reale andamento sul campo si becca del “putiniano”: come se la verità dei fatti avesse un colore o una bandiera.
🔘 Ancora ieri uno sconsolato Paolo Mieli, proprio sul Corriere appena condannato per la maxiballa, applicava il trattamento Orsini a Conte, reo di aver detto ciò che dicono tutti gli analisti geopolitici e militari seri.
🔘 La Russia, a meno che non la costringa l’Europa con le minacce del riarmo a trazione tedesco - polacco - baltica, non ha l’interesse né l’intenzione né la forza di attaccare la Nato: e siccome i Paesi europei spendono in Difesa il triplo della Russia, i piani di riarmo sono soldi buttati.
🔘 Conte, come Orsini, il Fatto, Caracciolo, Gaiani, Cottarelli, il banchiere Messina, il generale Usa Grynkevich, non ha diritto di esprimere il suo parere fondato sulla realtà del campo.
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LA VERITÀ VI FA MALE
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ COME LO SWIFT CONTROLLA IL MONDO (E PERCHÉ I BRICS LO STANNO SFIDANDO)❗️
✴️ Lo SWIFT muove oltre 5.000 miliardi di dollari ogni giorno ed è il vero cuore pulsante della finanza globale.
✴️ Ma da semplice sistema di messaggistica interbancaria, si è trasformato nell'arma geopolitica più letale dell'Occidente.
✴️ In questo approfondimento di Scenari Economici analizziamo la struttura dello SWIFT, le sue vulnerabilità nascoste (come il clamoroso "Libro della Gloria" e il furto in Bangladesh), l'impatto devastante delle sanzioni alla Russia e la nuova sfida dei BRICS con i sistemi mBridge e CIPS.
✴️ SWIFT riuscirà a sopravvivere all'avvento della blockchain e delle valute digitali?
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
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✴️ Ma da semplice sistema di messaggistica interbancaria, si è trasformato nell'arma geopolitica più letale dell'Occidente.
✴️ In questo approfondimento di Scenari Economici analizziamo la struttura dello SWIFT, le sue vulnerabilità nascoste (come il clamoroso "Libro della Gloria" e il furto in Bangladesh), l'impatto devastante delle sanzioni alla Russia e la nuova sfida dei BRICS con i sistemi mBridge e CIPS.
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Come lo SWIFT Controlla il Mondo (e Perché i BRICS lo Stanno Sfidando)
Lo SWIFT muove oltre 5.000 miliardi di dollari ogni giorno ed è il vero cuore pulsante della finanza globale. Ma da semplice sistema di messaggistica interbancaria, si è trasformato nell'arma geopolitica più letale dell'Occidente.
In questo approfondimento…
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⚠️ RIARMO EUROPEO: UN GRANDE BLUFF❗️
Pino Arlacchi
🔴 Il piano europeo di riarmo, annunciato nel marzo 2025 con un budget di 800 miliardi per affrontare la minaccia russa, è stato definito un bluff. Solo 150 miliardi sono veri fondi, mentre 650 rappresentano un permesso di indebitamento nazionale. L’autore denuncia che il piano è nato per distogliere l’attenzione dai reali problemi economici dell’Europa, spostando il dibattito su un nemico esterno. Alla fine, il nemico non collabora, e il bluff si svela.
Sommario ⬆️
---------------------------------
⏹️ Il 4 marzo 2025 Ursula von der Leyen annunciò al mondo, con una conferenza stampa di sei minuti, che l’Europa era entrata “nell’era del riarmo”.
🔸️ Il piano ReArm Europe, poi ribattezzato “Readiness 2030”, avrebbe mobilitato fino a 800 miliardi di euro per fronteggiare la minaccia russa.
🔸️ La stampa europea si genuflesse davanti alla cifra. I mercati applaudirono. I titoli dell’industria bellica volarono.
🔸️ A più di un anno di distanza, possiamo dire con tranquillità ciò che gli osservatori seri avevano capito fin dal primo giorno: quel piano era un bluff.
🔸️ E il bluff è stato definito non da noi, ma dall’unico giocatore che al tavolo contava davvero: Putin. Cominciamo dall’anatomia contabile dell’inganno. Degli 800 miliardi sbandierati, 650 non sono mai esistiti come risorse.
🔸️ Sono semplicemente il permesso, concesso agli Stati membri attraverso la sospensione delle regole di bilancio, di indebitarsi per comprare armi.
🔸️ Non un euro di fondi comuni: solo la facoltà di scavare più a fondo nei propri deficit nazionali, generosamente offerta a Paesi come l’Italia, che con un debito oltre il 140 per cento del Pil dovrebbe finanziare i carri armati con lo stesso strumento che le viene proibito di usare per la sanità.
🔸️ I restanti 150 miliardi, il famoso strumento Safe, sono prestiti: debito comune che gli Stati beneficiari dovranno restituire, fino a 45 anni di rate.
Continua ⤵️
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⏹️ Il 4 marzo 2025 Ursula von der Leyen annunciò al mondo, con una conferenza stampa di sei minuti, che l’Europa era entrata “nell’era del riarmo”.
🔸️ Il piano ReArm Europe, poi ribattezzato “Readiness 2030”, avrebbe mobilitato fino a 800 miliardi di euro per fronteggiare la minaccia russa.
🔸️ La stampa europea si genuflesse davanti alla cifra. I mercati applaudirono. I titoli dell’industria bellica volarono.
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🔸️ Sono semplicemente il permesso, concesso agli Stati membri attraverso la sospensione delle regole di bilancio, di indebitarsi per comprare armi.
🔸️ Non un euro di fondi comuni: solo la facoltà di scavare più a fondo nei propri deficit nazionali, generosamente offerta a Paesi come l’Italia, che con un debito oltre il 140 per cento del Pil dovrebbe finanziare i carri armati con lo stesso strumento che le viene proibito di usare per la sanità.
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RIARMO EUROPEO: UN GRANDE BLUFF
⏹️ Il 4 marzo 2025 Ursula von der Leyen annunciò al mondo, con una conferenza stampa di sei minuti, che l’Europa era entrata “nell’era del riarmo”. 🔸️ Il piano ReArm Europe, poi ribattezzato “Readiness 2030”, avrebbe mobilitato fino a 800 miliardi di euro…
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⚠️ DAL BUSINESS DEGLI AIUTI ALL'IMMIGRAZIONE DI MASSA IL PASSO È BREVE❗️
Anna Mahjar-Barducci
🔴 Il documento critica la visione paternalistica che lega il fallimento degli aiuti internazionali in Africa alle politiche di immigrazione di massa in Occidente, entrambe basate sull'idea che i poveri siano vittime da assistere, non soggetti responsabili. Gli aiuti, sostiene l’autore, hanno creato dipendenza in Africa e scoraggiato l’integrazione in Occidente, alimentando corruzione, sovvenzioni a mercati locali e tensioni sociali. Si propone un’immigrazione selettiva, regolata in base alle esigenze economiche e accompagnata da percorsi d’integrazione reale, in linea con le analisi di economisti come Dambisa Moyo e Milton Friedman.
Sommario ⬆️
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⏹️ Un filo ideologico lega il fallimento cronico degli aiuti allo sviluppo in Africa alle politiche di immigrazione di massa non selettiva in Europa e in Occidente.
🔸️ Non si tratta di una catena causale meccanica, ma di una stessa visione paternalistica: chi è povero, in patria o da migrante, viene trattato come una vittima da assistere e non come un individuo capace di responsabilità, impresa e integrazione.
🔸️ Questa mentalità mantiene l’Africa dipendente e, una volta che le persone emigrano, si riproduce in Occidente attraverso un welfare generoso e un multiculturalismo relativista che scoraggiano l’assimilazione.
🔸️ Il risultato è che da un lato, le società restano povere mentre l'Occidente, in nome del buonismo, imbocca un declino, accettando profonde trasformazioni demografiche, sociali e culturali senza aver valutato se esse siano compatibili con i principi e i valori fondanti dell’Europa e degli Stati Uniti.
🔸️ Il documentario Poverty, Inc. del 2014 di Michael Matheson Miller e il libro “Dead Aid” dell’economista zambiana Dambisa Moyo mostrano come gli aiuti governativi e le grandi ONG non solo falliscano, ma spesso aggravino la situazione che dovrebbero risolvere.
🔸️ Decenni di aiuti hanno alimentato dipendenza, corruzione e cattiva allocazione delle risorse, ostacolando lo sviluppo dei mercati locali. Infatti, il risultato paradossale è che un gesto pensato per aiutare i poveri elimina i posti di lavoro che li avrebbero resi indipendenti dagli aiuti stessi.
🔸️ Già decenni fa l’economista britannico Peter Bauer denunciava come gli aiuti internazionali, sostituendosi al mercato e all’iniziativa privata, finissero spesso per scoraggiare l’imprenditorialità e la formazione di istituzioni economiche solide.
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Sommario ⬆️
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⏹️ Un filo ideologico lega il fallimento cronico degli aiuti allo sviluppo in Africa alle politiche di immigrazione di massa non selettiva in Europa e in Occidente.
🔸️ Non si tratta di una catena causale meccanica, ma di una stessa visione paternalistica: chi è povero, in patria o da migrante, viene trattato come una vittima da assistere e non come un individuo capace di responsabilità, impresa e integrazione.
🔸️ Questa mentalità mantiene l’Africa dipendente e, una volta che le persone emigrano, si riproduce in Occidente attraverso un welfare generoso e un multiculturalismo relativista che scoraggiano l’assimilazione.
🔸️ Il risultato è che da un lato, le società restano povere mentre l'Occidente, in nome del buonismo, imbocca un declino, accettando profonde trasformazioni demografiche, sociali e culturali senza aver valutato se esse siano compatibili con i principi e i valori fondanti dell’Europa e degli Stati Uniti.
🔸️ Il documentario Poverty, Inc. del 2014 di Michael Matheson Miller e il libro “Dead Aid” dell’economista zambiana Dambisa Moyo mostrano come gli aiuti governativi e le grandi ONG non solo falliscano, ma spesso aggravino la situazione che dovrebbero risolvere.
🔸️ Decenni di aiuti hanno alimentato dipendenza, corruzione e cattiva allocazione delle risorse, ostacolando lo sviluppo dei mercati locali. Infatti, il risultato paradossale è che un gesto pensato per aiutare i poveri elimina i posti di lavoro che li avrebbero resi indipendenti dagli aiuti stessi.
🔸️ Già decenni fa l’economista britannico Peter Bauer denunciava come gli aiuti internazionali, sostituendosi al mercato e all’iniziativa privata, finissero spesso per scoraggiare l’imprenditorialità e la formazione di istituzioni economiche solide.
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Riassunto punti salienti
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DAL BUSINESS DEGLI AIUTI ALL'IMMIGRAZIONE DI MASSA IL PASSO È BREVE
⏹️ Un filo ideologico lega il fallimento cronico degli aiuti allo sviluppo in Africa alle politiche di immigrazione di massa non selettiva in Europa e in Occidente. 🔸️ Non si tratta di una catena causale meccanica, ma di una stessa visione paternalistica:…
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