Intervista agli avvocati Raffaella Geraci e Alessandro Palmigiano, incaricati dalla famiglia della professoressa Cinzia Pennino, ricoverata d’urgenza una settimana dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca e poi deceduta presso il Policlinico di Palermo.
Gli avvocati hanno ricostruito gli ultimi giorni di vita della donna: dopo un primo appuntamento il medico l’aveva rimandata a casa e solo ad un secondo appuntamento le era stato poi somministrato il vaccino.
Gli avvocati indagano anche sul consenso informato firmato dalla professoressa, che peraltro non sono ancora riusciti ad acquisire agli atti: i moduli di consenso usati in quei giorni ancora non comprendevano il rischio di trombosi, per questo i legali vogliono capire se ci sia stata una omissione.
“A parte le legittime valutazioni rischi benefici – questa è la conclusione dell’avvocato Palmigiano – il cittadino deve essere portato a conoscenza dei rischi, anche se le possibilità che si verifichino fossero una un milione”.
https://go.byoblu.com/AvvocatiSuAstrazeneca
Gli avvocati hanno ricostruito gli ultimi giorni di vita della donna: dopo un primo appuntamento il medico l’aveva rimandata a casa e solo ad un secondo appuntamento le era stato poi somministrato il vaccino.
Gli avvocati indagano anche sul consenso informato firmato dalla professoressa, che peraltro non sono ancora riusciti ad acquisire agli atti: i moduli di consenso usati in quei giorni ancora non comprendevano il rischio di trombosi, per questo i legali vogliono capire se ci sia stata una omissione.
“A parte le legittime valutazioni rischi benefici – questa è la conclusione dell’avvocato Palmigiano – il cittadino deve essere portato a conoscenza dei rischi, anche se le possibilità che si verifichino fossero una un milione”.
https://go.byoblu.com/AvvocatiSuAstrazeneca
ByoBlu
MUORE UNA SETTIMANA DOPO ASTRAZENECA, A BYOBLU PARLANO GLI AVVOCATI
Byoblu ha sentito gli avvocati Raffaella Geraci e Alessandro Palmigiano, incaricati dalla famiglia della professoressa Cinzia Pennino, ricoverata d'urgenza una settimana dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca e poi deceduta presso il Policlinico…
Muore per complicanze dovute al Covid a Taranto il Prof. Luigi Russo, 56 anni. Il 3 marzo scorso aveva ricevuto il vaccino Covid.
Prima somministrazione del vaccino il 3 marzo per il docente 56enne. Nelle settimane successive è rimasto contagiato dal coronavirus. Ricoverato alla vigilia di Pasqua, nelle scorse ore è morto a Manduria in ospedale Luigi Russo. Era insegnante al “Galileo Ferraris-Quinto Ennio” di Taranto nonché consigliere locale Fmpi (federazione medie piccole imprese) e tesoriere di Assonautica Taranto.
https://www.noinotizie.it/18-04-2021/corona-virus-morto-56enne-professore-di-taranto/
Prima somministrazione del vaccino il 3 marzo per il docente 56enne. Nelle settimane successive è rimasto contagiato dal coronavirus. Ricoverato alla vigilia di Pasqua, nelle scorse ore è morto a Manduria in ospedale Luigi Russo. Era insegnante al “Galileo Ferraris-Quinto Ennio” di Taranto nonché consigliere locale Fmpi (federazione medie piccole imprese) e tesoriere di Assonautica Taranto.
https://www.noinotizie.it/18-04-2021/corona-virus-morto-56enne-professore-di-taranto/
Noi Notizie.
Corona virus: morto 56enne professore di Taranto - Noi Notizie.
Decesso nell'ospedale di Manduria
Cosa è successo la mattina del 14 maggio 2020, poche ore prima che il rapporto dell'OMS critico sulla gestione italiana della prima ondata Covid-19 fosse rimosso? E in che modo qualche mese più tardi l'OMS ha tratto un ritorno in termini di immagine da questa censura? Report svela nuovi documenti esclusivi che mostrano cos'era la strategia della foglia di fico e perché la foglia ora è caduta.
https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/e-caduta-la-foglia-di-fico-4508ea13-0811-40ce-9836-754659baed40.html
https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/e-caduta-la-foglia-di-fico-4508ea13-0811-40ce-9836-754659baed40.html
Rai Report
È caduta la foglia di fico - Report
Rapporto Oms sull'italia: Guerra ha informato Speranza poco ore prima che fosse ritirato
Forwarded from DataBase Italia
BIMBA DI DUE ANNI MUORE DOPO AVER RICEVUTO IL VACCINO PFIZER COVID-19
La morte è stata segnalata al Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS), la versione statunitense dello schema Yellow Card visto nel Regno Unito. I dettagli mostrano che la bambina di due anni, della Virginia, ha ricevuto una seconda dose del vaccino sperimentale Pfizer il 25 febbraio 2021.
Leggi l'articolo 👇
https://www.databaseitalia.it/bimba-di-due-anni-muore-dopo-aver-ricevuto-il-vaccino-pfizer-covid-19/
La morte è stata segnalata al Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS), la versione statunitense dello schema Yellow Card visto nel Regno Unito. I dettagli mostrano che la bambina di due anni, della Virginia, ha ricevuto una seconda dose del vaccino sperimentale Pfizer il 25 febbraio 2021.
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L’Aquila. Sgomento e commozione a Molina Aterno e in Valle Subequana ha suscitato la notizia della morta improvvisa del trentatreenne Emanuele Urbani.
Il giovane, in servizio come operatore socio sanitario nell’Università del Campus Biomedico di Roma, è morto in nottata stroncato da arresto cardiaco. In paese e nel resto della Valle Subequana Emanuele era molto conosciuto e stimato. Da dicembre aveva iniziato a lavorare a Roma e tre mesi fa aveva fatto il vaccino contro il Covid. Per le prossime ore è attesa l’indagine necroscopica.
https://www.reteabruzzo.com/2021/04/19/infarto-stronca-giovane-di-molina-sgomento-in-paese/
Il giovane, in servizio come operatore socio sanitario nell’Università del Campus Biomedico di Roma, è morto in nottata stroncato da arresto cardiaco. In paese e nel resto della Valle Subequana Emanuele era molto conosciuto e stimato. Da dicembre aveva iniziato a lavorare a Roma e tre mesi fa aveva fatto il vaccino contro il Covid. Per le prossime ore è attesa l’indagine necroscopica.
https://www.reteabruzzo.com/2021/04/19/infarto-stronca-giovane-di-molina-sgomento-in-paese/
ReteAbruzzo.com
INFARTO STRONCA GIOVANE DI MOLINA, SGOMENTO IN PAESE - ReteAbruzzo.com
Sgomento e commozione a Molina Aterno e in Valle Subequana ha suscitato la notizia della morta improvvisa del trentatreenne Emanuele
Svolta sui vaccini a mRna: trattative con Big Pharma per la produzione in Italia - ilGiornale.it
https://www.ilgiornale.it/news/politica/svolta-sui-vaccini-mrna-trattative-big-pharma-produzione-1940260.html
https://www.ilgiornale.it/news/politica/svolta-sui-vaccini-mrna-trattative-big-pharma-produzione-1940260.html
ilGiornale.it
Svolta sui vaccini a mRna: trattative con Big Pharma per la produzione in Italia
Colloqui tra il governo, Moderna e CureVac. Il nodo impianti. Rezza: "Capitolo importante"
Il caso di Augusta Turiaco, 55 anni, insegnante di musica di Messina, morta lo scorso 30 marzo nelle ore successive alla somministrazione del vaccino AstraZeneca, è finito anche sul canale all-news internazionale Sky News UK.
L’insegnante siciliana si era sottoposta al vaccino AstraZeneca lo scorso 11 marzo, esprimendo la sua gioia postando un sintetico e soddisfatto “Fatto” su Facebook. Nonostante non si sentisse bene, in seguito è tornata al lavoro, postando due giorni dopo, per rassicurare gli amici preoccupati, la frase “Andrà tutto bene”.
La donna è entrata in coma il 28 marzo ed è morta il 30 marzo ed a seguito del decesso la famiglia ha deciso di presentare un esposto, così come ha fatto la moglie di Stefano Paterno’, il militare di 43 anni, morto il 9 marzo nella sua casa a Misterbianco 9 ore dopo l’inoculazione del vaccino AstraZeneca.
“Stava bene prima”
L’avvocato della famiglia, Daniela Agnello, intervistata nel servizio di Sky News, ha dichiarato: “L’ottimo stato di salute della signora Turiaco, l’assenza di patologie pregresse, il brevissimo lasso di tempo tra la somministrazione del vaccino, la comparsa dei primi malesseri, il gravissimo quadro clinico e poi la morte, riteniamo che siano tutti indizi precisi, gravi e concordanti, per richiedere indagini giudiziarie e per individuare eventuali responsabilità causali dirette o indirette che hanno portato alla morte”.
Il fratello della vittima
Il fratello Nunzio Turiaco ha dichiarato a Sky News: “Per noi è stato un fulmine a ciel sereno che si sia verificato un quadro clinico del genere. Mia sorella era in ottima salute, non prendeva farmaci perché non aveva malattie come l’ipertensione o il diabete”. La vittima era anche cittadina tedesca e dell’accaduto è stata informata l’ambasciata tedesca che segue anche il caso.
https://www.youtube.com/watch?v=YzweWXRUyyI
https://www.google.it/amp/s/www.blogsicilia.it/messina/insegnante-vaccino-astrazeneca-messina-sky/593708/amp/
L’insegnante siciliana si era sottoposta al vaccino AstraZeneca lo scorso 11 marzo, esprimendo la sua gioia postando un sintetico e soddisfatto “Fatto” su Facebook. Nonostante non si sentisse bene, in seguito è tornata al lavoro, postando due giorni dopo, per rassicurare gli amici preoccupati, la frase “Andrà tutto bene”.
La donna è entrata in coma il 28 marzo ed è morta il 30 marzo ed a seguito del decesso la famiglia ha deciso di presentare un esposto, così come ha fatto la moglie di Stefano Paterno’, il militare di 43 anni, morto il 9 marzo nella sua casa a Misterbianco 9 ore dopo l’inoculazione del vaccino AstraZeneca.
“Stava bene prima”
L’avvocato della famiglia, Daniela Agnello, intervistata nel servizio di Sky News, ha dichiarato: “L’ottimo stato di salute della signora Turiaco, l’assenza di patologie pregresse, il brevissimo lasso di tempo tra la somministrazione del vaccino, la comparsa dei primi malesseri, il gravissimo quadro clinico e poi la morte, riteniamo che siano tutti indizi precisi, gravi e concordanti, per richiedere indagini giudiziarie e per individuare eventuali responsabilità causali dirette o indirette che hanno portato alla morte”.
Il fratello della vittima
Il fratello Nunzio Turiaco ha dichiarato a Sky News: “Per noi è stato un fulmine a ciel sereno che si sia verificato un quadro clinico del genere. Mia sorella era in ottima salute, non prendeva farmaci perché non aveva malattie come l’ipertensione o il diabete”. La vittima era anche cittadina tedesca e dell’accaduto è stata informata l’ambasciata tedesca che segue anche il caso.
https://www.youtube.com/watch?v=YzweWXRUyyI
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COVID-19: Legal action launched after Italian woman dies weeks after having AstraZeneca jab
The family of an Italian woman who died weeks after having the AstraZeneca jab have launched legal action.
Augusta Turiaco experienced a very bad headache and a high temperature before falling into a coma.
She died nineteen days after having the injection.…
Augusta Turiaco experienced a very bad headache and a high temperature before falling into a coma.
She died nineteen days after having the injection.…
In Ungheria vaccinato oltre un terzo della popolazione. In questi giorni si segnala il più alto numero di decessi dall’inizio della pandemia
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha annunciato di aver concluso accordi con Pfizer e Moderna per far arrivare nel suo Paese 16 milioni di dosi aggiuntive di vaccino anti Covid entro sei mesi per garantire a tutti, inclusi i minori, una più estesa protezione contro il Coronavirus e le sue varianti: "Preparate le spalle e anche i bambini".
https://www.google.it/amp/s/www.fanpage.it/esteri/perche-israele-sta-gia-preparando-la-nuova-campagna-vaccinale-contro-il-covid/amp/
https://www.google.it/amp/s/www.fanpage.it/esteri/perche-israele-sta-gia-preparando-la-nuova-campagna-vaccinale-contro-il-covid/amp/
fanpage.it
Perché Israele sta già preparando la nuova campagna vaccinale contro il Covid
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha annunciato di aver concluso accordi con Pfizer e Moderna per far arrivare nel suo Paese 16 milioni di dosi aggiuntive di vaccino anti Covid entro sei mesi per garantire a tutti, inclusi i minori, una più estesa…
Un altro decesso in Sicilia martedì 20 aprile dopo la vaccinazione AstraZeneca.
Partinico, a tre giorni dal vaccino AstraZeneca 63enne muore per infarto.
Aveva approfittato dell’open weekend organizzato dall’assessorato regionale alla Salute e venerdì scorso si era spontaneamente presentato al centro vaccinale del distretto sanitario di Partinico per ricevere la prima dose del vaccino anticovid AstraZeneca.
Ma a distanza di appena 3 giorni, Paolo Mattina, partinicese di 63 anni, è morto al Policlinico di Palermo, a seguito di una grave crisi cardiaca.
Considerata la temporalità dell’evento funesto, il suo decesso rientra tra quelle morti sospette finite sotto la lente di ingrandimento per gli effetti collaterali che il siero potrebbe presumibilmente provocare, nonostante le continue rassicurazioni dell’Aifa.
Pare che l’uomo, abbia cominciato ad accusare i primi malori già all’indomani dall’inoculazione del vaccino e che domenica notte sia finito al pronto soccorso del nosocomio partinicese per un arresto cardiaco. I sanitari, dopo averlo rianimato, sottoposto ad una tac ed intubato, ne hanno disposto il trasferimento al Policlinico di Palermo dove Paolo Mattina sarebbe arrivato in condizioni disperate. Tutti i suoi valori sanguigni e renali risultavano alterati e una volta li avrebbe avuto un secondo attacco cardiaco che non gli ha lasciato scampo. Questa notte il suo cuore si è fermato per sempre.
Nessuna conferma, dal personale sanitario del Policlinico, sull’ipotesi che Paolo Mattina possa essere deceduto per l’insorgenza di una potenziale trombosi in combinazione con trombocitopenia. Al momento, i medici parlano solo di morte per arresto cardiaco.
L’Asp di Palermo ha comunque segnalato all’Aifa il caso dell’imprenditore “per presunto evento avverso” che si aggiunge a quelli di alcuni insegnanti morti dopo qualche giorno dal vaccino per le quali le famiglie hanno presentato un esposto in procura.
https://www.teleoccidente.it/wp/2021/04/20/partinico-a-tre-giorni-dal-vaccino-astra-zeneca-63enne-muore-per-infarto/
Partinico, a tre giorni dal vaccino AstraZeneca 63enne muore per infarto.
Aveva approfittato dell’open weekend organizzato dall’assessorato regionale alla Salute e venerdì scorso si era spontaneamente presentato al centro vaccinale del distretto sanitario di Partinico per ricevere la prima dose del vaccino anticovid AstraZeneca.
Ma a distanza di appena 3 giorni, Paolo Mattina, partinicese di 63 anni, è morto al Policlinico di Palermo, a seguito di una grave crisi cardiaca.
Considerata la temporalità dell’evento funesto, il suo decesso rientra tra quelle morti sospette finite sotto la lente di ingrandimento per gli effetti collaterali che il siero potrebbe presumibilmente provocare, nonostante le continue rassicurazioni dell’Aifa.
Pare che l’uomo, abbia cominciato ad accusare i primi malori già all’indomani dall’inoculazione del vaccino e che domenica notte sia finito al pronto soccorso del nosocomio partinicese per un arresto cardiaco. I sanitari, dopo averlo rianimato, sottoposto ad una tac ed intubato, ne hanno disposto il trasferimento al Policlinico di Palermo dove Paolo Mattina sarebbe arrivato in condizioni disperate. Tutti i suoi valori sanguigni e renali risultavano alterati e una volta li avrebbe avuto un secondo attacco cardiaco che non gli ha lasciato scampo. Questa notte il suo cuore si è fermato per sempre.
Nessuna conferma, dal personale sanitario del Policlinico, sull’ipotesi che Paolo Mattina possa essere deceduto per l’insorgenza di una potenziale trombosi in combinazione con trombocitopenia. Al momento, i medici parlano solo di morte per arresto cardiaco.
L’Asp di Palermo ha comunque segnalato all’Aifa il caso dell’imprenditore “per presunto evento avverso” che si aggiunge a quelli di alcuni insegnanti morti dopo qualche giorno dal vaccino per le quali le famiglie hanno presentato un esposto in procura.
https://www.teleoccidente.it/wp/2021/04/20/partinico-a-tre-giorni-dal-vaccino-astra-zeneca-63enne-muore-per-infarto/
Amalfi, anziana ricoverata in eliambulanza a Salerno.
In mattinata signora, sulla settantina, si era sottoposta alla prima dose del vaccino AstraZeneca al Drive Through del porto turistico di Maiori.
Ricovero urgente in eliambulanza, ieri pomeriggio, per una donna di Amalfi per sospetta ischemia cerebrale.
In mattinata la signora, sulla settantina, si era sottoposta alla prima dose del vaccino AstraZeneca al Drive Through del porto turistico di Maiori. Nel primo pomeriggio il malore che ha obbligato i familiari a richiedere l'intervento di un'ambulanza. Al presidio ospedaliero di Castiglione l'anziana è stata sottoposta a tutte le analisi necessarie che hanno rilevato una presunta ischemia cerebrale, tanto da richiedere il trasferimento immediato della paziente presso il reparto di Neurochirurgia dell'ospedale "Ruggi d'Aragona" di Salerno.
Intorno alle 16.30 l'eliambulanza si è alzata dal porto turistico di Maiori.
https://www.google.it/amp/s/www.ilvescovado.it/it/sezioni-25/cronaca-1/amalfi-anziana-ricoverata-in-eliambulanza-a-saler-97238/amp
In mattinata signora, sulla settantina, si era sottoposta alla prima dose del vaccino AstraZeneca al Drive Through del porto turistico di Maiori.
Ricovero urgente in eliambulanza, ieri pomeriggio, per una donna di Amalfi per sospetta ischemia cerebrale.
In mattinata la signora, sulla settantina, si era sottoposta alla prima dose del vaccino AstraZeneca al Drive Through del porto turistico di Maiori. Nel primo pomeriggio il malore che ha obbligato i familiari a richiedere l'intervento di un'ambulanza. Al presidio ospedaliero di Castiglione l'anziana è stata sottoposta a tutte le analisi necessarie che hanno rilevato una presunta ischemia cerebrale, tanto da richiedere il trasferimento immediato della paziente presso il reparto di Neurochirurgia dell'ospedale "Ruggi d'Aragona" di Salerno.
Intorno alle 16.30 l'eliambulanza si è alzata dal porto turistico di Maiori.
https://www.google.it/amp/s/www.ilvescovado.it/it/sezioni-25/cronaca-1/amalfi-anziana-ricoverata-in-eliambulanza-a-saler-97238/amp
www.ilvescovado.it
Amalfi, anziana ricoverata in eliambulanza a Salerno
Ricovero urgente in eliambulanza, ieri pomeriggio, per una donna di Amalfi per sospetta ischemia cerebrale. In mattinata signora, sulla settantina, si era sottoposta alla prima dose del vaccino AstraZeneca al Drive Through del porto turistico di Maiori. Nel…
https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(21)00212-7/fulltext
"In terzo luogo, da una prospettiva etica, c'è un equilibrio tra rischio e beneficio nell'offrire un vaccino COVID-19 ai bambini che offrirà un beneficio diretto minimo o nullo al ricevente, nessun beneficio al pubblico e, ancora, sconosciuto a medio termine e rischi a lungo termine per il destinatario.
"In terzo luogo, da una prospettiva etica, c'è un equilibrio tra rischio e beneficio nell'offrire un vaccino COVID-19 ai bambini che offrirà un beneficio diretto minimo o nullo al ricevente, nessun beneficio al pubblico e, ancora, sconosciuto a medio termine e rischi a lungo termine per il destinatario.
Forwarded from Paolo Bellavite
“I benefici superano i rischi”
L’EMA autorizza il vaccino JJ dicendo che “i benefici superano i rischi”. Finché hanno potuto, hanno negato i rischi, ora la propaganda ha trovato subito un altro slogan.
Ormai è un mantra. Più lo ripeti e più ti rilassi.
I benefici superano i rischi
I benefici superano i rischi
I benefici....
Un discorso apparentemente scientifico ma che non è accettabile, nel contesto della martellante propaganda accompagnata da disinformazione, obblighi e ricatti vaccinali.
Quali benefici e soprattutto quanti?
Quali rischi e soprattutto quanti? Quanto sono “rari” gli eventi trombotici?
Ma credete veramente che esistano solo i “coaguli di sangue con piastrine basse”?
Non vi sorge il dubbio che le piastrinopenie siano solo una rara evenienza delle frequenti trombosi?
Ma avete studiato ematologia?
E credete veramente che le “rare” segnalazioni “spontanee” riflettano il fenomeno reale?
E se “i benefici superano i rischi”, perché non lo iniettate nei giovani?
Per loro stessa ammissione: NON SI SA. “LE INDAGINI PROSEGUONO”.
Stanno facendo una SPERIMENTAZIONE. Una vera e propria sperimentazione di massa.
Ma se anche fosse vero che “i benefici superano i rischi” (per me che sono sano, evito assembramenti, arieggio la casa, vado in montagna, prendo flavonoidi e se muoio ... spero nella misericordia divina), DI QUANTO superano i rischi?
La Scienza è quantitativa. Ammettiamo per ipotesi che i “benefici” (protezione dalle forme gravi di covid) superassero i “rischi” (lesioni gravi o morte da vaccino) di 10 volte in una certa categoria di persone. Questo rischio PER UNA CAMPAGNA VACCINALE NON SAREBBE ACCETTABILE. Vorrebbe dire che su 10 milioni di persone che hanno POTENZIALMENTE un beneficio ci sarebbero POTENZIALMENTE 1 milione di danneggiati. Se il beneficio fosse di 100 volte, ci sarebbero 100.000 danneggiati. Una strage, un genocidio. E gli indennizzi previsti per legge - ammesso che li concedessero - costerebbero cifre inimmaginabili.
Bisogna ricordare che il cosiddetto vaccino non è un farmaco dato per guarire da una malattia presente, è
un prodotto patogeno iniettato in persone SANE per procurare una reazione al fine di prevenire una malattia IPOTETICA, evitabile con vari mezzi e curabile.
E comunque, IN QUESTE CONDIZIONI, l’obbligo o il ricatto vaccinale sono totalmente inaccettabili e incostituzionali. Io che sono sanissimo oggi non posso andare a trovare mia figlia in un altro Paese europeo perché non sono stato inoculato con un ADENOVIRUS OGM CHE MI METTE A RISCHIO DI TROMBOSI o MALATTIA AUTOIMMUNE e di cui non sento affatto il bisogno. E dovrei rifarlo ogni anno a venire e per più virus.
Un adenovirus OGM che neppure proteggerebbe mia figlia dal contagio se me lo inoculassero e io restassi portatore asintomatico.
È UNA MOSTRUOSA INGIUSTIZIA.
L’EMA autorizza il vaccino JJ dicendo che “i benefici superano i rischi”. Finché hanno potuto, hanno negato i rischi, ora la propaganda ha trovato subito un altro slogan.
Ormai è un mantra. Più lo ripeti e più ti rilassi.
I benefici superano i rischi
I benefici superano i rischi
I benefici....
Un discorso apparentemente scientifico ma che non è accettabile, nel contesto della martellante propaganda accompagnata da disinformazione, obblighi e ricatti vaccinali.
Quali benefici e soprattutto quanti?
Quali rischi e soprattutto quanti? Quanto sono “rari” gli eventi trombotici?
Ma credete veramente che esistano solo i “coaguli di sangue con piastrine basse”?
Non vi sorge il dubbio che le piastrinopenie siano solo una rara evenienza delle frequenti trombosi?
Ma avete studiato ematologia?
E credete veramente che le “rare” segnalazioni “spontanee” riflettano il fenomeno reale?
E se “i benefici superano i rischi”, perché non lo iniettate nei giovani?
Per loro stessa ammissione: NON SI SA. “LE INDAGINI PROSEGUONO”.
Stanno facendo una SPERIMENTAZIONE. Una vera e propria sperimentazione di massa.
Ma se anche fosse vero che “i benefici superano i rischi” (per me che sono sano, evito assembramenti, arieggio la casa, vado in montagna, prendo flavonoidi e se muoio ... spero nella misericordia divina), DI QUANTO superano i rischi?
La Scienza è quantitativa. Ammettiamo per ipotesi che i “benefici” (protezione dalle forme gravi di covid) superassero i “rischi” (lesioni gravi o morte da vaccino) di 10 volte in una certa categoria di persone. Questo rischio PER UNA CAMPAGNA VACCINALE NON SAREBBE ACCETTABILE. Vorrebbe dire che su 10 milioni di persone che hanno POTENZIALMENTE un beneficio ci sarebbero POTENZIALMENTE 1 milione di danneggiati. Se il beneficio fosse di 100 volte, ci sarebbero 100.000 danneggiati. Una strage, un genocidio. E gli indennizzi previsti per legge - ammesso che li concedessero - costerebbero cifre inimmaginabili.
Bisogna ricordare che il cosiddetto vaccino non è un farmaco dato per guarire da una malattia presente, è
un prodotto patogeno iniettato in persone SANE per procurare una reazione al fine di prevenire una malattia IPOTETICA, evitabile con vari mezzi e curabile.
E comunque, IN QUESTE CONDIZIONI, l’obbligo o il ricatto vaccinale sono totalmente inaccettabili e incostituzionali. Io che sono sanissimo oggi non posso andare a trovare mia figlia in un altro Paese europeo perché non sono stato inoculato con un ADENOVIRUS OGM CHE MI METTE A RISCHIO DI TROMBOSI o MALATTIA AUTOIMMUNE e di cui non sento affatto il bisogno. E dovrei rifarlo ogni anno a venire e per più virus.
Un adenovirus OGM che neppure proteggerebbe mia figlia dal contagio se me lo inoculassero e io restassi portatore asintomatico.
È UNA MOSTRUOSA INGIUSTIZIA.
Pass vaccinale. Soluzione ben pensata per non essere operativa mai e poi mai.
di Alessandro Robecchi
Non è facile vivere in un Paese eternamente sospeso tra il Medioevo e la fantascienza, tra l’eterno film di Totò e Matrix, dove si sognano sviluppi incredibili e futuristici e intanto ci si dibatte con un presente che arranca. Qualcuno ricorderà l’app Immuni, per fare un esempio, che di questa sindrome dei piedi ben piantati nella palude e del dito che indica le stelle fu una metafora perfetta. La propaganda dei primi mesi di pandemia (tutti i giornali e i media, tutti i politici, tutti) tendevano a colpevolizzare i cittadini perché non installavano questa benedetta app, che ci avrebbe avvertito di contatti ravvicinati con gli infetti. Si agitò il fantasma della privacy (“Vergogna! Date i vostri dati a Facebook e poi vi allarmate per un’app che vi salva la vita!”), si accusarono gli italiani di diffidenza e di scarsa collaborazione, con un copione che la pandemia ha santificato e applicato alla lettera ogni giorno: dare la colpa ai cittadini.
Naturalmente la privacy non c’entrava niente, quel che fece naufragare malamente l’app immuni fu semplicemente il salto troppo lungo (da Totò a Matrix, appunto), con la pretesa che una segnalazione dell’app arrivasse alla Asl in tempo reale, e da quella partissero lancia in resta, in pochi minuti, falangi di tracciatori in grado di individuare, che so, tutti quelli seduti su un tram a una certa ora. Pura fantascienza e, com’era ovvio, non se ne parlò più.
Siccome non si impara mai veramente dalle esperienze negative (che si preferisce dimenticare, piuttosto che usarle per trarne lezione), ecco ora la favola bella del pass vaccinale. Buttato lì quasi per caso, tra le righe, dal presidente del Consiglio Draghi, il pass vaccinale non si sa esattamente cosa sia, chi lo debba rilasciare, come funzionerà nella pratica. Il sogno, ovvio, sarebbe avere memorizzata sulla tessera sanitaria la propria situazione in relazione al Covid, se l’hai fatto, se sei vaccinato, se hai fatto un tampone di recente. In sostanza, la cosa è piuttosto facile da dire, ma piuttosto difficile da fare: fornire un documento credibile (cioè non falsificabile, emesso da qualche ente con tutti i crismi dell’ufficialità) a cinquanta milioni di italiani, e farlo entro l’estate, in meno di due mesi, è un progetto bellissimo che ha la stessa fattibilità di portare fuori il cane su Saturno.
Senza contare le ricadute sulla vita di ognuno di noi. La nonna vaccinata può viaggiare, il figlio cinquantenne aspetta il vaccino, quindi no, i nipoti sotto i diciott’anni li vaccineranno forse nel 2023, i tamponi molecolari hanno bisogno di prenotazioni, tempo e file, bisogna aspettare l’esito e partire entro 48 ore, sennò bisogna rifarlo. Aggiungete a piacere, magari immaginando una macchina che parte verso il Sud per le vacanze con a bordo, un vaccinato, due no, un ragazzino, un tamponato. Ognuno con il suo documento a portata di mano per i controlli. Senza contare i costi: se fai il tampone vai in vacanza (o al cinema? A un concerto?), altrimenti no, che è – da qualunque parte la su guardi – una discriminazione anche economica, perché il mercato dei tamponi impazza e i prezzi sono molto diversi da città a città (con Milano più cara di tutti, che ve lo dico a fare). Insomma, la soluzione è ben pensata per non essere operativa mai, oppure operativa con qualche milione di eccezioni, che è lo stesso, e ci rimarrà tra le mani la vecchia cara autocertificazione che ci facciamo noi, con le nostre manine, come ai vecchi tempi dell’app Immuni, parlandone da viva.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/04/21/pass-vaccinale-soluzione-ben-pensata-per-non-essere-operativa-mai-e-poi-mai/6172641/amp/
di Alessandro Robecchi
Non è facile vivere in un Paese eternamente sospeso tra il Medioevo e la fantascienza, tra l’eterno film di Totò e Matrix, dove si sognano sviluppi incredibili e futuristici e intanto ci si dibatte con un presente che arranca. Qualcuno ricorderà l’app Immuni, per fare un esempio, che di questa sindrome dei piedi ben piantati nella palude e del dito che indica le stelle fu una metafora perfetta. La propaganda dei primi mesi di pandemia (tutti i giornali e i media, tutti i politici, tutti) tendevano a colpevolizzare i cittadini perché non installavano questa benedetta app, che ci avrebbe avvertito di contatti ravvicinati con gli infetti. Si agitò il fantasma della privacy (“Vergogna! Date i vostri dati a Facebook e poi vi allarmate per un’app che vi salva la vita!”), si accusarono gli italiani di diffidenza e di scarsa collaborazione, con un copione che la pandemia ha santificato e applicato alla lettera ogni giorno: dare la colpa ai cittadini.
Naturalmente la privacy non c’entrava niente, quel che fece naufragare malamente l’app immuni fu semplicemente il salto troppo lungo (da Totò a Matrix, appunto), con la pretesa che una segnalazione dell’app arrivasse alla Asl in tempo reale, e da quella partissero lancia in resta, in pochi minuti, falangi di tracciatori in grado di individuare, che so, tutti quelli seduti su un tram a una certa ora. Pura fantascienza e, com’era ovvio, non se ne parlò più.
Siccome non si impara mai veramente dalle esperienze negative (che si preferisce dimenticare, piuttosto che usarle per trarne lezione), ecco ora la favola bella del pass vaccinale. Buttato lì quasi per caso, tra le righe, dal presidente del Consiglio Draghi, il pass vaccinale non si sa esattamente cosa sia, chi lo debba rilasciare, come funzionerà nella pratica. Il sogno, ovvio, sarebbe avere memorizzata sulla tessera sanitaria la propria situazione in relazione al Covid, se l’hai fatto, se sei vaccinato, se hai fatto un tampone di recente. In sostanza, la cosa è piuttosto facile da dire, ma piuttosto difficile da fare: fornire un documento credibile (cioè non falsificabile, emesso da qualche ente con tutti i crismi dell’ufficialità) a cinquanta milioni di italiani, e farlo entro l’estate, in meno di due mesi, è un progetto bellissimo che ha la stessa fattibilità di portare fuori il cane su Saturno.
Senza contare le ricadute sulla vita di ognuno di noi. La nonna vaccinata può viaggiare, il figlio cinquantenne aspetta il vaccino, quindi no, i nipoti sotto i diciott’anni li vaccineranno forse nel 2023, i tamponi molecolari hanno bisogno di prenotazioni, tempo e file, bisogna aspettare l’esito e partire entro 48 ore, sennò bisogna rifarlo. Aggiungete a piacere, magari immaginando una macchina che parte verso il Sud per le vacanze con a bordo, un vaccinato, due no, un ragazzino, un tamponato. Ognuno con il suo documento a portata di mano per i controlli. Senza contare i costi: se fai il tampone vai in vacanza (o al cinema? A un concerto?), altrimenti no, che è – da qualunque parte la su guardi – una discriminazione anche economica, perché il mercato dei tamponi impazza e i prezzi sono molto diversi da città a città (con Milano più cara di tutti, che ve lo dico a fare). Insomma, la soluzione è ben pensata per non essere operativa mai, oppure operativa con qualche milione di eccezioni, che è lo stesso, e ci rimarrà tra le mani la vecchia cara autocertificazione che ci facciamo noi, con le nostre manine, come ai vecchi tempi dell’app Immuni, parlandone da viva.
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Il Fatto Quotidiano
Pass vaccinale. Soluzione ben pensata per non essere operativa mai e poi mai - Il Fatto Quotidiano
Non è facile vivere in un Paese eternamente sospeso tra il Medioevo e la fantascienza, tra l’eterno film di Totò e Matrix, dove si sognano sviluppi incredibili e futuristici e intanto ci si dibatte con un presente che arranca. Qualcuno ricorderà l’app Immuni…