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⚠️ ONTOLOGIA DEL RIARMO
Antonio Martone

🔴 Secondo Lucio Caracciolo, le attuali discussioni sul riarmo europeo segnano l'inizio della "Guerra Grande", un conflitto globale in cui i grandi imperi, temendo per la propria sopravvivenza, abbracciano un "capitalismo di guerra" dove lo Stato riassume il controllo dell'economia a fini securitari. Questo scenario vede il crollo del principio di realtà e l'Europa costretta a una frenetica mobilitazione in un sistema entropico, caratterizzato da sovranismo economico, de-risking e una frammentazione commerciale dannosa. L'autore sostiene che il riarmo non sia una scelta politica difensiva, ma una "fatalità tecnico-sistemica" generata da una narrazione occidentale che dipinge Russia e Cina come nemici espansionisti per occultare le crisi strutturali interne; l'obiettivo è decostruire tale macchina che necessita del conflitto perpetuo, trasformando il tempo prebellico nella nuova normalità produttiva.
Sommario ⬆️
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⏹️ Le discussioni circa il riamo italiano ed europeo costituiscono il compimento di una transizione epocale verso quella che Lucio Caracciolo definisce la “Guerra Grande”.

🔹️ Il nuovo conflitto non riguarda solo i confini territoriali ma costituisce un sisma geopolitico planetario in cui i massimi imperi si trovano simultaneamente in crisi e “temono per la propria esistenza”.

🔹️ In quest’orizzonte, assistiamo al crollo del “principio di realtà”: le narrazioni intossicate finiscono per disinformare gli stessi decisori che le producono.

🔹️ In questa cornice, l’economia stessa muta natura, diventando “capitalismo di guerra”. Si tratta di una fase in cui lo Stato riprende il controllo dei mercati per finalità securitarie, trasformando il cittadino in un ingranaggio della mobilitazione totale.

🔹️ Il segno tangibile di questa mutazione è penetrato persino nel diritto privato: Saravalle e Stagnaro riportano che un contratto di acquisizione tra due grandi società italiane nel 2024 include una clausola di recesso legata all’art. 5 del Trattato Nato, una clausola che “fino a poco tempo fa, nell’UE … sarebbe stata impensabile.”

🔹️ Per Caracciolo, la Guerra Grande è appena cominciata e “nessuno può immaginarne la fine”. Essa segna il tramonto dell’utopia dell’Occidente collettivo concepito dopo la caduta del Muro di Berlino.

🔹️ In questo scenario, l’Europa appare decisamente spaesata. Il riarmo europeo è dunque il tentativo frenetico di mettere in sicurezza un’esistenza che non poggia più su basi solide.

🔹️ Il sistema attuale è intrinsecamente entropico: concentra ordine al centro (la “e-city” del benessere apparente) e dissipa disordine nelle periferie (la “no-city” dei conflitti permanenti).


🔹️La Guerra Grande è l’avanguardia di questa ridistribuzione del potere, dove le potenze imperiali non sono più in grado di “ridurre la complessità del sistema” che pretendono di governare. Si combatte per garantirsi la sopravvivenza all’interno di un disordine che si autoalimenta.

🔹️ Entriamo in una fase in cui la globalizzazione viene vista come una vulnerabilità da eliminare attraverso il de-risking e il friend-shoring. È il trionfo del sovranismo economico.

🔹️La politica torna a dominare sull’economia sì, ma in modo irrazionale. Un mondo diviso è semplicemente un mondo più pericoloso e la sola frammentazione commerciale potrebbe costare al Pil globale tra lo 0,2 e il 7 per cento annuo.

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⚠️ USA, IRAN E MEDIO ORIENTE: IL RITORNO DEL DIVIDE ET IMPERA❗️
Redazione Geopolitika

🔴 Il Medio Oriente rappresenta un teatro cruciale di competizione geopolitica, dove il rapporto tra Stati Uniti e Iran definisce l'equilibrio strategico globale. Washington mantiene un'alleanza con Israele e le monarchie sunnite del Golfo per contrastare Teheran, ma il potere dell'Iran si è trasformato.
   •  L'Iran, non più isolato, si è integrato con Cina e Russia, entrando in organizzazioni come BRICS e SCO.
   •  Pechino rafforza i legami economici con il Golfo, mentre le monarchie arabe sviluppano politiche estere più autonome.
   •  La posizione strategica e le capacità militari iraniane (missilistiche e droniche) minacciano le infrastrutture regionali, rendendo obsolete le dinamiche della Guerra Fredda.
Le sanzioni occidentali hanno paradossalmente accelerato il "pivot" dell'Iran verso l'Asia, sfidando la strategia del "divide et impera" storica delle potenze egemoni.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il Medio Oriente continua a rappresentare uno dei principali teatri della competizione geopolitica mondiale.

🔸️ La sua importanza non deriva soltanto dalla presenza di immense risorse energetiche, ma dalla posizione geografica che collega Mediterraneo, Oceano Indiano, Asia centrale, Mar Rosso e Golfo Persico.

🔸️ Controllare, influenzare o condizionare questo spazio significa avere un ruolo decisivo nell’equilibrio economico e strategico internazionale.

🔸️ In questo contesto, il rapporto tra Stati Uniti e Iran rappresenta uno dei nodi centrali della politica internazionale attuale. Washington considera l'Iran da decenni un elemento destabilizzante per l’ordine regionale costruito intorno alle alleanze americane con Israele e con varie monarchie arabe del Golfo.

🔸️ La situazione attuale presenta inoltre una caratteristica nuova rispetto al passato: l’Iran non è più isolato nello stesso modo in cui lo era alcuni decenni fa.

🔸️ La crescente integrazione economica con la Cina, i rapporti strategici con la Russia, l’appartenenza a organizzazioni come BRICS e SCO e la capacità di sviluppare una significativa industria missilistica e dronica hanno modificato profondamente il quadro.

🔸️ La Cina ha sviluppato con Teheran una relazione economica, diplomatica e strategica sempre più importante, pur evitando di trasformarla in una vera alleanza militare. Pechino rimane inoltre attentissima ai rapporti con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e altri partner del Golfo.

🔸️ Il principio del “divide et impera” è molto più antico degli Stati Uniti. Gli imperi utilizzarono frequentemente rivalità locali, differenze etniche, religiose, economiche e politiche per impedire la formazione di coalizioni sufficientemente forti da minacciare il centro del potere.

🔸️ La regione non è semplicemente divisa tra sunniti e sciiti. Le monarchie sunnite possiedono interessi differenti e talvolta concorrenti. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Bahrein, Giordania e altri Stati non condividono necessariamente la stessa visione strategica.

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⚠️ LAVITOLA ED IL POTERE NELLA SECONDA REPUBBLICA
Federico Dezzani

🔴 Secondo l'autore Federico Dezzani, il caso di Walter Lavitola e del giornalista Ranucci sintetizza la decadenza politica dell'Italia dalla riunificazione tedesca. L'articolo accusa Lavitola, descritto come un uomo dei servizi angloamericani, di aver orchestrato, con l'aiuto di intellettuali come Mieli e Cappellini e un presunto attentato camorrista del 2025, la nomina di Ranucci a capo del governo. La tesi centrale è che la mafia agisca su commissione di poteri stranieri per smantellare le istituzioni e l'economia, replicando le dinamiche che portarono alla fine della Prima Repubblica tramite la polarizzazione politica e il coinvolgimento di una intellighenzia compromessa.
Sommario ⬆️
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⏹️ Non ci sarebbe davvero nessun motivo per parlare d’Italia nell’estate 2026: una semplice espressione geografica che attende passivamente i prossimi drammatici eventi mondiali.

🔸️ Se dedichiamo il nostro prezioso tempo alla penisola, è solo per analizzare un evento di cronaca apparentemente secondario, che sintetizza però l’intero processo di decadenza politica dell’Italia,

🔸️ Un processo che, iniziato all’indomani della riunificazione tedesca, ha fatto tabula rasa dell’industria automobilistica, chimica, informatica, siderurgica, editoriale, cinematografica, musicale del Paese.

🔸️ Gli eventi sono noti e si possono riassumere in poche righe: l’ex-direttore dell’Avanti e faccendiere Walter Lavitola nota lo sbandamento del centro-sinistra e scorge l’opportunità per imporre il proprio candidato e, con buone probabilità, insediare il proprio uomo a Palazzo Chigi: il giornalista della Rai Sigrifido Ranucci.

🔸️ L’operazione gode di ampi appoggi dentro l’establishment, perché Lavitola coinvolge come “consulenti” per preparare il terreno per un nuovo candidato di sinistra, il giornalista Paolo Mieli, esponente di primo piano dell’intellighenzia ebraica italiana, e Stefano Cappellini, penna de La Repubblica.

🔸️ Il piccolo schermo è già una buona base di partenza per la scalata di Ranucci, ma serve altro, qualcosa che ne aumenti la popolarità e la statura politica: un attentato intimidatorio della mafia.

🔸️ L'esplosione di un ordigno nei pressi dell’abitazione di Ranucci nell’ottobre 2025, il coinvolgimento della camorra (colonna portante del sistema capitolino), la scoperta del legame camorra-Lavitola, l’amara constatazione che l’attentato è stato ordito per lanciare Ranucci verso le stanze del potere.

🔸️ Ora, ai fini della nostra analisi bisogna evidenziare solo pochi elementi che fanno di questo episodio un caso “esemplare” per capire i meccanismi della Seconda Repubblica.

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⚠️ COLOMBIA 2026: IL PRESIDENTE CHE NON HANNO DOVUTO RAPIRE❗️
Antonella Silipigni

🔴 L'articolo analizza il golpe democratico in Colombia nel 2026, dove la destreza vincente di Abelardo de la Espriella ha sostituito il governo progressista tramite una combinazione di manipolazione elettorale e pressione geopolitica.
   •  L'arresto in Arizona dell'attivista Beto Coral, accusato di violazioni legali prima del voto, è presentato come un segnale diretto dal Segretario di Stato USA Marco Rubio e sostenuto dal candidato.
   •  De la Espriella ha vinto la elezioni con un margine di 0,94% dopo accuse di frode sul software elettorale e sanzioni USA contro l'amministrazione uscente di Petro.
   •  La strategia seguita ha coinvolto l'uso della cooperazione internazionale, l'isolamento diplomatico (incluso il riconoscimento del diritto all'ONU) e l'espulsione di dissidenti.
Il risultato è stato un cambio di regime "elegante", ottenuto senza colpi di stato militari, trasformando la Colombia da un alleato indipendente a un protettorato controllabile per gli interessi statunitensi e israeliani.
Sommario ⬆️
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❗️#NDR 》Chi avrà la pazienza di leggere il nostro riassunto, rimarrà a bocca aperta e forse .... capirà come sono organizzati alcuni cambi di regime❗️

⏹️ C’è una fotografia che il 16 giugno 2026 fa il giro dei social latinoamericani. Un uomo di quarant’anni, in Arizona, viene caricato su un furgone federale mentre stringe in mano i documenti del suo permesso di lavoro regolare.

🔸️ Prima di salire, riesce a registrare un video. “Non dobbiamo inginocchiarci davanti a nessuno”, dice. L’uomo si chiama Beto Coral. È figlio di un capitano della polizia antidroga colombiana addestrato dalla DEA, ucciso nel 1994 dai sicari di Pablo Escobar quando Beto aveva otto anni.

🔸️ Ha passato la vita a investigare quella morte e a denunciare chi crede abbia ordinato il colpo. È in America dal 2015, con una richiesta di asilo politico pendente.

🔸️ Cinque giorni prima aveva depositato una denuncia in Florida contro Abelardo de la Espriella, il candidato presidenziale colombiano di estrema destra appoggiato da Trump, per registrazione illegale di telefonate.

🔸️ Due ore prima dell’arresto, de la Espriella aveva annunciato pubblicamente sui social che Coral sarebbe stato fermato.

🔸️ Secondo il racconto che Coral fa al giornalista Daniel Coronell da un centro di detenzione in Louisiana, un agente federale gli avrebbe detto che l’ordine veniva direttamente dal Segretario di Stato Marco Rubio.

🔸️ Coral passa tre giorni senza poter telefonare, due senza cibo. Viene trasportato incatenato, polsi, vita e caviglie, per oltre dieci ore da Phoenix a El Paso. Dieci congressisti democratici scrivono a Rubio chiedendo spiegazioni.

🔸️ Il 21 giugno 2026, de la Espriella vince il ballottaggio presidenziale colombiano con meno di 250.000 voti di scarto, lo 0,94% dei suffragi espressi. Benjamin Netanyahu lo chiama quasi in tempo reale: “Gli amici di Israele continuano a vincere. Viva gli Accordi di Isaac.”

🔸️ Questa è la storia di come si fa un regime change nel XXI secolo. Non servono i generali. Non serve un golpe. Non serve rapire il presidente uscente. Serve un software elettorale opaco, un senatore americano con la doppia cittadinanza.

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⚠️ MONS. VIGANÒ: VATICANO COMPLICE DI FAUCI❗️
Redazione Renovatio21

🔴 L'arcivescovo Carlo Maria Viganò accusa il Vaticano di complicità con Anthony Fauci durante la pandemia, sostenendo che la Santa Sede abbia collaborato attivamente con i promotori delle restrizioni sanitarie e dei vaccini sperimentali. In particolare, Viganò critica la conferenza del 6 maggio 2021 ospitata dal Vaticano, aperta da Fauci e dalla Big Pharma, definendola un crimine contro l'umanità.
Il prelato afferma di essere stato ignorato nei suoi avvisi contro la "frode pandemica" e sostiene che il pontificato di Bergoglio abbia legittimato violazioni dei diritti fondamentali e sperimentazioni pericolose, rendendo la Chiesa corresponsabile delle morti causate dai sieri mRNA.
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⏹️ L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha rilasciato su X un suo commento sul caso del dottor Anthony Fauci, plenipotenziario statunitense delle restrizioni COVID durante l’anno pandemico.

🔘 Il Fauci ha avuto influenza non solo nel contesto americano ma in quello mondiale. Il prelato ricorda, in particolare, quanto concretamente il Vaticano abbia agito all’unisono con i dittatori della psicopandemia, onorando e fiancheggiando il Fauci.
 
🔘 «Il 6 maggio 2021, mentre il mondo intero era ancora sotto il giogo della dittatura sanitaria, la Santa Sede ospitava, sotto l’egida del Pontificio Consiglio della Cultura, una Conferenza intitolata “Exploring the Mind, Body & Soul. Unite to Prevent & Unite to Cure”» ricorda Viganò.

🔘 «Ad aprire i lavori non era un teologo, non un pastore, non un difensore della legge naturale. Era Anthony Fauci. Accanto a lui Deepak Chopra, Chelsea Clinton… e, nel programma, i vertici di Pfizer e Moderna».

🔘 «La stessa Santa Sede che avrebbe dovuto alzare la voce contro la menzogna, contro la sperimentazione di massa, contro la sospensione dei diritti fondamentali, collaborò attivamente con gli architetti di quella che è stata, e resta, una delle più grandi operazioni di controllo sociale e di frode sanitaria della storia contemporanea: un vero e proprio crimine contro l’umanità»

🔘 «Non possono dire che non sapevano o che non fossero stati avvertiti. Io stesso denunciai sin dal maggio del 2020 la frode pandemica e per ben due volte scrissi alla Congregazione per la Dottrina della Fede.

🔘 Nella lettera mettevo in guardia contro l’adesione acritica a una narrativa pseudo-scientifica che contraddiceva non solo la prudenza, ma i principi non negoziabili della morale cattolica. Fui ignorato e ostracizzato. Come lo furono tanti altri».

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⚠️ BILDERBERG? È VECCHIA. DAVOS? È NOIOSA. BENVENUTI A "DIALOG"❗️
Glauco Benigni

🔴 L'articolo sostiene che il forum "Dialog", un'incontro segreto di élite organizzato da Peter Thiel e Auren Hoffman a Powerscourt (Irlanda) nell'agosto 2026, abbia sostituito Davos e Bilderberg come nuovo centro di potere globale. Un errore di configurazione su un database Airtable, scoperto dall'attivista maia arson crimew, ha esposto pubblicamente 222 partecipanti, profili e un'agenda distopica che prevedeva abbinamenti politici ed erotici strategici tra oligarchi, militari e politici. Sebbene l'evento principale sia stato annullato per la fuga di notizie, si sospetta che il nucleo ristretto dei fondatori si sia riunito in gruppi più piccoli e schermati per continuare i lavori.
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⏹️ Se pensavate che il destino del pianeta venisse deciso ancora nelle ovattate sale di Davos, tra una omelette al caviale e una conferenza sulla sostenibilità aziendale, o negli incontri riservati e ormai un po’ ripetitivi del Gruppo Bilderberg, siete rimasti drammaticamente indietro.

🔸️ Quelli sono stati i Summit del Novecento, finiti dritti nell’archivio della nostalgia geopolitica. Oggi l’Élite che conta davvero, quella che non perde tempo con i comunicati stampa, che detiene le chiavi d’accesso sia al capitale finanziario sia ai codici dell’IA e che decide se e quando fare le guerre, si riunisce altrove.

🔸️ Benvenuti a Dialog, il forum segretissimo creato dal miliardario anarco-libertario Peter Thiel e dall’imprenditore dei dati Auren Hoffman, diventato a tutti gli effetti la nuova “Assemblea Segreta del Complesso Militare Tecnocratico” (come già spiegato nel mio recente libro “Webcracy”).

🔸️ Mentre il mondo si "cuoce" sotto il sole del Ferragosto, dal 12 al 16 agosto i padroni dell’algoritmo, dell’energia e della finanza, più i generali della NATO e una pattuglia di politici occidentali di prima fascia, si erano dati appuntamento nella lussuosa tenuta di Powerscourt nella contea di Wicklow, a due passi da Dublino.

🔸️ Il piano originale era rigorosamente “top secret” fin quando un clamoroso incidente informatico ha trasformato il meeting riservatissimo nel caso mediatico e politico dell’anno.

🔸️ Stiamo parlando di una riunione ideata da Peter Thiel, il fondatore di Palantir, titano della sorveglianza di massa e della guerra digitale, in cui agli ospiti veniva chiesto di firmare accordi di riservatezza draconiani e di consegnare smartphone e tablet prima di sedersi al tavolo.

🔸️ Ebbene, questo tempio dell’inviolabilità informatica è crollato per colpa di un banale errore di configurazione: un database su Airtable (una specie di Excel evoluto) lasciato spalancato e liberamente accessibile online.

🔸️ La falla è stata individuata e i dati rinvenuti sono stati resi pubblici dall’attivista informatica e hacker maia arson crimew, una donna trans nata in Svizzera, che usa esclusivamente le lettere minuscole quale gesto per rifiutare l’importanza attribuita al Nome Proprio, alla centralità dell’Ego e alla rappresentazione formale borghese/istituzionale.

🔸️ Divenuta famosa nel 2021 per aver reso nota la lista No-Fly del governo statunitense, l’attivista ha dichiarato di aver trovato l’accesso alle liste di Dialog partendo (ma guarda un po’) da una segnalazione anonima.

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⚠️ DA CIPRO A CEUTA UN MONITO PER LA SOPRAVVIVENZA DELLA NOSTRA CIVILTÀ❗️
Paolo Scagliarini

🔴 L'isola di Cipro rappresenta l'ultimo avamposto della civiltà greco-cristiana in Asia, sopravvissuta dopo la cancellazione del mondo cosmopolita di Smirne e dell'Asia Minore nel 1922. Quel tragico evento, culminato con il Trattato di Losanna e lo scambio forzato di popolazioni, dimostrò come una cultura millenaria potesse essere sradicata dalla geopolitica. Paolo Scagliarini interpreta questa storia come un monito severo: la sopravvivenza di una civiltà non dipende dalla sola tradizione o dal dialogo, ma dalla lucida consapevolezza dei rapporti di forza e dalla capacità di difendersi da forze espansionistiche, evitando l'ingenuità che ha portato all'oblio dei Greci continentali.
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⏹️ C’è un pezzo d’Unione Europea che appartiene, geograficamente, all’Asia: è l’isola di Cipro. C’è altresì un anno, nella storia del Mediterraneo, che è una ferita aperta: il 1922.

🔹️ Prima di quell’anno, l’Europa, la Grecia non finivano dove i libri di scuola oggi tracciano i confini degli Stati e dei continenti e che rendono incomprensibile come certe isole greche siano più vicine alla Turchia che ad Atene.

🔹️ Oggi si ignora che fino all’agosto del 1922 la sponda asiatica del mediterraneo era un mosaico vibrante di culture, di presenze europee e dove milioni di anime greche e cristiane vivevano da millenni nella loro terra d’Anatolia.

🔹️ Poi, in pochi mesi di fuoco e trattati geopolitici, quel mondo è stato cancellato con un tratto di penna, lasciando dietro di sé il silenzio e l’esilio.

🔹️ In questo paesaggio umano radicalmente mutato, un’unica isola è riuscita a resistere allo scorrere della storia, rimanendo aggrappata alle proprie radici. Quell’isola è Cipro: l’ultimo, struggente avamposto di un’Asia che parla greco.

🔹️ Se non considerassimo quanto è accaduto nel 1922, guardando la mappa, notando la sua vicinanza a Siria, Libano e Turchia, tenderemmo a considerare l’identità europea di Cipro come una bizzarria o un’anomalia geopolitica.

🔹️ Ma se andassimo in un tempo non molto lontano, scopriremmo che Cipro non era un’eccezione isolata: era l’anello di una lunghissima catena culturale. Il centro ideale di questa catena era Smirne.

🔹️ Fino al 1922, questa metropoli adagiata sul mare era una perla cosmopolita, un luogo in cui il profumo delle spezie orientali si mescolava all’eco della lingua di Omero.

🔹️ Lì, quasi due milioni di greci vivevano, commerciavano e pregavano su suolo asiatico per non parlare delle decine di migliaia di italiani, francesi, tedeschi che contribuivano al benessere della società con le loro imprese commerciali ed industiali.

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⚠️ LA DISTOPIA COME ISOTOPO DELL’UTOPIA❗️
Marco Della Luna

🔴 L'articolo di Marco Della Luna sostiene che il Fabianesimo, nato nel 1884, abbia evoluto una strategia di trasformazione sociale graduale e non violenta, evitando lo scontro diretto per infiltrarsi negli apparati statali, mediatici e culturali. Attraverso l'uso di crisi emergenziali e l'ingegneria socio-culturale, questo metodo mirerebbe a centralizzare il potere in strutture tecnocratiche sottratte al controllo democratico, come l'Unione Europea. L'autore denuncia che tale approccio abbia creato un "pensiero unico", imponendo cambiamenti nelle identità storiche, nei valori familiari e nelle narrazioni etiche (come l'uso della Finestra di Overton) per marginalizzare il dissenso e rendere accettabili concetti prima tabù, trasformando di fatto l'eccezione in una nuova normalità autoritaria e paternalista.
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⏹️ Il Fabianesimo, pur essendo una forma di socialismo, a differenza del marxismo continentale, rifiuta la lotta di classe violenta e la rivoluzione, proponendo un modello di trasformazione sociale guidato dalla ragione, dalla scienza e dalle istituzioni.

🎯 Il Fabianesimo concepisce la storia positivisticamente come evoluzione e non come lotta di classe e rotture dialettiche. Gli strumenti principali cui si affida sono la regolamentazione, legislazione, la burocrazia, la scienza, l’educazione.

🎯 Un’importante accortezza di questo metodo è che esso non solo non cerca l’affermazione mediante lo scontro, ma neanche enuncia programmi alla popolazione, né chiama il popolo al consenso o si mette ai voti, né fonda partiti, né assume una soggettività politica.

🎯 Occupa piuttosto partiti già esistenti, di sinistra. Opera in silenzio e impersonalmente, per “coperte vie”. Pertanto non si espone ad essere individuato, additato all’opinione pubblica, dibattuto nelle varie sedi, attaccato o sconfitto, e può tranquillamente incassare insuccessi in un certo ambito o momento storico, per poi riprendere la sua azione da altre direzioni, allo stesso modo.

🎯 Evita lo scontro, e sfrutta emergenze create indirettamente e copertamente crisi economiche, finanziarie, sanitarie, demografiche e approfitta del conseguente stato di emergenza, reale o mediaticamente creato, per sospendere le libertà, svuotare gli organi elettivi, monopolizzare la narrazione, accentrare il potere decisionale, dotarlo di poteri emergenziali e far percepire, divenire l’eccezione come nuova normalità. La vicenda del Covid ne è un esempio.

🎯 La Fabian Society, fondata a Londra nel 1884, appare oggi piccola cosa nei confronti dei giganti privati del potere internazionale opaco, le grandi concentrazioni di potere monetario, finanziario e tecnologico.

🎯 Eppure, il mondo culturale e morale in cui oggi viviamo, gli ordinamenti giuridici, la rappresentazione della realtà, gran parte dei valori e disvalori, delle mode e delle convenzioni sociali dei nostri giorni, sono stati costruiti col metodo fabiano.

🎯 Esso dirige l’architettura generale dell’ingegneria socio-culturale che viene attuata, e guida le grandi trasformazioni socio-culturali e demografiche, parla attraverso capi di stato e di governo, attraverso i mass media e gli entertainment media, attraverso gli atti dei giudici e dei legislatori, le prediche dei politici e dei clerici ….

🎯 Naturalmente, presuppone la regia e la sponsorizzazione di una grande centrale di potere economico e politico. Anche oggi il suo metodo viene applicato per la realizzazione di una società quale quella divisata dai primi Fabiani: tecnocratica, regolatoria, pianificata, gestita centralisticamente dall’alto, quindi paternalista.

🎯 Questo è un modello incarnato soprattutto dall’UE, che ha definito se stessa, per bocca della von der Leyen, “una potenza regolatoria” che si realizza con fabiana gradualità, mediante trasferimento a un centro decisionale sottratto ai controlli democratici, pezzo dopo pezzo, i poteri sovrani degli stati membri, e anche nel senso che essa riesce a imbrigliare e neutralizzare ogni spinta divergente dalla sua blueprint.

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⚠️ LA FINANZA GUADAGNA, IL LAVORO SOFFRE. TASSARE GLI EXTRA PROFITTI PER UN VERO PIANO CASA NAZIONALE❗️
Giorgio Del Ciondolo

⏹️ Nel primo semestre 2026, le cinque principali banche italiane hanno registrato utili record di oltre 15 miliardi di euro (+3,7% rispetto al 2025), guadagnando in media 83 milioni al giorno, mentre l'economia reale italiana mostra segnali di debolezza: stipendi fermi, aumento degli ammortizzatori sociali e forte emigrazione giovanile anche dal Nord. L'aumento degli utili è dovuto principalmente all'incremento delle commissioni (+6,3%) e dell'attività assicurativa (+24,2%), unitamente alla riduzione dei costi del personale (incidenza scesa al 23,1%) e della gestione. L'articolo denuncia la desertificazione bancaria (–333 sportelli e –5.621 dipendenti nel semestre) e critica il sistema per la preferenza verso la finanza speculativa rispetto al credito a famiglie e imprese. L'autore, esponente socialista, chiede al centrosinistra di tornare a occuparsi di temi concreti, proponendo la tassazione degli extra-profitti finanziari per finanziare un piano casa nazionale.
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⏹️ È finito il “road show” delle semestrali delle principali banche italiane. Ognuna ha presentato i dati entusiasmanti delle proprie performance. I numeri sono da record.

🔸️ I cinque istituti di credito più grandi del Paese (Unicredit, Intesa San Paolo, Bpm, Bper, Mps) hanno annunciato utili complessivi per oltre 15 miliardi di euro (+3,7% rispetto allo stesso periodo del 2025).

🔸️ Il Corriere della Sera conteggia, da gennaio a giugno, un guadagno medio di 83 milioni al giorno. Insomma, mentre l’economia reale in Italia stenta, quella finanziaria festeggia numeri incredibili.

🔸️ Ci sono continui stati di crisi aziendali e le ore di cassaintegrazione aumentano ovunque. È vero che l’occupazione cresce e la disoccupazione è a minimi ma, sappiamo, che si tratta per lo più di lavoro povero, con stipendi fermi da anni.

🔸️ E i nostri giovani non sembra godano di grandi opportunità di lavoro. E di futuro. I numeri dicono che sono sempre di più quelli che lasciano i Paese. Un fenomeno purtroppo non nuovo di emigrazione giovanile e qualificata.

🔸️ Non solo dalle regioni del sud come sarebbe da immaginarsi, ma anche dal ricco nord. È da un decennio che viene registrato ma nessun Governo ha mai provato concretamente a invertire la tendenza con misure strutturali.

🔸️ In questo scenario, studiato da anni ma mai realmente affrontato dalla politica, si concentra il sistema bancario ma soprattutto si rafforza quello finanziario. La stessa Borsa italiana sta vivendo uno dei suoi anni migliori del decennio.

🔸️ Intanto, le banche sono sempre più introvabili, per non dire immateriali. Nel primo semestre 2026 il personale bancario è stato ridotto di 5.621 persone; mentre gli sportelli fisici, le vecchie agenzie, sono diminuiti di 333 unità.

🔸️ Con una evidente desertificazione bancaria, soprattutto nelle aree interne e cosiddette marginali del Paese. In compenso, le cinque principali banche del Paese fanno guadagni da record. E fanno guadagnare i loro piccoli e grandi soci, ma soprattutto i grandi: al ritmo di 3,5 milioni ogni ora.

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⚠️ COSÌ CON QUESTE POLITICHE, LA DESTRA CONTINUERÀ A VINCERE❗️
Marco Nesci

🔴 L'articolo di Marco Nesci attribuisce la crescita elettorale della destra in Italia ed Europa al fallimento strutturale della sinistra moderata e del "campo largo". L'autore critica il Partito Democratico per aver promosso politiche neoliberiste, austerità, privatizzazioni e un allineamento militare acritico all'Atlantico e alla NATO, smantellando lo Stato sociale e la tradizione neutralista italiana. Si sostiene che il bipolarismo attuale offra solo due facce della stessa medaglia: una destra demagogica e un centro-sinistra che difende lo status quo. La soluzione proposta è la costruzione di un polo alternativo antifascista, antiliberista, anticapitalista e fuori dalla NATO, per evitare l'astensionismo di massa.
Sommario ⬆️
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⏹️ L’avanzata travolgente delle destre in Italia e in Europa non è un fenomeno caduto dal cielo, né un’improvvisa degenerazione umorale dell’elettorato. È il risultato diretto, logico e inevitabile del fallimento strutturale della sinistra moderata e liberale.

🔸️ Per decenni, le forze che oggi pretendono di ergersi a baluardo della democrazia, contro la destra, attraverso la logica del “campo largo” sono state le prime esecutrici delle politiche neoliberiste, privatizzatrici e belliciste che hanno smantellato lo Stato sociale, precarizzato il lavoro, impoverito i ceti popolari e ci stanno trascinando in guerra.

🔸️ Il sedicente “campo largo” non è un’alleanza di progresso, ma un contenitore elettorale egemonizzato dal Partito Democratico.

🔸️ Il PD rappresenta l’espressione più pura e coerente dell’atlantismo acritico, del liberismo economico, del rigorismo finanziario europeo e della logica bellicista della von der Leyen e della sua cricca. La sua storia parla chiaro:

🔸️ > Smantellamento del lavoro e dei diritti: Riforme volte alla precarizzazione sistematica, contenimento salariale giustificato con la tutela dell’inflazione e ostilità verso qualsiasi misura di redistribuzione della ricchezza, come la tassazione dei grandi patrimoni ultramilionari.

🔸️ > Austerità e privatizzazioni: Una concezione dell’Europeismo ridotta a mera obbedienza ai vincoli di bilancio e ai mercati finanziari, con il conseguente definanziamento progressivo della sanità e della scuola pubblica.

🔸️ > Logica dei mercati quale criterio assoluto economicista, eletto a paradigma quasi religioso, piegando ogni valutazione sociale a vantaggio del profitto.

🔸️ Sul piano internazionale, l’allineamento alle direttive atlantiche è totale. La fascistizzazione europea alla ricerca della guerra contro la Russia è sposata in pieno.

🔸️ L’accettazione passiva del riarmo, la retorica dell’escalation militare e il sostegno incondizionato alle sanzioni commerciali hanno prodotto un impatto devastante sul tessuto economico e sociale nazionale, senza aprire alcuno spiraglio diplomatico.

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Riassunto punti salienti

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⚠️ HISTORIA MAGISTRA EST,
MA GLI ALLIEVI SONO POCHI


Autunno dell'anno 1812.
Pianura russa.

La Grande Armata di Napoleone
fugge verso Occidente:
è affamata,
assiderata,
sconfitta!

Dietro di sé lascia i corpi di cinquecentomila francesi,
ma i giornali di Parigi continuano a esaltare le vittorie di Buonaparte.

Sono passati due secoli.

Il posto di Napoleone è stato preso da misere larve umane:
rutte, zelensky, macron, merz, von der leyen
e altri capetti e capette, di cui sarebbe eccessivo citare il cognome.

Inalterata resta invece la menzogna dei media:
la Russia è agonizzante
e l'Europa deve "convertirsi" al ferro e al fuoco!

Una menzogna che nasce dalla "Rivoluzione" verso il basso (verso gli inferi)
voluta dai sodali di Voltaire
e dai loro
epigoni liberal.

E quasi nulla può fare la Storia,
che, pur essendo maestra di vita,
ha pochi allievi.

Pochissimi!

Il Barone Rosso

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⚠️ “META SAPEVA DEGLI EFFETTI NEGATIVI DEI SUOI PRODOTTI”❗️

⏹️ Negli Stati Uniti è in corso un processo che potrebbe avere importanti conseguenze per il futuro dei social media.

🔹️ 29 Stati americani accusano il gruppo di Mark Zuckerberg, di aver progettato consapevolmente Instagram e FB in modo da creare dipendenza tra i minori.

🔹️ E per questo intendono chiedere a Meta un risarcimento che potrebbe raggiungere l’equivalente di 160 miliardi di franchi. Tra le accuse inoltre troviamo che Meta, violando la legge, avrebbe raccolto dati personali di bambini e adolescenti senza il consenso dei genitori.

🔹️ Tra le misure correttive richieste al colosso tecnologico figurano l’eliminazione dello scorrimento infinito dei contenuti, della riproduzione automatica dei video e dei contatori dei “like”, funzionalità considerate tra i principali meccanismi in grado di favorire un utilizzo prolungato delle piattaforme.

🔹️ Il processo potrebbe andare oltre il caso specifico e riaprire il dibattito sul ruolo dei social media nella società.

🔹️ Resta da capire fino a che punto la giustizia statunitense sarà disposta a intervenire nei confronti dell’azienda, già condannata due volte quest’anno per aver compromesso, secondo le sentenze, la sicurezza e la salute mentale dei minori...
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Articolo integrale

❗️#NDR 》Un processo americano che "potrebbe" deviare il corso degli eventi, finora ritenuto inevitabile. Naturalmente è ovvio che solo l'America può porre rimedio ai propri disastri, ma prima deve prenderne coscienza liberandosi da chi "gestisce" in modo criminale le sorti della sua stessa gente e di troppi altri popoli❗️

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⚠️ LA GUERRA CON ALTRI MEZZI. COME GLI STATI UNITI ESTRAGGONO RICCHEZZA ATTRAVERSO L'INSTABILITÀ
Gerardo Lisco

🔴 Gerardo Lisco argomenta che gli Stati Uniti sostituiscono l'estrazione tradizionale di risorse naturali con un moderno estattivismo finanziario. L'egemonia americana si mantiene attraverso il controllo del dollaro e dei mercati globali, trasformando l'instabilità geopolitica e la volatilità economica in risorse strategiche che attirano capitali verso Wall Street e rafforzano la spesa federale.
   •  Il vantaggio competitivo degli USA è passato dalla produzione industriale alla finanza e all'innovazione tecnologica.
   •  Crisi internazionali (es. Stretto di Hormuz) e politiche aggressive (es. dichiarazioni di Trump) generano volatilità che favorisce i detentori di beni rifugio statunitensi.
   •  La guerra contemporanea si disputa tramite mercati, energia e informazione, non più solo attraverso eserciti.
Sommario ⬆️
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⏹️ «La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi.» La celebre definizione di Carl von Clausewitz appartiene a un mondo nel quale la forza si misurava sul campo di battaglia.

🔹️ Le guerre erano combattute dagli eserciti e l’obiettivo consisteva nella conquista del territorio o nella distruzione della capacità militare dell’avversario. Due secoli dopo quella definizione conserva tutta la sua validità, ma i “mezzi” attraverso i quali la politica continua sono profondamente cambiati.

🔹️ Le grandi potenze non perseguono più i propri interessi esclusivamente attraverso la guerra tradizionale. L’informazione, la finanza, i mercati energetici, le sanzioni economiche, la tecnologia e perfino i flussi migratori sono divenuti strumenti di competizione geopolitica.

🔹️ La guerra non è scomparsa: si è trasformata. Questa trasformazione riflette anche un cambiamento del capitalismo. Per comprendere il presente occorre partire da una constatazione.

🔹️ Gli Stati Uniti non occupano più la posizione che avevano nel secondo dopoguerra. Rimangono la principale potenza militare del pianeta, ma non sono più il centro indiscusso della produzione industriale mondiale.

🔹️ La Cina è divenuta la principale piattaforma manifatturiera globale, mentre il vantaggio competitivo americano si concentra sempre più nella finanza, nell’innovazione tecnologica, nel controllo del dollaro e dei mercati internazionali dei capitali.

🔹️ Se questa diagnosi è corretta, cambia anche la natura dell’egemonia. Nel Novecento la ricchezza veniva spesso trasferita attraverso il controllo diretto delle materie prime, delle colonie, delle rotte commerciali o mediante l’intervento militare.

🔹️ Oggi il meccanismo appare diverso. La principale risorsa strategica non è soltanto il petrolio o una miniera di rame. È il capitale finanziario. L’ipotesi che propongo è semplice. Gli Stati Uniti sembrano perseguire una forma di estrattivismo diversa da quella classica.

🔹️ Non estraggono prevalentemente risorse naturali; estraggono capitale. Il loro obiettivo strategico consiste nel mantenere il sistema finanziario americano al centro della circolazione mondiale della ricchezza.

🔹️ Per farlo è necessario che il dollaro continui a rappresentare il principale bene rifugio del pianeta e che i mercati statunitensi rimangano la destinazione privilegiata dei capitali internazionali.

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⚠️ LA GUERRA CON ALTRI MEZZI. COME GLI STATI UNITI ESTRAGGONO RICCHEZZA ATTRAVERSO L'INSTABILITÀ
Gerardo Lisco

🔴 Gerardo Lisco argomenta che gli Stati Uniti sostituiscono l'estrazione tradizionale di risorse naturali con un moderno estattivismo finanziario. L'egemonia americana si mantiene attraverso il controllo del dollaro e dei mercati globali, trasformando l'instabilità geopolitica e la volatilità economica in risorse strategiche che attirano capitali verso Wall Street e rafforzano la spesa federale.
   •  Il vantaggio competitivo degli USA è passato dalla produzione industriale alla finanza e all'innovazione tecnologica.
   •  Crisi internazionali (es. Stretto di Hormuz) e politiche aggressive (es. dichiarazioni di Trump) generano volatilità che favorisce i detentori di beni rifugio statunitensi.
   •  La guerra contemporanea si disputa tramite mercati, energia e informazione, non più solo attraverso eserciti.
Sommario ⬆️
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⏹️ «La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi.» La celebre definizione di Carl von Clausewitz appartiene a un mondo nel quale la forza si misurava sul campo di battaglia.

🔹️ Le guerre erano combattute dagli eserciti e l’obiettivo consisteva nella conquista del territorio o nella distruzione della capacità militare dell’avversario. Due secoli dopo quella definizione conserva tutta la sua validità, ma i “mezzi” attraverso i quali la politica continua sono profondamente cambiati.

🔹️ Le grandi potenze non perseguono più i propri interessi esclusivamente attraverso la guerra tradizionale. L’informazione, la finanza, i mercati energetici, le sanzioni economiche, la tecnologia e perfino i flussi migratori sono divenuti strumenti di competizione geopolitica.

🔹️ La guerra non è scomparsa: si è trasformata. Questa trasformazione riflette anche un cambiamento del capitalismo. Per comprendere il presente occorre partire da una constatazione.

🔹️ Gli Stati Uniti non occupano più la posizione che avevano nel secondo dopoguerra. Rimangono la principale potenza militare del pianeta, ma non sono più il centro indiscusso della produzione industriale mondiale.

🔹️ La Cina è divenuta la principale piattaforma manifatturiera globale, mentre il vantaggio competitivo americano si concentra sempre più nella finanza, nell’innovazione tecnologica, nel controllo del dollaro e dei mercati internazionali dei capitali.

🔹️ Se questa diagnosi è corretta, cambia anche la natura dell’egemonia. Nel Novecento la ricchezza veniva spesso trasferita attraverso il controllo diretto delle materie prime, delle colonie, delle rotte commerciali o mediante l’intervento militare.

🔹️ Oggi il meccanismo appare diverso. La principale risorsa strategica non è soltanto il petrolio o una miniera di rame. È il capitale finanziario. L’ipotesi che propongo è semplice. Gli Stati Uniti sembrano perseguire una forma di estrattivismo diversa da quella classica.

🔹️ Non estraggono prevalentemente risorse naturali; estraggono capitale. Il loro obiettivo strategico consiste nel mantenere il sistema finanziario americano al centro della circolazione mondiale della ricchezza.

🔹️ Per farlo è necessario che il dollaro continui a rappresentare il principale bene rifugio del pianeta e che i mercati statunitensi rimangano la destinazione privilegiata dei capitali internazionali.

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⚠️ PROXY WAR. UN PO ’ DI LUCE (SINISTRA) NEL TUNNEL DELLA NOSTRA IGNORANZA
Salvatore Minolfi

🔴 L'articolo, basato sullo studio di Frank Leith Jones, sostiene che la guerra in Ucraina è un conflitto proxy iniziato nel 2014 a seguito del golpe di Euromaidan, con il coinvolgimento progressivo degli USA. Il testo evidenzia come l'intelligence statunitense sia passata da un ruolo di allerta a una profonda integrazione operativa nelle forze ucraine, trasformando Kyiv in una piattaforma strategica per la raccolta di informazioni contro la Russia ("Russia House"). Nonostante le "linee rosse" iniziali di Obama per evitare uno scontro diretto con Mosca, la strategia dell'"intelligence diplomacy" ha permesso a Washington di guidare la narrazione pubblica, ridurre la sorpresa strategica e consolidare la coalizione occidentale, smentendo le accuse di paranoie russe sull'ingerenza americana già presenti prima del 2022.
Sommario ⬆️
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⏹️ I poveri ucraini non c’entrano granché e se qualcuno li ascoltasse, come fa periodicamente Gallup, scoprirebbe che da due anni il consenso ad una soluzione politica del conflitto si è stabilizzato intorno ai due terzi della popolazione.

🔸️ Gli ucraini non c’entrano granché sin dall’inizio del conflitto: dai torbidi di Euromaidan al colpo di Stato del febbraio 2014, si è sempre trattato di un gioco assai più grande, giocato sulle loro teste. 

🔸️ Una minoranza di ultranazionalisti ha trascinato il paese in un’avventura fatale e, per farlo, ha spalancato le porte a quel settore decisivo della classe dirigente americana che, dopo la fine della guerra fredda, aveva scommesso sul delirio allucinatorio di un “Nuovo Secolo Americano”.

🔸️ La profonda debolezza della Russia (soprattutto nel decennio dei Novanta) aveva eccitato i loro animi, fino al punto si sognare l’impensabile… La condotta della guerra offre una traccia inequivocabile di questa lunga storia.

🔸️ A documentarla è Frank Leith Jones, ufficiale di carriera, poi accademico e storico militare americano. Due settimane fa, la casa editrice dello “US Army War College” ne ha pubblicato il testo: Frank Leith Jones, “Out of the Shadows: US Intelligence Sharing and the Russia-Ukraine War, 2021–24”.

🔸️ Si tratta di uno studio importante perché ricostruisce non genericamente l’«assistenza americana» all’Ucraina, ma il ruolo specifico dell’intelligence statunitense, mostrando come esso sia passato progressivamente dall’allarme strategico e dalla diplomazia prima del febbraio 2022 a una vera e propria integrazione dell’apparato americano nelle operazioni militari ucraine.

🔸️ Esso documenta la progressiva dissoluzione della distanza tra condivisione dell’intelligence e partecipazione operativa alla guerra. 

🔸️ Il punto centrale della monografia di Frank Leith Jones è che il ruolo americano nella guerra non nasce nel febbraio 2022 e non resta costante. Nasce nel 2014 e si trasforma progressivamente da sostegno di intelligence a integrazione operativa sempre più profonda con le forze ucraine.

🔸️ In breve, la ricostruzione di Jones ci restituisce un quadro che già dal 2014 era molto più grave di quanto lo immaginassero i russi che protestavano contro l’ingerenza americana (e che noi tendevamo a consideravamo “paranoici”…). 

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⚠️ IL PREZZO DELLA FRATTURA: LA GUERRA RUSSO-UCRAINA E IL CONTO PAGATO DELL’ECONOMIA EUROPEA❗️
Lara Ballurio

🔴 L'articolo analizza l'impatto economico della guerra russo-ucraina sull'Europa, evidenziando come la logistica commerciale sia sempre più intrecciata a quella militare, come dimostrato dagli attacchi a depositi di beni civili utilizzabili dalle forze armate (caso Liqui Moly e Wildberries). Prima del conflitto, l'UE dipendeva fortemente dalla Russia per l'energia (44% del gas nel 2021); la rottura ha provocato un balzo dei prezzi energetici (fino al 93,4% per la produzione) e inflazione diffusa, erodendo il potere d'acquisto e stringendo la politica monetaria della BCE. Oggi l'Europa deve affrontare costi di approvvigionamento più elevati da nuovi fornitori globali, con la prospettiva di una possibile ricostruzione parziale della complementarità economica solo in condizioni politiche radicalmente diverse.
Sommario ⬆️
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⏹️ Nella notte del 5 agosto un attacco russo contro la capitale ucraina ha distrutto anche un deposito nel quale erano custoditi prodotti della tedesca Liqui Moly, azienda di Ulm specializzata in oli motore, lubrificanti, grassi e additivi per autoveicoli.

🔸️ Il giorno seguente, la Deutsche Presse-Agentur (dpa), in una ricostruzione pubblicata da WELT, ha precisato che l’immobile non apparteneva direttamente a Liqui Moly: era il deposito centrale di un distributore ucraino nel quale venivano conservati anche prodotti del marchio tedesco.

🔸️ Nello stesso articolo, dpa riferisce che il Ministero della Difesa russo aveva parlato di un attacco massiccio contro centri logistici e distributivi destinati a beni militari.

🔸️ Il registro Prozorro documentazione una fornitura prodotti Liqui Moly, il 18 giugno 2025 di quattro confezioni di grasso per il montaggio di iniettori e candelette, consegnate direttamente alla struttura militare. Si tratta di materiali normalmente civili, ma utilizzabili anche per la manutenzione dei mezzi delle Forze armate.

🔸️ Al momento non è però possibile stabilire se il deposito colpito il 5 agosto rifornisse direttamente quelle unità. Resta un dato più ampio: dopo quattro anni e mezzo di conflitto, la logistica commerciale è sempre più intrecciata con quella militare.

🔸️ Lo dimostra ciò che sta accadendo anche dall’altra parte del fronte. Dal 18 luglio l’Ucraina ha intensificato gli attacchi contro i centri logistici di Wildberries, il maggiore operatore russo dell’e-commerce.

🔸️ Il 7 agosto Reuters, incrociando informazioni aziendali, fonti russe e immagini satellitari, ha calcolato che almeno venti strutture erano state danneggiate o distrutte, per oltre 1,18 milioni di metri quadrati di superficie logistica.

🔸️ Le conseguenze si stanno propagando ai venditori indipendenti e alle migliaia di piccole attività che dipendono dalla piattaforma.

🔸️ Kiev accusa Wildberries di contribuire indirettamente all’apparato bellico russo. È quasi il riflesso speculare della controversia sui magazzini ucraini: Mosca sostiene di colpire reti attraverso le quali transiterebbero materiali utilizzabili dalle Forze armate.

🔸️ Una guerra moderna non consuma soltanto missili e munizioni: ha bisogno di carburante, pneumatici, oli, semiconduttori, camion, server, assicurazioni, software, credito e depositi.

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⚠️ LA GUERRA CHE RIDISTRIBUISCE LA POTENZA
Elena Tempestini

🔴 L'analisi di Elena Tempestini sostiene che la guerra con l'Iran stia ridistribuendo la potenza globale, costringendo gli USA a ridislocare risorse strategiche dal Indo-Pacifico (riducendo le esercitazioni con la Corea del Sud) verso il Medio Oriente. Questo ridislocamento indebolisce la percezione di deterrenza in Asia, mentre Washington intensifica la pressione finanziaria sull'Iran, minacciando sanzioni secondarie che coinvolgono anche le banche cinesi. La crisi si estende alla Libia, dove il collasso della rete elettrica e del Grande Fiume Artificiale mette a rischio la stabilità energetica e idrica, con ripercussioni dirette sull'Italia attraverso il gasdotto GreenStream (520 km) e i progetti ENI/NOC. Il Mediterraneo emerge come piattaforma strategica cruciale per il futuro ordine internazionale, poiché la sicurezza energetica dipende ora dal controllo simultaneo di rotte, infrastrutture e sistemi finanziari.
Sommario ⬆️
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⏹️ Abbiamo compreso che le notizie che ci arrivano dal mondo sono strategicamente frammentate ma il disegno è unico.

🔹️ Un filo che collega le notizie solo apparentemente lontanissime, lo vediamo nella riduzione delle esercitazioni americane con la Corea del Sud, ma allo stesso tempo con il trasferimento di risorse militari verso il Medio Oriente.

🔹️ Poi ci sono le offensiva finanziarie senza precedenti minacciate da Washington contro l’Iran, bel frattempo in Libia c’è un’emergenza energetica che sta rischiando di bloccare la ripresa petrolifera, possiamo dire che quel sottile filo che unisce le notizie è la redistribuzione della potenza globale?

🔹️ Credo di sì perché la guerra con l’Iran non sta producendo soltanto un confronto militare, ma sta obbligando gli Stati Uniti a concentrare uomini, navi, capacità logistiche e strumenti finanziari su un quadrante che rischia di assorbire una parte crescente dell’attenzione strategica americana.

🔹️ La decisione di Trump di ridurre le esercitazioni congiunte con Seul arriva proprio mentre Washington rafforza la pressione su Teheran e mentre una parte delle capacità navali viene ridislocata verso il Medio Oriente.

🔹️ È un segnale che a Seul, Tokyo e Manila non può essere ignorato. Questo non vuol dire che gli Stati Uniti stiano abbandonando l’Indo-Pacifico, anzi, le alleanze restano operative e Washington continua a definirlo un teatro strategico prioritario.

🔹️ Ma la percezione degli alleati conta quanto la disposizione delle forze messe in campo. Quando una potenza modifica la distribuzione delle proprie capacità, gli altri attori iniziano immediatamente a interrogarsi su quanto sia stabile il sistema di deterrenza.

🔹️ Il secondo livello della guerra non può essere ignorato perché è quello finanziario. Washington sta cercando di trasformare il sistema finanziario globale in uno strumento di pressione contro Teheran.

🔹️ Il Tesoro americano ha già minacciato sanzioni secondarie contro gli acquirenti del petrolio iraniano, comprese le banche cinesi, portando il confronto direttamente dentro le relazioni economiche tra Stati Uniti e Cina.

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⚠️ LA "DEMOCRATA"❓️ VON DER LEYEN IMPONE, SENZA SE E SENZA MA, IL RIARMO❗️

✴️ Prendere le decisioni al riparo dal processo elettorale. È uno dei pilastri dell'Unione Europea (e dei Governi a essa asserviti) che dopo aver distrutto la democrazia sostanziale sta demolendo anche quella formale.

✴️ Succede così che Bruxelles che da decenni ci dice che per occupazione, salari e stato sociale non ci sono i soldi, vuole usare 650 miliardi di euro di soldi nostri (non esistono i soldi della UE) per finanziare la corsa al riarmo spingendoci a un insensato e pericoloso inasprimento del conflitto contro la Russia.

Gilberto Trombetta

❗️#NDR 》La UE è nata per distruggere dall'alto la democrazia rappresentativa degli Stati nazionali europei, per demolire libertà e diritti dei cittadini e annullare decenni di lotte sindacali. Non c'è che dire, la grande finanza e le multinazionali hanno creato uno strumento perfetto per imporre la loro dittatura tecnocratica❗️

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⚠️ WHITE FLIGHT: LA FUGA DAI QUARTIERI CHE CAMBIANO VOLTO❗️
Ivana Londero

🔴 L'articolo esamina il fenomeno del "White Flight", originario degli USA (es. Detroit), e la sua applicazione al contesto italiano. In Italia, con circa 5,56 milioni di residenti stranieri (9,4% della popolazione), la dinamica si manifesta attraverso scelte individuali di alcune famiglie di cambiare quartiere o scuola per cercare ambienti percepiti come più omogenei. Questo processo può autoalimentarsi, portando a una segregazione strutturale nelle scuole: alcuni istituti divengono prevalentemente italiani, altri concentrano studenti con background migratorio, riducendo l'integrazione sociale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Nato negli Stati Uniti per descrivere l’esodo di una parte della popolazione bianca dai quartieri in cui cresceva la presenza afroamericana, il "White Flight" è molto più di un semplice fenomeno demografico.

🔸️ È il risultato di un intreccio complesso di divisioni etniche e sociali, trasformazioni economiche e politiche urbanistiche che ha ridisegnato intere città americane.

🔸️ Detroit ne è uno degli esempi più emblematici: qui l’industria automobilistica, la costruzione delle autostrade e la rapida espansione dei sobborghi si intrecciarono con le dinamiche della segregazione, contribuendo a trasformare profondamente il volto della città.

🔸️ Quando si prova ad applicare il concetto di "White Flight" al contesto europeo e, in particolare, a quello italiano, è necessario farlo con cautela. La storia sociale, demografica e delle differenze etniche del nostro Paese è infatti molto diversa da quella statunitense, dove il termine ha avuto origine.

🔸️ Eppure, al di là delle differenze storiche, il concetto può aiutare a leggere una dinamica che, in forme e con caratteristiche diverse, è possibile osservare anche in Italia.

🔸️ Quando la composizione sociale, culturale o demografica di un quartiere o di una scuola cambia profondamente, alcune famiglie possono scegliere di spostarsi altrove, alla ricerca di un contesto percepito come più vicino alle proprie aspettative.

🔸️ Non si tratta necessariamente di una fuga collettiva o di una decisione esplicita e condivisa. Più spesso, il fenomeno prende forma attraverso una serie di scelte individuali.

🔸️ Cambiare quartiere, iscrivere i propri figli in una scuola diversa da quella di riferimento, cercare un istituto percepito come più adatto oppure orientarsi verso ambienti sociali considerati più omogenei.

🔸️ È quando queste decisioni, sommandosi, iniziano a muoversi nella stessa direzione che la dinamica assume una rilevanza più ampia: alcune aree o scuole possono perdere progressivamente una parte della propria popolazione, mentre altre tendono a diventare sempre più omogenee.

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⚠️ IMPERIALISMO E AMERICA LATINA: ESPROPRIAZIONE, EGEMONIA E LOTTA PER IL FUTURO❗️
Nello Gradirà

🔴 L'articolo analizza l'imperialismo in America Latina come un processo storico di espropriazione di risorse, terre e lavoro, che ha creato un modello di dipendenza economica e culturale sopravvissuto all'indipendenza formale. L'autore, Nello Gradirà, evidenzia come il dominio imperiale si sia affermato non solo attraverso l'estrazione economica, ma anche tramite la costruzione ideologica del consenso, come dimostrato dal neoliberalismo cileno post-1973 e dalla Dottrina Monroe statunitense. Oggi, l'ascesa della Cina e dei BRICS ha modificato le dinamiche geopolitiche offrendo alternative agli investimenti occidentali e riducendo la dipendenza esclusiva da Washington. Tuttavia, l'analisi critica suggerisce che il compito delle forze progressiste non è sostituire una potenza con un'altra, ma sfruttare le contraddizioni esistenti per ottenere una sovranità economica basata su diversificazione industriale, cooperazione regionale e controllo democratico sulle risorse strategiche.
Sommario ⬆️
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⏹️ L’America Latina è stata uno dei principali laboratori dell’imperialismo moderno. Dalla conquista coloniale europea alle forme contemporanee di dipendenza finanziaria e tecnologica, la regione ha subito una sottrazione sistematica di terre, forza lavoro e risorse naturali.

🔸️ L’inserimento dell’America Latina nell’economia capitalistica mondiale ha creato un modello che è sopravvissuto all’indipendenza formale:

🔸️ Economie incentrate sull’esportazione di materie prime, dipendenza dai mercati esteri, concentrazione della ricchezza nelle mani delle élite nazionali e un’integrazione diseguale nel capitalismo mondiale.

🔸️ L’espansione capitalistica si è fondata non solo sulla produzione industriale e sullo scambio di mercato, ma anche sull’appropriazione delle terre, sulla privatizzazione delle risorse collettive e sulla trasformazione della natura e del lavoro in fonti di accumulazione.

🔸️ Tuttavia, il dominio imperiale non può ridursi alla mera estrazione economica. L’imperialismo moderno richiede anche la costruzione del consenso. Esso opera attraverso la capacità dei gruppi dominanti di presentare i propri interessi particolari come universali e inevitabili.

🔸️ La trasformazione neoliberista dell’America Latina non è stata, dunque, un mero programma economico; è stata anche un progetto culturale e ideologico.

🔸️ Privatizzazioni, deregolamentazione e supremazia del mercato sono state promosse non solo attraverso le istituzioni finanziarie, ma anche tramite università, reti mediatiche, think tank ed élite intellettuali che hanno contribuito a costruire l’idea che “non vi fosse alternativa”.

🔸️ L’esperimento neoliberista cileno successivo al 1973 dimostra questo meccanismo. L’influenza della Scuola di Chicago non si è limitata alla politica economica, bensì a una ristrutturazione della società, ridefinendo il rapporto tra cittadinanza, mercato e Stato e riducendo il controllo democratico sulla vita economica.

🔸️ La storia del predominio statunitense in America Latina viene fatta risalire alla Dottrina Monroe del 1823 come opposizione all’intervento coloniale europeo, divenne gradualmente il fondamento ideologico della pretesa di Washington di assumere una posizione di supremazia regionale.

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