Eventi Avversi News
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Il 3 giugno, il Ministero della Salute ha aggiornato le note informative allegate al consenso informato del vaccino Covid Pfizer.

Rispetto alle note precedenti del 20 aprile, è aggiunta nella sezione “Possibili effetti collaterali” la dicitura
“Alcuni di questi effetti indesiderati sono risultati leggermente più frequenti negli adolescenti di età compresa fra 12 e 15 anni rispetto agli adulti”.

Inoltre tra gli effetti indesiderati rari, che possono interessare fino a 1 persona su 1.000, l’effetto avverso “asimmetria temporanea di un lato del viso” è stato sostituito da “paresi temporanea di un lato del viso”

ALLEGATO 1 AL MODULO DI CONSENSO VACCINAZIONE ANTI-COVID-19 NOTA INFORMATIVA 1
COMIRNATY (BioNTech/Pfizer) del 20.4.21

https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_5452_11_file.pdf

ALLEGATO 1 AL MODULO DI CONSENSO VACCINAZIONE ANTI-COVID-19 NOTA INFORMATIVA 1
COMIRNATY (BioNTech/Pfizer) del
3.6.21

https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_5452_14_file.pdf
Forwarded from DataBase Italia
CIARLATANO, TRUFFATORE, PROFITTATORE. ANTHONY FAUCI FINALMENTE SMASCHERATO

Anthony Fauci, consigliere medico capo del regime di Biden, molto tempo fa ha tradito la fiducia del pubblico per tornaconto personale.
Durante la sua vita pubblica, ha dato la priorità all’arricchimento personale e all’inganno di massa rispetto al servizio pubblico.
Leggi l'articolo 👇
https://www.databaseitalia.it/ciarlatano-truffatore-profittatore-anthony-fauci-finalmente-smascherato/
"IL VILLAGGIO RIFIUTA IL VACCINO, SALTA LA CORRENTE"

" Oltre 100 famiglie del villaggio di Chhibramau nel distretto di Kannauj stanno vivendo al buio negli ultimi tre giorni perché non volevano farsi vaccinare contro il Covid-19.

"Una squadra del dipartimento della salute aveva visitato il nostro villaggio mercoledì mattina. Volevano che l'intero villaggio fosse vaccinato. Comunque, circa il 40 per cento degli abitanti del villaggio ha rifiutato il vaccino perché credevano che il loro livello di immunità sarebbe sceso per alcuni giorni e avrebbero potuto ammalarsi, il modo in cui ci minacciano è allarmante", ha detto Mahendra Singh, un altro abitante del villaggio. [...]
Malore in centro dopo avere fatto il vaccino anticovid

5 giugno 2021

Pesaro

E’ il pomeriggio di giovedì. Una persona è stesa a terra in Corso XI Settembre. Vicino c’è il suo motociclo. Non è chiaro quale sia il motivo. Un incidente, una colluttazione, un malore. Qualcuno chiama la Volante della Polizia che interviene nel giro di pochi istanti e assieme alla Polizia interviene subito il 118. Infermieri e medico soccorrono l’uomo che spiega cosa gli è accaduto: nessun incidente, come induceva a pensare il motorino a terra, ma un malore dopo essersi sottoposto a vaccino anticovid. L’uomo è stato poi trasportato in ospedale per accertamenti.

https://www.google.it/amp/s/www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/malore-in-centro-dopo-avere-fatto-il-vaccino-anticovid-1.6446738/amp
Forwarded from Paolo Bellavite
Vaccinazione COVID-19 e rischio di trombosi

Non garantisco l’autenticità del documento bolognese sotto riportato, ma lo condivido perché, se autentico, è di gravità inaudita.

Opporsi ad accertamenti diagnostici potenzialmente in grado di salvare una vita significa istigazione a delinquere.

Non credo che lo “scudo penale” targato Draghi-Cartabia salverebbe un medico vaccinatore citato in giudizio dai parenti di un morto per trombosi, infarto, o lesionato da ictus.
Forwarded from Paolo Bellavite
Forwarded from Paolo Bellavite
Il documento sopra citato è autentico, ma parziale. Quello integrale è il seguente.

In pratica, sconsigliano accertamenti diagnostici preventivi o senza sintomi, si può farli solo DOPO che la trombosi si è manifestata.

Ecco. Un po’ come la “vigile attesa”.... 😰
IL RITRATTO

Premiato il medico no-vax, che va a dirigere le emergenze

AMATO DE MONTE, FRIULI V-G

5 giugno 2021

Una brutta storia che contiene una storia ancor più brutta. È quella di Amato De Monte, medico anestesista di Udine, catapultato dal presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e dal suo braccio destro per la sanità, Riccardo Riccardi, al vertice della Sores, la Struttura operativa regionale dell’emergenza sanitaria. Il fatto è che il nuovo capo delle emergenze in Friuli non solo è un gran tifoso dell’ozonoterapia, che considera – senza alcuna prova scientifica – la migliore delle cure per il Covid-19, ma è di fatto un no-vax. A chi gli era vicino, nei mesi scorsi lo diceva chiaramente: “Io non mi vaccino, non mi fido di questi prodotti che circolano”. Poi ha cominciato a dire che era in attesa di un nuovo, fantomatico vaccino cinese. Dopo che la sua situazione è diventata argomento di polemica pubblica, è corso ai ripari comunicando di avere prenotato la vaccinazione, per il prossimo 28 dicembre. Continua dunque a non essere vaccinato, dopo essere stato operativo in reparti Covid a Udine, dove è primario e direttore del dipartimento di anestesia e rianimazione. Il presidente nazionale degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, ha reagito chiedendo che chi non si vaccina sia sospeso dall’attività professionale. L’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin e la senatrice Pd Tatjana Rojc hanno depositato interrogazioni sul suo caso alla Camera e al Senato.
Ma se questa è la prima storia, la seconda è perfino più imbarazzante. Perché De Monte dal 1º giugno è capo delle emergenze regionali, l’ex 118. Nominato dopo che era stato congelato un regolare concorso a cui non aveva partecipato. “Comandato” d’autorità da Giuseppe Tonutti, direttore generale di Arcs, l’azienda regionale che controlla anche le emergenze. La promozione è stata il premio per il sostegno dato ai vertici politici di centrodestra della Regione – sostengono molti colleghi medici e i partiti d’opposizione – durante i mesi più neri della pandemia, che ha visto il Friuli Venezia Giulia tra le regioni più colpite d’Italia. Il presidente regionale del sindacato dei medici anestesisti (Aaroi Emac), Alberto Peratoner, spiega che i numeri della pandemia in Fvg sono stati “addolciti” con stratagemmi (per evitare di entrare in zona rossa): “Alcuni reparti ospedalieri sono stati classificati di Terapia semintensiva, mentre in realtà erano a tutti gli effetti delle vere Terapie intensive gestite da anestesisti rianimatori, con pazienti gravi, ventilati e rapidamente intubati”. È successo a Gorizia e prima ancora a Palmanova, in un reparto di cui era responsabile proprio il dottor De Monte. Ora premiato.
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/05/premiato-il-medico-no-vax-che-va-a-dirigere-le-emergenze/6220910/?utm_content=fattoquotidiano&utm_medium=social&utm_campaign=Echobox2021&utm_source=Facebook#Echobox=1622882941-1
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In gravi condizioni dopo il vaccino Astrazeneca: la drammatica storia di un 45enne del Catanzarese 

5 giugno 2021

BOTRICELLO (CATANZARO) – Il 18 maggio gli è stato inoculato il vaccino Astrazeneca, una settimana dopo è finito in fin di vita in un letto dell’Unità di terapia intensiva cardiologica. È il dramma vissuto da un uomo di soli 45 anni, con una possibile leggerezza nell’anamnesi effettuata prima della somministrazione.
Lui è un agente della Polizia locale di Botricello, ha 45 anni e fino al 18 maggio scorso non aveva avuto problemi di salute di particolare gravità. Oggi, invece, è ricoverato nel reparto Utic dell’ospedale “Pugliese” di Catanzaro con la prognosi riservata per un infarto e diverse trombosi in tutto il corpo.

Nonostante le perplessità espresse da tempo, l’uomo ha effettuato la prenotazione e si è recato nel centro vaccinale di Catanzaro lido. Con sé aveva l’autocertificazione nella quale dichiarava di soffrire, tra l’altro, di colesterolo alto e di avere i valori dell’omocisteina elevati, come risultato dalle analisi del sangue effettuate appena quattro giorni prima.

Il medico che lo ha sottoposto all’anamnesi prima del vaccino ha ritenuto, però, di procedere comunque con la somministrazione di Astrazeneca, nonostante l’uomo avesse espresso le sue perplessità, come raccontato dalla moglie che lo aveva accompagnato.
Dal giorno dopo sono iniziati i classici sintomi post vaccino, con febbre alta e dolori vari, ma il 26 maggio, una settimana dopo, il quarantacinquenne è stato colto da infarto e, come appurato dai medici ospedaliere, anche da diversi trombi. Una condizione di particolare gravità, al punto che la sua vita è ancora appesa ad un filo.
Questo racconto drammatico è stato ricostruito, ieri, in una denuncia querela presentata dalla moglie e dalla sorella dell’uomo alla Questura di Catanzaro. Al personale dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico le due donne hanno raccontato le incongruenze evidenziate nella storia del loro congiunto. Partendo dalla inopportunità di inoculare un vaccino come quello di Astrazeneca che, tra i possibili effetti collaterali, evidenzia proprio quelli di infarto e trombosi.
Il racconto delle due donne racchiude tutto il senso di impotenza davanti ad una situazione che è precipitata in pochi giorni.
«I medici dell’ospedale – hanno raccontato le due donne – hanno riferito che la sua vita è appesa a un filo a causa della presenza di numerose trombosi in tutto il corpo. Presumiamo che l’infarto che lo ha colpito sia dovuto alla somministrazione del vaccino Astrazeneca che, a causa delle sue patologie, non gli doveva essere somministrato».

Per questo, i familiari del quarantacinquenne hanno deciso di presentare una formale denuncia contro ignoti, con l’obiettivo di verificare se quel vaccino doveva essere somministrato nonostante i riscontri evidenziati nelle analisi fornite al medico. I familiari dell’uomo si sono affidati all’avvocato Salvatore Iannone per seguire passo dopo passo la vicenda, chiedendo che possa essere fatta chiarezza su quanto accaduto.
«Dobbiamo ringraziare il personale sanitario del Reparto di cardiologia Utic per il grande lavoro che stanno facendo dal 26 maggio, giorno del ricovero, nel tentativo di salvargli la vita. Chiediamo che sia fatta chiarezza e che sia ricostruito l’iter di vaccinazione perché riteniamo – hanno aggiunto – che i parametri evidenziati nell’autocertificazione avrebbero dovuto sconsigliare l’utilizzo di quel tipo di vaccino».
Intanto, l’intera comunità di Botricello è sotto shock. L’uomo è molto conosciuto vista anche la sua attività lavorativa, è stimato e ben voluto da tutti, e l’accaduto ha gettato una intera popolazione nello sconforto, considerato che il virus ha già portato nove vittime nella cittadina, alcune delle quali giovanissime.

https://www.quotidianodelsud.it/calabria/catanzaro/cronache/salute-e-assistenza/2021/06/05/in-gravi-condizioni-dopo-il-vaccino-astrazeneca-la-drammatica-storia-di-un-45enne-del-catanzarese/
Orbassano (Torino). Anziano di 80 anni ricoverato per Covid nonostante la doppia dose di vaccino

5 giugno 2021

Un anziano di 80 anni malato di Covid si trova ricoverato all’ospedale San Luigi di Orbassano in terapia sub-intensiva con una polmonite interstiziale da coronavirus. A riportate la notizia l’edizione Torino del quotidiano Repubblica. L’anziano, come riporta l’articolo, aveva ricevuto due dosi di vaccino ma “al pronto soccorso la diagnosi non ha lasciato dubbi: l’uomo, più di 80 anni, pluripatologico, è risultato positivo al tampone”.

https://www.google.it/amp/s/www.quotidianopiemontese.it/2021/06/05/anziano-di-80-anni-ricoverato-per-covid-nonostante-la-doppia-dose-di-vaccino/amp/
Ictus sette giorni dopo il vaccino: esposto della famiglia di una quarantenne

Lucca, Irene Cervelli si è sentita male giovedì mattina e il 26 maggio aveva ricevuto AstraZeneca. Due interventi a Cisanello

Lucca, 6 giugno 2021 - Una giovane donna di Lucca, Irene Cervelli, 42 anni, versa in gravissime condizioni all’ospedale Cisanello di Pisa dove è ricoverata in terapia intensiva dopo un ictus che l’ha colpita nella mattinata di giovedì.
Secondo la famiglia il malore potrebbe essere correlato alla somministrazione del vaccino Astra Zeneca che la donna ha ricevuto in occasione dell’open day del 26 maggio scorso; quando proprio a La Nazione Irene aveva raccontato la sua soddisfazione per l’essere riuscita a ottenere una dose, pur costretta a svegliarsi all’alba.

Ragione per cui la famiglia ha deciso di chiedere copia della cartella clinica all’ospedale Cisanello e di presentare un esposto ai carabinieri per far luce sull’accaduto.

Irene, che viene descritta come una donna senza patologie né problemi di salute, sempre in forma e molto attiva, si è sentita male di improvviso. Subito soccorso è stata portata a Cisanello dove ha subito un intervento di oltre cinque ore per limitare le conseguenze dell’ictus, al quale, però, è seguita una successiva emorragia, un nuovo intervento e l’aggravarsi della situazione.

https://www.google.it/amp/s/www.lanazione.it/lucca/cronaca/ictus-vaccino-1.6448857/amp
"Il famoso microbiologo João Paulo Gomes afferma che il governo britannico sta "mentendo" sul numero di casi della mutazione nepalese della variante indiana.

Lavorando all'INSA – l'istituto di sanità pubblica Dr Ricardo Jorge, come uno degli “esperti” chiave che alimentano la risposta del governo portoghese alla pandemia – Gomes ha detto ieri sera al telegiornale SIC che solo 12 casi della mutazione sono stati identificati attraverso test di massa a livello nazionale – non 68 come annunciato dal ministro dei trasporti britannico Grant Shapps.

E indipendentemente dai numeri, non c'è nulla che suggerisca che la mutazione sia più virulenta della variante stessa. Ergo, non ci sono dati a sostegno della supposizione – o “estrema cautela” come ha cercato di esprimere il governo britannico – che la mutazione potrebbe eludere l'immunità conferita dai vaccini.

Questo è molto più un caso della Gran Bretagna che cerca di fare una "montagna da una talpa" - o nelle parole dello stesso signor Gomes "creare una tempesta in un bicchiere d'acqua". [...]
https://www.portugalresident.com/portuguese-microbiologist-accuses-british-authorities-of-lying-about-cases-of-nepal-mutation-of-indian-variant/