Eventi Avversi News
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Interruzione immediata dell'iniezione Pfizer per i bambini poiché i documenti dello studio di prova mostrano che 4 bambini su 5 hanno sofferto di effetti collaterali da lievi a gravi (e gli effetti a lungo termine non sono noti). Numerosi adolescenti hanno sviluppato preoccupanti condizioni di infiammazione cardiaca (miocardite) e alcuni sono morti dopo averlo assunto. I bambini hanno un tasso di recupero del 99,997% da C o v I d.

Le e-mail rilasciate mercoledì dimostrano che Anthony Fauci sapeva che il virus e la pandemia sarebbero svaniti senza un vaccino, che le mascherine non funzionano e che coloro che si sono ripresi dall'infezione hanno un'immunità sostanziale.

TUTTO QUESTO DEVE ESSERE FERMATO!!

https://childrenshealthdefense.org/defender/chd-immediate-suspension-covid-vaccines-children/?utm_source=salsa&eType=EmailBlastContent&eId=d7469d69-4a7b-4b6b-9134-963532bbd874
Vaccino anticovid, l’odissea di un ballerino diciannovenne a Caserta: il racconto della madre

5 giugno 2021

Diciannove anni e la seconda dose del vaccino. Il racconto di una madre che ha temuto di perdere il figlio dopo averlo visto entrare in pronto soccorso.

“Vorrei raccontarle cosa è successo a mio figlio dopo la seconda dose di vaccino”, comincia così il racconto di una mamma che ha temuto di perdere il figlio di soli 19 anni dopo la somministrazione del vaccino antiCovid. Il ragazzo che fino a maggio era a Princeton nel New Jersey perché vincitore di una prestigiosa borsa di studio di danza all’american Ballet come ballerino classico, aveva fatto lì la prima dose. “Il 19 Maggio – racconta la donna- gli scadeva il passaporto e per quattro mesi abbiamo chiamato, inviato messaggi diverse volte l’Ambasciata italiana ma senza fortuna, così mio figlio è stato costretto a rientrate. La seconda dose di vaccino, avrebbe dovuto farla lì il 22 maggio e perciò quando è tornato a casa siamo andati ad Aversa al centro vaccini, pensando ovviamente di fare il nostro compito. A quel punto è però cominciata la nostra odissea di mail e solleciti. Alla fine riusciamo ad avere il vaccino, una settimana fa,  a Caserta”.

Dopo la somministrazione, di sera iniziarono dolori di testa e febbre. “Allora il dottore ci consigliò una compressa di tachidol ogni quattro ore. Ne prese una di sera, una seconda alle dieci del mattino e un’altra alle tre del pomeriggio”. Qualcosa è però andato storto. Il ragazzo sviene e batte la testa in maniera violenta. I genitori lo portano al Pronto soccorso di una clinica vicina. “Non ricordava perché fosse a casa e al pronto soccorso lo fecero entrare da solo per via delle norme covid. A nulla servirono le mie preghiere sperando di poterlo assistere visto che mio figlio non era in grado di rispondere alle domande”. Nel frattempo, anche la mamma che aspetta disperata si sente male.

“Mio figlio– dice la donna- continuava a stare male e secondo i medici, era in overdose da eroina. Cosa impossibile perché come atleta è sempre sotto antidoping, poi è un ragazzo che vive per la danza con ore ed ore in sala, quindi non poteva proprio essere. Mio figlio nella sua vita non prende neppure i medicinali per semplici mal di testa. Lo diciamo e i medici cambiano idea,  secondo una dottoressa mio figlio era pieno di morfina. Non sapendo a chi votarmi contattai il medico curante e alla fine si capisce che gli enzimi nel vaccino con la tachidol avevano aumentato la morfina del fegato. Cosa che viene segnalata anche su internet. L’amnesia era stata invece causata da un trauma cranico dovuto alla caduta per via dello svenimento”. Il ragazzo trasferito poi a Caserta, viene curato e ora sta bene. “Mio figlio – confessa la mamma- rischiato di morire ed è per questa ragione che spero che il nostro racconta possa mettere tutti sull’avviso. I medici non possono arroccarsi dietro il Covid ed i malati non possono essere lasciati soli”.

https://www.ireporters.it/vaccino-anticovid-lodissea-di-un-ballerino-diciannovenne-il-racconto/
Boom di vaccinazioni, ma arriva l’appello dei medici: “Sbagliato somministrare AstraZeneca ai giovani”

Documento pubblicato dal consigliere regionale Ferruccio Sansa che ha annunciato un'interrogazione. Replica del gruppo Cambiamo!

5 giugno 2021

Genova. Nel day after al record di somministrazioni giornaliere, 600 mila in Italia, si apre una nuova polemica sulla campagna vaccinale: un gruppo di medici vaccinatori volontari ha pubblicato una lettera sottolineando i rischi della somministrazione del vaccino AstraZeneca agli under 55. La lettera è stata pubblicata dal consigliere regionale Ferruccio Sansa che ha annunciato un’interrogazione in Consiglio sul tema.

Ecco il testo della lettera:
“La campagna vaccinale prosegue a pieno ritmo ma, al contrario di quanto previsto, il vaccino AstraZeneca su cui l’Europa aveva puntato non è decollato, e molte dosi giacciono inutilizzate nei frigoriferi. Le ragioni sono molteplici, ma sicuramente la “cattiva comunicazione” ha giocato un ruolo importante.
AZ ha però un punto debole, assente nei vaccini a RNA: può causare una trombosi venosa associata a diminuzione delle piastrine, che si presenta a distanza di 5-15 giorni dalla vaccinazione e può avere esito fatale. Questa complicanza è stata descritta in soggetti dai 20 ai 55 anni, ma le persone di gran lunga più colpite sono le giovani donne. La trombosi piastrinopenica da vaccino, che non è provocata dai vaccini a RNA, è molto rara. Ovviamente però in una vaccinazione di massa anche una complicanza molto rara ma potenzialmente letale può causare un numero significativo di morti, anche in soggetti che, per sesso ed età, come le giovani donne, hanno un rischio praticamente nullo di morire di Covid.

A fronte di questo quadro generale, il vaccino AstraZeneca non è mai stato approvato dall’agenzia del farmaco statunitense (FDA) ed è stato eliminato dal programma di vaccinazioni di vari paesi europei, come Austria, Norvegia e Danimarca. Altri hanno messo delle limitazioni all’uso di AZ: Per esempio, in Italia è stato raccomandato l’uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni, in Francia negli over 55. Anche in Inghilterra a marzo AstraZeneca è stato limitato agli over 30, e la limitazione è stata ora estesa agli over 40. Inoltre, a chi ha già avuto AstraZeneca come prima dose, la seconda viene fatta con un vaccino a RNA. In Germania, i cittadini possono scegliere il loro vaccino. Chi ha fatto come prima dose AZ, può scegliere un vaccino a RNA per la seconda.
Recentemente però il governo italiano ha deciso di permettere alle regioni di organizzare Open days di vaccinazione con AstraZeneca aperta a tutti. Hanno già aderito numerose regioni, dall’Alto Adige, che dal 20 maggio ha aperto le vaccinazioni con AstraZeneca a tutte le fasce d’età dai 18 anni in su, alla Sardegna, dove dopo il successo dell’open day per gli over 40 sono stati organizzati altri open days, di cui uno riservato agli over 18. E da mercoledì 26 la Sicilia attiverà la vaccinazione con AstraZeneca o Johnson & Johnson per 35 mila studenti che a giugno sosterranno l’esame di maturità. Anche in Liguria, dal 24 maggio, i cittadini over 18 hanno potuto prenotarsi per Astrazeneca o Johnson&Johnson. I posti si sono rapidamente esauriti suscitando entusiastici commenti sulla stampa e la promessa che l’esperienza sarà ripetuta.

In realtà questa iniziativa è ben poco condivisibile se, come sempre si deve fare nel caso di farmaci e vaccini, i rischi sono paragonati con i benefici. Nei soggetti sotto i 40 anni che non hanno comorbidità, il rischio di trombosi venosa con piastrinopenia è sufficiente per sconsigliare fortemente la vaccinazione di AstraZeneca. Infatti, in questa fascia di età la letalità per Covid-19 in Italia è vicina allo zero, e rarissima è l’ospedalizzazione. Quindi la possibilità di avere la trombosi piastrinopenica a seguito di vaccinazione con AstraZeneca, seppur rarissima, rappresenta nei giovani sani un rischio più alto del Covid-19.
Invece nei soggetti over 40 il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e morte per covid-19 supera chiaramente il rischio di trombosi piastrinopenica. Va inoltre considerato che, se nei primi studi la frequenza di tale complicanza era stimata 1:100.000, l’analisi dei dati forniti dall’Agenzia del Farmaco e dal Servizio Sanitario inglesi suggerisce una maggiore incidenza della complicanza e dei decessi da questa provocati.

Come medici vaccinatori volontari siamo contrari gli Open days AstraZeneca, perché la somministrazione di questo vaccino ai soggetti minori di 40 anni, in particolare di sesso femminile potrebbe comportare più rischi che benefici, causando anche se raramente complicanze potenzialmente mortali. Ci sembra che la scelta del governo e delle agenzie regolatorie di sconsigliare AstraZeneca sotto i sessant’anni e poi di lasciarlo somministrare ai 18enni sia sconcertante. Se la scelta di vaccinare gli over 60 con AstraZeneca era giustamente basata sui dati che dimostrano un rischio trascurabile di trombosi trombocitopenica in questa fascia d’età, su cosa si basa la scelta di vaccinare con AstraZeneca i giovani che invece sono più suscettibili a questa complicanza? Inoltre, disapproviamo con forza il tipo di campagna intrapresa dagli organi governativi delle regioni, perché non mette correttamente in guardia i giovani dai rischi, per bassi che siano, e approfitta del loro lecito desiderio di riprendere una vita “normale”, e avere un pass che permetta loro di muoversi per lavoro o per studio, o di andare in vacanza evitando la spesa dei tamponi molecolari in entrata e in uscita dai vari paesi forse per utilizzare le dosi di AZ conservate nei frigoriferi perché rifiutate dagli ultrasessantenni, che correrebbero rischi trascurabili. Infine, siamo sconcertati perché, nella nostra esperienza, i medici vaccinatori non hanno ricevuto indicazioni di spiegare correttamente ai giovani
vaccinandi il possibile rischio.
È notizia di questi giorni che il generale Figliuolo intende “liberalizzare” le vaccinazioni facendo cadere il vincolo dell’età. Decisione tardiva (gli Open days hanno fatto il pieno di prenotazioni) ma validissima: si tratterebbe di aspettare ancora poco tempo e i giovani potrebbero avere accesso ad altri vaccini. Il governo centrale dovrebbe però bloccare i prossimi Open days che rischiano di attirare altri giovani.

La lotta al virus non può prescindere dalla trasparenza: gli enti regolatori e i medici devono fornire informazioni complete, comprensibili e veritiere se vogliamo superare la pandemia in breve tempo, rafforzare la fiducia nelle Istituzioni ed evitare rischi inutili tra i nostri giovani”.
Questo l’elenco dei medici che hanno firmato l’appello:
Anna Rubartelli, Nicola Acquarone, Gabriela Arrigoni, Marcello Bagnasco, Daniela Bertagna, Gabriella Bruzzone, Chicco Bonalumi, Leo Chessa, Maria Antonietta Damerio; Enrico Haupt, Antonio Manti, Paola Minale; Federico Oggiano; Orietta Ortino, Renzo Poggio, Mariateresa Re, Vittoria Repetto, Guido Rodriguez, Adele Rossi, Angela Parodi, Daniela Salmeri, Carlo Venzano, Anna Vignoli, Susanna Voltolini.

https://www.google.it/amp/s/www.ivg.it/2021/06/boom-di-vaccinazioni-ma-arriva-lappello-dei-medici-sbagliato-somministrare-astrazeneca-ai-giovani/%3famp
Non è ancora V-day svolta in autunno

5 giugno 2021

di Maria Rita Gismondo
Direttore microbiologia clinica e virologia del “Sacco” di Milano

Tra le tante dichiarazioni sull’andamento della pandemia e affini, mi viene sempre voglia di dare voce ai numeri. Comincerei dai dati più eloquenti e che ci riguardano più di ogni altro: numero positivi, numero decessi e numero ricoverati in terapia intensiva. Come impone un metodo scientifico, prima di dedurre considerazioni, confrontiamo la situazione del 31 maggio di quest’anno e quella dello stesso giorno del 2020. Positivi: 1,2% dei tamponi effettuati nel giorno indicato dello scorso anno, il 2,1% di quelli effettuati dodici mesi più tardi. Decessi: rispettivamente 75 e 85. Ricoverati in terapia intensiva: erano 435 il 31 maggio del 2020 e sono 1061 nel 2021. Per una corretta interpretazione, dovrebbero essere inseriti altri elementi, ma semplifico.
Altro dato importante, la vaccinazione. Nella classifica europea, da pochi giorni ci siamo piazzati al 2° posto come numero di vaccinati, dopo la Spagna, ma se si guarda agli individui che hanno ricevuto la prima dose, siamo preceduti da Germania, Belgio e Spagna.
Malgrado molti trionfalmente enuncino i successi nella sconfitta del virus, dobbiamo far notare che i dati numerici del 31 maggio di quest’anno, non solo non sono migliori, ma addirittura sono modestamente peggiori rispetto alla stessa data dello scorso anno. In entrambe le situazioni, si evidenzia un sensibile miglioramento rispetto ai mesi precedenti. Nel 2020, era stato attribuito alla bella stagione, nemica dei virus respiratori, quest’anno si fa riferimento alla vaccinazione, il cui andamento, a mio parere, merita particolare attenzione. C’è discrepanza tra l’incremento dei vaccinati (con le due dosi) e l’accesso alle prime dosi, come se si assistesse a un rallentamento dello slancio iniziale. Decisamente preoccupante la percentuale dei fragili ancora scoperti. Mancano all’appello tra i 2 e i 3 milioni di over 60. A oggi, pertanto, non ci sono ancora elementi sufficienti per valutare l’incidenza di questi fenomeni e l’andamento della pandemia. Credo che, pur rimanendo sempre ottimisti e “vaccinisti”, sia saggio attendere l’autunno.

https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/05/non-e-ancora-v-day-svolta-in-autunno/6220940/amp/
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In tutti i paesi ipervaccinati del Sud America con la fine della stagione calda stanno aumentando i casi
Argentina
Paraguay
Colombia
Cile
Genova, diciottenne grave al San Martino con trombosi cerebrale. Era stata vaccinata con AstraZeneca

6 giugno 2021

Una ragazza di 18 anni è ricoverata in gravi condizioni all'ospedale San Martino di Genova, con una diagnosi di trombosi del seno cavernoso, il 25 maggio scorso era stata vaccinata volontariamente con Astrazaneca in occasione degli open day lanciati in Liguria per gli over 18. La comunicazione arriva da Alisa e Regione Liguria, la giovane è ora in attesa di valutazione per decidere se sottoporla ad intervento chirurgico. La ragazza, di Sestri Levante, aveva partecipato alle campagne di vaccinazione volontaria con Astrazeneca ed era stata sottoposta alla prima dose di immunizzazione il 25 maggio nella sua Asl di residenza "dopo anamnesi vaccinale negativa", come precisa la nota della Regione. Il 3 giugno ha lamentato mal di testa e fotofobia ed è andata in pronto soccorso, dove è stata sottoposta ad esami: tac cerebrale ed esame neurologico sono risultati entrambi negativi. E' stata dimessa con la raccomandazione di ripetere gli esami del sangue dopo 15 giorni. Il 5 giugno è tornata in pronto soccorso con deficit motori ad una parte del corpo. Sottoposta a Tac cerebrale è risultata l'emorragia ed è stata immediatamente trasferita alla Neurochirurgia del San Martino. Al momento non ci sono elementi che possano mettere in collegamento la vaccinazione col malore, comunque saranno eseguiti tutti gli accertamenti.

https://www.google.it/amp/s/genova.repubblica.it/cronaca/2021/06/06/news/diciottenne_grave_al_san_martino_con_trombosi_cerebrale_era_stata_vaccinata_con_astrazeneca-304457535/amp/
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"Il patologo del Regno Unito avverte che le spike faranno perdere a tutti gli uomini la loro capacità riproduttiva


Si è scoperto che i vaccini mRNA danneggiano anche gli organi riproduttivi maschili, avverte il dott. Roger Hodkinson di Western Medical Assessments.

Le proteine ​​spike del vaccino si esprimono sia nella placenta che nei testicoli.

Per le donne incinte, questo potrebbe significare l'interruzione della gravidanza.

Per gli uomini, potrebbe significare la fine dell'attività riproduttiva".


- Le persone che ricevono i vaccini se ne pentiranno, avverte il dott. Hodkinson, perché molti, se non tutti, perderanno la capacità di riprodursi-.

"In un mondo in cui sappiamo che il numero di spermatozoi è diminuito del 40% negli ultimi 10 o 20 anni - un enorme calo inspiegabile del numero di spermatozoi - non abbiamo bisogno di ulteriori risultati sulla fertilità maschile".



https://www.eutimes.net/2021/05/uk-pathologist-warns-spike-proteins-will-cause-all-men-to-lose-their-reproductive-capacity/
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Iniziamo a chiamare le cose col proprio nome :
CIRCONVENZIONE DI PERSONE INCAPACI.


"E' partito a Rieti il primo Junior Open day del Lazio dedicato ai ragazzi tra i tra i 12 e i 16 anni. La prima vaccinazione è stata effettuata alle 9 in punto.

Per l'appuntamento erano state previste 120 dosi Pfizer. E c'è chi per il timore di non riuscire a prendere il numero ha raggiunto l'ospedale provinciale de' Lellis già ieri sera. "Temevo di non riuscire a fare il vaccino - ha detto un 12enne, tra i primi a vaccinarsi - sono qui da ieri sera. E' importante fare il vaccino per tornare alla libertà". #ANSA

https://www.ansa.it/lazio/notizie/2021/06/05/la-prima-volta-dei-12enni-a-rieti-lopen-day-per-i-vaccini_8a707c58-ca57-4d05-9dc0-779882d353c2.html
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GUIDA ALLE MIGLIORI PRATICHE

"Come rispondere ai negazionisti dei vaccini
in pubblico"

Questo documento di orientamento fornisce i principi generali di base per i portavoce di qualsiasi autorità sanitaria su come rispondere ai negazionisti del vaccino.
I suggerimenti si basano sulla ricerca psicologica, sulla persuasione,
sulla ricerca in sanità pubblica, su studi sulla comunicazione e sulle linee guida per la comunicazione del rischio dell'OMS.[...]

•Regola numero 1
Il tuo target di destinazione è il pubblico in generale, non il
negazionista del vaccino.
😆
Savona. Dramma a Varazze: il cuoco “Samir” muore per Covid dopo la seconda dose di Pfizer

Prima la febbre e dopo una decina di giorni il ricovero in ospedale, ieri è finita la sua battaglia

6 giugno 2021

Varazze. Nonostante sia stato vaccinato con la seconda dose di Pfizer, dopo appena 5 giorni gli è venuta la febbre e poi è stato ricoverato in ospedale, dove – risultato positivo al coronavirus – ieri (sabato 5 giugno) è morto a causa del Covid-19.
Un’altra brutta notizia per la Liguria, dopo il ricovero in neurochirurgia al San Martino di una 18enne il , in seguito al vaccino AstraZeneca. Questa volta ad essere protagonista della drammatica vicenda è un 72enne di Varazze, Mohamed Mohamad Mohamud, da tutti conosciuto come “Samir”.
Anche lui, come milioni di italiani, aveva deciso di confidare nel vaccino per riuscire a combattere il Covid-19 e poter sperare, in caso di positività, di non finire in ospedale (o peggio). Purtroppo, però, non è andata così.
Samir, infatti, ha ricevuto la seconda dose del vaccino americano il 12 maggio, ma poco meno di una settimana dopo ha iniziato ad avere la febbre. Rivoltosi al medico curante, gli è stato prescritto l’antibiotico, “come se si trattasse di semplice sinusite”, raccontano dalla famiglia. Ma le sue condizioni non sono migliorate, anzi una decina di giorni dopo (il 23 maggio), Samir è stato ricoverato per Covid in rianimazione al San Paolo di Savona per poi essere trasferito in terapia intensiva.
Intubato e in precarie condizioni, il 72enne non è riuscito a sconfiggere il virus (probabilmente si era contagiato nelle settimane trascorse tra le due dosi) e ieri mattina è morto, “solo in un letto dell’ospedale”.

Persona squisita e grande lavoratore, raccontano gli amici. Una figura molto conosciuta nel levante savonese dove ha lavorato per anni come cuoco, così come la moglie.

Arrivato dall’Egitto negli anni 70’, alla ricerca di un futuro migliore, Samir ha imparato l’arte della cucina al ristorante Cavetto di Varazze, accolto dalla famiglia Miretti. Ha poi lavorato in diversi alberghi, negli ultimi 20 anni a Celle Ligure, prima della meritata pensione. Noto a tutti gli autisti dei pullman che ogni giorno attraversano la tratta, mezzo con il quale si recava sempre a lavoro.
Un esempio positivo, di chi con lavoro e fatica è riuscito ad arrivare nel nostro paese e dare una svolta alla propria vita. Cittadino italiano a tutti gli effetti, Samir ha costruito la sua famiglia proprio nel savonese, dal matrimonio infatti sono nati due figli.
“Tutto il borgo Solaro di Varazze sentirà la tua mancanza”, commenta triste e amareggiata l’amica Elisabetta Cazzolla “una parente anche senza legami di sangue”.
I funerali si svolgeranno martedì 8 giugno alle ore 10 al cimitero di Varazze con rito mussulmano.

https://www.google.it/amp/s/www.ivg.it/2021/06/dramma-a-varazze-il-cuoco-samir-muore-per-covid-dopo-la-seconda-dose-di-pfizer/%3famp
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Forwarded from Giubbe Rosse
L'ALLARME DEL DOTT STRAMEZZI SUGLI EFFETTI DEI VACCINI. IN FUTURO POTREBBE SUCCEDERE UN PASTICCIO
Ecco l'intervento del Dott. Andrea Stramezzi a Un Giorno Speciale. "Questi sono farmaci genici. Non sappiamo cosa succederà. Ricordiamoci che già stanno predisponendo la terza dose: il generale Figliuolo ha già parlato di terza dose per gli anziani a ottobre. La Gran Bretagna che ha 67 milioni di abitanti ha già ordinato 500 milioni di dosi. Voi vi rendete conto che può anche darsi che la prime e la seconda dose non ti abbiano dato problemi: che ne sai quando gli dai la terza, la quarta, la quinta e magari mescoli i vaccini. Cosa può succedere? Un pasticcio. Noi non abbiamo la minima idea di quello che potrà succedere tra qualche anno. Potrebbero esserci dei tumori, delle malattie auto-immuni spaventose. Attenzione: sono loro gli stregoni che stanno giocando con la vita delle persone. Non si può obbligare una cosa del genere. È una follia, un crimine". (Fonte: Radio Radio)
Livorno
“Mia madre colpita da ictus dopo la dose"

"Non incolpo nessuno ma vorrei sapere che cosa è successo e se si poteva evitare"

6 giugno 2021

"Non intendo incolpare nessuno, ma vorrei raccontare che cosa è successo a mia madre dopo il vaccino". Stefano Brilli, 58 anni di Livorno, ripercorre così la vicenda. "Mia madre Gemma Pagano di 80 anni – spiega – si è vaccinata il 2 aprile con Pfizer e inizialmente stava bene. La sera però mi sono reso conto che non tutto era normale perché aveva dei comportamenti strani come se non fosse totalmente presente con la testa. Ho chiesto l’intervento della guardia medica e poi è stata ricoverata per accertamenti. Il risultato è che ha avuto un ictus e successivamente embolia polmonare".

"Il caso – afferma Brilli – è stato oggetto di segnalazione da parte della stessa Asl. Comunque dopo le cure e la riabilitazione mia madre potrà tornare a casa, ma praticamente ora è una persona invalida (sto già facendo le pratiche per ottenere il riconoscimento) e la situazione è molto complicata perché io stesso sono un invalido in quanto trapiantato".

"Non ce l’ho chiaramente con i medici che anzi hanno fatto tutto il possibile – commenta Stefano Brilli – ma vorrei capire che cosa è successo, se il vaccino in qualche modo ha avuto un effetto indesiderato, se si poteva evitare tutto questo, perché mia madre prima di vaccinarsi era una persona autonoma che andava da sola a fare la spesa e ora probabilmente non sarà neppure più in grado di uscire di casa da sola e essere pienamente autonoma. E questa è una domanda che mi arrovella".
"A questo punto – conclude Stefano Brilli – sono molto preoccupato, sia per le condizioni di salute di mia madre, sia per la situazione che dovremo affrontare. Abbiamo bisogno di aiuto e di sostegno da parte dell’Asl e da parte del Comune. Ho esperienze positive con le assistenti sociali del Comune, spero che anche in questa occasione ci siano di supporto perché dobbiamo affrontare problemi non indifferenti".

https://www.google.it/amp/s/www.iltelegrafolivorno.it/cronaca/mia-madre-colpita-da-ictus-dopo-la-dose-1.6451892/amp