Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LA FAMIGLIA COME ENTITÀ POLITICA❗️
Adriano Segatori
🔵❗️#NDR 》Articolo per chi difende la famiglia tradizionale, i valori morali ed etici, per chi difende la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra storia ed è contrario a tutto ciò che porta avanti il progressismo globalista❗️
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🔴 L'autore Adriano Segatori argomenta che la famiglia, definita "comunità politica per eccellenza", è soggetta a una strategia subdola volta alla sua disgregazione. Secondo l'analisi, istituzioni come l'educazione scolastica e le narrative globaliste (citate da Klaus Schwab) mirano a sostituire le famiglie tradizionali con reti transnazionali, cancellando il legame transgenerazionale e la memoria storica. Il testo critica il moralismo riformista e la sinergia tra sinistra disfattista e interessi capitalisti, affermando che la difesa della famiglia richiede una critica generale del sistema attuale e una ricostruzione dei suoi simboli fondamentali per preservare l'identità delle nuove generazioni.
Sommario ⬆️
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⏹️ Uno degli aspetti più importanti introdotto come psicoterapia della famiglia, è l’allenamento ad una visione della complessità dei fenomeni secondo la quale un sintomo, qualunque esso sia, diventa soltanto un elemento da inserire in un contesto più ampio da comprendere e definire.
🔹️ Mettere in discussione separatamente la genitorialità in cambio di una presa in carico totale da parte dei servizi dello Stato affermando che “i figli, non sono dei genitori”, poi quella falsificante operazione linguistica e concettuale del “genitore 1 e genitore 2” e non finisce qua.
🔹️ Passando poi alla cinica e patologica attribuzione del diritto di scelta sessuale e religiosa dei bambini, all’equivoca educazione scolastica senza consenso dei genitori e via via elencando, non è sufficiente ad affrontare una strategia posta in essere molto più subdola e devastante.
🔹️Il ben noto Klaus Schwab, l’economista tedesco fondatore del “Forum economico mondiale” nel suo documento intitolato “La quarta rivoluzione industriale”: “che le identità abbiano un carattere più fluido rispetto al passato”; “la struttura della famiglia viene ripensata… le cosiddette ‘reti familiari transnazionali’ stanno gradualmente sostituendo le famiglie tradizionali”.
🔹️ È evidente che, unendo i diversi punti elencati e molti altri del metaforico schema enigmistico, si arriva a capire come l’attacco alla famiglia sia l’obiettivo iniziale di un concentrico attacco contro la persona e la comunità come siamo abituate a considerarle.
🔹️ Come non si può essere anticapitalisti e contemporaneamente sostenere la globalizzazione e la società multietnica, così non si può essere tradizionalisti e insieme simpatizzanti, o quantomeno neutrali, rispetto al processo in corso gestito con la prospettiva liberista e transnazionale.
🔹️ “Una qualsivoglia ‘battaglia per la famiglia’ [non può prescindere dal] saper operare una critica generale del sistema presente”, denuncia giustamente Pierre de Meuse.
🔹️ E non si tratta, come sottolinea il medesimo, della solita manfrina “da sacrestia” che coinvolge un inefficace sentimentalismo, ma una vera e propria rivendicazione della famiglia quale “comunità politica per eccellenza”.
🔹️ Il moralismo e il perbenismo, entrambi armi spuntate nella loro impotenza, non recepiscono il segnale della giusta direzione da prendere, né hanno alcuna possibilità credibile e concreta di cambiare rotta applicando risibili espedienti riformisti.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
👉 Libertà & Democrazia, No Vax, No War, No woke
Adriano Segatori
🔵❗️#NDR 》Articolo per chi difende la famiglia tradizionale, i valori morali ed etici, per chi difende la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra storia ed è contrario a tutto ciò che porta avanti il progressismo globalista❗️
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🔴 L'autore Adriano Segatori argomenta che la famiglia, definita "comunità politica per eccellenza", è soggetta a una strategia subdola volta alla sua disgregazione. Secondo l'analisi, istituzioni come l'educazione scolastica e le narrative globaliste (citate da Klaus Schwab) mirano a sostituire le famiglie tradizionali con reti transnazionali, cancellando il legame transgenerazionale e la memoria storica. Il testo critica il moralismo riformista e la sinergia tra sinistra disfattista e interessi capitalisti, affermando che la difesa della famiglia richiede una critica generale del sistema attuale e una ricostruzione dei suoi simboli fondamentali per preservare l'identità delle nuove generazioni.
Sommario ⬆️
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⏹️ Uno degli aspetti più importanti introdotto come psicoterapia della famiglia, è l’allenamento ad una visione della complessità dei fenomeni secondo la quale un sintomo, qualunque esso sia, diventa soltanto un elemento da inserire in un contesto più ampio da comprendere e definire.
🔹️ Mettere in discussione separatamente la genitorialità in cambio di una presa in carico totale da parte dei servizi dello Stato affermando che “i figli, non sono dei genitori”, poi quella falsificante operazione linguistica e concettuale del “genitore 1 e genitore 2” e non finisce qua.
🔹️ Passando poi alla cinica e patologica attribuzione del diritto di scelta sessuale e religiosa dei bambini, all’equivoca educazione scolastica senza consenso dei genitori e via via elencando, non è sufficiente ad affrontare una strategia posta in essere molto più subdola e devastante.
🔹️Il ben noto Klaus Schwab, l’economista tedesco fondatore del “Forum economico mondiale” nel suo documento intitolato “La quarta rivoluzione industriale”: “che le identità abbiano un carattere più fluido rispetto al passato”; “la struttura della famiglia viene ripensata… le cosiddette ‘reti familiari transnazionali’ stanno gradualmente sostituendo le famiglie tradizionali”.
🔹️ È evidente che, unendo i diversi punti elencati e molti altri del metaforico schema enigmistico, si arriva a capire come l’attacco alla famiglia sia l’obiettivo iniziale di un concentrico attacco contro la persona e la comunità come siamo abituate a considerarle.
🔹️ Come non si può essere anticapitalisti e contemporaneamente sostenere la globalizzazione e la società multietnica, così non si può essere tradizionalisti e insieme simpatizzanti, o quantomeno neutrali, rispetto al processo in corso gestito con la prospettiva liberista e transnazionale.
🔹️ “Una qualsivoglia ‘battaglia per la famiglia’ [non può prescindere dal] saper operare una critica generale del sistema presente”, denuncia giustamente Pierre de Meuse.
🔹️ E non si tratta, come sottolinea il medesimo, della solita manfrina “da sacrestia” che coinvolge un inefficace sentimentalismo, ma una vera e propria rivendicazione della famiglia quale “comunità politica per eccellenza”.
🔹️ Il moralismo e il perbenismo, entrambi armi spuntate nella loro impotenza, non recepiscono il segnale della giusta direzione da prendere, né hanno alcuna possibilità credibile e concreta di cambiare rotta applicando risibili espedienti riformisti.
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Telegraph
LA FAMIGLIA COME ENTITÀ POLITICA
⏹️ Uno degli aspetti più importanti introdotto come psicoterapia della famiglia, è l’allenamento ad una visione della complessità dei fenomeni secondo la quale un sintomo, qualunque esso sia, diventa soltanto un elemento da inserire in un contesto più ampio…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ PREPARARSI ALLA GUERRA SULLA LUNA? GLI STATI UNITI CERCANO DI TRASFORMARE LO SPAZIO CISLUNARE IN UNA POLVERIERA❗️
Giulio Chinappi
🔴 Dan Caine, presidente dei capi di Stato maggiore degli Stati Uniti, ha dichiarato che le forze armate americane devono prepararsi a combattere nello spazio cislunare, in particolare attorno alla Luna. L'articolo critica questa mossa come un segnale aggressivo che viola lo spirito del Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967 e punta a giustificare l'ingigantire delle minacce esterne per ottenere finanziamenti. Si evidenzia come l'obiettivo primario sia assicurarsi dal Congresso la quota di un bilancio di difesa record da 1.500 miliardi di dollari per il 2027. L'autore avverte che la militarizzazione dell'orbita lunare trasformerà lo spazio in una "polveriera" per la rivalità tra grandi potenze, compromettendo la sicurezza globale e la vocazione pacifica dell'esplorazione spaziale.
Sommario ⬆️
------------------------------
⏹️ Il vecchio copione della contrapposizione tra blocchi sulla Terra viene ora riproposto dagli Stati Uniti nello spazio cislunare.
🔸️ Secondo quanto riferito dall’AP, mercoledì, Dan Caine, presidente dei capi di Stato maggiore degli Stati Uniti, ha dichiarato pubblicamente che le forze statunitensi devono prepararsi a combattere non soltanto nell’orbita terrestre, ma anche intorno alla Luna.
🔸️ Caine ha inoltre sostenuto che le Forze armate statunitensi dovrebbero adattarsi fin da ora, in modo da essere «pronte a combattere, resistere e vincere […] dai fondali marini allo spazio cislunare».
🔸️ Introducendo lo spazio circostante la Luna nella propria concezione del campo di battaglia, dopo che, due giorni prima, Washington aveva riconosciuto di avere dispiegato armi spaziali in orbita, gli alti vertici militari statunitensi stanno inviando un segnale estremamente aggressivo e pericoloso.
🔸️ Già nel 2019 gli Stati Uniti avevano istituito ufficialmente la Forza spaziale. Nel 2025 avevano poi presentato il programma di difesa antimissile spaziale Golden Dome, ribattezzato «Guerre stellari 2.0».
🔸️ Gregory Gagnon, comandante delle forze operative della Forza spaziale statunitense, ha difeso l’espansione delle capacità spaziali del Paese sostenendo che «i potenziali avversari hanno cercato di estendere la guerra allo spazio».
🔸️ Simili argomentazioni non sono altro che il comportamento del «ladro che grida al ladro». In quanto Stato firmatario del Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967, gli Stati Uniti dovrebbero rispettarne lo spirito.
🔸️ Infatti, i corpi celesti come la Luna devono essere utilizzati «esclusivamente per scopi pacifici», le armi nucleari non possono essere collocate nello spazio e i Paesi sono «responsabili dei danni causati dai propri oggetti spaziali».
🔸️ Washington è stata la prima a istituire una Forza spaziale indipendente, ha riconosciuto pubblicamente il dispiegamento di armi spaziali offensive e ha progressivamente esteso i propri concetti operativi fino all’orbita lunare.
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Riassunto punti salienti
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Giulio Chinappi
🔴 Dan Caine, presidente dei capi di Stato maggiore degli Stati Uniti, ha dichiarato che le forze armate americane devono prepararsi a combattere nello spazio cislunare, in particolare attorno alla Luna. L'articolo critica questa mossa come un segnale aggressivo che viola lo spirito del Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967 e punta a giustificare l'ingigantire delle minacce esterne per ottenere finanziamenti. Si evidenzia come l'obiettivo primario sia assicurarsi dal Congresso la quota di un bilancio di difesa record da 1.500 miliardi di dollari per il 2027. L'autore avverte che la militarizzazione dell'orbita lunare trasformerà lo spazio in una "polveriera" per la rivalità tra grandi potenze, compromettendo la sicurezza globale e la vocazione pacifica dell'esplorazione spaziale.
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⏹️ Il vecchio copione della contrapposizione tra blocchi sulla Terra viene ora riproposto dagli Stati Uniti nello spazio cislunare.
🔸️ Secondo quanto riferito dall’AP, mercoledì, Dan Caine, presidente dei capi di Stato maggiore degli Stati Uniti, ha dichiarato pubblicamente che le forze statunitensi devono prepararsi a combattere non soltanto nell’orbita terrestre, ma anche intorno alla Luna.
🔸️ Caine ha inoltre sostenuto che le Forze armate statunitensi dovrebbero adattarsi fin da ora, in modo da essere «pronte a combattere, resistere e vincere […] dai fondali marini allo spazio cislunare».
🔸️ Introducendo lo spazio circostante la Luna nella propria concezione del campo di battaglia, dopo che, due giorni prima, Washington aveva riconosciuto di avere dispiegato armi spaziali in orbita, gli alti vertici militari statunitensi stanno inviando un segnale estremamente aggressivo e pericoloso.
🔸️ Già nel 2019 gli Stati Uniti avevano istituito ufficialmente la Forza spaziale. Nel 2025 avevano poi presentato il programma di difesa antimissile spaziale Golden Dome, ribattezzato «Guerre stellari 2.0».
🔸️ Gregory Gagnon, comandante delle forze operative della Forza spaziale statunitense, ha difeso l’espansione delle capacità spaziali del Paese sostenendo che «i potenziali avversari hanno cercato di estendere la guerra allo spazio».
🔸️ Simili argomentazioni non sono altro che il comportamento del «ladro che grida al ladro». In quanto Stato firmatario del Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967, gli Stati Uniti dovrebbero rispettarne lo spirito.
🔸️ Infatti, i corpi celesti come la Luna devono essere utilizzati «esclusivamente per scopi pacifici», le armi nucleari non possono essere collocate nello spazio e i Paesi sono «responsabili dei danni causati dai propri oggetti spaziali».
🔸️ Washington è stata la prima a istituire una Forza spaziale indipendente, ha riconosciuto pubblicamente il dispiegamento di armi spaziali offensive e ha progressivamente esteso i propri concetti operativi fino all’orbita lunare.
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PREPARARSI ALLA GUERRA SULLA LUNA? GLI STATI UNITI CERCANO DI TRASFORMARE LO SPAZIO CISLUNARE IN UNA POLVERIERA
⏹️ Il vecchio copione della contrapposizione tra blocchi sulla Terra viene ora riproposto dagli Stati Uniti nello spazio cislunare. 🔸️ Secondo quanto riferito dall’AP, mercoledì, Dan Caine, presidente dei capi di Stato maggiore degli Stati Uniti, ha dichiarato…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ NETANYAHU: “ISRAELE DIFENDE ANCHE VOI ”: E ALLORA❓️
Angelo Santoro
🔵❗️#NDR 》Articolo contro chi ritiene di aver il diritto di poter fare qualsiasi cosa ed aspettarsi che venga applaudito. Noi occidentali possiamo avere rispetto per la storia e per il dolore degli altri, ma non possiamo vivere eternamente dentro le guerre degli altri. Soprattutto quando quelle guerre diventano anche un problema nostro.
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🔴 L'autore, Angelo Santoro, critica l'intervento di Netanyahu all'ONU, in cui il premier ha affermato che la difesa di Israele rappresenta anche una garanzia per altri Paesi. Sebbene riconosca il diritto all'autodifesa e condanni le atrocità di Hamas, l'articolo sostiene che le critiche alle azioni governative israeliane non debbano essere equiparate ad attacchi all'esistenza dello Stato o al negazionismo. Si evidenzia la stanchezza occidentale per conflitti che impattano negativamente sull'economia e la sicurezza, si nota l'irriverenza verso il mandato di arresto della Corte Penale Internazionale nei confronti di Netanyahu e si richiama la necessità di politiche che non semplifichino la realtà in dicotomie manichee, preservando il futuro dei civili di entrambe le parti.
Sommario ⬆️
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⏹️ “Israele, difendendosi, difende anche molti dei Paesi i cui delegati hanno appena lasciato quest’aula”. È più o meno questo il messaggio con cui Benjamin Netanyahu ha reagito alla fuga di decine di delegati durante il suo intervento all’Onu. E allora?
🔹️ Dobbiamo alzarci in piedi, applaudire e magari chiedere scusa per aver disturbato? È un po’ questa la sensazione che lascia, almeno a me, la postura internazionale del primo ministro israeliano.
🔹️ Quella di chi entra in una stanza sapendo già di avere l’ultima parola. Anche quando gli altri, uno dopo l’altro, decidono di uscire. All’Onu è andata più o meno così.
🔹️Quando Netanyahu ha iniziato il suo intervento, decine di delegati hanno abbandonato l’Aula. Una scena che aveva quasi il sapore del teatro.
🔹️ Netanyahu ha continuato a parlare e ha definito “codardi morali” quelli che se ne erano andati, invitando chiunque condividesse la loro posizione a fare altrettanto. Io probabilmente sarei uscito anch’io. Non perché Israele non abbia il diritto di difendere i propri cittadini. Ce l’ha.
🔹️ Ma questo diritto non significa che ogni decisione presa in suo nome debba essere considerata automaticamente legittima o indiscutibile. E soprattutto non significa che ogni critica debba essere trattata come un’aggressione.
🔹️ Perché qui siamo arrivati a un punto curioso. Ogni volta che si discute delle azioni del governo israeliano saltano fuori la storia, la Bibbia, l’Olocausto, la persecuzione degli ebrei, il diritto all’esistenza.
🔹️ Tutte cose reali. Terribili. Sacrosante. Ma che c’entrano con quello che accade oggi? La memoria serve a evitare che gli orrori si ripetano. Non a mettere un lucchetto alla discussione politica. E noi, nel frattempo, siamo qui.
🔹️ A migliaia di chilometri di distanza, con le nostre bollette, i nostri stipendi che non bastano, le nostre economie che arrancano e una guerra dopo l’altra che rischia di avere conseguenze anche sulle nostre vite.
🔹️ Basta che il Medio Oriente si scaldi un po’ e il prezzo dell’energia comincia a ricordarci che la geografia, quando vuole, sa essere molto democratica. Mi sono sinceramente stancato della gara a stabilire chi sia il buono e chi il cattivo.
🔹️ Hamas ha commesso atrocità e non può essere confuso con la popolazione palestinese. Il governo israeliano ha il diritto di proteggere i propri cittadini, ma questo non significa che ogni sua decisione debba essere considerata automaticamente legittima o indiscutibile.
Continua ⤵️
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Angelo Santoro
🔵❗️#NDR 》Articolo contro chi ritiene di aver il diritto di poter fare qualsiasi cosa ed aspettarsi che venga applaudito. Noi occidentali possiamo avere rispetto per la storia e per il dolore degli altri, ma non possiamo vivere eternamente dentro le guerre degli altri. Soprattutto quando quelle guerre diventano anche un problema nostro.
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🔴 L'autore, Angelo Santoro, critica l'intervento di Netanyahu all'ONU, in cui il premier ha affermato che la difesa di Israele rappresenta anche una garanzia per altri Paesi. Sebbene riconosca il diritto all'autodifesa e condanni le atrocità di Hamas, l'articolo sostiene che le critiche alle azioni governative israeliane non debbano essere equiparate ad attacchi all'esistenza dello Stato o al negazionismo. Si evidenzia la stanchezza occidentale per conflitti che impattano negativamente sull'economia e la sicurezza, si nota l'irriverenza verso il mandato di arresto della Corte Penale Internazionale nei confronti di Netanyahu e si richiama la necessità di politiche che non semplifichino la realtà in dicotomie manichee, preservando il futuro dei civili di entrambe le parti.
Sommario ⬆️
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⏹️ “Israele, difendendosi, difende anche molti dei Paesi i cui delegati hanno appena lasciato quest’aula”. È più o meno questo il messaggio con cui Benjamin Netanyahu ha reagito alla fuga di decine di delegati durante il suo intervento all’Onu. E allora?
🔹️ Dobbiamo alzarci in piedi, applaudire e magari chiedere scusa per aver disturbato? È un po’ questa la sensazione che lascia, almeno a me, la postura internazionale del primo ministro israeliano.
🔹️ Quella di chi entra in una stanza sapendo già di avere l’ultima parola. Anche quando gli altri, uno dopo l’altro, decidono di uscire. All’Onu è andata più o meno così.
🔹️Quando Netanyahu ha iniziato il suo intervento, decine di delegati hanno abbandonato l’Aula. Una scena che aveva quasi il sapore del teatro.
🔹️ Netanyahu ha continuato a parlare e ha definito “codardi morali” quelli che se ne erano andati, invitando chiunque condividesse la loro posizione a fare altrettanto. Io probabilmente sarei uscito anch’io. Non perché Israele non abbia il diritto di difendere i propri cittadini. Ce l’ha.
🔹️ Ma questo diritto non significa che ogni decisione presa in suo nome debba essere considerata automaticamente legittima o indiscutibile. E soprattutto non significa che ogni critica debba essere trattata come un’aggressione.
🔹️ Perché qui siamo arrivati a un punto curioso. Ogni volta che si discute delle azioni del governo israeliano saltano fuori la storia, la Bibbia, l’Olocausto, la persecuzione degli ebrei, il diritto all’esistenza.
🔹️ Tutte cose reali. Terribili. Sacrosante. Ma che c’entrano con quello che accade oggi? La memoria serve a evitare che gli orrori si ripetano. Non a mettere un lucchetto alla discussione politica. E noi, nel frattempo, siamo qui.
🔹️ A migliaia di chilometri di distanza, con le nostre bollette, i nostri stipendi che non bastano, le nostre economie che arrancano e una guerra dopo l’altra che rischia di avere conseguenze anche sulle nostre vite.
🔹️ Basta che il Medio Oriente si scaldi un po’ e il prezzo dell’energia comincia a ricordarci che la geografia, quando vuole, sa essere molto democratica. Mi sono sinceramente stancato della gara a stabilire chi sia il buono e chi il cattivo.
🔹️ Hamas ha commesso atrocità e non può essere confuso con la popolazione palestinese. Il governo israeliano ha il diritto di proteggere i propri cittadini, ma questo non significa che ogni sua decisione debba essere considerata automaticamente legittima o indiscutibile.
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NETANYAHU: “ISRAELE DIFENDE ANCHE VOI ”: E ALLORA?
⏹️ “Israele, difendendosi, difende anche molti dei Paesi i cui delegati hanno appena lasciato quest’aula”. È più o meno questo il messaggio con cui Benjamin Netanyahu ha reagito alla fuga di decine di delegati durante il suo intervento all’Onu. E allora?…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LA BELLEZZA E LA BONTÀ DEL VOLTO UMANO❗️
Quando incontro una persona incontro il suo volto:
le forme, le emozioni del suo volto.
Alcune donne, però, per ragioni culturali, non hanno questa possibilità.
Talune neppure la vogliono.
Rispetto le differenti tradizioni dei popoli,
ma in Italia è giusto,
e liberante,
che,
iniziando dalla scuola,
venga difesa la nostra storia
che riconosce la bellezza e la bontà morale del volto.
Mera, misera, propaganda sta invece facendo il Governo,
che ha abbandonato il Paese all'invasione islamica.
Non sarà perciò il no al burqa a salvare la poltrona di Giorgia Meloni.
E neppure l'anima sua.
Il Barone Rosso
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Quando incontro una persona incontro il suo volto:
le forme, le emozioni del suo volto.
Alcune donne, però, per ragioni culturali, non hanno questa possibilità.
Talune neppure la vogliono.
Rispetto le differenti tradizioni dei popoli,
ma in Italia è giusto,
e liberante,
che,
iniziando dalla scuola,
venga difesa la nostra storia
che riconosce la bellezza e la bontà morale del volto.
Mera, misera, propaganda sta invece facendo il Governo,
che ha abbandonato il Paese all'invasione islamica.
Non sarà perciò il no al burqa a salvare la poltrona di Giorgia Meloni.
E neppure l'anima sua.
Il Barone Rosso
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⚠️ IL MIRAGGIO DI NEW YORK E LA REALTÀ SOCIALE E TERRITORIALE DELLA TORINO DI STEFANO LO RUSSO❗️
Roberto Cabrino
🔵❗️#NDR 》Cos'è in realta il progressismo? Stefano Lo Russo è il simbolo della sinistra: governare per le élite, usando il progressismo come un vestito della festa da sfoggiare solo nelle grandi occasioni. Un progressismo che nei convegni sull'ambiente si professa verde, ma che nei quartieri taglia alberi, cementifica e ignora la drammatica emergenza dell’inquinamento atmosferico.
------------------------------------------
🔴 Stefano Lo Russo, sindaco di Torino, è accusato di usare la recente trasferta a New York e l'incontro con il sindaco Zohran Mamdani come pura propaganda per mascherare la sua reale agenda politica, definita come allineata alle logiche neoliberiste della fondazione Bloomberg. Secondo l'autore, la vera sostanza dell'amministrazione risiede nelle scelte di pianificazione urbanistica dettate da urbanisti di Bloomberg, che privilegiano la speculazione immobiliare e gli interessi dei grandi investitori a scapito dei servizi pubblici e delle fasce sociali più deboli. Critiche specifiche vengono mosse alla gestione dell'acqua pubblica (SMAT), sottoposta a logiche di mercato, e alle politiche ambientali percepite come ipocrite. Il testo sostiene che Lo Russo governi per le élite, lasciando le periferie torinesi senza benefici concreti, mentre usa il progressismo solo come strumento di immagine internazionale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Ci sono viaggi che rivelano la vera natura di un progetto politico non per quello che concretamente costruiscono, ma per l’illusione ottica che cercano disperatamente di alimentare. L’ultima trasferta oltreoceano del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ne è la plastica dimostrazione.
🔸️ Vedere il primo cittadino muoversi tra i grattacieli di Manhattan, oscillando tra i salotti della finanza globale e i palchi progressisti, offre l’esatta misura della distanza siderale che separa la narrazione ufficiale dalla realtà quotidiana dei nostri quartieri.
🔸️ A New York, Lo Russo ha cercato il colpo d’immagine, incassando la passerella glamour con il neoeletto sindaco democratico e socialista Zohran Mamdani.
🔸️ Una stretta di mano ad effetto, condita da retorica su inclusione e diritti, utile a rifarsi una sbiadita verginità di sinistra. Ma i sorrisi da copertina non possono nascondere la reale sostanza delle cose.
🔸️ Quella camminata newyorkese non fa e non farà di lui un sindaco vicino ai settori popolari o attento ai bisogni dei più fragili. La propaganda si infrange contro i fatti, e la quotidianità torinese racconta tutta un’altra storia.
🔸️ La vera bussola di questa amministrazione non si trova affatto nelle suggestioni del sindaco della Grande Mela, ma nelle solidissime relazioni con la fondazione Bloomberg. È qui che risiede la sostanza politica ed economica della giunta Lo Russo.
🔸️ Nell’abbraccio con quel modello neoliberista che vede la città non come una comunità di cittadini da proteggere, ma come puro terreno di conquista per capitali privati e grandi investitori. La consulenza degli urbanisti di Bloomberg sul nuovo Piano Regolatore generale di Torino parla chiaro.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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Roberto Cabrino
🔵❗️#NDR 》Cos'è in realta il progressismo? Stefano Lo Russo è il simbolo della sinistra: governare per le élite, usando il progressismo come un vestito della festa da sfoggiare solo nelle grandi occasioni. Un progressismo che nei convegni sull'ambiente si professa verde, ma che nei quartieri taglia alberi, cementifica e ignora la drammatica emergenza dell’inquinamento atmosferico.
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🔴 Stefano Lo Russo, sindaco di Torino, è accusato di usare la recente trasferta a New York e l'incontro con il sindaco Zohran Mamdani come pura propaganda per mascherare la sua reale agenda politica, definita come allineata alle logiche neoliberiste della fondazione Bloomberg. Secondo l'autore, la vera sostanza dell'amministrazione risiede nelle scelte di pianificazione urbanistica dettate da urbanisti di Bloomberg, che privilegiano la speculazione immobiliare e gli interessi dei grandi investitori a scapito dei servizi pubblici e delle fasce sociali più deboli. Critiche specifiche vengono mosse alla gestione dell'acqua pubblica (SMAT), sottoposta a logiche di mercato, e alle politiche ambientali percepite come ipocrite. Il testo sostiene che Lo Russo governi per le élite, lasciando le periferie torinesi senza benefici concreti, mentre usa il progressismo solo come strumento di immagine internazionale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Ci sono viaggi che rivelano la vera natura di un progetto politico non per quello che concretamente costruiscono, ma per l’illusione ottica che cercano disperatamente di alimentare. L’ultima trasferta oltreoceano del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ne è la plastica dimostrazione.
🔸️ Vedere il primo cittadino muoversi tra i grattacieli di Manhattan, oscillando tra i salotti della finanza globale e i palchi progressisti, offre l’esatta misura della distanza siderale che separa la narrazione ufficiale dalla realtà quotidiana dei nostri quartieri.
🔸️ A New York, Lo Russo ha cercato il colpo d’immagine, incassando la passerella glamour con il neoeletto sindaco democratico e socialista Zohran Mamdani.
🔸️ Una stretta di mano ad effetto, condita da retorica su inclusione e diritti, utile a rifarsi una sbiadita verginità di sinistra. Ma i sorrisi da copertina non possono nascondere la reale sostanza delle cose.
🔸️ Quella camminata newyorkese non fa e non farà di lui un sindaco vicino ai settori popolari o attento ai bisogni dei più fragili. La propaganda si infrange contro i fatti, e la quotidianità torinese racconta tutta un’altra storia.
🔸️ La vera bussola di questa amministrazione non si trova affatto nelle suggestioni del sindaco della Grande Mela, ma nelle solidissime relazioni con la fondazione Bloomberg. È qui che risiede la sostanza politica ed economica della giunta Lo Russo.
🔸️ Nell’abbraccio con quel modello neoliberista che vede la città non come una comunità di cittadini da proteggere, ma come puro terreno di conquista per capitali privati e grandi investitori. La consulenza degli urbanisti di Bloomberg sul nuovo Piano Regolatore generale di Torino parla chiaro.
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IL MIRAGGIO DI NEW YORK E LA REALTÀ SOCIALE E TERRITORIALE DELLA TORINO DI STEFANO LO RUSSO
⏹️ Ci sono viaggi che rivelano la vera natura di un progetto politico non per quello che concretamente costruiscono, ma per l’illusione ottica che cercano disperatamente di alimentare. L’ultima trasferta oltreoceano del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo…
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⚠️ LA FASE ANALE DELLA POLITICA❗️
Frammentazione e manie di protagonismo sono cose che non mi appartengono... Non fanno per me!
Le piattaforme e la cultura degli influencer generano frammentazione anche e sopratutto nella politica; coloro i quali si abbarbicano su sé stessi, auto-convincendosi di essere importanti grazie alla possibilità di auto-legittimarsi tramite la costituzione di piccole realtà digitali ed immateriali, quali sono le pagine del web, i domini che le piattaforme gentilmente mettono a disposizione degli utenti, finiscono per sviluppare un ego smisurato che gli impedisce di confrontarsi con la realtà concreta del mondo.
Tali soggetti finiscono per dare vita a micro-realtà personali dalle quali non riescono più a staccarsi.
Il moltiplicarsi di sigle e loghi spesso inesistenti che non rappresentano altro che individui o piccolissime organizzazioni per lo più composte da persone che non hanno nessun ruolo di spicco all’interno della società reale genera fenomeni come questo qua, in cui si radunano sulla base di una singola lamentela decine e decine di individui i quali non riescono nemmeno a concepire di rinunziare al proprio logo.
Un’accozzaglia di pseudo-realtà politiche inesistenti sul piano sia militante che su quello culturale e che non hanno nessuna speranza di incidere sulla vita della nazione.
Questa manifestazione è solo l’ennesimo prolungamento di una stagione del dissenso che giustamente Antonello Cresti ha definito molto educatamente come «la fase anale della politica», una fase nella quale si mettono insieme 40 sigle e 50 relatori per portare su di una piazza 20 spettatori!
Questo modo di fare le cose non mi appartiene ed è perciò che ho scelto di darmi alla militanza per una struttura verticale nella quale ognuno fa il suo per quel che può senza farsi illusioni o voli pindarici poiché so bene che Icaro alla fine si è andato a schiantare e con le sue stesse mani!
Francesco Centineo
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
👉 Libertà & Democrazia, No Vax, No War, No woke
Frammentazione e manie di protagonismo sono cose che non mi appartengono... Non fanno per me!
Le piattaforme e la cultura degli influencer generano frammentazione anche e sopratutto nella politica; coloro i quali si abbarbicano su sé stessi, auto-convincendosi di essere importanti grazie alla possibilità di auto-legittimarsi tramite la costituzione di piccole realtà digitali ed immateriali, quali sono le pagine del web, i domini che le piattaforme gentilmente mettono a disposizione degli utenti, finiscono per sviluppare un ego smisurato che gli impedisce di confrontarsi con la realtà concreta del mondo.
Tali soggetti finiscono per dare vita a micro-realtà personali dalle quali non riescono più a staccarsi.
Il moltiplicarsi di sigle e loghi spesso inesistenti che non rappresentano altro che individui o piccolissime organizzazioni per lo più composte da persone che non hanno nessun ruolo di spicco all’interno della società reale genera fenomeni come questo qua, in cui si radunano sulla base di una singola lamentela decine e decine di individui i quali non riescono nemmeno a concepire di rinunziare al proprio logo.
Un’accozzaglia di pseudo-realtà politiche inesistenti sul piano sia militante che su quello culturale e che non hanno nessuna speranza di incidere sulla vita della nazione.
Questa manifestazione è solo l’ennesimo prolungamento di una stagione del dissenso che giustamente Antonello Cresti ha definito molto educatamente come «la fase anale della politica», una fase nella quale si mettono insieme 40 sigle e 50 relatori per portare su di una piazza 20 spettatori!
Questo modo di fare le cose non mi appartiene ed è perciò che ho scelto di darmi alla militanza per una struttura verticale nella quale ognuno fa il suo per quel che può senza farsi illusioni o voli pindarici poiché so bene che Icaro alla fine si è andato a schiantare e con le sue stesse mani!
Francesco Centineo
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LA RUSSIA POTREBBE CONDIZIONARE UNA TREGUA ENERGETICA ALLA RIPRESA DELLE ESPORTAZIONI TRAMITE GASDOTTO VERSO L'EUROPA❗️
Andrew Korybko
🔴 L'articolo di Andrew Korybko analizza la proposta di Zelensky di una tregua energetica con la Russia, suggerendo che il Cremlino potrebbe accettarla in cambio della ripresa delle esportazioni di gas verso l'Europa tramite gasdotti come Nord Stream, Druzhba e Yamal.
• La Russia non ha interesse a una tregua senza vantaggi economici, mentre l'UE e l'Ucraina necessitano di energia e stabilità a causa della crisi globale dei carburanti e degli attacchi russi alle infrastrutture ucraine.
• Un accordo includerebbe la ripresa delle esportazioni russe e potrebbe portare a un nuovo ordine di sicurezza continentale, con possibili scambi tra il ritiro delle forze E-NATO dai Balcani e quelle russe dalla Bielorussia.
• Gli Stati Uniti potrebbero "acquistare" i gasdotti russi per sostenere il nuovo assetto, mantenendo la Polonia come hub di GNL USA e bilanciando le influenze tedesche e polacche in Europa.
Sommario ⬆️
----------------------------------------
⏹️ Zelensky ha recentemente proposto una tregua parziale con la Russia che includerebbe, tra le altre cose, l'evitare attacchi alle reciproche infrastrutture energetiche.
🔹️ Il contesto strategico riguarda l'intensificata campagna di attacchi sistematici della Russia contro centrali elettriche, stazioni di servizio, porti e, più recentemente, locomotive ucraine, il cui obiettivo è paralizzare la logistica militare entro l'inverno per ottenere una svolta russa.
🔹️ Il Cremlino, pertanto, non ha alcun interesse ad accettare questo accordo sbilanciato. La situazione potrebbe cambiare, se alla proposta di Zelensky potesse seguire la ripresa delle esportazioni della Russia dei prodotti energetici via gasdotto verso l'Europa.
🔹️ Non è solo l'Ucraina a prepararsi ad affrontare il suo inverno più difficile degli ultimi anni, ma anche l'UE nel suo complesso secondo il Commissario europeo per l'Energia e l'Edilizia in una recente intervista al Financial Times.
🔹️ Ciò è dovuto alla crisi globale dei carburanti provocata dal conflitto con l'Iran, il blocco di Hormuz e dello stretto Bab el-Mandab nel Mar Rosso da parte degli Houthi e dalla serie di attacchi dell'Ucraina contro le raffinerie russe negli ultimi mesi.
🔹️ L'Ucraina ha un urgente bisogno di calma dagli attacchi sistematici della Russia contro le sue infrastrutture energetiche quest'inverno. Anche l'UE ha un disperato bisogno di più energia nel mezzo della crisi globale dei carburanti, ed è improbabile che la Russia rifiuti l'afflusso di entrate anche se il guadagno imprevisto fosse solo per alcuni mesi.
🔹️ Un accordo potrebbe assumere la forma della ripresa delle esportazioni di gas verso la Germania attraverso l'unico gasdotto Nord Stream non danneggiato, possibilmente insieme alle esportazioni di petrolio e gas verso la Polonia (e oltre) tramite i gasdotti Druzhba e Yamal.
🔹️ La ripresa delle esportazioni russe tramite il Nord Stream verso l'Europa, anche se solo per l'inverno, ripristinerebbe parte della loro complessa interdipendenza reciproca pre-2022, aumentando le probabilità che la tregua energetica venga rispettata.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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Andrew Korybko
🔴 L'articolo di Andrew Korybko analizza la proposta di Zelensky di una tregua energetica con la Russia, suggerendo che il Cremlino potrebbe accettarla in cambio della ripresa delle esportazioni di gas verso l'Europa tramite gasdotti come Nord Stream, Druzhba e Yamal.
• La Russia non ha interesse a una tregua senza vantaggi economici, mentre l'UE e l'Ucraina necessitano di energia e stabilità a causa della crisi globale dei carburanti e degli attacchi russi alle infrastrutture ucraine.
• Un accordo includerebbe la ripresa delle esportazioni russe e potrebbe portare a un nuovo ordine di sicurezza continentale, con possibili scambi tra il ritiro delle forze E-NATO dai Balcani e quelle russe dalla Bielorussia.
• Gli Stati Uniti potrebbero "acquistare" i gasdotti russi per sostenere il nuovo assetto, mantenendo la Polonia come hub di GNL USA e bilanciando le influenze tedesche e polacche in Europa.
Sommario ⬆️
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⏹️ Zelensky ha recentemente proposto una tregua parziale con la Russia che includerebbe, tra le altre cose, l'evitare attacchi alle reciproche infrastrutture energetiche.
🔹️ Il contesto strategico riguarda l'intensificata campagna di attacchi sistematici della Russia contro centrali elettriche, stazioni di servizio, porti e, più recentemente, locomotive ucraine, il cui obiettivo è paralizzare la logistica militare entro l'inverno per ottenere una svolta russa.
🔹️ Il Cremlino, pertanto, non ha alcun interesse ad accettare questo accordo sbilanciato. La situazione potrebbe cambiare, se alla proposta di Zelensky potesse seguire la ripresa delle esportazioni della Russia dei prodotti energetici via gasdotto verso l'Europa.
🔹️ Non è solo l'Ucraina a prepararsi ad affrontare il suo inverno più difficile degli ultimi anni, ma anche l'UE nel suo complesso secondo il Commissario europeo per l'Energia e l'Edilizia in una recente intervista al Financial Times.
🔹️ Ciò è dovuto alla crisi globale dei carburanti provocata dal conflitto con l'Iran, il blocco di Hormuz e dello stretto Bab el-Mandab nel Mar Rosso da parte degli Houthi e dalla serie di attacchi dell'Ucraina contro le raffinerie russe negli ultimi mesi.
🔹️ L'Ucraina ha un urgente bisogno di calma dagli attacchi sistematici della Russia contro le sue infrastrutture energetiche quest'inverno. Anche l'UE ha un disperato bisogno di più energia nel mezzo della crisi globale dei carburanti, ed è improbabile che la Russia rifiuti l'afflusso di entrate anche se il guadagno imprevisto fosse solo per alcuni mesi.
🔹️ Un accordo potrebbe assumere la forma della ripresa delle esportazioni di gas verso la Germania attraverso l'unico gasdotto Nord Stream non danneggiato, possibilmente insieme alle esportazioni di petrolio e gas verso la Polonia (e oltre) tramite i gasdotti Druzhba e Yamal.
🔹️ La ripresa delle esportazioni russe tramite il Nord Stream verso l'Europa, anche se solo per l'inverno, ripristinerebbe parte della loro complessa interdipendenza reciproca pre-2022, aumentando le probabilità che la tregua energetica venga rispettata.
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Telegraph
LA RUSSIA POTREBBE CONDIZIONARE UNA TREGUA ENERGETICA ALLA RIPRESA DELLE ESPORTAZIONI TRAMITE GASDOTTO VERSO L'EUROPA
⏹️ Zelensky ha recentemente proposto una tregua parziale con la Russia che includerebbe, tra le altre cose, l'evitare attacchi alle reciproche infrastrutture energetiche. 🔹️ Il contesto strategico riguarda l'intensificata campagna di attacchi sistematici…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ L’ATTACCO ALLE RAFFINERIE È PER RIDURRE LA POPOLAZIONE MONDIALE E DISTRUGGERE AMERICA ED EUROPA❗️
Redazione Renovatio21
🔵 ❗️#NDR❗️Politici dell'area dei verdi, sinistra europea ma anche la von der Leyen & Co. che ci impongono un Green totale, sono tutti ignoranti, ci stanno prendendo in giro o siamo noi che ci lasciamo prendere per fondelli? Fanno festa quando i droni ucraini, o forse forniti dagli stessi, colpiscono le infrastrutture energetiche russe che sono i più grandi emissori di CO2 ? Che coerenza : green e guerra
--------------------------------
🔴 La pubblicazione riporta la trascrizione di un discorso di Tucker Carlson in cui si sostiene che gli attacchi alle raffinerie petrolifere nel Golfo Persico e in Russia non mirano principalmente al programma nucleare iraniano, ma rappresentano un'azione strategica per distruggere infrastrutture energetiche cruciali e ridurre la capacità industriale di America ed Europa. L'autore evidenzia che, a differenza dei blocchi degli stretti risolvibili in breve tempo, le raffinerie sono risorse scarse e critiche: ne esistono circa 825 al mondo per 8,3 miliardi di persone, con costi di ricostruzione di circa 25 miliardi di dollari e tempi di ricostruzione superiori ai 10 anni.
Sommario ⬆️
-----------------------------------
⏹️ Renovatio 21 pubblica la trascrizione del discorso di Tucker Carlson tenuto durante il suo recente podcast sulla situazione mondiale.
🔸️ Quando accade un evento di grande rilevanza e tutti i media parlano di un suo aspetto, a un certo punto bisogna chiedersi: «Non è che la cosa di cui stiamo parlando non sia la più importante? Non è che ne stiamo parlando o che veniamo indotti a parlarne di proposito?».
🔸️ L'esempio concreto è lo Stretto di Hormuz che è ovviamente di fondamentale importanza. È la via d’acqua, ormai famosa per essere all’estremità orientale del Golfo Persico, attraverso la quale transita gran parte dell’energia mondiale. L’Iran ha la costa più lunga lungo quello stretto.
🔸️ Quindi ora sappiamo tutti che è essenziale mantenere aperta quella via navigabile, che poi curva sul Mar Rosso lungo la costa di un Paese chiamato Yemen, controllato quasi interamente da un gruppo chiamato Houthi.
🔸️ Le persone stanno ricevendo una formazione continua su questo argomento vista l'importanza, dato che non si può estrarre petrolio dalla regione produttrice di petrolio più ricca del mondo se non si ha accesso attraverso quelle vie navigabili.
🔸️ Quindi, la discussione in corso riguarda come aprire lo Stretto di Hormuz, come far passare quel petrolio. Ma se ci pensiamo bene, è davvero questa la domanda più importante che emerge dalla guerra con l’Iran?
🔸️ Quindi una via navigabile, ovviamente, è molto importante. Ma questo è un problema che si può risolvere molto rapidamente. Se una via navigabile è bloccata, perché un paese dice che non si può passare o che farà saltare in aria le petroliere, si potrebbe raggiungere un accordo con quel Paese.
🔸️ Si potrebbe risolvere la questione in circa 10 minuti se tutte le parti fossero disposte a farlo. Ciò che è più difficile da risolvere è la distruzione delle infrastrutture energetiche, degli oleodotti, delle teste dei pozzi, ma soprattutto delle raffinerie.
🔸️ Una raffineria è l’impianto, la fabbrica, dove il petrolio greggio estratto dal sottosuolo viene trasformato in prodotti che si possono effettivamente utilizzare. La gente potrebbe non rendersi conto di quanto sia diverso il petrolio greggio dai prodotti raffinati che se ne ricavano.
Continua ⤵️
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Redazione Renovatio21
🔵 ❗️#NDR❗️Politici dell'area dei verdi, sinistra europea ma anche la von der Leyen & Co. che ci impongono un Green totale, sono tutti ignoranti, ci stanno prendendo in giro o siamo noi che ci lasciamo prendere per fondelli? Fanno festa quando i droni ucraini, o forse forniti dagli stessi, colpiscono le infrastrutture energetiche russe che sono i più grandi emissori di CO2 ? Che coerenza : green e guerra
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🔴 La pubblicazione riporta la trascrizione di un discorso di Tucker Carlson in cui si sostiene che gli attacchi alle raffinerie petrolifere nel Golfo Persico e in Russia non mirano principalmente al programma nucleare iraniano, ma rappresentano un'azione strategica per distruggere infrastrutture energetiche cruciali e ridurre la capacità industriale di America ed Europa. L'autore evidenzia che, a differenza dei blocchi degli stretti risolvibili in breve tempo, le raffinerie sono risorse scarse e critiche: ne esistono circa 825 al mondo per 8,3 miliardi di persone, con costi di ricostruzione di circa 25 miliardi di dollari e tempi di ricostruzione superiori ai 10 anni.
Sommario ⬆️
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⏹️ Renovatio 21 pubblica la trascrizione del discorso di Tucker Carlson tenuto durante il suo recente podcast sulla situazione mondiale.
🔸️ Quando accade un evento di grande rilevanza e tutti i media parlano di un suo aspetto, a un certo punto bisogna chiedersi: «Non è che la cosa di cui stiamo parlando non sia la più importante? Non è che ne stiamo parlando o che veniamo indotti a parlarne di proposito?».
🔸️ L'esempio concreto è lo Stretto di Hormuz che è ovviamente di fondamentale importanza. È la via d’acqua, ormai famosa per essere all’estremità orientale del Golfo Persico, attraverso la quale transita gran parte dell’energia mondiale. L’Iran ha la costa più lunga lungo quello stretto.
🔸️ Quindi ora sappiamo tutti che è essenziale mantenere aperta quella via navigabile, che poi curva sul Mar Rosso lungo la costa di un Paese chiamato Yemen, controllato quasi interamente da un gruppo chiamato Houthi.
🔸️ Le persone stanno ricevendo una formazione continua su questo argomento vista l'importanza, dato che non si può estrarre petrolio dalla regione produttrice di petrolio più ricca del mondo se non si ha accesso attraverso quelle vie navigabili.
🔸️ Quindi, la discussione in corso riguarda come aprire lo Stretto di Hormuz, come far passare quel petrolio. Ma se ci pensiamo bene, è davvero questa la domanda più importante che emerge dalla guerra con l’Iran?
🔸️ Quindi una via navigabile, ovviamente, è molto importante. Ma questo è un problema che si può risolvere molto rapidamente. Se una via navigabile è bloccata, perché un paese dice che non si può passare o che farà saltare in aria le petroliere, si potrebbe raggiungere un accordo con quel Paese.
🔸️ Si potrebbe risolvere la questione in circa 10 minuti se tutte le parti fossero disposte a farlo. Ciò che è più difficile da risolvere è la distruzione delle infrastrutture energetiche, degli oleodotti, delle teste dei pozzi, ma soprattutto delle raffinerie.
🔸️ Una raffineria è l’impianto, la fabbrica, dove il petrolio greggio estratto dal sottosuolo viene trasformato in prodotti che si possono effettivamente utilizzare. La gente potrebbe non rendersi conto di quanto sia diverso il petrolio greggio dai prodotti raffinati che se ne ricavano.
Continua ⤵️
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L’ATTACCO ALLE RAFFINERIE È PER RIDURRE LA POPOLAZIONE MONDIALE E DISTRUGGERE AMERICA ED EUROPA
⏹️ Renovatio 21 pubblica la trascrizione del discorso di Tucker Carlson tenuto durante il suo recente podcast sulla situazione mondiale. 🔸️ Quando accade un evento di grande rilevanza e tutti i media parlano di un suo aspetto, a un certo punto bisogna chiedersi:…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LA GUERRA HA BISOGNO DELLA PAURA❗️
Marco Pondrelli
🔴 L'autore Marco Pondrelli sostiene che la diffusione di notizie allarmistiche e non verificate, come le false accuse di possibili attacchi russi all'Italia, sia una strategia deliberata per creare consenso alla guerra in Europa, ignorando il disappello pubblico verso il riarmo. L'articolo critica la propaganda che equipara il sostegno a Kiev alla Resistenza partigiana e analizza il fallimento degli accordi di Minsk, ritenendo che la guerra continuerà perché una tregua verrebbe usata solo per rafforzare militarmente l'Ucraina, mentre la Russia potrebbe escalare il conflitto.
Sommario ⬆️
-------------------------------------
⏹️ Per ultimo arrivò El Mundo a svelare l’ennesimo futuro attacco della Russia. Il giornale spagnolo ha riportato la notizia, attribuendola a una fonte anonima vicina al Ministero della Difesa lituano, secondo la quale Italia, Francia o Spagna potrebbero essere obiettivi di attacchi russi.
🔸️ Verrebbe da dire che in Italia non abbiamo nulla da temere dai droni d’oltre cortina, avendo un Ministro degli Esteri pronto a spiegarci che basta non affacciarsi alla finestra. Purtroppo per lui, anche questa volta la notizia si è rivelata una bufala.
🔸️ Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha smentito l’allarme, così come hanno fatto fonti italiane citate dall’ANSA, secondo le quali non era arrivata alcuna segnalazione a livello operativo, né attraverso i canali dell’intelligence né quelli diplomatici o militari.
🔸️ Nonostante questo, per un giorno la nostra stampa è stata colta da una vera e propria isteria. Questo tipo di comunicazione, che potremmo definire emozionale, contribuisce a creare un clima di paura nella popolazione.
🔸️ Certamente, dopo qualche giorno, sui giornali non si troverà più traccia di queste sciocchezze, come il presunto drone russo, che non era russo e non era un drone, sul lago Maggiore o lo stormo di uccelli scambiato per una minaccia in Lituania.
🔸️ Ma l’obiettivo della comunicazione allarmistica è seminare paura e, dopo aver accumulato una serie di notizie dello stesso tenore, instillare il dubbio che qualcosa di vero, in fondo, debba esserci.
🔸️ Hermann Göring, in una conversazione con lo psicologo Gustave M. Gilbert il 18 aprile 1946, durante il processo di Norimberga, spiegò in questi termini come si può portare un popolo ad accettare la guerra:
🔸️ «Naturalmente la gente comune non vuole la guerra […] ma i dirigenti di un Paese determinano la politica ed è sempre facile trascinare il popolo con loro».
🔸️ E aggiunse: «È facile. Basta dire loro che stanno per essere attaccati e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e perché espongono il Paese al pericolo».
Continua ⤵️
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🔴 L'autore Marco Pondrelli sostiene che la diffusione di notizie allarmistiche e non verificate, come le false accuse di possibili attacchi russi all'Italia, sia una strategia deliberata per creare consenso alla guerra in Europa, ignorando il disappello pubblico verso il riarmo. L'articolo critica la propaganda che equipara il sostegno a Kiev alla Resistenza partigiana e analizza il fallimento degli accordi di Minsk, ritenendo che la guerra continuerà perché una tregua verrebbe usata solo per rafforzare militarmente l'Ucraina, mentre la Russia potrebbe escalare il conflitto.
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⏹️ Per ultimo arrivò El Mundo a svelare l’ennesimo futuro attacco della Russia. Il giornale spagnolo ha riportato la notizia, attribuendola a una fonte anonima vicina al Ministero della Difesa lituano, secondo la quale Italia, Francia o Spagna potrebbero essere obiettivi di attacchi russi.
🔸️ Verrebbe da dire che in Italia non abbiamo nulla da temere dai droni d’oltre cortina, avendo un Ministro degli Esteri pronto a spiegarci che basta non affacciarsi alla finestra. Purtroppo per lui, anche questa volta la notizia si è rivelata una bufala.
🔸️ Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha smentito l’allarme, così come hanno fatto fonti italiane citate dall’ANSA, secondo le quali non era arrivata alcuna segnalazione a livello operativo, né attraverso i canali dell’intelligence né quelli diplomatici o militari.
🔸️ Nonostante questo, per un giorno la nostra stampa è stata colta da una vera e propria isteria. Questo tipo di comunicazione, che potremmo definire emozionale, contribuisce a creare un clima di paura nella popolazione.
🔸️ Certamente, dopo qualche giorno, sui giornali non si troverà più traccia di queste sciocchezze, come il presunto drone russo, che non era russo e non era un drone, sul lago Maggiore o lo stormo di uccelli scambiato per una minaccia in Lituania.
🔸️ Ma l’obiettivo della comunicazione allarmistica è seminare paura e, dopo aver accumulato una serie di notizie dello stesso tenore, instillare il dubbio che qualcosa di vero, in fondo, debba esserci.
🔸️ Hermann Göring, in una conversazione con lo psicologo Gustave M. Gilbert il 18 aprile 1946, durante il processo di Norimberga, spiegò in questi termini come si può portare un popolo ad accettare la guerra:
🔸️ «Naturalmente la gente comune non vuole la guerra […] ma i dirigenti di un Paese determinano la politica ed è sempre facile trascinare il popolo con loro».
🔸️ E aggiunse: «È facile. Basta dire loro che stanno per essere attaccati e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e perché espongono il Paese al pericolo».
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LA GUERRA HA BISOGNO DELLA PAURA
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ GIORGETTI: “QUANDO UN PAESE PERDE IL CONTROLLO DEL DEBITO NON SCEGLIE PIÙ: SUBISCE ”. LA “FARSA” POLITICA SUL DEBITO, SEMBRA NON AVERE UNA FINE
Megas Alexandros
🔴 L'autore critica aspramente il ministro Giancarlo Giorgetti per le affermazioni secondo cui l'Italia perderebbe la sovranità in caso di debito eccessivo, definendo la situazione una "farsa" politica che ha portato il Paese all'oligarchia. Si cita la spesa di 2.608 miliardi di euro in interessi dal 1992 al 2025 come prova del trasferimento di ricchezza alle élite finanziarie, sostenendo che lo Stato crea il denaro che poi "subisce" come debito. L'articolo conclude affermando che senza l'uscita dall'UE e il recupero della sovranità monetaria, con tassi di interesse a zero, non sarà possibile arrestare la precarizzazione della società italiana.
Sommario ⬆️
------------------------------
⏹️ Lo Stato che si indebita come una famiglia o una impresa, e se si indebita troppo non è più in grado di spendere. Questo è quello che ascoltiamo ogni giorno dalla bocca di chi ci governa e dei loro “strilloni” dell’informazione.
🔘 Addirittura, come ci comunica pochi giorni fa il nostro ministro dell’Economia e delle Finanze, con troppo debito lo Stato non sarebbe più nemmeno in grado di scegliere liberamente, ma costretto a subire le scelte di altri. Giorgetti: “Quando un Paese perde il controllo del debito non sceglie più: subisce”.
🔘 Sono queste, le parole esatte del ministro Giancarlo Giorgetti, nel corso del suo intervento all’evento ‘Universalismo e sostenibilità del SSN’ organizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà presso l’Università dell’Insubria a Varese.
🔘 Parole che indubbiamente hanno il compito di dare l’ultima spallata a quel poco di democrazia che è rimasta nel nostro paese.
🔘 Se chi ci governa, oltre a non poter spendere per i noti limiti al deficit, come ci dice Giorgetti, non sarebbe più in grado nemmeno di scegliere come e dove spendere le risorse reperite con le tasse, non possiamo far altro che constatare la fine della democrazia nel paese, e prendere atto che l’Italia di oggi si è trasformata in una oligarchia di fatto, che governo dopo governo pare essere sempre più cruda.
🔘 La fine della democrazia nel nostro paese, la fine di uno Stato che ha abbandonato il suo ruolo e “subisce” le decisioni di chi governa dal “profondo” le nostre istituzioni, ha inizio in una data ben precisa.
🔘 Questa data è certificata numericamente, in quanto a denaro creato, da un numero ben verificabile: 2.608 miliardi di interessi pagati dallo Stato italiano dal 1992 al 2025.
🔘 Questa è la montagna di denaro che chi ci ha governato in questi anni ha creato e versato nelle tasche di chi ha aveva (ed oggi si trova ad avere ancora di più), già abbondante risparmio.
🔘 Soldi che hanno precisamente permesso alle famiglie elitarie italiane e tutto quel mondo lobbista che gira intorno a loro, un accumulo di ricchezza senza precedenti....
Continua ⤵️
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🔴 L'autore critica aspramente il ministro Giancarlo Giorgetti per le affermazioni secondo cui l'Italia perderebbe la sovranità in caso di debito eccessivo, definendo la situazione una "farsa" politica che ha portato il Paese all'oligarchia. Si cita la spesa di 2.608 miliardi di euro in interessi dal 1992 al 2025 come prova del trasferimento di ricchezza alle élite finanziarie, sostenendo che lo Stato crea il denaro che poi "subisce" come debito. L'articolo conclude affermando che senza l'uscita dall'UE e il recupero della sovranità monetaria, con tassi di interesse a zero, non sarà possibile arrestare la precarizzazione della società italiana.
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⏹️ Lo Stato che si indebita come una famiglia o una impresa, e se si indebita troppo non è più in grado di spendere. Questo è quello che ascoltiamo ogni giorno dalla bocca di chi ci governa e dei loro “strilloni” dell’informazione.
🔘 Addirittura, come ci comunica pochi giorni fa il nostro ministro dell’Economia e delle Finanze, con troppo debito lo Stato non sarebbe più nemmeno in grado di scegliere liberamente, ma costretto a subire le scelte di altri. Giorgetti: “Quando un Paese perde il controllo del debito non sceglie più: subisce”.
🔘 Sono queste, le parole esatte del ministro Giancarlo Giorgetti, nel corso del suo intervento all’evento ‘Universalismo e sostenibilità del SSN’ organizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà presso l’Università dell’Insubria a Varese.
🔘 Parole che indubbiamente hanno il compito di dare l’ultima spallata a quel poco di democrazia che è rimasta nel nostro paese.
🔘 Se chi ci governa, oltre a non poter spendere per i noti limiti al deficit, come ci dice Giorgetti, non sarebbe più in grado nemmeno di scegliere come e dove spendere le risorse reperite con le tasse, non possiamo far altro che constatare la fine della democrazia nel paese, e prendere atto che l’Italia di oggi si è trasformata in una oligarchia di fatto, che governo dopo governo pare essere sempre più cruda.
🔘 La fine della democrazia nel nostro paese, la fine di uno Stato che ha abbandonato il suo ruolo e “subisce” le decisioni di chi governa dal “profondo” le nostre istituzioni, ha inizio in una data ben precisa.
🔘 Questa data è certificata numericamente, in quanto a denaro creato, da un numero ben verificabile: 2.608 miliardi di interessi pagati dallo Stato italiano dal 1992 al 2025.
🔘 Questa è la montagna di denaro che chi ci ha governato in questi anni ha creato e versato nelle tasche di chi ha aveva (ed oggi si trova ad avere ancora di più), già abbondante risparmio.
🔘 Soldi che hanno precisamente permesso alle famiglie elitarie italiane e tutto quel mondo lobbista che gira intorno a loro, un accumulo di ricchezza senza precedenti....
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GIORGETTI: “QUANDO UN PAESE PERDE IL CONTROLLO DEL DEBITO NON SCEGLIE PIÙ: SUBISCE ”. LA “FARSA” POLITICA SUL DEBITO, SEMBRA NON…
⏹️ Lo Stato che si indebita come una famiglia o una impresa, e se si indebita troppo non è più in grado di spendere. Questo è quello che ascoltiamo ogni giorno dalla bocca di chi ci governa e dei loro “strilloni” dell’informazione. 🔘 Addirittura, come ci…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ O GLI ESPLOSIVI O L’AMBIENTE. CHE COSA HANNO FATTO GLI ATTIVISTI PER SALVARE IL FIORDO DI OSLO❗️
Futura D'Aprile
🔵❗️#NDR 》Ai cittadini viene "chiesto" l'acquisto di un'auto elettrica, investire nelle case Green, risparmiare nell'utilizzo dell'aria condizionata, riscaldamento, fare la doccia a giorni alterni, tutto per l'ambiente e poi ..... tutto quanto abbia che fare con la guerra ha priorità. Ringraziamo la sinistra progressista : il lupo vestito d'agnello
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🔴 Attivisti del gruppo Knus krigsmaskinen hanno bloccato l'espansione della Chemring Nobel nel fiordo di Oslo, occupando la caserma di Avgrunnsdalen per opporsi alla costruzione del più grande impianto europeo di produzione di ottogene. La protesta contesta sia l'impatto ambientale (distruzione di 15 km² di foresta e inquinamento da azoto nel fiordo) sia le implicazioni umanitarie dell'azienda, accusata di contribuire alla militarizzazione europea e al conflitto in Palestina attraverso la fornitura di esplosivi a produttori USA e partner di Elbit Systems, nonostante i divieti norvegesi all'export verso Israele.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il fiordo di Oslo non racchiude al suo interno solo la capitale norvegese. Lungo le sue coste frastagliate sorge anche la Chemring Nobel, una delle aziende europee più importanti del continente per la produzione di esplosivi per munizioni e missili, soprattutto dallo scoppio della guerra in Ucraina.
🔹️ L’azienda è uno dei pochissimi produttori europei specializzati in esplosivi militari ad alto potenziale, essenziali per proiettili d’artiglieria come quelli da 155 millimetri usati da Kiev.
🔹️ Per far fronte alla domanda crescente di esplosivo la Chemring Nobel ha deciso di espandersi e costruire quello che dovrebbe essere il più grande impianto di produzione di ottogene (composto chimico esplosivo potente noto anche come “high melting explosive”) di tutta Europa.
🔹️ La costruzione del nuovo sito, sostenuto sia dal governo nazionale che dall’UE, è appoggiato anche dal Regolamento europeo per la produzione di munizioni (Act in support of ammunition production), un fondo istituito nel 2024 dalla Commissione per aumentare la produzione di esplosivi e munizioni in Europa a supporto -almeno in teoria- dell’Ucraina.
🔹️ Ad oggi il progetto è ancora fermo, e non per una decisione politica o per cavilli burocratici. I lavori sono stati bloccati da attivisti e attiviste contrari al nuovo progetto a causa dei danni ambientali e dei rischi umanitari che l’espansione della Chemring Nobel porterebbe con sé.
🔹️ Il gruppo, noto con il nome di Knus krigsmaskinen (“distruggi la macchina della guerra”), ha occupato a inizio aprile la caserma militare abbandonata di Avgrunnsdalen, nel cuore della foresta di Hurummarka.
🔹️ Situata sulla penisola di Hurum, a Sud-Ovest di Oslo, la valle dovrebbe ospitare il nuovo stabilimento della Chemring Nobel, già presente con un altro sito produttivo nella vicina città di Sætre.
🔹️ Dietro all’azione di Knus krigsmaskinen ci sono due motivazioni. La prima è di carattere umanitario. Come spiegano gli attivisti, Chemring Nobel è direttamente coinvolta nella militarizzazione della Norvegia e dell’Europa e contribuisce anche al genocidio in corso in Palestina.
🔹️ Il 60-70% della produzione dell’azienda norvegese è destinata all’estero e in particolare ad aziende statunitensi quali Lockheed Martin e Northrop Grumman, entrambe produttrici di missili, caccia e tecnologie radar impiegati nella guerra contro l’Iran.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
👉 Libertà & Democrazia, No Vax, No War, No woke
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🔵❗️#NDR 》Ai cittadini viene "chiesto" l'acquisto di un'auto elettrica, investire nelle case Green, risparmiare nell'utilizzo dell'aria condizionata, riscaldamento, fare la doccia a giorni alterni, tutto per l'ambiente e poi ..... tutto quanto abbia che fare con la guerra ha priorità. Ringraziamo la sinistra progressista : il lupo vestito d'agnello
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🔴 Attivisti del gruppo Knus krigsmaskinen hanno bloccato l'espansione della Chemring Nobel nel fiordo di Oslo, occupando la caserma di Avgrunnsdalen per opporsi alla costruzione del più grande impianto europeo di produzione di ottogene. La protesta contesta sia l'impatto ambientale (distruzione di 15 km² di foresta e inquinamento da azoto nel fiordo) sia le implicazioni umanitarie dell'azienda, accusata di contribuire alla militarizzazione europea e al conflitto in Palestina attraverso la fornitura di esplosivi a produttori USA e partner di Elbit Systems, nonostante i divieti norvegesi all'export verso Israele.
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⏹️ Il fiordo di Oslo non racchiude al suo interno solo la capitale norvegese. Lungo le sue coste frastagliate sorge anche la Chemring Nobel, una delle aziende europee più importanti del continente per la produzione di esplosivi per munizioni e missili, soprattutto dallo scoppio della guerra in Ucraina.
🔹️ L’azienda è uno dei pochissimi produttori europei specializzati in esplosivi militari ad alto potenziale, essenziali per proiettili d’artiglieria come quelli da 155 millimetri usati da Kiev.
🔹️ Per far fronte alla domanda crescente di esplosivo la Chemring Nobel ha deciso di espandersi e costruire quello che dovrebbe essere il più grande impianto di produzione di ottogene (composto chimico esplosivo potente noto anche come “high melting explosive”) di tutta Europa.
🔹️ La costruzione del nuovo sito, sostenuto sia dal governo nazionale che dall’UE, è appoggiato anche dal Regolamento europeo per la produzione di munizioni (Act in support of ammunition production), un fondo istituito nel 2024 dalla Commissione per aumentare la produzione di esplosivi e munizioni in Europa a supporto -almeno in teoria- dell’Ucraina.
🔹️ Ad oggi il progetto è ancora fermo, e non per una decisione politica o per cavilli burocratici. I lavori sono stati bloccati da attivisti e attiviste contrari al nuovo progetto a causa dei danni ambientali e dei rischi umanitari che l’espansione della Chemring Nobel porterebbe con sé.
🔹️ Il gruppo, noto con il nome di Knus krigsmaskinen (“distruggi la macchina della guerra”), ha occupato a inizio aprile la caserma militare abbandonata di Avgrunnsdalen, nel cuore della foresta di Hurummarka.
🔹️ Situata sulla penisola di Hurum, a Sud-Ovest di Oslo, la valle dovrebbe ospitare il nuovo stabilimento della Chemring Nobel, già presente con un altro sito produttivo nella vicina città di Sætre.
🔹️ Dietro all’azione di Knus krigsmaskinen ci sono due motivazioni. La prima è di carattere umanitario. Come spiegano gli attivisti, Chemring Nobel è direttamente coinvolta nella militarizzazione della Norvegia e dell’Europa e contribuisce anche al genocidio in corso in Palestina.
🔹️ Il 60-70% della produzione dell’azienda norvegese è destinata all’estero e in particolare ad aziende statunitensi quali Lockheed Martin e Northrop Grumman, entrambe produttrici di missili, caccia e tecnologie radar impiegati nella guerra contro l’Iran.
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⚠️ CAMBIO DI REGIME: FORSE IL TERREMOTO NON È A MOSCA, MA IN EUROPA❗️
Alexandro Sabetti & Fausto Anderlini
🔴 Secondo l'articolo di Alexandro Sabetti e Fausto Anderlini, la crisi politica in Europa è più grave di quella russa, con una crescente frattura tra governi e società. Mentre in Germania, Francia e Regno Unito si registrano deboli risultati elettorali e instabilità delle leadership, in Russia le elezioni per la Duma mostrano un'alta affluenza (~59%) e un voto di stabilizzazione a sostegno della leadership di Putin, rafforzata dalla percezione di una minaccia esistenziale legata alla guerra. Al contrario, in Europa la retorica sulla sicurezza e l'isterismo generato da allarmi di guerra ibrida hanno minato la credibilità delle élite, che vengono colpite dagli elettori per i costi della guerra ucraina. Gli autori sostengono che il vero "cambio di regime" in atto riguardi l'Europa, dove i partiti di maggioranza si stanno dissolvendo a causa di una governance percepita come fragile e aggressiva.
Sommario ⬆️
---------------------------------------
⏹️ La narrativa dominante sulla crisi geopolitica europea tende a leggere ogni difficoltà interna attraverso la lente della minaccia russa, ma i risultati elettorali e la crescente instabilità delle leadership raccontano un’altra frattura ben più visibile: quella tra governi e società.
🔸️ In Germania Friedrich Merz ha appena incassato pesanti arretramenti regionali, mentre la CDU ha registrato in Meclemburgo-Pomerania il peggior risultato della sua storia.
🔸️ In Francia Emmanuel Macron arriva alla fase finale del mandato con un quadro parlamentare frammentato e una maggioranza politica indebolita.
🔸️ Nel Regno Unito, intanto, Andy Burnham è diventato nel luglio 2026 il settimo primo ministro in dieci anni, dopo una sequenza di cambi di leadership che ha attraversato Cameron, May, Johnson, Truss, Sunak e Starmer.
🔸️ Il confronto con la Russia richiede di distinguere il dato elettorale dalla natura del sistema politico ma l’affluenza ufficiale ha raggiunto circa il 59,3-59,8%, contro il 51,8% del 2021.
🔸️ Il dato può essere letto alla luce di una percezione della sicurezza nazionale profondamente segnata dalla guerra: non dimostra da solo consenso politico, ma segnala certamente che una parte significativa della popolazione considera il momento storico direttamente rilevante per il destino del Paese.
🔸️ E se non si considera anche la percezione, la psicologia, l’inconscio colelttivo di un popolo, è difficile comrpendere i fenomeni nella loro complessità.
🔸️ La corsa verso l’agognato cambio di regime nella Russia putiniana sta alfine sortendo i suoi effetti. Naturalmente perversi.
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Alexandro Sabetti & Fausto Anderlini
🔴 Secondo l'articolo di Alexandro Sabetti e Fausto Anderlini, la crisi politica in Europa è più grave di quella russa, con una crescente frattura tra governi e società. Mentre in Germania, Francia e Regno Unito si registrano deboli risultati elettorali e instabilità delle leadership, in Russia le elezioni per la Duma mostrano un'alta affluenza (~59%) e un voto di stabilizzazione a sostegno della leadership di Putin, rafforzata dalla percezione di una minaccia esistenziale legata alla guerra. Al contrario, in Europa la retorica sulla sicurezza e l'isterismo generato da allarmi di guerra ibrida hanno minato la credibilità delle élite, che vengono colpite dagli elettori per i costi della guerra ucraina. Gli autori sostengono che il vero "cambio di regime" in atto riguardi l'Europa, dove i partiti di maggioranza si stanno dissolvendo a causa di una governance percepita come fragile e aggressiva.
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⏹️ La narrativa dominante sulla crisi geopolitica europea tende a leggere ogni difficoltà interna attraverso la lente della minaccia russa, ma i risultati elettorali e la crescente instabilità delle leadership raccontano un’altra frattura ben più visibile: quella tra governi e società.
🔸️ In Germania Friedrich Merz ha appena incassato pesanti arretramenti regionali, mentre la CDU ha registrato in Meclemburgo-Pomerania il peggior risultato della sua storia.
🔸️ In Francia Emmanuel Macron arriva alla fase finale del mandato con un quadro parlamentare frammentato e una maggioranza politica indebolita.
🔸️ Nel Regno Unito, intanto, Andy Burnham è diventato nel luglio 2026 il settimo primo ministro in dieci anni, dopo una sequenza di cambi di leadership che ha attraversato Cameron, May, Johnson, Truss, Sunak e Starmer.
🔸️ Il confronto con la Russia richiede di distinguere il dato elettorale dalla natura del sistema politico ma l’affluenza ufficiale ha raggiunto circa il 59,3-59,8%, contro il 51,8% del 2021.
🔸️ Il dato può essere letto alla luce di una percezione della sicurezza nazionale profondamente segnata dalla guerra: non dimostra da solo consenso politico, ma segnala certamente che una parte significativa della popolazione considera il momento storico direttamente rilevante per il destino del Paese.
🔸️ E se non si considera anche la percezione, la psicologia, l’inconscio colelttivo di un popolo, è difficile comrpendere i fenomeni nella loro complessità.
🔸️ La corsa verso l’agognato cambio di regime nella Russia putiniana sta alfine sortendo i suoi effetti. Naturalmente perversi.
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CAMBIO DI REGIME: FORSE IL TERREMOTO NON È A MOSCA, MA IN EUROPA
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⚠️ L’INVASIONE BARBARICA DEI DATA CENTER A TORINO E PROVINCIA❗️
Francesco Cappello
🔵❗️#NDR 》La metropoli di Torino riuscirà a soddisfare l'enorme fabbisogno di energia, acqua per questi energivori Data Center che aumenta a vista d'occhio? In caso di guasti, attacchi di qualsiasi tipo, è fantascienza pensare che i cittadini rischiano vedersi "centellinato" l'utilizzo di luce, gas oppure vivere ore, giorni di blackout❓️
--------------------------------
🔴 L’area torinese sta vivendo un’espansione senza precedenti di data center, guidata dalla domanda per l’Intelligenza Artificiale, la finanza e la difesa. Secondo i dati di Terna, la regione piemontese registra 64 istanze per oltre 13 GW di potenza, di cui 8 GW concentrati nella sola provincia di Torino, dove le infrastrutture dismesse dell’industria automotive vengono riconvertite per ospitare questi complessi energivori. L’autore critica questa dinamica, definendola una forma di "militarizzazione del calcolo" che asservisce risorse pubbliche come suolo, acqua ed elettricità ai colossi tecnologici globali. Si evidenzia il rischio di attacchi cibernetiche o fisici a queste infrastrutture critiche e la necessità di una trasformazione industriale coordinata per garantire un carico elettrico continuo (baseload), spesso a scapito della sostenibilità locale e della sicurezza dei residenti.
Sommario ⬆️
-----‐-------------------------------
⏹️ Sul territorio della città di Torino e dell’area piemontese si sta consumando una delle più imponenti operazioni di riconversione urbanistica ed energetica della storia recente.
🔹️Questa piano è perfettamente integrato nella logica di militarizzazione del calcolo, riarmo tecnologico e controllo sociale che caratterizza la corsa globale all’Intelligenza Artificiale.
🔹️ Torino e la sua prima cintura non rappresentano una scelta casuale: la presenza di un solido tessuto industriale automobilistico in via di dismissione, l’estesa disponibilità di aree produttive dismesse da riqualificare, la vicinanza strategica con lo snodo finanziario e digitale di Milano.
🔹️ Inoltre la vicinanza di una rete di trasmissione elettrica ad alta tensione ereditata dai complessi manufatturieri del Novecento rendono la provincia di Torino il secondo polo d’attrazione nazionale per le cattedrali informatiche, posizionandosi subito dietro l’area milanese.
🔹️ I dati forniti dal gestore della rete elettrica nazionale Terna registrano una pressione senza precedenti sul territorio piemontese, dove si concentrano 64 istanze ufficiali di prenotazione di potenza per oltre 13 gigawatt complessivi.
🔹️ La sola provincia di Torino assorbe 43 pratiche per una potenza teorica richiesta pari a oltre 8 gigawatt, trasformando la mappa dei comuni dell’hinterland in una scacchiera di speculazione infrastrutturale.
🔹️ Da questi comuni la disponibilità di suolo, acqua ed elettricità pubblica rischia di essere larghissimamente asservita alle esigenze dei grandi complessi di elaborazione dati.
🔹️ Per comprendere la portata di questa trasformazione è necessario distinguere il quadro delle infrastrutture tra i nodi già operativi, i progetti che hanno ottenuto le necessarie autorizzazioni urbanistiche e la marea di istanze ancora in attesa di valutazione.
🔹️ La geografia delle strutture già realizzate e pienamente operative mappa l’architettura digitale civile e istituzionale che per decenni ha servito il territorio, prima dell’avvento dei colossi hyperscale. In Torino città figurano 14 impianti consolidati di medie e piccole dimensioni.
Continua ⤵️
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🔵❗️#NDR 》La metropoli di Torino riuscirà a soddisfare l'enorme fabbisogno di energia, acqua per questi energivori Data Center che aumenta a vista d'occhio? In caso di guasti, attacchi di qualsiasi tipo, è fantascienza pensare che i cittadini rischiano vedersi "centellinato" l'utilizzo di luce, gas oppure vivere ore, giorni di blackout❓️
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🔴 L’area torinese sta vivendo un’espansione senza precedenti di data center, guidata dalla domanda per l’Intelligenza Artificiale, la finanza e la difesa. Secondo i dati di Terna, la regione piemontese registra 64 istanze per oltre 13 GW di potenza, di cui 8 GW concentrati nella sola provincia di Torino, dove le infrastrutture dismesse dell’industria automotive vengono riconvertite per ospitare questi complessi energivori. L’autore critica questa dinamica, definendola una forma di "militarizzazione del calcolo" che asservisce risorse pubbliche come suolo, acqua ed elettricità ai colossi tecnologici globali. Si evidenzia il rischio di attacchi cibernetiche o fisici a queste infrastrutture critiche e la necessità di una trasformazione industriale coordinata per garantire un carico elettrico continuo (baseload), spesso a scapito della sostenibilità locale e della sicurezza dei residenti.
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⏹️ Sul territorio della città di Torino e dell’area piemontese si sta consumando una delle più imponenti operazioni di riconversione urbanistica ed energetica della storia recente.
🔹️Questa piano è perfettamente integrato nella logica di militarizzazione del calcolo, riarmo tecnologico e controllo sociale che caratterizza la corsa globale all’Intelligenza Artificiale.
🔹️ Torino e la sua prima cintura non rappresentano una scelta casuale: la presenza di un solido tessuto industriale automobilistico in via di dismissione, l’estesa disponibilità di aree produttive dismesse da riqualificare, la vicinanza strategica con lo snodo finanziario e digitale di Milano.
🔹️ Inoltre la vicinanza di una rete di trasmissione elettrica ad alta tensione ereditata dai complessi manufatturieri del Novecento rendono la provincia di Torino il secondo polo d’attrazione nazionale per le cattedrali informatiche, posizionandosi subito dietro l’area milanese.
🔹️ I dati forniti dal gestore della rete elettrica nazionale Terna registrano una pressione senza precedenti sul territorio piemontese, dove si concentrano 64 istanze ufficiali di prenotazione di potenza per oltre 13 gigawatt complessivi.
🔹️ La sola provincia di Torino assorbe 43 pratiche per una potenza teorica richiesta pari a oltre 8 gigawatt, trasformando la mappa dei comuni dell’hinterland in una scacchiera di speculazione infrastrutturale.
🔹️ Da questi comuni la disponibilità di suolo, acqua ed elettricità pubblica rischia di essere larghissimamente asservita alle esigenze dei grandi complessi di elaborazione dati.
🔹️ Per comprendere la portata di questa trasformazione è necessario distinguere il quadro delle infrastrutture tra i nodi già operativi, i progetti che hanno ottenuto le necessarie autorizzazioni urbanistiche e la marea di istanze ancora in attesa di valutazione.
🔹️ La geografia delle strutture già realizzate e pienamente operative mappa l’architettura digitale civile e istituzionale che per decenni ha servito il territorio, prima dell’avvento dei colossi hyperscale. In Torino città figurano 14 impianti consolidati di medie e piccole dimensioni.
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⚠️ L’EURODEPUTATO SLOVACCO ĽUBOŠ BLAHA (DIREZIONE -SOCIALDEMOCRAZIA) A KAJA KALLAS: “LA MINACCIA IBRIDA SIETE VOI!”❗️
Redazione Nonsolomusica Magazine
🔵❗️#NDR 》La censura occidentale nell'occultare notizie, video di chi dissente contro l'apparato dittatoriale della UE, una organizzazione di guerrafondai. Per il bene e la pace in Europa, la Kallas unitamente a tutti i politici dei paesi baltici dovrebbero essere "estromessi" da qualsiasi decisione politica estera dell'UE.
--------------------------------
🔴 Durante un dibattito al Parlamento Europeo (15 settembre), l'eurodeputato slovacco Ľuboš Blaha ha accusato Kaja Kallas di essere la "minaccia ibrida" per l'Europa, definendola una "guerrafondaia" e chiedendole di dimettersi. Blaha ha contestato il riarmo europeo, le forniture all'Ucraina e l'allargamento NATO, sostenendo che l'establishment tedesco abbia strumentalizzato l'incidente aereo di Lipsia per colpire politicamente l'AfD, nonostante le inchieste abbiano legato il tentativo di attacco con droni al GRU russo. L'autore dell'articolo sottolinea l'importanza di riconoscere l'esistenza di voci politiche che criticano l'escalation e chiedono di distinguere tra sicurezza e guerra.
Sommario ⬆️
----------------------------------
⏹️ A Strasburgo è successo qualcosa di piuttosto raro: il 15 settembre, durante il dibattito del Parlamento Europeo sulle cosiddette minacce ibride russe, l’eurodeputato slovacco Ľuboš Blaha di "Direzione
Socialdemocrazia" si è rivolto direttamente a Kaja Kallas in questo modo:
🔸️ «La più grande minaccia ibrida per l’Europa non è la Russia», ha detto in sostanza Blaha, indicando proprio Kallas e accusandola di spingere l’Europa verso un’escalation sempre più pericolosa.
🔸️ L’intervento è reale ed è stato rilanciato dallo stesso eurodeputato. Secondo Blaha, inoltre, l’establishment tedesco avrebbe attribuito alla Russia l’episodio di Lipsia nel tentativo di colpire politicamente l’AfD.
🔸️ E qui bisogna distinguere la battuta, notevole, dai fatti accertati. Perché questa è l’accusa politica di Blaha, non una conclusione dimostrata: il governo tedesco ha invece attribuito alla Russia il tentato attacco con drone all’aeroporto di Lipsia/Halle.
🔸️ Successive inchieste giornalistiche tedesche hanno riferito di elementi che conducono a persone collegate al GRU, l’intelligence militare russa. Mosca ha respinto le accuse. (Reuters)
🔸️ Ma il cuore politico dell’intervento viene dopo. Blaha rovescia completamente la narrazione ascoltata in aula: contesta il riarmo europeo, le forniture militari all’Ucraina, l’allargamento della NATO verso Est e la rappresentazione della Russia come minaccia esistenziale per l’Europa.
Continua ⤵️
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🔴 Durante un dibattito al Parlamento Europeo (15 settembre), l'eurodeputato slovacco Ľuboš Blaha ha accusato Kaja Kallas di essere la "minaccia ibrida" per l'Europa, definendola una "guerrafondaia" e chiedendole di dimettersi. Blaha ha contestato il riarmo europeo, le forniture all'Ucraina e l'allargamento NATO, sostenendo che l'establishment tedesco abbia strumentalizzato l'incidente aereo di Lipsia per colpire politicamente l'AfD, nonostante le inchieste abbiano legato il tentativo di attacco con droni al GRU russo. L'autore dell'articolo sottolinea l'importanza di riconoscere l'esistenza di voci politiche che criticano l'escalation e chiedono di distinguere tra sicurezza e guerra.
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⏹️ A Strasburgo è successo qualcosa di piuttosto raro: il 15 settembre, durante il dibattito del Parlamento Europeo sulle cosiddette minacce ibride russe, l’eurodeputato slovacco Ľuboš Blaha di "Direzione
Socialdemocrazia" si è rivolto direttamente a Kaja Kallas in questo modo:
🔸️ «La più grande minaccia ibrida per l’Europa non è la Russia», ha detto in sostanza Blaha, indicando proprio Kallas e accusandola di spingere l’Europa verso un’escalation sempre più pericolosa.
🔸️ L’intervento è reale ed è stato rilanciato dallo stesso eurodeputato. Secondo Blaha, inoltre, l’establishment tedesco avrebbe attribuito alla Russia l’episodio di Lipsia nel tentativo di colpire politicamente l’AfD.
🔸️ E qui bisogna distinguere la battuta, notevole, dai fatti accertati. Perché questa è l’accusa politica di Blaha, non una conclusione dimostrata: il governo tedesco ha invece attribuito alla Russia il tentato attacco con drone all’aeroporto di Lipsia/Halle.
🔸️ Successive inchieste giornalistiche tedesche hanno riferito di elementi che conducono a persone collegate al GRU, l’intelligence militare russa. Mosca ha respinto le accuse. (Reuters)
🔸️ Ma il cuore politico dell’intervento viene dopo. Blaha rovescia completamente la narrazione ascoltata in aula: contesta il riarmo europeo, le forniture militari all’Ucraina, l’allargamento della NATO verso Est e la rappresentazione della Russia come minaccia esistenziale per l’Europa.
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⚠️ LA SERBIA A UN BIVIO: LE DIMISSIONI DI VUČIĆ APRONO UNA DELLE FASI PIÙ DELICATE DALLA FINE DELLA JUGOSLAVIA❗️
Irina Smirnova
🔴 Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha annunciato le proprie dimissioni il 27 settembre 2026 per candidarsi come Primo Ministro alle elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre, in quanto impedito a ricandidarsi per un terzo mandato presidenziale. La crisi segue le proteste nate il 1° novembre 2024 dopo la morte di 16 persone nel crollo di una pensilina a Novi Sad, evento percepito come simbolo di corruzione e debolezza istituzionale. La Serbia, candidata UE dal 2012 ma con legami significativi con Russia e Cina, affronta sfide interne sulla qualità della democrazia e della libertà di stampa, oltre al delicato equilibrio geopolitico europeo. Ana Brnabić assumerà provvisoriamente la presidenza fino alla fine dell'anno.
Sommario ⬆️
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⏹️ La Serbia vive uno dei momenti più complessi e decisivi della sua storia recente. Le dimissioni del presidente Aleksandar Vučić, annunciate il 27 settembre, rappresentano una mossa costituzionale in vista delle elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre.
🔹️ Ma non solo, sono il punto di arrivo di quasi due anni di tensioni sociali, manifestazioni popolari e profonde divisioni politiche che attraversano un Paese ancora alla ricerca di un equilibrio tra memoria, sviluppo e democrazia. Per comprendere ciò che accade oggi è necessario guardare oltre la cronaca.
🔹️ La Serbia non è soltanto il teatro di uno scontro tra governo e opposizione: è una nazione che porta ancora le cicatrici delle guerre balcaniche, delle sanzioni internazionali, dei bombardamenti NATO del 1999 e della difficile transizione economica successiva.
🔹️ È anche un popolo dalla straordinaria ricchezza culturale, capace di custodire una forte identità storica e religiosa mentre cerca il proprio posto nell’Europa del XXI secolo.
🔹️ Con la Costituzione che gli impedisce di concorrere per un terzo mandato presidenziale, Vučić ha deciso di lasciare con alcuni mesi d’anticipo la carica che avrebbe naturalmente concluso nel maggio 2027.
🔹️ L’obiettivo dichiarato è guidare come candidato il Partito Progressista Serbo (SNS) alle elezioni legislative e, in caso di vittoria, assumere l’incarico di primo ministro.
🔹️ Formalmente il premier dispone di maggiori poteri esecutivi rispetto al presidente della Repubblica, anche se negli ultimi anni Vučić ha esercitato una leadership politica che ha spesso oltrepassato la distinzione tra le due funzioni istituzionali.
🔹️ I suoi sostenitori presentano questa scelta come un modo per garantire continuità e stabilità; i critici la interpretano invece come un tentativo di conservare il controllo del governo in un momento di crescente consenso verso il movimento civico nato dalle proteste studentesche.
🔹️ Ad assumere la presidenza sarà Ana Brnabić, già presidente del Parlamento e storica alleata di Vučić, fino all’elezione del nuovo capo dello Stato prevista entro la fine dell’anno secondo le procedure costituzionali.
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Irina Smirnova
🔴 Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha annunciato le proprie dimissioni il 27 settembre 2026 per candidarsi come Primo Ministro alle elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre, in quanto impedito a ricandidarsi per un terzo mandato presidenziale. La crisi segue le proteste nate il 1° novembre 2024 dopo la morte di 16 persone nel crollo di una pensilina a Novi Sad, evento percepito come simbolo di corruzione e debolezza istituzionale. La Serbia, candidata UE dal 2012 ma con legami significativi con Russia e Cina, affronta sfide interne sulla qualità della democrazia e della libertà di stampa, oltre al delicato equilibrio geopolitico europeo. Ana Brnabić assumerà provvisoriamente la presidenza fino alla fine dell'anno.
Sommario ⬆️
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⏹️ La Serbia vive uno dei momenti più complessi e decisivi della sua storia recente. Le dimissioni del presidente Aleksandar Vučić, annunciate il 27 settembre, rappresentano una mossa costituzionale in vista delle elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre.
🔹️ Ma non solo, sono il punto di arrivo di quasi due anni di tensioni sociali, manifestazioni popolari e profonde divisioni politiche che attraversano un Paese ancora alla ricerca di un equilibrio tra memoria, sviluppo e democrazia. Per comprendere ciò che accade oggi è necessario guardare oltre la cronaca.
🔹️ La Serbia non è soltanto il teatro di uno scontro tra governo e opposizione: è una nazione che porta ancora le cicatrici delle guerre balcaniche, delle sanzioni internazionali, dei bombardamenti NATO del 1999 e della difficile transizione economica successiva.
🔹️ È anche un popolo dalla straordinaria ricchezza culturale, capace di custodire una forte identità storica e religiosa mentre cerca il proprio posto nell’Europa del XXI secolo.
🔹️ Con la Costituzione che gli impedisce di concorrere per un terzo mandato presidenziale, Vučić ha deciso di lasciare con alcuni mesi d’anticipo la carica che avrebbe naturalmente concluso nel maggio 2027.
🔹️ L’obiettivo dichiarato è guidare come candidato il Partito Progressista Serbo (SNS) alle elezioni legislative e, in caso di vittoria, assumere l’incarico di primo ministro.
🔹️ Formalmente il premier dispone di maggiori poteri esecutivi rispetto al presidente della Repubblica, anche se negli ultimi anni Vučić ha esercitato una leadership politica che ha spesso oltrepassato la distinzione tra le due funzioni istituzionali.
🔹️ I suoi sostenitori presentano questa scelta come un modo per garantire continuità e stabilità; i critici la interpretano invece come un tentativo di conservare il controllo del governo in un momento di crescente consenso verso il movimento civico nato dalle proteste studentesche.
🔹️ Ad assumere la presidenza sarà Ana Brnabić, già presidente del Parlamento e storica alleata di Vučić, fino all’elezione del nuovo capo dello Stato prevista entro la fine dell’anno secondo le procedure costituzionali.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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Telegraph
LA SERBIA A UN BIVIO: LE DIMISSIONI DI VUČIĆ APRONO UNA DELLE FASI PIÙ DELICATE DALLA FINE DELLA JUGOSLAVIA
⏹️ La Serbia vive uno dei momenti più complessi e decisivi della sua storia recente. Le dimissioni del presidente Aleksandar Vučić, annunciate il 27 settembre, rappresentano una mossa costituzionale in vista delle elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre.…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LA RANA BOLLITA E LE ILLUSIONI DELLA PACE❗️
Danilo Ruggieri
🔴 L'autore Danilo Ruggieri sostiene che le élite occidentali, guidate dalla Gran Bretagna e dagli USA, stanno impiegando la tattica della "rana bollita" per indebolire strategicamente la Russia attraverso false flag e provocazioni, rendendo improbabile una pace duratura. L'obiettivo è la sconfitta o l'implosione russa per preservare l'egemonia anglosassone e indebolire l'asse Russia-Cina. Si prevede un clima di guerra permanente in Europa con il riarmo di Germania e Polonia; gli USA, sotto Trump, perseguono una strategia mondiale di guerra per procura, mentre la prospettiva europea è descritta come una trappola mortale per i popoli del continente.
Sommario ⬆️
--------------------------------
⏹️ Dobbiamo guardare in faccia la realtà per comprendere dove stiamo andando a sbattere come popoli europei e qualcosa inizia a muoversi nella coscienza popolare.
🔹️ Al di là della quotidiana propaganda del clero giornalistico ed accademico occidentale a guida anglosassone, sembra chiaro che il partito-sistema guerra che prevale nelle elitè europee e anche americane ha scelto la tattica della rana bollita per indebolire strategicamente la federazione russa.
🔹️ A tratti, nelle cerchie più fanatiche, vedi i polacchi e i baltici, questa modalità tattica è dichiarata apertamente. Ma non ci sono solo le dichiarazioni, i proclami.
🔹️ Per montare un clima di guerra permanente le intelligence e gli apparati militari occidentali necessitano costruire una serie di false flag, di provocazioni in laboratorio: i droni nei cieli della Germania, i presunti sconfinamenti nei cieli baltici, la rete di sabotaggi costruiti ad arte dalla Nato, al fine di montare il clima di guerra.
🔹️ A mio avviso non si torna indietro, o meglio sul piano logico, razionale potenzialmente c’è sempre una via di uscita, magari disonorevole, pagando un prezzo politico, il prezzo della sconfitta, che per il gruppo dei Volenterosi, in particolare la Gran Bretagna, e anche in una certa misura per l’America trumpiana, è un prezzo che non può pagare.
🔹️ A mio avviso la trattativa intesa come pace possibile, duratura e stabile per un lasso di tempo relativamente lungo è una chimera, non è praticabile.
🔹️ La resa e la sconfitta strategica della Federazione russa militare o un tracollo interno con colpo di stato contro l’attuale dirigenza, sostituendola con un gruppo di potere più accomodante e connivente con gli interessi economici dei grandi trust finanziari angloamericani, è ugualmente poco probabile.
🔹️ In parte le elitè europee sarebbero disposte a una tregua militare, la cosiddetta pace giusta e duratura, per riorganizzare la logistica del fronte est e colmare il gap industriale bellico e tecnico, ma è solo un prendere tempo.
🔹️ Un tempo che serve alle elitè europee per gestire una seconda edizione come già visto con gli accordi di Minsk per poi tradirlo. Chiaramente questa opzione per la parte russa è inaccettabile e sarebbe la ripetizione di un grave errore già commesso dalla dirigenza di questo paese, l’ingenua, ma non solo, idea che le elitè occidentali volessero arrivare a un compromesso.
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Riassunto punti salienti
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Danilo Ruggieri
🔴 L'autore Danilo Ruggieri sostiene che le élite occidentali, guidate dalla Gran Bretagna e dagli USA, stanno impiegando la tattica della "rana bollita" per indebolire strategicamente la Russia attraverso false flag e provocazioni, rendendo improbabile una pace duratura. L'obiettivo è la sconfitta o l'implosione russa per preservare l'egemonia anglosassone e indebolire l'asse Russia-Cina. Si prevede un clima di guerra permanente in Europa con il riarmo di Germania e Polonia; gli USA, sotto Trump, perseguono una strategia mondiale di guerra per procura, mentre la prospettiva europea è descritta come una trappola mortale per i popoli del continente.
Sommario ⬆️
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⏹️ Dobbiamo guardare in faccia la realtà per comprendere dove stiamo andando a sbattere come popoli europei e qualcosa inizia a muoversi nella coscienza popolare.
🔹️ Al di là della quotidiana propaganda del clero giornalistico ed accademico occidentale a guida anglosassone, sembra chiaro che il partito-sistema guerra che prevale nelle elitè europee e anche americane ha scelto la tattica della rana bollita per indebolire strategicamente la federazione russa.
🔹️ A tratti, nelle cerchie più fanatiche, vedi i polacchi e i baltici, questa modalità tattica è dichiarata apertamente. Ma non ci sono solo le dichiarazioni, i proclami.
🔹️ Per montare un clima di guerra permanente le intelligence e gli apparati militari occidentali necessitano costruire una serie di false flag, di provocazioni in laboratorio: i droni nei cieli della Germania, i presunti sconfinamenti nei cieli baltici, la rete di sabotaggi costruiti ad arte dalla Nato, al fine di montare il clima di guerra.
🔹️ A mio avviso non si torna indietro, o meglio sul piano logico, razionale potenzialmente c’è sempre una via di uscita, magari disonorevole, pagando un prezzo politico, il prezzo della sconfitta, che per il gruppo dei Volenterosi, in particolare la Gran Bretagna, e anche in una certa misura per l’America trumpiana, è un prezzo che non può pagare.
🔹️ A mio avviso la trattativa intesa come pace possibile, duratura e stabile per un lasso di tempo relativamente lungo è una chimera, non è praticabile.
🔹️ La resa e la sconfitta strategica della Federazione russa militare o un tracollo interno con colpo di stato contro l’attuale dirigenza, sostituendola con un gruppo di potere più accomodante e connivente con gli interessi economici dei grandi trust finanziari angloamericani, è ugualmente poco probabile.
🔹️ In parte le elitè europee sarebbero disposte a una tregua militare, la cosiddetta pace giusta e duratura, per riorganizzare la logistica del fronte est e colmare il gap industriale bellico e tecnico, ma è solo un prendere tempo.
🔹️ Un tempo che serve alle elitè europee per gestire una seconda edizione come già visto con gli accordi di Minsk per poi tradirlo. Chiaramente questa opzione per la parte russa è inaccettabile e sarebbe la ripetizione di un grave errore già commesso dalla dirigenza di questo paese, l’ingenua, ma non solo, idea che le elitè occidentali volessero arrivare a un compromesso.
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LA RANA BOLLITA E LE ILLUSIONI DELLA PACE
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ L'ARTE COME NECESSITÀ!
La più grande deficienza dell'ideologia socialista sussiste nella mancanza di considerare l'arte essere fondamentale allo sviluppo tanto della società quanto dell'essere umano.
Il Morris, a differenza dei suoi compagni di partito, essendo artigiano ed artista focalizzò tal problema. Gli uomini a causa del processo di secolarizzazione e laicizzazione sono stati privati del bello e del magnifico (Dio);
Tale svuotamento ha provocato un radicale imbarbarimento della nostra società che ha iniziato a ragionare soltanto in termini strettamente economici poiché degli uomini senza Dio non possono far altro che interessarsi al danaro e laddove non vi è più nient'altro d'importante se non la ragione e la religione economica non vi può essere giustizia sociale.
Gli esseri umani sono stati privati dell'ideale divino e questo processo ha causato la morte del folklore e di conseguenza dell'arte popolare. Dopodiché con la nascita della moderna industria alla stragrande maggioranza degli uomini è stata negata la libertà lavorativa e di conseguenza alle masse è stato impedito di poter godere del proprio lavoro.
Gli artigiani demansionati a manovali, costretti nelle fabbriche, nelle catene di montaggio a svolgere attività meccaniche sono stati impediti nell'applicarsi mentalmente e sono stati ridotti ad automi ed obbligati, per conseguenza, ad abbandonare le campagne e costretti a vivere nei sobborghi cittadini, in luoghi brutti, sporchi e grigi.
La nostra società fa schifo perché è squallida ed è squallida perché ha smesso di produrre Bellezza e Verità. Come bene sosteneva il Morris, necessitiamo che tutti e dico «tutti» possano essere educati alla bellezza e che sopratutto possano godere di essa!
Non vi potrà essere nessun progresso nella nostra società se non rimetteremo al centro delle nostre priorità l'Arte che non è né un orpello né un capriccio ma una necessità. Ogni essere umano deve poter cibare tanto il proprio corpo quanto la propria anima poiché di sol pane possono vivere solamente delle bestie!
Francesco Centineo
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La più grande deficienza dell'ideologia socialista sussiste nella mancanza di considerare l'arte essere fondamentale allo sviluppo tanto della società quanto dell'essere umano.
Il Morris, a differenza dei suoi compagni di partito, essendo artigiano ed artista focalizzò tal problema. Gli uomini a causa del processo di secolarizzazione e laicizzazione sono stati privati del bello e del magnifico (Dio);
Tale svuotamento ha provocato un radicale imbarbarimento della nostra società che ha iniziato a ragionare soltanto in termini strettamente economici poiché degli uomini senza Dio non possono far altro che interessarsi al danaro e laddove non vi è più nient'altro d'importante se non la ragione e la religione economica non vi può essere giustizia sociale.
Gli esseri umani sono stati privati dell'ideale divino e questo processo ha causato la morte del folklore e di conseguenza dell'arte popolare. Dopodiché con la nascita della moderna industria alla stragrande maggioranza degli uomini è stata negata la libertà lavorativa e di conseguenza alle masse è stato impedito di poter godere del proprio lavoro.
Gli artigiani demansionati a manovali, costretti nelle fabbriche, nelle catene di montaggio a svolgere attività meccaniche sono stati impediti nell'applicarsi mentalmente e sono stati ridotti ad automi ed obbligati, per conseguenza, ad abbandonare le campagne e costretti a vivere nei sobborghi cittadini, in luoghi brutti, sporchi e grigi.
La nostra società fa schifo perché è squallida ed è squallida perché ha smesso di produrre Bellezza e Verità. Come bene sosteneva il Morris, necessitiamo che tutti e dico «tutti» possano essere educati alla bellezza e che sopratutto possano godere di essa!
Non vi potrà essere nessun progresso nella nostra società se non rimetteremo al centro delle nostre priorità l'Arte che non è né un orpello né un capriccio ma una necessità. Ogni essere umano deve poter cibare tanto il proprio corpo quanto la propria anima poiché di sol pane possono vivere solamente delle bestie!
Francesco Centineo
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ ARMATEVI E PARTITE, ANZI SPARITE❗️
Alberto Capece
🔵 ❗️#NDR 》Merz 08 luglio 2026: "La Russia non ha alcuna possibilità di vincere questa guerra. Non raggiungerà i suoi obiettivi bellici. Prima porremo fine a questa guerra, meglio sarà per l'Europa, meglio sarà per la Russia e meglio sarà per la pace mondiale."
Merz vuole la guerra, ok va bene. Ma in prima fila vogliamo vedere tutti i figli, nipoti e pronipoti suoi e di tutti i politici che lo appoggiano, von der Leyen, Kallas, Metsola, Costa, Crosetto, Tajani & Co.
-------------------------------------
🔴 L'Ucraina cerca disperatamente il coinvolgimento ufficiale della Nato nel conflitto contro la Russia, ultima speranza per la sua sopravvivenza, sebbene il massiccio calo demografico metta a rischio l'esistenza stessa dello Stato. Germania, Regno Unito e Francia stanno preparando i cittadini a un eventuale scontro, alimentando la retorica bellica nonostante la mancanza di mezzi e la certezza di un intervento diretto USA.
Tuttavia, l'opinione pubblica è fortemente contraria: in Germania solo lo 0,17% dei giovani ha risposto a una chiamata alle armi e la Bundeswehr non ha trovato abbastanza volontari per un battaglione in Lettonia. L'autore sostiene che lo scollamento tra élite finanziarie e popolazioni pacifiste crea un rischio di guerra per errore o incidente, rendendo impensabile una soluzione diplomatica a causa della paura di una sconfitta che spazzerebbe via le attuali strutture di potere. L'unico scenario considerato fattibile per evitare il disastro è l'ascesa di forze politiche anti-belliciste, come l'AfD in Germania, in un Paese chiave per innescare un effetto domino positivo.
Sommario ⬆️
------------------------------------
⏹️ Come si vede con una chiarezza cristallina l’Ucraina sta disperatamente cercando di coinvolgere ufficialmente la Nato nel conflitto contro la Russia.
🔘 È quasi ovvio che lo faccia, perché è l’ultima speranza di sopravvivere come Stato, anche se i due milioni di morti subiti, la fuga dal Paese di altri milioni di persone e l'enorme calo demografico, difficilmente consentiranno a questo patchwork territoriale di esistere come popolazione coesa, se non in dimensioni molto ridotte.
🔘 Sorprende il fatto che soprattutto Germania, Regno Unito e, in misura minore Francia, non solo manifestino la loro disponibilità a questa operazione, ma stiano effettivamente facendo tutto il possibile per preparare i propri cittadini a una guerra con la Russia, nonostante sia ovvio che non hanno i mezzi per farla e tanto meno per vincerla.
🔘 Una voce insistente parla di un imminente operazione di falsa bandiera per poter invocare l’articolo 5 dell’Alleanza atlantica, sebbene sia molto dubbio che gli Usa intervengano in maniera diretta, anzi si può essere quasi certi del contrario.
🔘 In ogni caso non ci vuole molto a pronosticare la distruzione finale del continente, che avverrebbe comunque.
🔘 Questo fatto sottolinea come ormai lo scollamento tra i milieu politici, di fatto gestiti dai poteri finanziari, sia locali che nordamericani, e le popolazioni che di guerra non ne vogliono sapere.
🔘 In Germania, il massiccio sforzo per convincere i tedeschi sulla necessità della guerra, sta miseramente fallendo: degli oltre 300.000 giovani tedeschi intervistati per un sondaggio di opinione di massa, solo lo 0,17% si è offerto volontario per servire nella Bundeswehr.
🔘 Inoltre, è emerso pochi giorni fa che la stessa Bundeswehr non è riuscita a trovare nemmeno 5.000 volontari per un battaglione in Lettonia.
🔘 Dunque nonostante la pressione mediatica, l’informazione è quasi totalmente a servizio delle ragioni o meglio delle follie belliche, nessuno ha davvero voglia di fare la guerra o è capace di farla.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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Alberto Capece
🔵 ❗️#NDR 》Merz 08 luglio 2026: "La Russia non ha alcuna possibilità di vincere questa guerra. Non raggiungerà i suoi obiettivi bellici. Prima porremo fine a questa guerra, meglio sarà per l'Europa, meglio sarà per la Russia e meglio sarà per la pace mondiale."
Merz vuole la guerra, ok va bene. Ma in prima fila vogliamo vedere tutti i figli, nipoti e pronipoti suoi e di tutti i politici che lo appoggiano, von der Leyen, Kallas, Metsola, Costa, Crosetto, Tajani & Co.
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🔴 L'Ucraina cerca disperatamente il coinvolgimento ufficiale della Nato nel conflitto contro la Russia, ultima speranza per la sua sopravvivenza, sebbene il massiccio calo demografico metta a rischio l'esistenza stessa dello Stato. Germania, Regno Unito e Francia stanno preparando i cittadini a un eventuale scontro, alimentando la retorica bellica nonostante la mancanza di mezzi e la certezza di un intervento diretto USA.
Tuttavia, l'opinione pubblica è fortemente contraria: in Germania solo lo 0,17% dei giovani ha risposto a una chiamata alle armi e la Bundeswehr non ha trovato abbastanza volontari per un battaglione in Lettonia. L'autore sostiene che lo scollamento tra élite finanziarie e popolazioni pacifiste crea un rischio di guerra per errore o incidente, rendendo impensabile una soluzione diplomatica a causa della paura di una sconfitta che spazzerebbe via le attuali strutture di potere. L'unico scenario considerato fattibile per evitare il disastro è l'ascesa di forze politiche anti-belliciste, come l'AfD in Germania, in un Paese chiave per innescare un effetto domino positivo.
Sommario ⬆️
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⏹️ Come si vede con una chiarezza cristallina l’Ucraina sta disperatamente cercando di coinvolgere ufficialmente la Nato nel conflitto contro la Russia.
🔘 È quasi ovvio che lo faccia, perché è l’ultima speranza di sopravvivere come Stato, anche se i due milioni di morti subiti, la fuga dal Paese di altri milioni di persone e l'enorme calo demografico, difficilmente consentiranno a questo patchwork territoriale di esistere come popolazione coesa, se non in dimensioni molto ridotte.
🔘 Sorprende il fatto che soprattutto Germania, Regno Unito e, in misura minore Francia, non solo manifestino la loro disponibilità a questa operazione, ma stiano effettivamente facendo tutto il possibile per preparare i propri cittadini a una guerra con la Russia, nonostante sia ovvio che non hanno i mezzi per farla e tanto meno per vincerla.
🔘 Una voce insistente parla di un imminente operazione di falsa bandiera per poter invocare l’articolo 5 dell’Alleanza atlantica, sebbene sia molto dubbio che gli Usa intervengano in maniera diretta, anzi si può essere quasi certi del contrario.
🔘 In ogni caso non ci vuole molto a pronosticare la distruzione finale del continente, che avverrebbe comunque.
🔘 Questo fatto sottolinea come ormai lo scollamento tra i milieu politici, di fatto gestiti dai poteri finanziari, sia locali che nordamericani, e le popolazioni che di guerra non ne vogliono sapere.
🔘 In Germania, il massiccio sforzo per convincere i tedeschi sulla necessità della guerra, sta miseramente fallendo: degli oltre 300.000 giovani tedeschi intervistati per un sondaggio di opinione di massa, solo lo 0,17% si è offerto volontario per servire nella Bundeswehr.
🔘 Inoltre, è emerso pochi giorni fa che la stessa Bundeswehr non è riuscita a trovare nemmeno 5.000 volontari per un battaglione in Lettonia.
🔘 Dunque nonostante la pressione mediatica, l’informazione è quasi totalmente a servizio delle ragioni o meglio delle follie belliche, nessuno ha davvero voglia di fare la guerra o è capace di farla.
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ARMATEVI E PARTITE, ANZI SPARITE
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ UCRAINA: I CITTADINI SONO PIÙ PREOCCUPATI DELLA CORRUZIONE CHE DEL CONFLITTO E INCOLPANO ZELENSKY. NONOSTANTE CIÒ FDL E PD CONTINUANO A SOSTENERE IL REGIME DI KIEV
Fortunato Depero
🔵 #NDR 》La corruzione come motore della guerra: finché ci sono soldi da rubare, il conflitto continua.
> Armi NATO sul mercato nero: da Hezbollah alle mafie italiane.
> L’UE sa tutto, ma chiude un occhio: la corruzione è “il prezzo da pagare”.
> L’insensatezza del sostegno italiano: Meloni e PD ignorano la corruzione di Kiev
-------------------------------
🔴 Sondaggi in Ucraina mostrano che il 50% dei cittadini percepisce la corruzione come il problema principale, superando i timori legati al conflitto, con il 72% che attribuisce la responsabilità direttamente a Volodymyr Zelensky. Il sondaggio coincide con l'inchiesta "Operazione Midas", che ha rivelato lo smaltimento di circa 100 milioni di dollari dalla società statale Energoatom tramite tangenti a fornitori, coinvolgendo figure chiave come Andriy Yermak e Timur Mindich. L'autore critica la continuazione del sostegno "ad oltranza" di Italia e UE, citando il finanziamento italiano di 2,68 miliardi di euro (di cui 1,70 per aiuti militari) tra il 2022 e il 2025. Sostiene che la guerra funzioni come pretesto per arricchimenti illeciti, deviando fondi e armi verso mercati illeciti e criminalità organizzata, denunciando la complicità occidentale in questo sistema corrotto.
Sommario ⬆️
--------------------------------------
⏹️ Un recente sondaggio del KMIS, l’istituto di sociologia di Kiev, dipinge un quadro che dovrebbe far riflettere sia Bruxelles come a Roma, che continuano a ripetere lo slogan del sostegno “ad oltranza” all’Ucraina.
🎯 Per la prima volta dall’inizio dell’invasione russa, la corruzione è percepita dagli ucraini come il problema principale del Paese, superando persino i bombardamenti e la guerra stessa.
🎯 E la responsabilità, secondo tre quarti degli intervistati, ricade direttamente sul presidente Volodymyr Zelensky di cui mandato è scaduto il 20 maggio 2024.
🎯 I dati sono netti e non lasciano spazio a interpretazioni di comodo anzi manifestano un malessere profondo. Il 50% degli ucraini indica la corruzione come la preoccupazione primaria, contro il 40% che cita i raid missilistici e droni russi.
🎯 Il 72% ritiene che la corruzione sia aumentata dall’inizio del conflitto e, fatto ancora più grave, lo stesso 72% attribuisce la responsabilità personale al presidente. Non si tratta di accuse generiche o di malcontento diffuso.
🎯 I nomi dei principali indagati sono noti a tutti. L’ex capo dell’ufficio presidenziale Andriy Yermak, i suoi vice Iryna Mudra e Rustem Shurma, e l’amico storico di Zelensky Timur Mindich, sono al centro di una delle più grandi inchieste anticorruzione della storia ucraina.
🎯 L’“Operazione Midas”, condotta dall’Ufficio nazionale anticorruzione (NABU), ha smascherato un sistema criminale multilivello che ha sottratto circa 100 milioni di dollari dalla società statale Energoatom, che gestisce tutte le centrali nucleari del Paese.
🎯 Il meccanismo era semplice e spudorato: per almeno 15 mesi, un gruppo organizzato ha imposto ai fornitori di Energoatom tangenti pari al 10-15% del valore di ciascun contratto.
🎯 Chi non pagava vedeva bloccati i pagamenti o perdeva lo status di fornitore. I fondi venivano poi riciclati attraverso una rete di società offshore e conti esteri, con la complicità di funzionari di alto livello.
Continua ⤵️
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Fortunato Depero
🔵 #NDR 》La corruzione come motore della guerra: finché ci sono soldi da rubare, il conflitto continua.
> Armi NATO sul mercato nero: da Hezbollah alle mafie italiane.
> L’UE sa tutto, ma chiude un occhio: la corruzione è “il prezzo da pagare”.
> L’insensatezza del sostegno italiano: Meloni e PD ignorano la corruzione di Kiev
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🔴 Sondaggi in Ucraina mostrano che il 50% dei cittadini percepisce la corruzione come il problema principale, superando i timori legati al conflitto, con il 72% che attribuisce la responsabilità direttamente a Volodymyr Zelensky. Il sondaggio coincide con l'inchiesta "Operazione Midas", che ha rivelato lo smaltimento di circa 100 milioni di dollari dalla società statale Energoatom tramite tangenti a fornitori, coinvolgendo figure chiave come Andriy Yermak e Timur Mindich. L'autore critica la continuazione del sostegno "ad oltranza" di Italia e UE, citando il finanziamento italiano di 2,68 miliardi di euro (di cui 1,70 per aiuti militari) tra il 2022 e il 2025. Sostiene che la guerra funzioni come pretesto per arricchimenti illeciti, deviando fondi e armi verso mercati illeciti e criminalità organizzata, denunciando la complicità occidentale in questo sistema corrotto.
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⏹️ Un recente sondaggio del KMIS, l’istituto di sociologia di Kiev, dipinge un quadro che dovrebbe far riflettere sia Bruxelles come a Roma, che continuano a ripetere lo slogan del sostegno “ad oltranza” all’Ucraina.
🎯 Per la prima volta dall’inizio dell’invasione russa, la corruzione è percepita dagli ucraini come il problema principale del Paese, superando persino i bombardamenti e la guerra stessa.
🎯 E la responsabilità, secondo tre quarti degli intervistati, ricade direttamente sul presidente Volodymyr Zelensky di cui mandato è scaduto il 20 maggio 2024.
🎯 I dati sono netti e non lasciano spazio a interpretazioni di comodo anzi manifestano un malessere profondo. Il 50% degli ucraini indica la corruzione come la preoccupazione primaria, contro il 40% che cita i raid missilistici e droni russi.
🎯 Il 72% ritiene che la corruzione sia aumentata dall’inizio del conflitto e, fatto ancora più grave, lo stesso 72% attribuisce la responsabilità personale al presidente. Non si tratta di accuse generiche o di malcontento diffuso.
🎯 I nomi dei principali indagati sono noti a tutti. L’ex capo dell’ufficio presidenziale Andriy Yermak, i suoi vice Iryna Mudra e Rustem Shurma, e l’amico storico di Zelensky Timur Mindich, sono al centro di una delle più grandi inchieste anticorruzione della storia ucraina.
🎯 L’“Operazione Midas”, condotta dall’Ufficio nazionale anticorruzione (NABU), ha smascherato un sistema criminale multilivello che ha sottratto circa 100 milioni di dollari dalla società statale Energoatom, che gestisce tutte le centrali nucleari del Paese.
🎯 Il meccanismo era semplice e spudorato: per almeno 15 mesi, un gruppo organizzato ha imposto ai fornitori di Energoatom tangenti pari al 10-15% del valore di ciascun contratto.
🎯 Chi non pagava vedeva bloccati i pagamenti o perdeva lo status di fornitore. I fondi venivano poi riciclati attraverso una rete di società offshore e conti esteri, con la complicità di funzionari di alto livello.
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UCRAINA: I CITTADINI SONO PIÙ PREOCCUPATI DELLA CORRUZIONE CHE DEL CONFLITTO E INCOLPANO ZELENSKY. NONOSTANTE CIÒ FDL E PD CONTINUANO…
⏹️ Un recente sondaggio del KMIS, l’istituto di sociologia di Kiev, dipinge un quadro che dovrebbe far riflettere sia Bruxelles come a Roma, che continuano a ripetere lo slogan del sostegno “ad oltranza” all’Ucraina. 🎯 Per la prima volta dall’inizio dell’invasione…
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⚠️ TUTTO SARÀ LICEO, NIENTE SARÀ LICEO❗️
Martino Dettori
🔴 L'autore Martino Dettori critica la riforma che ridenominando gli istituti tecnici in "licei" svuota il termine del suo significato originale, legato all'acquisizione di conoscenze letterarie e filosofiche. L'articolo sostiene che questa mossa è un'illusione comunicativa volta a nascondere un pregiudizio sistemico del capitalismo, che privilegia le "competenze" (abilità pratiche per formare lavoratori subordinati) sulle "conoscenze" (capacità di pensiero critico). Viene denunciato il "competentismo", ovvero l'imposizione al cittadino di limitarsi al proprio ambito tecnico senza poter esprimere giudizi critici basati sulla cultura generale, creando una disuguaglianza formativa dove chi possiede conoscenze detiene il potere.
Sommario ⬆️
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⏹️ Un indubbio successo di “comunicazione” la trasformazione degli istituti tecnici in licei. Peccato però che, d’ora innanzi, tutto sarà liceo, niente sarà liceo.
🔸️ Nel momento che sarà “liceo” qualsiasi istituto secondario di secondo grado, il termine “liceo” perderà il proprio significato originario, che fa riferimento a un tipo di scuola dove si apprende il sapere letterario e filosofico, cioè la capacità di comprendere il mondo attraverso la conoscenza del pensiero umano.
🔸️ Perché chiamare “liceo” un istituto tecnico e professionale? Qual è il vero fine? Se prestassimo ascolto al Governo, è una questione di pregiudizio nei confronti di chi sceglie un istituto tecnico o professionale.
🔸️ Ma anche fosse davvero così, la riforma non avrebbe comunque senso. Chiamare un istituto tecnico “liceo” non risolve il problema del pregiudizio, esattamente come non si può essere donna solo perché ci si veste come tale.
🔸️ La logica sottesa è la stessa: non perché un istituto tecnico verrà chiamato liceo, lo sarà per davvero. Dunque il pregiudizio rimane. E allora perché? La realtà è ben chiara. Creare un’illusione che intorbidisca le acque.
🔸️ In questa newsletter ho spesso evidenziato una verità: il mondo attuale, dominato dal Capitalismo, non ama le “conoscenze”, bensì le “competenze”.
🔸️ Il sistema è stato congegnato perché la gente pensi di meno e muova le mani di più, e muovendo le mani di più pensi di meno. Ovviamente, per “gente” intendo la massa. Questa deve avere accesso il meno possibile alle conoscenze, cioè all’arte del pensare.
🔸️ Pensare, rende le menti critiche, permette loro di comprendere cosa accade intorno a loro, permette di scovare gli abusi e le ingiustizie. Ecco perché, da tempo, nel mondo dell’istruzione è stato introdotto un linguaggio aziendalistico (crediti formativi, competenze, ecc.).
🔸️ Ecco perché le varie riforme hanno reso le scuole delle vere e proprie “aziende”, volte a formare subordinati passivi, cioè persone che devono imparare ad accettare che il mondo è dominato dal Capitale, che il profitto è un fatto naturale e che l’autorità e le sue verità non devono mai essere messe in discussione.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
👉 Libertà & Democrazia, No Vax, No War, No woke
Martino Dettori
🔴 L'autore Martino Dettori critica la riforma che ridenominando gli istituti tecnici in "licei" svuota il termine del suo significato originale, legato all'acquisizione di conoscenze letterarie e filosofiche. L'articolo sostiene che questa mossa è un'illusione comunicativa volta a nascondere un pregiudizio sistemico del capitalismo, che privilegia le "competenze" (abilità pratiche per formare lavoratori subordinati) sulle "conoscenze" (capacità di pensiero critico). Viene denunciato il "competentismo", ovvero l'imposizione al cittadino di limitarsi al proprio ambito tecnico senza poter esprimere giudizi critici basati sulla cultura generale, creando una disuguaglianza formativa dove chi possiede conoscenze detiene il potere.
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⏹️ Un indubbio successo di “comunicazione” la trasformazione degli istituti tecnici in licei. Peccato però che, d’ora innanzi, tutto sarà liceo, niente sarà liceo.
🔸️ Nel momento che sarà “liceo” qualsiasi istituto secondario di secondo grado, il termine “liceo” perderà il proprio significato originario, che fa riferimento a un tipo di scuola dove si apprende il sapere letterario e filosofico, cioè la capacità di comprendere il mondo attraverso la conoscenza del pensiero umano.
🔸️ Perché chiamare “liceo” un istituto tecnico e professionale? Qual è il vero fine? Se prestassimo ascolto al Governo, è una questione di pregiudizio nei confronti di chi sceglie un istituto tecnico o professionale.
🔸️ Ma anche fosse davvero così, la riforma non avrebbe comunque senso. Chiamare un istituto tecnico “liceo” non risolve il problema del pregiudizio, esattamente come non si può essere donna solo perché ci si veste come tale.
🔸️ La logica sottesa è la stessa: non perché un istituto tecnico verrà chiamato liceo, lo sarà per davvero. Dunque il pregiudizio rimane. E allora perché? La realtà è ben chiara. Creare un’illusione che intorbidisca le acque.
🔸️ In questa newsletter ho spesso evidenziato una verità: il mondo attuale, dominato dal Capitalismo, non ama le “conoscenze”, bensì le “competenze”.
🔸️ Il sistema è stato congegnato perché la gente pensi di meno e muova le mani di più, e muovendo le mani di più pensi di meno. Ovviamente, per “gente” intendo la massa. Questa deve avere accesso il meno possibile alle conoscenze, cioè all’arte del pensare.
🔸️ Pensare, rende le menti critiche, permette loro di comprendere cosa accade intorno a loro, permette di scovare gli abusi e le ingiustizie. Ecco perché, da tempo, nel mondo dell’istruzione è stato introdotto un linguaggio aziendalistico (crediti formativi, competenze, ecc.).
🔸️ Ecco perché le varie riforme hanno reso le scuole delle vere e proprie “aziende”, volte a formare subordinati passivi, cioè persone che devono imparare ad accettare che il mondo è dominato dal Capitale, che il profitto è un fatto naturale e che l’autorità e le sue verità non devono mai essere messe in discussione.
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🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
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Telegraph
TUTTO SARÀ LICEO, NIENTE SARÀ LICEO
⏹️ Un indubbio successo di “comunicazione” la trasformazione degli istituti tecnici in licei. Peccato però che, d’ora innanzi, tutto sarà liceo, niente sarà liceo. 🔸️ Nel momento che sarà “liceo” qualsiasi istituto secondario di secondo grado, il termine…
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