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⚠️ NELLE URNE BRASILIANE, L’OMBRA DI WASHINGTON E TEL AVIV❗️
Marco Consolo

🔵❗️#NDR 》Purtroppo la priorità della classe politica mondiale, sia progressisti che conservatori, sono i loro interessi personali e non quella di tutelare gli interessi nazionali. Il risultato è che siamo nelle mani sempre di più del potere degli Stati Uniti & Israele, il più pericoloso male del mondo❗️
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🔴 Le elezioni brasiliane del 4 ottobre 2026 vedono in testa Luiz Inácio Lula da Silva (38%), che aspira a un quarto mandato, seguito dal senatore di estrema destra Flávio Bolsonaro (33%). Il figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro, condannato per il tentato colpo di Stato del 2023, è indagato per corruzione ed evasione, beneficiando tuttavia del sostegno aperto dell'amministrazione Trump e dell'estrema destra internazionale. Secondo il rapporto dell'agenzia brasiliana di intelligence (Abin), l'ingerenza statunitense è a "livello critico", mirata a garantire l'accesso a minerali critici e ridurre l'influenza della Cina in America Latina. Il risultato elettorale, influenzato anche dal sostegno di Israele e della famiglia Bolsonaro, influenzerà gli equilibri geopolitici globali e i BRICS, con un ballottaggio fissato poco prima delle midterm USA del 3 novembre.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il 4 ottobre si terrà in Brasile il primo turno delle elezioni politiche per eleggere l’intera Camera dei deputati, due terzi del Senato, i parlamenti degli Stati ed eleggere sia il Presidente della Repubblica che i governatori dei singoli Stati.

🔸️ Per queste due ultime cariche, se non si supera la soglia del 50%, si andrà al ballottaggio tre settimane dopo. In un clima incerto, si decide il destino dell’ultimo grande baluardo progressista del Cono Sud.

🔸️ Nei sondaggi presidenziali è in testa Luiz Inácio Lula da Silva con il 38% di intenzione di voto, che aspira a un quarto mandato non consecutivo. Subito dietro, il senatore dell’estrema destra Flávio Bolsonaro con il 33%.

🔸️ Flavio è il figlio dell’ex Presidente Jair Bolsonaro, condannato a 27 anni di carcere per il tentato colpo di Stato dopo la sconfitta elettorale del 2023. Un cognome che pesa come un macigno ma che, nonostante il precedente golpista, continua a sedurre una parte consistente dell’elettorato.

🔸️ Un dato che fa riflettere, anche in base alle divisioni interne alle destre che non lo appoggiano in blocco, almeno al primo turno. Dal canto suo, il Presidente Lula può contare sul sostegno di un’ampia coalizione di partiti di sinistra, centro-sinistra e centro.

🔸️ La dura campagna elettorale si è svolta in un clima politico incandescente, con accuse incrociate di corruzione, che coinvolgono anche i giudici della Corte Suprema Federale e lo stesso Flavio Bolsonaro.

🔸️ Quest’ultimo è indagato per evasione valutaria, riciclaggio di denaro e corruzione nel caso «Dark Horse», titolo del film su suo padre Jair, presumibilmente finanziato con denaro fornito da Daniel Vorcaro, proprietario del Banco Máster, arrestato per frode finanziaria.

🔸️ Come si ricorderà, anche nel 2017 (dietro le quinte) gli Stati Uniti avevano fatto pressioni per far arrestare Lula (e rimuoverlo così dalla scena politica brasiliana) e favorire l’elezione di Jair Bolsonaro.

🔸️ Oggi l’amministrazione Trump, invece, agisce apertamente a favore dell’elezione del figlio, vezzeggiando la destra brasiliana per svolgere il ruolo che le viene affidato di svendere il proprio Paese pro domo sua.

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⚠️ LO STATO DELLA FLORIDA FA CAUSA A PFIZER, BOURLA PER LA COMMERCIALIZZAZIONE INGANNEVOLE DEI VACCINI COVID❗️
Michael Nevradakis, Ph.D

🔵❗️#NDR 》Domanda molto semplice : oramai, in special modo da parte degli Stati Uniti, culla dei criminali della Pfizer, veniamo a conoscenza della truffa dei "vaccini" COVID-19. Politici, media e virologi italiani (lista troppo lunga) che tuttora difendono questi vaccini, non dovrebbero essere arrestati❓️
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🔴 Lo stato della Florida, tramite il procuratore generale James Uthmeier, ha citato in giudizio Pfizer e il suo AD Albert Bourla per violazione della "Deceptive and Unfair Trade Practices Act". La denuncia di 49 pagine sostiene che Pfizer abbia commercializzato ingannevolmente il vaccino COVID-19 promettendo sicurezza ed efficacia senza rivelare rischi gravi, tra cui 1.223 decessi e 52 aborti spontanei segnalati nei database interni. Si afferma che l'azienda abbia nascosto dati su miocardite nei minori e danni alla salute riproduttiva per massimizzare i profitti.
Pfizer ha definito le accuse infondate, riaffermando l'accuratezza delle sue dichiarazioni basate su dati scientifici. La causa cerca sanzioni civili di 10.000-15.000 dollari per violazione, il risarcimento dei profitti e un'ingiunzione permanente contro future pratiche ingannevoli.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il procuratore generale della Florida James Uthmeier ha citato in giudizio Pfizer e il suo AD, Albert Bourla, sostenendo che la casa farmaceutica ha fuorviato il pubblico commercializzando il suo vaccino COVID-19 come sicuro ed efficace, senza rivelare i potenziali rischi del vaccino per le donne in gravidanza, i bambini e gli adolescenti.

🔹️ La causa di 49 pagine sostiene che Pfizer abbia violato il "Deceptive and Unfair Trade Practices Act" della Florida, commercializzando ingannevolmente il suo vaccino al pubblico per aver realizzato profitti per miliardi di dollari.

🔹️ Secondo la denuncia, la campagna di marketing del vaccino COVID-19 di Pfizer si è concentrata su due temi principali: che il vaccino "non presentava rischi materiali per la sicurezza" e che "la vaccinazione di massa era necessaria per fermare la trasmissione del COVID-19", anche se Pfizer non ha mai testato la capacità del vaccino di fermare la diffusione del virus.

🔹️ Pfizer possedeva ampie prove che il suo vaccino causava gravi eventi avversi, tra cui 1.223 decessi segnalati in seguito alla vaccinazione a febbraio 2021 e 52 aborti spontanei tra le donne in gravidanza vaccinate. Tuttavia, l'azienda ha assicurato al pubblico che il vaccino era sicuro.

🔹️ Uthmeier ha dichiarato che : "Oggi abbiamo citato in giudizio Pfizer per aver ingannevolmente commercializzato i prodotti come sicuri - facendo miliardi - mentre le donne incinte abortivano i loro bambini e gli adolescenti stavano avendo attacchi cardiaci".

🔹️ In una dichiarazione, Pfizer ha affermato che le accuse sono infondate e che "le rappresentazioni fatte da Pfizer sul suo vaccino contro il COVID-19 sono state accurate e basate su dati scientifici" e che "sostiene la sicurezza e l'efficacia" del prodotto.

🔹️ Dall'altra parte, Forrest B. Saunders, direttore delle comunicazioni dell'ufficio di Uthmeier, ha detto "Defender" "le denunce e i commenti del procuratore generale della Florida James Uthmeier parlano da soli".

🔹️ Saunders ha affermato che la Florida ha un passato di successi con tali cause legali, avendo "recuperato milioni per i cittadini della Florida attraverso sforzi di protezione dei consumatori".

🔹️ Naomi Wolf, AD di Daily Clout e autrice di "The Pfizer Papers: Pfizer's Crimes Against Humanity", ha contribuito a pubblicare documenti nel 2023 e 2024 che rivelavano eventi avversi gravi tra le donne in gravidanza e danni irreversibili alla salute riproduttiva.

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🔵❗️#NDR 》Domanda molto semplice : oramai, in special modo da parte degli Stati Uniti, culla dei criminali della Pfizer, veniamo a conoscenza della truffa dei "vaccini" COVID-19. Politici, media e virologi italiani (lista troppo lunga) che tuttora difendono questi vaccini, non dovrebbero essere arrestati❓️
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🔴 Lo stato della Florida, tramite il procuratore generale James Uthmeier, ha citato in giudizio Pfizer e il suo AD Albert Bourla per violazione della "Deceptive and Unfair Trade Practices Act". La denuncia di 49 pagine sostiene che Pfizer abbia commercializzato ingannevolmente il vaccino COVID-19 promettendo sicurezza ed efficacia senza rivelare rischi gravi, tra cui 1.223 decessi e 52 aborti spontanei segnalati nei database interni. Si afferma che l'azienda abbia nascosto dati su miocardite nei minori e danni alla salute riproduttiva per massimizzare i profitti.
Pfizer ha definito le accuse infondate, riaffermando l'accuratezza delle sue dichiarazioni basate su dati scientifici. La causa cerca sanzioni civili di 10.000-15.000 dollari per violazione, il risarcimento dei profitti e un'ingiunzione permanente contro future pratiche ingannevoli.
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⏹️ Il procuratore generale della Florida James Uthmeier ha citato in giudizio Pfizer e il suo AD, Albert Bourla, sostenendo che la casa farmaceutica ha fuorviato il pubblico commercializzando il suo vaccino COVID-19 come sicuro ed efficace, senza rivelare i potenziali rischi del vaccino per le donne in gravidanza, i bambini e gli adolescenti.

🔹️ La causa di 49 pagine sostiene che Pfizer abbia violato il "Deceptive and Unfair Trade Practices Act" della Florida, commercializzando ingannevolmente il suo vaccino al pubblico per aver realizzato profitti per miliardi di dollari.

🔹️ Secondo la denuncia, la campagna di marketing del vaccino COVID-19 di Pfizer si è concentrata su due temi principali: che il vaccino "non presentava rischi materiali per la sicurezza" e che "la vaccinazione di massa era necessaria per fermare la trasmissione del COVID-19", anche se Pfizer non ha mai testato la capacità del vaccino di fermare la diffusione del virus.

🔹️ Pfizer possedeva ampie prove che il suo vaccino causava gravi eventi avversi, tra cui 1.223 decessi segnalati in seguito alla vaccinazione a febbraio 2021 e 52 aborti spontanei tra le donne in gravidanza vaccinate. Tuttavia, l'azienda ha assicurato al pubblico che il vaccino era sicuro.

🔹️ Uthmeier ha dichiarato che : "Oggi abbiamo citato in giudizio Pfizer per aver ingannevolmente commercializzato i prodotti come sicuri - facendo miliardi - mentre le donne incinte abortivano i loro bambini e gli adolescenti stavano avendo attacchi cardiaci".

🔹️ In una dichiarazione, Pfizer ha affermato che le accuse sono infondate e che "le rappresentazioni fatte da Pfizer sul suo vaccino contro il COVID-19 sono state accurate e basate su dati scientifici" e che "sostiene la sicurezza e l'efficacia" del prodotto.

🔹️ Dall'altra parte, Forrest B. Saunders, direttore delle comunicazioni dell'ufficio di Uthmeier, ha detto "Defender" "le denunce e i commenti del procuratore generale della Florida James Uthmeier parlano da soli".

🔹️ Saunders ha affermato che la Florida ha un passato di successi con tali cause legali, avendo "recuperato milioni per i cittadini della Florida attraverso sforzi di protezione dei consumatori".

🔹️ Naomi Wolf, AD di Daily Clout e autrice di "The Pfizer Papers: Pfizer's Crimes Against Humanity", ha contribuito a pubblicare documenti nel 2023 e 2024 che rivelavano eventi avversi gravi tra le donne in gravidanza e danni irreversibili alla salute riproduttiva.

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⚠️ ENERGIA: TRUMP ALLA GUERRA DEL DIESEL. MESSO ALLE CORDE DALL'IRAN, IL TYCOON MINACCIA L’EUROPA. E L’ITALIA❓️
Alessandro Cavaglià

🔴 Trump minaccia l'Europa con il possibile divieto di esportazioni di diesel USA e la richiesta di rilascio delle riserve, in risposta all'aumento dei prezzi causato dalla guerra con l'Iran (costo medio US +70%, a 6,39$/gal). Sebbene gli USA siano esportatori vitali, la crisi attuale riguarda la capacità di raffinazione globale e logistica, non tanto il greggio: l'Europa ha perso il 30% delle raffinerie dal 2009 e fa i conti con ridotti flussi da Medio Oriente, Russia e Cina. L'Italia, pur conservando significative capacità di raffinazione e rotte alternative a Hormuz per il 55% delle importazioni di greggio (Libia, Azerbaigian, Kazakistan), non è immune dai prezzi elevati determinati dal mercato internazionale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che potrebbe chiedere ai paesi europei di rilasciare le loro riserve di gasolio e nel contempo di valutare la possibilità di vietare le esportazioni statunitensi di diesel.

🔘 Il tycoon, messo alle corde dall’Iran, pensa in questo modo di contenere i prezzi del carburante, volati alle stelle anche negli USA.

🔘 Secondo i dati dell’associazione degli automobilisti americani AAA, il prezzo medio del diesel negli Stati Uniti è aumentato di oltre il 70%, raggiungendo i 6,39 dollari al gallone dall’inizio della guerra con l’Iran.

🔘 L’impennata ha alimentato l’inflazione e la rabbia dell’opinione pubblica, in vista delle elezioni di midterm del prossimo 3 novembre.

🔘 Trump aveva già attribuito all’Ucraina e ai suoi attacchi alle raffinerie in Russia la responsabilità dei prezzi record del diesel negli Stati Uniti.

🔘 Il segretario del Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha affermato che Washington ha fatto la sua parte nell’ambito dell’accordo raggiunto a marzo tra i membri dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) per lo sblocco di 172 milioni di barili di gasolio.

🔘 “L’America sta facendo la sua parte”, ha dichiarato sui social media, “ci aspettiamo che i nostri alleati mantengano i loro impegni con i fatti”.

🔘 Il commissario UE per il commercio, Maroš Šefčovič, ha dichiarato che le parti “hanno deciso di rimanere in stretto contatto per evitare qualsiasi sorpresa”.

🔘 Gli Stati Uniti sono un fornitore vitale di gasolio per il mondo ed esportano tra 1,2 e 1,5 milioni di barili al giorno. Anche se secondo gli ultimi dati degli analisti il petrolio sta tornando a uscire da Hormuz, il problema energetico non è affatto risolto, poiché la disponibilità di prodotti raffinati, soprattutto diesel, è ancora enormemente inferiore ai livelli normali.

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⚠️ ESSERE LO “SGABELLO” DEGLI USA E ANDARE PERSINO IERI❗️
Martino Dettori

🔵 PREMESSA: L’Europa crede ancora d’essere un gigante in un mondo di nani, ma è l’esatto opposto. E’ un nano in un mondo di giganti. Un nano fatto di legno, con quattro tozze gambe.
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🔴 Secondo Martino Dettori, l'Europa è ostaggio di un sistema capitalista che genera profitti per le élite a scapito del benessere dei popoli, subendo una crisi energetica più grave di quella degli anni '70. L'autore critica l'UE per le politiche fallimentari (privatizzazioni, ETS, sanzioni alla Russia) e l'uso dell'aumento dei tassi per gestire l'inflazione da offerta, definendo l'Unione un fallimento creato per facilitare il dominio anglo-americano.
L'Europa è descritta come uno "sgabello" sacrificabile utilizzato dagli USA per mantenere la leadership globale nel confronto geopolitico; l'articolista avverte che questa sottomissione porterà inevitabilmente allo spezzarsi del continente sotto il peso dell'impotenza politica e della sudditanza.
Sommario ⬆️
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⏹️ Ormai è assodato che l’Europa si è avvitata su se stessa. Non riesce più a risollevarsi, perché è ostaggio di un sistema che non è nato per garantire il benessere dei popoli bensì per garantire il profitto delle élite capitalistiche.

🔸️ E’ attraverso questa lente che deve essere letta la crisi energetica che si sta rivelando ben più grave di quella petrolifera degli anni ‘70.

🔸️ E lo è, perché, all’epoca, c’erano ancora grandi istituzioni statali che ammortizzavano la crisi, intervenendo con politiche di calmieramento dei prezzi. Ma oggi?

🔸️ Oggi è tutto privatizzato. Lo Stato è diventato solo un percettore di tasse, restituendo meno di quanto incassi (più di vent’anni di avanzo primario sono lì a testimoniarlo). E l’Unione Europea… beh, sappiamo cosa sia l’Unione Europea.

🔸️ Se andassimo a vedere meglio, ci renderemmo conto che la UE è il peggior sistema nel peggior periodo degli ultimi quarant’anni. Negli anni ‘90 ci ha imposto la privatizzazione del settore energetico, come ci ha imposto il mercato ETS per le quote di carbonio (2005), come ci ha imposto le liberalizzazioni e le sanzioni alla Russia (2022).

🔸️ Tutto quanto, oggi, dovrebbe essere abolito, mitigato o contrastato per combattere la grave crisi, invece viene difeso a oltranza, e anzi, viene persino rafforzato, usando la retorica bellicista che conosciamo.


🔸️ Così capita di sentire le surreali esortazioni dei burocrati europei che invitano gli Stati a imporre tagli e risparmi di energia.

🔸️ E in questa cornice deprimente, mantengono le sanzioni al petrolio russo, difendono i disastri americani nello stretto di Hormuz, difendono il sistema del mercato ETS, e ciliegina sulla torta (al veleno), trattano la crescente inflazione da offerta (penuria di energia) come fosse inflazione da domanda.

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⚠️ NON SOLO “CAMPO LARGO”: DESTRA, SINISTRA E I RIFLESSI SULL'EUROPA❗️
Angela Casilli

🔴 L'analisi di Angela Casilli evidenzia l'instabilità strutturale del sistema politico italiano, caratterizzata dall'emergere di nuovi attori a destra (Futuro Nazionale) e dalle incertezze a sinistra. La frammentazione dei partiti tradizionali, un tempo ancorati a divisioni di classe, riflette le società post-industriali "liquide", dove il mito della divisione destra/sinistra non si traduce più in programmi concreti. Il testo critica aspramente l'alleanza di "Campo Largo" (PD, AVS, Cinque Stelle) per la sua ambiguità sulle questioni europee: manca consenso su difesa e sostegno all'Ucraina, prevale l'ostilità al nucleare e si trasfere la responsabilità della sicurezza a Germania e USA. L'autore sostiene che per affrontare le disuguaglianze e le grandi sfide, l'Italia deve agire prima in ambito europeo, abbandonando logiche di "socialismo in un solo Paese".
Sommario ⬆️
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⏹️ Attualmente il sistema politico italiano è strutturalmente in disequilibrio sia a destra che a sinistra.

🔹️ Un nuovo partito si è formato a destra, Futuro Nazionale, del generale in congedo Roberto Vannacci, uscito dalla Lega di Salvini.

🔹️ A sinistra, esponenti politici di rilievo hanno messo in discussione la loro appartenenza partitica ad una sinistra in cui non si riconoscono più.

🔹️ Il fenomeno non è soltanto italiano, perché altre democrazie consolidate, sono alle prese con l’instabilità e la frammentazione.

🔹️ Le cause di tale squilibrio sono tutte strutturali. I partiti sono stati stabili, fino a quando hanno rappresentato divisioni permanenti della società, divisioni di classe e, in alcuni casi, di religione.

🔹️ La divisione tra destra e sinistra è stata quella più rilevante nelle società che hanno conosciuto processi importanti d’industrializzazione e urbanizzazione.

🔹️ Terminata la Guerra Fredda, le società sono diventate “liquide”, le società si sono disgregate, la condizione economica non ha più condizionato gli orientamenti elettorali.

🔹️ La divisione tra destra e sinistra si è trasformata internamente, ma è rimasta un mito da tenere sempre presente, per i rispettivi gruppi dirigenti.

🔹️ La sinistra italiana costituisce un esempio eclatante di quanto detto; “Campo Largo” è il risultato di quel mito, non di un programma.

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⚠️ PRESI DA INSOLITA SCIOCCHITUDINE❗️
Alberto Capece

🔴 L'autore Alberto Capece critica la presunta "sciocchitudine" cognitiva che impedisce di comprendere le vere cause della crisi del carburante. Sostiene che il rialzo dei prezzi del diesel non sia dovuto solo alla speculazione, ma a una scarsità strutturale causata da eventi geopolitici: la chiusura degli stretti di Hormuz e Bab el Mandeb per l'aggressione USA all'Iran, i danni agli oleodotti sauditi e gli attacchi Nato alle raffinerie russe. Il testo identifica negli Stati Uniti il vero nemico dell'Europa, implicando un piano preordinato (come per il Nord Stream 2) volto a distruggere la competitività europea, mentre l'attuale strategia di combattere la Russia è vista come un errore strategico fatale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Da molto tempo siamo di fronte a un evidente calo di capacità cognitiva che ha permesso alla razza padrona di fare ciò che voleva e di dare tranquillamene da bere all’inclito e al colto qualsiasi idiozia, anche la più evidente.

🔸️ Il meccanismo fondamentale è semplice: basta creare un po’ di panico e ribadirlo come il tamburo che dava il ritmo ai rematori delle galee, per far collassare la ragione che già è ridotta ai minimi termini.

🔸️ Non voglio ripercorrere le molte stazioni di questa via crucis verso il paese di Sciocchitudine, che non è segnalato nelle mappe perché è ubiquo, si annida nelle vie dei borghi come nelle piazze di città.

🔸️ Ma una cosa fatemela dire: aver osannato come il Santo Graal il famoso vaccino che non solo non preservava dal Covid, ma ne aumentava la diffusione e creava effetti collaterali di ogni tipo, persistenti nel tempo, talvolta letali, sarà guardato dai nostri pronipoti, come il segno evidente dell’implosione di un mondo destinato al cestino della storia.

🔸️ Veniamo al presente: c’è un sacco di gente convinta che la crisi del carburante sia solo un fatto di prezzi, di speculazione o di accise, insomma un’ennesima gabola delle multinazionali del petrolio per rapinare i consumatori.

🔸️ Il che è vero da sempre, ma che in questo momento rappresenta un elemento marginale della verità: per la prima volta ci si trova di fronte ad una scarsità strutturale che fa rialzare i prezzi, ma che soprattutto rischia di mettere a repentaglio la base del commercio mondiale e pure quello locale, ovvero il diesel.

🔸️ Con la chiusura di Hormuz e di Bab el Mandeb, dovuti alla aggressione americana all’Iran arriva molto meno petrolio da lavorare, l’Arabia Saudita ha subito gravi danni all’oleodotto Est – Ovest che bypassava i due stretti e ha dovuto interrompere le forniture all’Europa per forza maggiore, così come ha fatto il Qatar per quanto riguarda il gas.

🔸️ Gli attacchi della Nato alle raffinerie russe per interposta Ucraina, hanno fatto sì che Mosca fermasse l’export di diesel, quello che, a causa delle scellerate sanzioni, il nostro continente comprava con triangolazioni che ne raddoppiavano o triplicavano il prezzo.

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⚠️ I CETI MEDIA ITALIANI SEMPRE PIÙ IN CRISI. STIPENDI E PENSIONI FERMI A VENT’ANNI FA❗️
Michele Rutigliano

🔵 PREMESSA : Per gran parte del secondo dopoguerra il modello europeo si è fondato su una crescita economica, lavoro stabile, salari in aumento, welfare, pensioni e servizi pubblici capaci di garantire una progressiva sicurezza sociale. Chi lavorava poteva sperare di migliorare la propria condizione e quella dei propri figli❗️
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🔴 Secondo Michele Rutigliano, la crisi del ceto medio italiano è aggravata da salari reali tra i più bassi d'Europa e dallo shock inflattivo ed energetico. Il problema non è la povertà assoluta, ma la perdita di capacità di scelta e pianificazione del futuro, con stipendi fermi a livelli vent'anniani. L'autore sostiene che questa erosione salariale minaccia la stabilità democratica, alimentando la sfiducia nelle istituzioni e il consenso verso i populismi. Per contrastare il fenomeno, la politica deve priorità al potere d'acquisto, al rinnovo dei contratti, a una fiscalità più equa e ai servizi pubblici, affinché il lavoro torni a garantire dignità e sicurezza.
Sommario ⬆️
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⏹️ La crisi dei ceti medi italiani è iniziata ad incrinarsi con la globalizzazione, la deindustrializzazione, la precarizzazione del lavoro e le grandi crisi finanziarie.

🔘 In Italia il problema è stato aggravato da una crescita dei salari reali tra le più deboli d’Europa. Poi sono arrivate la pandemia, l’inflazione, lo shock energetico provocato dalla guerra in Ucraina e una nuova stagione di instabilità geopolitica.

🔘 L’inchiesta di Repubblica sui “Piccoli salari” sta dando un volto umano a questa trasformazione. Dietro le statistiche ci sono persone che lavorano, pagano le tasse e svolgono professioni spesso indispensabili, ma che raccontano di non riuscire più a mantenere il tenore di vita di qualche anno fa.

🔘 È emblematica la testimonianza dell’assistente sociale di un Serd dell’Asl di Bari, che racconta di sentirsi «pagata come vent’anni fa». La stessa sensazione emerge dalla storia di una docente di sostegno con uno stipendio di circa 1.780 euro e due figli adolescenti.

🔘 Il problema non è soltanto arrivare alla fine del mese, ma non poter più affrontare con serenità una spesa imprevista, una riparazione dell’auto, una vacanza o un aiuto ai figli.

🔘 È qui che comincia l’impoverimento del ceto medio: non necessariamente dalla povertà assoluta, ma dalla perdita progressiva della capacità di scegliere e di progettare il proprio futuro.

🔘 Se la crisi è del salario, diventa una crisi della democrazia. È questo il punto politico che non dovrebbe essere eluso. Un salario non misura soltanto il benessere di una persona: misura anche il rapporto di fiducia fra il cittadino e la società nella quale vive.

🔘 Per decenni il messaggio della democrazia europea è stato: se studi, lavori, rispetti le regole e contribuisci alla comunità, puoi costruire una vita dignitosa e offrire ai tuoi figli opportunità migliori. Oggi, per una parte crescente della popolazione, questa promessa appare molto più incerta.

🔘 Quando un lavoratore scopre che il proprio stipendio perde potere d’acquisto mentre aumentano affitto o mutuo, bollette, carburante, alimentari e costi per i figli, non registra soltanto un peggioramento economico.

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⚠️ FRANCIA❓️
Andrea Marcigliano

🔴 L’autore contestualizza le rivolte in Francia come un sintomo di crisi etnica e culturale, anziché di semplice protesta studentesca. Sostiene che l’origine del disagio risiede nei "banlieu" parigini, ormai fuori controllo statale, e che i manifestanti non si identificano con la Francia, a differenza della situazione del 1968.
Sommario ⬆️
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⏹️ La Francia è in rivolta. Lo sono, ci dicono i Media, gli studenti francesi. Protestano, o meglio protesterebbero contro il degrado della scuola, la prospettiva di disoccupazione e avanti così.

🔸️ Il condizionale, protesterebbero, è, però, d’obbligo. Perché ci sono molti, troppi elementi stonati. E che ci fanno dubitare che ci si trovi di fronte ad una riedizione del, troppo spesso mitizzato, ’68.

🔸️ Certo, il malessere sociale è diffuso, e tangibile, in Francia, come, per altro, in gran parte dell’Europa occidentale. Le manifestazioni di protesta in Spagna, il voto, massiccio, per l’estrema destra dell’AfD o per l’estrema sinistra della Linke in Germania ne sono soltanto una riprova.

🔸️ La situazione francese, però, presenta delle anomalie. Anomalie piuttosto vistose. La protesta, rapidamente divenuta violenta, è partita da alcuni “Licei” di periferia. Per poi dilagare nelle città. E, soprattutto, nelle Banlieu parigine
.

🔸️ Che sono, ormai, zone franche, fuori controllo dello Stato e dei suoi apparati di sicurezza. E dove, di fatto, comandano e dispongono gruppi malavitosi di seconda o terza generazione, quando non direttamente Corti Islamiche.

🔸️ Poi, va ricordato, in primo luogo, che la situazione delle scuole, dei Licei, di periferia francesi è, ormai, un completo disastro. Nel mitico ’68 la scuola francese funzionava. Era dura, certo, selettiva e obbligava a faticare.

🔸️ Gli insegnanti erano ingessati in ruoli stabiliti dallo Stato, forse troppo freddi, impersonali…ma il sistema funzionava. Il ’68 ha cominciato a scardinarlo. E il processo di degrado, lento ma inesorabile, ci ha portato ai nostri giorni.

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⚠️ ART. 5 NATO. INTERVENTO MILITARE OBBLIGATO SÌ O NO?
Martino Dettori

🔵 PREMESSA: Molti sono convinti che un attacco russo a un paese NATO comporterà l’inevitabile intervento militare degli altri paesi membri, ai sensi dell’art. 5 del trattato. Ma sarà davvero così❓️
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🔴 L'articolo di Martino Dettori smentisce la convinzione che l'art. 5 del trattato NATO imponga un intervento militare obbligato e automatico in caso di attacco a un membro. Il testo normativo prevede che ogni Stato membro intraprenda "l'azione che giudicherà necessaria", che include l'uso della forza ma non si limita ad essa, consentendo risposte anche non militari (es. supporto logistico o economico), come avvenuto in Ucraina. L'autore evidenzia che questa interpretazione, confermata dalla stessa NATO, è voluta dagli USA per evitare un coinvolgimento diretto in un conflitto con la Russia. Di conseguenza, è improbabile che si scateni un'immediata guerra su larga scala: la copertura dell'art. 5 si applicherebbe solo a quelle azioni concordate dagli alleati, mentre interventi unilaterali (come possibili reazioni di Polonia o Baltici) rischierebbero di restare fuori dalla garanzia di difesa collettiva.
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⏹️ Una delle ragioni di “conforto” sbandierate dai supporter della NATO come alleanza difensiva, è che il trattato NATO prevede, ex art. 5, la difesa collettiva del paese membro attaccato.

🔸️ Chi spera in un attacco russo per vedere la potenza di fuoco della NATO annientare la Russia (alquanto improbabile), è convinto che tutti i paesi, compresi gli USA, interverranno come la Justice League e difenderanno militarmente il paese aggredito dai “villain” russi.

🔸️ Al contempo è proprio questa eventualità che instilla paura in chi non tifa NATO, ma tifa pace. Egli ritiene che un attacco russo potrebbe, in questo modo, scatenare la terza guerra mondiale e la distruzione dell’Europa.

🔸️ Cioè, intendiamoci, sarebbe di certo un’ottima scintilla, ma sappiamo bene tutti che le scintille non sempre scatenano l’incendio. A volte finiscono per esaurirsi prima.

🔸️ La domanda dunque è questa: davvero l’art. 5 del trattato NATO obbligherebbe gli Stati membri a intervenire militarmente in difesa del paese aggredito? La risposta è no. E vediamo perché.

🔸️ "Art. 5 - Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell'America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell'esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall'art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l'azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l'uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell'Atlantico settentrionale"

🔸️ Come ben potete notare, il testo dell’art. 5 nega un qualsiasi obbligo di intervento armato (individuale/collettivo). Anzi, la norma ha cura di esplicitarlo, là dove afferma che “ciascuna [nazione], nell’esercizio del diritto di legittima difesa […] assisterà la parte o le parti così attaccate […] intraprendendo […] l’azione che giudicherà necessaria”.

🔸️ Dunque non l’uso esclusivo e automatico della forza armata, ma qualsiasi azione che possa essere ritenuta opportuna, e che può persino tradursi, come è accaduto in Ucraina, con il supporto economico e logistico del paese aggredito.

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⚠️ L’IA HA SETE: IL RAPPORTO ONU CHE SVELA IL PREZZO INVISIBILE DEL PROGRESSO DIGITALE❗️
Piero De Ruvo

🔴 Un rapporto dell'UNU-INWEH avverte che l'IA consumerà entro il 2030 circa 9.300 miliardi di litri d'acqua annui (equivalenti al fabbisogno di 1,3 miliardi di persone) e genererà 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici. Il consumo idrico, legato al raffreddamento dei server e alla produzione elettrica, non è compensato dall'efficienza tecnologica a causa del Paradosso di Jevons: l'aumento di volumi annulla i risparmi. L'impronta fondiaria dei data center supererà i 14.500 km², mentre oltre il 90% della capacità di calcolo è concentrato negli USA e in Cina. I benefici dell'IA sono globali, ma i costi ambientali ricadono su comunità vulnerabili nel Sud del mondo.
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⏹️ Mentre il mondo celebra le capacità creative e analitiche dell’intelligenza artificiale, una “doccia fredda” arriva dalle Nazioni Unite.

🔹️ Un recente e approfondito rapporto dell’UNU-INWEH *(l’Istituto per l’acqua, l’ambiente e la salute dell’Università dell'ONU) avverte che dietro ogni riga di codice e ogni immagine generata si nasconde un consumo di risorse naturali senza precedenti, ignorato perché concentrato solo sulle emissioni di carbonio.

🔹️ Entro il 2030, si stima che i data center che alimentano l’IA consumeranno una quantità di acqua pari al fabbisogno domestico annuale di 1,3 miliardi di persone, ovvero l’intera popolazione dell’Africa sub-sahariana. In termini assoluti, parliamo di circa 9.300 miliardi di litri d’acqua all’anno.

🔹️ Perché l’IA è così “assetata”? Il consumo avviene su due fronti: quello diretto, necessario per raffreddare i server che operano ad altissima densità di potenza, e quello indiretto, legato all’enorme quantità di elettricità richiesta, la cui produzione è spesso idro-esigente.

🔹️ Si calcola che porre solo 20 domande a un chatbot possa comportare il consumo di circa mezzo litro d’acqua, a seconda della filiera energetica considerata.

🔹️ L’altro volto della medaglia è l’accumulo di rifiuti elettronici (e-waste). A causa del rapido turnover tecnologico e delle restrizioni geopolitiche che costringono alcuni paesi a usare hardware meno efficiente, la produzione di e-waste legata all’IA generativa potrebbe raggiungere i 2,5 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030.

🔹️ Per dare un’idea della scala, è come se ogni anno venissero smaltite 250 Torri Eiffel di soli componenti elettronici, complessivamente, nel decennio 2020-2030, lo scarto accumulato potrebbe toccare i 5 milioni di tonnellate.

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⚠️ LA LOTTA DI CLASSE DOPO LA FINE DELLA LOTTA DI CLASSE❗️
Lavinia Marchetti

🔵❗️#NDR 》In Francia è la classe scolastica, in Spagna è una questione di giustizia sociale. Questi due paesi sono governati da un governo Social-comunista in Spagna e in Francia dal liberal progressista Macron. Spagna: sullo sciopero generale : se fosse una vera lotta di classe il punto focale dovrebbe essere gli ingenti investimenti per il riarmo e gli aiuti all'Ucraina, dove a Bruxelles PSE & PPE, ma non solo, vanno a braccetto. Questo tema non viene toccato dai giovani manifestanti di Madrid che verranno appoggiati dal governo social comunista, costretto a indire nuove elezioni - vari politici già in prigione o che andranno per corruzione - dopo 8 anni di governo che non hanno fatto niente di niente. È una mossa dei socialisti, su ordine di Bruxelles, di approfittare (o forse creato) queste situazioni in Spagna e Francia, per bloccare l'avanzata della destra spagnola e francese ?
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🔴 L'articolo di Lavinia Marchetti analizza le recenti mobilitazioni sociali in Europa, contrapponendo le richieste di welfare e istruzione ai bilanci militari e immobiliari. In Francia, i liceisti della Seine-Saint-Denis protestano contro la precarietà della scuola pubblica (perdita di 18 mesi di lezione) e l'aumento della spesa per la difesa, con il supporto di insegnanti e pompieri in sciopero. In Spagna, lo sfratto di una residente a Madrid ha innescato manifestazioni anti-rendita immobiliare e un dibattito politico aspro sugli affitti e l'uso speculativo dei fondi. In Calabria, agricoltori e autotrasportatori bloccano le strade per protesta sui costi dei carburanti e i margini di profitto. L'autrice critica la capacità di spesa degli Stati, che mobilitano miliardi per la "Readiness 2030" e l'aiuto all'Ucraina, mentre tagliano i servizi pubblici. L'articolo sostiene che il governo risponda alle proteste legittime con lo stato di polizia, evidenziando un conflitto di classe definito dalle opposizioni spagnole, sebbene accusi il governo stesso di collaborazioni speculative con fondi come BlackRock.
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⏹️ Il dipartimento Seine-Saint- Denis è giovane, povero e da anni riceve una scuola pubblica peggiore di quella promessa dalla République. Mancano professori e saltano settimane di lezione, gli edifici hanno infiltrazioni e topi, anche i controsoffitti che cedono.

🎯 Un rapporto parlamentare citato dal Manifesto di ieri calcolava che uno studente del dipartimento perda durante il proprio percorso scolastico l’equivalente di diciotto mesi di lezione per le assenze dei docenti e la difficoltà di sostituirli.

🎯 I liceali hanno bloccato gli ingressi e la protesta si è propagata molto oltre Parigi diventando ormai un movimento nazionale. La questione del riarmo è entrata direttamente nelle rivendicazioni.

🎯 Marius Mesnil, diciott’anni, dirigente dell’Union syndicale lycéenne, la mette in termini piuttosto chiari: «Siamo una generazione che non ha voglia di andare a morire in guerra, ma di studiare».

🎯 Avrei qualche difficoltà a spiegargli che un professore di francese è fiscalmente insostenibile e le spese militari appartengono invece alla sfera delle necessità metafisiche. Ridurre tutto a cassonetti e scuole bruciate o a studenti contro polizia non ha senso.

🎯 In piazza c’erano insegnanti, personale sanitario e dipendenti degli enti territoriali e nel frattempo i pompieri erano in sciopero nazionale. L’intersindacale dei Services d’Incendie et de Secours ha depositato un preavviso di sciopero che copre quasi senza interruzione settembre e ottobre, fino al 20 del mese.

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⚠️ ZELENSKY ANNUNCIA L'ENNESIMA WUNDERWAFFE: IL MISSILE BALISTICO TATTICO PELICAN UCRAINO FABBRICATO PERÒ IN EUROPA
Vladimir Volcic

🔴 L'articolo critica l'annuncio di Zelensky sull'impiego del missile tattico FP-7 (Pelican), definendolo propaganda che nasconde una realtà produttiva complessa. Sebbene il missile abbia una gittata stimata tra 200 e 350 km, il testo sottolinea che la sua fabbricazione dipende da una filiera distribuita in Europa e non dimostra un'autonomia tecnologica ucraina.
   •  La produzione ucraina è frammentata in strutture segrete e civili riconvertite per resistere ai bombardamenti, una tattica efficace per piccoli droni ma inadatta alla produzione in serie di missili balistici.
   •  L'autore mette in dubbio le prestazioni reali dell'arma rispetto all'ATACMS e l'affidabilità della catena di approvvigionamento, considerando prematura l'immagine di un'arma rivoluzionaria.
   •  La vera sfida sarà la capacità di produrre centinaia di esemplari in modo stabile, dipendendo dalla stabilità degli impianti europei nella filiera produttiva.
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⏹️ L’annuncio dell’ex comico da cabaret Zelenskyj sul primo impiego in combattimento del missile balistico tattico FP-7, associato al nome Pelican, è stato presentato come la prova dell’autonomia tecnologica dell’Ucraina.

🔸️ Dietro la propaganda del “missile prodotto in Ucraina” si nasconde una realtà molto più complessa: fabbriche disperse, componenti stranieri, impianti europei e una produzione seriale ancora tutta da dimostrare.

🔸️ Zelenskyj ha annunciato il primo impiego del FP-7 il 1º ottobre, aggiungendo che il passo successivo sarà la produzione. Il missile è stato testato e sarebbe pronto per essere impiegato, ma non è ancora dimostrato che esista una linea produttiva capace di sfornare quantità militarmente rilevanti.

🔸️ Secondo le informazioni da Fire Point, l’FP-7 avrebbe una gittata fino a circa 200 km. e una testata di 150 Kg. Altre fonti parlano di una portata superiore, fino a 300 o 350 chilometri, ma il dato potrebbe riferirsi a varianti differenti oppure a configurazioni con carico bellico ridotto.

🔸️ Anche il paragone con l’ATACMS fatto dai media mainstream europei deve essere maneggiato con cautela: una funzione simile non significa prestazioni equivalenti per precisione, affidabilità, capacità di penetrazione o produzione.

🔸️ Il primo problema che si pone per questa Wunderwaffe ideata dai nipotini di Bandera è: dove sarà possibile costruirla in scala industriale?Per sopravvivere ai bombardamenti russi, l’industria militare ucraina ha adottato la dispersione della produzione.

🔸️ Non più necessariamente grandi arsenali facilmente riconoscibili, ma una rete di strutture segrete, officine, depositi e linee di assemblaggio distribuite sul territorio.

🔸️ La BBC ha riferito di essere entrata in una fabbrica segreta ucraina per la produzione di missili a lungo raggio e ha segnalato che due stabilimenti collegati a Fire Point erano già stati colpiti dai russi.

🔸️ Il regime sta utilizzando varie strutture civili riconvertite e utilizzate per finalità logistiche e produttive: capannoni industriali, magazzini, edifici commerciali, perfino supermercati.

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⚠️ CHE COSA NASCONDONO LE INVASIONI BARBARICHE
Juan Manuel de Prada

🔴 Juan Manuel de Prada descrive le violenze a Ceuta non come criminalità disperata, ma come una "strategia di conquista territoriale" programmata per creare zone senza legge ("eterotopie") e espellere le popolazioni autoctone. L'autore sostiene che questa dinamica, già osservata in Francia, sfrutti l'insicurezza e il vuoto di civiltà per imporre un dominio demografico.
Prada accusa le élite intellettuali e politiche di negare la realtà, definendo le lamentele dei cittadini come semplici "sensazioni" e promuovendo l'integrazione, impossibile a suo avviso tra civiltà diverse. La critica finale mira all'odio religioso sotteso alle politiche progressiste, che vedrebbero nell'invasione barbarica la causa del declino dell'identità cristiana europea.
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⏹️ L’invasione barbarica di Ceuta ci ha mostrato scene tipiche di guerriglia urbana che fino ad ora avevamo visto solo in occasione di rivolte nelle periferie parigine: auto incendiate, ripetuti attacchi contro soldati e poliziotti, assalti ai mezzi pubblici, abusi sessuali e così via.

🔘 Solo a coloro che vivono rinchiusi in una gabbia ideologica sfugge che non si tratta di comportamenti di chi viene a guadagnarsi da vivere in un altro paese, nemmeno di chi in situazioni disperate commette un crimine per puro istinto di sopravvivenza, o per proteggere i propri cari.

🔘 Le ondate di delinquenza che si sono diffuse a Ceuta non hanno nulla a che vedere con la disperata criminalità a cui alludiamo; sono azioni programmate secondo una strategia di conquista territoriale e di espulsione delle popolazioni autoctone, già utilizzata, con ottimi risultati, in diversi paesi europei, soprattutto in Francia.

🔘 Questa strategia si può riassumere molto concisamente: dalla periferia di una città si creano zone senza legge, o, come direbbe Michel Foucault, “eterotopie” che operano al di fuori delle norme sociali e diventano inabitabili; poi il territorio si espande gradualmente, come una macchia d’olio.

🔘 Questo è accaduto in Francia, dove le popolazioni musulmane colonizzano un quartiere e organizzano bande specializzate nella guerriglia urbana, introducendo varie forme di intimidazione civile, più o meno subdole che i “petits blancs” (i bianchi poveri residenti) non osano nemmeno denunciare, per paura di ritorsioni, finendo per emigrare in altri quartieri o città.

🔘 Lo sfratto degli abitanti è prima o poi seguito dal collasso della polizia, poiché pattugliare queste zone senza legge richiede di assumere rischi aggiuntivi e molto costosi, anche perché le autorità costringono la polizia ad adottare metodi blandi, come accade esattamente a Ceuta.

🔘 Non dobbiamo confondere queste “zone senza legge” con i ghetti, dove vivono confinate popolazioni che subiscono l’emarginazione. Gli abitanti delle zone senza legge non sono né confinati né emarginati.

🔘 Al contrario, hanno conquistato il territorio che abitano, creando, attraverso la violenza palese o occulta, un proprio spazio autonomo, espellendo coloro che vi risiedevano in precedenza.

🔘 Naturalmente, in queste eterotopie senza legge generate da invasioni barbariche, non esiste l’immaginario meticciato (mescolanza razziale e culturale) che ha ispirato tante narrazioni mitiche del progressismo benpensante.

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⚠️ JOHN KIRIAKOU: GUERRA, DIPLOMAZIA E COSA VERRÀ DOPO❗️
Claudio Grass

🔵 Parte del documentario "La Terza Guerra Mondiale". Intervista a : John Kiriakou Wikipedia
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🔴 Intervista a John Kiriakou, ex funzionario della CIA e denunciante dei programmi di tortura. L'autore critica la trasformazione dell'intelligence americana in un'entità paramilitare post-11 settembre, le alleanze con il Big Tech e la gestione oligarchica della politica, definendo l'US un "impero in declino" a differenza della Cina. Kiriakou attribuisce la guerra in Ucraina alle provocazioni occidentali (cittadinanza 2014) e condanna la politica israeliana a Gaza come "genocidio", evidenziando la mancanza di consenso interno verso Netanyahu.
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⏹️ Per molti anni e da molte amministrazioni, agli americani è stato detto che gli infiniti interventi all'estero, i budget militari in aumento e un apparato di intelligence in continua espansione sono il prezzo della libertà, della sicurezza e della leadership globale.

🔸️ Tuttavia, ciò che non è stato detto loro è che questo approccio ha svuotato le istituzioni della nazione, eroso le libertà civili del suo stesso popolo e lo ha posto su un percorso forse irreversibile di declino autoinflitto.

🔸️ Poche persone sono in una posizione migliore per parlare di questa realtà di John Kiriakou, l'ex alto funzionario dell'antiterrorismo della CIA che ha denunciato il programma di tortura dell'agenzia e lo ha pagato con la sua carriera, la sua libertà e quasi tutto il resto.

🔸️ Nell'intervista Kiriakou riflette sui suoi quindici anni alla CIA e sul profondo cambiamento avvenuto dopo l'11 settembre.

🔸️ Quella che una volta era un'organizzazione focalizzata sul reclutamento di spie, sul furto di segreti e sulla fornitura di analisi ai responsabili politici trasformati in un'organizzazione paramilitare.

🔸️ Questo come l'ha descritta Kiriakou, che regolarmente inviava squadre all'estero per uccidere persone che non erano mai state accusate o condannate per alcun crimine.

🔸️ Allo stesso tempo, l'agenzia ha approfondito i suoi legami con appaltatori privati e Big Tech, con il suo braccio di venture In-Q-Tel che semina società come Palantir e collaborando con figure come Elon Musk e Jeff Bezos.

🔸️ Kiriakou sostiene che gli oligarchi americani ora gestiscono efficacemente l'economia, i media e gran parte del governo stesso. Egli vede la politica estera degli Stati Uniti come il comportamento di un impero al ribasso del suo potere.

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⚠️ IL GATTO CHE SI MORDE LA CODA: QUANDO PER SALVARE IL PAESE TI DICONO SI SACRIFICARE IL PAESE❗️
Lorenzo Maria Pacini

🔴 L'autore critica la legge di bilancio italiana per la sua circolarità assurda: si cercano nuove risorse pubbliche per risolvere problemi causati dalla loro mancanza, invocando la prudenza. Il Documento programmatico di finanza pubblica approvato il 2 ottobre 2026 prevede uno scostamento di circa 29 miliardi per il biennio 2027-2028, destinati a energia e difesa, ma coesiste con l'esigenza di sostenere sanità, scuola e welfare pur senza aumentare la pressione fiscale né il debito, in un contesto di crescita modesta. Si evidenzia il paradosso di un sistema che chiede maggiore efficienza e spending ai vari settori, ma non dispone delle risorse necessarie per le riforme: il PIL non cresce per decreto, e le riforme richiedono fondi. L'esito prevedibile è l'uso di eufemismi ("efficientamento", "razionalizzazione") per mascherare tagli al welfare, generando solo nuovi acronimi e tavoli tecnici senza soluzioni concrete, con il rischio di erodere ulteriormente le basi dello Stato ("il gatto che si morde la coda").
Sommario ⬆️
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⏹️ C’è qualcosa di profondamente italiano nel modo in cui ci apprestiamo ad affrontare la prossima legge di bilancio: per risolvere i problemi creati dalla mancanza di risorse pubbliche si cercano nuove risorse pubbliche, per trovarle si invoca la prudenza.

🔹️ Per essere prudenti si cerca di contenere la spesa, poi ci si accorge che i servizi pubblici funzionano male e allora si annunciano riforme per renderli più efficienti, salvo scoprire immediatamente dopo che anche le riforme, per funzionare, avrebbero bisogno di risorse.

🔹️ È un meccanismo quasi perfetto nella sua circolarità, una sorta di perpetuum mobile della finanza pubblica italiana, con l’unica differenza che il perpetuum mobile dovrebbe produrre energia mentre questo produce soprattutto comunicati stampa, tavoli tecnici e nuovi acronimi.

🔹️ L’ultimo capitolo di questa commedia è rappresentato dal Documento programmatico di finanza pubblica approvato dal governo il 2 ottobre.

🔹️ Il quadro è quello di un Paese chiamato allo stesso tempo a rispettare i vincoli europei, sostenere il costo dell’energia, aumentare gli investimenti nella difesa, contenere il deficit, ridurre il rapporto tra debito e PIL.

🔹️ Inoltre ad evitare di aumentare ulteriormente la pressione fiscale e, possibilmente, finanziare anche quelle sanità, scuola, previdenza e politiche sociali che da anni vengono indicate come priorità nazionali.

🔹️ Il tutto mentre la crescita prevista rimane relativamente modesta e il debito pubblico continua a collocarsi su livelli molto elevati. Insomma, un programma economico nel quale le priorità aumentano con una velocità decisamente superiore alle risorse disponibili.

🔹️ Il governo ha annunciato uno scostamento complessivo di circa 29 miliardi nel biennio 2027-2028, destinato in parti sostanzialmente equivalenti all’energia e alla difesa, ridimensionando tuttavia rispetto alle ipotesi precedenti la quota dedicata alle spese militari.

🔹️ Il ministro Guido Crosetto ha dichiarato di comprendere le ragioni della decisione, lasciando tuttavia aperta la possibilità di un successivo aumento qualora le condizioni lo consentissero.

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⚠️ DEMOCRAZIA E TIRANNIA PLUTOCRATICA❗️
Juan Manuel de Prada

🔵 PREMESSA: La libertà politica è strettamente legata all'indipendenza economica; e nelle democrazie attuali, tale indipendenza non esiste. Ciò che chiamiamo candidamente "democrazia" non è altro che una tirannia plutocratica che ha sviluppato metodi molto efficaci di ipnosi ideologica collettiva❗️
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🔴 Secondo Juan Manuel de Prada, le democrazie occidentali si sono trasformate in tirannie plutocratiche dove élite economiche, detengono il vero potere sui cittadini. L'autore sostiene che la separazione tra economia e politica abbia portato alla mercificazione della società, con il profitto che domina le relazioni umane e la coscienza sociale. Le moderne istituzioni (partiti, parlamenti) sono viste come un vuoto "spettacolo" usato per manipolare masse "cretinizzate" da algoritmi digitali, pubblicità e slogan emotivi. Citando Spengler, l'articolo afferma che la sovranità reale è passata alle multinazionali e all'alta finanza, rendendo la libertà politica impossibile senza indipendenza economica e riducendo la democrazia a uno strumento di ipnosi ideologica per le forze del denaro.
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⏹️ Chiunque desideri vivere senza una benda sugli occhi deve iniziare accettando qualcosa di elementare

🔹️ Nelle nostre sacrosante democrazie coloro che effettivamente decidono sono minoranze che sfuggono al "controllo dei cittadini" (poiché la "cittadinanza" non è altro che una comparsa per far loro credere di avere il comando), sono delle élite che ci impongono la propria concezione del mondo attraverso ideologie che li avvantaggiano.

🔹️ Durante il XIX secolo e parte del XX secolo, fino all'emergere dei totalitarismi, quell'ideologia era il liberalismo; poi, con la necessità di assimilare o domare la bestia comunista, quell'ideologia sarebbe il progressismo, che non è altro che liberalismo con diritti di bragueta e dengues di giustizia sociale.

🔹️ Dietro questa degenerazione della democrazia si cela, ovviamente, la ribellione dell'economia contro la politica. Per secoli, l'economia è stata limitata da norme religiose o morali e subordinata al potere politico, che era il depositario di tali norme e responsabile di garantirne la validità.

🔹️ Ma quando il potere politico è stato distaccato da quel lavoro, l'economia si è completamente disimpegnata, fino a quando non ha sovvertito le fondamenta della politica mondiale.

🔹️ Questa sovversione è aumentata solo con lo sviluppo della tecnologia, fino a raggiungere questa fase del tardo capitalismo, quando non solo i beni di consumo, ma anche le interazioni umane e l'intimità stessa sono diventate risorse finanziarie.

🔹️ Così, lo stato di sovversione causato dal profitto non solo ha trasformato le forme politiche prevalenti, ma anche la coscienza sociale. Imporre una supremazia del denaro su qualsiasi desiderio umano, una prevalenza del desiderio materiale sui desideri spirituali.

🔹️ Così vi è stata una completa mercificazione della società: il desiderio di profitto è il denominatore comune di tutte le relazioni sociali; e, inevitabilmente, la corruzione si è diffusa ovunque.

🔹️ I mezzi di indottrinamento di massa, la pubblicità commerciale, le forme artistiche sempre più lusinghiere dei bassi istinti e, soprattutto, l'"esperienza" digitale governata da algoritmi che guidano un piano di dissoluzione della brutalizzazione collettiva.

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⚠️ SIAMO OSTAGGIO DI UN DIBATTITO PUBBLICO RIDOTTO A FARSA: DESTRA E SINISTRA❗️
Hanieh Tarkian

🔵 PREMESSA : Uscire da questa gabbia ideologica non è solo buonsenso: è un dovere etico e intellettuale❗️
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🔴 L'autrice Hanieh Tarkian critica il dibattito pubblico occidentale come una farsa polarizzante in cui destra e sinistra sono due facce della stessa medaglia, incapaci di affrontare la complessità della realtà. L'articolo sostiene che la visione binaria fallisca su temi cruciali come le migrazioni (dove si contrappone la criminalizzazione indiscriminata all'accoglienza non pianificata) e l'Islam (tra islamofobia e relativismo cieco sulle derive fondamentaliste). Il testo, facendo riferimento alle recenti tensioni in Francia, argomenta che l'analisi seria e sfumata dei fatti subisce l'attacco di entrambe le "curve" ideologiche, mantenendo la popolazione divisa in tribù artificiali mentre il vero potere avanza indisturbato. Si definisce quindi un dovere etico e intellettuale uscire da questa gabbia ideologica.
Sommario ⬆️
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⏹️ Siamo ostaggi di un dibattito pubblico ridotto a farsa: destra e sinistra, per come vengono intese nel mainstream occidentale, sono ormai due facce della stessa medaglia, recitazioni di una pagliacciata costruita su misura per polarizzare e distrarre.

🔸️ La realtà, per sua natura, è complessa, stratificata e richiede categorie di pensiero che vadano radicalmente al di là di queste letture binarie e infantili.

🔸️ Prendiamo la questione della migrazione: da una parte c'è chi criminalizza indiscriminatamente disperati riducendoli a nemici esistenziali, ignorando del tutto le cause geopolitiche, i saccheggi coloniali e le guerre imperialiste che sradicano interi popoli dalla propria terra

🔸️ Dall'altra c'è una retorica fintamente buonista che finge che spalancare le porte senza pianificazione, tutele né rispetto del tessuto sociale sia la soluzione, trasformando l'accoglienza in mero sfruttamento economico.

🔸️ Entrambe le visioni mancano completamente il bersaglio. Sull'Islam assistiamo allo stesso copione grottesco: da un lato l'islamofobia viscerale che criminalizza una civiltà millenaria e la dipinge come una minaccia ontologica

🔸️ Dall'altro un relativismo cieco che si rifiuta di affrontare apertamente il nodo delle derive fondamentaliste, spesso foraggiate e strumentalizzate proprio da apparati occidentali in chiave destabilizzante.

🔸️ Confondere la fede e la spiritualità con ideologie fanatiche fa comodo solo a chi vive di conflitti di civiltà prefabbricati.

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⚠️ LA CORRUZIONE DELLA SCIENZA NELLA PANDEMIA DI COVID MINACCIA LA CURA DEI PAZIENTI, AVVERTE L'IMMUNOLOGO❗️
Jill Erzen

🔵 ❗️#NDR 》: I ricercatori che sfidano le narrazioni mediche dominanti possono avere difficoltà a ottenere finanziamenti o a pubblicare il loro lavoro, anche quando la loro ricerca non è correlata al COVID-19. Pertanto i nostri virologi e media si sono fidati (o corrotti) di studi finanziati da chi voleva che i vaccini fossero il "Sacro Graal" senza senza se, senza ma❗️
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🔴 L'immunologo Robert Clancy avverte che la pressione accademica e i finanziamenti governativi hanno compromesso l'indipendenza della scienza durante la pandemia di COVID-19. Secondo Clancy, riviste mediche e istituzioni di ricerca sono state influenzate dalla narrativa dominante, portando al rifiuto sistematico di studi critici o non allineati con il consenso ufficiale, incluso il blocco di pubblicazioni su potenziali problemi dei vaccini mRNA. Il ricercatore critica la distorsione dei processi decisionali da parte dei governi e la mancata applicazione di principi immunologici di base, sostenendo che i vaccini iniettati non potevano prevenire in modo affidabile l'infezione o la trasmissione dei virus respiratori. Queste dinamiche, che includono il blacklisting di scienziati dissidenti e l'orientamento della ricerca verso temi finanziati, minacciano la qualità delle linee guida mediche e la cura futura dei pazienti.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il futuro della cura dei pazienti è in gioco quando gli scienziati sono scoraggiati dal mettere in discussione le opinioni prevalenti, ha detto il dottorando Robert Clancy, al commentatore medico John Campbell, Ph.D.

🔹️ Clancy, un ricercatore medico australiano, autore di oltre 300 articoli sottoposti a revisione paritaria e professore emerito dell'Università di Newcastle, ha affermato che la pressione si estende oltre gli studi sul COVID-19.

🔹️ Le riviste mediche a volte rifiutano il lavoro non correlato al COVID-19 se i ricercatori hanno una storia di sfida alla narrativa pandemica mainstream. "Non si tratta solo di inserire nella lista nera gli articoli relativi al COVID.

🔹️ Stanno mettendo in lista nera persone che sono state abbastanza sciocche da scrivere su questi argomenti", ha detto. Il nuovo libro di Clancy, "COVID and the Corruption of Medical Science: A Quadrant Chronicle" esamina ciò che egli considera il danno duraturo alla risposta alla pandemia per l'indipendenza scientifica.

🔹️ Il libro raccoglie 14 saggi che aveva precedentemente pubblicato su Quadrant, una rivista letteraria, culturale e politica australiana. Clancy ha detto di essersi rivolto alla pubblicazione durante il COVID-19 perché "racconta le cose così come sono".

🔹️ Clancy afferma che altre riviste e media "non pubblicherebbero i dati, le prove e la verità". Campbell era d'accordo, affermando che alcune riviste mediche tradizionali "sono state infiltrate da [...] questa narrativa dominante che solo un modo di pensare è permesso.

🔹️ Clancy aggiunge "è una situazione piuttosto allarmante" "Sta accadendo... in un modo non così sottile in tutta la professione medica". "Sta incanalando le menti dei giovani".

🔹️ Clancy ha affermato che la pandemia di COVID-19 ha cambiato radicalmente la ricerca scientifica e la pubblicazione. "C'era una storia che era tutto avvincente". "Aveva sfumature politiche e mediche forti che essenzialmente compravano le principali riviste".

🔹️ Oggi, il problema inizia molto prima che un ricercatore presenti un articolo, secondo Clancy. Secondo lui le priorità di finanziamento possono plasmare le questioni scientifiche che i ricercatori perseguono in primo luogo.

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⚠️ FRANCIA E SPAGNA: PROVE TECNICHE DI RIVOLTA PREVENTIVA❗️
Roberto Pecchioli

🔴 L'autore Roberto Pecchioli analizza la situazione politica in Francia e Spagna, descrivendola come una "rivolta preventiva" orchestrata da élite progressiste (con riferimento a Soros) per ostacolare la probabile vittoria di forze nazionaliste e liberalconservatrici. In Francia, con le elezioni presidenziali di aprile in avvicinamento a vantaggio di Marine Le Pen, si segnalano gravi disordini nelle scuole e tensioni sociali fomentate dalla sinistra radicale (Mélenchon) contro il governo uscente.
   •  In Spagna, il governo socialista di Pedro Sánchez, colpito da scandali e impopolarità (inclusa la gestione dell'invasione di Ceuta), ha anticipato le elezioni al 29 novembre.
   •  L'articolo accusa il governo spagnolo di manipolare l'opinione pubblica sfruttando il caso dello sfratto della signora Maricarmen Abascal, presentandolo falsamente come opera di "fondi avvoltoio" per mobilitare le piazze e salvare la propria immagine elettorale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare, dicevano gli irresistibili Blue Brothers. Così sta capitando in Francia e Spagna, solo che i duri, chi governa il sistema, tirano i fili senza entrare direttamente in campo. 

🔹️ Nei due paesi sono in corso prove tecniche di rivolta preventiva della sinistra radicale, aizzata dai padroni del progressismo internazionale (Soros in testa), contro la probabile vittoria elettorale di forze politiche nazionaliste e liberalconservatrici ora all’opposizione.

🔹️ In Francia si eleggerà in aprile il nuovo presidente e la favorita è Marine Le Pen. In Spagna il governo socialista e sinistra radicale, appoggiato da tutte le forze separatiste di destra, centro e sinistra, è a fine corsa tra scandali, corruzione, impopolarità, incapacità di bloccare l’invasione di immigrati nell’exclave di Ceuta, fomentata dal Marocco.

🔹️ Pedro Sànchez, idolo appannato dei progressisti nostrani, ha dovuto anticipare il voto al 29 novembre prossimo. L’oligarchia dominante non gradisce governi definiti di destra, benché riesca poi a controllarli agevolmente, come dimostra il caso italiano.

🔹️ Tuttavia abbandona senza rimpianti i suoi referenti progressisti quando hanno esaurito il loro compito, ovvero è il caso di Francia e Spagna, nel momento in cui l’impopolarità è troppo evidente.

🔹️ In Francia tenteranno forse di lanciare in extremis nella corsa presidenziale un diverso Macron al posto dello spremuto marito di Madame Brigitte. In Spagna riusciranno a infiltrare senza difficoltà il probabile governo di centrodestra.

🔹️ Nel frattempo soffiano sul fuoco delle piazze. In Francia è in corso una rivolta delle scuole, i cui protagonisti sono prevalentemente giovani di origine immigrata.

🔹️ Gli incidenti sono come sempre pesanti: centinaia di scuole occupate o bruciate, un numero incalcolabile di insegnanti picchiati, qualcuno ferito con acidi o lanciafiamme artigianali, violenze di strada. Il tutto senza che il governo sappia (o voglia) risolvere la questione.

🔹️ Il partito di ultrasinistra La France Insoumise dell’ex ministro socialista Mélenchon getta benzina sul fuoco, cercando di estendere la rivolta al diffuso scontento sociale e tentando la saldatura con il tessuto islamista delle periferie e con le comunità immigrate.

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