Forwarded from CORVELVA
E SE VI DICESSIMO CHE I GREEN PASS NON POSSONO ESSERE REVOCATI?
A noi piace moltissimo mettere il naso nell'operato del Governo perché ci regala momenti di ilarità preziosissimi in questo periodo storico. Prima la diatriba nel trittico Lamorgese-Garante-Governo sul controllo del documento di identità assieme al Green Pass, ma ora si supera il limite della commedia all'italiana.
Con il DPCM del 17 giugno 2021, nell'allegato B, sono statE normate le "modalità di revoca delle certificazioni verdi COVID-19" e in caso di positività accertata al SARS-Cov-2 dopo avvenuta vaccinazione, avviene appunto questa presunta revoca... ma tecnicamente, la revoca è IMPOSSIBILE!
Sappiamo che il tema è molto tecnico, per cui semplificheremo moltissimo e nei commenti metteremo più fonti, ma il problema nasce dal fatto che il legislatore italiano, che non brilla certamente, ha "deciso" di adottare uno strumento europeo, le cui specifiche tecniche erano ben precise, per poi stravolgere sia la natura della certificazione che la verifica stessa. Inizialmente L’Europa proponeva una certificazione valida per la movimentazione delle persone all'interno del territorio comunitario con doppia scadenza, una naturale dettata dalla scadenza del pass e una legata ad una chiave che durasse poche settimane. L’utente, in questo caso, ogni settimana circa avrebbe riaggiornato il suo green pass rigenerandolo in modo da fare un controllo delle eventuali revoche. L’Italia invece ha deciso di lasciare solo il dato della scadenza naturale, 48 ore per il tampone, 6 mesi per la guarigione e 9 mesi per la vaccinazione e nel caso di revoca, anche solo perché il pass sia stato falsificato, non può tecnicamente avvenire perché il lettore ed i protocolli dettati dallo stesso Ministero della Salute non prevedono questo tipo di verifica.
In sostanza, chiunque sia positivo dopo vaccinazione, chiunque abbia falsificato il green pass o qualunque genio che lo abbia messo online rendendolo utilizzabile da chiunque (ogni riferimento ai giornalisti italiani è del tutto voluto), quel pass ad oggi non può tecnicamente essere revocato!
Voi immaginatevi un vaccinato con doppia dose che viene scoperto essere positivo al SarsCov-2 e che potrà tranquillamente entrare in qualsiasi ristorante, sedersi all’interno, ordinare e consumare le sue pietanze… hanno creato una norma inapplicabile tecnicamente e ciò rende ancora più palese che il green pass serve al solo scopo di ricattare i cittadini italiani, scaricando le colpe del Governo su di loro.
https://www.governo.it/sites/governo.it/files/Green_Pass_all_B.pdf
A noi piace moltissimo mettere il naso nell'operato del Governo perché ci regala momenti di ilarità preziosissimi in questo periodo storico. Prima la diatriba nel trittico Lamorgese-Garante-Governo sul controllo del documento di identità assieme al Green Pass, ma ora si supera il limite della commedia all'italiana.
Con il DPCM del 17 giugno 2021, nell'allegato B, sono statE normate le "modalità di revoca delle certificazioni verdi COVID-19" e in caso di positività accertata al SARS-Cov-2 dopo avvenuta vaccinazione, avviene appunto questa presunta revoca... ma tecnicamente, la revoca è IMPOSSIBILE!
Sappiamo che il tema è molto tecnico, per cui semplificheremo moltissimo e nei commenti metteremo più fonti, ma il problema nasce dal fatto che il legislatore italiano, che non brilla certamente, ha "deciso" di adottare uno strumento europeo, le cui specifiche tecniche erano ben precise, per poi stravolgere sia la natura della certificazione che la verifica stessa. Inizialmente L’Europa proponeva una certificazione valida per la movimentazione delle persone all'interno del territorio comunitario con doppia scadenza, una naturale dettata dalla scadenza del pass e una legata ad una chiave che durasse poche settimane. L’utente, in questo caso, ogni settimana circa avrebbe riaggiornato il suo green pass rigenerandolo in modo da fare un controllo delle eventuali revoche. L’Italia invece ha deciso di lasciare solo il dato della scadenza naturale, 48 ore per il tampone, 6 mesi per la guarigione e 9 mesi per la vaccinazione e nel caso di revoca, anche solo perché il pass sia stato falsificato, non può tecnicamente avvenire perché il lettore ed i protocolli dettati dallo stesso Ministero della Salute non prevedono questo tipo di verifica.
In sostanza, chiunque sia positivo dopo vaccinazione, chiunque abbia falsificato il green pass o qualunque genio che lo abbia messo online rendendolo utilizzabile da chiunque (ogni riferimento ai giornalisti italiani è del tutto voluto), quel pass ad oggi non può tecnicamente essere revocato!
Voi immaginatevi un vaccinato con doppia dose che viene scoperto essere positivo al SarsCov-2 e che potrà tranquillamente entrare in qualsiasi ristorante, sedersi all’interno, ordinare e consumare le sue pietanze… hanno creato una norma inapplicabile tecnicamente e ciò rende ancora più palese che il green pass serve al solo scopo di ricattare i cittadini italiani, scaricando le colpe del Governo su di loro.
https://www.governo.it/sites/governo.it/files/Green_Pass_all_B.pdf
Forwarded from ImolaOggi Channel
Green pass, il pizzino della sanitocrazia contro i ricorsi: non li fate, tanto è inutile...
Montesquieu sui pesi e contrappesi, 1748: "Quando i poteri legislativo ed esecutivo sono uniti nella stessa persona, non può esserci libertà".
Montesquieu sui pesi e contrappesi, 1748: "Quando i poteri legislativo ed esecutivo sono uniti nella stessa persona, non può esserci libertà".
Non abbiamo mai visto danni da vaccino su questa scala: perché le agenzie di regolamentazione nascondono i dati di sicurezza dei vaccini COVID?
In meno di un anno, più di 500.000 danni da vaccino post-COVID sono stati segnalati al VAERS - quasi un terzo di tutte le segnalazioni accumulate nell'intero arco di vita del sistema di tre decenni - ma le agenzie di regolamentazione rimangono in silenzio.
https://childrenshealthdefense.org/defender/vaccine-injuries-regulatory-agencies-hiding-covid-safety-data/
In meno di un anno, più di 500.000 danni da vaccino post-COVID sono stati segnalati al VAERS - quasi un terzo di tutte le segnalazioni accumulate nell'intero arco di vita del sistema di tre decenni - ma le agenzie di regolamentazione rimangono in silenzio.
https://childrenshealthdefense.org/defender/vaccine-injuries-regulatory-agencies-hiding-covid-safety-data/
Children's Health Defense
We’ve Never Seen Vaccine Injuries on This Scale — Why Are Regulatory Agencies Hiding COVID Vaccine Safety Signals?
In under a year, more than 500,000 post-COVID vaccine injuries have been reported to VAERS — nearly a third of all reports accumulated over the system’s entire three-decade lifespan — yet regulatory agencies remain silent.
Israele conferma, più casi tra i vaccinati che tra i non vaccinati.
All data and figures are from the Israel Health Ministry website, בקרה לוח - קורונה) health.gov.il), accessed 8VIII2021
All data and figures are from the Israel Health Ministry website, בקרה לוח - קורונה) health.gov.il), accessed 8VIII2021
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Il CDC degli Stati Uniti sta discutendo attivamente della possibile necessità di "proteggere" gli individui "ad alto rischio" mettendoli in "campi" o "zone verdi" di quarantena.
https://www.rebelnews.com/cdc_recommends_camps_for_covid_high_risk_individuals
@disclosetv
https://www.rebelnews.com/cdc_recommends_camps_for_covid_high_risk_individuals
@disclosetv
DeSantis ha annunciato il 12 agosto che sta lanciando un team di risposta rapida per dispensare anticorpi monoclonali per affrontare il crescente numero di casi COVID-19 in Florida e ridurre i sintomi gravi, prevenendo il potenziale sovraffollamento ospedaliero.
https://m.theepochtimes.com/desantis-launches-monoclonal-antibody-rapid-response-teams-to-prevent-hospital-overcrowding_3946662.html
https://m.theepochtimes.com/desantis-launches-monoclonal-antibody-rapid-response-teams-to-prevent-hospital-overcrowding_3946662.html
The Epoch Times
DeSantis Launches Monoclonal Antibody Rapid Response Teams to Prevent Hospital Overcrowding
PUNTA GORDA, Fla.—Gov. Ron DeSantis announced on Aug. 12 that he is launching a Rapid Response Team to ...
Pfizer e Moderna raccoglieranno miliardi di dollari da richiami vaccini Covid
13 agosto 2021,
NEW YORK (Reuters) - Le case farmaceutiche Pfizer, BioNTech e Moderna otterranno miliardi di dollari dai richiami dei vaccini contro il Covid-19, in un mercato che per i prossimi anni potrebbe rivaleggiare con quello da 6 miliardi di dollari in vendite annue dei vaccini antinfluenzali, secondo analisti e investitori del settore healthcare.
Da mesi le aziende dicono di aspettarsi che chi ha completato il ciclo vaccinale avrà bisogno di una dosa extra dei vaccini anticovid per mantenere la protezione nel tempo e contrastare le nuove varianti di coronavirus.
Ora una schiera sempre più folta di governi, tra cui Cile, Germania e Israele, ha deciso di offrire dosi di richiamo ai cittadini più anziani o alle persone con un sistema immunitario debole alla luce della rapida diffusione della variante Delta.
Nella tarda giornata di ieri, la Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha autorizzato una dose di richiamo dei vaccini di Pfizer e Moderna per le persone con un sistema immunitario compromesso.
Pfizer insieme all'azienda partner tedesca BioNTech e Moderna si sono assicurate complessivamente oltre 60 miliardi di dollari di vendite di dosi solo nel 2021 e 2022. Gli accordi comprendono la fornitura delle due dosi iniziali dei vaccini così come miliardi di dollari in potenziali richiami per i Paesi più ricchi.
Guardando al futuro gli analisti prevedono ricavi di oltre 6,6 miliardi di dollari per il vaccino Pfizer/BioNTech e 7,6 miliardi di dollari per quello Moderna nel 2023, che scaturirebbero soprattutto dalle vendite dei richiami. Secondo gli analisti il mercato annuo alla fine si assesterà intorno ai 5 miliardi di dollari o più, con altre case farmaceutiche in competizione per una quota di questi ricavi.
https://www.google.it/amp/s/it.finance.yahoo.com/amphtml/notizie/focus-pfizer-e-moderna-raccoglieranno-142324986.html
13 agosto 2021,
NEW YORK (Reuters) - Le case farmaceutiche Pfizer, BioNTech e Moderna otterranno miliardi di dollari dai richiami dei vaccini contro il Covid-19, in un mercato che per i prossimi anni potrebbe rivaleggiare con quello da 6 miliardi di dollari in vendite annue dei vaccini antinfluenzali, secondo analisti e investitori del settore healthcare.
Da mesi le aziende dicono di aspettarsi che chi ha completato il ciclo vaccinale avrà bisogno di una dosa extra dei vaccini anticovid per mantenere la protezione nel tempo e contrastare le nuove varianti di coronavirus.
Ora una schiera sempre più folta di governi, tra cui Cile, Germania e Israele, ha deciso di offrire dosi di richiamo ai cittadini più anziani o alle persone con un sistema immunitario debole alla luce della rapida diffusione della variante Delta.
Nella tarda giornata di ieri, la Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha autorizzato una dose di richiamo dei vaccini di Pfizer e Moderna per le persone con un sistema immunitario compromesso.
Pfizer insieme all'azienda partner tedesca BioNTech e Moderna si sono assicurate complessivamente oltre 60 miliardi di dollari di vendite di dosi solo nel 2021 e 2022. Gli accordi comprendono la fornitura delle due dosi iniziali dei vaccini così come miliardi di dollari in potenziali richiami per i Paesi più ricchi.
Guardando al futuro gli analisti prevedono ricavi di oltre 6,6 miliardi di dollari per il vaccino Pfizer/BioNTech e 7,6 miliardi di dollari per quello Moderna nel 2023, che scaturirebbero soprattutto dalle vendite dei richiami. Secondo gli analisti il mercato annuo alla fine si assesterà intorno ai 5 miliardi di dollari o più, con altre case farmaceutiche in competizione per una quota di questi ricavi.
https://www.google.it/amp/s/it.finance.yahoo.com/amphtml/notizie/focus-pfizer-e-moderna-raccoglieranno-142324986.html
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FOCUS-Pfizer e Moderna raccoglieranno miliardi di dollari da richiami vaccini Covid
NEW YORK (Reuters) - Le case farmaceutiche Pfizer, BioNTech e Moderna otterranno miliardi di dollari dai richiami dei vaccini contro il Covid-19, in un mercato che per i prossimi anni potrebbe rivaleggiare con quello da 6 miliardi di dollari in vendite annue…
Intervista ai vaccinati nell’Hub di Cremona: nessuno ha letto il consenso informato e nessuna informazione sui moduli per la segnalazione degli eventi avversi
https://youtu.be/Q1p--LA8tIs
https://youtu.be/Q1p--LA8tIs
YouTube
Cremona, vaccini: moduli consenso informato e reazioni avverse non consegnati
Firmato in nottata accordo tra Ministero dell’Istruzione e sindacati. Tamponi gratis per il personale scolastico non vaccinato
https://www.google.it/amp/s/gazzettadelsud.it/articoli/cronaca/2021/08/14/scuole-accordo-sindacati-ministero-tamponi-gratis-ai-docenti-no-a-classi-pollaio-4ec46700-7afe-4cef-af3c-35a7b24c54e7/amp/
https://www.google.it/amp/s/gazzettadelsud.it/articoli/cronaca/2021/08/14/scuole-accordo-sindacati-ministero-tamponi-gratis-ai-docenti-no-a-classi-pollaio-4ec46700-7afe-4cef-af3c-35a7b24c54e7/amp/
Gazzetta del Sud
Scuole, accordo sindacati-ministero. Tamponi gratis ai docenti. No a classi pollaio
È stato firmato il Protocollo sicurezza delle scuole in vista dell’avvio del nuovo anno. Al termine di un confronto fiume le organizzazioni sindacali hanno trovato...
Lasciapassare, svista del governo: la Ue non prevede revoche
14 agosto 2021
C’è una norma sul green pass che non quadra: è quella che riguarda i casi dei vaccinati che contraggono il Covid dopo l’immunizzazione. Il Dpcm del 17 giugno sull’applicazione del certificato verde italiano prevede nell’allegato b la possibilità di “revocare” i green pass “in caso di nuova positività accertata dopo avvenuta vaccinazione o guarigione”. In questi casi di reinfezione, si legge, l’azienda sanitaria locale dovrebbe comunicare “il codice univoco identificativo” del green pass della persona positiva per inserirlo in una lista di revoca. Ma nell’app VerificaC19 di questa opzione non c’è traccia, né esiste nessuna “black list”. A scoprirlo, passando al setaccio il codice di programmazione, sono stati Matteo Flora, imprenditore ed esperto di storytelling digitale, Stefano Zanero, professore di cybersicurezza al Politecnico di Milano, e l’avvocato Carlo Piana, paladino del software libero. “Vi hanno detto in lungo e in largo che se vi ammalate i pass verranno revocati. Peccato che non esiste alcun modo per revocarli”, scrive Flora.
Al ministero della Salute fanno sapere che lo strumento è in corso di sviluppo, e che si lavora sia sul lato app che su quello dei protocolli sanitari. Però il problema sembra un altro: non una mancanza nel software, ma un equivoco nel testo governativo. Il green pass italiano, infatti, ricalca in tutto e per tutto il modello del “digital Covid certificate” europeo, concepito per essere “interoperabile” tra i vari Paesi Ue e garantire la mobilità. La “lista nera” dei positivi vaccinati non c’è, in nessun Paese europeo.
Per garantire la privacy ed evitare che il certificato si trasformi in uno strumento per tracciare spostamenti e abitudini di chi lo usa, il sistema funziona con un codice qr validato attraverso una “firma digitale” e non contiene i dati sanitari personali. La verifica di validità non avviene sui dati del cittadino ma solo sulla firma del suo green pass. Una firma digitale dell’autorità sanitaria viene usata per “validare” molti certificati. La normativa europea prevede l’eventualità nefasta che queste “firme” possano essere clonate da hacker, rubate o emesse per errore, e quindi che si possano “revocare” come misura d’emergenza. Insomma, se uno Stato s’accorge che una chiave è compromessa per qualche motivo, la può revocare e invalidare automaticamente tutti i green pass che la usano.
Nel testo adottato dal Parlamento europeo il 9 giugno si legge che “gli Stati membri dovrebbero poter redigere e scambiare con altri Stati membri elenchi di revoche di certificati in casi limitati, in particolare per revocare i certificati rilasciati erroneamente, a seguito di frode o della sospensione di un lotto di vaccino Covid-19 risultato difettoso”. È un’eventualità remota, non pensata per diventare un sistema di controllo del pass dei singoli cittadini, come invece ipotizza la norma italiana che scrive di “revocare” il green pass ai positivi.
“Il fatto che non si possano segnalare i green pass dei positivi nel codice della app è coerente con il certificato verde europeo, pensato come attestazione di vaccinazione e non come pass per accedere a determinate attività o luoghi pubblici”, dice Stefano Zanero. Green pass o no, comunque, quando si risulta positivi scatta l’obbligo di isolamento. Non si capisce cosa aggiungerebbe alle norme sull’isolamento la revoca temporanea del certificato verde. A meno di non intendere il green pass come un lasciapassare per luoghi pubblici, idea che non è coerente con il fatto che il contagio può avvenire anche tra guariti e vaccinati. “La comunicazione sul certificato verde tende a presentarlo come una certificazione di buona salute, ma non è così”, continua Zanero. “La norma italiana aggiunge a quella europea un passo in più che non ha senso, e trasformerebbe un certificato in un titolo al portatore”.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/08/14/lasciapassare-svista-del-governo-la-ue-non-prevede-revoche/6291147/amp/
14 agosto 2021
C’è una norma sul green pass che non quadra: è quella che riguarda i casi dei vaccinati che contraggono il Covid dopo l’immunizzazione. Il Dpcm del 17 giugno sull’applicazione del certificato verde italiano prevede nell’allegato b la possibilità di “revocare” i green pass “in caso di nuova positività accertata dopo avvenuta vaccinazione o guarigione”. In questi casi di reinfezione, si legge, l’azienda sanitaria locale dovrebbe comunicare “il codice univoco identificativo” del green pass della persona positiva per inserirlo in una lista di revoca. Ma nell’app VerificaC19 di questa opzione non c’è traccia, né esiste nessuna “black list”. A scoprirlo, passando al setaccio il codice di programmazione, sono stati Matteo Flora, imprenditore ed esperto di storytelling digitale, Stefano Zanero, professore di cybersicurezza al Politecnico di Milano, e l’avvocato Carlo Piana, paladino del software libero. “Vi hanno detto in lungo e in largo che se vi ammalate i pass verranno revocati. Peccato che non esiste alcun modo per revocarli”, scrive Flora.
Al ministero della Salute fanno sapere che lo strumento è in corso di sviluppo, e che si lavora sia sul lato app che su quello dei protocolli sanitari. Però il problema sembra un altro: non una mancanza nel software, ma un equivoco nel testo governativo. Il green pass italiano, infatti, ricalca in tutto e per tutto il modello del “digital Covid certificate” europeo, concepito per essere “interoperabile” tra i vari Paesi Ue e garantire la mobilità. La “lista nera” dei positivi vaccinati non c’è, in nessun Paese europeo.
Per garantire la privacy ed evitare che il certificato si trasformi in uno strumento per tracciare spostamenti e abitudini di chi lo usa, il sistema funziona con un codice qr validato attraverso una “firma digitale” e non contiene i dati sanitari personali. La verifica di validità non avviene sui dati del cittadino ma solo sulla firma del suo green pass. Una firma digitale dell’autorità sanitaria viene usata per “validare” molti certificati. La normativa europea prevede l’eventualità nefasta che queste “firme” possano essere clonate da hacker, rubate o emesse per errore, e quindi che si possano “revocare” come misura d’emergenza. Insomma, se uno Stato s’accorge che una chiave è compromessa per qualche motivo, la può revocare e invalidare automaticamente tutti i green pass che la usano.
Nel testo adottato dal Parlamento europeo il 9 giugno si legge che “gli Stati membri dovrebbero poter redigere e scambiare con altri Stati membri elenchi di revoche di certificati in casi limitati, in particolare per revocare i certificati rilasciati erroneamente, a seguito di frode o della sospensione di un lotto di vaccino Covid-19 risultato difettoso”. È un’eventualità remota, non pensata per diventare un sistema di controllo del pass dei singoli cittadini, come invece ipotizza la norma italiana che scrive di “revocare” il green pass ai positivi.
“Il fatto che non si possano segnalare i green pass dei positivi nel codice della app è coerente con il certificato verde europeo, pensato come attestazione di vaccinazione e non come pass per accedere a determinate attività o luoghi pubblici”, dice Stefano Zanero. Green pass o no, comunque, quando si risulta positivi scatta l’obbligo di isolamento. Non si capisce cosa aggiungerebbe alle norme sull’isolamento la revoca temporanea del certificato verde. A meno di non intendere il green pass come un lasciapassare per luoghi pubblici, idea che non è coerente con il fatto che il contagio può avvenire anche tra guariti e vaccinati. “La comunicazione sul certificato verde tende a presentarlo come una certificazione di buona salute, ma non è così”, continua Zanero. “La norma italiana aggiunge a quella europea un passo in più che non ha senso, e trasformerebbe un certificato in un titolo al portatore”.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/08/14/lasciapassare-svista-del-governo-la-ue-non-prevede-revoche/6291147/amp/
Il Fatto Quotidiano
Green pass, svista del governo: la Ue non prevede revoche. Così chi si ammala continua ad averlo valido - Il Fatto Quotidiano
C’è una norma sul green pass che non quadra: è quella che riguarda i casi dei vaccinati che contraggono il Covid dopo l’immunizzazione. Il Dpcm del 17 giugno sull’applicazione del certificato verde italiano prevede nell’allegato b la possibilità di “revocare”…
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Covid Cina, anche mascherina all'aperto
11.30
Mascherina nuovamento obbligatoria anche all'aperto, in Cina, dopo la pubblicazione da parte delle autorità sanitarie di nuove e più stringenti linee guida. Il Paese è di fronte alla peggiore recrudescenza virale da più di un anno.
Oltre la metà delle province cinesi sono in lockdown, con test anti Covid di massa e restrizioni ai viaggi per decine di milioni di residenti. Poche settimane fa la Cina era tornata per gran parte alla normalità, fatta eccezione per qualche focolaio isolato.
@Notizie
11.30
Mascherina nuovamento obbligatoria anche all'aperto, in Cina, dopo la pubblicazione da parte delle autorità sanitarie di nuove e più stringenti linee guida. Il Paese è di fronte alla peggiore recrudescenza virale da più di un anno.
Oltre la metà delle province cinesi sono in lockdown, con test anti Covid di massa e restrizioni ai viaggi per decine di milioni di residenti. Poche settimane fa la Cina era tornata per gran parte alla normalità, fatta eccezione per qualche focolaio isolato.
@Notizie
Forwarded from Paolo Bellavite
L’ultimo ritrovato discriminatorio, propagandistico e pericoloso: i malati positivi vaccinati non vanno in area covid.
Oltretutto così risulterà che tutti i ricoverati non sono vaccinati!
Oltretutto così risulterà che tutti i ricoverati non sono vaccinati!
"L'acido ascorbico è una vitamina cruciale necessaria per il corretto funzionamento del sistema immunitario. Svolge un ruolo nella risposta allo stress e ha mostrato risultati promettenti quando somministrata. La Quercetina è un elemento noto, le cui proprietà antivirali sono state esaminate in numerosi studi. Esiste la prova che la vitamina C e la quercetina in co-somministrazione esercitino un'azione antivirale" https://www.ncbi.nlm.nlm.nigh.gov/pmc7/16.