Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ SE ALL'EUROPA RIMANESSERO TRE NEURONI CORREREBBE A FAR PACE CON LA RUSSIA❗️
Gianandrea Gaiani
🔴 Gianandrea Gaiani sostiene che i russi, sfiduciati nei negoziati con europei e americani, stiano intensificando la guerra in Ucraina con bombardamenti totali su infrastrutture, energia e porti del Mar Nero, bloccando così le esportazioni di cereali. Si profilano distruzioni strategiche, come i ponti sul Dnepr per tagliare i rifornimenti, in una escalation mirata all'intera regione est (Novorossija) vista come roccaforte occidentale. L'analisi evidenzia un tracollo politico ed economico dell'Europa e una leadership incapace di gestire la crisi.
Sommario ⬆️
-------------------------------
⏹️ Gianandrea Gaiani: «I russi credo che abbiano perso ogni fiducia nella possibilità di arrivare a chiudere la guerra in Ucraina con un negoziato.
🔸️ Hanno perso ogni fiducia negli europei e anche negli americani, quindi adesso si sono messi a giocare pesante e facendo quello che, se avessero fatto un’operazione militare normale, avrebbero dovuto fare subito, anziché entrare in Ucraina senza un massiccio bombardamento preventivo.
🔸️ Non si era mai vista una guerra in cui entri così, senza prima bombardare, a meno che non pensi di fare uno show e di chiuderla lì. I russi non hanno mai devastato gli apparati energetici e industriali ucraini in maniera totale.
🔸️ Lo hanno cominciato a fare negli ultimi due anni e con maggiore intensità solo quest’anno. E non hanno mai distrutto i ponti sul Dnepr».
🔸️«Oggi i russi stanno distruggendo i ponti nella zona di Sloviansk e Kramatorsk. Le ultime due grandi roccaforti ucraine nel Donbass vengono devastate ogni giorno dalle bombe aeree di precisione.
🔸️ Kramatorsk ora è al buio, perché i russi hanno distrutto tutte le infrastrutture energetiche dell’area. La Russia sta accentuando la guerra, sta inziando a combatterla in maniera totale.
🔸️ Ad esempio, sta inibendo agli ucraini l’utilizzo dei porti. Sono anni che, da noi, si dice: “Gli ucraini hanno cancellato dal Mar Nero la flotta russa”.
🔸️ Ma i droni aerei e navali li usano anche i russi, e nelle ultime settimane hanno deciso di fare sul serio: così, i porti ucraini del Mar Nero non sono più agibili: nessuna nave osa più attraccarvi perché sarebbe colpita, con l’accusa di trasportare armi».
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Gianandrea Gaiani
🔴 Gianandrea Gaiani sostiene che i russi, sfiduciati nei negoziati con europei e americani, stiano intensificando la guerra in Ucraina con bombardamenti totali su infrastrutture, energia e porti del Mar Nero, bloccando così le esportazioni di cereali. Si profilano distruzioni strategiche, come i ponti sul Dnepr per tagliare i rifornimenti, in una escalation mirata all'intera regione est (Novorossija) vista come roccaforte occidentale. L'analisi evidenzia un tracollo politico ed economico dell'Europa e una leadership incapace di gestire la crisi.
Sommario ⬆️
-------------------------------
⏹️ Gianandrea Gaiani: «I russi credo che abbiano perso ogni fiducia nella possibilità di arrivare a chiudere la guerra in Ucraina con un negoziato.
🔸️ Hanno perso ogni fiducia negli europei e anche negli americani, quindi adesso si sono messi a giocare pesante e facendo quello che, se avessero fatto un’operazione militare normale, avrebbero dovuto fare subito, anziché entrare in Ucraina senza un massiccio bombardamento preventivo.
🔸️ Non si era mai vista una guerra in cui entri così, senza prima bombardare, a meno che non pensi di fare uno show e di chiuderla lì. I russi non hanno mai devastato gli apparati energetici e industriali ucraini in maniera totale.
🔸️ Lo hanno cominciato a fare negli ultimi due anni e con maggiore intensità solo quest’anno. E non hanno mai distrutto i ponti sul Dnepr».
🔸️«Oggi i russi stanno distruggendo i ponti nella zona di Sloviansk e Kramatorsk. Le ultime due grandi roccaforti ucraine nel Donbass vengono devastate ogni giorno dalle bombe aeree di precisione.
🔸️ Kramatorsk ora è al buio, perché i russi hanno distrutto tutte le infrastrutture energetiche dell’area. La Russia sta accentuando la guerra, sta inziando a combatterla in maniera totale.
🔸️ Ad esempio, sta inibendo agli ucraini l’utilizzo dei porti. Sono anni che, da noi, si dice: “Gli ucraini hanno cancellato dal Mar Nero la flotta russa”.
🔸️ Ma i droni aerei e navali li usano anche i russi, e nelle ultime settimane hanno deciso di fare sul serio: così, i porti ucraini del Mar Nero non sono più agibili: nessuna nave osa più attraccarvi perché sarebbe colpita, con l’accusa di trasportare armi».
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
SE ALL'EUROPA RIMANESSERO TRE NEURONI CORREREBBE A FAR PACE CON LA RUSSIA
⏹️ Gianandrea Gaiani: «I russi credo che abbiano perso ogni fiducia nella possibilità di arrivare a chiudere la guerra in Ucraina con un negoziato. 🔸️ Hanno perso ogni fiducia negli europei e anche negli americani, quindi adesso si sono messi a giocare pesante…
👏6❤1
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LA GUERRA COGNITIVA E IL NEGATIVITY BIAS❗️
Elena Tempestini
🔴 L'articolo analizza come il negativity bias, una distorsione cognitiva documentata da studi come quello di Baumeister e Vohs (2001), renda il cervello umano propenso a privilegiare le minacce rispetto alle opportunità per garantire la sopravvivenza. Questa caratteristica evolutiva, oggi amplificata dal flusso costante di notizie negative sui media digitali, genera la percezione di un mondo in crisi permanente. Ne emerge il concetto di guerra cognitiva: un nuovo scenario strategico dove l'obiettivo non è solo la superiorità militare, ma la conquista dell'attenzione umana sfruttando la paura e l'indignazione. Piattaforme e algoritmi si basano su questi meccanismi per orientare il consenso, trasformando la percezione del rischio in un potente strumento di influenza politica e sociale.
Sommario ⬆️
--------------------------------------
⏹️ “La più grande vittoria non è convincere qualcuno di una menzogna, ma indurlo a interpretare la realtà secondo una prospettiva che non ha scelto”.
🔸️ Ogni giorno ci arrivano notizie per scrivere articoli, le persone aprono un giornale, accendono la televisione oppure scorrono i social e incontrano una sequenza quasi ininterrotta di guerre, crisi, attentati, catastrofi, instabilità economica e tensioni internazionali.
🔸️ È naturale arrivare a una conclusione, il mondo sta precipitando, è in guerra, si sta frammentando. Ma siamo davvero di fronte a un pianeta sempre più pericoloso o è il nostro cervello a percepirlo in questo modo?
🔸️ La psicologia cognitiva offre una chiave di lettura tanto semplice quanto rivoluzionaria. Esiste un fenomeno ampiamente documentato dalla ricerca, il negativity bias, una distorsione della percezione.
🔸️ Ricordiamoci che il nostro cervello è guidato da numerosi “bias cognitivi”, che sono schemi mentali automatici che semplificano la realtà, (bias deriva da tiro obliquo) ma che possono alterare il modo in cui percepiamo e interpretiamo gli eventi.
🔸️ Il cervello umano non osserva la realtà in modo neutrale, tende a privilegiare tutto ciò che rappresenta un rischio, una minaccia o un pericolo, attribuendogli un’importanza maggiore rispetto agli eventi positivi.
🔸️ Quindi, la mente umana attribuisce un peso maggiore alle informazioni negative rispetto a quelle positive. Nel 2001 lo psicologo sociale Roy F. Baumeister, insieme a Ellen Bratslavsky, Catrin Finkenauer e Kathleen Vohs, pubblicò uno degli studi più influenti e rivoluzionari sull’argomento.
🔸️ Gli studi giungono ad una conclusione destinata a diventare un punto di riferimento della disciplina medica psicologica: “Bad is stronger than good”, il male vince sul bene, non in senso morale, ma cognitivo.
🔸️ Il cervello umano, attribuendo maggiore attenzione alle minacce che alle opportunità, crea il risultato di un’evoluzione che ha privilegiato la sopravvivenza rispetto al benessere.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Elena Tempestini
🔴 L'articolo analizza come il negativity bias, una distorsione cognitiva documentata da studi come quello di Baumeister e Vohs (2001), renda il cervello umano propenso a privilegiare le minacce rispetto alle opportunità per garantire la sopravvivenza. Questa caratteristica evolutiva, oggi amplificata dal flusso costante di notizie negative sui media digitali, genera la percezione di un mondo in crisi permanente. Ne emerge il concetto di guerra cognitiva: un nuovo scenario strategico dove l'obiettivo non è solo la superiorità militare, ma la conquista dell'attenzione umana sfruttando la paura e l'indignazione. Piattaforme e algoritmi si basano su questi meccanismi per orientare il consenso, trasformando la percezione del rischio in un potente strumento di influenza politica e sociale.
Sommario ⬆️
--------------------------------------
⏹️ “La più grande vittoria non è convincere qualcuno di una menzogna, ma indurlo a interpretare la realtà secondo una prospettiva che non ha scelto”.
🔸️ Ogni giorno ci arrivano notizie per scrivere articoli, le persone aprono un giornale, accendono la televisione oppure scorrono i social e incontrano una sequenza quasi ininterrotta di guerre, crisi, attentati, catastrofi, instabilità economica e tensioni internazionali.
🔸️ È naturale arrivare a una conclusione, il mondo sta precipitando, è in guerra, si sta frammentando. Ma siamo davvero di fronte a un pianeta sempre più pericoloso o è il nostro cervello a percepirlo in questo modo?
🔸️ La psicologia cognitiva offre una chiave di lettura tanto semplice quanto rivoluzionaria. Esiste un fenomeno ampiamente documentato dalla ricerca, il negativity bias, una distorsione della percezione.
🔸️ Ricordiamoci che il nostro cervello è guidato da numerosi “bias cognitivi”, che sono schemi mentali automatici che semplificano la realtà, (bias deriva da tiro obliquo) ma che possono alterare il modo in cui percepiamo e interpretiamo gli eventi.
🔸️ Il cervello umano non osserva la realtà in modo neutrale, tende a privilegiare tutto ciò che rappresenta un rischio, una minaccia o un pericolo, attribuendogli un’importanza maggiore rispetto agli eventi positivi.
🔸️ Quindi, la mente umana attribuisce un peso maggiore alle informazioni negative rispetto a quelle positive. Nel 2001 lo psicologo sociale Roy F. Baumeister, insieme a Ellen Bratslavsky, Catrin Finkenauer e Kathleen Vohs, pubblicò uno degli studi più influenti e rivoluzionari sull’argomento.
🔸️ Gli studi giungono ad una conclusione destinata a diventare un punto di riferimento della disciplina medica psicologica: “Bad is stronger than good”, il male vince sul bene, non in senso morale, ma cognitivo.
🔸️ Il cervello umano, attribuendo maggiore attenzione alle minacce che alle opportunità, crea il risultato di un’evoluzione che ha privilegiato la sopravvivenza rispetto al benessere.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
LA GUERRA COGNITIVA E IL NEGATIVITY BIAS
⏹️ “La più grande vittoria non è convincere qualcuno di una menzogna, ma indurlo a interpretare la realtà secondo una prospettiva che non ha scelto”. 🔸️ Ogni giorno ci arrivano notizie per scrivere articoli, le persone aprono un giornale, accendono la televisione…
👍1
Forwarded from Libertà e democrazia
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
⚠️ L'ANALISI DEL GIORNO❗️
a cura di Francesco Centineo
✴️ Caso Farik e l'opinione sbagliata di Andrea Zhok
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
a cura di Francesco Centineo
✴️ Caso Farik e l'opinione sbagliata di Andrea Zhok
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ UE. UNA CRISI CHE METTE IN DISCUSSIONE IL PROGETTO COMUNITARIO❗️
Francesco Pontelli
🔴 L'Unione Europea affronta una profonda crisi che mette in discussione il progetto di integrazione, segnata da criticità economiche, istituzionali e strategiche. La perdita di competitività industriale, dovuta all'aumento dei costi energetici e alla concorrenza globale, mina il tessuto manifatturiero continentale. Le difficoltà decisionali interne e la spaccatura tra chi spinge per una maggiore integrazione federale e chi teme un eccessivo accentramento, limitano l'efficacia della politica estera. In un mondo sempre più multipolare, gli analisti sottolineano la necessità di superare approcci ideologici per adottare politiche più concrete a favore della coesione interna e della presenza geopolitica.
Sommario ⬆️
-------------------------------------
⏹️ L’UE attraversa una fase di profonda difficoltà, caratterizzata da criticità economiche, politiche e strategiche che alimentano il dibattito sul futuro del progetto di integrazione.
🔹️ Secondo numerosi osservatori, le attuali dinamiche internazionali stanno evidenziando i limiti dell’assetto istituzionale europeo e la crescente difficoltà dell’Ue nel mantenere un ruolo di primo piano nello scenario globale.
🔹️ Sul piano economico le preoccupazioni riguardano soprattutto la perdita di competitività dell’industria europea.
🔹️ L’aumento dei costi energetici, la concorrenza internazionale, il trasferimento di produzioni verso mercati più competitivi e le acquisizioni di aziende strategiche alimentano il timore di un progressivo indebolimento del tessuto manifatturiero continentale.
🔹️ Secondo questa interpretazione, l’Europa continuerebbe ad affrontare tali fenomeni facendo affidamento sulle regole del libero mercato, senza adottare efficaci strumenti di tutela per i propri asset industriali e per l’occupazione.
🔹️ Una seconda questione riguarda il modello istituzionale dell’Unione. Le difficoltà nel raggiungere posizioni comuni su numerosi dossier internazionali e la lentezza dei processi decisionali hanno riacceso il confronto sulla necessità di una riforma dei Trattati.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Francesco Pontelli
🔴 L'Unione Europea affronta una profonda crisi che mette in discussione il progetto di integrazione, segnata da criticità economiche, istituzionali e strategiche. La perdita di competitività industriale, dovuta all'aumento dei costi energetici e alla concorrenza globale, mina il tessuto manifatturiero continentale. Le difficoltà decisionali interne e la spaccatura tra chi spinge per una maggiore integrazione federale e chi teme un eccessivo accentramento, limitano l'efficacia della politica estera. In un mondo sempre più multipolare, gli analisti sottolineano la necessità di superare approcci ideologici per adottare politiche più concrete a favore della coesione interna e della presenza geopolitica.
Sommario ⬆️
-------------------------------------
⏹️ L’UE attraversa una fase di profonda difficoltà, caratterizzata da criticità economiche, politiche e strategiche che alimentano il dibattito sul futuro del progetto di integrazione.
🔹️ Secondo numerosi osservatori, le attuali dinamiche internazionali stanno evidenziando i limiti dell’assetto istituzionale europeo e la crescente difficoltà dell’Ue nel mantenere un ruolo di primo piano nello scenario globale.
🔹️ Sul piano economico le preoccupazioni riguardano soprattutto la perdita di competitività dell’industria europea.
🔹️ L’aumento dei costi energetici, la concorrenza internazionale, il trasferimento di produzioni verso mercati più competitivi e le acquisizioni di aziende strategiche alimentano il timore di un progressivo indebolimento del tessuto manifatturiero continentale.
🔹️ Secondo questa interpretazione, l’Europa continuerebbe ad affrontare tali fenomeni facendo affidamento sulle regole del libero mercato, senza adottare efficaci strumenti di tutela per i propri asset industriali e per l’occupazione.
🔹️ Una seconda questione riguarda il modello istituzionale dell’Unione. Le difficoltà nel raggiungere posizioni comuni su numerosi dossier internazionali e la lentezza dei processi decisionali hanno riacceso il confronto sulla necessità di una riforma dei Trattati.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
UE. UNA CRISI CHE METTE IN DISCUSSIONE IL PROGETTO COMUNITARIO
⏹️ L’UE attraversa una fase di profonda difficoltà, caratterizzata da criticità economiche, politiche e strategiche che alimentano il dibattito sul futuro del progetto di integrazione. 🔹️ Secondo numerosi osservatori, le attuali dinamiche internazionali stanno…
😁2🤡1
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ L’ESTATE IN CUI MORÌ LA PACE ❗️
Peter Hanseler
🔴 L'autore Peter Hanseler denuncia come la propaganda occidentale nasconda due conflitti globali in Europa e Medio Oriente, manipolando l'opinione pubblica con notizie false (come i prezzi della benzina in Russia) e censurando sanzioni cinesi contro aziende della difesa. Secondo l'articolo, i media servono a distrarre le masse dalle catastrofi incombenti, mentre la realtà politica è gestita da élite che usano leader come Donald Trump come burattini: quest'ultimo, pur presentandosi come pacificatore, insegue l'arricchimento dell'1% scatenando guerre e fornendo dati satellitari per attacchi a obiettivi civili russi.
Sommario ⬆️
-----------------------------------
⏹️ Oltre ai numerosi conflitti in Africa, attualmente sono in corso due conflitti di grande portata: uno in Europa e uno in Medio Oriente. Entrambi sono stati pianificati con cura nel corso di decenni.
🔘 La narrativa occidentale sta mostrando delle crepe tra le persone più perspicaci dell’Occidente, portando la propaganda occidentale a diventare sempre più aggressiva nel tentativo di ribaltare ancora una volta l’opinione pubblica.
🔘 Un esempio di come la propaganda in Germania sia riuscita a rendere la gente completamente ottusa è un articolo apparso sul quotidiano “Bild” il 13 luglio, intitolato “A Putin sta finendo la benzina: i russi pagano quasi 4 euro al litro”.
🔘 Questo nonostante i prezzi effettivi siano chiaramente visibili nell’immagine: ad esempio, 73,11 rubli (0,82 EUR). Il 29 luglio, il prezzo medio della benzina a 95 ottani in Russia era di 71,83 rubli (0,79 EUR).
🔘 D’altra parte, vengono censurate importanti notizie, come l’imposizione da parte della Cina di sanzioni nei confronti di 14 aziende europee, tra cui Lafert S.p.A., Rheinmetall AG, Tatra Trucks, Vigo Photonics, Cavok UAS, Antraco Chemie - HG e Sindlhauser Materials.
🔘 Si tratta di aziende del settore della difesa o di appaltatori della difesa. Questa notizia è significativa e ostacolerà gravemente il potenziamento militare della Germania. Questi due esempi completamente diversi illustrano la natura dei media occidentali.
🔘 I media trasmettono al loro pubblico l’impressione che in Occidente «le cose vadano bene» e che i nemici siano sull’orlo del collasso. Ciò ha un effetto: quando si parla con le persone in Europa, il caldo estivo e i Mondiali sembrano essere le cose più importanti della vita.
🔘 Per decenni mi sono chiesto come fosse possibile che le popolazioni coinvolte non si fossero accorte delle catastrofi incombenti del 1914 e del 1939; gli avvenimenti attuali mi stanno offrendo uno sguardo sulla storia con una chiarezza che non avevo mai visto prima.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Peter Hanseler
🔴 L'autore Peter Hanseler denuncia come la propaganda occidentale nasconda due conflitti globali in Europa e Medio Oriente, manipolando l'opinione pubblica con notizie false (come i prezzi della benzina in Russia) e censurando sanzioni cinesi contro aziende della difesa. Secondo l'articolo, i media servono a distrarre le masse dalle catastrofi incombenti, mentre la realtà politica è gestita da élite che usano leader come Donald Trump come burattini: quest'ultimo, pur presentandosi come pacificatore, insegue l'arricchimento dell'1% scatenando guerre e fornendo dati satellitari per attacchi a obiettivi civili russi.
Sommario ⬆️
-----------------------------------
⏹️ Oltre ai numerosi conflitti in Africa, attualmente sono in corso due conflitti di grande portata: uno in Europa e uno in Medio Oriente. Entrambi sono stati pianificati con cura nel corso di decenni.
🔘 La narrativa occidentale sta mostrando delle crepe tra le persone più perspicaci dell’Occidente, portando la propaganda occidentale a diventare sempre più aggressiva nel tentativo di ribaltare ancora una volta l’opinione pubblica.
🔘 Un esempio di come la propaganda in Germania sia riuscita a rendere la gente completamente ottusa è un articolo apparso sul quotidiano “Bild” il 13 luglio, intitolato “A Putin sta finendo la benzina: i russi pagano quasi 4 euro al litro”.
🔘 Questo nonostante i prezzi effettivi siano chiaramente visibili nell’immagine: ad esempio, 73,11 rubli (0,82 EUR). Il 29 luglio, il prezzo medio della benzina a 95 ottani in Russia era di 71,83 rubli (0,79 EUR).
🔘 D’altra parte, vengono censurate importanti notizie, come l’imposizione da parte della Cina di sanzioni nei confronti di 14 aziende europee, tra cui Lafert S.p.A., Rheinmetall AG, Tatra Trucks, Vigo Photonics, Cavok UAS, Antraco Chemie - HG e Sindlhauser Materials.
🔘 Si tratta di aziende del settore della difesa o di appaltatori della difesa. Questa notizia è significativa e ostacolerà gravemente il potenziamento militare della Germania. Questi due esempi completamente diversi illustrano la natura dei media occidentali.
🔘 I media trasmettono al loro pubblico l’impressione che in Occidente «le cose vadano bene» e che i nemici siano sull’orlo del collasso. Ciò ha un effetto: quando si parla con le persone in Europa, il caldo estivo e i Mondiali sembrano essere le cose più importanti della vita.
🔘 Per decenni mi sono chiesto come fosse possibile che le popolazioni coinvolte non si fossero accorte delle catastrofi incombenti del 1914 e del 1939; gli avvenimenti attuali mi stanno offrendo uno sguardo sulla storia con una chiarezza che non avevo mai visto prima.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
L’ESTATE IN CUI MORÌ LA PACE
⏹️ Oltre ai numerosi conflitti in Africa, attualmente sono in corso due conflitti di grande portata: uno in Europa e uno in Medio Oriente. Entrambi sono stati pianificati con cura nel corso di decenni. 🔘 La narrativa occidentale sta mostrando delle crepe…
❤1👏1😁1
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ UCRAINA. LA GUERRA ALIMENTA LA SPESA MILITARE E RIDEFINISCE GLI EQUILIBRI ECONOMICI❗️
Giuseppe Gagliano
🔴 L'articolo di Giuseppe Gagliano analizza come la guerra in Ucraina alimenti la spesa militare e ridisegni gli equilibri geopolitici ed economici. Si sostiene che il conflitto prolunghi il modello del riarmo permanente, rafforzando l'industria della difesa statunitense e la dipendenza tecnologica dell'Europa, mentre la Russia intensifica i legami con partner globali alternativi. Il protrarsi della guerra consolida l'architettura atlantica e crea nuovi interessi economici che rendono sempre più difficile una soluzione negoziale.
Sommario ⬆️
------------------------------
⏹️ La guerra in Ucraina è diventata anche un sistema economico che alimenta la spesa militare, sostiene l’industria della difesa e ridisegna gli equilibri politici tra Europa e Stati Uniti.
🎯 È questa la tesi sviluppata da Édouard Husson nel dibattito diffuso da Géopolitique Profonde, secondo cui il continuo afflusso di fondi a Kiev contribuirebbe a consolidare un modello economico e strategico fondato sul riarmo permanente, pur trattandosi di una lettura che, nelle sue accuse più estreme, non è supportata da prove documentali.
🎯 L’aspetto politicamente più rilevante riguarda il crescente impegno finanziario richiesto ai Paesi europei, chiamati a sostenere l’assistenza militare all’Ucraina, il rafforzamento delle proprie capacità difensive e l’acquisto di sistemi d’arma prodotti in larga parte dall’industria statunitense.
🎯 In questo contesto Washington mantiene la leadership strategica e industriale, mentre gli alleati europei sopportano una quota crescente dei costi. Secondo questa analisi, il principale beneficiario economico del conflitto sarebbe il comparto della difesa.
🎯 La domanda pubblica di armamenti garantisce infatti contratti pluriennali e investimenti continui, mentre molti Paesi dell’UE, privi di adeguate capacità produttive, finiscono per rafforzare l’industria militare americana, consolidando una dipendenza tecnologica e logistica dagli Stati Uniti.
🎯 L’Ucraina rappresenta inoltre un futuro mercato per la ricostruzione di infrastrutture, reti energetiche, trasporti e apparati industriali. I finanziamenti destinati alla fase postbellica potrebbero tradursi in nuovi rapporti di dipendenza economica attraverso debito, privatizzazioni e grandi appalti.
🎯 Sul piano militare, il sostegno occidentale ha consentito a Kiev di evitare il collasso, senza però modificare in modo decisivo gli equilibri del conflitto.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Giuseppe Gagliano
🔴 L'articolo di Giuseppe Gagliano analizza come la guerra in Ucraina alimenti la spesa militare e ridisegni gli equilibri geopolitici ed economici. Si sostiene che il conflitto prolunghi il modello del riarmo permanente, rafforzando l'industria della difesa statunitense e la dipendenza tecnologica dell'Europa, mentre la Russia intensifica i legami con partner globali alternativi. Il protrarsi della guerra consolida l'architettura atlantica e crea nuovi interessi economici che rendono sempre più difficile una soluzione negoziale.
Sommario ⬆️
------------------------------
⏹️ La guerra in Ucraina è diventata anche un sistema economico che alimenta la spesa militare, sostiene l’industria della difesa e ridisegna gli equilibri politici tra Europa e Stati Uniti.
🎯 È questa la tesi sviluppata da Édouard Husson nel dibattito diffuso da Géopolitique Profonde, secondo cui il continuo afflusso di fondi a Kiev contribuirebbe a consolidare un modello economico e strategico fondato sul riarmo permanente, pur trattandosi di una lettura che, nelle sue accuse più estreme, non è supportata da prove documentali.
🎯 L’aspetto politicamente più rilevante riguarda il crescente impegno finanziario richiesto ai Paesi europei, chiamati a sostenere l’assistenza militare all’Ucraina, il rafforzamento delle proprie capacità difensive e l’acquisto di sistemi d’arma prodotti in larga parte dall’industria statunitense.
🎯 In questo contesto Washington mantiene la leadership strategica e industriale, mentre gli alleati europei sopportano una quota crescente dei costi. Secondo questa analisi, il principale beneficiario economico del conflitto sarebbe il comparto della difesa.
🎯 La domanda pubblica di armamenti garantisce infatti contratti pluriennali e investimenti continui, mentre molti Paesi dell’UE, privi di adeguate capacità produttive, finiscono per rafforzare l’industria militare americana, consolidando una dipendenza tecnologica e logistica dagli Stati Uniti.
🎯 L’Ucraina rappresenta inoltre un futuro mercato per la ricostruzione di infrastrutture, reti energetiche, trasporti e apparati industriali. I finanziamenti destinati alla fase postbellica potrebbero tradursi in nuovi rapporti di dipendenza economica attraverso debito, privatizzazioni e grandi appalti.
🎯 Sul piano militare, il sostegno occidentale ha consentito a Kiev di evitare il collasso, senza però modificare in modo decisivo gli equilibri del conflitto.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
UCRAINA. LA GUERRA ALIMENTA LA SPESA MILITARE E RIDEFINISCE GLI EQUILIBRI ECONOMICI
⏹️ La guerra in Ucraina è diventata anche un sistema economico che alimenta la spesa militare, sostiene l’industria della difesa e ridisegna gli equilibri politici tra Europa e Stati Uniti. 🎯 È questa la tesi sviluppata da Édouard Husson nel dibattito diffuso…
👍2
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ DALLA TAQIYYA AD OVERTON ALLA RANA BOLLITA
Adriano Segatori
🔴 L'articolo di Adriano Segatori sostiene che l'immigrazione musulmana in Europa costituisca una strategia di conquista demografica, citando dichiarazioni di leader algerini e musulmani del 1974 e 1999. L'autore accusa l'area politica di sinistra ("Club Radicale") di avere applicato il concetto della "Finestra di Overton" per normalizzare questo fenomeno e censura chi ne denuncia i rischi, paragonando l'inerzia collettiva alla metafora della "rana bollita". Viene inoltre analizzato il concetto di "taqiyya", descrivendolo come una tattica di dissimulazione utilizzata da alcuni musulmani per sospendere temporaneamente precetti religiosi e ottenere cittadinanza o matrimoni in Occidente per poi reintrodurre la sharia una volta raggiunto l'obiettivo.
Sommario ⬆️
--------------------------------------
⏹️ Se analizziamo la strategia tecnico-operativa della massiccia occupazione del territorio europeo, e quindi di quello italiano, da musulmana, ci rendiamo conto che il termine invasione non è per nulla inappropriato.
🔸️ Togliamo il termine ‘militare’ e limitiamoci a parlare di numeri, di volontà e di obiettivi. Il 10 aprile del 1974, il presidente algerino Houari Boumédiène in un discorso alle Nazioni Unite dichiarò: “Un giorno milioni di uomini lasceranno l’emisfero sud per fare irruzione nell’emisfero nord.
🔸️ E non in modo amichevole. Verranno per conquistarlo, e lo conquisteranno popolandolo con i loro figli. È il ventre delle nostre donne che ci darà la vittoria”.
🔸️ Se poi aggiungiamo le parole riportate da monsignor Giuseppe Bernardini, vescovo di Smirne, quando già il 13 ottobre 1999, “durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo-cristiano, un autorevole personaggio musulmano, rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse a un certo punto con calma e sicurezza:
🔸️"Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo’”, il quadro non lascia spazio ad interpretazioni.
🔸️ Questo quantomeno non a coloro che sono estranei a quello che Raffaello Simone definisce “Club Radicale, l’area sinistra sempre aperta a tutte le influenze disgregatrici dell’ordine sociale ed etico”.
🔸️ Un'area contagiata da quella che gli studiosi di PNL chiamano “sindrome d’utopia”, ovvero “un comportamento derivante dalla certezza incrollabile e resistente ai fatti reali di cui si conoscono le origini e di cui si hanno pronte le soluzioni”.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Adriano Segatori
🔴 L'articolo di Adriano Segatori sostiene che l'immigrazione musulmana in Europa costituisca una strategia di conquista demografica, citando dichiarazioni di leader algerini e musulmani del 1974 e 1999. L'autore accusa l'area politica di sinistra ("Club Radicale") di avere applicato il concetto della "Finestra di Overton" per normalizzare questo fenomeno e censura chi ne denuncia i rischi, paragonando l'inerzia collettiva alla metafora della "rana bollita". Viene inoltre analizzato il concetto di "taqiyya", descrivendolo come una tattica di dissimulazione utilizzata da alcuni musulmani per sospendere temporaneamente precetti religiosi e ottenere cittadinanza o matrimoni in Occidente per poi reintrodurre la sharia una volta raggiunto l'obiettivo.
Sommario ⬆️
--------------------------------------
⏹️ Se analizziamo la strategia tecnico-operativa della massiccia occupazione del territorio europeo, e quindi di quello italiano, da musulmana, ci rendiamo conto che il termine invasione non è per nulla inappropriato.
🔸️ Togliamo il termine ‘militare’ e limitiamoci a parlare di numeri, di volontà e di obiettivi. Il 10 aprile del 1974, il presidente algerino Houari Boumédiène in un discorso alle Nazioni Unite dichiarò: “Un giorno milioni di uomini lasceranno l’emisfero sud per fare irruzione nell’emisfero nord.
🔸️ E non in modo amichevole. Verranno per conquistarlo, e lo conquisteranno popolandolo con i loro figli. È il ventre delle nostre donne che ci darà la vittoria”.
🔸️ Se poi aggiungiamo le parole riportate da monsignor Giuseppe Bernardini, vescovo di Smirne, quando già il 13 ottobre 1999, “durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo-cristiano, un autorevole personaggio musulmano, rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse a un certo punto con calma e sicurezza:
🔸️"Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo’”, il quadro non lascia spazio ad interpretazioni.
🔸️ Questo quantomeno non a coloro che sono estranei a quello che Raffaello Simone definisce “Club Radicale, l’area sinistra sempre aperta a tutte le influenze disgregatrici dell’ordine sociale ed etico”.
🔸️ Un'area contagiata da quella che gli studiosi di PNL chiamano “sindrome d’utopia”, ovvero “un comportamento derivante dalla certezza incrollabile e resistente ai fatti reali di cui si conoscono le origini e di cui si hanno pronte le soluzioni”.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
DALLA TAQIYYA AD OVERTON ALLA RANA BOLLITA
⏹️ Se analizziamo la strategia tecnico-operativa della massiccia occupazione del territorio europeo, e quindi di quello italiano, da musulmana, ci rendiamo conto che il termine invasione non è per nulla inappropriato. 🔸️ Togliamo il termine ‘militare’ e limitiamoci…
❤3👏1😁1
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LA RANA AMERICANA❗️
Enrico Tomaselli
🔴 L'articolo critica la strategia dell'amministrazione Trump nel Golfo Persico, caratterizzata da minacce belliche ricorrenti verso l'Iran seguite da marcie indietro, definendola una farsa che non impressiona più né i mercati né gli alleati regionali. Paesi come Arabia Saudita e Bahrain hanno ripetutamente chiesto un'astensione dagli attacchi, evidenziando un chiaro fallimento diplomatico.
La carenza strategica americana si scontra con la consapevolezza iraniana, che non vedendo volontà negoziale a Washington (inclusa una richiesta di fine sanzioni e restituzione fondi), anticipa peggiori condizioni future. Gli analisti temono che l'incapacità di uscirne ora stia aggravando la posizione degli USA verso un esito strategico avverso.
Sommario ⬆️
-----------------------------------------
⏹️ Come in ogni farsa che si rispetti, anche la comunicazione trumpiana del conflitto nel Golfo Persico ha le sue gag, solo che francamente sono fin troppo ricorrenti.
🔹️ Ripeterla una, due volte, magari tre, purché ben posizionate all’interno della narrazione, può ancora essere efficace, ma così diventa solo un cliché stancamente ripetuto.
🔹️ Dall’inizio della guerra - 28 febbraio 2026 - sono ormai 67 volte che Trump fa TACO (Trump Always Chicken Out). Inoltre, i tempi sono sempre più ravvicinati, brucianti, perché se la gag non fa più effetto in sé bisogna puntare tutto sulla tempistica.
🔹️ Quindi venerdì sera dici che scatenerai l’inferno, e domenica mattina hai già fatto completa marcia indietro. E, ovviamente, ormai tutto questo non ha più alcun effetto sui mercati energetici, è decisamente troppo inflazionato il giochetto.
🔹️ Ma il copione resta invariato, insensibile ai fischi che vengono dalla platea. Mohammad Bin Salman ha telefonato al presidente Trump e gli ha chiesto di non attaccare l'Iran.
🔹️ Trump: "l'Iran e altri paesi del Medio Oriente ci hanno appena chiesto di astenerci da qualsiasi attacco." Teheran: "L'Iran non ha chiesto a Trump di non attaccare".
🔹️ Che i paesi del Golfo ne abbiano le scatole piene (e le tasche vuote...) di tutto ciò è fin troppo chiaro, e di sicuro non hanno aspettato l’ultimo momento per farlo sapere a Washington.
🔹️ Appena ieri si registrava un appello disperato del sovrano del Bahrain all'Iran: "Per il bene del Profeta di Allah, non attaccateci!"
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Enrico Tomaselli
🔴 L'articolo critica la strategia dell'amministrazione Trump nel Golfo Persico, caratterizzata da minacce belliche ricorrenti verso l'Iran seguite da marcie indietro, definendola una farsa che non impressiona più né i mercati né gli alleati regionali. Paesi come Arabia Saudita e Bahrain hanno ripetutamente chiesto un'astensione dagli attacchi, evidenziando un chiaro fallimento diplomatico.
La carenza strategica americana si scontra con la consapevolezza iraniana, che non vedendo volontà negoziale a Washington (inclusa una richiesta di fine sanzioni e restituzione fondi), anticipa peggiori condizioni future. Gli analisti temono che l'incapacità di uscirne ora stia aggravando la posizione degli USA verso un esito strategico avverso.
Sommario ⬆️
-----------------------------------------
⏹️ Come in ogni farsa che si rispetti, anche la comunicazione trumpiana del conflitto nel Golfo Persico ha le sue gag, solo che francamente sono fin troppo ricorrenti.
🔹️ Ripeterla una, due volte, magari tre, purché ben posizionate all’interno della narrazione, può ancora essere efficace, ma così diventa solo un cliché stancamente ripetuto.
🔹️ Dall’inizio della guerra - 28 febbraio 2026 - sono ormai 67 volte che Trump fa TACO (Trump Always Chicken Out). Inoltre, i tempi sono sempre più ravvicinati, brucianti, perché se la gag non fa più effetto in sé bisogna puntare tutto sulla tempistica.
🔹️ Quindi venerdì sera dici che scatenerai l’inferno, e domenica mattina hai già fatto completa marcia indietro. E, ovviamente, ormai tutto questo non ha più alcun effetto sui mercati energetici, è decisamente troppo inflazionato il giochetto.
🔹️ Ma il copione resta invariato, insensibile ai fischi che vengono dalla platea. Mohammad Bin Salman ha telefonato al presidente Trump e gli ha chiesto di non attaccare l'Iran.
🔹️ Trump: "l'Iran e altri paesi del Medio Oriente ci hanno appena chiesto di astenerci da qualsiasi attacco." Teheran: "L'Iran non ha chiesto a Trump di non attaccare".
🔹️ Che i paesi del Golfo ne abbiano le scatole piene (e le tasche vuote...) di tutto ciò è fin troppo chiaro, e di sicuro non hanno aspettato l’ultimo momento per farlo sapere a Washington.
🔹️ Appena ieri si registrava un appello disperato del sovrano del Bahrain all'Iran: "Per il bene del Profeta di Allah, non attaccateci!"
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
LA RANA AMERICANA
⏹️ Come in ogni farsa che si rispetti, anche la comunicazione trumpiana del conflitto nel Golfo Persico ha le sue gag, solo che francamente sono fin troppo ricorrenti. 🔹️ Ripeterla una, due volte, magari tre, purché ben posizionate all’interno della narrazione…
😁2❤1
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ IL CILE NON PUÒ UMILIARSI DI FRONTE A TRUMP❗️
Marcelo Trivelli
🔴 Marcelo Trivelli sostiene che il Cile non deve umiliarsi di fronte all'imposizione di dazi del 12,5% da parte di Trump, che rappresenta una violazione del trattato di libero scambio del 2004. L'autore critica la classe dirigente cilena per la sua rassegnazione e invita a seguire l'esempio del Canada, difendendo la dignità nazionale. Le proposte includono il boicottaggio di marchi statunitensi (come McDonald's e KFC), il divieto di turismo verso gli USA e la futura imposizione di dazi sull'esportazione di minerali strategici come rame e litio, affinché la sovranità non venga sacrifica all'umiliazione.
Sommario ⬆️
--------------------------------------
⏹️ Il Cile non può umiliarsi in silenzio di fronte a Trump perché la nostra dignità non è negoziabile. Deve rispondere con saggezza, prudenza e unità.
🔹️ Nel diritto internazionale, i trattati vanno rispettati. I trattati di libero scambio garantiscono certezza giuridica, regole chiare e stabilità per gli investimenti. Il Cile ha costruito la propria politica estera sul rispetto del diritto internazionale che va al di là dei singoli governi.
🔹️ Per questo ha firmato un trattato di libero scambio con gli Stati Uniti, entrato in vigore nel 2004, convinto che entrambe le nazioni avrebbero rispettato le regole concordate.
🔹️ Oggi constatiamo che, per il governo degli Stati Uniti, i trattati sono vincolanti solo finché servono ai propri interessi. La decisione di Trump di imporre dazi del 12,5% sulla maggior parte delle esportazioni cilene costituisce un nuovo colpo a tale principio.
🔹️ L’aspetto più rivelatore non è il dazio in sé, bensì la sua selettività. Washington tassa quei prodotti il cui costo per la propria economia è ridotto, ma esclude proprio quelli che considera strategici per il proprio sviluppo industriale e militare, come il rame e il litio.
🔹️ Si tratta di una politica basata esclusivamente sugli interessi nazionali degli Stati Uniti. Ed è esattamente ciò che il Cile dovrebbe fare: difendere senza complessi i propri interessi nazionali nel rispetto del diritto internazionale.
🔹️ Il Canada, le cui esportazioni dipendevano per il 75% dal mercato statunitense, ha compreso rapidamente questa realtà.
🔹️ Sotto la guida di Mark Carney, il governo federale ha promosso campagne per privilegiare il consumo di prodotti canadesi, scoraggiare il turismo verso gli Stati Uniti, ritirare i prodotti statunitensi dai propri mercati e persino discutere restrizioni alle esportazioni strategiche come l’energia elettrica.
🔹️ Non è stata una reazione irrazionale. È stata una dimostrazione di dignità nazionale.
🔹️ Oggi, la classe dirigente cilena sembra convinta che la prudenza consista nell’umiliarsi in silenzio e aspettare che la tempesta passi. Confondono la diplomazia con la rassegnazione e la sottomissione.
🔹️ È ora di reagire e di avviare un dibattito affinché tutto il Cile sia solidale con le decisioni che prenderemo, proprio come è avvenuto in Canada. Potrebbero arrivare momenti ancora più difficili, ma la dignità nazionale viene prima di tutto.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Marcelo Trivelli
🔴 Marcelo Trivelli sostiene che il Cile non deve umiliarsi di fronte all'imposizione di dazi del 12,5% da parte di Trump, che rappresenta una violazione del trattato di libero scambio del 2004. L'autore critica la classe dirigente cilena per la sua rassegnazione e invita a seguire l'esempio del Canada, difendendo la dignità nazionale. Le proposte includono il boicottaggio di marchi statunitensi (come McDonald's e KFC), il divieto di turismo verso gli USA e la futura imposizione di dazi sull'esportazione di minerali strategici come rame e litio, affinché la sovranità non venga sacrifica all'umiliazione.
Sommario ⬆️
--------------------------------------
⏹️ Il Cile non può umiliarsi in silenzio di fronte a Trump perché la nostra dignità non è negoziabile. Deve rispondere con saggezza, prudenza e unità.
🔹️ Nel diritto internazionale, i trattati vanno rispettati. I trattati di libero scambio garantiscono certezza giuridica, regole chiare e stabilità per gli investimenti. Il Cile ha costruito la propria politica estera sul rispetto del diritto internazionale che va al di là dei singoli governi.
🔹️ Per questo ha firmato un trattato di libero scambio con gli Stati Uniti, entrato in vigore nel 2004, convinto che entrambe le nazioni avrebbero rispettato le regole concordate.
🔹️ Oggi constatiamo che, per il governo degli Stati Uniti, i trattati sono vincolanti solo finché servono ai propri interessi. La decisione di Trump di imporre dazi del 12,5% sulla maggior parte delle esportazioni cilene costituisce un nuovo colpo a tale principio.
🔹️ L’aspetto più rivelatore non è il dazio in sé, bensì la sua selettività. Washington tassa quei prodotti il cui costo per la propria economia è ridotto, ma esclude proprio quelli che considera strategici per il proprio sviluppo industriale e militare, come il rame e il litio.
🔹️ Si tratta di una politica basata esclusivamente sugli interessi nazionali degli Stati Uniti. Ed è esattamente ciò che il Cile dovrebbe fare: difendere senza complessi i propri interessi nazionali nel rispetto del diritto internazionale.
🔹️ Il Canada, le cui esportazioni dipendevano per il 75% dal mercato statunitense, ha compreso rapidamente questa realtà.
🔹️ Sotto la guida di Mark Carney, il governo federale ha promosso campagne per privilegiare il consumo di prodotti canadesi, scoraggiare il turismo verso gli Stati Uniti, ritirare i prodotti statunitensi dai propri mercati e persino discutere restrizioni alle esportazioni strategiche come l’energia elettrica.
🔹️ Non è stata una reazione irrazionale. È stata una dimostrazione di dignità nazionale.
🔹️ Oggi, la classe dirigente cilena sembra convinta che la prudenza consista nell’umiliarsi in silenzio e aspettare che la tempesta passi. Confondono la diplomazia con la rassegnazione e la sottomissione.
🔹️ È ora di reagire e di avviare un dibattito affinché tutto il Cile sia solidale con le decisioni che prenderemo, proprio come è avvenuto in Canada. Potrebbero arrivare momenti ancora più difficili, ma la dignità nazionale viene prima di tutto.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
IL CILE NON PUÒ UMILIARSI DI FRONTE A TRUMP
⏹️ Il Cile non può umiliarsi in silenzio di fronte a Trump perché la nostra dignità non è negoziabile. Deve rispondere con saggezza, prudenza e unità. 🔹️ Nel diritto internazionale, i trattati vanno rispettati. I trattati di libero scambio garantiscono certezza…
❤3👍2
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ ZALUZHNYI: L’UCRAINA NON ENTRERÀ “MAI” NELLA NATO❗️
S.D.
🔴 Secondo Valerii Zaluzhnyi, ex comandante in capo e ambasciatore ucraino, l'Ucraina non entrerà mai nella NATO a causa degli standard obsoleti dell'alleanza, che definisce incapaci di competere con la guerra moderna; suggerisce invece di puntare su future alleanze di sicurezza europee.
In parallelo, l'ex portavoce di Zelensky, Yulia Mendel, accusa il presidente di aver trasformato l'Ucraina in una dittatura, arricchendosi con i fondi esteri e concentrandosi il potere per prolungare il mandato oltre la scadenza legale, mentre a Kiev vengono rimossi alti funzionari come l'ambasciatrice negli USA in un clima di indagini anticorruzione.
Sommario ⬆️
----------------------------------
❗️#NDR 》Consigliamo leggere le dichiarazioni di Julia Mendel, l'ex portavoce di Zelensky, su cosa pensa di lui, il suo "dittatoriale"modus operandi e la corruzione a lui collegata, che MAI E POI MAI verrà riportata dal mainstream❗️
⏹️ Come ci informa il "Kiyv Independent", il 3 agosto scorso Valerii Zaluzhnyi, ambasciatore ucraino nel Regno Unito ed ex comandante in capo delle forze armate statunitensi, ha detto che l’Ucraina non entrerà mai a far parte della NATO, nonostante anni di sforzi per l’adesione.
🔸️ In un incontro con gli ambasciatori ucraini a Kiev, Zaluzhnyi ha sostenuto che gli standard militari della NATO sono rimasti indietro rispetto alla realtà della guerra moderna e ha suggerito che l’Ucraina dovrebbe invece perseguire future alleanze di sicurezza europee.
🔸️Zaluzhnyi: “Personalmente mi sono impegnato affinché adottassimo gli standard NATO e ogni anno sentivo storie su come fossimo sul punto di entrare a far parte della NATO. Purtroppo, non ci entreremo mai”.
🔸️ Secondo Zaluzhnyi, commenta il Kiyv Independent, uno dei principali ostacoli è rappresentato dal fatto che gli standard della NATO sono obsoleti.
🔸️ Zaluzhny: “È impossibile per le Forze Armate ucraine, dato il loro attuale livello di sviluppo, entrare a far parte di un’organizzazione che si ispira alle dottrine della Seconda Guerra Mondiale”.
🔸️ L’ex comandante dell’esercito ucraino ha inoltre affermato che ci vorrebbero “circa 12 anni” all’alleanza per adottare nuovi standard “per raggiungere almeno la metà del livello della Federazione Russa”.
🔸️ Invece di aderire alla NATO, Zaluzhnyi ha affermato che l’Ucraina dovrebbe concentrarsi sugli accordi di sicurezza regionali emergenti.
🔸️ “L’Ucraina… si allineerà con i blocchi e le alleanze che probabilmente si formeranno. Molto probabilmente, parleremo di un blocco di sicurezza militare europeo”.
🔸️ Mentre Zaluzhnyi fa dichiarazioni assolutamente sconvolgenti per la narrazione mainstream, Zelensky, il giostraio di Kiev, continua a far girare la giostra degli incarichi e ha rimosso l’ambasciatrice ucraina negli Stati Uniti, Olga Stefanishyna.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
S.D.
🔴 Secondo Valerii Zaluzhnyi, ex comandante in capo e ambasciatore ucraino, l'Ucraina non entrerà mai nella NATO a causa degli standard obsoleti dell'alleanza, che definisce incapaci di competere con la guerra moderna; suggerisce invece di puntare su future alleanze di sicurezza europee.
In parallelo, l'ex portavoce di Zelensky, Yulia Mendel, accusa il presidente di aver trasformato l'Ucraina in una dittatura, arricchendosi con i fondi esteri e concentrandosi il potere per prolungare il mandato oltre la scadenza legale, mentre a Kiev vengono rimossi alti funzionari come l'ambasciatrice negli USA in un clima di indagini anticorruzione.
Sommario ⬆️
----------------------------------
❗️#NDR 》Consigliamo leggere le dichiarazioni di Julia Mendel, l'ex portavoce di Zelensky, su cosa pensa di lui, il suo "dittatoriale"modus operandi e la corruzione a lui collegata, che MAI E POI MAI verrà riportata dal mainstream❗️
⏹️ Come ci informa il "Kiyv Independent", il 3 agosto scorso Valerii Zaluzhnyi, ambasciatore ucraino nel Regno Unito ed ex comandante in capo delle forze armate statunitensi, ha detto che l’Ucraina non entrerà mai a far parte della NATO, nonostante anni di sforzi per l’adesione.
🔸️ In un incontro con gli ambasciatori ucraini a Kiev, Zaluzhnyi ha sostenuto che gli standard militari della NATO sono rimasti indietro rispetto alla realtà della guerra moderna e ha suggerito che l’Ucraina dovrebbe invece perseguire future alleanze di sicurezza europee.
🔸️Zaluzhnyi: “Personalmente mi sono impegnato affinché adottassimo gli standard NATO e ogni anno sentivo storie su come fossimo sul punto di entrare a far parte della NATO. Purtroppo, non ci entreremo mai”.
🔸️ Secondo Zaluzhnyi, commenta il Kiyv Independent, uno dei principali ostacoli è rappresentato dal fatto che gli standard della NATO sono obsoleti.
🔸️ Zaluzhny: “È impossibile per le Forze Armate ucraine, dato il loro attuale livello di sviluppo, entrare a far parte di un’organizzazione che si ispira alle dottrine della Seconda Guerra Mondiale”.
🔸️ L’ex comandante dell’esercito ucraino ha inoltre affermato che ci vorrebbero “circa 12 anni” all’alleanza per adottare nuovi standard “per raggiungere almeno la metà del livello della Federazione Russa”.
🔸️ Invece di aderire alla NATO, Zaluzhnyi ha affermato che l’Ucraina dovrebbe concentrarsi sugli accordi di sicurezza regionali emergenti.
🔸️ “L’Ucraina… si allineerà con i blocchi e le alleanze che probabilmente si formeranno. Molto probabilmente, parleremo di un blocco di sicurezza militare europeo”.
🔸️ Mentre Zaluzhnyi fa dichiarazioni assolutamente sconvolgenti per la narrazione mainstream, Zelensky, il giostraio di Kiev, continua a far girare la giostra degli incarichi e ha rimosso l’ambasciatrice ucraina negli Stati Uniti, Olga Stefanishyna.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
ZALUZHNYI: L’UCRAINA NON ENTRERÀ “MAI” NELLA NATO
⏹️ Come ci informa il "Kiyv Independent", il 3 agosto scorso Valerii Zaluzhnyi, ambasciatore ucraino nel Regno Unito ed ex comandante in capo delle forze armate statunitensi, ha detto che l’Ucraina non entrerà mai a far parte della NATO, nonostante anni di…
😁2
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ IL TEMPO E I COMPAGNI CHE GUCCINI CANTAVA❗️
"Guccini ha accompagnato un tempo nel quale....si poteva stare in campi diversi e riconoscere il valore di chi stava dall'altra parte", così alcuni "catto-compagni" ricordano Guccini e il suo tempo!
Ma è tutto mielosamente falso!
Io, pur essendo più giovane del Cantautore, ho vissuto l'appendice di "quel tempo" e ho subito l'arroganza e la violenza (1) dei giovani (e dei vecchi) compagni "cantati" da Guccini,
compagni
di colore rosso,
di osteria
e d'anarchia,
il cui programma fu annientare "chi era all'altra parte",
cancellare la famiglia,
disimpegnarsi dall'avere figli,
fare sesso e alcool da diporto,
abbattere la Chiesa
e la vita di milioni di nascituri!
Il tempo di Guccini non è quindi giunto a conclusione,
ma si è transumanizzato nella società liberal,
che rende maturi gli "ideali" dei suoi compagni.
Gli "ideali" dei compagni
di cui Lui fu il menestrello
e la colonna sonora!
Nota
1) Quante ne ho prese
(qualcosa però ho pure restituito)
dai compagni
che cantavano Guccini,
non perché fascista (o di Destra), ma perchè Cattolico, fieramente Cattolico!
Il Barone Rosso
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
"Guccini ha accompagnato un tempo nel quale....si poteva stare in campi diversi e riconoscere il valore di chi stava dall'altra parte", così alcuni "catto-compagni" ricordano Guccini e il suo tempo!
Ma è tutto mielosamente falso!
Io, pur essendo più giovane del Cantautore, ho vissuto l'appendice di "quel tempo" e ho subito l'arroganza e la violenza (1) dei giovani (e dei vecchi) compagni "cantati" da Guccini,
compagni
di colore rosso,
di osteria
e d'anarchia,
il cui programma fu annientare "chi era all'altra parte",
cancellare la famiglia,
disimpegnarsi dall'avere figli,
fare sesso e alcool da diporto,
abbattere la Chiesa
e la vita di milioni di nascituri!
Il tempo di Guccini non è quindi giunto a conclusione,
ma si è transumanizzato nella società liberal,
che rende maturi gli "ideali" dei suoi compagni.
Gli "ideali" dei compagni
di cui Lui fu il menestrello
e la colonna sonora!
Nota
1) Quante ne ho prese
(qualcosa però ho pure restituito)
dai compagni
che cantavano Guccini,
non perché fascista (o di Destra), ma perchè Cattolico, fieramente Cattolico!
Il Barone Rosso
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
🤔3❤2
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ L’ITALIA REPUBBLICA PACIFISTA❗️
Redazione La Notizia
🔴 L'articolo sostiene che le forniture italiane di armi all'Ucraina violino l'articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di offesa. L'autore evidenzia tre criticità: il passaggio dalla legittima difesa alla co-belligeranza indiretta; l'assenza di un mandato ONU per le limitazioni di sovranità previste dal testo costituzionale; e la procedura legislativa opaca tramite decreti-legge che sottrae al Parlamento la trasparenza necessaria, indebolendo la democrazia.
Sommario ⬆️
--------------------------------------------
⏹️ La Repubblica italiana ripudia la guerra, ma il confine è stato superato ignorando i limiti dell'articolo 11 della Costituzione.
🔹️ Il centro del dibattito costituzionale è rappresentato dal testo e dallo spirito dell’articolo 11 della Costituzione italiana.
🔹️ La norma stabilisce: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;
🔹️ consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo».
🔹️ Per valutare le ragioni dell’incostituzionalità delle forniture di armi, è necessario analizzare sia la struttura sintattica sia la genesi storica dell’articolo.
🔹️ Il verbo “ripudiare”, scelto dai Padri Costituenti, su impulso di Giuseppe Dossetti, in alternativa a formule ritenute più deboli, come “rinunziare”, esprime un rigetto categorico, sul piano etico e giuridico, della guerra in ogni sua forma.
🔹️ Ne deriva un divieto che non si limita a condannare l’uso offensivo, ma esclude l’impiego delle armi quale strumento di soluzione dei conflitti internazionali, imponendo allo Stato il ricorso ordinario alla via diplomatica e negoziale.
🔹️La tesi dell’incostituzionalità delle forniture militari si articola, a mio avviso, su tre livelli principali. In primo luogo, emerge il confine critico tra “legittima difesa” e “partecipazione al conflitto”.
🔹️ L’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite riconosce il diritto alla legittima difesa individuale e collettiva; tuttavia, la Costituzione italiana prevede condizioni più rigorose per l’intervento armato dello Stato.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Redazione La Notizia
🔴 L'articolo sostiene che le forniture italiane di armi all'Ucraina violino l'articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di offesa. L'autore evidenzia tre criticità: il passaggio dalla legittima difesa alla co-belligeranza indiretta; l'assenza di un mandato ONU per le limitazioni di sovranità previste dal testo costituzionale; e la procedura legislativa opaca tramite decreti-legge che sottrae al Parlamento la trasparenza necessaria, indebolendo la democrazia.
Sommario ⬆️
--------------------------------------------
⏹️ La Repubblica italiana ripudia la guerra, ma il confine è stato superato ignorando i limiti dell'articolo 11 della Costituzione.
🔹️ Il centro del dibattito costituzionale è rappresentato dal testo e dallo spirito dell’articolo 11 della Costituzione italiana.
🔹️ La norma stabilisce: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;
🔹️ consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo».
🔹️ Per valutare le ragioni dell’incostituzionalità delle forniture di armi, è necessario analizzare sia la struttura sintattica sia la genesi storica dell’articolo.
🔹️ Il verbo “ripudiare”, scelto dai Padri Costituenti, su impulso di Giuseppe Dossetti, in alternativa a formule ritenute più deboli, come “rinunziare”, esprime un rigetto categorico, sul piano etico e giuridico, della guerra in ogni sua forma.
🔹️ Ne deriva un divieto che non si limita a condannare l’uso offensivo, ma esclude l’impiego delle armi quale strumento di soluzione dei conflitti internazionali, imponendo allo Stato il ricorso ordinario alla via diplomatica e negoziale.
🔹️La tesi dell’incostituzionalità delle forniture militari si articola, a mio avviso, su tre livelli principali. In primo luogo, emerge il confine critico tra “legittima difesa” e “partecipazione al conflitto”.
🔹️ L’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite riconosce il diritto alla legittima difesa individuale e collettiva; tuttavia, la Costituzione italiana prevede condizioni più rigorose per l’intervento armato dello Stato.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
L’ITALIA REPUBBLICA PACIFISTA
⏹️ La Repubblica italiana ripudia la guerra, ma il confine è stato superato ignorando i limiti dell'articolo 11 della Costituzione. 🔹️ Il centro del dibattito costituzionale è rappresentato dal testo e dallo spirito dell’articolo 11 della Costituzione italiana.…
🤡4❤1
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ IL FURTO DEL PENSIERO❗️
Roberto Pecchioli
🔴 L'autore denuncia il condizionamento delle masse attraverso il consumo, le mode estetiche e i media sociali, che spingono all'omologazione e all'esibizione, annullando la riservatezza e la coscienza critica.
• Il potere determina i comportamenti collettivi, dalle tendenze alla solitudine colmada dal possesso, inducendo una rinuncia all'autonomia morale in cambio di piaceri immediati.
• Si assiste a una regressione culturale e artistica dominata da una pubblicità onnipresente e da un uso passivo dell'IA, che atrofizza le facoltà mentali.
Il sistema ha rubato il pensiero critico e la libertà di giudizio, imponendo valori superficiali e dirigendo le vite individuali attraverso un dominio eterodiretto che il pubblico ignora ma subisce.
Sommario ⬆️
-----------------------------------
⏹️ Qualcuno decide che i maschi devono rasarsi i capelli ai lati e tutti corrono dal parrucchiere, anzi dall’hair stylist. Gli stessi decidono un’estetica che impone di tatuarsi il corpo e la massa si tatua felice, svuotando anche il portafogli.
🔸️ Altri decidono che in spiaggia donne e ragazze debbano mostrare le chiappe e, come per incanto, ecco l’esibizione di massa dei glutei, assai utile ai produttori per realizzare con pochi centimetri di stoffa costumi venduti a caro prezzo.
🔸️ La solitudine degli atomi individualisti senza eredi vi fa star male? Comprate un cane, o due, o più, e diventate clienti dei supermercati specializzati nel benessere dei vostri figli surrettizi.
🔸️ Ostentiamo ciò che siamo, mostriamo ogni momento della vita nel calderone dei nuovi media sociali, dimenticando qualsiasi riservatezza, cancellando il pudore degli atti e dei sentimenti, esibendo pezzi della vita che sempre sono rimasti celati.
🔸️ La verità è che gran parte della gente se le beve tutte, comportandosi esattamente come vuole il potere. Come è stato possibile condizionare le masse sino a far perdere loro ogni coscienza, pensiero autonomo, ragionamento critico?
🔸️ Un uomo senza qualità su cui regna incontrastato un dominio volto al consumo, all’oggi senza domani. La maggioranza non lo sa, e comunque non gliene importa nulla, interessata solo all’immediato, ai dubbi piaceri del consumo, progetto di vita unico etero diretto.
🔸️Spensierati, cioè privi di pensiero, rubato dal sistema senza che ne accorgessimo, convinti di essere liberi. Le libertà dei diritti senza doveri e del baccano parolaio in rete.
🔸️ Aveva ragione Friedrich Schiller: l’uomo rivendica la libertà di parola perché aborre quella di pensiero, faticoso esercizio che dà le vertigini, procura il mal di capo e genera il terrore di non essere “come tutti gli altri” e perdersi qualcosa.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Roberto Pecchioli
🔴 L'autore denuncia il condizionamento delle masse attraverso il consumo, le mode estetiche e i media sociali, che spingono all'omologazione e all'esibizione, annullando la riservatezza e la coscienza critica.
• Il potere determina i comportamenti collettivi, dalle tendenze alla solitudine colmada dal possesso, inducendo una rinuncia all'autonomia morale in cambio di piaceri immediati.
• Si assiste a una regressione culturale e artistica dominata da una pubblicità onnipresente e da un uso passivo dell'IA, che atrofizza le facoltà mentali.
Il sistema ha rubato il pensiero critico e la libertà di giudizio, imponendo valori superficiali e dirigendo le vite individuali attraverso un dominio eterodiretto che il pubblico ignora ma subisce.
Sommario ⬆️
-----------------------------------
⏹️ Qualcuno decide che i maschi devono rasarsi i capelli ai lati e tutti corrono dal parrucchiere, anzi dall’hair stylist. Gli stessi decidono un’estetica che impone di tatuarsi il corpo e la massa si tatua felice, svuotando anche il portafogli.
🔸️ Altri decidono che in spiaggia donne e ragazze debbano mostrare le chiappe e, come per incanto, ecco l’esibizione di massa dei glutei, assai utile ai produttori per realizzare con pochi centimetri di stoffa costumi venduti a caro prezzo.
🔸️ La solitudine degli atomi individualisti senza eredi vi fa star male? Comprate un cane, o due, o più, e diventate clienti dei supermercati specializzati nel benessere dei vostri figli surrettizi.
🔸️ Ostentiamo ciò che siamo, mostriamo ogni momento della vita nel calderone dei nuovi media sociali, dimenticando qualsiasi riservatezza, cancellando il pudore degli atti e dei sentimenti, esibendo pezzi della vita che sempre sono rimasti celati.
🔸️ La verità è che gran parte della gente se le beve tutte, comportandosi esattamente come vuole il potere. Come è stato possibile condizionare le masse sino a far perdere loro ogni coscienza, pensiero autonomo, ragionamento critico?
🔸️ Un uomo senza qualità su cui regna incontrastato un dominio volto al consumo, all’oggi senza domani. La maggioranza non lo sa, e comunque non gliene importa nulla, interessata solo all’immediato, ai dubbi piaceri del consumo, progetto di vita unico etero diretto.
🔸️Spensierati, cioè privi di pensiero, rubato dal sistema senza che ne accorgessimo, convinti di essere liberi. Le libertà dei diritti senza doveri e del baccano parolaio in rete.
🔸️ Aveva ragione Friedrich Schiller: l’uomo rivendica la libertà di parola perché aborre quella di pensiero, faticoso esercizio che dà le vertigini, procura il mal di capo e genera il terrore di non essere “come tutti gli altri” e perdersi qualcosa.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
IL FURTO DEL PENSIERO
⏹️ Qualcuno decide che i maschi devono rasarsi i capelli ai lati e tutti corrono dal parrucchiere, anzi dall’hair stylist. Gli stessi decidono un’estetica che impone di tatuarsi il corpo e la massa si tatua felice, svuotando anche il portafogli. 🔸️ Altri…
👏4❤2
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ MAALOULA DIMENTICATA: IL SILENZIO DELL’OCCIDENTE MENTRE I CRISTIANI TORNANO NEL MIRINO DEI JIHADISTI❗️
Ramona Castellino
🔴 L'articolo denuncia il silenzio dell'Occidente mentre i cristiani di Maaloula, in Siria, tornano a essere minacciati dall'ascesa di Hayat Tahrir al-Sham, erede di Al-Nusra. Dopo l'invasione jihadista del 2013-2014 che causò profanazioni e martiri, la comunità si è ridotta da 900 a 300 famiglie a causa dell'esodo. Padre Fadi Barghil critica l'indifferenza internazionale e l'omertà di alcune gerarchie ecclesiali, sottolineando come figure storiche del terrorismo stiano riemergendo. La richiesta è semplice: garantire il diritto di vivere nella propria terra senza paura, evitando che la culla del cristianesimo venga svuotata.
Sommario ⬆️
------------------------------------
⏹️ Nel villaggio dove ancora risuona l’aramaico di Cristo, il ritorno degli uomini della jihad riapre le ferite del martirio. E mentre le cancellerie occidentali stringono la mano ai nuovi padroni della Siria, i cristiani vengono lasciati soli.
🔘 Ci sono luoghi che raccontano la storia meglio di mille conferenze diplomatiche.
Maaloula è uno di questi. Arroccata sulle montagne del Qalamoun, dove ancora oggi si parla l’aramaico questa antichissima comunità cristiana continua a essere il simbolo della Chiesa perseguitata d’Oriente.
🔘 Tra il 2013 e il 2014 Maaloula fu invasa dai miliziani di al-Nusra. Le sue chiese furono profanate, le icone mutilate, le croci abbattute. Le dodici suore del monastero di Santa Tecla vennero rapite, mentre numerosi cristiani pagarono con la vita il rifiuto di rinnegare la propria fede.
🔘 Un martirio che sembrava appartenere al passato. Oggi quell’incubo ritorna. Con l’ascesa al potere di Hayat Tahrir al-Sham, diretta erede del fronte jihadista di al-Nusra, molti degli uomini che terrorizzarono la Siria sono tornati a esercitare influenza sul Paese.
🔘 A Maaloula il ricordo delle persecuzioni non è una pagina di storia, ma una ferita ancora aperta. “Noi non abbiamo nulla contro i musulmani. Noi amiamo i musulmani, ma non amiamo i jihadisti” afferma padre Fadi Barghil, parroco melchita del monastero dei santi Sergio e Bacco.
🔘 Parole semplici, che smascherano la propaganda di chi riduce ogni denuncia della persecuzione anticristiana a una presunta forma di intolleranza religiosa. I numeri parlano da soli. Prima della guerra vivevano a Maaloula circa novecento famiglie cristiane.
🔘 Oggi ne restano appena trecento. Un esodo silenzioso che rischia di cancellare una presenza cristiana ininterrotta da quasi duemila anni. Ancora più inquietante è il silenzio internazionale.
🔘 Mentre i leader occidentali accolgono con tutti gli onori il nuovo governo siriano e vengono revocate sanzioni e restrizioni, nessuno sembra interrogarsi sul destino delle comunità cristiane.
🔘 Padre Fadi evita polemiche inutili, ma le sue risposte sono eloquenti. Alla domanda su dove siano finiti gli ingenti aiuti internazionali destinati alla Siria, invita semplicemente a rivolgersi al presidente Ahmed al Sharaa.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Ramona Castellino
🔴 L'articolo denuncia il silenzio dell'Occidente mentre i cristiani di Maaloula, in Siria, tornano a essere minacciati dall'ascesa di Hayat Tahrir al-Sham, erede di Al-Nusra. Dopo l'invasione jihadista del 2013-2014 che causò profanazioni e martiri, la comunità si è ridotta da 900 a 300 famiglie a causa dell'esodo. Padre Fadi Barghil critica l'indifferenza internazionale e l'omertà di alcune gerarchie ecclesiali, sottolineando come figure storiche del terrorismo stiano riemergendo. La richiesta è semplice: garantire il diritto di vivere nella propria terra senza paura, evitando che la culla del cristianesimo venga svuotata.
Sommario ⬆️
------------------------------------
⏹️ Nel villaggio dove ancora risuona l’aramaico di Cristo, il ritorno degli uomini della jihad riapre le ferite del martirio. E mentre le cancellerie occidentali stringono la mano ai nuovi padroni della Siria, i cristiani vengono lasciati soli.
🔘 Ci sono luoghi che raccontano la storia meglio di mille conferenze diplomatiche.
Maaloula è uno di questi. Arroccata sulle montagne del Qalamoun, dove ancora oggi si parla l’aramaico questa antichissima comunità cristiana continua a essere il simbolo della Chiesa perseguitata d’Oriente.
🔘 Tra il 2013 e il 2014 Maaloula fu invasa dai miliziani di al-Nusra. Le sue chiese furono profanate, le icone mutilate, le croci abbattute. Le dodici suore del monastero di Santa Tecla vennero rapite, mentre numerosi cristiani pagarono con la vita il rifiuto di rinnegare la propria fede.
🔘 Un martirio che sembrava appartenere al passato. Oggi quell’incubo ritorna. Con l’ascesa al potere di Hayat Tahrir al-Sham, diretta erede del fronte jihadista di al-Nusra, molti degli uomini che terrorizzarono la Siria sono tornati a esercitare influenza sul Paese.
🔘 A Maaloula il ricordo delle persecuzioni non è una pagina di storia, ma una ferita ancora aperta. “Noi non abbiamo nulla contro i musulmani. Noi amiamo i musulmani, ma non amiamo i jihadisti” afferma padre Fadi Barghil, parroco melchita del monastero dei santi Sergio e Bacco.
🔘 Parole semplici, che smascherano la propaganda di chi riduce ogni denuncia della persecuzione anticristiana a una presunta forma di intolleranza religiosa. I numeri parlano da soli. Prima della guerra vivevano a Maaloula circa novecento famiglie cristiane.
🔘 Oggi ne restano appena trecento. Un esodo silenzioso che rischia di cancellare una presenza cristiana ininterrotta da quasi duemila anni. Ancora più inquietante è il silenzio internazionale.
🔘 Mentre i leader occidentali accolgono con tutti gli onori il nuovo governo siriano e vengono revocate sanzioni e restrizioni, nessuno sembra interrogarsi sul destino delle comunità cristiane.
🔘 Padre Fadi evita polemiche inutili, ma le sue risposte sono eloquenti. Alla domanda su dove siano finiti gli ingenti aiuti internazionali destinati alla Siria, invita semplicemente a rivolgersi al presidente Ahmed al Sharaa.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
MAALOULA DIMENTICATA: IL SILENZIO DELL’OCCIDENTE MENTRE I CRISTIANI TORNANO NEL MIRINO DEI JIHADISTI
⏹️ Nel villaggio dove ancora risuona l’aramaico di Cristo, il ritorno degli uomini della jihad riapre le ferite del martirio. E mentre le cancellerie occidentali stringono la mano ai nuovi padroni della Siria, i cristiani vengono lasciati soli. 🔘 Ci sono…
😱4❤1
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LA DESTRA USA CREA UN MOVIMENTO CONTRO LA GUERRA DI TRUMP. LE DESTRE ITALIANE FANNO PAGARE IL RIARMO AL CETO MEDIO❗️
Augusto Grandi
🔴 Un movimento della destra USA, guidato da Tucker Carlson, Marjorie Taylor Greene e Thomas Massie, si sta opponendo alla politica di guerra di Trump e al sostegno a Israele, accusati di influire negativamente sull'economia interna. L'autrice contrappone questa rivolta alla situazione italiana, dove le destre e i partiti mainstream appoggiano l'aumento delle spese militari, aggravando l'impoverimento del ceto medio e il dispendio a favore di Tel Aviv.
Sommario ⬆️
--------------------------------------
⏹️ Joan Baez, Bob Dylan e John Lennon. Martin Luther King, gli studenti dei campus. I beat e gli hippy. E ancora i veterani di guerra. Tutti uniti contro la sporca guerra in Vietnam.
🔸️ E ora, come accade sempre più spesso, la gauche intello in versione yankee ha lasciato alla destra alcune delle storiche bandiere. A partire dalla lotta contro la sporca guerra di Trump in Iran, ma anche contro il sostegno all’assassino di Tel Aviv.
🔸️ Tucker Carlson, Thomas Massie, Marjorie Taylor Greene, Joe Kent. Tutti esponenti di primo piano di quella destra che ha sostenuto Trump fidandosi delle promesse del candidato alla presidenza.
🔸️ Promesse immediatamente tradite appena arrivato alla Casa Bianca. E loro, i suoi sostenitori, non solo si sono allontanati ma stanno per lanciare un movimento contro la guerra.
🔸️ Dunque un movimento contro Trump e, di riflesso, contro i crimini israeliani. Soprattutto contro la lobby israeliana che condiziona la politica estera statunitense. Ma che incide anche nel rincaro dei prezzi interni.
🔸️ Considerando il sistema elettorale statunitense è improbabile che il movimento possa trasformarsi in partito vero e proprio. Come avviene nel campo democratico, i neo socialisti stanno conquistando sempre più influenza.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Augusto Grandi
🔴 Un movimento della destra USA, guidato da Tucker Carlson, Marjorie Taylor Greene e Thomas Massie, si sta opponendo alla politica di guerra di Trump e al sostegno a Israele, accusati di influire negativamente sull'economia interna. L'autrice contrappone questa rivolta alla situazione italiana, dove le destre e i partiti mainstream appoggiano l'aumento delle spese militari, aggravando l'impoverimento del ceto medio e il dispendio a favore di Tel Aviv.
Sommario ⬆️
--------------------------------------
⏹️ Joan Baez, Bob Dylan e John Lennon. Martin Luther King, gli studenti dei campus. I beat e gli hippy. E ancora i veterani di guerra. Tutti uniti contro la sporca guerra in Vietnam.
🔸️ E ora, come accade sempre più spesso, la gauche intello in versione yankee ha lasciato alla destra alcune delle storiche bandiere. A partire dalla lotta contro la sporca guerra di Trump in Iran, ma anche contro il sostegno all’assassino di Tel Aviv.
🔸️ Tucker Carlson, Thomas Massie, Marjorie Taylor Greene, Joe Kent. Tutti esponenti di primo piano di quella destra che ha sostenuto Trump fidandosi delle promesse del candidato alla presidenza.
🔸️ Promesse immediatamente tradite appena arrivato alla Casa Bianca. E loro, i suoi sostenitori, non solo si sono allontanati ma stanno per lanciare un movimento contro la guerra.
🔸️ Dunque un movimento contro Trump e, di riflesso, contro i crimini israeliani. Soprattutto contro la lobby israeliana che condiziona la politica estera statunitense. Ma che incide anche nel rincaro dei prezzi interni.
🔸️ Considerando il sistema elettorale statunitense è improbabile che il movimento possa trasformarsi in partito vero e proprio. Come avviene nel campo democratico, i neo socialisti stanno conquistando sempre più influenza.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
LA DESTRA USA CREA UN MOVIMENTO CONTRO LA GUERRA DI TRUMP. LE DESTRE ITALIANE FANNO PAGARE IL RIARMO AL CETO MEDIO
⏹️ Joan Baez, Bob Dylan e John Lennon. Martin Luther King, gli studenti dei campus. I beat e gli hippy. E ancora i veterani di guerra. Tutti uniti contro la sporca guerra in Vietnam. 🔸️ E ora, come accade sempre più spesso, la gauche intello in versione yankee…
👍4
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ GERMANIA, AFD INVITA AD AVVIARE CONTATTI UFFICIALI CON LA RUSSIA. IN RISPOSTA PIÙ DI MILLE AVVOCATI FIRMANO PETIZIONE PER LA MESSA AL BANDO DI AFD❗️
Fortunato Depero
🔴 In Germania, la proposta dell'AFD di riaprire canali diplomatici con la Russia ha provocato la reazione di oltre 1.000 legali che hanno firmato una petizione per chiedere il bando del partito. La mossa si inserisce nel contesto delle imminenti elezioni in Sassonia, dove l'AFD, primo partito, rischia di superare il 40% dei consensi, minacciando il «muro di fuoco» dell'isolamento politico tradizionale. L'articolo denuncia una tendenza europea all'autoritarismo e alla marginalizzazione del dissenso sovranista, paragonando la situazione tedesca al caso della Romania. Esperti critici temono che l'uso di strumenti eccezionali per eliminare forze politiche scomode segnali una rottura dei principi democratici e una «cultura della cancellazione» imposta dalle élite filo-europee.
Sommario ⬆️
------------------------------------
❗️#NDR 》È sempre più lampante che Bruxelles utilizzerà strumenti leciti ma anche illeciti in tutta l'Unione Europea perché il dissenso venga tacciato, osteggiato, diffamato in tutti i modi❗️
⏹️ La richiesta formale del gruppo parlamentare dell’Alternativa per la Germania (AfD) di avviare canali diplomatici ufficiali tra Berlino e Mosca rappresenta un punto di rottura nell’ortodossia politica europea sugli sviluppi in Ucraina.
🔸️ I deputati AfD sostengono che solo la diplomazia diretta tra Germania e Russia possa contribuire a una soluzione pacifica del conflitto, denunciando nel contempo l’ipocrisia delle condanne selettive rivolte a visite e contatti con Mosca.
🔸️ La proposta indiretta del governo non si è fatta attendere: 1.051 avvocati, magistrati e pubblici ministeri, hanno firmato una lettera aperta chiedendo al governo e al parlamento federale di promuovere presso la Corte costituzionale federale l’iter per mettere al bando l’AfD.
🔸️ Questa richiesta giunge a un mese dalle importanti elezioni in Sassonia dove l’AfD ha mostrato una crescita costante, passando dal 30,6% del 2024 a sondaggi che la indicano oltre il 40% nel 2026, posizionandola come primo partito nella regione.
🔸️ Nessun’altra forza politica si è detta disponibile a formare coalizioni, mantenendo il cosiddetto «muro di fuoco» contro l’AfD.
🔸️ Nonostante ciò, se i partiti tradizionali continuassero a perdere consensi e l’AfD raggiungesse una maggioranza relativa solida, potrebbe emergere la pressione per un governo monocolore o per accordi di legislatura, rompendo lo schema di esclusione.
🔸️ Le elezioni in Sassonia sono cruciali perché rappresentano un test per la tenuta dell’attuale dirigenza guerrafondaia tedesca ed europea.
🔸️ Un eventuale governo AfD romperebbe il «muro di fuoco» che esclude l’estrema destra dalle coalizioni, aprendo la strada a precedenti simili in altri Länder.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Fortunato Depero
🔴 In Germania, la proposta dell'AFD di riaprire canali diplomatici con la Russia ha provocato la reazione di oltre 1.000 legali che hanno firmato una petizione per chiedere il bando del partito. La mossa si inserisce nel contesto delle imminenti elezioni in Sassonia, dove l'AFD, primo partito, rischia di superare il 40% dei consensi, minacciando il «muro di fuoco» dell'isolamento politico tradizionale. L'articolo denuncia una tendenza europea all'autoritarismo e alla marginalizzazione del dissenso sovranista, paragonando la situazione tedesca al caso della Romania. Esperti critici temono che l'uso di strumenti eccezionali per eliminare forze politiche scomode segnali una rottura dei principi democratici e una «cultura della cancellazione» imposta dalle élite filo-europee.
Sommario ⬆️
------------------------------------
❗️#NDR 》È sempre più lampante che Bruxelles utilizzerà strumenti leciti ma anche illeciti in tutta l'Unione Europea perché il dissenso venga tacciato, osteggiato, diffamato in tutti i modi❗️
⏹️ La richiesta formale del gruppo parlamentare dell’Alternativa per la Germania (AfD) di avviare canali diplomatici ufficiali tra Berlino e Mosca rappresenta un punto di rottura nell’ortodossia politica europea sugli sviluppi in Ucraina.
🔸️ I deputati AfD sostengono che solo la diplomazia diretta tra Germania e Russia possa contribuire a una soluzione pacifica del conflitto, denunciando nel contempo l’ipocrisia delle condanne selettive rivolte a visite e contatti con Mosca.
🔸️ La proposta indiretta del governo non si è fatta attendere: 1.051 avvocati, magistrati e pubblici ministeri, hanno firmato una lettera aperta chiedendo al governo e al parlamento federale di promuovere presso la Corte costituzionale federale l’iter per mettere al bando l’AfD.
🔸️ Questa richiesta giunge a un mese dalle importanti elezioni in Sassonia dove l’AfD ha mostrato una crescita costante, passando dal 30,6% del 2024 a sondaggi che la indicano oltre il 40% nel 2026, posizionandola come primo partito nella regione.
🔸️ Nessun’altra forza politica si è detta disponibile a formare coalizioni, mantenendo il cosiddetto «muro di fuoco» contro l’AfD.
🔸️ Nonostante ciò, se i partiti tradizionali continuassero a perdere consensi e l’AfD raggiungesse una maggioranza relativa solida, potrebbe emergere la pressione per un governo monocolore o per accordi di legislatura, rompendo lo schema di esclusione.
🔸️ Le elezioni in Sassonia sono cruciali perché rappresentano un test per la tenuta dell’attuale dirigenza guerrafondaia tedesca ed europea.
🔸️ Un eventuale governo AfD romperebbe il «muro di fuoco» che esclude l’estrema destra dalle coalizioni, aprendo la strada a precedenti simili in altri Länder.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
GERMANIA, AFD INVITA AD AVVIARE CONTATTI UFFICIALI CON LA RUSSIA. IN RISPOSTA PIÙ DI MILLE AVVOCATI FIRMANO PETIZIONE PER LA MESSA…
⏹️ La richiesta formale del gruppo parlamentare dell’Alternativa per la Germania (AfD) di avviare canali diplomatici ufficiali tra Berlino e Mosca rappresenta un punto di rottura nell’ortodossia politica europea sugli sviluppi in Ucraina. 🔸️ I deputati AfD…
❤1👏1😁1
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LA COPERTA CORTA❗️
Andrea Marcigliano
🔴 Nicolai Lilin afferma che la "coperta americana" è troppo corta per coprire le ambizioni globali degli USA, in particolare l'impegno nel conflitto con l'Iran e la difesa inestricabile di Israele. Le risorse statunitensi, inclusa la difesa missilistica, stanno venendo esauste, generando instabilità nei regimi arabi alleati e preoccupazione interna a Israele, dove i ceti produttivi iniziano a migrare. Per Trump, la situazione si prefigura disastrosa con il rischio di abbandonare l'elezioni di Midterm e perdere il consenso di base, mentre Mosca e Pechino assistono favorevolmente al declino dell'egemonia di Washington nel Golfo.
Sommario ⬆️
----------------------------------------
⏹️ Nicolai Lilin è un analista, e un polemista estremamente attento alla realtà che lo circonda. E ne parla senza troppi infingimenti, senza, diciamo così, metafore diplomatiche. E Lilin, ora, ci dice che la coperta americana è divenuta corta.
🔹️ Troppo corta per le ambizioni di Washington. In effetti non si può non dargli ragione. Trump si è fatto trascinare da Netanyahu nel conflitto aperto con l’Iran. Per quali ragioni difficile, e in fondo inutile dirlo.
🔹️ Comunque, evidentemente credeva in una passeggiata. Un blitz, che risolvesse tutto in una manciata di giorni. Non è stato così. E come stanno andando le cose è ormai sotto gli occhi di tutti. L’Iran è un osso troppo duro, e troppo grosso, da rodere.
🔹️ E gli States hanno sprecato, e continuano a sprecare una enormità di risorse senza venirne a capo. Risorse in primo luogo militari. Perché è palese la difficoltà di Washington di tenere sotto controllo, e in sicurezza, le sue basi nella regione del Golfo.
🔹️ Fonti , estremamente credibili, statunitensi ci informano che, ormai, gli States avrebbero quasi esaurito, o per lo meno dissanguato, le loro riserve di Patriot e di altri missili intercettori.
🔹️ Il che rende sempre più difficile la difesa della regione dagli attacchi iraniani. Ne sanno qualcosa gli alleati arabi di Washington. Sempre più esposti agli attacchi, mentre gli States sembrano ormai aver ridotto le loro difese alla sola Israele.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Andrea Marcigliano
🔴 Nicolai Lilin afferma che la "coperta americana" è troppo corta per coprire le ambizioni globali degli USA, in particolare l'impegno nel conflitto con l'Iran e la difesa inestricabile di Israele. Le risorse statunitensi, inclusa la difesa missilistica, stanno venendo esauste, generando instabilità nei regimi arabi alleati e preoccupazione interna a Israele, dove i ceti produttivi iniziano a migrare. Per Trump, la situazione si prefigura disastrosa con il rischio di abbandonare l'elezioni di Midterm e perdere il consenso di base, mentre Mosca e Pechino assistono favorevolmente al declino dell'egemonia di Washington nel Golfo.
Sommario ⬆️
----------------------------------------
⏹️ Nicolai Lilin è un analista, e un polemista estremamente attento alla realtà che lo circonda. E ne parla senza troppi infingimenti, senza, diciamo così, metafore diplomatiche. E Lilin, ora, ci dice che la coperta americana è divenuta corta.
🔹️ Troppo corta per le ambizioni di Washington. In effetti non si può non dargli ragione. Trump si è fatto trascinare da Netanyahu nel conflitto aperto con l’Iran. Per quali ragioni difficile, e in fondo inutile dirlo.
🔹️ Comunque, evidentemente credeva in una passeggiata. Un blitz, che risolvesse tutto in una manciata di giorni. Non è stato così. E come stanno andando le cose è ormai sotto gli occhi di tutti. L’Iran è un osso troppo duro, e troppo grosso, da rodere.
🔹️ E gli States hanno sprecato, e continuano a sprecare una enormità di risorse senza venirne a capo. Risorse in primo luogo militari. Perché è palese la difficoltà di Washington di tenere sotto controllo, e in sicurezza, le sue basi nella regione del Golfo.
🔹️ Fonti , estremamente credibili, statunitensi ci informano che, ormai, gli States avrebbero quasi esaurito, o per lo meno dissanguato, le loro riserve di Patriot e di altri missili intercettori.
🔹️ Il che rende sempre più difficile la difesa della regione dagli attacchi iraniani. Ne sanno qualcosa gli alleati arabi di Washington. Sempre più esposti agli attacchi, mentre gli States sembrano ormai aver ridotto le loro difese alla sola Israele.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
LA COPERTA CORTA
⏹️ Nicolai Lilin è un analista, e un polemista estremamente attento alla realtà che lo circonda. E ne parla senza troppi infingimenti, senza, diciamo così, metafore diplomatiche. E Lilin, ora, ci dice che la coperta americana è divenuta corta. 🔹️ Troppo corta…
🎉4
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LA POLITICA DELL’INDIGNAZIONE. PERCHÉ IL POTERE CI INVITA ALL’ATTEGGIAMENTO MORALE
Antonio Martone
🔴 L'articolo di Antonio Martone analizza la "politica dell'indignazione" come strategia del potere nelle democrazie occidentali, che sposta l'attenzione morale dei cittadini verso regimi stranieri non influenzabili, trascurando le responsabilità locali su spese militari e guerre. Questa dinamica separa la morale universale dalla politica situata, creando cittadini indignati ma politicamente impotenti che accettano conflitti come necessità etiche anziché scelte strategiche discutibili. Il risultato è una normalizzazione della guerra globale e la gestione dell'orrore secondo la logica dello spettacolo tecnocapitalistico.
Sommario ⬆️
---------------------------------
⏹️ Esiste un dispositivo politico che caratterizza le democrazie occidentali contemporanee raramente riconosciuto come tale.
🔘 Esso consiste nello spostare sistematicamente l’attenzione morale dei cittadini verso ciò che accade altrove, trasformando la coscienza politica in un’etica dell’indignazione.
🔘 Ogni giorno, siamo chiamati a giudicare Putin, Xi Jinping, Khamenei, Maduro, Kim Jong-un. Naturalmente nessuno di questi governi può essere assunto come modello democratico.
🔘 La questione decisiva però non è questa. La domanda è un’altra: quale rapporto esiste tra la nostra indignazione e la responsabilità politica? Qui emerge il paradosso della democrazia contemporanea.
🔘 Siamo continuamente sollecitati a esprimere giudizi morali su governi che non eleggiamo, sui quali non esercitiamo alcuna influenza e rispetto ai quali la nostra opinione non produce alcun effetto politico.
🔘 Al tempo stesso, dedichiamo sempre meno attenzione alle decisioni prese dai governi che parlano in nostro nome, impiegano le nostre risorse, firmano accordi internazionali, inviano armi, finanziano guerre e ridefiniscono gli equilibri geopolitici. L’indignazione sostituisce la responsabilità.
🔘 Quando un cittadino trascorre ore a discutere della natura autoritaria della Russia o dell’Iran ma ignora completamente le decisioni del proprio governo su spesa militare, basi NATO, missioni internazionali o forniture di armamenti, la sua coscienza politica è già stata colonizzata perché gli è stato suggerito l’oggetto sbagliato della propria responsabilità.
🔘 La politica non coincide con la morale. La morale giudica universalmente. Deve condannare ogni tortura, ogni repressione, ogni impiccagione, ogni massacro, indipendentemente da chi li compia.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Antonio Martone
🔴 L'articolo di Antonio Martone analizza la "politica dell'indignazione" come strategia del potere nelle democrazie occidentali, che sposta l'attenzione morale dei cittadini verso regimi stranieri non influenzabili, trascurando le responsabilità locali su spese militari e guerre. Questa dinamica separa la morale universale dalla politica situata, creando cittadini indignati ma politicamente impotenti che accettano conflitti come necessità etiche anziché scelte strategiche discutibili. Il risultato è una normalizzazione della guerra globale e la gestione dell'orrore secondo la logica dello spettacolo tecnocapitalistico.
Sommario ⬆️
---------------------------------
⏹️ Esiste un dispositivo politico che caratterizza le democrazie occidentali contemporanee raramente riconosciuto come tale.
🔘 Esso consiste nello spostare sistematicamente l’attenzione morale dei cittadini verso ciò che accade altrove, trasformando la coscienza politica in un’etica dell’indignazione.
🔘 Ogni giorno, siamo chiamati a giudicare Putin, Xi Jinping, Khamenei, Maduro, Kim Jong-un. Naturalmente nessuno di questi governi può essere assunto come modello democratico.
🔘 La questione decisiva però non è questa. La domanda è un’altra: quale rapporto esiste tra la nostra indignazione e la responsabilità politica? Qui emerge il paradosso della democrazia contemporanea.
🔘 Siamo continuamente sollecitati a esprimere giudizi morali su governi che non eleggiamo, sui quali non esercitiamo alcuna influenza e rispetto ai quali la nostra opinione non produce alcun effetto politico.
🔘 Al tempo stesso, dedichiamo sempre meno attenzione alle decisioni prese dai governi che parlano in nostro nome, impiegano le nostre risorse, firmano accordi internazionali, inviano armi, finanziano guerre e ridefiniscono gli equilibri geopolitici. L’indignazione sostituisce la responsabilità.
🔘 Quando un cittadino trascorre ore a discutere della natura autoritaria della Russia o dell’Iran ma ignora completamente le decisioni del proprio governo su spesa militare, basi NATO, missioni internazionali o forniture di armamenti, la sua coscienza politica è già stata colonizzata perché gli è stato suggerito l’oggetto sbagliato della propria responsabilità.
🔘 La politica non coincide con la morale. La morale giudica universalmente. Deve condannare ogni tortura, ogni repressione, ogni impiccagione, ogni massacro, indipendentemente da chi li compia.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
LA POLITICA DELL’INDIGNAZIONE. PERCHÉ IL POTERE CI INVITA ALL’ATTEGGIAMENTO MORALE
⏹️ Esiste un dispositivo politico che caratterizza le democrazie occidentali contemporanee raramente riconosciuto come tale. 🔘 Esso consiste nello spostare sistematicamente l’attenzione morale dei cittadini verso ciò che accade altrove, trasformando la coscienza…
👍3❤1
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LA SINISTRA HA UN PROBLEMA: IL POPOLO❗️
Roberto Pecchioli
🔴 L'autore contrappone il passato comunismo italiano, legato alla popolazione e alla tradizione, all'attuale sinistra, accusata di alienazione dalle masse e di adesione a ideologie multiculturali e LGBTQI+ esemplificate dalla giunta di Genova. La critica estende l'analisi al declino dei servizi pubblici, all'aumento delle tasse, alla crisi di sicurezza e alla gestione dell'immigrazione, definendo la sinistra attuale come collaborazionista del "sistema" e nemica della conservazione etno-culturale e demografica.
Sommario ⬆️
-------------------------------------
⏹️ Tutto si può dire contro i comunisti dei tempi andati, quelli pre-caduta del muro di Berlino, tranne che non avessero un rapporto fortissimo con il popolo.
🔸️ Nelle feste dell’Unità si parlava il dialetto, si gustavano i piatti tipici, veniva suonata la musica popolare e perfino i giochi a premi erano quelli della tradizione.
🔸️ Nel simbolo del PCI disegnato dal pittore Renato Guttuso figurava, sia pure seminascosto dietro la bandiera rossa con la stella, la falce e il martello, il tricolore italiano.
🔸️ L’identificazione con la popolazione, i suoi principi e bisogni, l’azione concreta della fitta rete associativa che i comunisti seppero creare con il generoso volontariato dei militanti, fu una delle ragioni del loro successo.
🔸️ Erano, a modo loro, missionari di un’idea; pessima, orribile, ma una speranza sorretta per generazioni. I loro eredi, che non si sa neppure come chiamare, progressisti, sinistra, campo largo - hanno un problema evidente con il popolo.
🔸️ La dimostrazione è che le categorie di destra e sinistra, tenute in vita per l’interesse convergente delle due metà del sistema, non descrivono la società contemporanea.
🔸️ Alto e basso, popolo ed élite (o meglio oligarchie più ceti semicolti di supporto) centro e periferia fotografano assai meglio il conflitto odierno.
🔸️ Un esempio la giunta comunale di Genova, città deindustrializzata, decaduta, afflitta dallo spopolamento, ferita da un’immigrazione di infimo livello. Recuperato il potere più per colpa dell’insipienza degli avversari che per meriti propri, i prodi progressisti hanno messo a segno, uno dopo l’altro, i seguenti colpi:
🔸️ Regolarizzazione anagrafica di figli di lesbiche e gay nati con le più svariate tecniche artificiali; enfatizzazione del Gay Pride, a cui ha partecipato la sindaca Silvia Salis con figlioletto di pochi anni al seguito; spesa di 156 mila euro annui per una consulente LGBTQI+;
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Roberto Pecchioli
🔴 L'autore contrappone il passato comunismo italiano, legato alla popolazione e alla tradizione, all'attuale sinistra, accusata di alienazione dalle masse e di adesione a ideologie multiculturali e LGBTQI+ esemplificate dalla giunta di Genova. La critica estende l'analisi al declino dei servizi pubblici, all'aumento delle tasse, alla crisi di sicurezza e alla gestione dell'immigrazione, definendo la sinistra attuale come collaborazionista del "sistema" e nemica della conservazione etno-culturale e demografica.
Sommario ⬆️
-------------------------------------
⏹️ Tutto si può dire contro i comunisti dei tempi andati, quelli pre-caduta del muro di Berlino, tranne che non avessero un rapporto fortissimo con il popolo.
🔸️ Nelle feste dell’Unità si parlava il dialetto, si gustavano i piatti tipici, veniva suonata la musica popolare e perfino i giochi a premi erano quelli della tradizione.
🔸️ Nel simbolo del PCI disegnato dal pittore Renato Guttuso figurava, sia pure seminascosto dietro la bandiera rossa con la stella, la falce e il martello, il tricolore italiano.
🔸️ L’identificazione con la popolazione, i suoi principi e bisogni, l’azione concreta della fitta rete associativa che i comunisti seppero creare con il generoso volontariato dei militanti, fu una delle ragioni del loro successo.
🔸️ Erano, a modo loro, missionari di un’idea; pessima, orribile, ma una speranza sorretta per generazioni. I loro eredi, che non si sa neppure come chiamare, progressisti, sinistra, campo largo - hanno un problema evidente con il popolo.
🔸️ La dimostrazione è che le categorie di destra e sinistra, tenute in vita per l’interesse convergente delle due metà del sistema, non descrivono la società contemporanea.
🔸️ Alto e basso, popolo ed élite (o meglio oligarchie più ceti semicolti di supporto) centro e periferia fotografano assai meglio il conflitto odierno.
🔸️ Un esempio la giunta comunale di Genova, città deindustrializzata, decaduta, afflitta dallo spopolamento, ferita da un’immigrazione di infimo livello. Recuperato il potere più per colpa dell’insipienza degli avversari che per meriti propri, i prodi progressisti hanno messo a segno, uno dopo l’altro, i seguenti colpi:
🔸️ Regolarizzazione anagrafica di figli di lesbiche e gay nati con le più svariate tecniche artificiali; enfatizzazione del Gay Pride, a cui ha partecipato la sindaca Silvia Salis con figlioletto di pochi anni al seguito; spesa di 156 mila euro annui per una consulente LGBTQI+;
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
LA SINISTRA HA UN PROBLEMA: IL POPOLO
⏹️ Tutto si può dire contro i comunisti dei tempi andati, quelli pre-caduta del muro di Berlino, tranne che non avessero un rapporto fortissimo con il popolo. 🔸️ Nelle feste dell’Unità si parlava il dialetto, si gustavano i piatti tipici, veniva suonata la…
👍2❤1😁1
Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LA TAV È FUNZIONALE ALLA MOBILITÀ MILITARE, NON ALLO SVILUPPO DEL PAESE❗️
Linda Maggiori
🔴 L'autrice sostiene che la Tav Torino-Lione non sia funzionale allo sviluppo civile, dato che collegamenti efficienti da Milano a Parigi esistono già, ma serva esclusivamente alla "mobilità militare" nell'ambito dei corridoi europei TEN-T per il trasporto verso l'Ucraina. Secondo l'articolo, l'Unione Europea sta adeguando infrastrutture italiane e ferrovie per preparare il territorio a un potenziale conflitto, rendendo l'opera un bersaglio legittimo per sabotaggi definiti come atti contro la militarizzazione.
Sommario ⬆️
-----------------------------------
⏹️ Sulla Tav Torino Lione, no. Non chiamiamola alta velocità. L’alta velocità da Milano a Parigi c’è già, da un pezzo ed è una meraviglia.
🔸️6 ore di comodo viaggio a 45 euro. A settembre ci andiamo con tutta la famiglia. Potrebbe essere migliorata e incentivata ma c’è e passa su binari esistenti.
🔸️ Potrebbero migliorare i collegamenti anche regionali da Italia a Francia ma la linea c’è. La Tav serve solo e unicamente alla Military mobility. Un piano europeo che esiste da anni ma ogni anno diventa sempre più insistente e minaccioso.
🔸️ La commissione europea spinge per adeguare ogni infrastruttura logistica alla guerra, stanzia miliardi, una volta fatto tutto, la guerra può scoppiare.
🔸️ Il Parlamento europeo voterà a breve, informatevi. La Tav fa parte del Corridoio Mediterraneo, uno dei grandi assi di trasporto della rete europea TEN-T che collega la penisola iberica al confine tra Ungheria e Ucraina.
🔸️ Far passare convogli fuori sagoma, militari, su gallerie dimensionate ai carri armati da ovest a est, verso Ucraina. A Pontedera, La Spezia, Genova, in ogni paese ci sono opere adeguamenti di porti, ferrovie, stazioni, binari, strade.
🔸️ Migliaia, centinaia di altre opere, magari più piccole ma tutte per uno scopo: la guerra. Emers è il tasto rosso, qualsiasi stato lo può premere e le nostre strade e ferrovie si riempiranno di eserciti in marcia. I lavoratori civili perderanno tutele e saranno considerati come militari.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Linda Maggiori
🔴 L'autrice sostiene che la Tav Torino-Lione non sia funzionale allo sviluppo civile, dato che collegamenti efficienti da Milano a Parigi esistono già, ma serva esclusivamente alla "mobilità militare" nell'ambito dei corridoi europei TEN-T per il trasporto verso l'Ucraina. Secondo l'articolo, l'Unione Europea sta adeguando infrastrutture italiane e ferrovie per preparare il territorio a un potenziale conflitto, rendendo l'opera un bersaglio legittimo per sabotaggi definiti come atti contro la militarizzazione.
Sommario ⬆️
-----------------------------------
⏹️ Sulla Tav Torino Lione, no. Non chiamiamola alta velocità. L’alta velocità da Milano a Parigi c’è già, da un pezzo ed è una meraviglia.
🔸️6 ore di comodo viaggio a 45 euro. A settembre ci andiamo con tutta la famiglia. Potrebbe essere migliorata e incentivata ma c’è e passa su binari esistenti.
🔸️ Potrebbero migliorare i collegamenti anche regionali da Italia a Francia ma la linea c’è. La Tav serve solo e unicamente alla Military mobility. Un piano europeo che esiste da anni ma ogni anno diventa sempre più insistente e minaccioso.
🔸️ La commissione europea spinge per adeguare ogni infrastruttura logistica alla guerra, stanzia miliardi, una volta fatto tutto, la guerra può scoppiare.
🔸️ Il Parlamento europeo voterà a breve, informatevi. La Tav fa parte del Corridoio Mediterraneo, uno dei grandi assi di trasporto della rete europea TEN-T che collega la penisola iberica al confine tra Ungheria e Ucraina.
🔸️ Far passare convogli fuori sagoma, militari, su gallerie dimensionate ai carri armati da ovest a est, verso Ucraina. A Pontedera, La Spezia, Genova, in ogni paese ci sono opere adeguamenti di porti, ferrovie, stazioni, binari, strade.
🔸️ Migliaia, centinaia di altre opere, magari più piccole ma tutte per uno scopo: la guerra. Emers è il tasto rosso, qualsiasi stato lo può premere e le nostre strade e ferrovie si riempiranno di eserciti in marcia. I lavoratori civili perderanno tutele e saranno considerati come militari.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Telegraph
LA TAV È FUNZIONALE ALLA MOBILITÀ MILITARE, NON ALLO SVILUPPO DEL PAESE
⏹️ Sulla Tav Torino Lione, no. Non chiamiamola alta velocità. L’alta velocità da Milano a Parigi c’è già, da un pezzo ed è una meraviglia. 🔸️6 ore di comodo viaggio a 45 euro. A settembre ci andiamo con tutta la famiglia. Potrebbe essere migliorata e incentivata…
🔥4❤1