16 giugno 2021
Morto per infarto Franco Spagnolo, 62 anni di Mantova: la procura dispone l’autopsia.
Pochi giorni fa dopo il vaccino AstraZeneca era stato colpito da trombosi
https://www.google.it/amp/s/gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2021/06/15/news/morto-per-infarto-nel-campo-la-procura-dispone-l-autopsia-1.40393766/amp/
Morto per infarto Franco Spagnolo, 62 anni di Mantova: la procura dispone l’autopsia.
Pochi giorni fa dopo il vaccino AstraZeneca era stato colpito da trombosi
https://www.google.it/amp/s/gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2021/06/15/news/morto-per-infarto-nel-campo-la-procura-dispone-l-autopsia-1.40393766/amp/
Gazzetta di Mantova
Morto per infarto nel campo: la procura dispone l’autopsia
Lo scrupolo del pm: a maggio al 62enne era stato somministrato AstraZeneca e qualche giorno dopo aveva avuto una lieve trombosi
Mogliano (Macerata)
Massimo Bonfigli muore a 58 anni per una malattia al fegato 10 giorni dopo la prima dose di vaccino Pfizer
16 giugno 2021
E' scomparso all'età di 58 anni il geometra Massimo Bonfigli di Mogliano, funzionario dell'Ufficio viabilità della Provincia di Macerata . Bonfigli era andato regolarmente al lavoro fino a quando ha avuto il malessere, una decina di giorni fa aveva fatto la prima dose di vaccino Pfizer e per alcuni giorni aveva avuto un po' di febbre. Poi un malessere al fegato lo aveva portato al ricovero prima a Macerata e poi a Torrette. Stamattina il tragico epilogo rispetto al quale è possibile che l’autorità giudiziaria e la stessa direzione di Torrette dispongano accertamenti per verificarne la causa, per capire cioé se la patologia che lo ha ucciso in pochi giorni sia l’unica responsabile o se il vaccino possa essere stato la causa scatenante. Resta il grandissimo cordoglio di amici e parenti per una scomparsa improvvisa e prematura.
https://www.google.it/amp/s/www.corriereadriatico.it/AMP/macerata/coronavirus_oggi_mogliano_massimo_bonfigli_morto_58_anni_vaccino_pfizer_prima_dose_covid_malattia_fegato_ultime_notizie-6026142.html
Massimo Bonfigli muore a 58 anni per una malattia al fegato 10 giorni dopo la prima dose di vaccino Pfizer
16 giugno 2021
E' scomparso all'età di 58 anni il geometra Massimo Bonfigli di Mogliano, funzionario dell'Ufficio viabilità della Provincia di Macerata . Bonfigli era andato regolarmente al lavoro fino a quando ha avuto il malessere, una decina di giorni fa aveva fatto la prima dose di vaccino Pfizer e per alcuni giorni aveva avuto un po' di febbre. Poi un malessere al fegato lo aveva portato al ricovero prima a Macerata e poi a Torrette. Stamattina il tragico epilogo rispetto al quale è possibile che l’autorità giudiziaria e la stessa direzione di Torrette dispongano accertamenti per verificarne la causa, per capire cioé se la patologia che lo ha ucciso in pochi giorni sia l’unica responsabile o se il vaccino possa essere stato la causa scatenante. Resta il grandissimo cordoglio di amici e parenti per una scomparsa improvvisa e prematura.
https://www.google.it/amp/s/www.corriereadriatico.it/AMP/macerata/coronavirus_oggi_mogliano_massimo_bonfigli_morto_58_anni_vaccino_pfizer_prima_dose_covid_malattia_fegato_ultime_notizie-6026142.html
CorriereAdriatico.it
Massimo muore a 58 anni per una malattia al fegato 10 giorni dopo la prima dose di vaccino Pfizer
MOGLIANO - E' scomparso all'età di 58 anni il geometra Massimo Bonfigli di Mogliano, funzionario dell'Ufficio viabilità della Provincia di Macerata. Bonfigli era andato...
Genova, nuovo caso di sospetta trombosi post-vaccino: ricoverato al San Martino un 34enne dell’Imperiese. Il caso segnalato all’Aifa
16 giugno 2021
Un paziente maschio di 34 anni è stato ricoverato in unità coronarica al Policlinico San Martino di Genova, trasferito da una struttura dell’Asl 1 imperiese con una probabile sindrome trombocitopenica trombotica. Vaccinato con Johnson&Johnson il 5 di giugno – fa sapere l’ospedale in una nota – ha sviluppato i sintomi mercoledì 16, nell’11esima giornata post-somministrazione. Accanto all’elemento distintivo del calo delle piastrine si è manifestata – si legge – “una sindrome neurologica trattata rapidamente e con successo”.
“È stata avviata – prosegue l’ufficio stampa del San Martino – l’indagine per la ricerca degli anticorpi anti-PF4 per confermare il sospetto di sintesi trombotica. È stata iniziata la terapia con anticoagulanti, come previsto dal protocollo di Alisa (l’agenzia sanitaria della Regione Liguria, ndr), per la gestione diagnostico-terapeutica degli eventi tromboembolici post-vaccinazione con vaccino a vettore virale. Attualmente il paziente è cosciente e al completamento della fase diagnostica sarà trasferito presso la Terapia intensiva generale“. L’ospedale ha inviato all’Agenzia italiana del farmaco la segnalazione di possibile evento avverso post-vaccinale.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/2021/06/16/genova-nuovo-caso-di-sospetta-trombosi-post-vaccino-ricoverato-al-san-martino-un-34enne-dellimperiese-il-caso-segnalato-allaifa/6232209/amp/
16 giugno 2021
Un paziente maschio di 34 anni è stato ricoverato in unità coronarica al Policlinico San Martino di Genova, trasferito da una struttura dell’Asl 1 imperiese con una probabile sindrome trombocitopenica trombotica. Vaccinato con Johnson&Johnson il 5 di giugno – fa sapere l’ospedale in una nota – ha sviluppato i sintomi mercoledì 16, nell’11esima giornata post-somministrazione. Accanto all’elemento distintivo del calo delle piastrine si è manifestata – si legge – “una sindrome neurologica trattata rapidamente e con successo”.
“È stata avviata – prosegue l’ufficio stampa del San Martino – l’indagine per la ricerca degli anticorpi anti-PF4 per confermare il sospetto di sintesi trombotica. È stata iniziata la terapia con anticoagulanti, come previsto dal protocollo di Alisa (l’agenzia sanitaria della Regione Liguria, ndr), per la gestione diagnostico-terapeutica degli eventi tromboembolici post-vaccinazione con vaccino a vettore virale. Attualmente il paziente è cosciente e al completamento della fase diagnostica sarà trasferito presso la Terapia intensiva generale“. L’ospedale ha inviato all’Agenzia italiana del farmaco la segnalazione di possibile evento avverso post-vaccinale.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/2021/06/16/genova-nuovo-caso-di-sospetta-trombosi-post-vaccino-ricoverato-al-san-martino-un-34enne-dellimperiese-il-caso-segnalato-allaifa/6232209/amp/
Il Fatto Quotidiano
Genova, non è conseguenza del vaccino la sospetta trombosi su un 34enne al San Martino. Il caso era stato segnalato all’Aifa
L’indagine per la ricerca degli anticorpi anti-PF4 per confermare il sospetto di sintesi trombotica ha dato esito negativo. Non è conseguenza del vaccino anti-Covid, quindi, la sospetta trombosi che ha riguardato un paziente maschio di 34 anni, ricoverato…
✅Speranza non si è ancora vaxxinato e Bassetti sostiene che deve dimettersi.
Speranza può essere definito no vas?
✅Appuntamento all’esterno degli studi RAI di via Mazzini in Roma, giovedì 17 giugno 2021, alle ore 19 per fare quattro passi e chiedere chiarimenti sull’omessa informazione relativa alle terapie domiciliari precoci.
Avv. Grimaldi
https://fb.watch/69-cEGcuVK/
Speranza può essere definito no vas?
✅Appuntamento all’esterno degli studi RAI di via Mazzini in Roma, giovedì 17 giugno 2021, alle ore 19 per fare quattro passi e chiedere chiarimenti sull’omessa informazione relativa alle terapie domiciliari precoci.
Avv. Grimaldi
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Quando il problema non sono i ghetti ma i vaccini. 🔝
In Puglia al via la vaccinazione per i braccianti agricoli stranieri: “Nei ghetti zero distanziamento né igiene. Molti non vogliono, ma è importante”
https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/06/14/in-puglia-al-via-la-vaccinazione-per-i-braccianti-agricoli-stranieri-nei-ghetti-zero-distanziamento-ne-igiene-dobbiamo-i/6229576/
In Puglia al via la vaccinazione per i braccianti agricoli stranieri: “Nei ghetti zero distanziamento né igiene. Molti non vogliono, ma è importante”
https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/06/14/in-puglia-al-via-la-vaccinazione-per-i-braccianti-agricoli-stranieri-nei-ghetti-zero-distanziamento-ne-igiene-dobbiamo-i/6229576/
Il Fatto Quotidiano
In Puglia al via la vaccinazione per i braccianti agricoli stranieri: “Nei ghetti zero distanziamento né igiene. Molti non vogliono…
"VACCINARSI È IMPORTANTE" Il primo giorno di campagna vaccinale è partito ieri: guardate
Forwarded from Giubbe Rosse
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De Magistris: "Siamo tutti cavie, sapremo tra qualche anno cosa ci siamo messi nel braccio". (Fonte: LA7, Tagadà)
Forwarded from Giubbe Rosse
MEDICO ANESTESISTA TEDESCO: MOLTE PERSONE STANNO MORENDO DOPO AVER RICEVUTO I VACCINI SPERIMENTALI
Il dottor Robert Kleinstäuber, anestesista, medico di terapia intensiva, medico d'urgenza e terapista specializzato nella gestione del dolore, fa le sue osservazioni e il suo parere sul tema della vaccinazione contro il Covid. Moltissimi pazienti sono morti di recente in seguito alla vaccinazione anticovid. Se ci sia un rapporto di causa ed effetto ora, quello sarà sicuramente oggetto di molte indagini, che sicuramente partiranno nel prossimo futuro, perché ci sono tante incongruenze. “ Non mi farò vaccinare in nessun caso, considerando il fatto che qui è stata avviata una vaccinazione, che normalmente impiega 8-10 anni - o anche di più - per essere sufficientemente verificata e considerata sicura… Mi stupisco molto quando ad esempio , nel caso di un'infezione da HFO, nessun vaccino sembra essere disponibile da 25 o 30 anni, ma improvvisamente, nel caso di Covid-19, dove questi virus sono noti anche da 30-35 anni Improvvisamente 4 o 5 diversi vaccini sono disponibili entro un anno. Sembra un po' strano. E come medico, non posso raccomandarlo al mio paziente". "Devi davvero chiederti, come medico, cosa è meglio per il tuo paziente, soprattutto per i tanti pazienti anziani che hanno condizioni di salute precarie preesistenti, una vaccinazione di questo tipo ai miei occhi, - ed eccomi qui a rivendicare la libertà di espressione per me stesso e la mia esperienza di medico - non dovrebbe essere usato. Anche con i bambini, secondo me, è del tutto inusitato pensare di vaccinarli. È abbastanza strano che la fascia di popolazione meno colpita dal Corona e con il minor numero di sintomi si sia diffusa più e più volte: “nemmeno loro sono portatori”. Perché anche i bambini dovrebbero essere vaccinati? Questa è una domanda che dobbiamo porci, sia come politici, soprattutto come politici responsabili, ma anche come genitori che decidono per i figli. Ed è qui che entra in gioco il buon senso quando dici: "Farò vaccinare mio figlio solo se sarà considerato assolutamente certo che il vaccino non lo danneggerà. Nessuno può dare questa garanzia. Nessuno in questo mondo". (Fonte: Le Média En 4-4-2)
Il dottor Robert Kleinstäuber, anestesista, medico di terapia intensiva, medico d'urgenza e terapista specializzato nella gestione del dolore, fa le sue osservazioni e il suo parere sul tema della vaccinazione contro il Covid. Moltissimi pazienti sono morti di recente in seguito alla vaccinazione anticovid. Se ci sia un rapporto di causa ed effetto ora, quello sarà sicuramente oggetto di molte indagini, che sicuramente partiranno nel prossimo futuro, perché ci sono tante incongruenze. “ Non mi farò vaccinare in nessun caso, considerando il fatto che qui è stata avviata una vaccinazione, che normalmente impiega 8-10 anni - o anche di più - per essere sufficientemente verificata e considerata sicura… Mi stupisco molto quando ad esempio , nel caso di un'infezione da HFO, nessun vaccino sembra essere disponibile da 25 o 30 anni, ma improvvisamente, nel caso di Covid-19, dove questi virus sono noti anche da 30-35 anni Improvvisamente 4 o 5 diversi vaccini sono disponibili entro un anno. Sembra un po' strano. E come medico, non posso raccomandarlo al mio paziente". "Devi davvero chiederti, come medico, cosa è meglio per il tuo paziente, soprattutto per i tanti pazienti anziani che hanno condizioni di salute precarie preesistenti, una vaccinazione di questo tipo ai miei occhi, - ed eccomi qui a rivendicare la libertà di espressione per me stesso e la mia esperienza di medico - non dovrebbe essere usato. Anche con i bambini, secondo me, è del tutto inusitato pensare di vaccinarli. È abbastanza strano che la fascia di popolazione meno colpita dal Corona e con il minor numero di sintomi si sia diffusa più e più volte: “nemmeno loro sono portatori”. Perché anche i bambini dovrebbero essere vaccinati? Questa è una domanda che dobbiamo porci, sia come politici, soprattutto come politici responsabili, ma anche come genitori che decidono per i figli. Ed è qui che entra in gioco il buon senso quando dici: "Farò vaccinare mio figlio solo se sarà considerato assolutamente certo che il vaccino non lo danneggerà. Nessuno può dare questa garanzia. Nessuno in questo mondo". (Fonte: Le Média En 4-4-2)
Le Média en 4-4-2
Dr Robert Kleinstäuber, anesthésiste, urgentiste : de très nombreux patients sont morts après une vaccination !
Le Dr Robert Kleinstäuber, anesthésiste, nous donne ici ses observations et son avis sur la question de la vaccination Covid.
Forwarded from Gog&Magog
ne parla anche il Guardian https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/state-campana-covid-cambia-faccia-sintomi-variante-delta-273483.htm
DAGOSPIA
Il covid cambia faccia: i sintomi della variante delta sono quelli di un brutto raffreddore...
STATE IN CAMPANA: IL COVID CAMBIA FACCIA - I SINTOMI DELLA VARIANTE DELTA SONO QUELLI DI UN BRUTTO RAFFREDDORE - UNO STUDIO INGLESE MOSTRA CHE IL MAL DI TESTA E' AL PRIMO POSTO TRA I SINTOMI DEL VIRUS INDIANO, SEGUITO DA MAL DI GOLA, NASO CHE COLA E FEBBRE…
MOGLIANO (MACERATA)
BRUNA PERRONI, 79 ANNI, SI VACCINA E CONTRAE IL COVID, MUORE DOPO DUE MESI DI RICOVERO
16 giugno 2021
Si era vaccinata a Pasqua, aveva contratto il Covid dopo una decina di giorni e oggi è morta. La vittima è Bruna Perroni, 79enne di Mogliano. L’anziana, con problemi di salute pregressi, era ricoverata ormai da un paio di mesi dopo essere stata contagiata. Ad un certo punto sembrava anche essersi ripresa e invece le sue condizioni si sono via via aggravate, fino a che il suo cuore non ha smesso di battere. Lascia i figli Gigliola e Andrea. Purtroppo il marito Giacomo Andreani era morto ad aprile. Il funerale si terrà domani alle 9,30 nella chiesa di San Gregorio.
https://m.cronachemaceratesi.it/2021/06/16/si-vaccina-e-contrae-il-covid-muore-dopo-due-mesi-di-ricovero/1538077/
BRUNA PERRONI, 79 ANNI, SI VACCINA E CONTRAE IL COVID, MUORE DOPO DUE MESI DI RICOVERO
16 giugno 2021
Si era vaccinata a Pasqua, aveva contratto il Covid dopo una decina di giorni e oggi è morta. La vittima è Bruna Perroni, 79enne di Mogliano. L’anziana, con problemi di salute pregressi, era ricoverata ormai da un paio di mesi dopo essere stata contagiata. Ad un certo punto sembrava anche essersi ripresa e invece le sue condizioni si sono via via aggravate, fino a che il suo cuore non ha smesso di battere. Lascia i figli Gigliola e Andrea. Purtroppo il marito Giacomo Andreani era morto ad aprile. Il funerale si terrà domani alle 9,30 nella chiesa di San Gregorio.
https://m.cronachemaceratesi.it/2021/06/16/si-vaccina-e-contrae-il-covid-muore-dopo-due-mesi-di-ricovero/1538077/
Cronache Maceratesi
Si vaccina e contrae il Covid, muore dopo due mesi di ricovero
MOGLIANO - La vittima è Bruna Perroni, 79 anni. Lascia due figli, il marito era deceduto ad aprile. Il funerale domani alle 9,30 nella chiesa di San Gregorio. Il Bollettino del Servizio sanità riporta di altri due vittime positive al Covid, tra cui una 69enne…
16 giugno 2021
Ore 22 italiane: chiude la borsa USA. A Borsa chiusa la società tedesca Curevac annuncia il fallimento del vaccino mRNA.
Nelle negoziazioni post chiusura (“After Hours Trading”), il titolo Curevac quotato a New York crolla e perde oltre il 48%.
Il 17 novembre 2020 l’Unione Europea aveva concluso un accordo per 405 milioni di dosi del vaccino Curevac per 4,05 miliardi di euro
The New York Times del 16 giugno 2021
New York Times
16 giugno 2021
Fallimento del vaccino Curevac. Efficacia al 47%.
Franz-Werner Haas, CEO di Curevac, ha attribuito i risultati deludenti all'elevato numero di varianti del virus nei paesi in cui è stato testato il vaccino. Su 124 casi di Covid-19 che gli scienziati dell'azienda hanno sequenziato geneticamente, solo uno è stato causato dalla versione originale del coronavirus.
Più della metà dei casi è stata causata da varianti che si sono dimostrate più trasmissibili o in grado di ridurre l'efficacia dei vaccini. Anche i volontari di CureVac sono stati infettati da varianti che devono ancora essere studiate attentamente. La variante Lambda, che ha dominato il Perù nelle ultime settimane, ha rappresentato il 21% dei campioni.
Il Dr. Haas ha affermato che i risultati dovrebbero servire da campanello d'allarme per la minaccia che le nuove varianti possono rappresentare per l'efficacia dei vaccini. CureVac è alla ricerca di nuove molecole di RNA che possano funzionare contro molte varianti contemporaneamente, oltre a combinare molecole di RNA su misura per diverse varianti in una singola dose. “È una nuova realtà Covid, questo è certo”, ha detto.
Moderna e Pfizer-BioNTech sono stati testati l'anno scorso prima che fossero emerse varianti, il che potrebbe in parte spiegare i loro tassi di efficacia molto più elevati.
https://www.google.it/amp/s/www.nytimes.com/2021/06/16/health/covid-vaccine-curevac.amp.html
Ore 22 italiane: chiude la borsa USA. A Borsa chiusa la società tedesca Curevac annuncia il fallimento del vaccino mRNA.
Nelle negoziazioni post chiusura (“After Hours Trading”), il titolo Curevac quotato a New York crolla e perde oltre il 48%.
Il 17 novembre 2020 l’Unione Europea aveva concluso un accordo per 405 milioni di dosi del vaccino Curevac per 4,05 miliardi di euro
The New York Times del 16 giugno 2021
New York Times
16 giugno 2021
Fallimento del vaccino Curevac. Efficacia al 47%.
Franz-Werner Haas, CEO di Curevac, ha attribuito i risultati deludenti all'elevato numero di varianti del virus nei paesi in cui è stato testato il vaccino. Su 124 casi di Covid-19 che gli scienziati dell'azienda hanno sequenziato geneticamente, solo uno è stato causato dalla versione originale del coronavirus.
Più della metà dei casi è stata causata da varianti che si sono dimostrate più trasmissibili o in grado di ridurre l'efficacia dei vaccini. Anche i volontari di CureVac sono stati infettati da varianti che devono ancora essere studiate attentamente. La variante Lambda, che ha dominato il Perù nelle ultime settimane, ha rappresentato il 21% dei campioni.
Il Dr. Haas ha affermato che i risultati dovrebbero servire da campanello d'allarme per la minaccia che le nuove varianti possono rappresentare per l'efficacia dei vaccini. CureVac è alla ricerca di nuove molecole di RNA che possano funzionare contro molte varianti contemporaneamente, oltre a combinare molecole di RNA su misura per diverse varianti in una singola dose. “È una nuova realtà Covid, questo è certo”, ha detto.
Moderna e Pfizer-BioNTech sono stati testati l'anno scorso prima che fossero emerse varianti, il che potrebbe in parte spiegare i loro tassi di efficacia molto più elevati.
https://www.google.it/amp/s/www.nytimes.com/2021/06/16/health/covid-vaccine-curevac.amp.html
NY Times
CureVac’s Covid-19 Vaccine Disappoints in Clinical Trial
A preliminary analysis showed that CureVac’s mRNA vaccine had an efficacy of just 47 percent. “This is pretty devastating for them,” one expert said.
Effetto AstraZeneca: abbandoni vaccinali fino al 30 per cento
17 giugno 2021
RECORD CAMPANIA, MA CASI ANCHE IN PIEMONTE, LIGURIA E LAZIO (CHE AUTORIZZA LA 2ª DOSE DI AZ PER UNDER 60 SE C’È IL CONSENSO INFORMATO)
La Regione Lazio apre una fessura nel muro eretto dal ministro della Salute Roberto Speranza e dall’Aifa, l’agenzia nazionale del farmaco, per fermare la somministrazione di AstraZeneca agli under 60 che hanno già ricevuto la prima dose del siero anglo-svedese. Obiettivo: consentire a chi lo vuole di completare il ciclo con lo stesso farmaco. Sì, perché dopo tanti stop and go, il problema, qui, è rappresentato ora da una quota di cittadini, circa il 10% nella fascia d’età compresa tra i 50 e i 59 anni, che rifiuta il mix vaccinale. Tanti ne ha stimati la Regione. Gente che non vuole saperne della vaccinazione eterologa: la rifiuta o non si presenta all’hub di riferimento. E questa quota, dice l’assessore alla Salute Alessio D’Amato, “merita la stessa attenzione di tutti gli altri e non può rimanere nel limbo. Si tratta di decidere cosa fare con questi cittadini. Lasciarli con un’unica dose di vaccino e senza di conseguenza rilasciare il certificato vaccinale? Oppure rimettere la valutazione al medico in scienza e coscienza? Noi crediamo che la strada sia quest’ultima”.
Tutto ruota intorno a una integrazione al consenso informato, documento che peraltro è sempre necessario al momento della vaccinazione. “Abbiamo chiesto al ministero della Salute di dare un parere riguardo a uno specifico consenso informato poiché è importante, per raggiungere l’immunizzazione, che siano completati i percorsi vaccinali”. Un nuovo modulo, dunque. Che è una ipotesi, già sottoposta all’attenzione del ministero, per permettere a chi è, appunto, “consapevolmente informato” di completare il ciclo terapeutico con il vaccino Vaxzevria.
Posizione che non è in contrapposizione con quella del governo, sostiene D’Amato, visto che “nel Lazio abbiamo applicato per primi quanto stabilito dal ministero senza alcuna riduzione del numero delle somministrazioni giornaliere che è stabilmente al di sopra del target assegnato, e senza alcun problema all’interno degli hub vaccinali”. In realtà, problemi ce ne sono già. Il documento trasmesso alle aziende sanitarie non convince affatto i medici e molti mettono le mani avanti: chiedono una autorizzazione ufficiale per dare la seconda dose a chi invece, secondo il ministero, dovrebbe ricevere Pfizer o Moderna. Il ragionamento di D’Amato ricorda quello del governatore della Puglia, Michele Romano: alcuni giorni fa ha detto che l’ultima parola, qualora qualcuno rifiutasse il mix, la dovrebbe avere sempre il medico. In linea del tutto teorica, però, perché in Puglia la questione non è sul tavolo. Semplicemente per ora non sono state segnalate defezioni tra chi, sotto i 60 anni, deve completare il ciclo con i sieri basati sull’Rna messaggero: quindi, conferma la Regione, si procede sulla base della linea del governo.
Ma il tema posto dal Lazio è reale, come conferma anche il caso della Campania, dove nelle ultime due settimane si sono rilevati picchi fino al 30%, soprattutto nell’area di Napoli, di abbandoni vaccinali tra chi doveva fare la seconda dose. Molte persone, spiegano dallo staff del governatore Vincenzo De Luca, non si stanno presentando all’appuntamento fissato dopo la prima somministrazione. Una ritirata, sull’onda della sfiducia e del disorientamento generato dal caos Astrazeneca, che riguarda però non solo il prodotto anglo-svedese. Ultimamente riguarda anche Pfizer. E tutte le classi di età.
La fuga, dunque, è in atto, anche se il fenomeno è a macchia di leopardo. Se non si registrano defezioni in Lombardia, in Emilia-Romagna o in Toscana, in Liguria anche tra gli over 60 è scattata la corsa alla scelta di Pfizer o Moderna, nonostante Vaxzevria sia autorizzato per questa fascia di età.
17 giugno 2021
RECORD CAMPANIA, MA CASI ANCHE IN PIEMONTE, LIGURIA E LAZIO (CHE AUTORIZZA LA 2ª DOSE DI AZ PER UNDER 60 SE C’È IL CONSENSO INFORMATO)
La Regione Lazio apre una fessura nel muro eretto dal ministro della Salute Roberto Speranza e dall’Aifa, l’agenzia nazionale del farmaco, per fermare la somministrazione di AstraZeneca agli under 60 che hanno già ricevuto la prima dose del siero anglo-svedese. Obiettivo: consentire a chi lo vuole di completare il ciclo con lo stesso farmaco. Sì, perché dopo tanti stop and go, il problema, qui, è rappresentato ora da una quota di cittadini, circa il 10% nella fascia d’età compresa tra i 50 e i 59 anni, che rifiuta il mix vaccinale. Tanti ne ha stimati la Regione. Gente che non vuole saperne della vaccinazione eterologa: la rifiuta o non si presenta all’hub di riferimento. E questa quota, dice l’assessore alla Salute Alessio D’Amato, “merita la stessa attenzione di tutti gli altri e non può rimanere nel limbo. Si tratta di decidere cosa fare con questi cittadini. Lasciarli con un’unica dose di vaccino e senza di conseguenza rilasciare il certificato vaccinale? Oppure rimettere la valutazione al medico in scienza e coscienza? Noi crediamo che la strada sia quest’ultima”.
Tutto ruota intorno a una integrazione al consenso informato, documento che peraltro è sempre necessario al momento della vaccinazione. “Abbiamo chiesto al ministero della Salute di dare un parere riguardo a uno specifico consenso informato poiché è importante, per raggiungere l’immunizzazione, che siano completati i percorsi vaccinali”. Un nuovo modulo, dunque. Che è una ipotesi, già sottoposta all’attenzione del ministero, per permettere a chi è, appunto, “consapevolmente informato” di completare il ciclo terapeutico con il vaccino Vaxzevria.
Posizione che non è in contrapposizione con quella del governo, sostiene D’Amato, visto che “nel Lazio abbiamo applicato per primi quanto stabilito dal ministero senza alcuna riduzione del numero delle somministrazioni giornaliere che è stabilmente al di sopra del target assegnato, e senza alcun problema all’interno degli hub vaccinali”. In realtà, problemi ce ne sono già. Il documento trasmesso alle aziende sanitarie non convince affatto i medici e molti mettono le mani avanti: chiedono una autorizzazione ufficiale per dare la seconda dose a chi invece, secondo il ministero, dovrebbe ricevere Pfizer o Moderna. Il ragionamento di D’Amato ricorda quello del governatore della Puglia, Michele Romano: alcuni giorni fa ha detto che l’ultima parola, qualora qualcuno rifiutasse il mix, la dovrebbe avere sempre il medico. In linea del tutto teorica, però, perché in Puglia la questione non è sul tavolo. Semplicemente per ora non sono state segnalate defezioni tra chi, sotto i 60 anni, deve completare il ciclo con i sieri basati sull’Rna messaggero: quindi, conferma la Regione, si procede sulla base della linea del governo.
Ma il tema posto dal Lazio è reale, come conferma anche il caso della Campania, dove nelle ultime due settimane si sono rilevati picchi fino al 30%, soprattutto nell’area di Napoli, di abbandoni vaccinali tra chi doveva fare la seconda dose. Molte persone, spiegano dallo staff del governatore Vincenzo De Luca, non si stanno presentando all’appuntamento fissato dopo la prima somministrazione. Una ritirata, sull’onda della sfiducia e del disorientamento generato dal caos Astrazeneca, che riguarda però non solo il prodotto anglo-svedese. Ultimamente riguarda anche Pfizer. E tutte le classi di età.
La fuga, dunque, è in atto, anche se il fenomeno è a macchia di leopardo. Se non si registrano defezioni in Lombardia, in Emilia-Romagna o in Toscana, in Liguria anche tra gli over 60 è scattata la corsa alla scelta di Pfizer o Moderna, nonostante Vaxzevria sia autorizzato per questa fascia di età.