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⚠️ DI TIPACCI, PAGLIACCI E VANNACCI❗️
Roberto Pecchioli

🔴 L'articolo critica le dichiarazioni di Elly Schlein e descrive le proteste antifasciste a Genova contro Roberto Vannacci come teatrali e disturbanti ("tipacci e pagliacci"), che hanno causato disagi alle strade e agli autobus. Si sostiene che la sinistra concentri troppo sulle manifestazioni "contro" e sulle cause ideologiche, ignorando i problemi quotidiani di lavoratori e famiglie; si auspica che Vannacci chiarisca il suo programma concreto, poiché il tentativo di isolarlo ne ha anzi aumentato la visibilità.
Sommario ⬆️
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⏹️ Registriamo con sorpresa le prodigiose dichiarazioni di Elly Schlein di volersi occupare degli italiani, considerato che finora ha concentrato gran parte della sua attenzione su immigrati, minoranze e sulle cause care alla sinistra più ideologica.

🔸️ L’estate torrida, tra maranza, sguaiataggini assortite, è il tempo dei pagliacci e dei tipacci. E delle sciocchezze, come la dichiarazione antifascista che il Comune di Rivoli pretende venga sottoscritta per ottenere l’occupazione del suolo pubblico, fosse anche per un semplice trasloco.

🔸️ Ci piacerebbe assistere a un trasloco antifascista, travestiti da umarell, il simpatico nomignolo riservato agli sfaccendati che osservano i cantieri. Prendiamola con leggerezza: Italiaccia di tipacci che diventano pagliacci.

🔸️ A Genova, città il cui sindaco è una donna brillante davanti alle telecamere ma assai meno rapida nell’amministrazione, attività, del resto, meno fotogenica della comunicazione, è andato in scena uno psicodramma progressista.

🔸️ Sul palco c’era l’intera compagnia di giro: Partito Democratico, sinistra radicale (uno dei movimenti si chiama perfino “Linea Condivisa”), ANPI, FIOM, CGIL e, come forza d’urto, il consueto magma degli Antifà.

🔸️ Il motivo? A Roberto Vannacci non è permesso dai gruppi di sinistra sopra citati un comizio nel centro cittadino. Il generale è stato costretto a spostarsi in un quartiere residenziale della periferia, inseguito comunque dagli Antifà.

🔸️ Risultato: strade chiuse, autobus deviati e disagi per tutti. Il consueto copione dell’Italiaccia che si proclama democratica purché la pensino tutti allo stesso modo.

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⚠️ AGORÀ ED IL RICHIAMO DELLA FORESTA❗️

Ed eccoci qua, che si scoprono le carte e  finiscono i bluff: dopo anni ed anni di grandi mascherate e dopo svariati tentativi di infiltrazione nella galassia sovranista, i marxisti tornano compatti a fare il pugno chiuso ed a sognare la rivoluzione comunista e non c'è voluto poi molto, non sono serviti grandi progetti o grandi promesse né tantomeno una grande organizzazione.

È bastato che un accademico prossimo alla pensione ruggisse al suo branco per ricompattarlo... e poco importa che quest'uomo sia un filo immigrazionista ed un antifascista da copertina ed ancora meno importa delle sue fornicazioni con la magistratura e con i delinquenti di Askatasuna né interessa ai suoi seguaci delle posizioni totalitarie e psicopatiche che tal soggetto ebbe durante la pandemia.

Nulla potrà mai frenare il richiamo della foresta. Nulla potrà mai fare ragionare i marxisti, la loro è una fede cieca e fanatica e nulla li farà rinsavire.

Però un punto positivo c'è in questa storia: finalmente ce li siamo levati da mezzo ed una volta per tutte!

Francesco Centineo

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⚠️ VOLKSWAGEN, QATAR E ISRAELE: SI GIOCA SOVRANITÀ EUROPEA❗️
Elena Tempestini

🔴 L'articolo analizza la sovranità industriale europea alla luce della tensione tra Volkswagen e il Qatar Investment Authority (QIA), che ha opposto riserve a una riconversione dello stabilimento di Osnabrück per la produzione di sistemi di difesa israeliani. La vicenda evidenzia come gli investimenti sovrani non siano più meri strumenti finanziari, ma strumenti di influenza geopolitica, sfidando l'autonomia decisionale di settori strategici in Europa.
Sommario ⬆️
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⏹️ Mentre il Qatar consolida il proprio peso nell’azionariato del gruppo tedesco e la Cina rafforza la sua presenza in Namibia, con ben otto accordi, l’Europa si confronta con una domanda destinata a segnare il prossimo decennio: chi controlla davvero le filiere strategiche del continente?

🔘 L’Europa si trova di fronte a una domanda che va ben oltre il destino di uno stabilimento Volkswagen o le tensioni tra Israele e Qatar. È una domanda che riguarda il futuro della sua sovranità strategica, chi decide oggi le scelte industriali dell’Europa?

🔘 I governi, le imprese o gli azionisti che detengono quote rilevanti di società considerate strategiche? La vicenda dello stabilimento Volkswagen di Osnabrück rappresenta molto più di una controversia industriale.

🔘 Secondo le informazioni emerse nelle ultime settimane, l’ipotesi di riconvertire il sito produttivo alla realizzazione di sistemi destinati alla difesa israeliana avrebbe incontrato le forti riserve dalla Qatar Investment Authority, il fondo sovrano che rappresenta uno dei principali azionisti del gruppo tedesco.

🔘 Al di là dell’esito della vicenda, ciò che emerge è una questione destinata ad accompagnare l’Europa negli anni a venire. Fino a che punto il capitale straniero può incidere sulle decisioni industriali che riguardano la sicurezza del continente?

🔘 Per molti anni la globalizzazione ha raccontato che il capitale era neutrale, gli investimenti stranieri erano considerati un’opportunità e i fondi sovrani rappresentavano soprattutto strumenti finanziari alla ricerca di rendimento.

🔘 Oggi quella narrazione non regge più, nel nuovo equilibrio internazionale il capitale è diventato uno degli strumenti attraverso cui gli Stati esercitano influenza geopolitica. Gli investimenti non sono più soltanto operazioni economiche sono proiezioni di potere.

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⚠️ IL FILO ROSSO CHE LEGA GENOCIDIO E RIARMO❗️
Roberto Iannuzzi

L'articolo collega due eventi: il millenario anniversario del genocidio a Gaza, dove l'ONU ha denunciato l'uccisione sistematica di oltre 20.000 bambini e la distruzione di infrastrutture civili, e il vertice NATO di Ankara che ha lanciato un massiccio riarmo europeo contro presunte minacce russe non corroborate. L'autore identifica un "filo rosso" comune: la crisi di civiltà europea dominata dall'ipocrisia e dalla logica di profitto. Mentre l'austerità taglia servizi sociali, la spesa militare diventa un "investimento" che trasferisce denaro pubblico a industrie della difesa e grandi finanziatori. L'articolo denuncia come governi europei giustifichino l'inazione sul genocidio e il costoso riarmo, violando i principi umanitari proclamate.
Sommario ⬆️
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⏹️ Due eventi apparentemente slegati fra loro hanno caratterizzato i giorni scorsi.

🔸️ Il 3 luglio ha segnato 1000 giorni di crisi a Gaza, all’insegna di quello che numerose organizzazioni internazionali hanno definito un genocidio, tuttora in corso alla luce delle catastrofiche condizioni in cui versa la Striscia e del cessate il fuoco continuamente violato da Israele.

🔸️ ll 7 e l’8 luglio, si è svolto il vertice della NATO ad Ankara, incentrato sull'urgenza del riarmo europeo in base a previsioni allarmistiche, non corroborate, secondo cui la Russia potrebbe attaccare l’Europa entro qualche anno. Intanto i livelli della spesa militare nel vecchio continente non sono mai cresciuti così rapidamente dal 1953.

🔸️ Il filo rosso che lega questi due eventi è la crisi di civiltà che affligge l’Europa, dominata da ipocrisia ed esaltazione del profitto. Una crisi che “normalizza” eventi come un genocidio o un dispendioso quanto inefficace riarmo, può avere pessime conseguenze sul futuro dei cittadini del vecchio continente.

🔸️ Nei giorni scorsi un nuovo rapporto dell’ONU, perlopiù trascurato dai media di grandi diffusione, ha concluso che “il tasso impressionante di vittime e feriti tra i bambini a Gaza non ha eguali in nessun altro conflitto moderno a livello mondiale”.

🔸️ Il rapporto conferma testimonianze precedenti secondo cui le forze armate israeliane hanno preso di mira deliberatamente i bambini a Gaza, come parte di una strategia volta ad annientare la società palestinese nella Striscia.

🔸️ La sistematica distruzione di scuole, orfanotrofi, strutture pediatriche, ospedali, infrastrutture idriche, lascia pochi dubbi. Secondo il rapporto, oltre 20.000 bambini sono stati uccisi fra l’ottobre 2023 e l’ottobre 2025, mentre più di 44.000 sono stati feriti.

🔸️ La commissione che ha steso il rapporto sostiene che, se l’uccisione sistematica di bambini e la distruzione pianificata di scuole, ospedali e infrastrutture civili vengono accettate in un conflitto, determinano un precedente destinato ad essere replicato nelle guerre successive.

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⚠️ L’EUROPA DEL RIARMO: SICUREZZA O DIPENDENZA? LA DOMANDA CHE NESSUNO VUOLE AFFRONTARE❗️
Andrea Caldart

🔴 L’Europa del riarmo: sicurezza o dipendenza? L’articolo di Andrea Caldart analizza la crescente spesa militare europea, con particolare riferimento alla Germania, chiedendosi se tale processo crei vera autonomia strategica o rafforzi semplicemente la dipendenza dagli Stati Uniti.
   •  Il caso Germania: Berlino sta accelerando la ricostituzione militare, ma rimane il centro principale della presenza strategica USA in Europa.
   •  Dipendenza vs Autonomia: La sicurezza europea sembrerebbe continuare ad avere il suo baricentro oltreoceano, piuttosto che costruire un'autonomia politica autentica.
   •  Il ruolo del giornalismo: È necessario interrogarsi sulle narrazioni dominanti che spingono verso una corsa agli armamenti invece di investire nella diplomazia e nei nuovi equilibri politici.
Sommario ⬆️
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⏹️ Ci sono momenti nella storia in cui il rumore delle armi copre quello delle domande. È ciò che sta accadendo oggi in Europa. Il dibattito pubblico sembra ormai ridotto a una sola alternativa: riarmarsi sempre di più oppure essere considerati irresponsabili.

🔹️ Eppure, proprio quando una narrazione diventa dominante, il dovere del giornalismo è fermarsi, osservare e chiedersi se il quadro che viene proposto ai cittadini sia davvero completo.

🔹️ La Germania rappresenta forse il caso più emblematico. Per decenni è stata la locomotiva economica dell’Europa, il simbolo di un continente che aveva scelto la crescita industriale e commerciale come antidoto ai fantasmi del Novecento.


🔹️ Oggi, invece, Berlino accelera sulla ricostruzione della propria capacità militare, investendo cifre senza precedenti. Una svolta che viene raccontata come inevitabile, quasi fosse una conseguenza naturale del nuovo scenario geopolitico.

🔹️ Dietro questa trasformazione continua a esistere una realtà spesso relegata nelle note a margine: la Germania rimane il principale centro della presenza militare americana nel continente europeo.

🔹️ Ramstein, Stoccarda, Kaiserslautern non sono semplicemente basi militari. Sono il cuore operativo di una struttura strategica costruita dagli Stati Uniti nel dopoguerra e rafforzata nel corso dei decenni. Da quei centri transitano comando, logistica, intelligence, trasporti militari e coordinamento della NATO.

🔹️ Questo significa che il riarmo europeo non nasce nel vuoto. Si sviluppa all’interno di un’architettura nella quale Washington continua a esercitare un ruolo decisivo. È una constatazione geopolitica, non una teoria.

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⚠️ LA SCUOLA? MILITARE, PER NUOVI BALILLA❗️
Franco Cilenti

🔴 La scuola e l'università diventano strumenti di propaganda bellica: Secondo Franco Cilenti, i manuali scolastici sono stati sostituiti da testi militari per creare una nuova generazione di "Balilla" pronti al sacrificio, silente davanti a genitori e opposizione politica.
   •  Cultura della guerra: Le forze armate e la NATO promuovono ideologie retrive e militariste, sostituendo i valori della Costituzione e della pace.
   •  Disinformazione sul conflitto: L'Europa viene accusata di aver manipolato la narrazione sulla Russia, ignorando le responsabilità occidentali nelle guerre passate e nell'instaurazione di regimi dittatoriali.
   •  Indottrinamento giovanile: Visite guidate in caserme e industrie belliche, inni nazionalisti e l'iniziativa "ReamEurope" preparano i ragazzi alla guerra.
Sommario ⬆️
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⏹️ Fa paura e indignare il servilismo mediatico di fronte alla crescente “cultura militare” nella scuola pubblica e nelle Università.

🔸️ Ma fa ancor di più indignare il silenzio delle opposizioni parlamentari, a prescindere dalla loro propensione alla guerra, su queste molestie mentali in luoghi deputati all’insegnamento di crescita sociale, di civiltà, alla pace, rispettando la Costituzione.

🔸️ Fa paura anche il silenzio della gran parte dei genitori che forse non si sono accorti che i libri di testo sono stati sostituiti, dai manuali militari per fare dei loro figli i futuri balilla da sacrificare alla visione di una Patria geneticamente modificata dalla UE, poteri finanziari e politici.

🔸️ Questi genitori sono pronti di prospettare ai loro figli l’orgoglio di “Così muore un italiano”? Tutto è in mano all’esercito, all’Aeronautica Militare, alla NATO con l’attiva ed entusiasta collaborazione del ministero dell’Istruzione allo scopo di promuovere l’ideologia della guerra.

🔸️ La scuola, di ogni grado, e l’università stanno diventando uno spettrale teatro delle forze armate che insegnano, o meglio dire inculcano martellando nelle menti in formazione, i disvalori più retrivi della superiorità della razza europea occidentale....

🔸️.... Oggi senza nessun contraddittorio, inventano che siamo all’inizio di una guerra provocata dalla Russia, ma non premettono che la stessa Europa, con il braccio armato della NATO, ha calpestato accordi di un decennio con la pacifica Russia.

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⚠️ LEGALITÀ O GIUSTIZIA❓️

Non ho nessuna simpatia per Casa Pound, non li ritengo essere un'avanguardia politica né li ritengo essere in grado di fare scelte giuste e propedeutiche alla sovranità dell'Italia, e penso all'Ucraina, ma per ciò che riguarda questo palazzo occupato sono a favore di tale occupazione poiché Casa Pound con questa occupazione garantisce un alloggio a delle famiglie italiane bisognose che non avrebbero mai e poi mai accesso a delle case popolari poiché lo Stato italiano ha deciso di privilegiare gli stranieri a discapito dei nostri compatrioti!

Ben vengano le occupazioni se vengono fatte nel nome di quel diritto alla casa di cui il popolo  italiano viene costantemente privato! La legge non è sempre giusta e quando non è giusta è bene infrangerla.

Francesco Centineo

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⚠️ INVISIBILI. PROLETARI SENZA RIVOLUZIONE: IL PAESE PARALLELO CHE NON CI CREDE PIÙ❗️
Alessandro Robecchi

🔴 L'articolo denuncia la "moltitudine di cittadini invisibili" che vive in condizioni pietose e lavora in uno sfruttamento sistematico, rinunciando a votare perché disillusa.
   •  Astensione come segnale: Il 27% che non si esprime nei sondaggi riflette una realtà dove l'astensione elettorale è ancora più alta.
   •  Povertà e sfruttamento: Milioni di persone, spesso straniere ma anche italiane, sono escluse dai diritti fondamentali (cibo, casa, salute) e lavorano in filiere (moda, logistica, edilizia) ai limiti dello schiavismo.
   •  Disillusione politica: Questa "fetta schiavizzata" non crede più che le elezioni possano migliorare la propria condizione, consapevoli che il sistema si basa su uno sfruttamento selvaggio.
   •  Il caso Milano: Uno studio Polis Lombardia rivela che l'8,8% dei lavoratori milanesi è sfruttato, smentendo l'immagine di città modello.
Sommario ⬆️
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⏹️ C’è un numerino niente male, scritto in piccolo, tipo i bugiardini delle medicine, in fondo alle colonne dei sondaggi.

🔸️ Non lo legge mai nessuno: tutti troppo impegnati a scrutare il più-zero- virgola-uno di questo e il meno - zero - virgola - due di quell’altro, come fosse una corsa di cavalli. Lunedì scorso quel numerino nascosto diceva: “Non si esprime: 27 per cento”.

🔸️ Ora, lasciamo perdere per un momento la credibilità di un sondaggio a cui più di una persona su quattro risponde “Non mi rompa i coglioni”, il dato è abbastanza credibile, visto che quando ci sono le elezioni, l'astensione è molto più del 27 per cento, sarebbero in effetti il partito di maggioranza relativa e anzi quasi assoluta.

🔸️ Se ne parla per qualche giorno, ci si strappa un po’ i capelli, ma alla successiva elezione gli invisibili sono sempre lì: gente che non crede che mandare al governo questo o quell’altro cambierà qualcosa, avrà una qualche ricaduta sulla sua vita, sulla sua condizione, sul suo presente e sul suo futuro.

🔸️ Questa faccenda dei cittadini invisibili è piuttosto clamorosa, e si intreccia con altre centinaia di migliaia, milioni, di invisibili, di cui ci si occupa quando ogni tanto una ricerca, un rapporto, uno studio ci rivelano quel che sappiamo e fingiamo di non sapere.

🔸️ Infatti, la realtà dice, che esiste una moltitudine di cittadini, italiani e non, che vivono ai margini, sopravvivono in condizioni pietose, sotto la soglia di povertà, esclusi da diritti elementari come lo studio, l’abitazione, il cibo addirittura, per non dire del diritto a curarsi.

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⚠️ PERCHÉ LA GUERRA NON FINIRÀ❗️
Leoardo Mazzei

🔴 L'articolo sostiene che i conflitti attuali, in particolare in Ucraina e Medio Oriente, non terminano perché non esistono nuovi equilibri politici e gli obiettivi strategici non sono stati raggiunti. L'autore identifica la causa principale della "guerra infinita" nella strategia statunitense di contrastare il declino della propria supremazia unipolare e contenere Russia e Cina, iniziata con il golpe del 2014.
   •  La guerra è descritta come la prosecuzione della politica per mantenere il vecchio ordine.
   •  Il fronte è attualmente bloccato, ma l'impatto strategico mira a frammentare la Russia.
   •  L'autore conclude che la guerra finirà solo con un nuovo equilibrio globale, esortando a un movimento anti-imperialista per uscire dal conflitto.
Sommario ⬆️
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⏹️ Perché la guerra non finisce? Perché gli Stati Uniti (per non parlare di Israele) firmano tregue solo per violarle il giorno dopo? Perché ad un anno da Anchorage la guerra d’Ucraina si va incrudendo?

🔸️ Queste domande cruciali avranno pure una risposta. In un certo senso, la tendenza ad una sorta di “guerra infinita” sembrerebbe voler smentire lo stesso Clausewitz.

🔸️ Se la guerra non è altro che la prosecuzione della politica con altri mezzi, prima o poi si dovrà pur tornare agli strumenti ordinari di quest’ultima. Già, ma quando? Ecco un orizzonte che sembra allontanarsi vieppiù.

🔸️ In realtà, a ben guardare, non c’è nessuna smentita delle concezioni del generale prussiano. La guerra attuale, nelle sue due articolazioni (europea e mediorientale), non finisce proprio perché nessun obiettivo politico di chi l’ha promossa è stato raggiunto.

🔸️ Di più: se i vecchi equilibri prebellici sono palesemente in crisi, nessun nuovo equilibrio è sorto finora dal conflitto (o, se preferite, dai conflitti) in atto.

🔸️ E’ chiaro come la guerra d’Ucraina abbia le sue specifiche motivazioni, così come ce l’ha ancor più quella quasi cinquantennale mossa dal duo Usa-Israele alla Repubblica Islamica dell’Iran, ma entrambi questi fronti possono essere letti come parte di un tutto.

🔸️ L'iniziativa strategico - militare decisa dall’Occidente a guida americana a difesa del vecchio ordine in crisi. E’ questa iniziativa la causa scatenante della Terza Guerra Mondiale in corso.

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⚠️ SUL DECLINO DELLA CIVILTÀ OCCIDENTALE❗️
Pierluigi Fagan

🔴 Arnold Toynbee sostiene che le civiltà muoiano per suicidio o progressivo disadattamento quando diventano cieche al mutamento del contesto esterno. Durante la fase di declino, le élite, incapaci di riformare se stesse per interesse di conservazione, mancano di idee nuove, applicando modi obsoleti. Questo stallo è favorito dall'inerzia sociale e dalla paura del cambiamento radicale nei ceti più bassi, i quali sostengono le élite pur nelle contraddizioni del sistema. Nonostante la storia sia un ciclo continuo di nascita e caduta, esiste la possibilità di evitare il collasso attraverso un cambiamento profondo del sistema, superando le logiche di inerzia e giustificazione dello status quo.
Sommario ⬆️
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⏹️ Arnold Toynbee, storico il cui nome è legato in particolare proprio alla parte degli studi storici che si occupa delle civiltà segnalava come le civiltà muoiano per suicidio piuttosto che omicidio, ma avrebbe potuto anche dire per progressivo disadattamento.

🔸️ Il ciclo di civiltà prevede nascita e affermazione, espansione, inizio delle contraddizioni adattative che accompagnano il declino, fine della civiltà che o si scioglie in altri sistemi e si riformula dopo un certo tempo, ma in maniera che è difficile ricondurre al corso della storia precedente.

🔸️ Il vertice della curva adattiva, lì dove terminano i “tempi d’oro” e inizia il declino, è dato dal semplice fatto che il tempo passa e modifica il contesto in cui la civiltà ha prosperato.

🔸️ Le civiltà sembrano cieche a questo cambiamento del loro contesto, non se ne accorgono o più spesso lo rifiutano e così vanno sempre più progressivamente in disadattamento perché non cambiamo quando intorno tutto cambia.

🔸️ Tutte le forme viventi sono soggette alle regole adattive, ma le civiltà sono soggetti solo in senso metaforico, sono sistemi acefali e incoscienti senza un unitario corpo biologico.

🔸️ Prendendo le élite di sistema che governano o amministrano i corsi di una civiltà, nella fase del declino, si nota una scarsità di leader, una assenza di nuove idee, un insistere e con sempre più cocciutaggine ad applicare i modi che hanno fatto grande quella civiltà come se il problema fosse di quantità e non di qualità.

🔸️ Va detto che le élite di sistema si trovano in un ontologico conflitto di interesse. Le modifiche richieste da nuovi adattamenti sono strutturali, richiedono cioè di cambiare i modi con cui le élite stesse vengono ad essere tali, ovvio che non saranno certo loro a riformulare il sistema.

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⚠️ PARADOSSO CASE GREEN. BRUXELLES CONTRO TUTTI❗️

*️⃣ Tutti i 27 Paesi dell'Unione europea, Italia compresa, sono finiti sotto procedura d'infrazione per non aver recepito entro il 29 maggio la direttiva sulle cosiddette «case green», la normativa che punta a ridurre progressivamente consumi ed emissioni degli edifici attraverso ristrutturazioni, nuovi standard energetici e piani nazionali con obiettivi al 2030, 2033 e 2050.

*️⃣ Un attacco a tutti gli Stati membri che non ha precedenti nella storia dell'Unione. Le capitali hanno ora due mesi per comunicare alla Commissione le misure adottate: senza risposta soddisfacente, Bruxelles potrà inviare un parere motivato, secondo passaggio di un iter che può arrivare fino alla Corte di giustizia Ue.

*️⃣ A marzo era già stata aperta un'infrazione contro l'Italia e altri 18 Paesi, tra cui Francia e Germania, per il mancato invio della bozza dei piani di ristrutturazione, ossia ammodernamento del patrimonio immobiliare.

*️⃣ Per l'eurodeputata Fi Letizia Moratti si tratta della «dimostrazione plastica e surreale del fallimento di una direttiva irrealistica e fortemente ideologica», che la Commissione dovrebbe «sospendere e riscrivere».

*️⃣ Il commento del co-presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei Nicola Procaccini (Fdi). «Una procedura d'infrazione Ue contro tutti gli Stati dell'Unione è probabilmente un unicum nella storia continentale.

*️⃣ È quello che ha fatto la Commissione europea e che certifica il fallimento del più ampio progetto del Green Deal», aggiungendo che «questo da un lato dimostra l'atteggiamento dirigista e coercitivo di Bruxelles contro l'autodeterminazione dei popoli europei ed il principio di sussidiarietà».

*️⃣ Secondo Procaccini, tutto questo conferma che «la direttiva case green è un attacco insensato al buon senso, impregnato di radicalismo ambientalista e di odio nei confronti della proprietà privata».... Continua ⤵️

Articolo integrale

❗️#NDR 》La Commissione Europea, su ordine delle multinazionali digitali della Silicon Valley, sta cercando di ridurre, con la scusa dell'economia green, i consumi domestici dei popoli europei per lasciare spazio agli immensi consumi energetici dei data center per lo sviluppo dell'AI. Il risparmio imposto ai cittadini sulle case aumenterà lo spazio disponibile in una rete chiamata a sostenere elettrificazione, industria e data center.....
La ritenete un'ipotesi credibile?

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⚠️ L'ANALISI DEL GIORNO❗️
a cura di Francesco Centineo


✴️ UMANI E SUBUMANI: IL CASO ROGGERO

❗️#NDR 》Analisi molto dura, provocata dall'esasperazione di comuni cittadini che si sentono penalizzati dalla legge più di chi la trasgredisce senza porsi nessun problema❗️

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⚠️ A PARIGI PRENDE FORMA LA COALIZIONE EUROPEA ANTIMISSILE. ECCO PERCHÉ CONTA❗️
Lorenzo Piccioli

🔴 Nove Paesi europei e l’Ucraina hanno annunciato a Parigi la nascita della Integrated Anti-Ballistic Defense Coalition, un’alleanza mirata a sviluppare una difesa antimissile integrata. Il progetto punta ad accelerare lo sviluppo di capacità comuni attraverso cooperazione tecnica e industriale, con possibili riferimenti al sistema Freyja con intercettore ucraino FP-7.X. La coalizione, descritta come esclusivamente difensiva da Macron, si inserisce in un contesto più ampio di supporto militare e finanziario all’Ucraina.
Sommario ⬆️
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⏹️ A Parigi, alla vigilia delle celebrazioni del 14 luglio, nove Paesi europei (Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia e Svezia, oltre all'Ucraina, annunciano la nascita della Integrated Anti-Ballistic Defense Coalition, un’iniziativa realizzata destinata a sviluppare nel più breve, capacità europee integrate contro la minaccia dei missili balistici.

🔸️ La dichiarazione congiunta parla di un “Flagship Project” che dovrà accelerare lo sviluppo di una capacità antimissile comune, attraverso requisiti operativi condivisi, gruppi di lavoro tecnici, una governance dedicata e una stretta cooperazione industriale e scientifica.

🔸️ L’obiettivo è realizzare un’architettura di difesa integrata, aperta anche alla futura adesione di altri Paesi che ne condividano i principi, facendo leva sull’esperienza maturata dall’Ucraina nella difesa contro gli attacchi missilistici russi.

🔸️ Sebbene il documento non indichi alcun sistema specifico, diversi segnali convergono sul progetto Freyja, un sistema di difesa antimissile che avrebbe come elemento centrale l’intercettore ucraino FP-7.X, sviluppato dall’azienda Fire Point.

🔸️ Il missile, derivato dall’FP-7 testato a partire da febbraio, ha completato all’inizio di giugno il suo primo volo completamente guidato e manovrato, rappresentando il punto di partenza per un futuro intercettore antibalistico.

🔸️ Secondo gli sviluppatori, il progetto riprende la configurazione aerodinamica del missile sovietico 48N6 impiegato nei sistemi S-400, ma integra elettronica, software e sistemi di guida interamente sviluppati in Ucraina.

Continua ⤵️

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⚠️ LA LEGGE ELETTORALE NELLA POSTDEMOCRAZIA PLUTOCRATICA❗️
Roberto Pecchioli

🔴 Il sistema elettorale italiano, da tempo oggetto di continui cambiamenti, è visto come uno strumento ormai inutile per esprimere la volontà popolare. La post-democrazia plutocratica, dove i poteri finanziari e transnazionali prevalgono, produce una stabilità artificiosa detta "Stabilicum". Le elezioni appaiono una farsa, in cui i cittadini si disinteressano e i politici agiscono in nome di interessi non elettivi. Il tutto, in un sistema truccato e controllato da élite economiche e istituzionali.
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⏹️ «Che barba, che noia!» Il tormentone della grande Sandra Mondaini si attaglia perfettamente all’opinione corrente sulle leggi elettorali.

🔸️ La sconfitta del governo per un solo voto (segreto) su un emendamento per reintrodurre parzialmente le preferenze nella nuova, astrusa legge elettorale, è stata accolta da urla di giubilo dell’opposizione, sempre in prima linea quando si tratta di restringere i diritti politici, e dal sogghigno di decine di franchi tiratori del centrodestra. 

🔸️ Per un verso gli italiani hanno ragione: dagli anni Novanta del secolo scorso i sistemi elettorali sono cambiati troppe volte senza mai risolvere il dilemma, tutto interno al sistema, se conti più la rappresentanza o la governabilità.

🔸️ Poiché la nostra si definisce una democrazia rappresentativa, sembrerebbe ovvio il primato del principio secondo cui i cittadini hanno il diritto di scegliere i propri deputati. Dunque sì alle preferenze e soprattutto al sistema proporzionale.

🔸️ Invece no, poiché un altro tormentone, alimentato dai poteri davvero forti: finanza, economia e alte burocrazie transnazionali, impone la stabilità, ossia un sistema bloccato che non cambi al variare dei governi.

🔸️ Lo disse con sincerità Mario Draghi al tempo della sua avventura politica: è il pilota automatico delle scelte finanziarie, dei poteri non elettivi, dei fondi di investimento, delle oligarchie economiche, industriali e ora anche militari a determinare le scelte.

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⚠️ CINA. PECHINO SFIDA GLI STATI UNITI E COSTRUISCE UN'ALLEANZA GLOBALE SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE❗️
Giuseppe Gagliano

🔴 La Cina, durante la conferenza sull’IA di Shanghai, ha lanciato l’Organizzazione mondiale per la cooperazione sull’IA, sostenuta da 29 Paesi, per creare una rete internazionale alternativa a quella statunitense. L’obiettivo è estendere la propria influenza, offrendo ai Paesi emergenti tecnologie più economiche e adattabili. Gli Stati Uniti mantengono il vantaggio nella ricerca e negli investimenti, ma la Cina riduce il divario grazie al sostegno statale e alla capacità produttiva. La competizione include anche energia, infrastrutture e definizione degli standard globali, con l’Europa in una posizione intermedia e vulnerabile. La sfida rappresenta una battaglia per il controllo delle regole e dell’ordine internazionale nel futuro dell’IA.
Sommario ⬆️
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⏹️ La competizione tra Cina e Stati Uniti sull’IA entra in una nuova fase strategica.

🔹️ Alla Conferenza mondiale sull’IA di Shanghai, Pechino ha promosso la nascita dell’Organizzazione mondiale per la cooperazione sull’IA, sostenuta da ventinove Paesi, con l’obiettivo di consolidare una rete internazionale alternativa a quella guidata dagli Stati Uniti.

🔹️ L’iniziativa conferma la volontà cinese di estendere la propria influenza ben oltre la competizione tecnologica, proponendo ai Paesi emergenti sistemi di IA più economici, meno soggetti ai controlli occidentali e adattabili alle esigenze locali.

🔹️ La strategia punta a rafforzare la presenza cinese in Asia, Africa, America Latina e Medio Oriente, dove il costo delle tecnologie rappresenta spesso un fattore decisivo.

🔹️ Gli Stati Uniti mantengono un vantaggio nella ricerca, nello sviluppo dei semiconduttori più avanzati e nella capacità di attrarre investimenti privati, mentre la Cina continua a ridurre il divario grazie al forte sostegno pubblico, alla disponibilità di enormi quantità di dati e a un’imponente capacità produttiva.

🔹️ Se i modelli cinesi continueranno a migliorare mantenendo costi inferiori, potrebbero conquistare quote crescenti dei mercati internazionali. La competizione riguarda anche la definizione degli standard globali.

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⚠️ GUERRE INVISIBILI DELL'ACCUMULAZIONE DEL CAPITALE❗️
Marco A. Pirrone

🔴 La guerra non è estranea al sistema capitalistico: essa ne è un elemento strutturale, necessario per l’accumulazione del capitale attraverso sfruttamento, estrazione di risorse e violenza. L’invasione russa dell’Ucraina, inserita in un conflitto più ampio tra Russia e Stati Uniti, è un esempio di come la guerra rimanga diffusa nel mondo, a cui circa la metà della popolazione mondiale è esposta. L’articolo sottolinea come la logica capitalistica richieda l’espansione per sopravvivere, producendo sofferenze e conflitti per garantire forza lavoro, territori e risorse.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il 24 febbraio 2022, con l’invasione russa dell’Ucraina, la «calma» Europa scopre di nuovo la guerra alle porte di casa,e per di più ancora una volta una guerra di bianchi contro bianchi.

🔸️ L’attacco russo è il culmine di un conflitto che risale almeno al 2014: dietro il pretesto della tutela delle minoranze russofone del Donbass si agita in realtà un più lungo conflitto tra Stati Uniti e Russia, ereditato dalla guerra fredda e alimentato dall’accerchiamento che la NATO conduce da decenni ai confini russi.

🔸️ Il nostro sguardo eurocentrico, o meglio occidentalcentrico, si accorge della guerra solo ora che è vicina, e che i missili ci ricordano la nostra vulnerabilità : l’Oreshnik russo, IRBM con gittata fino a 5.500 chilometri, attraversa l’Europa in pochi minuti e si è rivelato difficilmente intercettabile.

🔸️ Dalla fine della Seconda guerra mondiale la guerra non è mai scomparsa dal pianeta: è sempre stata fra noi. Siamo noi, i “tranquilli” europei occidentali, e non essa, ad essere stati l’eccezione, e a esserlo stati solo a patto di dimenticare in fretta che la guerra era già tornata in Europa, nei Balcani, negli anni Novanta.

🔸️ La guerra non è un’anomalia del modo di produzione capitalistico: ne è un elemento permanente. Come osservava Henri Lefebvre, essa è intrecciata ai processi di accumulazione del capitale e di ristrutturazione delle forze produttive. Non un’interruzione della normalità, ma una delle sue forme di riproduzione.

🔸️ L’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo ci ricorda che circa metà della popolazione mondiale vive in Paesi coinvolti in un conflitto o sotto minaccia di tensioni armate. I conflitti armati attivi censiti dall’Atlante sono 32; con la guerra aperta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran agli inizi del 2026 diventano 33.

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⚠️ TRENTA VOLTE GLI UTILI: ANATOMIA DELLA BOLLA DEL RIARMO❗️
Pino Cabras

🔴 Alessandro Volpi analizza la bolla finanziaria nel settore del riarmo, evidenziando che aziende di difesa vengono valutate con multipli elevati (20-30 volte gli utili), come se fossero tecnologiche, nonostante abbiano un solo cliente: lo Stato. La domanda di armi dipende da decisioni politiche e non di mercato. Aggiunge il ruolo degli ETF che investono passivamente in settori armamentistici senza valutare criticità. Il riarmo assorbe risorse sottratte alle industrie civili e genera spesa non produttiva.
Sommario ⬆️
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⏹️ C’è un’analisi di Alessandro Volpi che merita di essere letta, riletta che si riassume in una frase che è insieme una diagnosi e un avvertimento: il riarmo è «un formidabile volano finanziario costruito su due elementi fondamentali e decisamente artificiali».

🔸️ I due elementi sono la paura e la spesa pubblica. Proviamo a smontare il meccanismo pezzo per pezzo, come si farebbe con un orologio, dove invece scopriremo che non è un orologio, ma una bomba a orologeria.

🔸️ Partiamo dall’indicatore che Volpi mette al centro della sua analisi, il rapporto prezzo/utili, in gergo P/E. Sembra roba da addetti ai lavori, ma è il concetto più intuitivo della finanza. Immaginate di voler comprare un bar che ogni anno, tolte tutte le spese, lascia in tasca al proprietario 50.000 euro.

🔸️ Se lo pagate 500.000 euro, state pagando dieci anni di utili: in dieci anni rientrate dell’investimento. Se lo pagate un milione e mezzo, ne state pagando trenta. Trent’anni per rientrare. Nessuna persona sensata lo farebbe, a meno di non essere convinta che quel bar, domani, incasserà molto, molto più di oggi.

🔸️ Ecco: il P/E è esattamente questo numero. E come ricorda Volpi, le aziende della difesa venivano pagate tra dieci e quattordici volte gli utili, perché erano aziende solide ma lente, legate a bilanci statali stagnanti, senza prospettive di crescita esplosiva.

🔸️ Erano il bar sotto casa, non la startup miliardaria. Oggi la tedesca Rheinmetall, carri, cingolati, munizioni, viene scambiata a circa trenta volte gli utili, e la media europea del settore viaggia tra le ventidue e le ventotto volte.

🔸️ Sono i multipli di un colosso tecnologico, di un’azienda che promette di conquistare mercati globali di miliardi di consumatori. Ma un produttore di munizioni non ha miliardi di consumatori. Ha un solo cliente: lo Stato. In economia si chiama monopsonio, un mercato con un compratore unico.

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⚠️ TOSCANO DA CHE PARTE STA? CHI LO HA CAPITO❓️

*️⃣ Ormai Toscano ha perso il senno, l'egomania satanica da cui è afflitto lo ha spinto al divorzio con Rizzo, Cresti, Scapini e Pennetta; nel nome di questa lotta per il potere ha scelto di sostenere qualsivoglia posizione che possa contrastare i suoi ex generali;

*️⃣ Toscano dimostra palesemente di non avere nessun ideale e nessuna etica, soltanto il cinismo politico lo muove e lo sospinge; pur di ritagliarsi un posticino nel contenitore Agorà direbbe qualsiasi cosa. INDEGNO! -

Francesco Centineo

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⚠️ CALO GIOVANI ITALIA, PERSI 550 MILA IN DIECI ANNI
Stefano Ghionni

🔴 Negli ultimi dieci anni l’Italia ha perso 550 mila giovani tra i 15 e i 34 anni. La contrazione ha ripercussioni su mercato del lavoro, pensioni e sanità. Entro il 2029, quasi 3 milioni di lavoratori andranno in pensione. Le piccole imprese faticano a trovare personale qualificato. L’immigrazione potrebbe fornire un sostegno, ma non risolve da sola la crisi. L’aumento degli over 65 spingerà su costi sanitari e sociali.
Sommario ⬆️
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⏹️ Negli ultimi dieci anni l’Italia ha perso quasi 550 mila giovani tra i 15 e i 34 anni. La contrazione, pari al 4,3 per cento tra il 2015 e il 2025, deriva dalla crisi demografica che coinvolge il Paese e solleva interrogativi sulla tenuta del mercato del lavoro, del sistema pensionistico e della sanità.

🔘 L’Ufficio studi della Cgia richiama l’attenzione su un passaggio decisivo: entro il 2029 quasi tre milioni di lavoratori abbandoneranno fabbriche, uffici e attività autonome per raggiunti limiti di età o anzianità contributiva.

🔘 Il ricambio generazionale pone quindi una questione destinata a occupare il dibattito economico e sociale: chi prenderà il posto di chi andrà in pensione?

🔘 Secondo le previsioni del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere-Anpal, tra il 2025 e il 2029 il mercato perderà poco più di 1,6 milioni di dipendenti privati, 768.200 addetti pubblici e 665.500 autonomi. La maggior parte appartiene alla generazione dei baby boomer.

🔘 Le piccole imprese scontano già oggi le difficoltà maggiori. La loro capacità di attrarre giovani resta inferiore rispetto a quella delle aziende più grandi, mentre per molti imprenditori reperire personale qualificato assume i contorni di una missione quasi impossibile.

🔘 Le tensioni più forti interesseranno la Lombardia, dove le uscite dei dipendenti privati incideranno per il 64,6 per cento sul totale regionale; seguiranno l’Emilia-Romagna, con il 58,6 per cento, e il Veneto, con il 56,5.

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⚠️ CALO GIOVANI ITALIA, PERSI 550 MILA IN DIECI ANNI
Stefano Ghionni

🔴 Negli ultimi dieci anni l’Italia ha perso 550 mila giovani tra i 15 e i 34 anni. La contrazione ha ripercussioni su mercato del lavoro, pensioni e sanità. Entro il 2029, quasi 3 milioni di lavoratori andranno in pensione. Le piccole imprese faticano a trovare personale qualificato. L’immigrazione potrebbe fornire un sostegno, ma non risolve da sola la crisi. L’aumento degli over 65 spingerà su costi sanitari e sociali.
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⏹️ Negli ultimi dieci anni l’Italia ha perso quasi 550 mila giovani tra i 15 e i 34 anni. La contrazione, pari al 4,3 per cento tra il 2015 e il 2025, deriva dalla crisi demografica che coinvolge il Paese e solleva interrogativi sulla tenuta del mercato del lavoro, del sistema pensionistico e della sanità.

🔘 L’Ufficio studi della Cgia richiama l’attenzione su un passaggio decisivo: entro il 2029 quasi tre milioni di lavoratori abbandoneranno fabbriche, uffici e attività autonome per raggiunti limiti di età o anzianità contributiva.

🔘 Il ricambio generazionale pone quindi una questione destinata a occupare il dibattito economico e sociale: chi prenderà il posto di chi andrà in pensione?

🔘 Secondo le previsioni del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere-Anpal, tra il 2025 e il 2029 il mercato perderà poco più di 1,6 milioni di dipendenti privati, 768.200 addetti pubblici e 665.500 autonomi. La maggior parte appartiene alla generazione dei baby boomer.

🔘 Le piccole imprese scontano già oggi le difficoltà maggiori. La loro capacità di attrarre giovani resta inferiore rispetto a quella delle aziende più grandi, mentre per molti imprenditori reperire personale qualificato assume i contorni di una missione quasi impossibile.

🔘 Le tensioni più forti interesseranno la Lombardia, dove le uscite dei dipendenti privati incideranno per il 64,6 per cento sul totale regionale; seguiranno l’Emilia-Romagna, con il 58,6 per cento, e il Veneto, con il 56,5.

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