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Le forze armate statunitensi stanno somministrando ai bambini vaccini COVID nelle scuole dell'Idaho.
Ictus dopo la prima dose di vaccino, il fratello: “Ha anticipato la somministrazione per partire serena per le vacanze”
Francesco Cervelli racconta i momenti drammatici del malore in attesa di capire cosa è realmente successo: "È caduta all'improvviso mentre saliva le scale, ora è sotto terapia farmacologica"
6 giugno 2021
Si sarebbe vaccinata a breve con Pfizer, ma ha anticipato l’appuntamento grazie all’open day. Una decisione che potrebbe rappresentare un crocevia di quelli inattesi nella vita, quella di Irene Cervelli, 42enne della Piana di Lucca colpita da ictus ischemico giovedì scorso (4 giugno) dopo aver ricevuto la prima dose di AstraZeneca il 26 maggio. Attualmente si indaga sulla possibile correlazione fra il tanto dibattuto siero e le condizioni della donna, ancora ricoverata in gravissime condizioni nel reparto di neurorianimazione del Cisanello di Pisa, dopo esser stata sottoposta a due interventi chirurgici.
“Sembrava tranquilla il 26 maggio quando è uscita di casa diretta all’ospedale”. racconta il fratello Francesco Cervelli, ancora incredulo per l’accaduto. È stato l’uomo insieme ai familiari, infatti, a presentare un esposto, sottoponendo il caso ai carabinieri e chiedendo, tramite l’avvocato, il sequestro della cartella clinica. “Anzi – spiega – era molto contenta di aver anticipato la vaccinazione in vista delle ferie. Voleva andare in vacanza serena, per questo aveva scelto di rinunciare a Pfizer per AstraZeneca. E non temeva questo tipo di siero: Irene sosteneva con convinzione la campagna vaccinale contro il Covid proprio come ogni altra vaccinazione e non ha mai avuto alcuna reazione avversa a nessun vaccino. Mai, prima di questo”.
“Anche perché – continua l’uomo – mia sorella non soffriva di nessuna malattia, e subito dopo l’iniezione di AstraZeneca ha accusato solo un po’ di stanchezza, fatica e dolore alle ossa. Nessun accenno di febbre, come invece è capitato a molti. Basti pensare che il giorno seguente l’iniezione è andata al mare e ha guidato da sola fino a Camaiore. Stava bene – ribadisce – almeno fino a quando non è rientrata a casa l’altro giorno: dopo aver montato le scale, infatti, è crollata per terra. Abbiamo trovato la macchina perfettamente parcheggiata sotto casa. Tutto lascia pensare che sia stata colta da un malore improvviso. I soccorsi sono stati tempestivi, ma non c’è stato molto da fare”.
Attualmente in prognosi riservata, Irene Cervelli sarà sottoposta a una cura farmacologica per combattere i danni potenzialmente riconducibili al vaccino: una prima trombosi su una vena, seguita da ulteriori complicazioni e una conseguente embolia di piastrine nella notte successiva. Una situazione per ora stabile. La famiglia non si dà pace: “Siamo tutti molto scossi. I miei genitori si sono già vaccinati tre mesi fa con Pfizer, essendo anziani ed estremamente vulnerabili. Io – spiega il fratello – ho l’appuntamento per la prima dose il 27 giugno. Ma valuterò se presentarmi: fino a giovedì mattina non avevo dubbi, ora non so più cosa fare. Parlerò con il mio dottore sull’eventualità di farlo o meno”.
“Ancora non mi rendo conto totalmente di quanto successo. La mia priorità adesso – conclude Francesco – è sostenere i miei anziani genitori, devastati dall’accaduto. Papà e soprattutto mamma, già provata in passato da problemi di salute. Cerco di tenere le redini della famiglia, anche con l’aiuto del mio medico. Per il resto, non ci rimane che aspettare: la situazione di mia sorella è grave ma stabile, bisogna vedere come si evolverà. E a livello legale non possiamo fare molto: Irene aveva firmato il consenso alla somministrazione di AstraZeneca, prendendosi ogni responsabilità sulle possibili conseguenze. Abbiamo però presentato un esposto ai carabinieri, per evitare che situazioni simili si possano ripetere in futuro”.
https://www.luccaindiretta.it/cronaca/2021/06/06/ictus-dopo-la-prima-dose-di-vaccino-il-fratello-ha-anticipato-la-dose-per-partire-serena-per-le-vacanze/239280/
Francesco Cervelli racconta i momenti drammatici del malore in attesa di capire cosa è realmente successo: "È caduta all'improvviso mentre saliva le scale, ora è sotto terapia farmacologica"
6 giugno 2021
Si sarebbe vaccinata a breve con Pfizer, ma ha anticipato l’appuntamento grazie all’open day. Una decisione che potrebbe rappresentare un crocevia di quelli inattesi nella vita, quella di Irene Cervelli, 42enne della Piana di Lucca colpita da ictus ischemico giovedì scorso (4 giugno) dopo aver ricevuto la prima dose di AstraZeneca il 26 maggio. Attualmente si indaga sulla possibile correlazione fra il tanto dibattuto siero e le condizioni della donna, ancora ricoverata in gravissime condizioni nel reparto di neurorianimazione del Cisanello di Pisa, dopo esser stata sottoposta a due interventi chirurgici.
“Sembrava tranquilla il 26 maggio quando è uscita di casa diretta all’ospedale”. racconta il fratello Francesco Cervelli, ancora incredulo per l’accaduto. È stato l’uomo insieme ai familiari, infatti, a presentare un esposto, sottoponendo il caso ai carabinieri e chiedendo, tramite l’avvocato, il sequestro della cartella clinica. “Anzi – spiega – era molto contenta di aver anticipato la vaccinazione in vista delle ferie. Voleva andare in vacanza serena, per questo aveva scelto di rinunciare a Pfizer per AstraZeneca. E non temeva questo tipo di siero: Irene sosteneva con convinzione la campagna vaccinale contro il Covid proprio come ogni altra vaccinazione e non ha mai avuto alcuna reazione avversa a nessun vaccino. Mai, prima di questo”.
“Anche perché – continua l’uomo – mia sorella non soffriva di nessuna malattia, e subito dopo l’iniezione di AstraZeneca ha accusato solo un po’ di stanchezza, fatica e dolore alle ossa. Nessun accenno di febbre, come invece è capitato a molti. Basti pensare che il giorno seguente l’iniezione è andata al mare e ha guidato da sola fino a Camaiore. Stava bene – ribadisce – almeno fino a quando non è rientrata a casa l’altro giorno: dopo aver montato le scale, infatti, è crollata per terra. Abbiamo trovato la macchina perfettamente parcheggiata sotto casa. Tutto lascia pensare che sia stata colta da un malore improvviso. I soccorsi sono stati tempestivi, ma non c’è stato molto da fare”.
Attualmente in prognosi riservata, Irene Cervelli sarà sottoposta a una cura farmacologica per combattere i danni potenzialmente riconducibili al vaccino: una prima trombosi su una vena, seguita da ulteriori complicazioni e una conseguente embolia di piastrine nella notte successiva. Una situazione per ora stabile. La famiglia non si dà pace: “Siamo tutti molto scossi. I miei genitori si sono già vaccinati tre mesi fa con Pfizer, essendo anziani ed estremamente vulnerabili. Io – spiega il fratello – ho l’appuntamento per la prima dose il 27 giugno. Ma valuterò se presentarmi: fino a giovedì mattina non avevo dubbi, ora non so più cosa fare. Parlerò con il mio dottore sull’eventualità di farlo o meno”.
“Ancora non mi rendo conto totalmente di quanto successo. La mia priorità adesso – conclude Francesco – è sostenere i miei anziani genitori, devastati dall’accaduto. Papà e soprattutto mamma, già provata in passato da problemi di salute. Cerco di tenere le redini della famiglia, anche con l’aiuto del mio medico. Per il resto, non ci rimane che aspettare: la situazione di mia sorella è grave ma stabile, bisogna vedere come si evolverà. E a livello legale non possiamo fare molto: Irene aveva firmato il consenso alla somministrazione di AstraZeneca, prendendosi ogni responsabilità sulle possibili conseguenze. Abbiamo però presentato un esposto ai carabinieri, per evitare che situazioni simili si possano ripetere in futuro”.
https://www.luccaindiretta.it/cronaca/2021/06/06/ictus-dopo-la-prima-dose-di-vaccino-il-fratello-ha-anticipato-la-dose-per-partire-serena-per-le-vacanze/239280/
Luccaindiretta
Ictus dopo la prima dose di vaccino, il fratello: "Ha anticipato la somministrazione per partire serena per le vacanze" - Luccaindiretta
Francesco Cervelli racconta i momenti drammatici del malore in attesa di capire cosa è realmente successo: "È caduta all'improvviso mentre saliva le scale, ora è sotto terapia farmacologica"
Il primo vaccino e la morte sospetta. Nuove ombre sul Covid
7 giugno 2021
Il 24 febbraio 2020, ben prima che venisse dichiarata l'emergenza mondiale, uno scienziato cinese avrebbe depositato un brevetto per un vaccino anti Covid-19. E tre mesi dopo sarebbe morto in circostante misteriose
Un brevetto per un vaccino anti Covid depositato in Cina nel febbraio 2020, cioè prima che fosse dichiarata la pandemia globale. Uno scienziato militare cinese, lo stesso protagonista del gesto, morto in circostanze mai chiarite. E poi il solito, immancabile, laboratorio di Wuhan. Queste ultime indiscrezioni alimentano dubbi e interrogativi sulle origini del Sars-CoV-2, e lasciano presupporre che possano esserci ancora tanti misteri da risolvere prima di arrivare alla verità.
Il brevetto misterioso
Yusen Zhou potrebbe essere un nome come tanti. Eppure, come ha sottolineato il quotidiano australiano The Australian, il signor Zhou non è, o meglio era, un cinese come tanti. Abbiamo usato il passato, perché pare che Zhou, che nella sua carriera ha lavorato per l'Esercito di Liberazione del Popolo (PLA), sia deceduto. In ogni caso, questo personaggio potrebbe aver svolto un ruolo di rilievo nella storia della pandemia. Un ruolo che potrebbe aiutare gli esperti a chiarire meglio i contorni di una vicenda a dir poco opaca.
Sembra – il condizionale è quanto mai d'obbligo – che il 24 febbraio 2020 lo scienziato in questione abbia depositato un brevetto per un vaccino contro il Covid-19. Un brevetto presentato niente meno che dall'Institute of Military Medicine, Academy of Military Sciences of the PLA. Occhio alle date: in quei giorni di febbraio il mondo intero non era ancora entrato nell'incubo della pandemia. E soltanto la Cina stava combattendo la sua battaglia contro il virus. Altro particolare da considerare: se davvero Zhou ha depositato un brevetto a febbraio, significa che all'epoca gli scienziati cinesi stavano effettuando studi sul patogeno da (almeno) qualche settimana.
Nel caso in cui la storia fosse vera, si chiedono i più maligni, perché nessuno di questi scienziati ha avvisato il resto del mondo? A detta di alcuni esperti sarebbe tecnicamente possibile avere un vaccino in un lasso di tempo così breve. Ricordiamo che Zhou avrebbe depositato il brevetto dell'ipotetico vaccino appena cinque settimane dopo che la Cina aveva confermato, per la prima volta, la trasmissione umana del coronavirus.
Lo scienziato scomparso
Tre mesi dopo aver depositato il presunto brevetto, il signor Zhou sarebbe sparito dai radar. Peggio: sarebbe morto. Lo scienziato, tra l'altro, avrebbe lavorato a stretto contatto con i colleghi del Wuhan Institute of Virology (WIV), tra cui Shi Zhengli. Quest'ultima, nota con il soprannome di Bat woman, è tra l'altro una delle più rinomate esperte cinesi nello studio dei coronavirus provenienti dai pipistrelli. Insomma, Zhou non era proprio l'ultimo degli scienziati cinesi.
Al contrario, ha evidenziato il New York Post, Yusen Zhou era uno dei più importanti scienziati della Cina. Ciò nonosatnte la sua scomparsa sarebbe stata riportata solo in breve rapporto dei media nazionali. In passato Zhou aveva lavorato a ricerche legate a istituzioni americane, tra cui citiamo l'Università del Minnesota e il New York Blood Center. Che fine ha fatto Yusen Zhou? Perché è evaporato nel nulla? È davvero morto? Ma, soprattutto, lo scienziato ha davvero depositato un vaccino nel febbraio 2020?
https://www.google.it/amp/s/amp.ilgiornale.it/news/mondo/vaccino-pandemia-globale-accuse-che-inguaiano-cina-1952648.html
7 giugno 2021
Il 24 febbraio 2020, ben prima che venisse dichiarata l'emergenza mondiale, uno scienziato cinese avrebbe depositato un brevetto per un vaccino anti Covid-19. E tre mesi dopo sarebbe morto in circostante misteriose
Un brevetto per un vaccino anti Covid depositato in Cina nel febbraio 2020, cioè prima che fosse dichiarata la pandemia globale. Uno scienziato militare cinese, lo stesso protagonista del gesto, morto in circostanze mai chiarite. E poi il solito, immancabile, laboratorio di Wuhan. Queste ultime indiscrezioni alimentano dubbi e interrogativi sulle origini del Sars-CoV-2, e lasciano presupporre che possano esserci ancora tanti misteri da risolvere prima di arrivare alla verità.
Il brevetto misterioso
Yusen Zhou potrebbe essere un nome come tanti. Eppure, come ha sottolineato il quotidiano australiano The Australian, il signor Zhou non è, o meglio era, un cinese come tanti. Abbiamo usato il passato, perché pare che Zhou, che nella sua carriera ha lavorato per l'Esercito di Liberazione del Popolo (PLA), sia deceduto. In ogni caso, questo personaggio potrebbe aver svolto un ruolo di rilievo nella storia della pandemia. Un ruolo che potrebbe aiutare gli esperti a chiarire meglio i contorni di una vicenda a dir poco opaca.
Sembra – il condizionale è quanto mai d'obbligo – che il 24 febbraio 2020 lo scienziato in questione abbia depositato un brevetto per un vaccino contro il Covid-19. Un brevetto presentato niente meno che dall'Institute of Military Medicine, Academy of Military Sciences of the PLA. Occhio alle date: in quei giorni di febbraio il mondo intero non era ancora entrato nell'incubo della pandemia. E soltanto la Cina stava combattendo la sua battaglia contro il virus. Altro particolare da considerare: se davvero Zhou ha depositato un brevetto a febbraio, significa che all'epoca gli scienziati cinesi stavano effettuando studi sul patogeno da (almeno) qualche settimana.
Nel caso in cui la storia fosse vera, si chiedono i più maligni, perché nessuno di questi scienziati ha avvisato il resto del mondo? A detta di alcuni esperti sarebbe tecnicamente possibile avere un vaccino in un lasso di tempo così breve. Ricordiamo che Zhou avrebbe depositato il brevetto dell'ipotetico vaccino appena cinque settimane dopo che la Cina aveva confermato, per la prima volta, la trasmissione umana del coronavirus.
Lo scienziato scomparso
Tre mesi dopo aver depositato il presunto brevetto, il signor Zhou sarebbe sparito dai radar. Peggio: sarebbe morto. Lo scienziato, tra l'altro, avrebbe lavorato a stretto contatto con i colleghi del Wuhan Institute of Virology (WIV), tra cui Shi Zhengli. Quest'ultima, nota con il soprannome di Bat woman, è tra l'altro una delle più rinomate esperte cinesi nello studio dei coronavirus provenienti dai pipistrelli. Insomma, Zhou non era proprio l'ultimo degli scienziati cinesi.
Al contrario, ha evidenziato il New York Post, Yusen Zhou era uno dei più importanti scienziati della Cina. Ciò nonosatnte la sua scomparsa sarebbe stata riportata solo in breve rapporto dei media nazionali. In passato Zhou aveva lavorato a ricerche legate a istituzioni americane, tra cui citiamo l'Università del Minnesota e il New York Blood Center. Che fine ha fatto Yusen Zhou? Perché è evaporato nel nulla? È davvero morto? Ma, soprattutto, lo scienziato ha davvero depositato un vaccino nel febbraio 2020?
https://www.google.it/amp/s/amp.ilgiornale.it/news/mondo/vaccino-pandemia-globale-accuse-che-inguaiano-cina-1952648.html
ilGiornale.it
Il primo vaccino e la morte sospetta. Nuove ombre sul Covid
Il 24 febbraio 2020, ben prima che venisse dichiarata l'emergenza mondiale, uno scienziato cinese avrebbe depositato un brevetto per un vaccino anti Covid-19. E tre mesi dopo sarebbe morto in circostante misteriose
LA VACCINAZIONE DEI BAMBINI NON È ACCETTABILE!!!
Stefan Magnet intervista per "AUF 1" il farmacista e imprenditore Dr. Hannes Loacker - 7.6.2021
Come imprenditore altoatesino, Hannes Loacker è stato coinvolto nell'industria farmaceutica per circa 20 anni. Oggi raccomanda di osservare da vicino quanto siano avide e senza scrupoli le aziende farmaceutiche e mette in guardia con veemenza contro la vaccinazione Corona, che denuncia come un enorme esperimento di vaccinazione dall'esito incerto.
In un'intervista con Stefan Magnet, Loacker racconta della sua esperienza pratica con le procedure di approvazione di nuovi farmaci. Lui stesso ha portato nuovi farmaci all'approvazione, ma ha sempre sostenuto che questo è un processo laborioso che richiede anni. Un'approvazione così rapida di sostanze nuove non esperimentate fino in fondo, come è attualmente il caso del vaccino Covid, è unica, dice Loacker. Magnet chiede il farmacista sul perché considera la vaccinazione infantile una linea rossa da non sorpassare. La vaccinazione per i bambini è una totale assurdità. Da un punto di vista puramente medico, il rapporto rischio-beneficio è assolutamente negativo. La probabilità che i bambini muoiano a causa di Corona è dello 0,0003%. Il beneficio è molto discutibile perché gli effetti collaterali sono sconosciuti. La vaccinazione nei bambini è la linea rosso scuro che non deve essere superata.
Hannes Loacker spiega perché, nonostante tutto, pensa positivo ed è contento di vedere come molte persone stiano sviluppando una nuova consapevolezza.
Citazioni:
"Abbiamo bisogno di un nuovo sistema di assistenza sanitaria, non di un sistema di malattia in cui è solo importante quante scatole di medicina vende l'industria farmaceutica".
"Sono senza parole e sbalordito dalla sconsideratezza con cui prodotti e tecnologie così rischiose vengono ora somministrate ai bambini di qui".
"Credo che ci metteremo d'accordo e molto di buono e di nuovo verrà da questo".
https://auf1.tv/stefan-magnet-auf1/interview-mit-pharmazeut-hannes-loacker-kinderimpfung-ist-die-rote-linie
Stefan Magnet intervista per "AUF 1" il farmacista e imprenditore Dr. Hannes Loacker - 7.6.2021
Come imprenditore altoatesino, Hannes Loacker è stato coinvolto nell'industria farmaceutica per circa 20 anni. Oggi raccomanda di osservare da vicino quanto siano avide e senza scrupoli le aziende farmaceutiche e mette in guardia con veemenza contro la vaccinazione Corona, che denuncia come un enorme esperimento di vaccinazione dall'esito incerto.
In un'intervista con Stefan Magnet, Loacker racconta della sua esperienza pratica con le procedure di approvazione di nuovi farmaci. Lui stesso ha portato nuovi farmaci all'approvazione, ma ha sempre sostenuto che questo è un processo laborioso che richiede anni. Un'approvazione così rapida di sostanze nuove non esperimentate fino in fondo, come è attualmente il caso del vaccino Covid, è unica, dice Loacker. Magnet chiede il farmacista sul perché considera la vaccinazione infantile una linea rossa da non sorpassare. La vaccinazione per i bambini è una totale assurdità. Da un punto di vista puramente medico, il rapporto rischio-beneficio è assolutamente negativo. La probabilità che i bambini muoiano a causa di Corona è dello 0,0003%. Il beneficio è molto discutibile perché gli effetti collaterali sono sconosciuti. La vaccinazione nei bambini è la linea rosso scuro che non deve essere superata.
Hannes Loacker spiega perché, nonostante tutto, pensa positivo ed è contento di vedere come molte persone stiano sviluppando una nuova consapevolezza.
Citazioni:
"Abbiamo bisogno di un nuovo sistema di assistenza sanitaria, non di un sistema di malattia in cui è solo importante quante scatole di medicina vende l'industria farmaceutica".
"Sono senza parole e sbalordito dalla sconsideratezza con cui prodotti e tecnologie così rischiose vengono ora somministrate ai bambini di qui".
"Credo che ci metteremo d'accordo e molto di buono e di nuovo verrà da questo".
https://auf1.tv/stefan-magnet-auf1/interview-mit-pharmazeut-hannes-loacker-kinderimpfung-ist-die-rote-linie
auf1.tv
Interview mit Pharmazeut Hannes Loacker: Kinderimpfung ist die rote Linie!
Hannes Loacker hatte als Südtiroler Unternehmer rund 20 Jahre mit der Arzneimittelindustrie zu tun. Heute empfiehlt er, genau hin zu schauen, wie gierig und skrupellos die Pharmakonzerne ticken und er warnt vehement vor der Corona-Impfung, die er als riesiges…
Trombosi dopo vaccino, Bassetti: "Per 18enne non si scateni psicosi"
7 giugno 2021
Il caso della ragazza 18enne, vaccinata da pochi giorni con AstraZeneca, e operata ieri al Policlinico San Martino di Genova per una trombosi, "non deve scatenare la psicosi". Lo afferma all'Adnkronos Salute, Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova. "E' stato giusto segnalare il caso rapidamente agli enti competenti per la farmacovigilanza ma le trombosi possono essere causate anche dalla somministrazione contemporanea di altri farmaci - prosegue Bassetti - ora io il caso della ragazza non lo conosco a fondo anche se è gestito qui nell'ospedale dove lavoro, ma potrebbero esserci altri farmaci coinvolti. Quando ci si vaccina contro il Covid, il medico deve essere informato se si assumono terapie specifiche".
L'infettivologo ricorda come "la pillola anticoncezionale ha avuto 200 eventi trombotici ogni milione di donne vaccinate e non mi pare che nessuna donna ha pensato di rinunciarci - osserva - il trattamento con l'eparima ha fatto registrare 5mila eventi trombotici su 1 milioni di dosi di eparina somministrate. Il vaccino anti-Covid a vettore virale come quello AstraZeneca o J&J ha fatto registrate 6 casi per milione di vaccinati".
"Ora andrà capito cosa ha scatenato le trombosi dei seni cavernosi sono sempre molto gravi - conclude Bassetti - ma serve un'indagine accurata anche per stabilire la presenza di malformazioni, se il vaccino anti-Covid ha amplificato una risposta che però si sarebbe verificata lo stesso e il vaccino non c'entra nulla. Sarà la farmacovigilanza a dirci se questo è un evento correlato con il vaccino AstraZeneca".
https://www.adnkronos.com/trombosi-dopo-vaccino-bassetti-per-18enne-non-si-scateni-psicosi_kjIPFGBiYDvMdo5pchfok
7 giugno 2021
Il caso della ragazza 18enne, vaccinata da pochi giorni con AstraZeneca, e operata ieri al Policlinico San Martino di Genova per una trombosi, "non deve scatenare la psicosi". Lo afferma all'Adnkronos Salute, Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova. "E' stato giusto segnalare il caso rapidamente agli enti competenti per la farmacovigilanza ma le trombosi possono essere causate anche dalla somministrazione contemporanea di altri farmaci - prosegue Bassetti - ora io il caso della ragazza non lo conosco a fondo anche se è gestito qui nell'ospedale dove lavoro, ma potrebbero esserci altri farmaci coinvolti. Quando ci si vaccina contro il Covid, il medico deve essere informato se si assumono terapie specifiche".
L'infettivologo ricorda come "la pillola anticoncezionale ha avuto 200 eventi trombotici ogni milione di donne vaccinate e non mi pare che nessuna donna ha pensato di rinunciarci - osserva - il trattamento con l'eparima ha fatto registrare 5mila eventi trombotici su 1 milioni di dosi di eparina somministrate. Il vaccino anti-Covid a vettore virale come quello AstraZeneca o J&J ha fatto registrate 6 casi per milione di vaccinati".
"Ora andrà capito cosa ha scatenato le trombosi dei seni cavernosi sono sempre molto gravi - conclude Bassetti - ma serve un'indagine accurata anche per stabilire la presenza di malformazioni, se il vaccino anti-Covid ha amplificato una risposta che però si sarebbe verificata lo stesso e il vaccino non c'entra nulla. Sarà la farmacovigilanza a dirci se questo è un evento correlato con il vaccino AstraZeneca".
https://www.adnkronos.com/trombosi-dopo-vaccino-bassetti-per-18enne-non-si-scateni-psicosi_kjIPFGBiYDvMdo5pchfok
Adnkronos
Trombosi dopo vaccino, Bassetti: "Per 18enne non si scateni psicosi"
La giovane è ricoverata al San Martino di Genova
Forwarded from C.Li.Va. Toscana
https://www.ilmessaggero.it/salute/focus/astrazeneca_trombosi_effetti_collaterali_dosi_aifa_vaccino_ultime_notizie_news-6000089.html
Ufficiale aifa: vaccino astrazeneca controindicato nei soggetti che hanno avuto trombosi dopo la prima dose
Ufficiale aifa: vaccino astrazeneca controindicato nei soggetti che hanno avuto trombosi dopo la prima dose
www.ilmessaggero.it
AstraZeneca, l'Aifa: «No al vaccino in caso di trombosi dopo la prima dose»
Arriva lo stop ufficiale. Il vaccino anti-Covid di AstraZeneca è «controindicato nei soggetti che hanno presentato sindrome trombotica trombocitopenica (Tts) in seguito alla precedente...
"Si raccomanda inoltre che i prossimi studi includano anche le donne gravide ed in allattamento nelle
sperimentazioni su questi vaccini".
Nei PROSSIMI.
sperimentazioni su questi vaccini".
Nei PROSSIMI.
Il dottore e sindaco di Santa Lucia di Piave è salito sul palco e ha detto: «Piaccia o non piaccia il Covid si può curare a casa»
https://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/cronaca/21_giugno_07/riccardo-szumski-medico-no-vax-osannato-piazza-duomo-milano-4f1e78be-c7b0-11eb-80c1-8b074ce4f717.shtml
https://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/cronaca/21_giugno_07/riccardo-szumski-medico-no-vax-osannato-piazza-duomo-milano-4f1e78be-c7b0-11eb-80c1-8b074ce4f717.shtml
Corriere del Veneto
Riccardo Szumski, il medico osannato dai No Vax in piazza Duomo a Milano
Il dottore e sindaco di Santa Lucia di Piave, seguito dai suoi «fans», è salito sul palco: «Piaccia o non piaccia il Covid si può curare a casa»
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
SMOKING GUN 🌺🌺🌺
Tredici persone vaccinate con Moderna e seguite per meno di due mesi con qualche prelievo ogni tanto: è bastato questo per dar corpo all'ipotesi nostra e di vari altri ricercatori (https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/3902316849815719) secondo cui i vaccini a RNA (e probabilmente anche quelli a DNA/vettore virale come Astrazeneca, J&J e Sputnik V) inducono una produzione di proteina spike virale in tutto l'organismo, in tempi e con livelli variabili da individuo a individuo.
Lo studio, pubblicato il 20 maggio scorso sulla rivista Clinical Infectious Diseases edita da Oxford Academic Press (https://academic.oup.com/.../doi/10.1093/cid/ciab465/6279075), riporta per la prima volta la presenza di proteina spike e in particolare della subunità S1, quella che si lega al recettore ACE2 sulle cellule della persona contagiata e che è alla base della reazione infiammatoria tipica del covid (https://www.ahajournals.org/.../10.../CIRCRESAHA.121.318902), nella circolazione sanguigna, con ampia variabilità interindividuale. Nella figura, inclusa nel materiale supplementare dell'articolo, si possono osservare:
- la S1 che compare subito dopo la prima dose (rosso);
- la spike intera, composta dalle due subunità S1 e S2 che in alcuni soggetti compare anche dopo la seconda dose (blu);
- nella parte bassa, la produzione anticorpale.
Questo piccolo studio fornisce di suo l'evidenza che più spike viene prodotta più viene stimolato il sistema immunitario, sostenendo implicitamente anche la possibilità che dai livelli di spike prodotta dipenda pure il verificarsi e l'intensità degli effetti avversi. Di sfuggita, si tratta precisamente di uno degli studi che avrebbero dovuto esser richiesti nella fase I della sperimentazione clinica. Forse fatti spontaneamente dall'industria, certo richiesti dalle agenzie regolatorie. A parziale scusante, si può osservare che probabilmente data la novità della tecnologia impiegata e dunque la scarsa esperienza con la medesima da parte dei regolatori e forse degli stessi ricercatori che la hanno sviluppata, l'ipotesi di avere che fare non con un vaccino tradizionale bensì con un farmaco che come tale avrebbe dovuto essere studiato non sia risultata così evidente. Sulla base di questi nuovi risultati tuttavia pare del tutto ovvio che si rendano inevitabili ulteriori studi utili a capire le basi dell'enorme variabilità interindividuale già evidente in sole tredici persone, nella prospettiva di controllare adeguatamente efficacia e sicurezza di questi prodotti.
Nell'ipotesi da noi formulata (https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/3902316849815719), a questa variabile produzione (per quantità, durata e forse anche per sede d'organi e tessuto) potrebbe essere ricondotta la variabile risposta a prodotti a RNA/DNA, in termini di efficacia e soprattutto di tollerabilità. Come già scrivevamo la scorsa settimana: "è necessario studiare l'assorbimento, la distribuzione e l'eliminazione di questi prodotti, nonchè la loro attività anche in relazione ai recettori della proteina spike, noti come ACE2. Sarà possibile in tal modo migliorare il profilo di efficacia e di sicurezza dei prodotti attuali, identificando anche biomarcatori utili a prevedere preventivamente i benefici attesi rispetto agli eventuali rischi di effetti avversi nei singoli individui, come pure possibili trattamenti farmacologici utili a prevenire gli effetti avversi o a ridurli ove si manifestassero. Di sfuggita, le notizie sui sovradosaggi accidentali di vaccino e sulle loro conseguenze cliniche indirettamente confermano questo punto di vista, che offre anche potenziali approcci razionali al trattamento delle loro conseguenze."
Sulla base di questo studio (https://academic.oup.com/.../doi/10.1093/cid/ciab465/6279075), oggi siamo a qualcosa di più di una semplice ipotesi, e si aprono prospettive di ricerca clinica vastissime, potenzialmente utili a migliorare enormemente l'efficacia e soprattutto la sicurezza dei prodotti a RNA/DNA per l'immunizzazione covid.
Grazie a Cristiano Gambato per la segnalazio
Tredici persone vaccinate con Moderna e seguite per meno di due mesi con qualche prelievo ogni tanto: è bastato questo per dar corpo all'ipotesi nostra e di vari altri ricercatori (https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/3902316849815719) secondo cui i vaccini a RNA (e probabilmente anche quelli a DNA/vettore virale come Astrazeneca, J&J e Sputnik V) inducono una produzione di proteina spike virale in tutto l'organismo, in tempi e con livelli variabili da individuo a individuo.
Lo studio, pubblicato il 20 maggio scorso sulla rivista Clinical Infectious Diseases edita da Oxford Academic Press (https://academic.oup.com/.../doi/10.1093/cid/ciab465/6279075), riporta per la prima volta la presenza di proteina spike e in particolare della subunità S1, quella che si lega al recettore ACE2 sulle cellule della persona contagiata e che è alla base della reazione infiammatoria tipica del covid (https://www.ahajournals.org/.../10.../CIRCRESAHA.121.318902), nella circolazione sanguigna, con ampia variabilità interindividuale. Nella figura, inclusa nel materiale supplementare dell'articolo, si possono osservare:
- la S1 che compare subito dopo la prima dose (rosso);
- la spike intera, composta dalle due subunità S1 e S2 che in alcuni soggetti compare anche dopo la seconda dose (blu);
- nella parte bassa, la produzione anticorpale.
Questo piccolo studio fornisce di suo l'evidenza che più spike viene prodotta più viene stimolato il sistema immunitario, sostenendo implicitamente anche la possibilità che dai livelli di spike prodotta dipenda pure il verificarsi e l'intensità degli effetti avversi. Di sfuggita, si tratta precisamente di uno degli studi che avrebbero dovuto esser richiesti nella fase I della sperimentazione clinica. Forse fatti spontaneamente dall'industria, certo richiesti dalle agenzie regolatorie. A parziale scusante, si può osservare che probabilmente data la novità della tecnologia impiegata e dunque la scarsa esperienza con la medesima da parte dei regolatori e forse degli stessi ricercatori che la hanno sviluppata, l'ipotesi di avere che fare non con un vaccino tradizionale bensì con un farmaco che come tale avrebbe dovuto essere studiato non sia risultata così evidente. Sulla base di questi nuovi risultati tuttavia pare del tutto ovvio che si rendano inevitabili ulteriori studi utili a capire le basi dell'enorme variabilità interindividuale già evidente in sole tredici persone, nella prospettiva di controllare adeguatamente efficacia e sicurezza di questi prodotti.
Nell'ipotesi da noi formulata (https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/3902316849815719), a questa variabile produzione (per quantità, durata e forse anche per sede d'organi e tessuto) potrebbe essere ricondotta la variabile risposta a prodotti a RNA/DNA, in termini di efficacia e soprattutto di tollerabilità. Come già scrivevamo la scorsa settimana: "è necessario studiare l'assorbimento, la distribuzione e l'eliminazione di questi prodotti, nonchè la loro attività anche in relazione ai recettori della proteina spike, noti come ACE2. Sarà possibile in tal modo migliorare il profilo di efficacia e di sicurezza dei prodotti attuali, identificando anche biomarcatori utili a prevedere preventivamente i benefici attesi rispetto agli eventuali rischi di effetti avversi nei singoli individui, come pure possibili trattamenti farmacologici utili a prevenire gli effetti avversi o a ridurli ove si manifestassero. Di sfuggita, le notizie sui sovradosaggi accidentali di vaccino e sulle loro conseguenze cliniche indirettamente confermano questo punto di vista, che offre anche potenziali approcci razionali al trattamento delle loro conseguenze."
Sulla base di questo studio (https://academic.oup.com/.../doi/10.1093/cid/ciab465/6279075), oggi siamo a qualcosa di più di una semplice ipotesi, e si aprono prospettive di ricerca clinica vastissime, potenzialmente utili a migliorare enormemente l'efficacia e soprattutto la sicurezza dei prodotti a RNA/DNA per l'immunizzazione covid.
Grazie a Cristiano Gambato per la segnalazio
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
ne della recentissima pubblicazione.
PS: in tanti in queste settimane hanno condiviso vari articoli "autorevoli" che sostenevano aprioristicamente l'impossibilità che la proteina spike si diffonda nell'organismo dopo vaccinazione. A loro, ma soprattutto agli autori di quegli articoli, andrebbe ricordato che in medicina e in generale in biologia le ipotesi sono tutte belle ma poi vanno verificate. Da parte degli autori non ci si aspetta alcun mea culpa, ma da parte dei loro lettori ci si aspetta per il futuro un minimo in meno di adesione al "principio di autorità". (Pezzo tratto dal profilo Facebook di Marco Sorrentino - Prof. di Farmacologia all'Università dell'Insubria)
PS: in tanti in queste settimane hanno condiviso vari articoli "autorevoli" che sostenevano aprioristicamente l'impossibilità che la proteina spike si diffonda nell'organismo dopo vaccinazione. A loro, ma soprattutto agli autori di quegli articoli, andrebbe ricordato che in medicina e in generale in biologia le ipotesi sono tutte belle ma poi vanno verificate. Da parte degli autori non ci si aspetta alcun mea culpa, ma da parte dei loro lettori ci si aspetta per il futuro un minimo in meno di adesione al "principio di autorità". (Pezzo tratto dal profilo Facebook di Marco Sorrentino - Prof. di Farmacologia all'Università dell'Insubria)