Eventi Avversi News
52.4K subscribers
4.07K photos
2.28K videos
112 files
9.81K links
Canale pubblico di articoli di cronaca, politica, pubblicazioni scientifiche e approfondimenti giuridici

https://www.eventiavversinews.it/
Download Telegram
Chiarissimo.
"Si raccomanda inoltre che i prossimi studi includano anche le donne gravide ed in allattamento nelle
sperimentazioni su questi vaccini".

Nei PROSSIMI.
SMOKING GUN 🌺🌺🌺
Tredici persone vaccinate con Moderna e seguite per meno di due mesi con qualche prelievo ogni tanto: è bastato questo per dar corpo all'ipotesi nostra e di vari altri ricercatori (https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/3902316849815719) secondo cui i vaccini a RNA (e probabilmente anche quelli a DNA/vettore virale come Astrazeneca, J&J e Sputnik V) inducono una produzione di proteina spike virale in tutto l'organismo, in tempi e con livelli variabili da individuo a individuo.
Lo studio, pubblicato il 20 maggio scorso sulla rivista Clinical Infectious Diseases edita da Oxford Academic Press (https://academic.oup.com/.../doi/10.1093/cid/ciab465/6279075), riporta per la prima volta la presenza di proteina spike e in particolare della subunità S1, quella che si lega al recettore ACE2 sulle cellule della persona contagiata e che è alla base della reazione infiammatoria tipica del covid (https://www.ahajournals.org/.../10.../CIRCRESAHA.121.318902), nella circolazione sanguigna, con ampia variabilità interindividuale. Nella figura, inclusa nel materiale supplementare dell'articolo, si possono osservare:
- la S1 che compare subito dopo la prima dose (rosso);
- la spike intera, composta dalle due subunità S1 e S2 che in alcuni soggetti compare anche dopo la seconda dose (blu);
- nella parte bassa, la produzione anticorpale.
Questo piccolo studio fornisce di suo l'evidenza che più spike viene prodotta più viene stimolato il sistema immunitario, sostenendo implicitamente anche la possibilità che dai livelli di spike prodotta dipenda pure il verificarsi e l'intensità degli effetti avversi. Di sfuggita, si tratta precisamente di uno degli studi che avrebbero dovuto esser richiesti nella fase I della sperimentazione clinica. Forse fatti spontaneamente dall'industria, certo richiesti dalle agenzie regolatorie. A parziale scusante, si può osservare che probabilmente data la novità della tecnologia impiegata e dunque la scarsa esperienza con la medesima da parte dei regolatori e forse degli stessi ricercatori che la hanno sviluppata, l'ipotesi di avere che fare non con un vaccino tradizionale bensì con un farmaco che come tale avrebbe dovuto essere studiato non sia risultata così evidente. Sulla base di questi nuovi risultati tuttavia pare del tutto ovvio che si rendano inevitabili ulteriori studi utili a capire le basi dell'enorme variabilità interindividuale già evidente in sole tredici persone, nella prospettiva di controllare adeguatamente efficacia e sicurezza di questi prodotti.
Nell'ipotesi da noi formulata (https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/3902316849815719), a questa variabile produzione (per quantità, durata e forse anche per sede d'organi e tessuto) potrebbe essere ricondotta la variabile risposta a prodotti a RNA/DNA, in termini di efficacia e soprattutto di tollerabilità. Come già scrivevamo la scorsa settimana: "è necessario studiare l'assorbimento, la distribuzione e l'eliminazione di questi prodotti, nonchè la loro attività anche in relazione ai recettori della proteina spike, noti come ACE2. Sarà possibile in tal modo migliorare il profilo di efficacia e di sicurezza dei prodotti attuali, identificando anche biomarcatori utili a prevedere preventivamente i benefici attesi rispetto agli eventuali rischi di effetti avversi nei singoli individui, come pure possibili trattamenti farmacologici utili a prevenire gli effetti avversi o a ridurli ove si manifestassero. Di sfuggita, le notizie sui sovradosaggi accidentali di vaccino e sulle loro conseguenze cliniche indirettamente confermano questo punto di vista, che offre anche potenziali approcci razionali al trattamento delle loro conseguenze."
Sulla base di questo studio (https://academic.oup.com/.../doi/10.1093/cid/ciab465/6279075), oggi siamo a qualcosa di più di una semplice ipotesi, e si aprono prospettive di ricerca clinica vastissime, potenzialmente utili a migliorare enormemente l'efficacia e soprattutto la sicurezza dei prodotti a RNA/DNA per l'immunizzazione covid.
Grazie a Cristiano Gambato per la segnalazio
ne della recentissima pubblicazione.
PS: in tanti in queste settimane hanno condiviso vari articoli "autorevoli" che sostenevano aprioristicamente l'impossibilità che la proteina spike si diffonda nell'organismo dopo vaccinazione. A loro, ma soprattutto agli autori di quegli articoli, andrebbe ricordato che in medicina e in generale in biologia le ipotesi sono tutte belle ma poi vanno verificate. Da parte degli autori non ci si aspetta alcun mea culpa, ma da parte dei loro lettori ci si aspetta per il futuro un minimo in meno di adesione al "principio di autorità". (Pezzo tratto dal profilo Facebook di Marco Sorrentino - Prof. di Farmacologia all'Università dell'Insubria)
"Un nuovo tipo di vaccino contro il COVID-19 potrebbe essere disponibile già quest'estate.
È quello che è noto come vaccino a subunità proteica . Funziona in modo un po' diverso dall'attuale raccolta di vaccini autorizzati per l'uso negli Stati Uniti, ma si basa su una tecnologia ben nota e non richiede una refrigerazione speciale.
Il primo vaccino COVID-19 a subunità proteica che sarà disponibile probabilmente proverrà dalla società biotecnologica Novavax . A differenza dei tre vaccini già autorizzati negli Stati Uniti, contiene la stessa proteina spike - non è necessario prepararla, è già stata prodotta - insieme a un adiuvante che migliora la risposta del sistema immunitario, per rendere il vaccino ancora più protettivo.

I vaccini a subunità proteica realizzati in questo modo sono in circolazione da un po'. Esistono vaccini sul mercato per l'epatite B e la pertosse basati su questa tecnologia.

Per produrre la proteina del virus, Novavax utilizza vasche giganti di cellule coltivate in laboratorio. Ma c'è un altro modo per produrre la proteina: portare le piante in una serra per farlo.

Questo è l'approccio utilizzato dalla società canadese di biotecnologie Medicago .

Le piante utilizzate sono imparentate con la pianta del tabacco e sono state modificate per contenere le istruzioni genetiche per produrre la proteina virale.

Le piante fanno qualcosa di molto prezioso: creano un guscio lipidico che circonda un mucchio di proteine ​​virali, con le proteine ​​che sporgono.

"La pianta assemblerà la proteina in una forma e una forma che assomiglieranno al virus", afferma Nathalie Landry , vicepresidente esecutivo di Medicago per gli affari scientifici e medici. "Quindi, se guardi un'immagine di esso, sembra un virus, ma non può indurre alcuna malattia. Ma quando [viene] iniettato come vaccino, il tuo corpo aumenterà una buona risposta immunitaria".(...)

Un altro ritardatario in arrivo è il gigante farmaceutico Sanofi. Anche il suo vaccino a subunità proteica contro il coronavirus viene coltivato nelle cellule in laboratorio".(...)

https://choice.npr.org/index.html?origin=https://www.npr.org/sections/health-shots/2021/06/06/1003328413/new-type-of-covid-vaccine-could-debut-soon?t=1623109360413
Crotone, 46enne colpita da ictus dopo il vaccino: le cause sono da accertare

La donna è stata trasportata all’Annunziata di Cosenza, dove ha subito un intervento chirurgico. Per ora non è stata segnalata all’Aifa


07/06/2021

CROTONE Versa in gravissime condizioni una donna di 46 anni della provincia di Crotone, che qualche giorno addietro aveva ricevuto la prima dose del siero anti Covid. Lo scorso 4 giugno ha avuto un ictus e le sue condizioni, ai sanitari dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, dove la donna era stata portata, sono apparse serie. E’ stato così disposto il trasporto all’ospedale “Annunziata” di Cosenza, dove è stata sottoposta ad un intervento chirurgico. Il giorno dopo, sabato 5 giugno, sono subentrate anche complicazioni venose. I sanitari stanno valutando quale possa essere la vera causa che ha provocato l’ictus e le successive complicazioni e se ci sono attinenze con la somministrazione del vaccino. Prima di esprimersi sulla questione vogliono capire se la donna aveva malattie pregresse che possano avere provocato l’ictus. Al momento, quindi, non è stata fatta nemmeno la segnalazione all’Aifa. Data la delicatezza della situazione le notizie vengono date con il contagocce e, al momento, non si conosce nemmeno il tipo di vaccino che è stato somministrato e il centro vaccinale della provincia pitagorica dove la donna si è sottoposta a vaccinazione.

https://www.corrieredellacalabria.it/2021/06/07/crotone-46enne-colpita-da-ictus-dopo-il-vaccino-le-cause-sono-da-accertare/
ASTRAZENECA - VACCINI E TROMBOSI CEREBRALI

Consigliato per over 60, dato ai giovani. Perché?

8 giugno 2021

Non sono bastati due interventi chirurgici, uno per rimuovere il trombo cerebrale e l’altro per ridurre la pressione cranica provocata dall’emorragia. La diciottenne ricoverata al San Martino di Genova, colpita da trombosi del seno cavernoso dopo la prima dose di AstraZeneca, ieri mattina era in condizioni “stabili nella loro gravità”. È in rianimazione, prognosi riservata.
Aveva assunto un farmaco ormonale che non si esclude possa aver contribuito alla reazione avversa, la quale, però, somiglia a quelle verificatesi in centinaia di persone in Europa, 34 in Italia al 26 aprile scorso secondo il Quarto rapporto sui vaccini anti-Covid 19. Oggi o domani uscirà il Quinto con i dati al 26 maggio. Un’altra donna, lucchese, 42 anni, è in rianimazione all’ospedale Cisanello di Pisa dopo un ictus: vaccinata con AstraZeneca il 26 maggio. Anche lei operata due volte. Come la diciottenne, era “volontaria” all’Open Day.

La protesta: mancano indicazioni sui rischi
Come è noto, dopo le prime trombosi, a marzo, l’Agenzia del farmaco Aifa e il ministero della Salute hanno raccomandato AstraZeneca agli over 60, benché sia autorizzato dall’Agenzia europea Ema dai 18 anni in su. Hanno fatto scelte simili Francia e Germania mentre Austria, Danimarca e altri Paesi hanno eliminato il vaccino anglo-svedese e gli Usa non l’hanno mai autorizzato. Le fiale di AstraZeneca rimanevano inutilizzate e così, dal Lazio all’Alto Adige e alla Liguria, si sono organizzati Open Day per smaltirle, anche su giovanissimi, purché “su base volontaria”. Chi preferisce aspetta Pfizer/Biontech o Moderna.
“Siamo contrari agli Open Days AstraZeneca perché la somministrazione di questo vaccino ai soggetti minori di 40 anni, in particolare di sesso femminile, potrebbe comportare più rischi che benefici”, scrivono in una lettera durissima 24 medici vaccinatori volontari di Genova. Tra loro Anna Rubartelli che insegna Ematologia al San Raffaele di Milano, l’endocrinologo Marcello Bagnasco dell’Università di Genova, Paola Minale ex direttrice di Allergologia del San Martino, Enrico Haupt già direttore della medicina generale all’ospedale di Lavagna (Genova). Si muove anche Alessandro Bonsignore, presidente dell’Ordine dei medici di Genova: “Senza una voce scientifica unica, la vaccinazione con AstraZeneca è diventata una scelta politica che rischia di creare panico”.
Il vaccino anglo-svedese a vettore virale, spiegano i 24 medici genovesi, “ha un punto debole, assente nei vaccini a Rna: può causare una trombosi venosa associata a diminuzione delle piastrine, che si presenta a distanza di 5-15 giorni e può avere esito fatale. Questa complicanza è stata descritta in soggetti dai 20 ai 55 anni, ma le persone di gran lunga più colpite sono le giovani donne”. Per questo, “disapproviamo con forza il tipo di campagna intrapresa dagli organi governativi delle Regioni, perché non mette correttamente in guardia i giovani dai rischi, per bassi che siano, e approfitta del loro lecito desiderio di riprendere una vita ‘normale’, e avere un pass che permetta loro di muoversi per lavoro o per studio, o di andare in vacanza (…) forse per utilizzare le dosi di AZ conservate nei frigoriferi perché rifiutate dagli ultrasessantenni, che correrebbero rischi trascurabili. Siamo sconcertati perché i medici vaccinatori non hanno ricevuto indicazioni di spiegare correttamente ai giovani vaccinandi il possibile rischio”. I 24 medici chiedono di “aspettare ancora poco tempo e i giovani potrebbero avere accesso ad altri vaccini. Il governo centrale dovrebbe però bloccare i prossimi Open day che rischiano di attirare altri giovani”. Un tavolo tecnico regionale doveva elaborare linee guida sul rischio trombi, ma il documento non è mai stato definito.
La lettera è stata inviata ai gruppi di opposizione liguri, si preparano interrogazioni al presidente Giovanni Toti. Iniziative simili, anche per i ragazzi che attendono la maturità, sono state avviate in altre Regioni.
All’ufficio del commissario straordinario, generale Francesco Paolo Figliuolo, spiegano che le decisioni spettano all’Aifa e al ministero della Salute, dove per il momento non cambia nulla sugli Open Day.
A Genova il procuratore aggiunto Francesco Pinto e il pm Stefano Puppo hanno aperto un fascicolo, al momento senza ipotesi di reato, sul caso della diciottenne. Aveva fatto la prima dose il 25 maggio. Il 3 giugno è andata al Pronto soccorso del San Martino: ha detto di avere mal di testa, la Tac era negativa e l’hanno rimandata a casa. Il 5 giugno è tornata con un’emiparesi. I magistrati valuteranno anche questo. A Lucca c’è un esposto dei familiari della 42enne.

I pm aprono un fascicolo in Uk i casi aumentano
La trombosi cerebrale, associata o meno al calo delle piastrine che si osserva in 18 dei 34 casi italiani al 26 aprile, va presa in tempo. Una nota condivisa da Aifa con le agenzie europee invita a “consultare immediatamente un medico” all’insorgere di una serie di sintomi, tra cui “cefalea severa e persistente”. Alla ragazza ligure non è bastato, vedremo perché.
I casi di “trombosi venose in sedi atipiche” con “trombocitopenia” sono rarissimi. “Però in una vaccinazione di massa – scrivono i 24 medici genovesi – può causare un numero significativo di morti, anche in soggetti che, per sesso ed età, hanno un rischio praticamente nullo di morire per Covid”. Peraltro, “se nei primi studi la frequenza era stimata 1:100.000, l’analisi dei dati forntiti dall’Agenzia del Farmaco e dal Servizio sanitario inglesi suggerisce una maggiore incidenza”. L’ultimo report britannico dice 309 su 23,9 milioni di prime dosi, quasi 1,3 su 100 mila. Da noi i 34 al 26 aprile equivalevano a 0,45, “dato che potrebbe risentire della minor rappresentatività del campione italiano”, come osservava il Gruppo di lavoro Emostasi e Trombosi coordinato da Valerio De Stefano, professore di Ematologia al Gemelli di Roma.

https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/08/consigliato-per-over-60-dato-ai-giovani-perche/6223124/amp/
Corea del Sud

Stanno morendo più persone in Corea a causa dei vaccini COVID-19 rispetto al COVID-19 stesso?

"In questa analisi, discutiamo i tassi di mortalità dopo l'assunzione dei vaccini COVID-19 rispetto ai tassi di mortalità relativi al COVID-19 stesso in Corea del Sud.

I vaccini COVID-19 avrebbero dovuto essere la panacea per la pandemia di COVID-19. Sono passati quasi 7 mesi da quando vari vaccini COVID-19 sono diventati disponibili in diverse parti del mondo. Una volta che la stragrande maggioranza delle persone nel mondo ha assunto i vaccini COVID-19, siamo stati portati a credere che ciò avrebbe portato all'immunità di gregge e saremmo stati liberi dall'incubo COVID-19. Milioni di persone in tutto il mondo hanno ricevuto questi vaccini COVID-19 perché pensavano che ciò avrebbe portato a probabilità molto più basse di ammalarsi di questo virus. 

Tuttavia, è diventato evidente che questi nuovi vaccini COVID-19 hanno effetti collaterali più negativi. Le vaccinazioni COVID-19 sono iniziate in Corea il 26 febbraio.
 Al 5 giugno, c'erano 206 persone in Corea che sono morte dopo aver ricevuto le vaccinazioni COVID-19 (134 persone sono state vaccinate con Pfizer e 72 con AstraZeneca).

Se si includono tutti i decessi dovuti al peggioramento delle condizioni dopo la segnalazione di altri sintomi, il numero totale di decessi dopo l'assunzione dei vaccini COVID-19 salirebbe a 278 persone".[...]


https://www.smartkarma.com/insights/are-more-people-in-korea-dying-from-covid-19-vaccines-than-covid-19-itself
Un altra mail di Fauci importante tra tutte le oltre 3000 rilasciate. Questa del gennaio 2020 dimostra che i ricercatori del team di Fauci lo hanno avvertito che alcune caratteristiche del virus SARS-CoV2 sembrano ingegnerizzate e che il genoma virale "non è coerente con le aspettative della teoria evolutiva". In altre parole, secondo i collaboratori di Fauci il Sars-Cov2 è un virus fatto in laboratorio.
Forwarded from Paolo Bellavite
“Se tanto mi dà tanto..”

AIFA mostra la drammatica diminuzione di segnalazioni col crescere delle vaccinazioni, a partire da febbraio.

Nel suo report di maggio AIFA propone la teoria di un presunto “effetto Weber” secondo cui sarebbe un fenomeno normale e atteso. Ma ci sono forti dubbi: https://sfero.me/article/effetto-weber-anti-covid-19-probabilmente Anche questo caso solleva dubbi sui sistemi di farmacovigilanza:

“Mia moglie ha raccolto la testimonianza di un cittadino che aveva fatto la prima dose di AstraZeneca. Era preoccupato perché il giorno stesso dopo l'inoculo aveva lamentato cefalea intensa, dolore retrosternale e ematoma ascellare (!?) dal lato della somministrazione. Aveva telefonato al centro vaccinale e lo avevano banalmente rassicurato che erano sintomi previsti e che non si doveva preoccupare. In realtà la persona era molto preoccupata per la seconda dose. Ora se tanto mi dà tanto non solo non si fa farmacovigilanza attiva ma neppure quella passiva. Siamo alla Caporetto della medicina”