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In pratica dal 9 giugno – cioè dal giorno successivo alle nuove diposizioni imposte dal ministero della Salute e dal Comitato tecnico-scientifico – i liguri che si sono spostati sui vaccini a mRna sono saliti al 93,7% già nella fascia 60-64 anni. Quanto al Piemonte non si registrano particolari picchi negli ultimi giorni. Ma è un fatto che da un po’ di tempo tra il 10 e il 15% delle persone prenotate per la seconda dose non si presentano.

https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/17/effetto-astrazeneca-abbandoni-vaccinali-fino-al-30-per-cento/6232762/amp/
Forwarded from Gog&Magog
Covid, positivi 350 medici vaccinati con il cinese Sinovac: «Non sappiamo quanto sia efficace contro la variante Delta»

17 giugno 2021

In Indonesia 350 tra medici e operatori sanitari sono risultati positivi al Covid-19 nonostante avessero ricevuto il vaccino cinese Sinovac: decine i ricoveri in ospedale con febbre alta e necessità dell'ausilio di un respiratore. A renderlo noto sono state le stesse autorità sanitarie di Giakarta. Badai Ismoyo, direttore sanitario di Kundu, sull'isola di Giava, ha detto che la maggior parte dei contagiati è rimasto comunque asintomatico. Nella città, dove operano i 350 positivi, sono in totale circa 5mila gli operatori sanitari che, considerati una categoria prioritaria, sono stati tra i primi a essere vaccinati in Indonesia a partire da gennaio. Qui la l'emergenza Covid non sembra ad oggi essersi arrestata e ben il 90% dei letti in ospedale rimane ancora occupato.

VACCINO SINOVAC - Il vaccino sviluppato dalla società biofarmaceutica cinese Sinovac, secondo l'OMS, previene la malattia sintomatica nel 51% dei destinatari e previene gravi COVID-19 e ricoveri ospedalieri. «La maggior parte degli operatori sanitari in Indonesia ha ricevuto Sinovac e ancora non sappiamo quanto sia efficace nel mondo reale contro la variante Delta», ha affermato Dicky Budiman, epidemiologo della Griffith University in Australia.
l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha approvato il vaccino cinese per uso d'emergenza lo scorso 1 giugno, garantendo a Paesi, finanziatori, agenzie di approvvigionamento e comunità che il prodotto della farmaceutica cinese Sinovac «soddisfa gli standard internazionali di sicurezza, efficacia e produzione». «Il mondo ha un disperato bisogno di più vaccini contro Covid-19 per affrontare l'enorme disparità di accesso nel pianeta - aveva commentato Mariângela Simão, responsabile Oms per l'accesso ai prodotti sanitari - Esortiamo i produttori a partecipare al programma Covax, condividere il proprio know-how e i propri dati e contribuire a tenere sotto controllo la pandemia».

I DATI DEL CONTAGIO IN INDONESIA - Nonostante il numero di operatori sanitari indonesiani vittime di Covid sia diminuito drasticamente da 158 a gennaio a 13 a maggio, come riporta reuters, gli esperti di salute pubblica si dicono preoccupati per l'andamento dei ricoveri a Java. L'Indonesia ha registrato nelle scorse ore un'impennata dei casi, con il tasso di positività che ha superato il 23% mercoledì e i casi giornalieri vicini ai 10.000, il più alto dalla fine di febbraio. il Paese ha registrato da inizio pandemia oltre 1,9 milioni di infezioni e 53.000 morti, 964 i medici e gli infermieri morti.

A Jakarta, la capitale, il radiologo Dr Prijo Sidipratomo ha detto a Reuters di conoscere almeno una mezza dozzina di medici che erano stati ricoverati in ospedale con COVID-19 nell'ultimo mese, nonostante fossero vaccinati, e uno ora è in cura in terapia intensiva. «È allarmante per noi perché non possiamo fare affidamento solo sulle vaccinazioni», ha detto, esortando le persone a prendere precauzioni.

https://www.ilmessaggero.it/AMP/salute/medici_vaccinati_positivi_indonesia_sinovac_cinese_cosa_e_successo_ultime_notizie_oggi-6028030.html
Gen. Figliuolo, no: non siam pronti alla morte

17 giugno 2021

Si fatica ancora a capire perché mai a un certo punto al Governo dei Migliori è venuto in mente di affidare la delicatissima macchina dell’immunizzazione di massa a un generale dell’Esercito. Cioè a uno che di medicina e sanità pubblica ne sa quanto un geometra, un sarto o noi giornalisti. Per la logistica, si dirà: ma la logistica funzionava anche prima, il problema era che non c’erano vaccini. È che bisognava segnare “un cambio di passo”, dare “fuoco alle polveri”, “fiato alle trombe” e la famosa “spallata”, e l’immagine dell’alpino in mimetica e anfibi, sempre in movimento come una palla matta da un lato all’altro d’Italia a dare ordini alle truppe vaccinali, era funzionale alla retorica dei Salvatori della Patria che sostiene, e in definitiva giustifica, l’avvento di Draghi. Una cosa è certa: a noi non sarebbe mai venuto in mente di dire, davanti alla catastrofica gestione delle vaccinazioni e alle (pur timide) rimostranze di qualcuno, una cosa come: “Non è il momento delle polemiche, è il momento di stringersi a coorte”, come ha detto Figliuolo martedì, una frase composta da due proposizioni entrambe sbagliate. “Basta polemiche”: davvero credeva, il Generale, che non avremmo fatto polemiche? Pensa di godere di qualche guarentigia? Vige forse il dogma dell’infallibilità commissariale? Che crede, che siamo in caserma, dove comandano i nonni e le reclute subiscono in silenzio? Come se il problema, poi, fossero le polemiche e non le morti per trombosi cerebrali. “Stringersi a coorte”: che c’entra l’amor di Patria dei singoli con la sicurezza sanitaria di una popolazione in una pandemia? Ciò che deve animare la volontà di vaccinarsi è la fiducia nella scienza e nei decisori politici motivata da evidenze razionali, non l’afflato patriottardo di stampo rinascimentale. Non siamo affatto pronti alla morte, per fargli raggiungere i suoi (disattesi) record vaccinali. A proposito: sempre martedì Figliuolo si vantava di aver superato le 500mila vaccinazioni al giorno, che però erano state promesse per metà aprile, dimenticando che ai primi di maggio, promettendone presso medici di base e farmacie, si impegnava per 1 milione di dosi al dì entro giugno. A ciò servivano gli Open Day: chiami in massa giovani, minorenni, maturandi a vaccinarsi per andare in vacanza, al grido di “i vaccini vanno impiegati tutti”, seguito da Curcio, capo della Protezione civile: “Tutto quello che abbiamo lo dobbiamo somministrare. A noi interessano le percentuali”; poi, se va male, com’era prevedibile visti gli accertati effetti avversi di AZ, redarguisci il popolo che non ama abbastanza la Patria.
Ogni volta che Figliuolo apre bocca fa danni. “Chiunque passa va vaccinato”, così, senza anamnesi, senza parere del medico di base, senza alcun filtro tra il cittadino e l’inoculatore, di modo che ogni eventuale malattia o difetto genetico viene fuori solo sul tavolo delle autopsie. “L’imperativo categorico è accelerare. Dobbiamo allungare il passo”. Sicuro? C’è una parte della popolazione che è sacrificabile? Visto che l’alternativa c’è (i vaccini a mRna), non è meglio togliere dalla circolazione AZ e J&J, farli sparire, preferibilmente non nei deltoidi dei cittadini?
Si sapeva dall’inizio che la tenuta bellica, l’eloquio marziale e i tonitruanti propositi, in caso di fallimento, si sarebbero rovesciati nel macchiettismo. È il destino del marziano a Roma.
Ma il disastro sanitario si porta dietro un disastro simbolico: il vaccino rappresenta la salvezza, la protezione; se la gente non si fida e non va a vaccinarsi, il danno è gravissimo. E se ci va senza tutele, è peggio. È forse vietato a un under-60 vaccinarsi con AZ? Se il Gen. avesse qualche elemento di medicina conoscerebbe il primo dei comandamenti per un clinico: non nuocere. Vuol dire che nessun fine sanitario giustifica il male procurato al singolo e che tra due rimedi bisogna usare quello che ha meno effetti collaterali. Immaginiamo cosa sarebbe successo se tutto questo l’avessero fatto Conte, i 5Stelle, Arcuri.
Ma questo è il Governo dei Migliori voluto da Renzi e Mattarella, non può sbagliare per definizione. Infatti Draghi tace, forse spera che nessuno si accorga che il capo è lui. È il Governo di Tutti, quindi non è colpa di nessuno (poi si lamentano se la Meloni cresce). Se va bene, il merito è di Figliuolo, se va male è colpa di Speranza; il quale naturalmente non ha alcun merito per le 500mila somministrazioni. Quindi la colpa sarà dei ragazzi che sono andati a farsi vaccinare agli Open Day.
Infine, l’ultima trovata di un apparato commissariale confondente e confuso: il mix, anche detto cocktail. Il Cts sostiene che fare il richiamo con un vaccino a mRna dopo la prima dose con AZ sia efficace e sicuro, anzi: che dia ancora più protezione. E come mai allora a chi ha fatto la prima dose con Pfizer non viene consigliato il richiamo con AstraZeneca? Misteri. O no?

https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/17/gen-figliuolo-no-non-siam-pronti-alla-morte/6232794/amp/
«Mio 17enne e mio marito ricoverati con coaguli dopo il vaccino con Pfizer e Moderna»

17 giugno 2021

Una donna dello Utah, Stati Uniti , accusa i vaccini anti Covid-19 Pfizer e Moderna, di essere la causa dei rari coaguli di sangue sviluppati da suo figlio 17enne e da suo marito, entrambi ricoverati in ospedale subito dopo aver ricevuto l'iniezione. «Non c'è altra spiegazione per quello che è successo a mio figlio e mio marito, siamo abbastanza certi che sia stato un risultato diretto del vaccino», ha detto la donna, Cherie Romney, in un'intervista a Fox News mercoledì. 

https://www.ilmessaggero.it/salute/storie/vaccino_coaguli_pfizer_moderna_ragazzo_padre_figlio_cosa_e_successo_ultime_notizie_oggi-6028122.html
Annullata ordinanza presidente Campania che imponeva l’obbligo di tamponi al personale scolastico
PRATOLA (L’AQUILA): SINCOPE VAGALE, MALORE PER UN SEDICENNE AL CENTRO VACCINALE

17 giugno 2021

Una sincope vagale, causata da un abbassamento repentino della pressione sanguigna, potrebbe aver provocato il malore di un sedicenne nel centro vaccinale di Pratola Peligna. Dopo l’improvvisa caduta il giovane è stato trasferito in ospedale, dove gli è stato riscontrato un trauma cranico. Nel primo pomeriggio è stato dimesso dall’ospedale dell’Annunziata. Il sedicenne si era accasciato appena dopo l’iniezione della prima dose di Pfizer. I medici hanno subito precisato che a causare il malore non è stato il vaccino ma per l’appunto la sincope vagale. Anche oggi nessun positivo covid in Centro Abruzzo. Attualmente nel territorio i positivi sono 44, due ricoverati, due residenti in Alto Sangro.  Ventuno positivi conta Pratola Peligna e cinque Prezza. Sulmona ne conta invece dodici. Cifre rassicuranti che però non devono produrre entusiasmi affrettati. Prudenza e precauzioni restano obbligate.

https://www.reteabruzzo.com/2021/06/17/sincope-vagale-malore-per-un-sedicenne-al-centro-vaccinale-di-pratola/
A partire dall'autunno 2021, il Rhodes College addebiterà agli studenti non vaccinati $ 1.500 a semestre per "coprire i costi dei test obbligatori".

La scuola, situata a Memphis, nel Tennessee, ha annunciato la politica in una lettera dell'8 giugno .

Il Rhodes College richiederà il vaccino COVID-19 per tutti gli studenti, il personale e i docenti del campus dopo che la Food and Drug Administration (FDA) avrà approvato formalmente i vaccini. Al momento della stesura di questo documento, la scuola incoraggia fortemente la vaccinazione.
https://campusreform.org/article?id=17643
Città di Sant’Angelo (Pescara)
Addio a Francesco Nardelli deceduto a 40 anni per un malore

15 giugno 2021

È stato un malore improvviso a stroncare la vita di Francesco Nardelli, 40 anni compiuti lo scorso 2 giugno, morto domenica mattina nella sua casa di Città Sant'Angelo mentre stava svolgendo dei piccoli lavori domestici.
In base alla prima ricostruzione sembra che l'uomo, calabrese di origine, ma angolano di adozione (viveva in contrada San Pietro da diversi anni), abbia accusato un malore mentre stava tagliando l'erba nel giardino davanti alla sua abitazione.
Lui dev'essersi reso conto di quanto stava accadendo, tanto che ha fatto in tempo a rientrare in casa e a dire alla moglie Monia di non sentirsi bene. La prontezza di riflessi però è servita a poco: nonostante l'immediata richiesta di soccorso e l'arrivo dell'ambulanza del 118, i sanitari giunti nella casa della vittima non hanno potuto far altro che costatarne il decesso.
Da quello che si sa il 40enne da tempo soffriva di problemi di salute, anche cardiaci. Per accertare le cause che hanno portato alla morte è stata disposta l'autopsia, che dovrebbe essere eseguita questa mattina.

https://www.ilcentro.it/pescara/addio-a-nardelli-deceduto-a-40-anni-per-un-malore-1.2644883
Genova
75enne ricoverata in rianimazione per carenza di piastrine dopo vaccino Moderna

17 giugno 2021

Una donna di 75 anni è stata ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Galliera di Genova dopo il riscontro da parte dei medici di una grave piastrinopenia.
La donna, durante le scorse settimane, aveva ricevuto la seconda dose del vaccino anti Covid Moderna.

La 75enne era stata trasferita al Galliera ieri sera; gli accertamenti condotti dai medici del nosocomio hanno evidenziato la forte carenza di piastrine e hanno ritenuto opportuno ricoverare la donna in Terapia Intensiva.
Visto il suo stato di salute, sarà disposto per la giornata di oggi il trasferimento nel reparto di Medicina.
Al momento non è stato verificato un collegamento diretto tra la sintomatologia e il vaccino, ma l’ipotesi è ritenuta valida dai medici.
Fino alle verifiche che saranno condotte dagli esperti, non è possibile attribuire il nesso di causalità al vaccino che, come ribadito in diverse circostanze dagli esperti, è sicuro e l’unica via d’uscita alla difficile situazione pandemica portata dalla diffusione del Covid-19.

https://liguriaoggi.it/2021/06/17/vaccino-anti-covid-75enne-ricoverata-per-carenza-di-piastrine-dopo-vaccino-moderna/
Media is too big
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Le industrie petrolifere e del gas prevedono di sostituire il personale vaccinato entro i prossimi 3 anni.
Forwarded from Paolo Bellavite
Rispuntano gli immunodepressi. Ci mancavano

Su Radio uno la dottssa Popoli di AIFA - tra tanti distinguo - ha introdotto l’argomento “vacciniamo i bambini per proteggere i compagni che non possono vaccinarsi”

C’era da aspettarselo: il cavallo di battaglia provax aveva funzionato sotto la Lorenzin, perché non usarlo anche sotto Speranza-Figliuolo?

Eh NO! Gentile dottoressa, ha dimenticato di dire che questo vaccino non contiene virus vivi replicanti e in teoria possono vaccinarsi tutti, se vogliono.

PS: l’argomento degli immunodepressi non vale manco per i vaccini “lorenziniani”: http://www.paolobellavite.it/files/313_2019-ImmunodepressiEP-pubblicato.pdf
Vaccini, la frenata c’è. E sul mix “eterologo” l’Ema non si esprime

18 giugno 2021

Giugno doveva essere il mese della “spallata”, ma purtroppo potrebbe rivelarsi quello della frenata. La campagna vaccinale italiana, infatti, sembra risentire dell’incertezza seguita alla giravolta su AstraZeneca (divieto di somministrazione del vaccino a vettore virale per gli under 60 anni a seguito della tragica morte della 18enne Camilla Canepa) e del conseguente caos sulle seconde dosi. “La decisione di somministrare AstraZeneca – aveva detto il generale Figliuolo il giorno dopo le nuove indicazioni dell’Aifa – avrà qualche impatto sul piano vaccinale”. E così sembra essere stato.
Il 10 giugno, giorno della notizia della morte di Camilla, erano state somministrate 618.689 dosi di vaccino anti-Covid, un record superato solo il 4 giugno (627.541). Due giorni dopo – il 13 giugno –le dosi sono scese a 420.670, per poi tornare a salire oltre il mezzo milione nei tre giorni seguenti. Il trend anche se l’esperienza insegna che le forti oscillazioni sono sempre possibili, sembra in frenata: “Il Piano – assicurava tuttavia ancora mercoledì il generale Figliuolo – è ancora sostenibile”. Resta il fatto che – secondo il report settimanale della Fondazione Gimbe – 2,66 milioni di ultrasessantenni non hanno ancora ricevuto nemmeno la prima dose e 6,2 milioni devono completare il ciclo vaccinale. E – come abbiamo dato conto ieri – il cosiddetto “abbandono vaccinale” (chi rifiuta una dose AstraZeneca o una seconda di altro vaccino) riguarda anche gli over 60.
Certo a fare chiarezza non aiuta l’Ema, l’Agenzia europea del Farmaco. Negli ultimi giorni, com’è noto, si è parlato molto di mix vaccinale, altrimenti detto “vaccinazione eterologa”, ossia la somministrazione di una seconda dose di un siero diverso rispetto dall’AstraZeneca ricevuto in prima istanza dagli under 60. Ebbene, ieri l’Agenzia europea è intervenuta sul tema creando – se possibile – ancora più incertezza: “L’approccio del mix di vaccini fra prima e seconda dose – ha detto Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici per Covid-19 dell’Ema – è stato adottato con successo in passato ed è ben noto che spesso ha come esito una migliore risposta immune. Ma riguardo ai vaccini Covid abbiamo evidenze limitate, anche se alcuni studi preliminari hanno mostrato che la risposta immunitaria sembra essere soddisfacente e non stanno emergendo particolari problemi da un punto di vista di sicurezza. Quindi potrebbe essere una strategia da adottare, ma certamente le evidenze sono limitate ed è importante che raccogliamo più informazioni e monitoriamo attentamente”.
Ema, quindi, non può che alzare le mani: “Non è facile – prosegue Cavaleri – uscire fuori con una raccomandazione clinica”. Quindi che fare? “La decisione – conclude il dirigente Ema – è degli Stati Ue. AstraZeneca e Johnson&Johnson hanno un rapporto rischio beneficio positivo da 18 anni in su ed è una decisione degli Stati scegliere se lo vogliono usare solo in alcune popolazioni, se optare per il mix con un vaccino a mRna per il richiamo”.
Notizie confortanti, tuttavia, arrivano sul fronte degli effetti avversi della vaccinazione: “Ad oggi abbiamo 10 possibili casi di trombosi associata a trombocitopenia su oltre 6 milioni di persone vaccinate contro Covid con il vaccino Johnson&Johnson nello Spazio economico europeo – ha comunicato Georgy Genov, responsabile della Farmacoviglianza dell’Agenzia europea del farmaco – E su 45 milioni di vaccinati con AstraZeneca abbiamo 405 casi potenziali di queste trombosi atipiche con bassi livelli di piastrine”.
Quanto al pericolo variante Delta (ieri nel Regno Unito 11 mila contagi, come il 19 febbraio), secondo i dati del Public Health England – comunica il report Gimbe –una singola dose di Pfizer o AstraZeneca ha un’efficacia solo del 33% , percentuale che dopo la seconda dose sale, rispettivamente, all’88% e al 60%.

https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/18/vaccini-la-frenata-ce-e-sul-mix-eterologo-lema-non-si-esprime/6233867/amp/
CureVac efficace al 47% Ma lo paghiamo lo stesso

18 giugno 2021

L’Italia e gli altri Paesi Ue rischiano di dover pagare le 300 milioni di dosi pattuite con CureVac, nonostante venisse confermata la debole efficacia del suo vaccino contro il Covid. È quanto emerge dall’esame del contratto firmato dalla Commissione europea con la società biotech tedesca che due giorni fa ha annunciato che l’immunizzazione ha finora funzionato solo sul 47% dei pazienti, lasciando scoperti gli over 60, ossia le categorie più a rischio.
CureVac, finanziata con 300 milioni di euro a fondo perduto da Berlino e un prestito di 75 milioni di euro dalla Banca europea degli investimenti, ha comunicato i dati provvisori dei suoi test all’Agenzia europea dei medicinali (Ema) che ha già accertato la sicurezza per la salute del vaccino. Deciderà se approvarlo o meno una volta ricevuta l’analisi completa.
Questa comprenderà altri 80 individui testati e potrebbe spingere il livello di protezione dalla malattia fino al 50%, soglia minima stabilita dall’Ema. Anche se questa fosse raggiunta, il vaccino CureVac risulterebbe poco efficace (soprattutto rispetto al livello del 95% degli altri vaccini mRna di Pfizer e Moderna). Tuttavia i governi dovranno acquistarlo lo stesso. Lo stabiliscono le clausole contrattuali che scaglionano il pagamento in tre rate, come anticipato dal Fatto. “Non siamo sorpresi, avevamo denunciato già in passato i contratti capestro firmati dalla Commissione con le grandi case farmaceutiche che consentono loro zero rischi ma il pieno dei profitti”, dichiara Tiziana Beghin, capo della delegazione M5S Stelle all’Europarlamento. La Commissione ha già versato il primo acconto (sotto riserbo) subito dopo la conclusione dell’accordo.
Gli Stati membri saldano la seconda e la terza rata in proporzione alle dosi spettanti a ciascuno. L’articolo 1.17.2 li obbliga al secondo versamento non appena CureVvac avrà comunicato loro di aver presentato all’Ema i risultati temporanei della sua sperimentazione clinica. Quindi, l’obbligo dovrebbe essere già scattato. La terza e ultima rata è dovuta all’effettiva consegna delle dosi. L’importo (come anche la scadenza) del secondo pagamento non è noto poiché coperto da omissis nella versione desecretata del testo. Si sa però che equivale a una percentuale del valore complessivo delle dosi assegnate. L’Italia ha una quota di 30 milioni di dosi al prezzo di 300 milioni di euro (10 euro a dose). “Quanto anticipato va restituito solo se CureVac viola le garanzie concordate per la fase di consegna, pertanto, non verrà rimborsato anche se l’Ema boccerà il vaccino”, spiega Clive Douglas, avvocato e mediatore commerciale presso lo studio legale britannico Nexa. Secondo lui, una serie di cavilli tecnici avvantaggiano CureVac a discapito delle casse statali: “Il secondo pagamento va effettuato secondo i moduli di ordinazione dei vaccini che i singoli governi devono restituire entro 15 giorni dalla data in cui la Commissione ha notificato a CureVac il piano di ripartizione delle dosi che, a sua volta, andava trasmesso 30 giorni dalla firma del contratto”, chiarisce Douglas.
I giochi sono ormai fatti visto che l’accordo è stato stipulato a metà novembre 2020. Peraltro, l’articolo 1.5.3 dice che “a scanso di equivoci, ogni Stato membro è obbligato ad acquistare e pagare le dosi contrattualmente assegnategli (…) indipendentemente dal fatto che tale modulo d’ordine del vaccino sia concluso o meno”. Resterebbe salva, per Douglas, la possibilità per i governi di rifiutare il pagamento dell’ultima rata, in base all’interpretazione delle diverse disposizioni.

https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/18/curevac-efficace-al-47-ma-lo-paghiamo-lo-stesso/6233871/amp/