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Canale che nasce con il nobile intento di promuovere, democraticamente, attraverso l'ordine virtuoso dei rapporti umani in funzione della giustizia, il libero pensiero, in un quadro di diritti insopprimibili per le minoranze.
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⚠️ CLASSI MEDIE E AUTORITARISMO❗️
Salvatore A. Bravo

🔴 L'autore sostiene che il fascismo e il nazismo furono storicamente sostenuti dalle classi medie frustrate dall'instabilità economica post-bellica. Oggi, globalizzazione e declino del welfare hanno portato a una simile precarizzazione e immobilità sociale, dove il futuro dipende dal censo familiare anziché dal merito.
Il sistema oligarchico attuale favorisce la migrazione di massa e la precarietà per creare un esercito di riserva che indebolisce la lotta di classe. L'autoritarismo, la sorveglianza di massa e l'incapacità di mutare il sistema totalitario hanno ridotto la popolazione a una "plebe" in preda all'impotenza e alla paura della sostituzione, adattandosi al male invece di opporvisi.
Sommario ⬆️
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⏹️ Fascismo e nazismo furono sostenuti dalle classi medie. La storiografia contemporanea lo ha dimostrato senza timori di smentite. Gli studi di Renzo De Felice sono stati paradigmatici in tal senso.

🔸️ Il Crollo di Wall Street del 1929 innescò la sospensione del Piano Dawes in Germania, mentre in Italia, dopo la Prima guerra mondiale, l’inefficienza lobbistica delle classi liberali chiuse nella difesa del privilegio di classe, malgrado la presenza delle classi medie, favorì l’ascesa del fascismo in un clima di “terrore rosso amplificato dalla crisi economica”.

🔸️ Il fascismo fu la risposta alle ambizioni frustrate della piccola borghesia e al timore di proletarizzarsi a seguito della crisi dopo la Grande guerra. La storia non si ripete mai eguale, ma vi sono similitudini che si “ripetono pericolosamente”.

🔸️ Con la globalizzazione e la sconfitta delle sinistre comuniste dopo il 1989, la condizione delle classi medie è precipitata velocemente verso l’immobilità e la discesa sociale lenta e graduale, secondo lo schema della “rana bollita”.

🔸️ In Italia tutti i dati statistici rilevano senza ombra di dubbio che la mobilità sociale è ormai solo una vana aspirazione. Ciò che determina il futuro di un giovane è il “censo di famiglia”. Scuola, titoli e cultura sono relativi, è la “pecunia” a determinare il futuro. Si può lavorare ed essere poveri.

🔸️ Un docente a tempo indeterminato è parte della piccola borghesia, ma se deve affrontare senza sostegni famigliari le spese d’affitto, farmaceutiche e alimentari è praticamente “povero”. La forbice tra salario stagnante e costi dei servizi essenziali è sempre più ampia.


🔸️ Tra i lavoratori poveri della classe un docente a tempo indeterminato è un privilegiato, poiché molti lavoratori sono precari e dipendono da genitori e nonni. La povertà non va scissa dal malessere psicologico.

🔸️ Le nuove generazioni delle classi medie sono cresciute nel mito del successo, del merito e della grandeur. Lo scontro con la realtà è annichilente, tanto più che non sono sostenuti da famiglie solide e da valori politici e spirituali.

🔸️ Tra il 2011 e il 2024 sono emigrati 630.000 giovani italiani, mentre il saldo tra nascite e deceduti è negativo nel 2025. La soluzione delle oligarchie è la “migrazione perenne per esseri umani senza identità”. Si depopola, in quanto l’AI deve affermarsi, per cui lavorano su più fronti per manipolare e irregimentare il presente.

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⚠️ ODIO IN PALESTINA
COLLABORAZIONE IN EUROPA


Sbarchi islamici
in Italia.
E in Europa!

Chi li vuole?

l'Islam
e il Sistema Soros,
cioè l'Israele Profonda.

Chi ha tentato la "presa" di Ceuta?

Muhammad VI,
il Re del Marocco,
il cui Paese ha stretti rapporti economici, diplomatici e militari (Accordi di Abramo), con Israele;
collabora militarmente con la NATO, dei trenta-denar-isti USA e UE,
ed è, grazie al Forum del Dialogo Mediterraneo, partner privilegiato d'Israele!

La tentata presa di Ceuta è cioè opera di Muhammad VI
e dei Netanyah-wi.

Israele e Islam!

Insieme perché assai simili,
a differenza del Cristianesimo, radicalmente Altro rispetto alla griglia teologica dei rabbini.
E dei loro amici!

Post Scriptum

In Palestina, e in Medioriente, lo scontro fra Israele e Islam è determinato dal possesso della terra!
Non casualmente, però, gli esiti dell'odio si riversano, innanzitutto, sui Cristiani,
ormai ridotti all'estinzione in Medioriente e in Terra Santa.

Santa in rapporto a Cristo!

Il Barone Rosso

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⚠️ CHI C'È DIETRO FAUCI?
Alberto Capece

🔴 L'articolo, scritto da Alberto Capece, sostiene che l'immunologo Anthony Fauci agisce come capro espiatorio per distogliere l'attenzione dai reali responsabili della pandemia. L'autore accusa élite militari, di intelligence e organismi come la NATO di aver orchestrato una crisi di guerra biologica, basandosi su un dossier che collega misure pandemiche a strategie di difesa militare e attacchi Cbrn coordinati a livello globale.
Secondo il testo, l'origine del virus e la rapida creazione dei vaccini deriverebbero da esperimenti di ingegnerizzazione genetica e aumento di funzionalità (gain-of-function) nascosti dietro la narrazione ufficiale. L'analisi denuncia che le politiche di lockdown e vaccinazione di massa seguivano una logica militare, minando la democrazia e nascondendo i veri colpevoli dietro la figura di Fauci.
Sommario ⬆️
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⏹️ Abbiamo visto tutti il dottor Antony Fauci appellarsi 111 volte al quinto emendamento per non rispondere alle questioni poste dalla commissione senatoriale in merito alle azioni durante la pandemia di questo personaggio, per molti anni un ras della medicina americana.

🔹️ Certo c’è ancora chi crede che il Covid sia nato perché qualche cinese mangiava pipistrelli presi in una caverna distante un migliaio di chilometri da Wuhan e acquistati al locale mercato. “Pipistrelli freschi, accorrete gente”.

🔹️ Ora, a parte che i cinesi non mangiano pipistrelli, 
l’adattamento casuale di un virus da un animale a un altro di solito richiede un costante contatto e minimo migliaia di anni, ma il dottor Fauci aveva esercitato tutto il suo potere perché questa del mercato di Wuhan fosse la tesi che la “scienza” doveva fornire.

🔹️ E questo a ragion veduta, visto che egli stesso era uno dei personaggi eminenti implicati in quelle fumose ricerche sull’ “aumento di funzione” che in realtà nascondevano le ricerche sulla guerra biologica e questo era bene non farlo sapere a chi doveva prestare il braccio ai vaccini.

🔹️ Così come era ed è meglio non far sapere che un virus estremamente simile a quello del Sars Cov 2 era stato scoperto e studiato già dal 2003, quando poi finì nelle oscurità dei lavoratori dedicati alla guerra biologica.

🔹️ Per questo quel Cov 2 del nome. Visto che il guadagno di funzione punta proprio alla ingegnerizzazione di particolati antigeni, vista la rapidità inimmaginabile con cui sono stati prodotti i vaccini, non è certo difficile fare le somme.

🔹️ È abbastanza facile arguire che Fauci non è che una sorta di capro espiatorio sui generis lasciando nell’ombra il ruolo svolto dal Consiglio di Sicurezza Nazionale, dai quadri di biodifesa militare, dalle dottrine di emergenza per la “pandemia” e dai poteri legali sviluppati negli ultimi due decenni.

🔹️ Qualcosa di tutto questo è occasionalmente emerso, senza tuttavia superare la barriera di silenzio imposta su tutta la vicenda....

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⚠️ CHI HA INTERESSE AGLI INCENDI DISTRUTTIVI NELLE AREE BOSCHIVE? IL SISTEMA DI PREVENZIONE BSDS AVEVA UN DIFETTO. FUNZIONAVA TROPPO BENE❗️
Francesco Cappello

🔴 Gli incendi distruttivi potrebbero essere un interesse di gruppi che si oppongono al sistema BSDS, una tecnologia di rilevamento incendi infrarosso visivo inventata da Giorgio Pelosio. Il sistema riduceva il tempo di allarme a due minuti e, in cinque anni, ha abbattuto i danni boschivi da 30 a 0,1 ettari l'anno, neutralizzando quasi 400 tentativi dolosi. Nonostante il successo e i brevetti, il sistema è stato smantellato nel 2005, costando oltre 10 milioni di euro, secondo Pelosio per proteggere interessi economici legati alla gestione delle emergenze e per facilitare la realizzazione di parchi eolici in aree precedentemente vincolate.
Sommario ⬆️
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❗️#NDR 》Da questo articolo è chiaro che poteri sovranazionali comandano il nostro governo anche a scapito dei nostri interessi nazionali. A questo punto a cosa servono i nostri politici?

⏹️ Giorgio Pelosio è un imprenditore, progettista ed esperto italiano di elettronica applicata alla tutela ambientale, noto per essere il fondatore della società Teletron Electronics.

🔘 Da oltre quarant’anni dedica la sua attività allo sviluppo di tecnologie d’avanguardia per la salvaguardia dei boschi. È l’inventore del sistema brevettato BSDS (Bright Spot Detection System), un’avanzata tecnologia di telerilevamento a doppia banda (ottico e infrarosso) in grado di scovare i focolai d’incendio entro un paio di minuti dall’innesco.

🔘 La sua figura unisce l’innovatore tecnico, i cui impianti hanno azzerato i danni da incendio in aree protette come la pineta di Castel Fusano, a quello del cittadino impegnato in una lunga battaglia legale e amministrativa per difendere l’utilità pubblica delle sue invenzioni contro gli sprechi della burocrazia.

🔘 Il BSDS (Bright Spot Detection System – Sistema di rilevamento dei punti luminosi) è un sistema integrato di telerilevamento progettato per individuare focolai d’incendio entro un raggio d’azione che va dai 10 ai 20 chilometri per ogni singola postazione.

🔘 Il funzionamento si basa su una combinazione intelligente di hardware e software d’avanguardia. La tecnologia di telerilevamento mista (Visibile e Infrarosso)

🔘 Le torri di avvistamento non utilizzano semplici telecamere, ma un complesso sistema ottico montato su supporti motorizzati ad alta precisione (brandeggi) che compiono una perlustrazione continua del territorio a 360 gradi.

🔘 Il sistema analizza lo scenario combinando due bande dello spettro elettromagnetico: la banda del visibile (per rilevare le colonne di fumo durante il giorno) e la banda dell’infrarosso medio e termico (per individuare i “punti caldi” o anomalie termiche invisibili a occhio nudo, anche di notte o in presenza di fitte barriere di fumo).

🔘 Il software di bordo analizza le immagini ogni 100-120 secondi. Tramite algoritmi proprietari, il sistema è in grado di distinguere una variazione termica naturale (come il riscaldamento di una roccia sotto il sole) dall’accensione improvvisa di un fuoco.

🔘 Quando viene rilevata un’anomalia, il sistema genera un preallarme automatico georeferenziando l’evento su una mappa GIS (Sistema Informativo Geografico).

🔘 Questo riduce il tempo di individuazione del focolaio a meno di due minuti, permettendo di inviare squadre di terra quando l’incendio è ancora un piccolo cerchio di sterpaglie, prima che le fiamme raggiungano le chiome degli alberi trasformandosi in tempeste di fuoco impossibili da contenere.

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⚠️ LA NUOVA ARCHITETTURA GLOBALE COME PROPOSTA DAL GOVERNO CINESE❗️
Michele Blanco

🔴 Il recente "Libro Bianco" cinese formalizza la dottrina della "Comunità dal futuro condiviso", ponendosi in contrasto con le logiche unipolari e le sfere di influenza occidentali. Pechino critica l'imposizione di valori universali e le sanzioni unilaterali, proponendo invece un sistema multilaterale che rispetti la sovranità nazionale e modelli di sviluppo differenziati. La Cina punta su una revisione dei meccanismi globali per dare più voce ai paesi emergenti, identificando nel blocco BRICS e nelle iniziative di sviluppo e sicurezza globale i catalizzatori per una governance policentrica che trasformi il Sud Globale da spettatore a protagonista attivo.
Sommario ⬆️
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⏹️ La recente pubblicazione del "Libro Bianco" da parte del Consiglio di Stato Cinese costituisce un passaggio dottrinale cardine per comprendere le linee evolutive della politica estera di Pechino e la sua proiezione nei prossimi decenni.

🔸️ Il documento non si limita a una sterile elencazione di intenti diplomatici o a un resoconto di successi commerciali; al contrario, esso formalizza e sistematizza un’articolata filosofia delle relazioni internazionali nota come la “Comunità globale dal futuro condiviso”.

🔸️ Questo impianto concettuale viene proposto in esplicito contrasto con le tradizionali dottrine geopolitiche occidentali, storicamente ancorate ai concetti di equilibrio di potenza, sfere di influenza e patti di sicurezza esclusivi.

🔸️ La narrazione cinese muove da una profonda critica all’unipolarismo e alle logiche derivanti della Guerra Fredda, argomentando che le sfide attuali di natura economica, ecologica e tecnologica non possano più trovare risposta in una struttura globale egemonica guidata da un ristretto nucleo di nazioni occidentali.

🔸️ I contenuti del "Libro Bianco" insistono sulla necessità di preservare l’integrità e l’autonomia di ciascuna nazione, postulando che la stabilità internazionale dipenda dal rispetto della sovranità statale e, in particolare, dalle specificità culturali di ogni popolo.

🔸️ Pechino contesta apertamente la pretesa occidentale di imporre presunti valori universali, intesi nella visione cinese, ma anche della maggior parte dei Paesi del sud del mondo, come uno strumento di sola penetrazione ideologica e geopolitica finalizzato al mantenimento di privilegi economici e politici storici.

🔸️ Il documento del governo cinese descrive come la vera legittimità globale non derivi dall’omologazione politica, bensì dalla coesistenza pacifica di modelli di sviluppo differenziati, ma comunque integrati.

🔸️ In questa prospettiva, la leadership cinese propone un modello multilaterale in cui la centralità del diritto internazionale sia svincolata dalle logiche di sanzioni unilaterali o pressioni economiche coercitive.

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⚠️ SOCIALISMO, MARCHIO TRAFUGATO E VENDUTO ALLA FINANZA❗️
Silvano Danesi

🔴 L'articolo denuncia la svuotamento semantico del termine "sinistra", trasformatasi da concetto legato alla lotta di classe e all'uguaglianza sociale (nato con la Rivoluzione Francese) a sinonimo di trasformismo e interesse delle élite urbane e finanzialo. L'autore individua nei processi politici recenti – dalla Terza Via anni '90 al Trattato di Maastricht e l'ingresso nell'Eurozona – la perdita delle radici del socialismo democratico e riformista, culminata nell'assoggettamento del partito alla finanza globale e alla tecnocrazia di Bruxelles.
Sommario ⬆️
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⏹️ “Quando le parole perdono il loro significato, la gente perde la sua libertà.” Confucio. «Le parole si logorano», diceva Corrado Alvaro, giornalista e intellettuale antifascista italiano, firmatario nel 1925 del Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce.

🔹️ Mai come oggi questo concetto risuona così vero in rapporto alla parola “sinistra”. “Sinistra” (proprio come “destra”) è uno dei termini politici che più si sono consumati nel tempo, finendo per subire quella che i linguisti e i sociologi chiamano semantica svuotata.

🔹️ Il rischio del logorio di termini come “sinistra” è che le persone smettano di credere nelle idee stesse che quelle parole dovrebbero rappresentare.

🔹️ Sinistra è un vocabolo, in sé vuoto, che è sinonimo di trasformismo e che, per riacquistare un minimo di credibilità deve sempre essere accompagnato da aggettivi.

🔹️C’è la sinistra liberale, la sinistra democristiana, la sinistra socialdemocratica, quella socialista, quella comunista leninista, quella comunista trotskista, quella comunista maoista. E che dire della sinistra fascista?

🔹️ Ora la sinistra è diventata progressista. Chi mai in politica si chiamerebbe regressista? Conservatore, sì, ma regressista? L’unico aggettivo che si attaglia al sostantivo sinistra, ormai è trasformista.

🔹️ Nata durante la Rivoluzione Francese del 1789, quando i deputati più radicali si sedettero a sinistra del presidente dell’Assemblea Nazionale, la parola ha assunto significati chiari: lotta di classe, redistribuzione della ricchezza, tutela dei lavoratori, uguaglianza sociale.

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⚠️ FERMATI PER ESSERSI OPPOSTI AI DATA CENTER: IL NUMERO DEGLI ARRESTI È SORPRENDENTE❗️
Nino Grasso

🔴 Negli Stati Uniti, nel 2026, almeno 37 persone sono state arrestate per essersi opposte alla costruzione di data center, spesso per motivi minimi come applaudire o superare il tempo di intervento in assemblea pubblica. Gli arrestati provengono da ogni ceto sociale e temono che le istituzioni favoriscano le grandi aziende tecnologiche a scapito delle comunità locali, citando problemi come costi energetici elevati e impatti ambientali. Sebbene il governo federale abbia proposto tutele volontarie senza valore legale, alcune giurisdizioni hanno già sospeso l'approvazione di nuovi progetti per valutarne gli effetti.
Sommario ⬆️
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⏹️ Negli Stati Uniti la protesta contro i data center non si ferma alle assemblee pubbliche: nel 2026 sono già almeno 37 le persone arrestate, spesso per motivi minimi come un applauso fuori tempo o pochi secondi di troppo al microfono.

🔹️ La protesta contro i data center negli Stati Uniti si è trasformata in un fenomeno con risvolti giudiziari non da poco.

🔹️ Nel solo 2026 sono già almeno 37 gli arresti collegati a manifestazioni contro questi impianti, a cui si aggiungono 12 casi in cui la polizia è intervenuta per impedire confronti diretti tra cittadini e amministratori locali.

🔹️ Il numero reale è probabilmente più alto, perché molti episodi non arrivano mai alle cronache. A finire in manette non è un gruppo omogeneo di attivisti.

🔹️ Tra gli arrestati ci sono agricoltori proprietari terrieri, insegnanti, ventenni e pensionati, residenti di piccoli centri rurali e famiglie di sobborghi suburbani.

🔹️ L'unico filo conduttore è la convinzione che gli amministratori eletti stiano assecondando le richieste delle grandi aziende tecnologiche invece di ascoltare la propria comunità.

🔹️ Il caso di Pablo Payan, 42 anni, restituisce bene il clima. Durante un'assemblea pubblica di maggio 2026 sul progetto di un data center Amazon a Hobart, in Indiana, l'uomo si è rifiutato di identificarsi prima di intervenire.

🔹️ Gli agenti hanno tentato di allontanarlo e, quando Payan ha chiesto spiegazioni, lo hanno arrestato per violazione di proprietà privata e disturbo della quiete pubblica.

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⚠️ ALCUNE CONSIDERAZIONI SUGLI AVVENIMENTI DI CEUTA E IL PROGETTO STATUNITENSE SUL MEDITERRANEO❗️
Redazione Libertà & Democrazia

🔴 L'articolo sostiene che i recenti scontri su Ceuta tra Spagna e Marocco, e le reazioni dell'Italia, siano una montatura orchestrata dagli USA e Israele per destabilizzare la regione. Secondo l'autore, leader come Sánchez e Meloni sono semplici burattini di diverse fazioni dell'élite atlantica (progressista e conservatrice) e non agiscono per vera sovranità nazionale. L'obiettivo reale del progetto statunitense sarebbe trasformare il Mediterraneo in uno spazio controllato da Israele, dividendo Italia e Spagna per prevenire la nascita di un blocco economico e politico euro-mediterraneo capace di opporsi ai piani dell'impero anglosassone.
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L'invasione dell'enclave spagnola ha prodotto una serie di conseguenze nei diversi paesi interessati, soprattutto di carattere nazionalistico. Spagna, Italia e Marocco hanno gonfiato il petto e minacciato iniziative e ritorsioni come se fossero tornati i bei tempi dell'orgoglio patriottico.

Tutte falsità, un teatrino gestito dalla solita coppia USA-Israele. L'arrivo dei 72.000 marocchini in territorio ispanico è stata una semplice ritorsione per via del mancato aiuto del governo spagnolo nella guerra contro l'Iran, così come la decisione della Meloni di imporre controlli alla frontiera ai cittadini spagnoli è stata presa su ordine della coppia criminale Trump-Nethanyahu per colpire la Spagna "ribelle".

Ma il divieto del governo Sanchez dell'uso delle basi di Rota e Moròn e dello spazio aereo agli USA è stata davvero una decisione che dimostra una reale indipendenza e sovranità dello Stato iberico?

Bisogna partire da una considerazione: gli Stati europei sono tutti, in diversa misura, vassalli del grande impero atlantico anglosassone a cui si è aggiunto recentemente Israele per via dell'immenso peso economico e politico della lobby sionista in territorio americano.

I leader europei sono di conseguenza il prodotto di una selezione operata all'interno delle istituzioni imperiali statunitensi. Sánchez proviene dal WEF, la Meloni dall'Aspen Institute, altri politici dall'Atlantic Council, dalla Trilateral Commission o dalla Fabian Society e così via.

L'unica differenza che caratterizza questi semplici burattini, facilmente sostituibili dal potere imperiale è la loro appartenenza al campo "progressista" legato ai Dem americani e ai loro miliardari di rifermento, come Soros o al settore "conservatore" dell'elite mondiale vicino al Partito Repubblicano e ai suoi finanziatori come le famiglie Adelson, Koch o Musk.

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⚠️ IL PRIMO ATTO DELL’IMPERIALISMO USA? GLI STRIKE SUL GIAPPONE❗️
Martino Dettori

🔴 L'articolo sostiene che gli Stati Uniti siano l'unica nazione ad aver usato armi atomiche e critica l'uso delle bombe sul Giappone nel 1945 come atto imperialista. Sottolinea che il Giappone era già stato militarmente ed economicamente sconfitto prima dell'attacco, rendendo inutili i bombardamenti nucleari. L'autore argomenta che gli USA agirono per testare le nuove armi e intimidire l'Unione Sovietica, affermando che l'intera narrazione storica sul "salvare" vite americane sia propaganda. Infine, denuncia la mentalità imperialista degli USA che rivendica il diritto di primo strike nucleare e il ruolo di dominatore globale, giustificato da una retorica democratica per tutelare interessi geopolitici.
Sommario ⬆️
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⏹️ Qual è l’unico paese al mondo che ha usato armi atomiche? La risposta è facilissima: uno solo, gli Stati Uniti. E perché? Per sconfiggere il Giappone. Nì!

🔸️ Se avete dato questa risposta, allora anche voi siete stati vittime della propaganda storica. In realtà, la verità è più sfumata. Il Giappone era già stato sconfitto, non aveva più alcuna capacità offensiva, e dunque non poteva in alcun modo attuare strategie belliche per impensierire i “salvatori” del mondo.

🔸️ La sua marina militare era stata annientata, le rotte commerciali erano state bloccate dai sommergibili americani, e le città erano ormai distrutte dai bombardamenti incendiari convenzionali. Senza contare l’economia: la produzione industriale era crollata.

🔸️ Il raccolto di riso, nel 1945, era inferiore del 40% rispetto alla norma, e un rapporto del governo giapponese prevedeva che la crisi alimentare sarebbe esplosa entro la fine dell’anno. Il Giappone era un paese stremato e spezzato, che non esisteva quasi più. In altre parole, era già stato sconfitto.

🔸️ Eppur questo, gli Stati Uniti usarono le bombe atomiche. Non attesero i negoziati di resa, né che il Giappone realizzasse e accettasse la sua condizione.

🔸️ Decisero che si doveva usare la bomba, e la usarono, nonostante la "United States Strategic Bombing Survey" un’indagine ufficiale condotta subito dopo la guerra, concluse che il Giappone si sarebbe arreso “certamente prima del 31 dicembre 1945, e con ogni probabilità prima del 1° novembre 1945”.

🔸️ Anche senza l’uso delle bombe atomiche, senza l’ingresso in guerra dell'Unione Sovietica e senza alcuna invasione pianificata.

🔸️ Ma gli USA sono gli USA. Come nei migliori film western, al pistolero yankee prudevano le mani e non vedeva l’ora di provare le sue nuove Colt. Così, nonostante l’avversario fosse già a terra, nella polvere della main street, decisero che dovevano testare i nuovi e mortali gingilli.

🔸️ Lo fecero solo per due ragioni: dimostrare al mondo, e in particolar modo all’URSS, che c’era un nuovo “boss” in città, e poi perché le nuove armi distruttive dovevano pur essere testate su qualcuno, e chi c’era di meglio dei “villain” giapponesi? Non sui militari, bensì sulle popolazioni civili.

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⚠️ L'UCRAINA HA FINITO LO SCUDO❗️
Francesco Dall'Aglio

🔴 L'Ucraina ha esaurito il proprio scudo antimissile: scaduti i "40 giorni" promessi da Zelensky, la carenza di intercettori forniti dagli USA ha lasciato Kiev indifesa contro l'offensiva russa, segnando la fine temporanea della capacità di resistenza militare.
   •  Senza difese aeree, i missili russi hanno colpito indisturbati infrastrutture civili e militari, tra cui energia e depositi logistici.
   •  La risposta russa include un'escalation nel Mar d'Azov (blocco esportazioni) e missioni di bombardamento ravvicinate al fronte, aggravate dalla carenza di difese.
   •  Lo stallo nella produzione di missili negli USA e in Occidente rende difficile sostenere uno scontro logorante a lungo termine, costringendo l'Ucraina a fronteggiare i danni senza adeguate risorse.
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⏹️ Dopo l’attacco su Kiev di stanotte, possiamo contestualizzare meglio la questione dei ‟quaranta giorni” promessi da Zelensky e scaduti l’altro ieri.

🔹️ Non era una sparata propagandistica, era la reale constatazione che bisognava provare a fare il maggior danno possibile alla Russia per costringerla a negoziare in quel lasso di tempo.


🔹️ Questo perché, scaduti i quaranta giorni, la scorta di intercettori antimissile ucraina sarebbe terminata insieme alla ‟posizione di forza” e alla ‟ridefinizione del conflitto”.

🔹️Infatti stanotte non è stato abbattuto un solo missile russo per il semplice motivo che non è stato fatto alcun tentativo di intercettarli.

🔹️ Gli attacchi russi hanno colpito indisturbati logistica civile e militare, impianti energetici, fabbriche e depositi, e i magazzini di Rozetka (‟la Wildberries ucraina”, con un volume d’affari e di movimento merci ovviamente molto minore).

🔹️ È la risposta all’escalation ucraina di queste settimane, così come il blocco dei porti, e quindi delle esportazioni di grano e olii vegetali, è stata la risposta agli attacchi alle navi della ‟flotta ombra” e ai mercantili e ai traghetti nel Mare di Azov.

🔹️ Il messaggio è brutalmente semplice: se state cercando di crearci problemi economici, noi siamo in grado di crearvene molti di più.

🔹️ Certo, i danni economici che la Russia patisce devono essere ripianati dalla Russia stessa mentre quelli fatti all’Ucraina dall’UE, quindi in ultima analisi per l’Ucraina cambia poco (per i suoi cittadini sì, ma a chi importa?).

🔹️ Ma è in grado l’UE di reggere questo ritmo di esborsi, anche usando i famosi interessi dei fondi russi congelati a Bruxelles? Penso sia lecito avere qualche dubbio. Dal punto di vista militare non va meglio, e anche qui il problema maggiore è la mancanza di sistemi antiaerei.

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⚠️ ISRAELE VERSO LA GUERRA CONTRO TUTTI❗️
Dante Barontini

🔴 L'articolo di Dante Barontini denuncia un'escalation bellica israeliana verso Gaza, l'Area C e l'Iran. Netanyahu ha scartato il piano di pace di Trump per imporre il disarmo totale di Hamas e garantire l'assenza di qualsiasi Stato Palestinese, consolidando occupazioni e trasferimenti di popolazione con l'appoggio USA. L'autore sostiene che, nonostante la crescente pericolosità nucleare e convenzionale, la comunità internazionale non sta agendo per fermare questa politica definita genocida che minaccia l'egemonia globale.
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⏹️ Lo schema si ripete da 80 anni: Israele non fa trattative, ma impone il proprio interesse. La sua forza principale non è mai stata «interna», per quanto sia militarizzata la sua popolazione, ma soprattutto «esterna».

🔸️ Solo il sostegno senza limiti degli Stati Uniti ha consentito che questo Stato etnico-religioso, razzista e aggressivo, si potesse non solo tenere in piedi ma espandere il territorio sotto il proprio controllo a spese di tutti i vicini.

🔸️ Ora però sembra ci sia una novità, vedremo se reale o solo «recitata», come altre volte è avvenuto. Ieri, aprendo la riunione del Gabinetto di guerra, Netanyahu ha affossato il «piano in 15 punti» imposto da Trump ormai quasi un anno fa per «metter fine alla guerra di Gaza» (questa è la loro formulazione di un genocidio in diretta tv).

🔸️ Il Board of Peace crolla senza che abbia prodotto un solo risultato, all’indomani della firma del primo contratto per la presunta "ricostruzione": una base militare Usa, non gli alberghi, i resort o i casinò da edificare su un campo di sterminio a cielo aperto.

🔸️ Netanyahu ha stracciato ogni parvenza di accordo affermando che l’esercito israeliano non si ritirerà da Gaza (occupata oltre la metà) finché Hamas non sarà disarmato “armi pesanti, armi leggere, tutte le armi”.


🔸️ In pratica vuole la certezza che i palestinesi (ci sono una decina di organizzazioni diverse, a Gaza, Hamas è solo la principale) non sian in grado di esercitare la benché minima autodifesa.

🔸️ Poi troverà una scusa qualsiasi per andare avanti con la pulizia etnica di tutta l’area, gettando quasi due milioni di persone verso il deserto o l’Egitto.

🔸️ Non ancora soddisfatto, l’ex «testa di cuoio» all’aeroporto di Lod (1972) ha affermato che finché lui sarà primo ministro non ci sarà nessuno Stato Palestinese, in nessuna zona della Palestina storica.

🔸️ Con ciò viene tra l’altro resa una barzelletta la frase che i leader occidentali ripetono per giustificare il loro appoggio a Tel Aviv e il rifiuto di riconoscere la Palestina, ossia la formula dei «due stati». Quindi il problema non è mai stato il «riconoscimento di Israele» da parte palestinese, ma l’esatto contrario.

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⚠️ LA FANTOZZIANA “CORAZZATA POTËMKIN” DELL'ARTE PROGRESSISTA❗️
Silverio Allocca

🔴 Silverio Allocca replica a Emiliano Rubbi, il quale sostiene che la grande arte sia ontologicamente progressista e che la destra ne sia incapace per eccesso di semplificazione. L'autore critica tale tesi, affermando che l'autorevolezza professionale non garantisce la validità logica di un'argomentazione politica e che non esiste un rapporto necessario tra orientamento di destra e mancanza di talento. Citando esponenti conservatori come Wagner, Dostoevskij, Tolkien e Eliot, l'articolo conclude che la teoria di Rubbi è infondata e riduttiva, qualificandola ironicamente come "una cagata pazzesca".
Sommario ⬆️
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⏹️ Leggendo un pezzo del sedicente "intellettuale" Emiliano Rubbi, pubblicato su Facebook ho preso spunto per una mia personale riflessione sul tema.

🔸️ La tesi, in sostanza, è che “nessun grande cantautore è mai stato di destra” e che la ragione sarebbe addirittura antropologica: la grande Arte richiederebbe apertura, complessità, sensibilità, capacità di cogliere le contraddizioni dell’animo umano.

🔸️ La destra contemporanea, essendo invece fondata sulla semplificazione, sugli slogan e sul populismo, sarebbe strutturalmente incapace di produrla.

🔸️ Da qui la carrellata di De André, Guccini, Dylan, De Niro, Banksy e compagnia bella, tutti arruolati nell’esercito della complessità progressista, mentre gli artisti conservatori vengono accuratamente sistemati nella categoria delle eccezioni.

🔸️ Tolkien era conservatore, sì, ma Tolkien; Eastwood è di destra, sì, ma di una destra libertaria e sofisticata; Ferretti è conservatore, ma in fondo è quasi Ratzinger. Quando poi arriva un artista di destra che non si presta alla celebrazione, diventa “un caso umano”, “robaccia” o, semplicemente, Povia.

🔸️ Insomma, un sistema classificatorio straordinario: l’artista di sinistra dimostra la regola, quello di destra la conferma, perché è un’eccezione, quello di destra mediocre dimostra che la destra è mediocre.

🔸️ Prima una precisazione che non è affatto secondaria. Prima di discutere se Rubbi abbia torto, sarebbe bene distinguere l’autorevolezza professionale dalla validità dell’argomentazione.

🔸️ Rubbi lavora nel mondo della musica e del cinema, ha prodotto, scritto e realizzato opere: ha dunque tutto il diritto di parlare d’arte e, probabilmente, anche più titolo di molti di noi per farlo.

🔸️ Ma aver fatto l’artista non conferisce automaticamente una patente di verità sulle leggi dell’Arte. Un musicista può essere un ottimo musicista e sostenere una teoria estetica completamente infondata.

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⚠️ IL PENTAGONO PREVEDE DI REALIZZARE CENTRI DATI PER L'AI NELLE BASI MILITARI
Patrick Wood

🔴 Il Pentagono prevede di costruire data center per l'IA in basi militari.
   •  Un ordine esecutivo del 2025 ha accelerato l'autorizzazione per infrastrutture AI su terreni federali, attirando investimenti miliardari da aziende come BlackRock e Carlyle.
   •  Siti militari dismessi (es. Dugway, Utah; Fort Bliss, Texas) saranno ceduti a privati per la costruzione e gestione di impianti da circa 2 miliardi di dollari ciascuno.
   •  In cambio di questi terreni, l'Esercito statunitense otterrà potenza di calcolo strategica essenziale per il mantenimento della superiorità bellica.
Sommario ⬆️
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⏹️ I tecnocrati hanno aperto le porte di terreni federali alla costruzione di data center per l'intelligenza artificiale.

🔹️ L'Ordine Esecutivo 14318 di Trump dice : "Accelerare le autorizzazioni federali per le infrastrutture dei data center", del 23 luglio 2025, insieme alla pubblicazione del "Winning the Race: America's AI Action Plan" (Vincere la corsa: il piano d'azione americano per l'IA).

🔹️ Ad attendere, con miliardi di dollari a disposizione, c'erano grandi società di investimento come BlackRock, KKR, Blackstone e Carlyle. Finora, si è assistito a una vera e propria corsa all'accaparramento.

🔹️ Durante il suo primo mandato (2017-2021), Trump ha firmato 220 decreti esecutivi; nei primi 19 mesi di questo mandato è già a buon punto, con 270 decreti esecutivi già firmati. 

🔹️ Presso il poligono di tiro di Dugway, nello Utah, su un terreno che i documenti descrivono essere stato prima utilizzato per il pascolo, una società di proprietà di due delle più grandi società di investimento al mondo si sta preparando a costruire un centro dati.

🔹️ Quel sito si trova a circa un'ora di macchina dal centro abitato più vicino, all'interno dell'installazione in cui l'esercito statunitense conduce i suoi principali test sulle armi chimiche e biologiche
.

🔹️ I tre lotti presenti coprono un'area totale di circa 3,466 acri. Uno di questi, di circa 1,201 acri, è già stato assegnato. Si tratta di una delle almeno dodici installazioni militari che l'Esercito e il Dipartimento dell'Aeronautica hanno aperto agli sviluppatori di data center commerciali nell'ultimo anno e mezzo.

🔹️ Due di questi accordi sono già stati conclusi; gli altri sono ancora solo proposte. A fine marzo, l'esercito ha selezionato, in via preliminare, due società per avviare negoziati esclusivi per la costruzione e la gestione di data center commerciali su larga scala su terreni di proprietà dell'esercito.

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⚠️ I TANTI INTERESSI DIETRO LA GUERRA ALL’IRAN❗️
Alessandra Ciattini

🔴 L'articolo, tratto da *Transition Protocol*, riassume le ragioni geopolitiche dietro l'ostilità anglo-statunitense verso l'Iran. Esperti come Pravin Sawhney e Alex Krainer spiegano che la "guerra contro l'Iran" mira a difendere il sistema del petrodollaro e l'egemonia della City di Londra, oltre a contenere l'influenza iraniana in Medio Oriente a favore di Israele. Si evidenzia come gli USA siano in difficoltà per una possibile invasione terrestre (mancanza di personale, logistica, caldo estremo), mentre l'Iran risulta "inconquistabile" grazie alla sua geografia, risorse idriche indipendenti e una struttura di comando energetico e militare non centralizzata, che gli permette di resistere a bombardamenti e sanzioni.
Sommario ⬆️
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⏹️ I noti analisti geopolitici Pepe Escobar e Larry Johnson, ex membro della CIA, hanno fondato un interessante canale che si chiama Transition Protocol.

🔸️ È molto interessante seguire questo canale perché si possono apprendere informazioni e ascoltare analisi approfondite, che il limitato panorama giornalistico italiano, dominato dalla scellerata élite bellicista, trascura ampiamente.

🔸️ In questo caso specifico mi riferisco ad un recente video, nel quale sono stati intervistati vari specialisti, anche un analista indiano, Pravin Sawhney, direttore di FORCE, rivista internazionale pubblicata in India, dedicata all’analisi geopolitica della regione indo-pakistana.

🔸️ Dunque, Transition Protocol ci propone analisi che scaturiscono anche dal punto di vista del cosiddetto Sud globale e che non ripropongono i soliti slogan dell’eurocentrismo duro a morire.

🔸️ Gli intervistati si sono soffermati con apprezzabile chiarezza sulle molteplici ragioni della guerra statunitense e anglo-sionista contro l'Iran, mettendo in luce aspetti molto interessanti.

🔸️ Vale la pena riassumere, in primo luogo, l'intervista a Pravin Sawhney, il quale -in accordo con molti altri specialisti- ritiene che gli Stati Uniti non hanno nessuna via d'uscita dignitosa dal cul de sac in cui si sono cacciati, pressati dai genocidi israeliani, ad attaccare dell'Iran, minacciando distruzioni apocalittiche che non lohanno piegato.

🔸️ Infatti, secondo l’esperto indiano l’Iran è un paese inconquistabile sia per la sua geografia, la sua estensione, la presenza di più di 90 milioni di abitanti.

🔸️ Inoltre, a differenza degli altri paesi del Golfo Persico, non ha bisogno al 100% dei processi di desalinizzazione per avere l'acqua necessaria alla popolazione, dato che nel paese ci sono molti fiumi e riserve d’acqua. 

🔸️ Un altro aspetto importante è che la struttura energetica del paese non è centralizzata; quindi nel caso in cui alcune centrali energetiche venissero bombardate, come è avvenuto all’impianto di Natanz e al perimetro della centrale di Bushehr, altre centrali in altri luoghi continuerebbero a funzionare.

🔸️ Se non gli fossero imposte le illegittime sanzioni l’Iran sarebbe un paese autonomo da molti punti di vista. Lo stesso discorso è per la struttura dei livelli di comando che non sono centralizzati, bensì dotati ognuno di autonomia decisionale.

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⚠️ CLUB ESCLUSIVE: IL GIORNALISMO CHE PARLA SOLO CON SÉ STESSO❗️
Alex Marquez

🔴 L'articolo denuncia l'autoreferenzialità del giornalismo italiano, dove i giornalisti intervistano colleghi invece di esperti, generando un dibattito sterile. Per recuperare credibilità, l'informazione deve tornare a essere un servizio alla verità, privilegiando fonti dirette e la verifica dei fatti rispetto al semplice intrattenimento.
Sommario ⬆️
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⏹️ C’è un vizio sempre più radicato nell’informazione italiana: quello dei giornalisti che intervistano altri giornalisti.

🔸️ È un fenomeno che scorre davanti ai nostri occhi ogni sera, nei talk show, nei telegiornali, nei programmi di approfondimento, persino nei social network, dove le opinioni si moltiplicano e si citano a vicenda in un gioco di specchi senza fine.

🔸️ Invece di rivolgersi a chi studia, lavora o conosce davvero un argomento, molti conduttori preferiscono invitare un collega di “scuderia” o un volto noto del piccolo schermo.

🔸️ Il risultato è un dialogo sterile, autoreferenziale e prevedibile, che scambia la competenza con la visibilità, la conoscenza con la popolarità e la profondità con la rapidità di battuta.

🔸️ Così l’informazione diventa un riflesso di sé stessa, priva di prospettive nuove e di autentico contenuto. Questa abitudine non nasce da semplice superficialità, ma da un meccanismo più profondo, radicato negli apparati editoriali che tendono a riprodurre sempre le stesse voci e a difendere linee narrative già decise a monte.

🔸️ In questo modo, il giornalista smette di essere un intermediario critico per diventare un portavoce di cornici interpretative preconfezionate, quindi un’informazione omologata.

🔸️ Le differenze tra notizia, opinione e commento si dissolvono, e lo spazio del dubbio o dell’indagine indipendente, viene progressivamente ridotto, facendo sì che il pubblico non sa distinguere tra notizia e opinione: tutto diventa commento, chiacchiera, impressione.

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⚠️ ESPORTAZIONI SETTORE AUTOMOBILISTICO❗️

*️⃣ Le esportazioni di autovetture dalla Repubblica Popolare Cinese hanno superato le esportazioni complessive di Germania e Giappone; dieci anni fa erano 15 volte inferiori a quelle dei due paesi

*️⃣ A metà del 2026, le esportazioni annuali di autovetture cinesi sul mercato mondiale hanno superato gli 8,3 milioni di unità. Allo stesso tempo, la Germania registra solo 3 milioni di autovetture, mentre il Giappone circa 5,2 milioni. Per la prima volta nella storia, le esportazioni cinesi hanno superato il totale delle esportazioni di Giappone e Germania.

*️⃣ Ma non è sempre stato così: 10 anni fa la Cina esportava solo 600.000 autovetture all’anno. All’epoca, il dato del Giappone era pari a 5 milioni di autovetture all’anno, mentre quello della Germania era di 4,3 milioni. In altre parole, il divario raggiungeva un rapporto di 15 a 1, ma è stato completamente colmato in appena un decennio.

*️⃣ Particolare attenzione va riservata alla stagnazione del settore in Giappone e alla crisi dell’industria automobilistica tedesca. Dopo la crisi pandemica del 2020–2022, il Giappone è riuscito a tornare ai livelli degli anni 2010: circa 5 milioni di autovetture esportate all’anno. La Germania, invece, non è riuscita a riprendersi: attualmente esporta il 25–28% in meno di automobili rispetto a 10 anni fa, ovvero 3,1 milioni contro i 4,3 milioni di allora

Fonte : strategic-culture

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⚠️ ECCO IL LOCKDOWN PER L'AFA❗️
Francesco Rondolini

🔴 L'articolo di Francesco Rondolini analizza le recenti raccomandazioni di La Repubblica di restare in casa per via del caldo, definendole una forma di "lockdown" simile a quella pandemica.
L'autore critica l'approccio istituzionale che, invece di fornire soluzioni concrete, impone restrizioni che erodono il potere d'acquisto delle famiglie e isolano i giovani, citando casi di blocco sociale per sicurezza in Italia e Francia.
Sommario ⬆️
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⏹️ Titolo de La Repubblica: «Chiusi in casa per l’afa: per i più piccoli è un nuovo lockdown».


🔹️ Ci risiamo. Il linguaggio del rotocalco turbomondialista ormai è sempre lo stesso: pare quasi godere nell’invocare qualsiasi proibizione, così da poter mettere a tutta pagina la parolina tanto cara ai chiusuristi in tempo pandemico: lockdown.

🔹️ Siccome è caldo, fin troppo, e questo cambiamento climatico sembra non darci pace, le politiche green, predatorie per i nostri portafogli e distruttrici di interi settori socioeconomici, non sembrano sortire effetti. Così si ricorre ancora una volta al «chiusurismo».

🔹️ State a casa, non uscite nelle ore diurne più calde, anzi meglio non uscire proprio con la luce del sole; al massimo una passeggiatina appena dopo cena e poi di nuovo in casa, perché si potrebbe incappare in gente poco raccomandabile e pericolosa dopo una certa ora, specie nelle grandi città.

🔹️ Proprio in estate quando si dovrebbe stare all’aperto, nei parchi, in piscina, al lago o al mare siamo costretti a stare in città e per giunta chiusi in casa. Mi si obietterà che per andare al mare o in montagna, ci vogliono i soldi e troppe famiglie vivono sotto la soglia di povertà.

🔹️ Lo stesso sistema che vi chiede di rimanere segregati in casa è il medesimo che ha eroso, pezzo dopo pezzo, il vostro potere d’acquisto e ha fatto calare i vostri stipendi.

🔹️ Al contempo, per rabbonirvi, vi ha illuso di poter acquistare qualsiasi bene di consumo con delle semplici rate che, ahinoi, vanno a pesare sempre di più sulle già martoriate buste paga.

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⚠️ ITALIA: MILIARDI PER LA DIFESA, MA LE AZIENDE STRATEGICHE FINISCONO ALL’ESTERO❗️
C. Alessandro Mauceri

🔴 L'Italia investe miliardi nella difesa nazionale, ma continua a vendere aziende strategiche a soggetti esteri.
   •  Si stima che oltre 250 marchi storici siano passati sotto controllo straniero dal 2008, con acquisizioni valutate a 42 miliardi di euro solo nel 2024.
   •  Caso emblematico è Tekne, specializzata in ingegneria militare e contro-drone: dopo un'iniziale opposizione, il Governo ha autorizzato la vendita del 70% a un gruppo USA tramite il "Golden Power", imponendo clausole per mantenere la produzione in Italia.
   •  Nasce una forte contraddizione: mentre lo Stato si indebita per rafforzare la difesa, cede a basso prezzo patrimoni industriali fondamentali per la sicurezza nazionale, rischiando di perdere sovranità tecnologica e know-how critico.
Sommario ⬆️
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⏹️ L’Italia spende miliardi per la difesa. Eppure, stranamente, continua a svendere aziende fondamentali per la sicurezza nazionale a soggetti esteri.

🔸️ Da oltre un ventennio in Italia è in atto la svendita dei “gioielli di famiglia”: marchi storici italiani che finiscono nelle mani di soggetti stranieri.

🔸️ Di questo fenomeno si parla spesso quando a essere vendute sono società calcistiche, meno quando si tratta di aziende manifatturiere, infrastrutture e imprese tecnologiche, quasi mai quando si parla di aziende strategicamente importanti per la difesa.

🔸️ Secondo una ricostruzione pubblicata da Business Intelligence Group, dal 2008 sarebbero passati sotto controllo estero oltre 250 marchi italiani conosciuti dal grande pubblico.

🔸️ Solo nel 2024, il valore delle acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri avrebbe superato i 42 miliardi di euro.


🔸️ Per quanto penose da un punto di vista storico, molte di queste operazioni non rappresentano necessariamente un problema.

🔸️ Anche alcune aziende straniere sono state acquistate da italiani, sebbene in misura infinitamente minore rispetto a quelle vendute.

🔸️ Quando, però, un’azienda opera in un settore nel quale il capitale e il know-how non sono semplicemente merci, ma asset strategici di uno Stato, l’attenzione richiesta è diversa.

🔸️ Nei giorni scorsi Tekne, azienda con sede operativa a Ortona e specializzata nell’ingegneria della difesa, nei veicoli speciali e militari, nella guerra elettronica e nei sistemi di contrasto ai droni, è stata venduta a una società statunitense.

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⚠️ RESTO CON IL PRESIDENTE (PUTIN)❗️

Russia.

Sinonimo di regime.

Sinonimo di Putin!

Putin,
solo il cognome!
Non il nome.
Non il titolo di Presidente della Federazione Russa.

Putin il dittatore,
punto e basta!

Tiro un sospiro di sollievo, perché, per mia buona sorte, sono europeo,
o meglio union-europeo!

Poi penso alle tre arpie di Bruxelles (le ricordo volutamente senza nome):
Von der Leyen, Kallas e Lagarde,
e non mi sento più union-europeo!

Seguono Merz, Macron, Sánchez, Burnham e Rutte
e comprendo di non essere neppure golem-europeo!

Mi resta la politica italiana,
cioè la Destra (il Centro) e la Sinistra della
Loggia George Washington di Roma,
e questa volta mi sento sotto occupazione!

Ergo?

Rimango con il Presidente.

Con il Presidente Vladimir Putin!

Il Barone Rosso

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⚠️ GUERRA USA-IRAN, PREZZI ENERGIA IN AUMENTO: GRANDI COMPAGNIE PETROLIFERE INCASSANO PROFITTI❗️
Angela Barnes

🔴 Guerra USA-Iran: profitti record per le petrolifere, prezzi energia in aumento. Il conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran ha bloccato gran parte del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, scatenando un rialzo dei prezzi del petrolio da circa 70 a oltre 100 dollari al barile. Questo ha permesso alle grandi compagnie petrolifere, come Exxon Mobil e Chevron, di registrare utili record nel secondo trimestre 2026, con aumenti dei ricavi fino al 56%, mentre i consumatori globali affrontano rincari e razionamenti.
   •  Il conflitto ha interrotto un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio e gas.
   •  Exxon e Chevron hanno registrato profitti in crescita esponenziale, nonostante la contrazione della domanda.
   •  In diversi paesi si registrano crisi energetiche e alimentari dovute all'aumento dei costi.
   •  In USA è stata proposta una tassa sugli "extraprofitti" delle aziende energetiche per sostenere i consumatori.
Sommario ⬆️
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⏹️ I giganti del petrolio e del gas hanno registrato profitti record in primavera, mentre gli scontri tra Iran e Stati Uniti hanno ostacolato le spedizioni e i consumatori nel mondo hanno pagato di più per il carburante, affrontando carenze.

🔘 Il conflitto, giunto ormai al sesto mese, ha fermato la maggior parte del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, un passaggio stretto che in passato era la via di transito per un quinto del petrolio e del gas naturale mondiali.

🔘 Con l’offerta globale sotto pressione, i prezzi del Brent, il greggio di riferimento internazionale, sono schizzati da circa 70 dollari (60,20 euro) a oltre 100 dollari (86,00 euro) al barile per gran parte di marzo, aprile e maggio, e a un certo punto hanno raggiunto i 126 dollari (108,36 euro).

🔘 I profitti accumulati dalle compagnie petrolifere tra l’inizio di aprile e la fine di giugno potrebbero finire sotto un controllo più severo quest’anno. In quel periodo i prezzi di benzina, diesel e carburante per aerei sono saliti bruscamente, aumentando i costi per automobilisti e passeggeri.

🔘 In alcuni Paesi le scorte si sono assottigliate, portando a razionamenti sporadici di carburante in Australia e alla chiusura di uffici pubblici in Nepal e Sri Lanka.

🔘 Venerdì Exxon Mobil ha comunicato che gli utili del secondo trimestre sono raddoppiati a 14,53 miliardi di dollari (12,50 miliardi di euro), spinti da una produzione record di diesel.

🔘 Il colosso petrolifero, con sede a Spring, in Texas, ha generato ricavi per 116,02 miliardi di dollari (99,78 miliardi di euro), in aumento del 42%.

🔘 Chevron, con sede a Houston, ha quasi quadruplicato gli utili, saliti a 12,07 miliardi di dollari (10,38 miliardi di euro), mentre i ricavi sono balzati del 56% a 70,06 miliardi di dollari (60,25 miliardi di euro).

🔘 Sei tra le maggiori compagnie petrolifere europee hanno registrato profitti combinati per il primo trimestre pari a 22 miliardi di dollari (18,92 miliardi di euro), oltre il 40% in più rispetto all’anno precedente.


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