Forwarded from Il Veritiero
L'Eroe Rostam e altri miti dell'antico Iran
di Filippo Mercuri
"... È degna di nota l’antichissima leggenda, dall’origine misteriosa e complessa, che già si era consolidata nella tradizione mitica degli Sciti, popolazione nomade di stirpe iranica proveniente dalle steppe orientali dell’Eurasia9, che vede come protagonista Rostam, il campione dei campioni che indossa una pelle di pantera ed è noto anche come l’Eracle dell’Iran. Rostam, dopo aver superato Sette Fatiche, avrebbe infine intronizzato Kay Kobād, il leggendario capostipite della dinastia dei Kayanidi"
https://www.paginefilosofali.it/leroe-rostam-e-altri-miti-dellantico-iran-filippo-mercuri/
di Filippo Mercuri
"... È degna di nota l’antichissima leggenda, dall’origine misteriosa e complessa, che già si era consolidata nella tradizione mitica degli Sciti, popolazione nomade di stirpe iranica proveniente dalle steppe orientali dell’Eurasia9, che vede come protagonista Rostam, il campione dei campioni che indossa una pelle di pantera ed è noto anche come l’Eracle dell’Iran. Rostam, dopo aver superato Sette Fatiche, avrebbe infine intronizzato Kay Kobād, il leggendario capostipite della dinastia dei Kayanidi"
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Pagine Filosofali
L’eroe Rostam e altri miti dell’Antico Iran – Filippo Mercuri ⋆ Pagine Filosofali
Nel nostro precedente articolo1 abbiamo offerto al lettore un affresco sui costumi delle vite degli eroi dello Šāhnāmeh (Il Libro dei Re) di Ferdowsī2, un poema dalla prosa copiosa, ricca, patriottica e rivolta all’anima del popolo dell’Īrān3, il che permette…
Una biblioteca senza libri è come un libro senza pagine
C'è un nuovo inquietante fenomeno in atto: i bambini arrivano all'asilo e a scuola senza sapere cosa sia un libro o come usarlo. Abbandonati davanti a tablet e iPad connessi al web, i piccoli tentano di girare le pagine dei libri veri semplicemente “sfiorandoli” con le dita o tenendoli capovolti, pensando che le pagine si capovolgano automaticamente nel verso giusto, come gli schermi dei dispositivi elettronici.
Secondo un rapporto del 2024, ben un bambino su quattro è entrato nel sistema scolastico britannico in questa triste condizione, e solo il 16% dei genitori intervistati ritiene che sia loro compito aiutare a insegnare ai propri figli almeno alcune delle basi della lettura (ad esempio, saper riconoscere un libro!) prima dell'iscrizione.
Molti educatori dal cuore tenero incolpano la presunta “povertà” per questa tendenza, dicendo cose del tipo “In un mondo di food bank... i libri sono un lusso che molte famiglie non possono permettersi”. Strano che tutti possano permettersi un iPad, allora. Alcuni insegnanti hanno però una potenziale soluzione: le biblioteche. Sì, ma solo se ci sono ancora libri da leggere.
Secondo un rapporto decisamente sconfortante, nelle biblioteche pubbliche è sempre più diffusa la tendenza dei dirigenti a dire al personale che “deve ‘liberare’ gli scaffali dai libri in modo che non siano affollati e disorientino gli avventori della biblioteca; per raggiungere questo obiettivo, si propone di premiare i bibliotecari che riescono a scartare il maggior numero di libri […] in un seminario sul tema delle 'biblioteche creative', è stato detto loro che devono far evolvere la loro organizzazione per arrivare al giorno in cui le biblioteche non avranno più libri e i ‘lettori’ visiteranno la biblioteca per motivi molto diversi”. Per esempio? Solo per usare i bagni?… continua su Mercator (assolutamente da leggere per intero).
- L’Elefante nella Stanza -
Nel celebre romanzo di fantascienza Il Mondo Nuovo (1932) di Aldous Huxley, c'è una scena ambientata in alcune “sale di condizionamento neo-pavloviano”, in cui i bambini sono psicologicamente programmati affinché crescano odiando i libri. Libri illustrati vivaci e accattivanti sono disposti sul pavimento davanti a una classe di bimbi, che naturalmente gattonano per vedere cosa sono. I testi sono però collegati alla linea elettrica e, non appena i piccoli li toccano, ricevono una dolorosa scossa. Ovviamente, si sviluppa un'avversione che durerà tutta la vita. […] I bibliotecari occidentali di oggi pare abbiano accidentalmente trovato un metodo alternativo, speculare, per allontanare i bambini dai libri per tutta la vita…
C'è un nuovo inquietante fenomeno in atto: i bambini arrivano all'asilo e a scuola senza sapere cosa sia un libro o come usarlo. Abbandonati davanti a tablet e iPad connessi al web, i piccoli tentano di girare le pagine dei libri veri semplicemente “sfiorandoli” con le dita o tenendoli capovolti, pensando che le pagine si capovolgano automaticamente nel verso giusto, come gli schermi dei dispositivi elettronici.
Secondo un rapporto del 2024, ben un bambino su quattro è entrato nel sistema scolastico britannico in questa triste condizione, e solo il 16% dei genitori intervistati ritiene che sia loro compito aiutare a insegnare ai propri figli almeno alcune delle basi della lettura (ad esempio, saper riconoscere un libro!) prima dell'iscrizione.
Molti educatori dal cuore tenero incolpano la presunta “povertà” per questa tendenza, dicendo cose del tipo “In un mondo di food bank... i libri sono un lusso che molte famiglie non possono permettersi”. Strano che tutti possano permettersi un iPad, allora. Alcuni insegnanti hanno però una potenziale soluzione: le biblioteche. Sì, ma solo se ci sono ancora libri da leggere.
Secondo un rapporto decisamente sconfortante, nelle biblioteche pubbliche è sempre più diffusa la tendenza dei dirigenti a dire al personale che “deve ‘liberare’ gli scaffali dai libri in modo che non siano affollati e disorientino gli avventori della biblioteca; per raggiungere questo obiettivo, si propone di premiare i bibliotecari che riescono a scartare il maggior numero di libri […] in un seminario sul tema delle 'biblioteche creative', è stato detto loro che devono far evolvere la loro organizzazione per arrivare al giorno in cui le biblioteche non avranno più libri e i ‘lettori’ visiteranno la biblioteca per motivi molto diversi”. Per esempio? Solo per usare i bagni?… continua su Mercator (assolutamente da leggere per intero).
- L’Elefante nella Stanza -
Mercator
A library without books is like a book without pages
A growing number of children not only cannot read, but do not know what a book is, says STEVEN TUCKER.
El-Assasif: la prima tomba del Medio Regno
Sepolture intatte contenenti una collezione di splendidi gioielli sono state scoperte dalla missione archeologica congiunta egiziano-americana del South Asasif Conservation Project, durante le operazioni di bonifica del lato sud della sovrastruttura della Tomba di Karabasken (TT391), appartenente alla XXV dinastia. Si tratta della prima sepoltura del Medio Regno rinvenuta nell'area. Sono state identificate undici camere funerarie contenenti i resti scheletrici di due uomini, cinque donne e tre bambini, il che suggerisce che si trattasse di una tomba di famiglia utilizzata per diverse generazioni, dalla XII all’inizio della XIII dinastia. Molti dei materiali funerari, come i sarcofagi di legno e le bende di lino, sono stati gravemente danneggiati dalle inondazioni. Tuttavia, sono sopravvissuti gioielli ben conservati, tra cui collane, bracciali e anelli, oltre a specchi di rame, una statuetta e amuleti a forma di scarabeo… continua qui.
- L’Elefante nella Stanza -
Sepolture intatte contenenti una collezione di splendidi gioielli sono state scoperte dalla missione archeologica congiunta egiziano-americana del South Asasif Conservation Project, durante le operazioni di bonifica del lato sud della sovrastruttura della Tomba di Karabasken (TT391), appartenente alla XXV dinastia. Si tratta della prima sepoltura del Medio Regno rinvenuta nell'area. Sono state identificate undici camere funerarie contenenti i resti scheletrici di due uomini, cinque donne e tre bambini, il che suggerisce che si trattasse di una tomba di famiglia utilizzata per diverse generazioni, dalla XII all’inizio della XIII dinastia. Molti dei materiali funerari, come i sarcofagi di legno e le bende di lino, sono stati gravemente danneggiati dalle inondazioni. Tuttavia, sono sopravvissuti gioielli ben conservati, tra cui collane, bracciali e anelli, oltre a specchi di rame, una statuetta e amuleti a forma di scarabeo… continua qui.
- L’Elefante nella Stanza -
Perché gli incendi in California non sono causati dal clima: una prospettiva storica e meteorologica
Gli incendi in California sono tragici, ma non sono senza precedenti. I dati storici sugli incendi, il contributo dei venti di Santa Ana e gli impatti derivanti da una cattiva gestione del territorio rivelano un quadro molto più complesso di quanto suggerisca la narrativa sul cambiamento climatico. La fretta di attribuire ogni singolo incendio al cambiamento climatico semplifica eccessivamente il problema e distoglie l'attenzione dalle soluzioni praticabili. Migliorare la gestione delle foreste, far rispettare i requisiti di “spazio difendibile” e affrontare l'espansione urbana in aree a rischio di incendio sono passi che possiamo compiere oggi… articolo integrale su WUWT.
- L’Elefante nella Stanza -
Gli incendi in California sono tragici, ma non sono senza precedenti. I dati storici sugli incendi, il contributo dei venti di Santa Ana e gli impatti derivanti da una cattiva gestione del territorio rivelano un quadro molto più complesso di quanto suggerisca la narrativa sul cambiamento climatico. La fretta di attribuire ogni singolo incendio al cambiamento climatico semplifica eccessivamente il problema e distoglie l'attenzione dalle soluzioni praticabili. Migliorare la gestione delle foreste, far rispettare i requisiti di “spazio difendibile” e affrontare l'espansione urbana in aree a rischio di incendio sono passi che possiamo compiere oggi… articolo integrale su WUWT.
- L’Elefante nella Stanza -
Watts Up With That?
Why California Wildfires are NOT Climate Driven: A Historical and M...
It’s essential to separate the headlines from the science to understand these wildfires in their proper context. The current fires, like many before them, are largely driven by well-documented we...
Forwarded from Il Veritiero
Il Cremlino, sulle osservazioni di Trump su Groenlandia e Canada, afferma che la Russia ha interessi nell'Artico
Interrogato sui commenti di Trump sulla Groenlandia e sul Canada, il Cremlino ha affermato che la Russia, che ha la più grande linea costiera artica, stava monitorando attentamente "l'evoluzione drammatica" della situazione.
"L'Artico è una zona dei nostri interessi nazionali, dei nostri interessi strategici", ha detto Peskov. "Siamo interessati a preservare l'atmosfera di pace e stabilità nella zona artica".
"Stiamo seguendo molto da vicino l'evoluzione piuttosto drammatica della situazione, ma finora, grazie a Dio, solo a livello di dichiarazioni".
Peskov ha affermato che i tentativi degli Stati Uniti di acquisire la Groenlandia, risalenti al XIX secolo, erano una questione che riguardava gli Stati Uniti e la Danimarca, ma ha osservato che l'Europa stava reagendo con molta cautela alle dichiarazioni di Trump.
"L'Europa reagisce in modo molto timido e naturalmente è spaventoso reagire alle parole di Trump, quindi l'Europa reagisce con molta cautela, con modestia, in silenzio, quasi sussurrando", ha detto Peskov.
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz si è detto sorpreso dai commenti di Trump sulla Groenlandia e sul Canada, affermando che i partner europei hanno convenuto che l'inviolabilità dei confini è un principio fondamentale del diritto internazionale.
https://www.reuters.com/world/kremlin-trump-remarks-greenland-canada-says-russia-has-arctic-interests-2025-01-09/
Interrogato sui commenti di Trump sulla Groenlandia e sul Canada, il Cremlino ha affermato che la Russia, che ha la più grande linea costiera artica, stava monitorando attentamente "l'evoluzione drammatica" della situazione.
"L'Artico è una zona dei nostri interessi nazionali, dei nostri interessi strategici", ha detto Peskov. "Siamo interessati a preservare l'atmosfera di pace e stabilità nella zona artica".
"Stiamo seguendo molto da vicino l'evoluzione piuttosto drammatica della situazione, ma finora, grazie a Dio, solo a livello di dichiarazioni".
Peskov ha affermato che i tentativi degli Stati Uniti di acquisire la Groenlandia, risalenti al XIX secolo, erano una questione che riguardava gli Stati Uniti e la Danimarca, ma ha osservato che l'Europa stava reagendo con molta cautela alle dichiarazioni di Trump.
"L'Europa reagisce in modo molto timido e naturalmente è spaventoso reagire alle parole di Trump, quindi l'Europa reagisce con molta cautela, con modestia, in silenzio, quasi sussurrando", ha detto Peskov.
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz si è detto sorpreso dai commenti di Trump sulla Groenlandia e sul Canada, affermando che i partner europei hanno convenuto che l'inviolabilità dei confini è un principio fondamentale del diritto internazionale.
https://www.reuters.com/world/kremlin-trump-remarks-greenland-canada-says-russia-has-arctic-interests-2025-01-09/
Reuters
Kremlin, on Trump remarks on Greenland and Canada, says Russia has Arctic interests
The Kremlin on Thursday said that Russia had strategic national interests in the Arctic when asked to comment on U.S. President-elect Donald Trump's remarks about acquiring Greenland, absorbing Canada and taking control of the Panama Canal.
Riscoperta una base della Guerra Fredda sotto i ghiacci della Groenlandia - The Past
Una base militare abbandonata della Guerra Fredda, nascosta sotto i ghiacci della Groenlandia settentrionale, è stata riscoperta per caso dai ricercatori della NASA.
Camp Century, nota come la “città sotto il ghiaccio”, fu costruita dalla US Army Corps of Engineers nel 1959 nell'ambito del Progetto Iceworm.
Doveva servire per testare la fattibilità del dispiegamento di missili balistici verso l'Unione Sovietica, ma il progetto venne abbandonato nel 1967 a causa dell'instabilità del ghiaccio circostante.
La scoperta è stata fatta nella primavera dell'anno scorso, quando un aeromobile da ricerca Gulfstream III della NASA stava misurando l'area circostante, a circa 241 chilometri a est della base spaziale di Pituffik.
“Stavamo cercando la base della calotta di ghiaccio ed è sbucata fuori Camp Century”, ha detto Chad Greene, scienziato della criosfera della NASA a capo del team di ricerca. “All'inizio non sapevamo cosa fosse”, ha aggiunto.
La posizione della base era già stata individuata in precedenza, ma le più recenti apparecchiature radar della NASA hanno rivelato ulteriori informazioni sulle sue dimensioni. Come ha spiegato Greene: “Nei nuovi dati, le singole strutture della città segreta sono visibili come non lo erano mai state prima”.
La base, inizialmente costruita appena sotto la superficie, è ora sommersa da più di 30 metri di neve e ghiaccio.
Al tempo, la “città” comprendeva 21 tunnel che si estendevano per una lunghezza complessiva di 3 chilometri. Non vi è mai stata ospitata alcuna arma nucleare, né è stato chiesto il permesso al governo danese per farlo.
- L’Elefante nella Stanza -
Una base militare abbandonata della Guerra Fredda, nascosta sotto i ghiacci della Groenlandia settentrionale, è stata riscoperta per caso dai ricercatori della NASA.
Camp Century, nota come la “città sotto il ghiaccio”, fu costruita dalla US Army Corps of Engineers nel 1959 nell'ambito del Progetto Iceworm.
Doveva servire per testare la fattibilità del dispiegamento di missili balistici verso l'Unione Sovietica, ma il progetto venne abbandonato nel 1967 a causa dell'instabilità del ghiaccio circostante.
La scoperta è stata fatta nella primavera dell'anno scorso, quando un aeromobile da ricerca Gulfstream III della NASA stava misurando l'area circostante, a circa 241 chilometri a est della base spaziale di Pituffik.
“Stavamo cercando la base della calotta di ghiaccio ed è sbucata fuori Camp Century”, ha detto Chad Greene, scienziato della criosfera della NASA a capo del team di ricerca. “All'inizio non sapevamo cosa fosse”, ha aggiunto.
La posizione della base era già stata individuata in precedenza, ma le più recenti apparecchiature radar della NASA hanno rivelato ulteriori informazioni sulle sue dimensioni. Come ha spiegato Greene: “Nei nuovi dati, le singole strutture della città segreta sono visibili come non lo erano mai state prima”.
La base, inizialmente costruita appena sotto la superficie, è ora sommersa da più di 30 metri di neve e ghiaccio.
Al tempo, la “città” comprendeva 21 tunnel che si estendevano per una lunghezza complessiva di 3 chilometri. Non vi è mai stata ospitata alcuna arma nucleare, né è stato chiesto il permesso al governo danese per farlo.
- L’Elefante nella Stanza -
The Past
Cold War base under the Greenland ice sheet accidentally rediscovered
An abandoned Cold War military base buried underneath the ice sheet in northern Greenland has been rediscovered accidentally by NASA researchers. Camp Centu ...
L’EURASISMO, O EURASIATISMO
Daniele Perra
In questa puntata analizziamo i tratti essenziali e l'evoluzione storica delle correnti del pensiero geopolitico russo che fanno capo all'Eurasismo (Eurasiatismo o Eurasianesimo sono varianti lessicali).
La concezione della specificità della cultura russa nel suo rapporto con le popolazioni turaniche e iraniche dell'Asia, l'importanza dell'elemento spaziale nella creazione dell'ethnos russo e la specificità e autonomia rispetto alla cultura europea, compresa quella slava. L'alternativa del pensiero russo rispetto alle categorie del pensiero politico occidentale: liberalismo, conservatorismo, progressismo.
https://www.youtube.com/watch?v=5-DOVYs0_2Y
Nella puntata precedente:
▪️Terra e Mare. Le rivoluzioni spaziali
Daniele Perra
In questa puntata analizziamo i tratti essenziali e l'evoluzione storica delle correnti del pensiero geopolitico russo che fanno capo all'Eurasismo (Eurasiatismo o Eurasianesimo sono varianti lessicali).
La concezione della specificità della cultura russa nel suo rapporto con le popolazioni turaniche e iraniche dell'Asia, l'importanza dell'elemento spaziale nella creazione dell'ethnos russo e la specificità e autonomia rispetto alla cultura europea, compresa quella slava. L'alternativa del pensiero russo rispetto alle categorie del pensiero politico occidentale: liberalismo, conservatorismo, progressismo.
https://www.youtube.com/watch?v=5-DOVYs0_2Y
Nella puntata precedente:
▪️Terra e Mare. Le rivoluzioni spaziali
YouTube
Teoria Geopolitica Nr. 4 - L'Eurasismo, o Eurasiatismo
In questa puntata analizziamo i tratti essenziali e l'evoluzione storica delle correnti del pensiero geopolitico russo che fanno capo all'Eurasismo (Eurasiatismo o Eurasianesimo sono varianti lessicali).
La concezione della specificità della cultura russa…
La concezione della specificità della cultura russa…
Smotrich definisce l'accordo di cessate il fuoco a Gaza “una catastrofe”, facendo infuriare le famiglie degli ostaggi - Al Mayadeen
Lunedì i familiari degli ostaggi detenuti nella Striscia di Gaza hanno criticato aspramente il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich per la sua opposizione a un accordo di cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi in fase di definizione.
Decine di familiari hanno fatto irruzione in una sala riunioni della Knesset, dove il Comitato Finanze era riunito per discutere il bilancio 2025.
Ne è seguito un diverbio con il ministro, durato oltre un'ora, durante il quale lo hanno accusato di aver “abbandonato gli ostaggi”.
Smotrich, leader del Partito del Sionismo Religioso, ha fatto sapere che il suo partito “non sosterrà” l'accordo proposto che ha definito come “una catastrofe per la sicurezza nazionale di Israele”.
“Questo è il momento di continuare con tutte le nostre forze a occupare e purificare l'intera Striscia, di togliere finalmente ad Hamas il controllo degli aiuti umanitari e di aprire le porte dell'inferno su Gaza fino alla completa resa di Hamas e al ritorno di tutti gli ostaggi”, ha aggiunto.
- L’Elefante nella Stanza -
Lunedì i familiari degli ostaggi detenuti nella Striscia di Gaza hanno criticato aspramente il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich per la sua opposizione a un accordo di cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi in fase di definizione.
Decine di familiari hanno fatto irruzione in una sala riunioni della Knesset, dove il Comitato Finanze era riunito per discutere il bilancio 2025.
Ne è seguito un diverbio con il ministro, durato oltre un'ora, durante il quale lo hanno accusato di aver “abbandonato gli ostaggi”.
Smotrich, leader del Partito del Sionismo Religioso, ha fatto sapere che il suo partito “non sosterrà” l'accordo proposto che ha definito come “una catastrofe per la sicurezza nazionale di Israele”.
“Questo è il momento di continuare con tutte le nostre forze a occupare e purificare l'intera Striscia, di togliere finalmente ad Hamas il controllo degli aiuti umanitari e di aprire le porte dell'inferno su Gaza fino alla completa resa di Hamas e al ritorno di tutti gli ostaggi”, ha aggiunto.
- L’Elefante nella Stanza -
Al Mayadeen English
Smotrich calls Gaza deal 'catastrophe', angers captives' families
Dozens of family members of the captives storm into a meeting room in the Knesset where the Finance Committee was convening to discuss the 2025 budget.
Dopo la caduta di Assad, la minoranza drusa siriana teme per il futuro - Mercator
La guerra in Siria ha messo a nudo le profonde divisioni del Paese - faziose, geopolitiche, religiose ed etniche - lasciando le minoranze particolarmente vulnerabili. La Siria è un mix di arabi sunniti, alawiti, cristiani, curdi, drusi e altre comunità minori, ognuna con una propria identità e una storia di rimostranze. La guerra ha trasformato queste differenze in forti divisioni, con fazioni sostenute da potenze straniere in competizione tra loro per il controllo. Per minoranze come i drusi, questa frammentazione è diventata una seria minaccia alla loro sopravvivenza.
I drusi sono una minoranza religiosa di lingua araba di circa un milione di persone, residenti principalmente in Libano, Israele e Siria. La loro fede monoteista ha avuto origine oltre 1.000 anni fa in Egitto come propaggine dell'Islam, in particolare dello sciismo ismailita. Sebbene oggi alcuni drusi possano identificarsi come musulmani, il mondo in generale, compresi molti studiosi islamici, considera i drusi una religione distinta.
Conosciuti come “Muwahideen” o “Unitari”, la fede drusa enfatizza la purezza spirituale, un forte legame con Dio e l'esplorazione filosofica. La loro religione accoglie elementi dell’islam, dell’ebraismo e del cristianesimo, ed è anche influenzata dalla filosofia greca e dall’induismo.
La fede drusa incorpora aspetti dei “sette precetti”, che ne costituiscono gli elementi caratterizzanti, e riconosce anche molti profeti, tra cui Gesù, Giovanni Battista, Maometto, Khidr e Mosè. Tuttavia, il personaggio biblico più venerato dalla tradizione drusa è Ietro, il suocero di Mosè. Ietro viene onorato durante la festa annuale di Ziyarat al-Nabi Shu'ayb, celebrata dal 25 al 28 aprile. Questa ricorrenza, un giorno festivo in Israele, prevede un pellegrinaggio al luogo di sepoltura di Ietro, vicino a Tiberiade.
I drusi rifiutano le cerimonie formali e i rituali, non hanno una liturgia ufficiale o un libro di preghiere e osservano pochi giorni di festa o digiuno. A parte alcuni luoghi sacri, raramente costruiscono edifici di culto e si riuniscono il giovedì per le riflessioni sulla loro fede.
Il matrimonio all'interno della comunità drusa è rigorosamente endogamico e non accetta i convertiti. Il divieto di conversione è radicato nella loro credenza nella reincarnazione, secondo cui tutte le persone vive oggi, lo erano anche durante il primo secolo della religione drusa, quando avrebbero avuto l'opportunità di aderire ma hanno scelto di non farlo.
In Siria, i drusi rappresentano circa il 3-4% della popolazione, 700.000 individui. Sono concentrati principalmente nel Jabal Druze (noto anche come Jabal al-Arab o Jabal Hawran), vicino al confine sud-occidentale con la Giordania. Altre comunità druse si trovano nel Golan (Jawlan); ci sono 17 villaggi nel Jabal al-A'la (a circa metà strada tra Aleppo e Antiochia, nel nord-ovest) e quattro villaggi a sud di Damasco… continua qui.
- L’Elefante nella Stanza -
La guerra in Siria ha messo a nudo le profonde divisioni del Paese - faziose, geopolitiche, religiose ed etniche - lasciando le minoranze particolarmente vulnerabili. La Siria è un mix di arabi sunniti, alawiti, cristiani, curdi, drusi e altre comunità minori, ognuna con una propria identità e una storia di rimostranze. La guerra ha trasformato queste differenze in forti divisioni, con fazioni sostenute da potenze straniere in competizione tra loro per il controllo. Per minoranze come i drusi, questa frammentazione è diventata una seria minaccia alla loro sopravvivenza.
I drusi sono una minoranza religiosa di lingua araba di circa un milione di persone, residenti principalmente in Libano, Israele e Siria. La loro fede monoteista ha avuto origine oltre 1.000 anni fa in Egitto come propaggine dell'Islam, in particolare dello sciismo ismailita. Sebbene oggi alcuni drusi possano identificarsi come musulmani, il mondo in generale, compresi molti studiosi islamici, considera i drusi una religione distinta.
Conosciuti come “Muwahideen” o “Unitari”, la fede drusa enfatizza la purezza spirituale, un forte legame con Dio e l'esplorazione filosofica. La loro religione accoglie elementi dell’islam, dell’ebraismo e del cristianesimo, ed è anche influenzata dalla filosofia greca e dall’induismo.
La fede drusa incorpora aspetti dei “sette precetti”, che ne costituiscono gli elementi caratterizzanti, e riconosce anche molti profeti, tra cui Gesù, Giovanni Battista, Maometto, Khidr e Mosè. Tuttavia, il personaggio biblico più venerato dalla tradizione drusa è Ietro, il suocero di Mosè. Ietro viene onorato durante la festa annuale di Ziyarat al-Nabi Shu'ayb, celebrata dal 25 al 28 aprile. Questa ricorrenza, un giorno festivo in Israele, prevede un pellegrinaggio al luogo di sepoltura di Ietro, vicino a Tiberiade.
I drusi rifiutano le cerimonie formali e i rituali, non hanno una liturgia ufficiale o un libro di preghiere e osservano pochi giorni di festa o digiuno. A parte alcuni luoghi sacri, raramente costruiscono edifici di culto e si riuniscono il giovedì per le riflessioni sulla loro fede.
Il matrimonio all'interno della comunità drusa è rigorosamente endogamico e non accetta i convertiti. Il divieto di conversione è radicato nella loro credenza nella reincarnazione, secondo cui tutte le persone vive oggi, lo erano anche durante il primo secolo della religione drusa, quando avrebbero avuto l'opportunità di aderire ma hanno scelto di non farlo.
In Siria, i drusi rappresentano circa il 3-4% della popolazione, 700.000 individui. Sono concentrati principalmente nel Jabal Druze (noto anche come Jabal al-Arab o Jabal Hawran), vicino al confine sud-occidentale con la Giordania. Altre comunità druse si trovano nel Golan (Jawlan); ci sono 17 villaggi nel Jabal al-A'la (a circa metà strada tra Aleppo e Antiochia, nel nord-ovest) e quattro villaggi a sud di Damasco… continua qui.
- L’Elefante nella Stanza -
Mercator
Syria’s Druze minority fears the future after Assad's fall
This tiny but politically significant Middle East community is hated by Islamist extremists allied with the new government of Syria, writes ANTONIO GRACEFFO
Forwarded from Il Veritiero
È stato ufficialmente dichiarato il cessate il fuoco a Gaza.
Vittoria palestinese di fatto, malgrado le immani sofferenze e le perdite umane inammissibili.
È significativo il fatto che Hamas non è stato sconfitto. Malgrado le numerose perdite anche fra i militanti, secondo fonti militari americane il numero degli arruolati nel brigate Al-Qassam è addirittura aumentato negli ultimi mesi.
Il problema è che l'occupazione e le inumane condizioni di lotta hanno aumentato ancora di più sostegno popolare ad Hamas, che ora oltretutto diventerà maggioranza anche nella West Bank.
La conduzione israeliana della guerra, insensata e a-strategica, ha inverato la condizione per la quale non si può vincere una guerra contro un esercito di popolo. Lo stesso motivo per cui la Francia, militarmente vincitrice almeno all'inizio della battaglia di Algeria, alla fine ha dovuto cedere e andarsene.
Il principio della guerra di popolo è semplice, è quello enunciato dal generale Ho-Chi-Min:
"Mentre noi uccidiamo uno dei vostri, voi ucciderete dieci dei nostri. Ma alla fine vi stancherete prima voi".
È ciò che l'imperialismo più teme.
https://t.me/ilVeritiero
Vittoria palestinese di fatto, malgrado le immani sofferenze e le perdite umane inammissibili.
È significativo il fatto che Hamas non è stato sconfitto. Malgrado le numerose perdite anche fra i militanti, secondo fonti militari americane il numero degli arruolati nel brigate Al-Qassam è addirittura aumentato negli ultimi mesi.
Il problema è che l'occupazione e le inumane condizioni di lotta hanno aumentato ancora di più sostegno popolare ad Hamas, che ora oltretutto diventerà maggioranza anche nella West Bank.
La conduzione israeliana della guerra, insensata e a-strategica, ha inverato la condizione per la quale non si può vincere una guerra contro un esercito di popolo. Lo stesso motivo per cui la Francia, militarmente vincitrice almeno all'inizio della battaglia di Algeria, alla fine ha dovuto cedere e andarsene.
Il principio della guerra di popolo è semplice, è quello enunciato dal generale Ho-Chi-Min:
"Mentre noi uccidiamo uno dei vostri, voi ucciderete dieci dei nostri. Ma alla fine vi stancherete prima voi".
È ciò che l'imperialismo più teme.
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Telegram
Il Veritiero
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https://youtube.com/@IlVeritiero4510
Analisi non-convenzionali, esoterismo e metapolitica
https://www.instagram.com/mattmartini_reloaded?igsh=dndxZTl4dDY1YmJ6
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Al Mayadeen - Il primo ministro e ministro degli esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha tenuto una conferenza stampa per annunciare il successo degli sforzi di mediazione per un accordo di cessate il fuoco a Gaza.
Durante l'incontro con la stampa, Al Thani ha confermato che entrambe le parti hanno accettato i termini del cessate il fuoco, che entrerà in vigore domenica 19 gennaio… continua qui.
- L’Elefante nella Stanza -
Durante l'incontro con la stampa, Al Thani ha confermato che entrambe le parti hanno accettato i termini del cessate il fuoco, che entrerà in vigore domenica 19 gennaio… continua qui.
- L’Elefante nella Stanza -
Al Mayadeen English
Qatar PM declares Gaza ceasefire deal reached
Qatar's prime minister announces that the Gaza ceasefire deal will take place Sunday as the Israeli occupation agrees to the accord.
Pacific Palisades, località a ovest di Los Angeles, è l’epicentro dell’ormai famigerato Palisades Fire. Incastonata tra i canyon tortuosi e le colline che si affacciano sul mare tra Malibu e Santa Monica, Palisades o Pali - come dice la gente del posto - fu fondata nei primi anni '20 del secolo scorso da una comunità metodista.
Negli anni ‘40, Palisades divenne un rifugio per intellettuali e artisti in fuga dalla Germania nazista. Gli scrittori Lion Feuchtwanger e Thomas Mann furono due dei più rinomati “esuli in paradiso”. Villa Aurora, la casa di Feuchtwanger e di sua moglie Marta, divenne il luogo di ritrovo della comunità di esuli, nota come Weimar by the Sea.
Alcuni di essi si avvicinarono a Hollywood nella speranza di fare carriera nel mondo del cinema. Persino Thomas Mann finì per flirtare con Hollywood; girava voce di un adattamento cinematografico de La montagna incantata, il romanzo ambientato a Davos, oggi, a cento anni dalla pubblicazione, più che mai attuale.
- L’Elefante nella Stanza -
Negli anni ‘40, Palisades divenne un rifugio per intellettuali e artisti in fuga dalla Germania nazista. Gli scrittori Lion Feuchtwanger e Thomas Mann furono due dei più rinomati “esuli in paradiso”. Villa Aurora, la casa di Feuchtwanger e di sua moglie Marta, divenne il luogo di ritrovo della comunità di esuli, nota come Weimar by the Sea.
Alcuni di essi si avvicinarono a Hollywood nella speranza di fare carriera nel mondo del cinema. Persino Thomas Mann finì per flirtare con Hollywood; girava voce di un adattamento cinematografico de La montagna incantata, il romanzo ambientato a Davos, oggi, a cento anni dalla pubblicazione, più che mai attuale.
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LA TRASMUTAZIONE DELLA SICUREZZA NAZIONALE
Tra il 1937 e il 1941, Roosevelt cercò di “educare” il popolo americano alla necessità di adottare una nuova politica di sicurezza nazionale basata sulla promozione degli ideali americani. Questo cambiamento di politica fu realizzato attraverso un processo graduale, durante il quale Roosevelt presentò all'opinione pubblica americana gli interessi globali degli Stati Uniti e mise in guardia dal pericolo rappresentato dalle nazioni aggressive per la sicurezza americana. Quando Roosevelt convinse la maggioranza degli americani ad abbracciare questa definizione ampliata di sicurezza nazionale, intraprese una serie di azioni volte a rivedere le leggi sulla neutralità, fornire aiuti agli alleati e, infine, far entrare gli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale come belligeranti a tutti gli effetti.
Come la fantascienza ha influenzato la percezione pubblica delle minacce alla sicurezza
Nessuno più di H.G. Wells riuscì a infondere l'idea di distruzione globale e di egemonia attraverso la tecnologia. Wells fu per un certo periodo membro della Fabian Society, ma lasciò il gruppo quando la sua immaginazione politica creativa, che corrispondeva all'originalità della sua narrativa, superò la loro… articolo integrale su IM—1776.
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La prima fase della Guerra Fredda segnò il punto di svolta nella definizione di “sicurezza nazionale”. La Dottrina Truman fu annunciata nel marzo 1947, il Piano Marshall nel giugno dello stesso anno mentre la CIA e il National Security Council furono istituiti con il National Security Act of 1947 nel mese di luglio. Questi eventi diedero vita a un nuovo paradigma di sicurezza nazionale basato su una dottrina che iniziò a consolidarsi alla fine degli anni '30.
Tra il 1937 e il 1941, Roosevelt cercò di “educare” il popolo americano alla necessità di adottare una nuova politica di sicurezza nazionale basata sulla promozione degli ideali americani. Questo cambiamento di politica fu realizzato attraverso un processo graduale, durante il quale Roosevelt presentò all'opinione pubblica americana gli interessi globali degli Stati Uniti e mise in guardia dal pericolo rappresentato dalle nazioni aggressive per la sicurezza americana. Quando Roosevelt convinse la maggioranza degli americani ad abbracciare questa definizione ampliata di sicurezza nazionale, intraprese una serie di azioni volte a rivedere le leggi sulla neutralità, fornire aiuti agli alleati e, infine, far entrare gli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale come belligeranti a tutti gli effetti.
Questa nuova definizione di sicurezza nazionale era un'estensione dei poteri dello “Stato sociale” liberale americano, definito un “New Deal per il mondo”, che cercava di proteggersi dalle minacce ideologiche globali, proprio come le politiche interne miravano a proteggere i cittadini dalle avversità economiche. Ciò segnò una trasformazione ideologica all'interno del pensiero politico e della politica tecnologica degli Stati Uniti, dall'isolazionismo “emisferico” a una posizione internazionale proattiva e paranoica, fortemente influenzata dalle campagne di psicoingegneria della metà del XX secolo, ponendo le basi per la strategia di impegno globale a lungo termine dell'America.
Come la fantascienza ha influenzato la percezione pubblica delle minacce alla sicurezza
Il racconto di fantascienza “L'invasione senza pari” di Jack London del 1910 […] immaginava un futuro in cui le nazioni occidentali, allarmate dall'espansione della popolazione e dell'influenza della Cina, ricorrevano alla guerra biologica, dispiegando “curiosi missili dall'aspetto innocuo, fragili tubi di vetro che andavano a frantumarsi sulle strade e sui tetti delle case”, per decimare la popolazione cinese. Per London, socialista ateo, era una questione di semplice matematica: “Non c'era modo di combattere l'incredibile tasso di natalità della Cina. Se la sua popolazione era di un miliardo, al tasso di venti milioni annui in venticinque anni sarebbe diventata un miliardo e mezzo - pari alla popolazione totale del mondo nel 1904”.
Nessuno più di H.G. Wells riuscì a infondere l'idea di distruzione globale e di egemonia attraverso la tecnologia. Wells fu per un certo periodo membro della Fabian Society, ma lasciò il gruppo quando la sua immaginazione politica creativa, che corrispondeva all'originalità della sua narrativa, superò la loro… articolo integrale su IM—1776.
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IM—1776
The Transmutation of National Security
How Science Fiction inspired the National Security Establishment
Forwarded from Idee&Azione
LA SVIZZERA VIOLA LA SUA STORICA NEUTRALITA' AVVICINANDOSI PRONTAMENTE ALLA NATO
La Svizzera, Paese storicamente neutrale rispetto alle dispute geopolitiche europee, sta rapidamente diventando un altro alleato “devoto” dell'Occidente, in violazione della propria tradizione diplomatica. Invece di riaffermare la propria neutralità e di tentare di agire da paciere in mezzo alle attuali tensioni, la Svizzera sembra cedere alle continue pressioni occidentali, che potrebbero avere conseguenze negative per il Paese nel prossimo futuro.
(di Lucas Leiroz)
#ideeazione
https://telegra.ph/La-Svizzera-viola-la-sua-storica-neutralit%C3%A0-avvicinandosi-prontamente-alla-NATO-01-16
La Svizzera, Paese storicamente neutrale rispetto alle dispute geopolitiche europee, sta rapidamente diventando un altro alleato “devoto” dell'Occidente, in violazione della propria tradizione diplomatica. Invece di riaffermare la propria neutralità e di tentare di agire da paciere in mezzo alle attuali tensioni, la Svizzera sembra cedere alle continue pressioni occidentali, che potrebbero avere conseguenze negative per il Paese nel prossimo futuro.
(di Lucas Leiroz)
#ideeazione
https://telegra.ph/La-Svizzera-viola-la-sua-storica-neutralit%C3%A0-avvicinandosi-prontamente-alla-NATO-01-16
Forwarded from Il Veritiero
Brividi. Scoperta archeologica in un cimitero celtico-romano. Tante anomalie. Scheletri con lunghi messaggi sul piombo. Chi erano? Cosa c’era scritto? A chi erano destinate le “lettere”? Rispondono gli archeologi
https://stilearte.it/brividi-scoperta-archeologica-in-un-cimitero-celtico-romano-di-2000-anni-fa-tante-anomalie-scheletri-con-lunghi-messaggi-scritti-sul-piombo-chi-erano-cosa-cera-scritto-a-chi-erano-destinate-le/
https://stilearte.it/brividi-scoperta-archeologica-in-un-cimitero-celtico-romano-di-2000-anni-fa-tante-anomalie-scheletri-con-lunghi-messaggi-scritti-sul-piombo-chi-erano-cosa-cera-scritto-a-chi-erano-destinate-le/
Stile Arte - Archeologia, Arte Antica e Contemporanea
Brividi. Scoperta archeologica in un cimitero celtico-romano. Tante anomalie. Scheletri con lunghi messaggi sul piombo. Chi erano?…
Le sepolture sono state trovate tutte in fila, lungo un vecchio muro. Risalgono al periodo romano e datano tra il I e il III secolo dopo Cristo. Sono tombe di uomini. Nessuna donna o bambino. Dentro gli spazi che un tempo erano circondati da legni policromi…
Gli archeologi dell'Università di Durham (Regno Unito) e dell'Università di Al-Qadisiyah (Iraq) hanno individuato il luogo di un’antica battaglia. Confrontando i resoconti storici con le immagini declassificate dei satelliti spia statunitensi risalenti agli anni '70, il team ha identificato quello che ritiene essere il luogo della Battaglia di al-Qādisiyya. La battaglia, che ebbe luogo nel 637/8 d.C. e di cui l’ubicazione precisa non era in precedenza nota, rappresentò un momento cruciale nella storia della regione, in quanto aprì le porte all'espansione dell'Islam oltre l'Arabia e verso la Persia, l'attuale Iran. L'analisi, pubblicata sulla rivista Antiquity, colloca il luogo della battaglia a 30 km a sud di Kufa, nel governatorato di Najaf, Iraq.
Nell’immagine: La Battaglia di al-Qādisiyya da un manoscritto dello Shāh-nāmeh. British Library.
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Nell’immagine: La Battaglia di al-Qādisiyya da un manoscritto dello Shāh-nāmeh. British Library.
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ALTRO CHE TRUMP: ACCETTARE UN CESSATE IL FUOCO È STATO FRUTTO DEL CALCOLO DI NETANYAHU
di Meron Rapoport
Subito dopo l'annuncio dell'accordo tra Israele e Hamas per il cessate il fuoco a Gaza, i media internazionali e israeliani si sono trovati d'accordo: sono state le pressioni e le minacce del presidente eletto Donald Trump a spingere il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ad accettare finalmente un accordo che era sul tavolo dal maggio 2024. La storia di Steven Witkoff, inviato di Trump in Medio Oriente, che sabato mattina [11 gennaio] è arrivato a Gerusalemme e ha informato Netanyahu che non aveva intenzione di aspettare la fine dello Shabbat per parlare con lui, sta rapidamente trasformandosi in folklore.
Non sappiamo esattamente cosa sia stato detto durante la chiacchierata tra Witkoff e Netanyahu. È possibile che Trump abbia minacciato Netanyahu e che il primo ministro israeliano abbia temuto l'ira del presidente eletto. Ma uno sguardo più attento rivela che le dinamiche in gioco sono diverse. In realtà, la decisione di accettare l'accordo di cessate il fuoco sembra avere meno a che fare con Trump che con la mutevole percezione della guerra all'interno di Israele.
Non c'è motivo di dubitare dell'affermazione del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir [recentemente dimissionario], secondo cui le pressioni politiche da lui esercitate su Netanyahu hanno ripetutamente ostacolato un accordo nell'ultimo anno. L'idea che l'accordo sia stato raggiunto perché Hamas ha abbandonato tutte le sue richieste a causa dell'ostinazione di Netanyahu è “una bella storia, ma non è vera. Anzi, è l'esatto contrario”, ha scritto su Ynet il giornalista israeliano Ronen Bergman, che ha ripetutamente dimostrato come Netanyahu stesso abbia sabotato l'accordo dopo che gli Stati Uniti e Hamas lo avevano concordato otto mesi fa.
È stato quasi imbarazzante vedere il consigliere per le comunicazioni sulla sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, spiegare su Canale 12 che Hamas si è piegato e ha accettato il cessate il fuoco solo perché Israele ha ucciso il suo ex leader Yahya Sinwar - solo pochi giorni dopo che il Segretario di Stato Antony Blinken aveva dichiarato in un'intervista al New York Times che l'assassinio di Sinwar aveva reso i negoziati molto più difficili. Washington farebbe meglio a concordare quale bugia raccontare.
Una guerra sempre più impopolare.
In Israele, la guerra a Gaza è diventata un peso per il governo, le forze armate e per l'intera società. In tutti i recenti sondaggi, una chiara maggioranza - tra il 60 e il 70%, o addirittura superiore - è favorevole alla fine della guerra. Contrariamente a quanto ci si poteva aspettare, la fine della guerra in Libano ha di fatto rafforzato il desiderio di porre fine alla guerra a Gaza.
Le ragioni sono diverse. […] sembra che le proteste delle famiglie degli ostaggi - che si riaccendono ogni volta che l'esercito riporta a casa un altro ostaggio in un sacco nero - insieme alla stanchezza e alla perdita di motivazione all'interno dell'esercito, all'impopolarità della guerra tra l'opinione pubblica e al calo nei sondaggi di Netanyahu, possano aver portato il primo ministro alla conclusione che continuare la guerra a tempo indeterminato lascerebbe le sue possibilità di vincere le prossime elezioni - in programma tra un anno e 10 mesi - da scarse a inesistenti.
Di conseguenza, Netanyahu potrebbe aver deciso che è il momento di tagliare le perdite. Anche se Ben-Gvir e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich decidessero di far cadere il governo, Netanyahu ha buone possibilità di vincere le elezioni anticipate presentando con una mano gli scalpi di Sinwar e Nasrallah e con l'altra abbracciando gli ostaggi rientrati.
La prova che sia la guerra che la sua cessazione sono questioni interne a Israele arriverà probabilmente tra 42 giorni, quando si concluderà la prima fase dell'accordo e inizierà la seconda, che dovrebbe includere il ritiro completo di Israele da Gaza… articolo integrale su +972 Magazine.
- L’Elefante nella Stanza -
di Meron Rapoport
Subito dopo l'annuncio dell'accordo tra Israele e Hamas per il cessate il fuoco a Gaza, i media internazionali e israeliani si sono trovati d'accordo: sono state le pressioni e le minacce del presidente eletto Donald Trump a spingere il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ad accettare finalmente un accordo che era sul tavolo dal maggio 2024. La storia di Steven Witkoff, inviato di Trump in Medio Oriente, che sabato mattina [11 gennaio] è arrivato a Gerusalemme e ha informato Netanyahu che non aveva intenzione di aspettare la fine dello Shabbat per parlare con lui, sta rapidamente trasformandosi in folklore.
Non sappiamo esattamente cosa sia stato detto durante la chiacchierata tra Witkoff e Netanyahu. È possibile che Trump abbia minacciato Netanyahu e che il primo ministro israeliano abbia temuto l'ira del presidente eletto. Ma uno sguardo più attento rivela che le dinamiche in gioco sono diverse. In realtà, la decisione di accettare l'accordo di cessate il fuoco sembra avere meno a che fare con Trump che con la mutevole percezione della guerra all'interno di Israele.
Non c'è motivo di dubitare dell'affermazione del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir [recentemente dimissionario], secondo cui le pressioni politiche da lui esercitate su Netanyahu hanno ripetutamente ostacolato un accordo nell'ultimo anno. L'idea che l'accordo sia stato raggiunto perché Hamas ha abbandonato tutte le sue richieste a causa dell'ostinazione di Netanyahu è “una bella storia, ma non è vera. Anzi, è l'esatto contrario”, ha scritto su Ynet il giornalista israeliano Ronen Bergman, che ha ripetutamente dimostrato come Netanyahu stesso abbia sabotato l'accordo dopo che gli Stati Uniti e Hamas lo avevano concordato otto mesi fa.
È stato quasi imbarazzante vedere il consigliere per le comunicazioni sulla sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, spiegare su Canale 12 che Hamas si è piegato e ha accettato il cessate il fuoco solo perché Israele ha ucciso il suo ex leader Yahya Sinwar - solo pochi giorni dopo che il Segretario di Stato Antony Blinken aveva dichiarato in un'intervista al New York Times che l'assassinio di Sinwar aveva reso i negoziati molto più difficili. Washington farebbe meglio a concordare quale bugia raccontare.
Una guerra sempre più impopolare.
In Israele, la guerra a Gaza è diventata un peso per il governo, le forze armate e per l'intera società. In tutti i recenti sondaggi, una chiara maggioranza - tra il 60 e il 70%, o addirittura superiore - è favorevole alla fine della guerra. Contrariamente a quanto ci si poteva aspettare, la fine della guerra in Libano ha di fatto rafforzato il desiderio di porre fine alla guerra a Gaza.
Le ragioni sono diverse. […] sembra che le proteste delle famiglie degli ostaggi - che si riaccendono ogni volta che l'esercito riporta a casa un altro ostaggio in un sacco nero - insieme alla stanchezza e alla perdita di motivazione all'interno dell'esercito, all'impopolarità della guerra tra l'opinione pubblica e al calo nei sondaggi di Netanyahu, possano aver portato il primo ministro alla conclusione che continuare la guerra a tempo indeterminato lascerebbe le sue possibilità di vincere le prossime elezioni - in programma tra un anno e 10 mesi - da scarse a inesistenti.
Di conseguenza, Netanyahu potrebbe aver deciso che è il momento di tagliare le perdite. Anche se Ben-Gvir e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich decidessero di far cadere il governo, Netanyahu ha buone possibilità di vincere le elezioni anticipate presentando con una mano gli scalpi di Sinwar e Nasrallah e con l'altra abbracciando gli ostaggi rientrati.
La prova che sia la guerra che la sua cessazione sono questioni interne a Israele arriverà probabilmente tra 42 giorni, quando si concluderà la prima fase dell'accordo e inizierà la seconda, che dovrebbe includere il ritiro completo di Israele da Gaza… articolo integrale su +972 Magazine.
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+972 Magazine
Forget Trump — agreeing to a ceasefire was Netanyahu’s own calculation
In Israel, the war in Gaza has become a burden on the government, the military, and society as a whole. Trump gave Netanyahu an excuse to cut his losses.
Nuova scoperta a Pompei: il grande complesso termale di una ricca domus privata — Artribune
Palcoscenico privilegiato per impressionare gli ospiti del possidente proprietario della domus, le terme private riscoperte nell’insula 10 della Regio IX stavano accanto a un salone per banchetti altrettanto sfarzoso, e raccontano come viveva l’elite di Pompei
L’importanza del ritrovamento è legata proprio alle dimensioni del complesso, tra i più grandi e articolati settori termali privati finora noti nelle domus pompeiane in luce (insieme alle terme dei Praedia di Giulia Felice e a quelle presenti nella Casa del Labirinto e della Villa di Diomede).
Composte da calidarium, tepidarium, frigidarium (sala calda, tiepida e fredda) e spogliatoio (apodyterium), le terme in oggetto potevano accogliere fino a trenta persone, come dimostrano le panchine presenti nello spogliatoio. La sala fredda, composta da un peristilio, era l’ambiente più scenografico, con un porticato esteso per 10×10 metri a circondare una grande vasca.
https://www.artribune.com/arti-visive/archeologia-arte-antica/2025/01/scoperta-pompei-terme-domus-privata-regio-ix/
Palcoscenico privilegiato per impressionare gli ospiti del possidente proprietario della domus, le terme private riscoperte nell’insula 10 della Regio IX stavano accanto a un salone per banchetti altrettanto sfarzoso, e raccontano come viveva l’elite di Pompei
L’importanza del ritrovamento è legata proprio alle dimensioni del complesso, tra i più grandi e articolati settori termali privati finora noti nelle domus pompeiane in luce (insieme alle terme dei Praedia di Giulia Felice e a quelle presenti nella Casa del Labirinto e della Villa di Diomede).
Composte da calidarium, tepidarium, frigidarium (sala calda, tiepida e fredda) e spogliatoio (apodyterium), le terme in oggetto potevano accogliere fino a trenta persone, come dimostrano le panchine presenti nello spogliatoio. La sala fredda, composta da un peristilio, era l’ambiente più scenografico, con un porticato esteso per 10×10 metri a circondare una grande vasca.
https://www.artribune.com/arti-visive/archeologia-arte-antica/2025/01/scoperta-pompei-terme-domus-privata-regio-ix/
Artribune
Nuova scoperta a Pompei: il grande complesso termale di una ricca domus privata
Le grandi terme private riscoperte nell’insula 10 della Regio IX stavano accanto a un salone per banchetti altrettanto sfarzoso, e raccontano come viveva l’elite di Pompei
Trump revoca le sanzioni ai coloni israeliani mentre cresce la violenza in Cisgiordania - TRT WORLD
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha revocato le sanzioni imposte dall’amministrazione Biden a gruppi di coloni israeliani di estrema destra e a singoli individui accusati di essere coinvolti in violenze contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata.
L'ordine esecutivo 14115 [Imposing Certain Sanctions on Persons Undermining Peace, Security and Stability in the West Bank], emesso il 1° febbraio 2024, autorizzava l'imposizione di alcune sanzioni “alle persone che minano la pace, la sicurezza e la stabilità in Cisgiordania”.
Si tratta di uno dei 78 ordini esecutivi annullati da Trump poco dopo il suo insediamento nello Studio Ovale.
La decisione di Trump rappresenta un'inversione di rotta rispetto a un'importante azione politica intrapresa dalla precedente amministrazione che aveva imposto sanzioni a diversi coloni ed entità israeliane, congelando i loro beni negli Stati Uniti e vietando rapporti commerciali con loro.
Nella notte di domenica, coloni oltranzisti hanno incendiato veicoli e proprietà in diversi villaggi palestinesi, proprio mentre milioni di israeliani festeggiavano il ritorno di tre ostaggi… continua qui.
- L’Elefante nella Stanza -
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha revocato le sanzioni imposte dall’amministrazione Biden a gruppi di coloni israeliani di estrema destra e a singoli individui accusati di essere coinvolti in violenze contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata.
L'ordine esecutivo 14115 [Imposing Certain Sanctions on Persons Undermining Peace, Security and Stability in the West Bank], emesso il 1° febbraio 2024, autorizzava l'imposizione di alcune sanzioni “alle persone che minano la pace, la sicurezza e la stabilità in Cisgiordania”.
Si tratta di uno dei 78 ordini esecutivi annullati da Trump poco dopo il suo insediamento nello Studio Ovale.
La decisione di Trump rappresenta un'inversione di rotta rispetto a un'importante azione politica intrapresa dalla precedente amministrazione che aveva imposto sanzioni a diversi coloni ed entità israeliane, congelando i loro beni negli Stati Uniti e vietando rapporti commerciali con loro.
Nella notte di domenica, coloni oltranzisti hanno incendiato veicoli e proprietà in diversi villaggi palestinesi, proprio mentre milioni di israeliani festeggiavano il ritorno di tre ostaggi… continua qui.
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West Bank violence escalates as Trump revokes sanctions on Jewish settlers
This comes after the fragile Hamas-Israel ceasefire in Gaza took hold on Sunday.
Israele lancia l'operazione “Muro di ferro”: decine di morti e feriti a Jenin — Palestine Chronicle
Nel terzo giorno di tregua a Gaza, Israele ha avviato un’operazione militare su vasta scala - denominata “Muro di ferro” - nel campo profughi di Jenin, nella Cisgiordania occupata.
Il bilancio delle vittime dell'operazione è provvisorio, ma destinato a salire. Secondo il Ministero della Salute palestinese, l’operazione ha già portato a 7 morti e oltre 35 feriti.
Una fonte militare ha dichiarato al Times of Israel che l'operazione dovrebbe durare diversi giorni. “Un gran numero di truppe, tra cui forze speciali, agenti dello Shin Bet e della Polizia di frontiera, sta operando in città”, si legge nell’articolo… continua qui.
- L’Elefante nella Stanza -
Nel terzo giorno di tregua a Gaza, Israele ha avviato un’operazione militare su vasta scala - denominata “Muro di ferro” - nel campo profughi di Jenin, nella Cisgiordania occupata.
Il bilancio delle vittime dell'operazione è provvisorio, ma destinato a salire. Secondo il Ministero della Salute palestinese, l’operazione ha già portato a 7 morti e oltre 35 feriti.
Una fonte militare ha dichiarato al Times of Israel che l'operazione dovrebbe durare diversi giorni. “Un gran numero di truppe, tra cui forze speciali, agenti dello Shin Bet e della Polizia di frontiera, sta operando in città”, si legge nell’articolo… continua qui.
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Palestine Chronicle
Dozens Killed, Injured in Jenin – Israel Launches ‘Iron Wall’ Operation in Jenin
At least seven Palestinians were killed and 35 others injured in a massive raid by the Israeli army into Jenin, expected to last a few days.