L’Elefante nella Stanza (ex Distopia 2.0)
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🐘 L'Elefante nella Stanza è la verità palese che tutti vedono, ma nessuno ha il coraggio di analizzare. Niente sensazionalismo, zero allarmismi: solo analisi rigorosa e fatti verificati.

👇 Sei pronto? Facciamolo insieme.
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Forwarded from Il Veritiero
Il nonno di Elon, Joshua N. Haldeman, fu un relativamente noto politico canadese. Fra gli anni '40 e '50 militò in due partiti dal nome (oggi) molto interessante: curiosamente anticipatori di temi che avremmo visto sulla scena pubblica generale molto tempo dopo. Si trattava del primo, il Partito del credito sociale (Social Credit Party), e il secondo era il Movimento Tecnocratico (Technocracy Movement). Può sorprendere ma neanche troppo: il Canada, dominion britannico, fu ancora più degli Stati Uniti un campo di sperimentazione dell'ingegneria sociale delle classi dirigenti britanniche, e molti di quei temi oggi sotto i riflettori era già presenti, come nelle idee di A. Huxley, H.G. Wells, B. Russell o G. Orewll. Diciamo che non hanno cambiato molto i propri schemi sociopolitici.
Secondo il genero di Joshua, Errol (padre del futuro Elon), questi aveva simpatie per il nazionalsocialismo tedesco; in effetti è documentato che difese la pubblicazione in Canada dei Protocolli dei Savi di Sion. Negli anni '50 si trasferì in Sud Africa e fu un sostenitore della politica di Apartheid.

Dati interessanti sulla vita familiare che e sui trascorsi di vita del nostro. Essendo vissuto più che altro con il padre dopo il divorzio dei genitori, non è ben chiaro quanta parte l'influsso del ramo materno della famiglia possa aver influito su Musk. Il nonno peraltro è morto nel 1974, quando Elon aveva tre anni.
Sono domande ancora aperte per i suoi biografi, tuttavia questi influssi non posso essere del tutto derubricati a priori.
In ogni caso un indizio interessante: a diciotto anni Musk lascia la casa paterna e va in Canada, in effetti paese di origine del ramo materno della sua famiglia, con cui evidentemente dovette mantenere dei contatti.

https://t.me/ilVeritiero
Pensierino del mattino…

Martedì, subito dopo aver postato la notizia della revoca delle sanzioni ai “coloni israeliani violenti” da parte della nuova amministrazione statunitense, diversi iscritti hanno lasciato il canale come gesto di stizza. Cosa non hanno gradito, la verità?

È un fatto che lunedì al suo ritorno alla Casa Bianca, Trump abbia firmato un ordine esecutivo per revocare le sanzioni, una delle sue mosse più controverse che però non deve sorprendere (vedi qui e qui). Come è un fatto che il ministro delle Finanze di estrema destra Bezalel Smotrich - sì, proprio lui - si sia sperticato in ringraziamenti per la “giusta decisione” presa dal nuovo presidente degli Stati Uniti e che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu abbia lanciato una nuova operazione militare nella città di Jenin, nel nord della Cisgiordania. Non proprio quisquilie.

“La revoca delle sanzioni ai coloni estremisti li incoraggia a commettere ulteriori crimini contro il nostro popolo”, ha dichiarato il ministero degli Esteri palestinese in un comunicato. Sebbene le sanzioni, emesse dall'ex presidente Joe Biden lo scorso febbraio, abbiano fatto ben poco per prevenire la violenza dei coloni nella Cisgiordania occupata, il congelamento dei beni negli Stati Uniti di diversi coloni ed entità israeliane ha avuto un impatto di portata simbolica nella regione. “Si trattava di un precedente importante da cui partire”, ha dichiarato Khaled Elgindy, ricercatore ospite della Georgetown University di Washington DC.

Come possono i sostenitori di Trump che si dichiarano filo-palestinesi sottovalutare le possibili implicazioni della sua mossa? E qui emerge qualcosa di estremamente inquietante: il sostegno alla causa palestinese per alcuni individui, perlopiù bimbetti annoiati che giocano a far i dissidenti, è una mera moda passeggera. Ciò non mi fa ben sperare sulle sorti della civiltà occidentale.

E con questa desolante immagine - non me ne vogliate ma non potevo astenermi dal scrivere due righe a riguardo - vi auguro un buon proseguimento di giornata.

Loredana
Caso Beatriz: una vittoria storica per il movimento pro-life latinoamericano - Mercator

La Corte interamericana dei diritti umani ha appena respinto il tentativo di stabilire un “diritto all'aborto” in tutta l'America Latina.

La sentenza crea un precedente legale che aiuterà i gruppi pro-life a difendere il nascituro, fin dal concepimento, nei 25 Paesi membri e nella regione in generale.

La lobby abortista sperava che la sentenza della Corte sul Caso Beatriz aprisse la strada all'interruzione di gravidanza volontaria in tutta l'America Latina, così come la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti Roe contro Wade aveva aperto la strada all'aborto senza restrizioni… continua qui.

- L’Elefante nella Stanza -
Documenti trapelati rivelano i forti legami tra l'esercito israeliano e Microsoft — +972 Magazine

I documenti trapelati rivelano che l'esercito israeliano si è affidato alla tecnologia cloud e ai sistemi di intelligenza artificiale di Microsoft durante la fase più intensa dei bombardamenti su Gaza.

I file offrono uno spaccato di come Microsoft abbia approfondito il suo rapporto con l'establishment della difesa israeliana dopo il 7 ottobre 2023, fornendo alle forze armate maggiori servizi di calcolo e di archiviazione e stipulando accordi per almeno 10 milioni di dollari per fornire migliaia di ore di supporto tecnico.

Queste rivelazioni sono il prodotto di un'indagine condotta da +972 Magazine e Local Call in collaborazione con The Guardian. Si basano in parte su documenti ottenuti da Drop Site News, che ha pubblicato la propria storia.

L'inchiesta mostra come l'esercito israeliano si sia affidato sempre di più ai giganti della tecnologia civile dopo il 7 ottobre e giunge nel mezzo di crescenti proteste da parte dei dipendenti delle società di cloud che temono che la tecnologia da loro sviluppata abbia aiutato Israele a commettere crimini di guerra.

Microsoft non ha risposto a una richiesta di commento… articolo integrale su +972 Magazine.

- L’Elefante nella Stanza -
Perché l'Europa si chiama così - Il mito di Europa nell'arte

Vi siete mai chiesti da dove deriva il nome del continente europeo? Ecco Europa, una donna fenicia che ha ispirato il nome di un intero continente. Secondo la mitologia, fu rapita da Zeus nelle sembianze di un toro e divenne la madre del primo re di Creta, dando origine alla civiltà minoica. Ma la storia di Europa va oltre la mitologia: è stata un soggetto ricorrente nell'arte, ispirando alcuni dei più bei dipinti e sculture della storia. Unitevi a noi in un viaggio nel tempo, esplorando l'affascinante storia di Europa e il suo impatto sulla cultura e sull'arte…

https://www.dailyartmagazine.com/europa-in-focus-rape-and-rebirth/
Buongiorno.

A causa di una brutta influenza, mi vedo costretta ad assentarmi per qualche giorno. Per gli aggiornamenti sulla situazione in Medio Oriente, vi consiglio i canali Il Veritiero e Gaza Now in English. Io tornerò quanto prima.

Buon proseguimento di giornata.
Loredana
L'accesso dei minori alla pornografia è una crisi mondiale - Mercator

Sul tavolo della Corte Suprema degli Stati Uniti c'è un caso destinato ad avere un enorme impatto sui genitori che lottano per proteggere i bambini dalla pornografia.

La scorsa settimana i giudici hanno partecipato alle audizioni su una legge del Texas che impone ai siti per adulti di utilizzare una tecnologia di verifica dell'età per impedire ai minori di accedere a immagini e video pornografici. Una corte d'appello federale ha autorizzato la legge, ma l'industria pornografica sostiene che essa viola il diritto costituzionale alla libertà di espressione.

I giudici hanno riconosciuto con amarezza che la pornografia è un grosso problema per i genitori americani. Il giudice Amy Coney Barrett, che ha figli adolescenti, ha commentato che la tecnologia rende difficile il lavoro dei genitori. “Posso dire per esperienza personale”, ha spiegato, che il software di filtraggio dei contenuti “è difficile da tenere aggiornato”.

Un importante precedente legale per la Corte Suprema è un caso del 1968, Ginsburg contro New York. All'epoca, la maggioranza della Corte stabilì che le riviste pornografiche erano in grado di danneggiare i bambini, sfidando il parere di quei giudici che insistevano sull'assoluta libertà di espressione. Da allora, la pornografia è diventata incredibilmente più invasiva. “Ammetterete che oggi siamo in un mondo completamente diverso”, ha dichiarato il giudice Clarence Thomas.

I ricercatori del Wheatley Institute della Brigham Young University e dell'Institute for Family Studies hanno recentemente esaminato gli studi degli ultimi 20 anni per documentare le tendenze nell'uso della pornografia tra i bambini e gli adolescenti e per identificare come tale uso possa essere dannoso per il loro sviluppo. I risultati sono contenuti in un rapporto intitolato: Unprotected from Porn: The Rise of Underage Pornography Use and the Ways it is Harming Our Children.

In un articolo pubblicato su Deseret News, i lettori sono stati invitati a riflettere sui rischi della pornografia:

Immaginate che qualcuno arrivi con un furgone bianco nel vostro quartiere, apra il portellone e inviti i bambini e i ragazzi del vicinato, compresi i vostri figli, a guardare video sessualmente espliciti di uomini e donne che fanno le cose più degradanti possibili. Nella maggior parte dei nostri quartieri, un uomo del genere verrebbe arrestato in pochi minuti e noi faremmo in modo che nessun furgone del genere si avvicini più ai nostri figli. Ma nei quartieri virtuali che la maggior parte dei nostri adolescenti frequenta con i loro smartphone, la questione è molto diversa…


I bambini e gli adolescenti hanno oggi più accesso alla pornografia di qualsiasi altra generazione della storia.

Decine di studi hanno documentato i potenziali danni del consumo di pornografia sui giovani, tra cui aumento dei problemi di salute mentale, comportamenti e abitudini sessuali non salutari, aumento dell'aggressività sessuale, potenziali tendenze compulsive, diminuzione della stabilità delle relazioni future e altre sfide allo sviluppo. Il rapporto afferma senza mezzi termini:

[…] il nostro sistema giudiziario ha fatto di tutto per proteggere il diritto dei fornitori di pornografia di distribuire questo materiale ai ragazzi (e agli adulti) senza alcuna restrizione. Il fatto che all'industria della pornografia sia concessa questa deferenza - nonostante la schiacciante ricerca scientifica sociale dimostri che l'uso di pornografia da parte di minorenni è ora la norma, piuttosto che l'eccezione, e che la sua disponibilità ha implicazioni radicali per un sano sviluppo adolescenziale nella nostra società - è una delle crisi del nostro tempo.


Gli autori del rapporto sottolineano che i genitori hanno la responsabilità primaria di salvaguardare i loro figli da questi danni […] Tuttavia, concludono che i genitori non dovrebbero essere lasciati soli a salvaguardare i propri figli da un'industria non regolamentata… articolo integrale qui.

- L’Elefante nella Stanza -
Dall'era della Ricostruzione alla Guerra Fredda, diverse amministrazioni americane provarono ad acquisire la Groenlandia. Il primo tentativo risale alla fine del XIX secolo, quando il segretario di Stato William H. Seward, lo stesso che aveva appena concluso l'acquisto dell'Alaska dalla Russia imperiale per 7,2 milioni di dollari nel 1867, avviò le trattative con la Danimarca.

Anche se l'offerta di Seward fallì, l'interesse persistette. Nel 1946, l'amministrazione Truman tentò nuovamente l'acquisto dell’isola offrendo segretamente alla Danimarca 100 milioni di dollari in lingotti d’oro, ricevendo però un nuovo diniego. I funzionari statunitensi dell'epoca ritenevano che si trattasse di una “necessità militare”… continua qui.

Nell’immagine: una mappa tratta dal numero del TIME del 27 gennaio 1947, che illustra il vantaggio strategico per gli Stati Uniti di acquisire la Groenlandia.

- L’Elefante nella Stanza -
Forwarded from Idee&Azione
L'EGEMONIA MARITTIMA DI MACKINDER E IL RITORNO DELLE POTENZE TERRESTRI EURASIATICHE

Il rovesciamento dell'equilibrio di potere a favore dello Stato pivot, con la conseguente espansione sulle terre marginali dell'Euro-Asia, consentirebbe l'uso di vaste risorse continentali per la costruzione di flotte, e l'impero del mondo sarebbe allora in vista. Questo potrebbe accadere se la Germania si alleasse con la Russia.
(di Glenn Diesen)

#ideeazione
https://telegra.ph/Legemonia-marittima-di-Mackinder-e-il-ritorno-delle-potenze-terrestri-eurasiatiche-01-27
L’impatto disastroso delle restrizioni israeliane sulla salute dei gazawi - +972 Magazine

Nel tentativo di salvare le vite dei bambini palestinesi ricoverati negli ospedali di Gaza, il dottor Ayaz Pathan ha fatto qualcosa che non avrebbe mai pensato di fare: lasciare che altri bambini - di età compresa tra gli 8 e i 14 anni - morissero. “Non avevamo un letto per loro”, ha raccontato del periodo trascorso all'ospedale Nasser di Khan Younis, il più grande nel sud di Gaza. “Erano sul pavimento e li abbiamo tirati da parte mentre respiravano e il loro cuore batteva ancora, sapendo che difficilmente sarebbero sopravvissuti a quelle ferite. Sarebbero sopravvissuti a Gerusalemme? Assolutamente sì. Negli Stati Uniti? Sicuramente”.

Pathan, un medico di pronto soccorso della Carolina del Nord, è stato volontario a Gaza dalla fine di luglio alla metà di agosto 2024 come parte delle cosiddette Emergency Medical Teams (EMT) - gruppi di professionisti medici stranieri, tra cui chirurghi, medici d'urgenza, infermieri e anestesisti, che si dispiegano durante le crisi umanitarie per fornire assistenza quando il sistema sanitario locale è sovraccarico. A Gaza, dove il sistema sanitario è quasi al collasso dopo che l'esercito israeliano ha sistematicamente preso di mira le strutture e gli operatori sanitari, queste missioni mediche straniere sono diventate particolarmente vitali.

L'esperienza di Pathan è tutt'altro che unica. Nelle testimonianze raccolte da +972, sei medici specialisti che hanno lavorato a Gaza e otto funzionari delle Nazioni Unite e delle ONG che negoziano con il Coordinatore delle Attività Governative nei Territori (COGAT) - l'organismo militare israeliano che sovrintende alle politiche di aiuto umanitario nei Territori Palestinesi Occupati - hanno descritto un sistema di risposta alle emergenze del tutto impreparato a gestire le condizioni drammatiche sul campo.

Per mesi prima del cessate il fuoco, Israele ha imposto pesanti restrizioni all'ingresso di medici stranieri e di merci umanitarie e commerciali a Gaza, attaccando al contempo le forze di polizia palestinesi che sorvegliavano i convogli di aiuti, consentendo ai gruppi armati di saccheggiare le forniture. Nelle quattro settimane precedenti l'11 gennaio, sono entrati nell'enclave meno di 2.000 camion, ovvero circa 70 al giorno; un'analisi di Oxfam ha stabilito che solo per garantire l'apporto calorico minimo a tutti gli abitanti della Striscia sono necessari 221 camion di cibo al giorno. Di quelli entrati, solo 13 trasportavano forniture mediche.

Da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore, il 19 gennaio, il numero di camion di aiuti che entrano a Gaza è aumentato in modo sostanziale. Tuttavia, il numero limitato di medici autorizzati ad entrare, spesso con scarse o nulle forniture mediche, rende l'assistenza sanitaria specializzata in gran parte non disponibile nell'enclave [il valico di Rafah, al confine tra la Striscia e l’Egitto, è stato recentemente riaperto].

Tutti i medici che hanno parlato con +972 hanno indicato il 7 maggio 2024 - giorno in cui Israele ha preso il pieno controllo del valico di Rafah - come il momento in cui le cose sono cambiate. Prima di quella data, non c'era praticamente alcun limite al numero di operatori sanitari che entravano a Gaza attraverso Rafah, né alle forniture che potevano trasportare. I medici stranieri che lavoravano nella Striscia hanno detto che potevano portare “beni di prima necessità” come latte artificiale e grandi quantità di alimenti secchi da distribuire, oltre a piccole attrezzature mediche, tra cui ecografi portatili, teli chirurgici, guanti e bende… continua qui.

- L’Elefante nella Stanza -
Ethnobotanica con Daniele Palmieri - Trailer

Vi presentiamo la nuova rubrica a cura di Daniele Palmieri dedicata all'Etnobotanica, in cui riscopriremo gli aspetti antropologici della conoscenza tradizionale del mondo vegetale: dal folklore, all'erboristeria, passando per gli usi sacri delle piante, nelle religioni e nella magia.


https://www.youtube.com/watch?v=sN1VWLVW3jM

- restate sintonizzati -
Il Guatemala prende provvedimenti contro la setta ebraica israeliana Lev Tahor mentre si allarga l'inchiesta sul traffico di bambini - Anadolu Agency

Le autorità guatemalteche hanno intensificato le indagini su Lev Tahor, una controversa setta ebraica accusata di traffico di esseri umani e abusi sui minori, dopo l'arresto di uno dei suoi membri senior, secondo quanto riportato dalla stampa.

Yoel Alter, 35 anni, è stato arrestato all'inizio di questa settimana fuori da un centro per minori gestito dal governo a Città del Guatemala, secondo quanto riportato da TRT World.

L'arresto è stato effettuato in coordinamento con l'Interpol e le autorità hanno confermato che è ricercato in Messico per traffico di esseri umani. L'estradizione è prevista a breve.

Il giro di vite segue un'importante operazione a Oratorio, a sud-est di Città del Guatemala, dove le autorità hanno allontanato 148 bambini dai loro genitori, citando gravi abusi, tra cui stupro.

I bambini rimangono sotto protezione mentre le indagini proseguono.

Lev Tahor sotto la lente d'ingrandimento mondiale

Fondata negli anni '80 in Israele, Lev Tahor si è spostata da un Paese all'altro, tra cui Stati Uniti, Canada e America Latina, nel tentativo di eludere le forze dell'ordine.

La setta è stata accusata della pratica dei matrimoni infantili, di traffico di esseri umani e abusi, con diversi leader arrestati negli ultimi anni.

La comunità ebraica del Guatemala ha preso le distanze da Lev Tahor, sostenendo le autorità nei loro sforzi per “proteggere la vita e l'integrità dei minori e di altri gruppi vulnerabili”.

Sono in corso indagini sulle attività della setta.

- L’Elefante nella Stanza -
Forwarded from Il Veritiero
Nasce l'alleanza globale che non dimentica i crimini di Israele

Ieri è stato inaugurato all’Aia, nei Paesi Bassi, The Hague Group, un’alleanza composta da nove Paesi — Belize, Bolivia, Colombia, Cuba, Honduras, Malesia, Namibia, Senegal e Sudafrica. L’obiettivo dichiarato del gruppo è difendere le istituzioni dell’ordine legale internazionale coordinando misure legali e diplomatiche contro le violazioni del diritto internazionale da parte di Israele, in particolare impegnandosi per dare seguito alle decisioni delle Nazioni Unite, della Corte internazionale di giustizia (CIG) e della Corte penale internazionale.

https://it.insideover.com/guerra/hague-group-unalleanza-per-la-legalita-contro-i-crimini-di-guerra-di-israele.html
A question of killing — The Critic

La scorsa settimana, Rupert Lowe, deputato del Reform UK, ha sollevato un polverone invocando il ritorno della pena capitale sulla scia della condanna dell'assassino di Southport. Quest'anno ricorre il 60° anniversario dell'abolizione della pena di morte, una decisione che i parlamenti e i governi che si sono succeduti hanno sempre riaffermato.

Questa settimana, un sondaggio di More in Common ha rivelato che il 55% dei britannici è favorevole alla reintroduzione della pena di morte per alcuni reati, mentre l'opposizione è scesa ad appena il 32%.

I parlamentari sono quindi apparentemente in contrasto con l'opinione pubblica su questo tema. Inoltre, mentre la legge sul suicidio assistito serpeggia in Parlamento, molti potrebbero essere accusati di avere posizioni contraddittorie. Da un lato, i parlamentari si sono fermamente opposti alla pena di morte sin dalla sua abolizione nel 1965. Dall'altro, una piccola maggioranza sta ora prendendo in considerazione l'idea di un'altra forma di morte per mano dello Stato, il suicidio assistito.

Molti di coloro che si oppongono alla pena di morte lo fanno sulla base dell'impossibilità di revocarla se in seguito si scoprisse che il condannato era innocente. “Un solo innocente è troppo”, gridano con rettitudine morale. Eppure, le stesse persone sembrano essere molto tranquille riguardo alla possibilità che le leggi sul suicidio assistito possano portare alla morte prematura di coloro che potrebbero ricevere prognosi errate, avere ripensamenti o essere costretti a porre fine alla loro vita.

“Quale margine di errore riterremmo accettabile, come società?”, si chiede la dottoressa Katherine Sleeman, esperta di cure palliative e di fine vita al King's College di Londra. Se alcuni si oppongono alla morte dei colpevoli dei crimini più efferati per il rischio che muoia un innocente, per quale motivo non dovrebbero applicare lo stesso principio a maggior ragione con le leggi sul suicidio assistito?

Qualcuno potrebbe obiettare che c'è una differenza nel tipo di morte, tanto efficace è stata la narrazione degli attivisti secondo cui la cosiddetta “morte assistita” è semplicemente una questione di addormentare qualcuno per permettergli di andare incontro a una morte serena. Eppure, i farmaci utilizzati per le esecuzioni mediante iniezione letale sono spesso gli stessi utilizzati per l'eutanasia e il suicidio assistito.

Il dottor Joel Zivot ha analizzato le autopsie di oltre 200 prigionieri giustiziati e sostiene che l'iniezione letale spesso causa un grave edema polmonare, in cui il liquido riempie i polmoni, provocando una sensazione simile all'annegamento o al soffocamento. Questa scoperta ha mandato in frantumi il mito secondo cui la morte per iniezione letale sarebbe un “metodo umano e sereno”. Non sono disponibili studi estesi sui corpi delle persone che muoiono in questo modo.

Ci si chiede se i sostenitori sarebbero altrettanto entusiasti se il metodo prevedesse la pressione di un pulsante per sparare un colpo di pistola alla testa o per attivare un cappio da boia. Tali metodi infrangerebbero la confortante illusione che la “morte assistita” sia in qualche modo diversa dal suicidio.

Questo dibattito rivela una fondamentale ipocrisia della nostra classe politica. Coloro che si danno pacche sulle spalle per la loro posizione illuminata sulla pena capitale, contemporaneamente invocano il suicidio sancito dallo Stato. È come se avessero deciso che uccidere sia sbagliato, a meno che non lo si voglia davvero, davvero tanto… articolo integrale qui.

📖Leggi anche: La dolorosa verità sul suicidio assistito: i farmaci letali non promettono una morte dignitosa.

- L’Elefante nella Stanza -
Mani straniere a Gaza: come l'Occidente sta lavorando per privare Gaza della democrazia - Palestine Chronicle

Mentre le potenze occidentali spingono per una nuova struttura di governo a Gaza, le loro mosse suggeriscono un'agenda che mina l'autodeterminazione palestinese.


L'Unione Europea ha recentemente disposto la riattivazione di una missione presso il valico di Rafah tra l'Egitto e Gaza, mentre compagnie di sicurezza privata statunitensi hanno inviato ex agenti delle forze speciali per presidiare un posto di blocco nel corridoio di Netzarim. Nel frattempo, circa 150.000 palestinesi sfollati non possono tornare a casa.

Mentre gli Stati Uniti e l'Unione Europea lavorano al fianco di Israele nell'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco a fasi in corso a Gaza, lo fanno con la prospettiva di cambiare la natura della governance del territorio e minacciano di dare inizio ad una stagione analoga alle condizioni di assedio esistenti prima del genocidio durato 15 mesi.

Mentre la retorica di Washington e Tel Aviv vorrebbe che il mondo si concentrasse sulla tenuta del cessate il fuoco a Gaza e sugli effetti potenzialmente catastrofici di una campagna di pulizia etnica, gli sviluppi relativi a un governo postbellico del territorio assediato vengono ampiamente ignorati. Due vicende chiave delle ultime settimane hanno offerto una visione di ciò che potrebbe accadere in futuro… continua qui.

- L’Elefante nella Stanza -
Rompere con il sionismo

Il documentario esclusivo di TRT World “Breaking from Zionism: Jewish Voices for Justice” rivela come l'ideologia sionista sia stata profondamente radicata nella società israeliana, ricorrendo alla paura per mantenere il controllo. Scopri le testimonianze di coloro che hanno osato liberarsi, sfidare la narrazione dominante e difendere la verità e la giustizia.

https://www.youtube.com/watch?v=pXb-ZQtLdq4&t=1s

📖Leggi anche: Evangelici e Israele: la storia del sionismo cristiano americano.

- L’Elefante nella Stanza -
Netanyahu: “I sauditi possono creare uno Stato palestinese in Arabia Saudita” - TRT WORLD

Il Ministero degli Esteri saudita ha ribadito che la normalizzazione con Israele è fuori discussione a meno che non venga creato uno Stato palestinese.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha suggerito che i palestinesi dovrebbero creare il loro Stato in Arabia Saudita piuttosto che nella loro patria, respingendo qualsiasi idea di sovranità palestinese.

“I sauditi possono creare uno Stato palestinese in Arabia Saudita; hanno un sacco di terra laggiù”, ha detto giovedì Netanyahu durante un'intervista al canale israeliano 14, ignorando le richieste di autodeterminazione dei palestinesi, avanzate da tempo… continua qui.

- L’Elefante nella Stanza -