Facciamo così: perché non scendete in piazza?
Ma sì, parlo di voi, leoni da tastiera. Sì, proprio voi, che state inondando la rete con tweet, post e messaggi sul "pericolo fascismo".
Voi, leccapiedi in doppio petto, centrosocialari utili idioti, bocconiani figli di papà, pennivendoli al guinzaglio, portaborse miracolati e radical chic da salotto.
Voi, che siete cresciuti a pane e Netflix, che credete ciecamente solo ai grandi media, che sognate la fine del suffragio universale e che davanti al tricolore vi ricoprite di bolle.
Sì, voi, la parte peggiore d'Italia. Perché non scendete in piazza mostrando a tutti noi quanti siete e quanto è grande la vostra voglia di difendere questo regime?
Tanto non lo farete. Perché da bravi collaborazionisti vi è più comodo agire al riparo del potere costituito, foraggiati dai padroni e coccolati da social amici che amplificano la vostra flebile voce facendovi sembrare più di quanti siate in realtà. Per quanto pensate che possa andare avanti questa farsa?
Siete pochi, codardi e con la coscienza sporca.
E lo sappiamo.
Matteo Brandi
Democrazia Giustizia e Libertà
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Ma sì, parlo di voi, leoni da tastiera. Sì, proprio voi, che state inondando la rete con tweet, post e messaggi sul "pericolo fascismo".
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Voi, che siete cresciuti a pane e Netflix, che credete ciecamente solo ai grandi media, che sognate la fine del suffragio universale e che davanti al tricolore vi ricoprite di bolle.
Sì, voi, la parte peggiore d'Italia. Perché non scendete in piazza mostrando a tutti noi quanti siete e quanto è grande la vostra voglia di difendere questo regime?
Tanto non lo farete. Perché da bravi collaborazionisti vi è più comodo agire al riparo del potere costituito, foraggiati dai padroni e coccolati da social amici che amplificano la vostra flebile voce facendovi sembrare più di quanti siate in realtà. Per quanto pensate che possa andare avanti questa farsa?
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Canale che nasce con il nobile intento di promuovere, democraticamente, attraverso l'ordine virtuoso dei rapporti umani in funzione della giustizia, il libero pensiero, in un quadro di diritti insopprimibili per le minoranze.
Quando arriveranno gli aumenti delle bollette, quando metteranno le tasse sulla casa, quando taglieranno le pensioni, quando molleranno al proprio destino le aziende ritenute non meritevoli di sostegno... Ricordiamoci che mentre preparavano tutto questo ci distraevano ogni giorno parlandoci dell'eversione fascista, dei novax e degli antisemiti.
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CHI NON STRACCIA LA TESSERA È COMPLICE
Maurizio Landini: “È necessario rispondere con tutto il nostro senso civico e democratico: sabato 16ottobre manifestazione antifascista a Roma. Tutte le formazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte, è il momento di dirlo con chiarezza!”
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- "Non sei mica fascista?" mi disse. Era seria e rideva. Le presi la mano e sbuffai.
- “Lo siamo tutti, cara Cate," dissi piano. “Se non lo fossimo dovremmo rivoltarci, tirare le bombe, rischiare la pelle. Chi lascia fare e s'accontenta, è già un fascista."
Cesare Pavese, La casa in collina
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Dissonanza cognitiva.
A volte le persone hanno una convinzione di base che è molto forte, anche quando vengono presentate prove che funzionano contro quella convinzione. Le nuove prove non possono essere accettate perché creano una sensazione estremamente scomoda. Perché è così importante proteggere la convinzione di base che razionalizzeranno, ignoreranno e negheranno tutto ciò che non si adatta a quella convinzione di base. Questo è il motivo per cui le persone si arrabbiano quando le loro convinzioni, fortemente radicate, vengono messe in discussione.
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A volte le persone hanno una convinzione di base che è molto forte, anche quando vengono presentate prove che funzionano contro quella convinzione. Le nuove prove non possono essere accettate perché creano una sensazione estremamente scomoda. Perché è così importante proteggere la convinzione di base che razionalizzeranno, ignoreranno e negheranno tutto ciò che non si adatta a quella convinzione di base. Questo è il motivo per cui le persone si arrabbiano quando le loro convinzioni, fortemente radicate, vengono messe in discussione.
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NARRAZIONI...
Strano, eppure vediamo solo civili a braccia alzate e disarmati...
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La ricostruzione dei fatti da parte degli studenti romani.
COMUNICATO DA PARTE DEGLI"STUDENTI CONTRO IL GP-ROMA SUGLI EVENTI DI IERI.
Visto il livello infimo dell'informazione e la manipolazione della verità a cui assistiamo quotidianamente, ci teniamo a spiegare cosa è successo ieri a Roma.
https://www.facebook.com/100009111576432/posts/2917177778595913/
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Ha perfettamente ragione chi, rievocando episodi di un passato ben più caldo del presente, ricorda quando fu il Movimento del ‘77 a cacciare a sassate l’allora segretario CGIL Luciano Lama. Fra l’altro in uno scenario, quello della Sapienza, in cui campeggiava un bel pupazzo che pendeva da una forca. Oppure quando furono le BR ad ammazzare brutalmente Guido Rossa, anche lui sindacalista della CGIL.
Il fatto che Forza Nuova tenti di egemonizzare la protesta contro il greenpass, o cerchi di dirigere l’assalto al sindacato, non sposta di un millimetro la questione centrale: le enormi responsabilità dei sindacati confederati rispetto a quanto accaduto in questi anni in un mondo del lavoro sempre più brutalmente ricattato e svilito.
Ancora una volta la sinistra italiana si fa imbambolare dalla storiella dei fascisti e perde completamente di vista le reali motivazioni che agitano gli strati più sofferenti della società. Un’incapacità avvilente di comprensione della realtà (e di quanto cova sotto di essa) che si è trasformata in tradimento conclamato. Condizione ormai evidentissima - soprattutto a quei lavoratori che soffrono in prima persona tutte le storture delle politiche messe in atto da due decenni a questa parte - sottolineata dalla convocazione della “manifestazione antifascista”. Come se l’unico pericolo fosse ancora una volta quello. E non gli oltre 800 morti sul lavoro nei primi dieci mesi dell’anno, il lavoro sottopagato, lo sfruttamento dei precari e ciliegina sulla torta milioni di lavoratori che rischiano di restare tre mesi a casa senza stipendio perché non vogliono farsi somministrare un vaccino non obbligatorio.
Non si può pensare di restare comodamente seduti dietro una scrivania per due anni, limitandosi a mandare in tivù il segretario a parlare di ius soli come priorità o ad applaudire ossequiosamente l’avvento del governo Draghi, mentre le aziende continuano a delocalizzare e i lavoratori finiscono a fare la fila alla Caritas, e poi cadere dal pero perché la gente si incazza. Anche perché quella è gente che, per quanto faccia comodo etichettarla come popolino ignorante, ha occhi per vedere la CGT francese scendere in strada al fianco dei lavoratori contro il greenpass.
Ed ecco che fa comodo evocare il pericolo fascista. Così facendo si nascondono le proprie gigantesche mancanze nei confronti di piazze che sinistra e sindacati non riescono più a riempire manco se pagano pullman e pranzo al sacco. Certo, lì davanti i fascisti c’erano per davvero. Ma le loro comparsate su commissione sono essenziali per costruire una narrazione ad uso e consumo del governo (a cui i sindacati si stanno ancora una volta miopemente prestando) che suona più o meno così: sono stati i fascisti, i No Greenpass sono fascisti, quindi il greenpass è antifascista.
E serve davvero a poco sostenere che se non fossero stati veramente fascisti avrebbero assaltato la sede di Confindustria e non la CGIL. Perché questo presupporrebbe l’esistenza di una coscienza politica e di classe che di fatto non esiste più. Anche (o soprattutto) per responsabilità dei sindacati e dei partiti di sinistra.
Quella che sta andando in scena in queste ore è la pura rabbia sociale di una massa informe di gente esasperata che, a torto o a ragione, finisce per prendersela con chiunque gli capiti a tiro. In primis con chi avrebbe dovuto tutelarla. Rabbia cieca e irrazionale esattamente come sempre avviene in ogni rivoluzione popolare e spontanea.
Rivoluzione appunto. Parola evocata e stra-abusata per mezzo secolo da quelle stesse persone che oggi invocano i manganelli contro i manifestanti solo perché hanno definitamente perso l’egemonia su di essi. E adesso, per dirla con gli esuli della Comune di Parigi, rischiano di finire come i Versagliesi di sinistra e di destra che apparivano uguali di fronte all’odio del popolo.
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Il fatto che Forza Nuova tenti di egemonizzare la protesta contro il greenpass, o cerchi di dirigere l’assalto al sindacato, non sposta di un millimetro la questione centrale: le enormi responsabilità dei sindacati confederati rispetto a quanto accaduto in questi anni in un mondo del lavoro sempre più brutalmente ricattato e svilito.
Ancora una volta la sinistra italiana si fa imbambolare dalla storiella dei fascisti e perde completamente di vista le reali motivazioni che agitano gli strati più sofferenti della società. Un’incapacità avvilente di comprensione della realtà (e di quanto cova sotto di essa) che si è trasformata in tradimento conclamato. Condizione ormai evidentissima - soprattutto a quei lavoratori che soffrono in prima persona tutte le storture delle politiche messe in atto da due decenni a questa parte - sottolineata dalla convocazione della “manifestazione antifascista”. Come se l’unico pericolo fosse ancora una volta quello. E non gli oltre 800 morti sul lavoro nei primi dieci mesi dell’anno, il lavoro sottopagato, lo sfruttamento dei precari e ciliegina sulla torta milioni di lavoratori che rischiano di restare tre mesi a casa senza stipendio perché non vogliono farsi somministrare un vaccino non obbligatorio.
Non si può pensare di restare comodamente seduti dietro una scrivania per due anni, limitandosi a mandare in tivù il segretario a parlare di ius soli come priorità o ad applaudire ossequiosamente l’avvento del governo Draghi, mentre le aziende continuano a delocalizzare e i lavoratori finiscono a fare la fila alla Caritas, e poi cadere dal pero perché la gente si incazza. Anche perché quella è gente che, per quanto faccia comodo etichettarla come popolino ignorante, ha occhi per vedere la CGT francese scendere in strada al fianco dei lavoratori contro il greenpass.
Ed ecco che fa comodo evocare il pericolo fascista. Così facendo si nascondono le proprie gigantesche mancanze nei confronti di piazze che sinistra e sindacati non riescono più a riempire manco se pagano pullman e pranzo al sacco. Certo, lì davanti i fascisti c’erano per davvero. Ma le loro comparsate su commissione sono essenziali per costruire una narrazione ad uso e consumo del governo (a cui i sindacati si stanno ancora una volta miopemente prestando) che suona più o meno così: sono stati i fascisti, i No Greenpass sono fascisti, quindi il greenpass è antifascista.
E serve davvero a poco sostenere che se non fossero stati veramente fascisti avrebbero assaltato la sede di Confindustria e non la CGIL. Perché questo presupporrebbe l’esistenza di una coscienza politica e di classe che di fatto non esiste più. Anche (o soprattutto) per responsabilità dei sindacati e dei partiti di sinistra.
Quella che sta andando in scena in queste ore è la pura rabbia sociale di una massa informe di gente esasperata che, a torto o a ragione, finisce per prendersela con chiunque gli capiti a tiro. In primis con chi avrebbe dovuto tutelarla. Rabbia cieca e irrazionale esattamente come sempre avviene in ogni rivoluzione popolare e spontanea.
Rivoluzione appunto. Parola evocata e stra-abusata per mezzo secolo da quelle stesse persone che oggi invocano i manganelli contro i manifestanti solo perché hanno definitamente perso l’egemonia su di essi. E adesso, per dirla con gli esuli della Comune di Parigi, rischiano di finire come i Versagliesi di sinistra e di destra che apparivano uguali di fronte all’odio del popolo.
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LA STRATEGIA DEL FANGO
Uomini contro uomini, donne contro donne, ma tutti dello stesso popolo, in ragione degli stessi principi di giustizia e libertà, violati da una politica che non è in grado né di parlare né di dialogare. Quando si gioca a guardie e ladri lo scontro è quasi inevitabile. È questo ciò che volete? Che ognuno guardi la propria coscienza, perché in questo momento di decadentismo politico siamo tutti senza una guida.
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Uomini contro uomini, donne contro donne, ma tutti dello stesso popolo, in ragione degli stessi principi di giustizia e libertà, violati da una politica che non è in grado né di parlare né di dialogare. Quando si gioca a guardie e ladri lo scontro è quasi inevitabile. È questo ciò che volete? Che ognuno guardi la propria coscienza, perché in questo momento di decadentismo politico siamo tutti senza una guida.
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Ed il giorno dopo la manifestazione di Roma Enrico LETTA, segretario del PD dichiara:
«Se non sarà possibile gestire con buon senso l'obbligo di green pass, e la tensione che si è creata lascia intendere che questo buon senso non è sufficiente, allora forse bisognerà finire all'extrema ratio dell'obbligo vaccinale, ho sempre pensato che si dovesse fare tutto il possibile per evitare di arrivare lì in fondo però effettivamente l'extrema ratio c'è».
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«Se non sarà possibile gestire con buon senso l'obbligo di green pass, e la tensione che si è creata lascia intendere che questo buon senso non è sufficiente, allora forse bisognerà finire all'extrema ratio dell'obbligo vaccinale, ho sempre pensato che si dovesse fare tutto il possibile per evitare di arrivare lì in fondo però effettivamente l'extrema ratio c'è».
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Media is too big
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Potentissimo intervento di Monsignor Carlo Maria Viganò, del 9 ottobre, da ascoltare fino alla fine.
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Draghi comanda la “stretta sui cortei”. Capito a che serviva l’assalto in mondovisione?
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https://twitter.com/m_f_borghi/status/1447105845662208001?s=20
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Matteo Borghi
Anni fa chi prevedeva una cosa simile era denigrato come “complottista”. Ora il chip è realtà, soprattutto grazie alla plandemia. E le traumatizzatissime e “politicamente corrette” nuove generazioni se lo faranno impiantare col sorriso, per “il bene comune”.…
Italia che da piano vaccinale ha ordinato 242 milioni di dosi entro il 30 giugno 2022.
Il grosso degli ordinativi è concentrato sul Q3-2021, da qui capite l'"accanimento terapeutico" tramite GreenPass, visto che a dicembre 2021 l'Italia vedrà consegnate complessivamente 194 milioni di dosi; di queste ad oggi circa 86,2 milioni sono state usate e la metà (45 milioni) già promesse come donazioni al COVAX.
Al netto delle donazioni e di quanto utilizzato oggi, da qui a giugno 2022 ci sono sul tavolo oltre 110 milioni di dosi di vaccino Covid "vecchio" ( su spike legata ad un virus che non esiste più...)
Con obbligo e terza dose per tutti avanzerebbero ancora 36 milioni di dosi ( ...per la quarta pera...) a giugno 2022.
...sempre da questi numeri capite perché l'AIFA ha allungato la validità di Pfizer da 6 a 9 mesi
NON HANNO ALTRA SCELTA CHE IMPORRE L'OBBLIGO VACCINALE PER ESAURIRE LE SCORTE ORDINATE DI UN VACCINO ORMAI INUTILE.
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Il grosso degli ordinativi è concentrato sul Q3-2021, da qui capite l'"accanimento terapeutico" tramite GreenPass, visto che a dicembre 2021 l'Italia vedrà consegnate complessivamente 194 milioni di dosi; di queste ad oggi circa 86,2 milioni sono state usate e la metà (45 milioni) già promesse come donazioni al COVAX.
Al netto delle donazioni e di quanto utilizzato oggi, da qui a giugno 2022 ci sono sul tavolo oltre 110 milioni di dosi di vaccino Covid "vecchio" ( su spike legata ad un virus che non esiste più...)
Con obbligo e terza dose per tutti avanzerebbero ancora 36 milioni di dosi ( ...per la quarta pera...) a giugno 2022.
...sempre da questi numeri capite perché l'AIFA ha allungato la validità di Pfizer da 6 a 9 mesi
NON HANNO ALTRA SCELTA CHE IMPORRE L'OBBLIGO VACCINALE PER ESAURIRE LE SCORTE ORDINATE DI UN VACCINO ORMAI INUTILE.
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Similes cum similibus.
Da una parte l’uomo che Cossiga definì “vile affarista”. Il cinico liquidatore dell’economia pubblica italiana. Il banchiere centrale senza scrupoli che chiuse i bancomat ai greci per costringerli ad accettare l’ennesimo prestito usurario della Troika. Il Campione italiano del libero mercato tutto precarietà e delocalizzazioni.
Dall’altra il segretario di quello che dovrebbe essere il principale sindacato italiano a difesa del lavoro.
Ebbene, dati gli ultimi due anni, se per voi questa bonaria e paternalistica fotografia da ritratto di famiglia è una roba normale allora siete parte consistente del problema. E certamente non la soluzione.
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Da una parte l’uomo che Cossiga definì “vile affarista”. Il cinico liquidatore dell’economia pubblica italiana. Il banchiere centrale senza scrupoli che chiuse i bancomat ai greci per costringerli ad accettare l’ennesimo prestito usurario della Troika. Il Campione italiano del libero mercato tutto precarietà e delocalizzazioni.
Dall’altra il segretario di quello che dovrebbe essere il principale sindacato italiano a difesa del lavoro.
Ebbene, dati gli ultimi due anni, se per voi questa bonaria e paternalistica fotografia da ritratto di famiglia è una roba normale allora siete parte consistente del problema. E certamente non la soluzione.
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Pensate che sfiga la CGIL... Se solo Matteo Salvini fosse stato premier di un governo di cdx e insieme si fossero inventati il green pass per il lavoro, tutto sarebbe stato nella norma, fino a scendere in piazza per urlare al vile attacco fascista ai diritti dei lavoratori. E invece? Ora tocca applaudire Draghi e il governo di csx, anzi barricarsi davanti alla moltitudine di lavoratori inferociti contro il solo sindacato al mondo che appoggia i poteri forti e del Diritto del lavoro e della Costituzione se ne frega beatamente.
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