Eventi Avversi News
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Wrexham (Galles): Kelly Dunley, 38 anni, scomparsa per malore improvviso dopo vaccinazione AstraZeneca.

22 maggio 2021

Kelly Dunley, trentottenne di Wrexham in Galles, è morta lunedì 17 maggio al Royal Stoke Hospital.

Dopo la vaccinazione AstraZeneca, aveva avuto una trombosi ad una gamba. I medici ritengono che l’attacco cardiaco sia legato ad un’ulteriore trombosi che ha colpito i polmoni.

https://www.leaderlive.co.uk/news/19320689.wrexham-tributes-kelly-dunley-tragic-sudden-death/
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Covid-19, invece di imparare la lezione e ridurre l’inquinamento pensiamo a vaccinare i bambini

Patrizia Gentilini
Medico oncologo ed ematologo, membro di Isde

Lo sconvolgimento che a livello globale il nuovo coronavirus ha comportato ci impone non solo di riflettere, ma di interrogarci sulle possibili soluzioni per uscire da questa crisi planetaria.
Fin dall’inizio si è scritto che più che “pandemia” si doveva parlare di “sindemia”, ovvero dell’interazione nefasta di molteplici fattori (sanitari, sociali, ambientali, economici), tutti comunque riconducibili al rapporto predatorio ed aggressivo dell’uomo col resto del Pianeta. Già in tempi non sospetti autorevoli voci si erano levate denunciando il pericolo sempre più incombente di nuove pandemie e la necessità che il genere umano si impegnasse molto di più “per conservare la natura, preservare i servizi ecosistemici e la biodiversità, comprendendo e mitigando le attività che portano all’emergenza delle malattie”. Di fatto numerosi sono ormai gli studi che attestano come la maggior incidenza e gravità della Covid 19 si registri nelle aree maggiormente inquinate, quasi che da esse si levasse un ulteriore grido d’allarme per farci cambiare rotta.

Un ampio studio condotto negli Stati Uniti ha dimostrato che per ogni aumento di 1 mcg/m3 di PM2,5, si ha un incremento di mortalità da Covid-19 del +11%, dato che, rapportato all’Europa, si traduce in un incremento pari al 19%, e che è ancor più elevato per la Pianura Padana, area fra le più inquinate del continente europeo, ed in cui si sono registrate le più elevate mortalità da Covid-19. Ma non è solo la qualità dell’aria a condizionare la gravità della pandemia: da una ricerca dell’Università di Firenze che ha messo in relazione il numero di casi di Coronavirus con i modelli di agricoltura presenti nelle varie zone del Paese è emerso che nelle aree di agricoltura intensiva si registrano 134 casi ogni 100 km2, rispetto ai 49 casi delle aree non intensive, differenze che si confermano anche considerando i dati demografici.

Ma invece di imparare la lezione che questa crisi epocale ci sta dando ancora una volta sprechiamo l’occasione di ridurre drasticamente l’inquinamento e “fare pace col pianeta” e di fatto si propone come unica soluzione la vaccinazione di massa, addirittura estendendola a giovani e bambini, possibilità questa su cui autorevoli voci contrarie proprio in questi giorni si sono levate.

A questo proposito è stato lanciato un appello della Rete Sostenibilità e Salute con cui si richiede la moratoria della vaccinazione anti Covid-19 nei bambini e già sottoscritto da circa un migliaio fra medici e operatori sanitari. All’appello si può continuare ad aderire seguendo le istruzioni che in esso compaiono e l’elenco dei sottoscrittori sarà via via aggiornato.
I bambini sono fortunatamente risparmiati da questa pandemia, non hanno un ruolo rilevante nella trasmissione del SARS-CoV-2, ma rischiano di essere le sue più grandi vittime. I vaccini in uso, infatti, riducono ma non azzerano la trasmissione dell’infezione (con alcune varianti in Israele è stato documento persino l’opposto), hanno durata sconosciuta ed efficacia ridotta su alcune delle varianti sinora emerse, ad oggi non è stata stabilita la necessità e la frequenza di dosi di richiamo e soprattutto ancora troppo poco sappiamo degli esiti a lungo termine di questi trattamenti in organismi che hanno tutta la vita davanti. Perché una sollecitudine analoga a quella che si mostra nel voler vaccinare i bambini per una malattia che fortunatamente non sviluppano non la si dimostra anche nel difenderli dai rischi ambientali e dai comportamenti a rischio?

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/17/covid-19-invece-di-imparare-la-lezione-e-ridurre-linquinamento-pensiamo-a-vaccinare-i-bambini/6199938/
Lutto nella cittadina di Naso (Messina), deceduta per aneurisma l’avvocata Gisella Pizzo, vaccinata pochi giorni fa con Pfizer

21 maggio 2021

Sgomento e dolore nella comunità di Naso per la notizia del decesso di Gisella Pizzo.
L’avvocata cassazionista, con un’esperienza di oltre 25 anni, ex candidata alle ultime elezioni amministrative , è morta a seguito di un diagnosticato aneurisma cerebrale. Aveva compiuto 51 anni lo scorso marzo.

Dalle informazioni in nostro possesso, pare che la donna, che godeva di ottima salute, fosse stata vaccinata con il siero Pfizer qualche giorno fa. Mercoledì l’avvocato accusava dei malori ed è stata accompagnata all’ospedale di Patti per accertamenti. I sanitari subito accortisi di un problema celebrale hanno disposto il trasferimento con l’elisoccorso al Policlinico di Palermo, dove la donna è deceduta questa mattina, intorno alle 11.

https://www.google.it/amp/s/www.nebrodinews.it/lutto-a-naso-deceduta-lavvocato-gisella-pizzo/amp/
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"Le autorità scozzesi hanno ufficialmente elencato il vaccino Covid-19 come causa di morte multipla secondo i registri ufficiali.

National Records of Scotland (NRS), l'equivalente dell'Office for National Statistics (ONS) in Inghilterra, ha elencato tre decessi avvenuti prima del 30 aprile 2021 "con la causa di morte alla base degli effetti negativi dei vaccini COVID-19". La statistica ufficiale può essere visualizzata sulla tabella 12 del documento Excel scaricabile tramite il sito Web di NRS" .
https://dailyexpose.co.uk/2021/05/22/covid-19-vaccine-officially-listed-as-the-underlying-cause-of-death-multiple-times-by-scotland-authorities/
Ospedale Severo Ochoa di Madrid

"Prima denuncia da parte degli operatori ospedalieri contro la direzione per "omicidio" durante la gestione covid.
Il Tribunale di primo grado e istruzione numero 4 di Leganés ha ammesso di aver trattato una denuncia per "omicidio e sue forme" a seguito della gestione effettuata presso l'Ospedale universitario Severo Ochoa di Leganés durante la prima ondata di pandemia, e ha ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di quattro dirigenti del complesso ospedaliero".
https://www.elperiodico.com/es/sociedad/20210520/primera-denuncia-trabajadores-direccion-hospital-gestion-covid-11744767
Forwarded from Paolo Bellavite
Forwarded from Paolo Bellavite
Trovate le proteine spike del “vaccino” nel sangue circolante

Il 20 maggio è stato pubblicato un interessante lavoro “Circulating SARS-CoV-2 Vaccine Antigen Detected in the Plasma of mRNA-1273 Vaccine Recipients” di AF Ogata et al. Clinical Infectious Diseases, ciab465, https://doi.org/10.1093/cid/ciab465

Per la prima volta sono state misurate le proteine spike e le loro subunità (S1, quella che si lega al recettore ACE2) dopo la vaccinazione mRNA-1273 (Moderna). Da ricordare che i livelli di S1 sono correlati alla gravità della malattia anche nella COVID-19.

Le proteine SARS-CoV-2 indotte dal mRNA iniettato con la vaccinazione sono state misurate in campioni di plasma raccolti da 13 volontari che hanno ricevuto due dosi di vaccino mRNA-1273. 11 partecipanti su 13 hanno mostrato livelli rilevabili di proteina SARS-CoV-2 già dal primo giorno dopo la prima iniezione di vaccino. Poi, man mano che crescevano gli anticorpi IgG, le proteine prodotte dal mRNA venivano eliminate dal plasma, come c’era da aspettarsi. La rilevazione sistemica di spike e proteine S1 indotte dal vaccino mRNA-1273 non era stata ancora descritta in nessuno studio sul vaccino, probabilmente a causa di limitazioni nella sensibilità del saggio.

L'antigene S1 è stato rilevato già dal primo giorno dopo la vaccinazione e i livelli di picco sono stati rilevati in media cinque giorni dopo la prima iniezione (Figura di sinistra). I volontari hanno ricevuto l'iniezione di mRNA-1273 nei giorni 1 e 28, dove i punti di dati del cerchio e del triangolo rappresentano i livelli di antigene dopo la prima e la seconda iniezione, rispettivamente. Nella figura sopra riportata, a sinistra le barre rappresentano la concentrazione media delle proteine prodotte dal mRNA in quel giorno e a destra rappresentano il livello di anticorpi. Si nota che la proteina si rileva soprattutto dopo la prima dose mentre dopo la seconda non si rileva, probabilmente perché è presto catturata dagli anticorpi già presenti.

I livelli massimi di S1 erano 68 pg/mL ±21 pg / mL, corrispondenti a 500.000.000.000.000 (cinquecentomila miliardi) di molecole di proteine specifiche in un centimetro cubo di plasma. Dopo qualche giorno dalla iniezione del mRNA, la proteina S1 in tutti i partecipanti è diminuita ed è diventata immisurable entro il giorno 14 (notare però che questo non significa che sia assente, significa solo che è sotto il limite di misura). Gli autori ipotizzano che le risposte immunitarie cellulari innescate dall'attivazione delle cellule T, che si verificano giorni dopo la vaccinazione, portino all'uccisione diretta delle cellule che presentano proteine spike e un ulteriore rilascio di spike nel flusso sanguigno.

Gli autori affermano che “la rilevanza clinica di questa scoperta non è nota e dovrebbe essere ulteriormente esplorata”. Essa rappresenta comunque la prova del fatto che le proteine spike non si fermano solo nel luogo di iniezione o nel sistema immunitario, ma viaggiano in tutto il corpo.

Gli effetti avversi dei vaccini possono dipendere quindi da diverse possibilità: a) un effetto patogeno diretto della proteina spike (o sue componenti) sulle cellule che hanno i recettori specifici ACE2, effetto probabilmente prevalente dopo la prima dose, b) un effetto dovuto alla distruzione delle cellule che producono le spike da parte dei linfociti T reattivi contro la stessa proteina che sia espressa sulla membrana cellulare, c) una reazione infiammatoria dovuta a immunocomplessi, effetto probabilmente prevalente dopo la seconda dose, d) una reazione autoimmunitaria degli anticorpi diretti verso la spike che però intercettano anche antigeni «simili» presenti sulle cellule umane normali (mimetismo molecolare).
Covid, vaccini ai bambini. In Uk la lettera di 40 scienziati: “Non ripetere gli errori della storia. Nessuno sotto i 15 anni sano è morto”

Un portavoce dell'Mhra, l'agenzia del farmaco britannica, ha risposto attraverso le pagine del The Telegraph: “Forniremo una risposta alle questioni sollevate nella lettera riguardante i vaccini Covid-19 nei bambini dopo una piena considerazione. Esaminiamo rigorosamente i dati clinici a supporto delle domande di qualsiasi vaccino"

23 maggio 2021

L’Agenzia europea per i farmaci (Ema) autorizzerà probabilmente il 28 maggio la somministrazione dei vaccini per i ragazzi dai 12-15 anni. I dati raccolti da Pfizer e Moderna sono rassicuranti. Il ministro della Salute Speranza ha auspicato un piano di immunizzazione per i maturandi, “è altamente strategico per la riapertura in sicurezza del prossimo anno scolastico”. Ma il dibattito sulle vaccinazioni pediatriche è molto acceso, soprattutto in Gran Bretagna, dove sono più avanti con la campagna vaccinale. In parallelo alla prossima autorizzazione Ema, Moderna sta sperimentando il suo vaccino sulla fascia dai 6 mesi ai 12 anni di età e Pfizer ha annunciato il possibile via libera al vaccino per i piccoli dai 6 mesi in su a inizio 2022. In questo contesto, il Telegraph ha riportato con molto risalto la “lettera aperta” che oltre 40 ricercatori, docenti universitari e medici hanno inviato all’Agenzia regolatoria nazionale sui medicinali (MHRA). I firmatari tengono in considerazione anche lo scenario di vaccinazioni sotto i 12 anni (che potrebbero partire nei prossimi mesi). Il titolo della lettera è esplicativo, “Sicurezza e preoccupazioni riguardo le vaccinazioni Covid nei bambini”.

Il principio di precauzione viene spesso sottolineato nella “open letter”, con un invito a non “ripetere gli errori della storia“. Per comprendere a quali errori si riferiscano gli autori, è necessario scorrere la lettera fino in fondo, “[…] per i vaccini COVID-19, i potenziali benefici sono chiari per gli anziani e vulnerabili, tuttavia, per i bambini, l’equilibrio tra benefici e rischi sarebbe molto diverso” – e proseguono – “noi stiamo sollevando queste preoccupazioni come parte di un dibattito informato, che è una parte vitale del corretto processo scientifico. Dobbiamo assicurarci che non si ripetano le tragedie del passato che si sono verificate soprattutto quando i vaccini sono stati immessi sul mercato in fretta. Per esempio, il vaccino per l’influenza suina Pandemrix, lanciato dopo la pandemia del 2010, ha provocato oltre mille casi di narcolessia, in bambini e adolescenti, prima di essere ritirato Anche Dengvaxia, un vaccino contro la dengue, è stato distribuito ai bambini prima dei risultati completi della sperimentazione, e 19 bambini sono morti per un possibile potenziamento anticorpo-dipendente (ADE) prima che il vaccino fosse ritirato. Non dobbiamo rischiare il ripetersi di questi eventi con i vaccini Covid-19, che potrebbero avere un impatto enormemente dannoso sulla vaccinazione in generale”. Alcuni effetti dei vaccini, anche per gli adulti, sono stati rilevabili solo dopo la fase di inoculazione di massa, come i rari casi di trombocitopenia trombotica indotta da vaccino (VITT), alcuni eventi sono evidenziabili solo sui grandi numeri. La lettera prosegue citando statistiche di letalità del Covid, “nessun bambino sano sotto i 15 anni è morto durante la pandemia nel Regno Unito e i ricoveri in ospedale o in terapia intensiva sono estremamente rari. La maggior parte dei bambini non hanno sintomi o ne hanno di molto lievi. Sebbene la sindrome Long-Covid sia stata citata come motivo per vaccinare i bambini, ci sono pochi dati concreti. Sembra meno comune e molto più breve rispetto agli adulti e nessuno degli studi sul vaccino ha valutato questo aspetto”.

Un portavoce dell’MHRA ha risposto alla “lettera aperta” dei 40, attraverso le pagine del The Telegraph: “Forniremo una risposta alle questioni sollevate nella lettera riguardante i vaccini Covid-19 nei bambini dopo una piena considerazione.
Esaminiamo rigorosamente i dati clinici a supporto delle domande di qualsiasi vaccino. Un vaccino Covid-19 sarebbe autorizzato solo per i gruppi di età più giovane una volta che gli standard previsti di sicurezza, qualità ed efficacia siano stati soddisfatti “. Oltre l’agenzia dei farmaci, anche Matt Hancock, Segretario di Stato alla Salute, ha annunciato che il governo è “molto, molto attento e sensibile” sull’opportunità d’un programma di vaccinazione per i bambini, e ha sottolineato che “la ricerca ha dimostrato che i vaccini sono sicuri”.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/23/covid-vaccini-ai-bambini-in-uk-la-lettera-di-40-scienziati-non-ripetere-gli-errori-della-storia-nessuno-sotto-i-15-anni-sano-e-morto/6205661/

La lettera su Telegraph

https://www.telegraph.co.uk/news/2021/05/02/schools-back-mass-vaccinations-children-headteachers-say-peer/

L’articolo su Science sul vaccino anti dengue

https://www.sciencemag.org/news/2019/04/dengue-vaccine-fiasco-leads-criminal-charges-researcher-philippines

Lo studio pre-print sui sintomi nei ragazzi

https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.05.05.21256649v1.full.pdf

Lo studio sulla trasmissione

https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.09.21.20196428v1
Appello di Philippe Merle, che ha perso suo figlio di 41 anni per trombosi dopo vaccino AstraZeneca https://m.youtube.com/watch?v=Sx5tHe08AXA&fbclid=IwAR0Oo0oa-gAkmsmcLNzyeu5yFJgOZ0skFBRijGoNFpjaU28xcch18agyjqM
L'ostacolo no-Vax sulla campagna. E il governo pensa all'obbligo di siero

23 maggio 2021

La curva rallenta tra i 60-69enni: l'ipotesi che inizino a pesare i 5 milioni di italiani contrari alla cura e i 6 milioni di indecisi. I casi Friuli e Toscana. A Brindisi primo operatore con stipendio bloccato

Superata la soglia di 30 milioni di somministrazioni e con quasi 10 milioni di persone immunizzate con il richiamo, la campagna vaccinale ora punta a superare la diffidenza dei timorosi e soprattutto la resistenza dei no vax. Sul tavolo come extrema ratio resta l'ipotesi di allargare l'obbligo vaccinale ora imposto soltanto agli operatori sanitari.

E proprio ieri è arrivato il primo provvedimento di sospensione dalla professione per un infermiere che ha rifiutato la profilassi per il Covid. Si tratta di un dipendente della Asl di Brindisi al quale è anche stato tolto lo stipendio. Gli avvocati dell'infermiere hanno annunciato il ricorso spiegando che esiste una ragione medica, una patologia, per rifiutare il vaccino.

La preoccupazione del commissario per l'emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, resta quella di proteggere le categorie fragili e gli anziani e se si vanno a vedere le coperture si evidenzia come in molte regioni ci siano ancora moltissimi, troppi, anziani completamente scoperti. Nella fascia d'età 70/79 anni soltanto il 27,9 per cento ha avuto il richiamo e il 79,1 la prima dose mentre in quella 60/69 la media è appena il 19,6 e il 62,3 per la prima somministrazione.

Ed è proprio su questa fascia che si è appuntata l'attenzione del generale perché sta subendo un pesante rallentamento. Se si vanno a vedere le somministrazioni giornaliere degli ultimi 10 giorni si evidenzia una decisa discesa della curva. Dal picco dell'11 maggio con 161.461 inoculazioni per 60/69enni in 24 ore poi le punture diminuiscono progressivamente scendendo sotto la soglia di 160mila: 158.904 il 14 maggio; 158.375 il 15. E poi giù a scendere fino alle 145.936 di due giorni fa.

Ma quanti sono i no vax convinti? Secondo uno studio della Fondazione Italia in Salute il 7,5 per cento della popolazione è deciso a rifiutare la profilassi. Si tratta in numeri assoluti di circa 5 milioni di persone. A questi si aggiunge un 9,9 per cento di indecisi, quasi altri sei milioni di persone. E se si va a vedere la progressione delle vaccinazioni nella fascia d'età che in questo momento più impensierisce il generale ovvero 60/69 si evidenziano differenze notevoli tra regioni. In Friuli Venezia Giulia ad esempio soltanto il 48,8 per cento ha ricevuto la prima dose e il 15,3 anche il richiamo. La Lombardia, per fare un confronto, per quella fascia d'età è al 72 per cento per la prima dose e al 22,8 per il richiamo. Il sospetto è che la vaccinazione rallenti perché in molti la rifiutano.

Il presidente della Conferenza delle regioni, Massimiliano Fedriga, che è anche governatore del Friuli Venezia Giulia dove in alcune aree si registra una forte resistenza soprattutto per i vaccini a vettore virale attribuisce questi casi a un clima di sospetto verso la profilassi. «Non penso che ci siano tanti no vax ma persone che hanno un pò di incertezza e paura. I più grandi organismi di controllo al mondo hanno validato questi vaccini, affidiamoci a loro» afferma Fedriga subito dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino Moderna.

Anche la Toscana è molto indietro: soltanto i 41,7 dei 60/69enni ha ricevuto la prima dose e il 13,4 anche il richiamo. Interessante il dato delle Marche che è avanti con le seconde dosi già al 25,8 per cento ma con le prime ferme al 54,6: come se avesse già raggiunto il tetto della popolazione target disposta a vaccinarsi
E anche due giorni fa davanti alla regione Lombardia operatori sanitari contrari all'obbligo vaccinale hanno manifestato definendo «un ricatto» il licenziamento che potrebbe conseguire al rifiuto della profilassi.

https://www.google.it/amp/s/amp.ilgiornale.it/news/politica/lostacolo-no-vax-sulla-campagna-e-governo-pensa-allobbligo-1948752.html
"Covid: l'India chiede alle società di social media di rimuovere la "variante India" dai contenuti

22 maggio 2021

Coronavirus: come il Covid-19 ha distrutto i sistemi sanitari dell'India

Il governo indiano ha incaricato le società di social media di rimuovere qualsiasi contenuto che si riferisca alla "variante indiana" di Covid-19.

Il ministero dell'informatica ha affermato che l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha elencato la variante come B.1.617 e qualsiasi riferimento a "indiano" è falso.

I termini geografici sono stati utilizzati per descrivere una serie di altre varianti, tra cui il Regno Unito e il Brasile.

Il governo indiano ha affrontato critiche per la sua gestione del Covid-19.

Il mese scorso dopo ha ordinato a Twitter di rimuovere i post critici di alcune delle sue azioni durante la pandemia.

Il Paese è stato duramente colpito dalla nuova variante dalla fine di marzo ed è ora secondo solo agli Stati Uniti in termini di infezioni complessive, con oltre 26 milioni, secondo la ricerca della Johns Hopkins University.

I decessi correlati a Covid sono vicini a 300.000, dietro solo agli Stati Uniti e al Brasile, anche se alcuni esperti ritengono che i decessi in India potrebbero essere considerevolmente più alti.

'Falsa dichiarazione'

L'istruzione alle società di social media è stata eseguita venerdì su ordine del governo dal Ministero dell'elettronica e della tecnologia dell'informazione.

La nota non è stata resa pubblica ma è stata ottenuta dalle agenzie di stampa.

Alle piattaforme è stato chiesto di "rimuovere immediatamente dalla piattaforma tutto il contenuto che nomina, fa riferimento o implica" variante indiana "del coronavirus", ha riferito il Press Trust of India.

"Abbiamo appreso che una falsa dichiarazione sta circolando online che implica che una 'variante indiana' del coronavirus si sta diffondendo in tutti i paesi. Questo è completamente FALSO", ha citato la stessa lettera dell'agenzia AFP.

La nota dice che l'OMS ha "non associato il termine 'variante indiana' con la variante B.1.617 del coronavirus in nessuno dei suoi rapporti".

Un dirigente dei social media ha riferito a Reuters che sarebbe estremamente difficile eliminare tutti i riferimenti alla "variante indiana".

B.1.617, una variante più trasmissibile, è stata rilevata per la prima volta in India lo scorso anno e si è diffusa in dozzine di paesi. Un certo numero di nazioni ha fortemente limitato gli arrivi dall'India.

L'India è un mercato enorme per le società di social media. Le statistiche di gennaio mostrano che è il terzo più grande fruitore di Twitter.

Quest'anno il governo indiano ha introdotto linee guida che, secondo quanto affermato, mirano a frenare l'uso improprio dei social media e la diffusione della disinformazione.

Se ciò che viene definito materiale "illegale" appare su una piattaforma, la società può ricevere un ordine di rimozione. Se non si conforma entro un termine, può affrontare la possibilità di essere perseguito.

Le regole in sostanza significano che le aziende non possono sottrarsi alla responsabilità di ciò che gli utenti pubblicano.

Sono sorte domande sul fatto che queste linee guida promuovano una maggiore censura e minino la libertà di parola.

Certamente c'è stata preoccupazione all'interno dei media che il governo del primo ministro Narendra Modi fosse dietro i persistenti attacchi alla libertà di stampa.

Il mese scorso, il governo ha ordinato a Twitter e Facebook di rimuovere alcuni post critici sulla gestione del Covid-19 da parte di Modi.

Venerdì ha criticato Twitter per aver etichettato alcuni tweet di politici indiani come "media manipolati", che la piattaforma utilizza riferendosi a possibili falsificazioni e inganni".
https://www.bbc.co.uk/news/world-asia-india-57213046.amp
Coronavirus Bari, docente di sostegno no-vax con la mascherina abbassata: “Il virus non esiste”

La Regione Puglia valuta una legge per imporre l’obbligo agli operatori scolastici

23 maggio 2021

Giuseppe, siciliano di Enna ma trapiantato a Bari per lavoro, è fermamente convinto che il vaccino sia tutta una montatura per spillare i soldi alla gente. Non siamo qui di certo a giudicare la sua convinzione, ognuno infatti è libero di pensare ciò che vuole, ma ci ha lasciato un po’ interdetti quando ci ha detto il suo lavoro.

“Sono insegnante di sostegno e non mi sono vaccinato”. Nulla da dire contro chi non crede nella scienza e nei benefici del vaccino, ma è anche vero che il suo lavoro e il fatto di non essere coperto contro il covid potrebbe mettere a rischio bambini e colleghi con cui sta a stretto contatto.

Il suo essere scettico sull’esistenza del vaccino si nota anche dal modo in cui indossa la mascherina: sotto al mento o proprio quando vuole esagerare sotto il naso. Giuseppe, però, non è l’unico insegnante novax. Secondo quanto emerge dai dati ci sarebbero tanti docenti che non hanno ricevuto la dose del vaccino, alcuni a causa di patologie altri perché lo hanno rifiutato.
Questo comporterebbe a settembre una probabile circolazione del virus, soprattutto nei confronti dei piccoli che all’asilo non hanno l’obbligo di indossare la mascherina. Nel frattempo la Regione pare stia valutando una probabile legge che, come per i sanitari, imponga il vaccino al personale scolastico creando così l’immunità tra le aule.

https://bari.ilquotidianoitaliano.com/attualita/2021/05/news/coronavirus-bari-docente-di-sostegno-no-vax-con-la-mascherina-abbassata-il-virus-non-esiste-319674.html/


https://youtu.be/sVm98StU80M
23 maggio 2021

Tre ricercatori dell'Istituto cinese di virologia di Wuhan erano gravemente ammalati con sintomi del Covid-19 già nel novembre 2019, al punto tale da richiedere cure ospedaliere. Lo rivela un rapporto dell'intelligence statunitense tenuto finora top secret, e rivelato dal Wall Street Journal.

https://www.google.it/amp/s/www.wsj.com/amp/articles/intelligence-on-sick-staff-at-wuhan-lab-fuels-debate-on-covid-19-origin-11621796228