Eventi Avversi News
52.4K subscribers
4.07K photos
2.28K videos
112 files
9.81K links
Canale pubblico di articoli di cronaca, politica, pubblicazioni scientifiche e approfondimenti giuridici

https://www.eventiavversinews.it/
Download Telegram
Nuovo flash mob in Russia.
Quando viene chiesto di indossare una mascherina, la gente abbandona i carrelli della spesa ed esce senza acquistare nulla.
Liguria, oltre 600 disdette dei giovani per il vaccino Astrazeneca dopo il caso della 18enne in gravi condizioni

Stabili nella loro gravità le condizioni della ragazza che il 25 maggio aveva partecipato all'open day per la vaccinazione anti Covid con AstraZeneca

8 giugno 2021

Boom di cancellazioni dei vaccini AstraZeneca in Liguria. Sono state 600 nelle ultime ore le disdette del vaccino anglosvedese da parte di over 18 in Liguria dopo il caso della diciottenne con diagnosi di trombosi al seno cavernoso ricoverata in neurochirurgia all'ospedale Policlinico San Martino di Genova.

Lo ha riferito il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti nel punto stampa sulla pandemia: «In questo momento in Liguria ci sono le liste aperte volontarie per gli over 18 che vogliono fare i vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson - spiega - non sono ancora esaurite le disponibilità della settimana scorsa. AstraZeneca ha avuto circa 600 cancellazioni legate ai drammatici eventi che riguardano una nostra concittadina di 18 anni, altri continuano a prenotarsi e ci sono state alcune centinaia di prenotazioni con AstraZeneca». 
Intanto sono stabili nella loro gravità le condizioni della diciottenne che il 25 maggio aveva partecipato all'open day per la vaccinazione anti Covid con AstraZeneca. Domenica la ragazza era stata sottoposta a un intervento di neuroradiologia interventistica per rimuovere meccanicamente il trombo e successivamente era intervenuta l'equipe neurochirurgica per un intervento volto a detendere la pressione intracranica derivante dall'emorragia. L'ospedale aveva anche comunicato di aver attivato la procedura di segnalazione all'Aifa ai fini della farmacovigilanza, nella quale sono stati indicati anche i farmaci assunti dopo la vaccinazione.

https://www.google.it/amp/s/www.lastampa.it/cronaca/2021/06/08/news/liguria-oltre-600-disdette-dei-giovani-per-il-vaccino-astrazeneca-dopo-il-caso-della-18enne-in-gravi-condizioni-1.40365993/amp/
Deceduta Martina Catorrio, 24 anni, volontaria della Croce Rossa di Trecate (Novara).
Quindici giorni prima del ricovero aveva ricevuto il vaccino Covid
Cina: torna il lockdown stretto, nonostante 800 milioni di vaccinazioni https://scenarieconomici.it/?p=145631
Argentina

Infermiera muore di Covid19, aveva avuto la doppia dose di Sputnik V

7 giugno 2021

Un’infermiera dell’ospedale Santojanni di Buenos Aires, in Argentina, è morta di coronavirus , nonostante avesse avuto due dosi del vaccino Sputnik V contro il COVID-19.

La donna si chiamava María Castellón, aveva 34 anni ed era la seconda volta che veniva contagiata dalla malattia. La prima somministrazione era avvenuta all’ospedale e la seconda dose era stata applicata il 6 aprile scorso.

L’infermiera era stata assunta l’anno scorso come rinforzo nel reparto Covid per i giorni festivi e nei fine settimana. Il direttore del centro sanitario, Federico Charabora, ha spiegato a TN che la donna era in aspettativa da due mesi perché aveva avuto una frattura all’avambraccio. Castellón è morta venerdì notte all’ospedale di Méndez dove era ricoverata in terapia intensiva.

Martedì scorso, invece, è morto di COVID-19 anche Rubén Bentos, un infermiere dell’ospedale Roque Sáenz Peña di Rosario. Anche lui aveva ricevuto la doppia dose di Sputnik V. Era insulino-dipendente ed era un soggetto considerato fragile. Gabriela Cáceres era la compagna di Bentos.

Delle 7.851.672 persone che hanno ricevuto l’immunizzazione contro il COVID-19 in Argentina, 3.141 sono morte, secondo i dati del Ministero della Salute nazionale aggiornati all’8 maggio. Le morti sono avvenute in media 21 giorni dopo l’immunizzazione.

https://www.google.it/amp/s/www.blogsicilia.it/oltrelostretto/argentina-infermiera-morta-covid19-sputnik-v/606984/amp/
il Gazzettino di oggi
Quarantenne colpita da ictus dopo vaccino: esposto e ipotesi, la situazione

Lucca, la donna aveva rinunciato a Pfizer per organizzare meglio le vacanze

8 giugno 2021

Sono ancora gravi le condizioni di Irene Cervelli, l’impiegata 41enne di Segromigno in Piano colpita venerdì scorso da un ictus che si sospetta collegato alla vaccinazione con AstraZeneca effettuata il 26 maggio.
E’ stata sottoposta a due interventi chiurgici ed è ricoverata in prognosi riservata, in coma farmacologico, nella rianimazione neurochirugica dell’ospedale di Cisanello.
I genitori e il fratello Francesco chiedono chiarezza sulla vicenda e si sono rivolti all’avvocato Giovanni Mandoli per presentare un dettagliato esposto. Il legale sta attendendo copia della cartella clinica e degli esami effettuati all’ospedale di Cisanello, in collaborazione con la clinica universitaria di Firenze.

«Al momento – spiega l’avvocato Giovanni Mandoli – non sappiamo con certezza se il malore che ha avuto Irene sia dipeso dalla somministrazione del vaccino. Lei comunque era una ragazza sanissima e non ci sono casi clinici in famiglia riconducibili a problematiche del genere. Inoltre l’Aifa aveva consigliato l’utilizzo di AstraZeneca per una fascia di età assai superiore alla sua. Tutti elementi da valutare. Seguiamo con attenzione la situazione e presenteremo presto un esposto, non appena avremo elementi più chiari. Irene al momento è mantenuta in coma farmacologico all’ospedale di Cisanello e sarà poi progressivamente risvegliata. I familiari sono molto provati e chiederei a tutti di rispettare una certa distanza, per non sovraccaricarli emotivamente".

Irene lo scorso 26 maggio si era presentata volontariamente al Campo di Marte per approfittare dell’open day dell’Asl con il vaccino AstraZeneca. Lei in realtà aveva già prenotato per qualche settimana dopo il vaccino Pfizer, ma aveva cambiato idea per anticipare il tutto e agevolare così la programmazione delle vacanze estive, dato che in questo modo la seconda dose avrebbe dovuto farla dopo circa tre mesi.
Dopo l’iniezione di AstraZeneca aveva accusato solo un po’ di stanchezza, fatica e dolore alle ossa. Non aveva avuto febbre. Poi venerdì mattina, nove giorni dopo la somministrazione, dopo aver montato le scale di casa, era crollata improvvisamente a terra.

https://www.google.it/amp/s/www.lanazione.it/lucca/cronaca/ictus-vaccino-1.6455293/amp
🤩1
Gela. Insegnante morta dopo vaccino, famiglia contro archiviazione: “Era in perfetta salute”

8 giugno 2021

Secondo i pm non sono emerse correlazioni di rilievo penale tra la somministrazione del vaccino Astrazeneca,  la morte di Zelia Guzzo e colpe imputabili ai medici. A fine maggio, per queste ragioni, è stata chiesta l’archiviazione dell’indagine che ha riguardato la drammatica fine della giovane insegnante. I legali della famiglia, però, hanno deciso di opporsi, formalizzando un’azione in tal senso, che a questo punto verrà valutata dal gip del tribunale. “E’ stato accertato dall’esame autoptico – affermano i legali della famiglia Antonio Cozza e Valerio Messina – che la nostra assistita, un’insegnante trentasettenne, in perfetta salute, è morta, dopo giorni di agonia, per trombosi polidistrettuale originata dalla somministrazione del vaccino AstraZeneca, in relazione al quale l’Ema il 29 gennaio 2021 aveva approvato la commercializzazione in Europa. Nessuno l’aveva informata che questa poteva essere una delle ‘reazioni avverse’ della pratica vaccinale. Solo successivamente al suo tragico decesso la nota informativa del farmaco Vaxzevria è stata integrata, inserendo la formazione di coaguli di sangue quali possibili effetti collaterali della inoculazione del vaccino, ancorchè rari. Eppure, già all’epoca erano state segnalate reazione avverse in Europa e vi erano alcuni studi che ponevano in correlazione l’adenovirus, vettore virale, con la trombocitopenia. La donna aveva dunque diritto ad essere informata congruamente sui rischi che avrebbe corso, tanto più che, già all’epoca, numerosi Paesi avevano temporaneamente escluso, o raccomandato di evitare, la somministrazione di quel vaccino”.

https://www.quotidianodigela.it/insegnante-morta-dopo-vaccino-famiglia-contro-archiviazione-era-in-perfetta-salute/
Covid, vaccino a bambini e adolescenti. Il Koch Institute: “Solo a quelli con condizioni patologiche preesistenti”

8 giugno 2021

La raccomandazione sarà pubblicata ufficialmente giovedì, stando a quanto appreso dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine dal portavoce dell'istituto responsabile per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive in Germania

Il vaccino ai bambini e agli adolescenti è ormai diventato un tema di dibattito generale. Ma saranno le autorità sanitarie a decidere cosa fare. In Germania il Koch Institute di Berlino (Rki) – l’istituto responsabile per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive – raccomanda la vaccinazione contro il Covid19 solo per i bambini con condizioni patologiche preesistenti. La raccomandazione sarà pubblicata ufficialmente giovedì, stando a quanto appreso dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine dal portavoce del Robert Koch Institute.

La Commissione Permanente di Vaccinazione (Stiko) dell’Rki indica alcuni casi specifici in cui il vaccino sarebbe indicato. Le raccomandazioni si riferiscono esclusivamente alla vaccinazione con BioNTech-Pfizer, che va sotto il nome commerciale di Comirnaty. Secondo il report c’è un aumento del rischio di Covid 19 grave nei bambini e negli adolescenti dai 12 ai 17 anni se soggetti ad obesità, ad alcuni disturbi del sistema immunitario, la sindrome di Down, un’insufficienza cardiaca pronunciata così come una forma grave di cianosi. In questi casi la tendenza è a favore della vaccinazione.

Inoltre, continua la Commissione, la vaccinazione è indicata per alcune forme di malattie polmonari in cui la funzione polmonare è permanentemente compromessa. Infine, una limitazione della funzione renale, malattie tumorali maligne così come malattie croniche del sistema nervoso. Queste sono considerate ragioni valide per consigliare la vaccinazione. La commissione elenca anche “malattie sindromiche con grave menomazione” nella lista delle condizioni preesistenti rilevanti, ma senza nominarle in dettaglio. Ci sono poi, anche cause indirette che possono essere valutate.

La Commissione raccomanda la vaccinazione di bambini e adolescenti dai 12 anni in su se “hanno parenti o altri contatti che sono ad alto rischio per un caso grave di Covid 19 e che non possono essere vaccinati loro stessi”. Lo stesso vale se c’è il sospetto che la protezione vaccinale in queste persone non sia sufficiente – questo riguarda, per esempio, i pazienti il cui sistema immunitario è soppresso artificialmente nel corso di un trattamento medico. Per tutti gli altri bambini e adolescenti, la commissione di vaccinazione sconsiglia la vaccinazione Covid19. “L’uso di Comirnaty nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni senza condizioni patologiche preesistenti non è generalmente raccomandato in questo momento”, afferma la bozza di decisione. Tuttavia, la vaccinazione sarebbe possibile “se lo consiglia il pediatra, e se il tutore lo desidera e accetta il rischio”. La raccomandazione sarà pubblicata ufficialmente giovedì, stando a quanto appreso dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine dal portavoce del Robert Koch Institute. La versione apparirà nella sezione del “Bollettino epidemiologico” sul sito del RKI.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/06/08/covid-vaccino-ai-bambini-e-adolescenti-il-koch-institute-solo-a-quelli-con-condizioni-patologiche-preesistenti/6223913/amp/
Covid,Regno Unito:90% in più di contagi

21.25
In una settimana ha toccato il 90% in più il rimbalzo dei contagi Covid-19 nel Regno Unito. Ad aver alimentato la curva in ascesa è stata la variante 'Delta' (ex indiana). Questa tendenza conferma l'allerta, in particolare in alcune zone come l'area di Manchester.
Vi sono altri 6.048 casi su quasi un milione di tamponi. Ma l'effetto dei vaccini, arrivati a 69 milioni di dosi somministrate, continua, per ora, a frenare l'impatto sul numero di morti giornalieri (13 in 24 ore) e sul totale delle persone in ospedale (954).

@Notizie

#ivaccinifrenano
Nuovo caso a Genova.
Ricoverata dopo vaccinazione AstraZeneca una donna di 34 anni

8 giugno 2021

Una donna di 34 anni di Savona, mentre si trovava per lavoro nel Tigullio, ha avvertito un forte mal di testa e si è recata autonomamente all’ospedale San Martino di Genova.

Dai primi esami è emerso un livello basso di piastrine nel sangue. La donna ha riferito ai medici di essere stata vaccinata con la prima dose di AstraZeneca lo scorso 27 maggio ad Alassio. Ne dà notizia la Regione, precisando che la paziente è cosciente e non presenta sintomi associabili ad una trombosi. Per verificare la causa del basso livello di piastrine nel sangue ed evitare un aggravamento delle sue condizioni, è stata avviata la terapia ed i medici hanno disposto ulteriori esami.

https://www.radioaldebaran.it/livello-basso-di-piastrine-nel-sangue-34enne-al-san-martino-12-giorni-dopo-il-vaccino-si-e-sentita-male-nel-tigullio/174042
Bordighera (Imperia)

Morto per infarto Roberto Squizzato, ex infermiere dell’ospedale di Bordighera. Nei giorni scorsi si era sottoposto alla seconda dose del vaccino Covid

8 giugno 2021

Bordighera. E’ morto stamane al punto di primo intervento dell’ospedale Saint Charles di Bordighera, Roberto Squizzato, 69 anni, una vita trascorsa proprio nel nosocomio bordigotto dove aveva lavorato fino a qualche anno fa come infermiere nel reparto di Radiologia.
Squizzato, residente a Vallecrosia, stamani si è recato in ospedale lamentando dolori al petto. E’ spirato poco dopo, probabilmente a causa di un infarto. Nei giorni scorsi, l’infermiere si era sottoposto alla seconda dose di vaccino anti Covid-19: un fatto, questo, che al momento non sembra avere correlazioni con il decesso. Stando a quanto si apprende, infatti, era più di un mese che l’uomo lamentava dolori al torace. I funerali avranno luogo giovedì 10 giugno alle 15.30, nella Chiesa Parrocchiale di Maria Ausiliatrice, in Vallecrosia.

https://www.google.it/amp/s/www.riviera24.it/2021/06/morto-roberto-squizzato-ex-infermiere-dellospedale-di-bordighera-697426/amp/
VACCINI COVID, ANCHE L’EMA AMMETTE: NON CI SONO ANCORA DATI SULLE DONNE IN GRAVIDANZA

L’Ema ha risposto puntualmente ai dubbi del “Doctors for Covid Ethics”, un comitato di centinaia di dottori e scienziati che, preoccupati dai possibili effetti a breve e lungo termine dei vaccini anti-Covid, chiedono maggiori garanzie prima di procedere alla loro somministrazione. Ribattendo punto su punto alle obiezioni contenute in una lettera aperta degli scienziati (https://bit.ly/3w5vZ5E), anche l’Agenzia del farmaco europea ammette che “c’è una quantità limitata di dati sull’utilizzo dei vaccini anti-Covid su donne incinta o in allattamento”, e che ad oggi “il rischio di eventi avversi durante la gravidanza” è “sconosciuto” per tutti i vaccini sul mercato. Report lo aveva anticipato a gennaio, nella sua inchiesta su come erano stati disegnati i trials per la sperimentazione dei vaccini anti-Covid.

I test inizialmente realizzati dalle case farmaceutiche non hanno infatti preso in considerazione alcune categorie sensibili. I primi dati che arrivano dalle attività di farmacovigilanza sono comunque incoraggianti. Secondo le statistiche del Cdc (il Center for disease control degli Stati Uniti), sintetizzate in uno studio del New England Journal of Medicine, su circa 35mila partecipanti che hanno ricevuto il vaccino in gravidanza, “i risultati preliminari non hanno identificato problemi di sicurezza, né per le madri né per i neonati” (https://bit.ly/3fZwKYm). In Italia, attualmente, i vaccini anti-Covid non sono controindicati in gravidanza, ma secondo l’Istituto Superiore di Sanità la loro somministrazione a donne incinta è subordinata a una valutazione individuale del profilo rischio/beneficio (https://bit.ly/3x6UTlu).

#Report si era occupata dei trial nel servizio “Nelle mani del vaccino” di Manuele Bonaccorsi e Lorenzo Vendemiale

Le nuove inchieste lunedì alle 21.20 su Rai3

https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Nelle-mani-del-vaccino-e9be7be5-66ff-49e2-b502-2b939f73e2b5.html
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Dr. Bodo Schiffmann

" Non è uno scherzo, i bambini stanno morendo"
L’INTERVISTA - VALERIA POLI

“Trombosi nei giovani correlati a uso AZ: scienziati omertosi”

9 giugno 2021

Valeria Poli, docente di Biologia molecolare all’Università di Torino e presidente della Sibbm (Società italiana di biofisica e biologia molecolare), è tra i firmatari dell’appello diffuso dall’associazione Luca Coscioni che chiede di non somministrare ai giovani i vaccini a vettore adenovirale AstraZeneca e Johnson & Johnson. L’hanno sottoscritto, tra gli altri, Anna Rubartelli che insegna Biologia Cellulare al San Raffaele di Milano, Gennaro Ciliberto dell’Istituto tumori di Roma che guida la Fisv (Federazione Italiana Scienze della Vita), le immunologhe Anna Mondino e Giulia Casorati.

Avete avuto reazioni?
Direttamente a noi no. Ho visto che Matteo Bassetti ha reso due dichiarazioni non supportate dai dati, ovvero che le uniche controindicazioni riguarderebbero chi ha avuto trombosi e le donne che assumono la pillola anticoncezionale (AdnKronos), ma non è vero. Lo esclude la Siset, la Società Italiana per lo studio dell’Emostasi e della Trombosi. Al Secolo XIX ha parlato di una frequenza di sei casi su un milione di vaccinati mentre dall’ultimo recentissimo report britannico con i dati disaggregati per fasce d’età siamo a 18 casi di trombosi trombocitopenica indotta da vaccino, Vitt nell’acronimo inglese, per milione di vaccinati tra i 18 e i 49 anni, cioè quasi uno su 50 mila.

Ecco: i dati sulle vaccinazioni per prodotto e fascia d’età. Qui non riusciamo ad averli dall’ufficio del Commissario straordinario.
Se non si sa quante somministrazioni e a quali fasce di età i dati si annacquano. Si tratta di patologie rare, ma non è eticamente giustificabile esporre le persone a un rischio che comporta, in caso di evento avverso, un 20/30 per cento di letalità.

Questa discussione c’è da marzo. Il vaccino AstraZeneca fu sospeso in tutta Europa, poi consigliato solo sopra i 60 anni in Italia come altrove. Perché l’appello solo adesso?
Abbiamo provato a intervenire a marzo come scienziate per la società sull’Huffington Post. Il Corriere della Sera ci disse che non avrebbe pubblicato niente che potesse alimentare l’esitanza vaccinale. C’è omertà, un muro di gomma anche da parte di scienziati che possono capire perfettamente la questione. Prima di uscire pubblicamente abbiamo scritto al Comitato tecnico scientifico e a Nicola Magrini, il direttore dell’agenzia del farmaco Aifa. Nessuno di noi intende fomentare l’esitanza vaccinale, sappiamo bene che il risultato può essere questo e tutti concordiamo che si debbano vaccinare i giovani. Ma quando vedi qualcuno che va a schiantarsi devi intervenire.

Ma il nesso tra le vaccinazioni e queste rare trombosi è accertato?
Sull’esatto meccanismo di come si instauri c’è dibattito, ma è molto chiara la connessione tra la vaccinazione con vettore adenovirale producente la proteina Spike e questi eventi trombotici a fronte di una riduzione delle piastrine. Trombocitopenia, appunto. È dovuta alla formazione di autoanticorpi contro il fattore piastrinico 4 (Fp4), in grado di attivare le piastrine. E non è sufficiente dosare gli anticorpi anti-Fp4, l’esame di laboratorio da eseguire è verificare se attivino le piastrine. Esiste una patologia simile, la trombocitopenia indotta da eparina (Hit), sempre basata sulla produzione di autoanticorpi. È inconfondibile ma sembra quasi che non si voglia diagnosticare, dei tre casi recenti per uno solo è stata fatta la diagnosi di laboratorio.

La Fimmg, la federazione dei medici di famiglia, dice che gli Open day con AstraZeneca sono pericolosi, ma che ai giovani possono somministrarlo loro, che conoscono i pazienti. La predisposizione a questi eventi avversi è riconoscibile?
Per ora no, non siamo in grado di prevederla. L’unica cosa da fare è riservare AstraZeneca e Johnson & Johnson alle persone sopra i 60 anni, come è raccomandato da Ema e Aifa. Ce ne sono ancora tante non vaccinate e rischiano di più dal Covid e meno per la Vitt.
Ma, ripeto, gli Open Days sono fantastici per vaccinare i maturandi e in generale i giovani, che girano di più e possono trasformarsi in un serbatoio di infezione. Bisogna però farlo con Pfizer, che sta arrivando in grandi quantità. Vedo che cominciano a farlo anche a 40/41enni regolarmente prenotati per fascia di età.

https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/09/trombosi-nei-giovani-correlati-a-uso-az-scienziati-omertosi/6224317/amp/