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Forwarded from Byoblu
LA TESTIMONIANZA DI UN POMPIERE: ICTUS AI VACCINATI. IL VIDEO CENSURATO DA YOUTUBE

Un pompiere di Lione ha testimoniato in un video diventato virale in Francia che sta trasportando moltissime persone sospettate di ictus dopo la vaccinazione Covid.

https://go.byoblu.com/SospettoIctusVaccinati
Un medico di famiglia locale della BC sostiene di essere stato rimproverato dai funzionari sanitari dopo aver parlato delle presunte complicazioni del vaccino Moderna durante la somministrazione del farmaco ai pazienti. 

Secondo il dottor Charles Hoffe di Lytton, BC, è stato sospeso dal turno di emergenza del St. Bartholomew's Health Centre a causa della presunta "esitazione vaccinale" che le sue affermazioni hanno causato. 
https://tnc.news/2021/05/25/bc-doctor-stripped-of-er-shifts-after-raising-covid-vaccine-side-effect-concerns/
Muore dopo un malore, in mattinata aveva fatto la seconda dose di vaccino

È accaduto a Cosenza, in via Popilia: la vittima, un 66enne, nel pomeriggio aveva accusato mal di stomaco. Verifiche in corso

27 maggio 2021

COSENZA Un uomo di 66 anni, Antonio Perseu, è morto nel pomeriggio a Cosenza. L’uomo era uscito di casa per comprare le sigarette ed era alla guida della propria auto, una Fiat Punto, quando ha iniziato a sentirsi male. Durante il tragitto ha avvertito un malore e si è accasciato all’interno dell’auto. Ad accorgersi del corpo alcuni passanti, che hanno immediatamente allertato i soccorsi. Il fatto è accaduto nella centralissima via Popilia. Secondo quanto si apprende, in mattinata aveva ricevuto la seconda dose di vaccino anti Covid-19 e nel pomeriggio aveva riferito di avere mal di stomaco. Sul posto sono giunti i sanitari del 118, gli agenti della polizia municipale di Cosenza e il medico legale per le verifiche del caso. Si attende la decisione del magistrato.

https://www.corrieredellacalabria.it/2021/05/27/muore-dopo-un-malore-in-mattinata-aveva-fatto-la-seconda-dose-di-vaccino/
"Efficacia del vaccino COVID-19: l'elefante (non) nella stanza"
Pubblicato: 20 aprile 2021

"Circa 96 vaccini COVID-19 sono in vari stadi di sviluppo clinico.1 Al momento, abbiamo i risultati provvisori di quattro studi pubblicati su riviste scientifiche (sul vaccino mRNA Pfizer – BioNTech BNT162b2,2 vaccino mRNA-1273 del Moderna-US National Institutes of Health [NIH],3 il vaccino AstraZeneca – Oxford ChAdOx1 nCov-19,4 e il vaccino Gamaleya GamCovidVac [Sputnik V])5 e tre studi attraverso i documenti informativi della Food and Drug Administration (FDA) statunitense (sul Pfizer–BioNTech,6 Moderna – NIH,7 e Johnson & Johnson [J&J] Ad26.COV2.S vaccini).8 Inoltre, estratti di questi risultati sono stati ampiamente comunicati e discussi attraverso comunicati stampa e media, a volte in modi fuorvianti.

Sebbene l'attenzione si sia concentrata sull'efficacia dei vaccini e sul confronto della riduzione del numero di casi sintomatici, comprendere appieno l'efficacia dei vaccini è meno semplice di quanto possa sembrare.
A seconda di come viene espressa la dimensione dell'effetto, potrebbe emergere un'immagine abbastanza diversa ( ...)

L'efficacia del vaccino è generalmente riportata come una riduzione del rischio relativo (RRR). Utilizza il rischio relativo (RR), ovvero il rapporto tra i tassi di attacco con e senza vaccino, espresso come 1-RR. La classificazione in base all'efficacia riportata fornisce riduzioni del rischio relativo del 95% per i vaccini Pfizer – BioNTech, 94% per Moderna – NIH, 90% per Gamaleya, 67% per J&J e 67% per AstraZeneca – Oxford. Tuttavia, la RRR dovrebbe essere vista nel contesto del rischio di essere infettati e ammalarsi di COVID-19, che varia tra le popolazioni e nel tempo. Sebbene l'RRR consideri solo i partecipanti che potrebbero beneficiare del vaccino, la riduzione del rischio assoluto (ARR), che è la differenza tra i tassi di attacco con e senza un vaccino, considera l'intera popolazione. Gli ARR tendono ad essere ignorati perché danno una dimensione dell'effetto molto meno impressionante rispetto agli RRR.

L'ARR viene anche utilizzato per ricavare una stima dell'efficacia del vaccino, che è il numero necessario per vaccinare (NNV) per prevenire un altro caso di COVID-19 come 1/ARR. I NNV portano una prospettiva diversa: 76 per il Moderna – NIH, 78 per AstraZeneca – Oxford, 80 per Gamaleya, 84 per J&J e 117 per i vaccini Pfizer – BioNTech.

La spiegazione sta nella combinazione dell'efficacia del vaccino e dei diversi rischi di fondo di COVID-19 negli studi: 0,9% per Pfizer – BioNTech, 1% per Gamaleya, 1,4% per Moderna – NIH, 1,8% per il J&J e l'1,9% per i vaccini AstraZeneca – Oxford.
ARR (e NNV) sono sensibili al rischio di fondo - maggiore è il rischio, maggiore è l'efficacia - come esemplificato dalle analisi del vaccino J&J su casi confermati centralmente rispetto a tutti i casi:sia il numeratore che il denominatore cambiano, RRR non cambia (66-67%), ma l'aumento di un terzo dei tassi di attacco nel gruppo non vaccinato (da 1,8% a 2,4%) si traduce in una diminuzione di un quarto in NNV (da 84 a 64).

Ci sono molte lezioni da imparare dal modo in cui vengono condotti gli studi e vengono presentati i risultati. Con l'uso di soli RRR e l'omissione di ARR, viene introdotto il bias di segnalazione, che influisce sull'interpretazione dell'efficacia del vaccino.

Quando si comunica l'efficacia del vaccino, in particolare per le decisioni di salute pubblica come la scelta del tipo di vaccini da acquistare e distribuire, avere un quadro completo di ciò che i dati mostrano effettivamente è importante e garantire che i confronti siano basati sulle prove combinate che mettono i risultati della sperimentazione del vaccino è importante anche nel contesto e non solo guardare a una misura di sintesi.

Tali decisioni dovrebbero essere adeguatamente informate da una comprensione dettagliata dei risultati dello studio, che richiedono l'accesso a set di dati completi e un esame e analisi indipendenti.
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Sfortunatamente, il confronto dei vaccini sulla base dei dati degli studi (ad interim) attualmente disponibili è reso ancora più difficile da protocolli di studio disparati, inclusi gli endpoint primari (come quello che è considerato un caso COVID-19 e quando viene valutato), i tipi di placebo , popolazioni di studio, rischi di fondo di COVID-19 durante lo studio, durata dell'esposizione e diverse definizioni di popolazioni per analisi sia all'interno che tra gli studi, nonché definizioni di endpoint e metodi statistici per l'efficacia. È importante sottolineare che ci rimane la domanda senza risposta se un vaccino con una data efficacia nella popolazione in studio avrà la stessa efficacia in un'altra popolazione con diversi livelli di rischio di fondo di COVID-19. Questa non è una domanda banale perché l'intensità di trasmissione varia da paese a paese, influenzato da fattori quali interventi di sanità pubblica e varianti di virus. L'unica indicazione riportata sull'efficacia del vaccino è la campagna di vaccinazione di massa israeliana che utilizza il prodotto Pfizer-BioNTech.
Sebbene il design e la metodologia siano radicalmente diversi dallo studio randomizzato,2 Dagan e colleghi11riportare un RRR del 94%, che è essenzialmente lo stesso dell'RRR dello studio di fase 3 (95%) ma con un ARR dello 0,46%, che si traduce in un NNV di 217 (quando l'ARR era dello 0,84% e il NNV era 119 nello studio di fase 3). Ciò significa che in un contesto di vita reale, potrebbe essere necessario vaccinare 1,8 volte più soggetti per prevenire un caso in più di COVID-19 rispetto a quanto previsto nel corrispondente studio clinico.
Gli studi di fase 3 non coordinati non soddisfano i requisiti di salute pubblica; gli studi su piattaforma progettati per affrontare questioni rilevanti per la salute pubblica con un protocollo comune consentiranno di prendere decisioni informate da criteri comuni e una valutazione uniforme.

Queste considerazioni sull'efficacia si basano su studi che misurano la prevenzione dell'infezione da COVID-19 da lieve a moderata; non sono stati progettati per trarre conclusioni sulla prevenzione dell'ospedalizzazione, di malattie gravi o della morte, o sulla prevenzione dell'infezione e del potenziale di trasmissione. La valutazione dell'idoneità dei vaccini deve considerare tutti gli indicatori e coinvolgere sicurezza, implementabilità, disponibilità e costi".
https://www.thelancet.com/journals/lanmic/article/PIIS2666-5247(21)00069-0/fulltext
Colpita da trombosi: grave donna di 61 anni di Serina (Bergamo)

Le sue condizioni sono stazionarie in Terapia intensiva all’ospedale Papa Giovanni XXIII. Ricoverata il 17 maggio, era stata vaccinata 2 settimane prima a Zogno con AstraZeneca

26 maggio 2021

Stazionaria, ricoverata in Terapia intensiva. «Il nostro unico obiettivo è curarla e guarirla», è quanto affermano i vertici dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo: qui, nell’Area critica che è diretta da Luca Lorini, è ricoverata dal 17 maggio una donna di 61 anni di Serina. È arrivata in pronto soccorso dopo giorni di pesanti disturbi: le sono stati diagnosticati eventi trombotici cerebrali e una piastrinopenia. Sono entrambi effetti collaterali, contemplati nel foglietto illustrativo, del vaccino AstraZeneca . E proprio quel vaccino è stato somministrato, nel centro vaccinale di Zogno, alla donna di 61 anni di Serina, due settimane prima che cominciasse ad accusare i sintomi, sempre più gravi, per i quali è stata poi trasportata d’urgenza al pronto soccorso del «Papa Giovanni» di Bergamo. Come è previsto dalla prassi, è stata fatta la segnalazione alla farmacovigilanza dell’Aifa, Agenzia italiana del farmaco, dell’evento trombotico che ha colpito la sessantunenne. «Ma non c’è alcun indizio che possa far pensare al momento che l’evento trombotico che ha colpito la paziente sia legato alla somministrazione del vaccino. Né c’è evidenza di correlazione. Questo è lo stato dell’arte della situazione», rimarca Fabio Pezzoli, direttore sanitario dell’Asst Papa Giovanni XXIII. Né pare, peraltro, che i familiari in queste ore abbiano avanzato richieste di perizie e approfondimenti per la ricerca di eventuale causalità tra il vaccino e l’evento trombotico che ha colpito la donna.

È la prima volta che a Bergamo si registra un evento trombotico su una persona dopo il vaccino. E, va rimarcato, la fascia d’età della paziente ora ricoverata al Papa Giovanni in condizioni giudicate stazionarie, rientrava proprio in quella per cui sia l’Ema, Ente europeo di controllo sui farmaci, che Aifa avevano indicato l’utilizzo del vaccino prodotto da AstraZeneca. In precedenza, come è noto, la somministrazione di questo vaccino (il cui nuovo nome commerciale è ora Vaxzevria) era stata sospesa prima dall’Ema e poi dall’Aifa per procedere con approfondimenti in seguito a una serie di eventi trombotici che si erano registrati in diversi Paesi Europei (Italia compresa). La sospensione della somministrazione, che era in un primo momento consigliata dagli enti regolatori nella fascia d’età inferiore ai 60 anni, è stata poi annullata, e la somministrazione era ripresa, ma con l’indicazione sia di Ema, sia di Aifa, per un uso consigliato (ma non obbligatorio), nella fascia d’età dei 60 anni in su, target in cui non si erano registrati eventi trombotici in seguito al vaccino.

https://www.ecodibergamo.it/stories/premium/Cronaca/colpita-da-trombosi-grave-donna-di-61-anni-di-serina_1397128_11/
Ops
08/2019
"Gli scienziati hanno sviluppato nanoparticelle magnetiche in grado di modulare in remoto i circuiti neurali"

"Attualmente, i ricercatori di neuroscienze fanno molto affidamento su procedure invasive per stimolare e registrare l'attività neurale degli animali da esperimento. Un team di scienziati del MIT ha costruito un tipo di nanoparticella magnetica sensibile al calore in grado di fornire stimolanti chimici in profondità nei tessuti cerebrali e rilasciarli su richiesta, fornendo un nuovo mezzo per modulare a distanza i comportamenti dei soggetti del test.

➡️LE PARTICELLE LIPOSOMIALI⬅️ sono minuscole strutture simili a bolle spesso costituite da doppi strati di fosfolipidi. Grazie alla loro biocompatibilità, capacità di intrappolare una varietà di molecole piccole e grandi e versatilità di adottare una vasta gamma di proprietà fisico-chimiche e biologiche, i liposomi sono un vettore popolare nella scienza biomedica, in grado di fornire qualsiasi cosa, dal DNA plasmidico per l'editing genico, a Chemio-agenti citotossici nella terapia del cancro.

Le nanoparticelle magnetiche (MNP) possono essere prodotte aggiungendo ossido di ferro a queste bolle lipidiche". [...]
https://www.labroots.com/trending/chemistry-and-physics/15530/scientists-developed-magnetic-nanoparticles-remotely-modulate-neural-circuits
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Pesaro. Va a vaccinarsi, esce a piedi dall’Hub e frastornato sbatte contro un albero

28 maggio 2021

Si era vaccinato una mezzora prima, nell’hub di Muraglia. Ma al momento di tornare all’auto dopo il quarto d’ora di attesa, un uomo di mezza età, ieri, non è partito. E’ ridisceso. Ha camminato qualche metro ma poi è andato a sbattere, a piedi, contro un albero. Cadendo a terra. Subito soccorso da chi stava passando, l’uomo è apparso frastornato. E’ stata chiamata un’ambulanza per le prime cure. Da quanto si è appreso, il malcapitato è stato accompagnato al pronto soccorso per essere sottoposto a controlli per stabilire un eventuale nesso con la vaccinazione.

https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/va-a-vaccinarsi-esce-e-sbatte-a-piedi-contro-un-albero-1.6414485
Coronavirus nel mondo, in India rallentano i nuovi casi. Paradosso Cile: 50% popolazione vaccinata ma contagi mai così alti

L'India ha riportato 173.790 nuove infezioni nelle ultime 24 ore, il suo aumento giornaliero più basso in 45 giorni. Brasile verso 460mila vittime

29 Maggio, 2021

L'India ha riportato 173.790 nuove infezioni da coronavirus nelle ultime 24 ore, il suo aumento giornaliero più basso in 45 giorni, mentre i decessi sono aumentati di 3.617. Il conteggio delle infezioni della nazione asiatica a quota 27,7 milioni, con il bilancio delle vittime a 322.512, secondo i dati del ministero della salute.
 
Il caso Cile

Il Cile ha registrato oggi la seconda quota giornaliera piu' alta di contagi da oronavirus dall'inizio della pandemia con 8.680 nuovi casi, secondo dati ufficiali. Questo nonostante il 52 per cento della popolazione risulti gia' vaccinato con entrambe le dosi. "Assistiamo a questo aumento dei casi con preoccupazione. La cosa piu' importante e' mantenere sempre le misure di prevenzione mentre i cittadini continuano la vaccinazione", ha detto il ministro della Salute, Enrique Paris, in una conferenza stampa. Il numero totale dei contagi dall'inizio della pandemia si e' quindi attestato a 1,36 milioni di infezioni, mentre sono 28.928 i morti con 119 decessi nelle ultime 24 ore. "Solo quattro (delle 16) regioni diminuiscono i loro casi negli ultimi sette giorni", ha aggiunto Paris, che ha sottolineato che Il tasso di positivita' nazionale si e' attestato ancora una volta per il quinto giorno consecutivo sopra il 10 per cento con oltre 72.000 tamponi effettuati.
 
In Brasile 460mila vittime

Quasi 460 mila i decessi per covid-19 in Brasile. Nelle ultime 24 ore 49.768 i nuovi casi e 2.371 i morti a causa del coronavirus. Il Paese registra un totale di 459.045 morti dall'inizio della pandemia. Il ministero della Salute, nel suo più recente bollettino epidemiologico, ha indicato che nelle ultime 24 ore  il numero di contagiati è diminuito (-26,23%) ma si è registrato un lieve aumento dei decessi giornalieri (5,61%) rispetto alle 24 ore precedenti.

https://www.google.it/amp/s/www.repubblica.it/esteri/2021/05/29/news/coronavirus_nel_mondo-303278920/amp/
Stefano Paternò è morto a causa del fenomeno ADE innescato dal vaccino Covid. Ma sul sito del Ministero della Salute campeggia ancora l’affermazione “Non ci sono evidenze scientifiche che i vaccini anti Covid-19 inneschino l’ADE” (sito Ministero della Salute - Sezione Coronavirus Fake News)

Siracusa, morte del sottoufficiale Paternò dopo AstraZeneca: “Sussiste correlazione tra decesso e vaccino”

Il risultato dell’indagine dei periti della Procura di Siracusa

29 maggio 2021

La Procura di Siracusa si è pronunciata sulla morte del sottoufficiale della Marina Militare Stefano Paternò, avvenuta l’8 marzo scorso, dopo che questi si era sottoposto alla vaccinazione con il siero AstraZeneca.
I consulenti tecnici che si sono occupati delle indagini hanno confermato la correlazione diretta tra morte e inoculazione del vaccino: “sussiste correlazione eziologica tra il decesso e la somministrazione del vaccino avente codice lotto fiala ABV2856 intervenuta presso l’ospedale militare di Augusta in data 8 marzo 2021″. La morte è quindi dovuta a una precedente infezione da Sars-CoV-2 decorsa in maniera asintomatica che ha portato allo sviluppo della sindrome post-vaccinica chiamata ADE (Antibody Dependent Enhancement).
In parole semplici: Paternò aveva avuto il Covid-19, non se ne era accorto perché senza sintomi, si è vaccinato ed è morto perché aveva già sviluppato gli anticorpi. Questo surplus di anticorpi ha scatenato una “esagerata risposta infiammatoria” e la morte è avvenuta per “arresto irreversibile delle funzioni vitali, consecutivo a sindrome da distress respiratorio acuto”. Nessuna trombosi, quindi, come si era detto inizialmente, ma un fenomeno infiammatorio violento e fatale a causa del quale i polmoni non sono stati più in grado di funzionare.
I risultati degli esami istologici hanno infatti accertato “la presenza di elevati livelli di IL-6, una citochina espressione dell’attivazione di un processo infiammatorio intenso che appartiene alla manifestazione clinica della malattia, nel periodo della cosiddetta «tempesta citochinica», ma che può appartenere alla sindrome post-vaccinica denominata ADE (Antibody Dependent Enhancement)” afferma il procuratore capo di Siracusa Sabrina Gambino che ha coordinato l’inchiesta. Visto che l’ADE conduce a una eccessiva attivazione immunitaria si è attivato un meccanismo che ha portato a un danno tissutale polmonare fatale con l’evoluzione verso un quadro di sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS).
I risultati dell’indagine su tale vicenda hanno reso ancora più chiara una questione alla quale si è data finora troppa poca importanza e che nel sito del Ministero della Salute viene addirittura riportata tra le fake news intorno al Sars-CoV-2, cioè la necessità (che dovrebbe diventare prassi se non addirittura un obbligo) di fare il test sierologico prima di sottoporsi a vaccinazione. Se Paternò si fosse sottoposto al test sierologico quantitativo prima di vaccinarsi forse oggi sarebbe ancora vivo.
Nel portale del Ministero della Salute si legge “allo stato attuale non risulta necessario fare test sierologici (test sul sangue) per rilevare la presenza di anticorpi contro Sars-CoV-2 prima di sottoporsi alla vaccinazione. I vaccini sono, infatti, indicati anche per le persone che hanno già contratto il Covid-19 e che, dunque, hanno sviluppato anticorpi”. E ancora “Non ci sono evidenze scientifiche che i vaccini anti Covid-19 inneschino l’ADE, cioè l’«Antibody Dependent Enhancement», reazione per cui alcuni anticorpi anziché bloccare un virus ne facilitano il suo ingresso nelle cellule. I vaccini autorizzati dalle autorità competenti EMA e AIFA, che sono attualmente in corso di somministrazione, fanno produrre anticorpi in modo selettivo contro la proteina Spike presente sul coronavirus e la loro azione è volta a bloccare l’ingresso del virus nelle cellule. I vaccini, quindi, non possono determinare l’ADE né in coloro che si vaccinano senza aver contratto l’infezione da nuovo coronavirus, né nelle persone che si vaccinano dopo aver contratto l’infezione”.
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Questo concetto è rimarcato anche nella circolare del Ministero della Salute del 3 marzo 2021 nel quale è riportato “come da indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’esecuzione di test sierologici volti a individuare la positività anticorpale nei confronti del virus o di altro tipo di test, non è raccomandata ai fini del processo decisionale vaccinale”.
Forse è giunto il momento di usare più cautela prima di sottoporsi a vaccinazione e di impiegare tutte le armi a oggi disponibili non solo per debellare il virus ma anche per tutelare al massimo la salute dei cittadini. Approfondire la relazione appena confermata dai periti della Procura è d’obbligo sia per aggiornare i siti istituzionali, cui i cittadini fanno riferimento per fugare i loro ragionevoli dubbi, sia per aggiornare le schede tecniche dei vaccini contro il Covid-19.

https://www.ilgiornaledipantelleria.it/siracusa-morte-del-sottoufficiale-paterno-dopo-astrazeneca-sussiste-correlazione-tra-decesso-e-vaccino/

Portale Ministero della Salute - Sezione Coronavirus Fake News

https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/archivioFakeNewsNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&tagId=881

Circolare Ministero della Salute del 3 marzo 2021

https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2021&codLeg=79033&parte=1%20&serie=null
Covid, variante indiana in Inghilterra: ricoverati in ospedale anche i già vaccinati

Seimila casi accertati, 200 in ospedale: 45 avevano già ricevuto la vaccinazione

Londra, 29 maggio 2021 - Ormai la chiamano variante indiana bis e, oltre manica, sta diventando la minaccia più seria verso il ritorno alla normalità. Già perché la nuova mutazione del coronavirus che ha fatto risalire l’indice Rt sopra 1- in Inghlilterra non capitava da gennaio - può resistere alla vaccinazione. Lo dimostrano i dati pubblicati nel report settimanale dal Public Health England, l'agenzia operativa sotto l'egida del ministero della salute britannico che monitora l'andamento del contagio attraverso puntuali rilevazioni tra la popolazione sintomatica, guarita e ospedaliazzata. Ebbene, al 25 maggio sono stati accertati 5.599 casi di variante indiana bis (B.1.617.1) di questi 936 hanno già ricevuto la prima dose di vaccinazione e 117 addirittura 2 dosi. 
Una delle maggiore preoccupazioni riguarda il dato degli ospedalizzati per gli effetti della variante indiana bis che ha già causato 201 ricoveri: tra questi, 45 erano già stati vaccinati da 21 giorni con una dosa e 5 con doppia dose. E' per questo motivo che nel Regno Unito, il primo paese in Europa ad aver immunizzato la stragrande maggioranza della popolazione, l'attenzione è altissima, pur senza cadere in allarmismi inutili. Di certo, la riapertura generalizzata di quasi tutte le attività potrebbe è stata salutata come una conquista senza ritorno ma non è escluso che una recrudescenza ulteriore dell'epidemia possa portare a nuove misure. Del resto, in una sola settimana i contagi sono raddoppiati e questo potrebbe rallentare l'ultimo miglio della road map delle riaperture deciso da tempo dal governo di Boris Johnson.

In Gran Bretagna, tuttavia, offrono anche un'altra lettura, potremmo dire opposta, della situazione: la variante indiana che diventata dominante con oltre il 50% dei casi, superando quella autoctona inglese, è sì il pericolo numero uno ma la campagna vaccinale ne sta di gran lunga limitando gli effetti, con dati sui nuovi contagi che restano comunque molto bassi se paragonati con quelli di altri paesi del continente. Non è un caso se il governo locale della Scozia, la nazione del Regno con il più elevato indice Rt al momento, abbia evidenziato  come l'allerta sulla "variante indianà resti soggetta alla massima attenzione, ma ha aggiunto che l'efficacia dei vaccini sembra permettere di affrontarla in modo diverso rispetto alle restrizioni dei mesi passati". E ha preannunciato l'abbassamento dal livello di allarme 3 al livello 2 per l'area urbana di Glasgow, nei giorni scorsi fonte delle preoccupazioni maggiori. Dal canto suo, il governo centrale britannico di Boris Johnson ha ribadito, per bocca del ministro delle Attività Produttive, Kwasi Kwarteng, che ad oggi i dati non giustificano ipotesi di rinvio della scadenza del 21 giugno fissata per la fine delle ultime restrizioni del lockdown in Inghilterra.  

https://www.google.it/amp/s/www.ilgiorno.it/cronaca/covid-inghilterra-variante-indiana-1.6421145/amp
"Anche un caso lieve di coronavirus potrebbe lasciare le persone con una protezione permanente contro il virus, suggerisce un nuovo studio, con i ricercatori che hanno definito i rapporti precedenti secondo cui l'immunità non era di lunga durata dopo l'infezione "un'interpretazione errata dei dati"[...]
https://www.foxnews.com/health/mild-coronavirus-infection-lasting-antibody-protection-research
Forwarded from Paolo Bellavite
Vaccinare i bambini è PERICOLOSO.

Non solo per loro ma per tutti.

⛔ "Quando la circolazione del virus diminuisce, l'età dell'infezione primaria aumenta e, poiché l'età è direttamente associata alla patogenicità, vaccinare i bambini porterebbe probabilmente a tassi di infezione inferiori ma a tassi di mortalità più elevati.

⛔ Inoltre, a seconda della durata relativa dell'immunità indotta da vaccini e infezioni e il tasso di cambiamento antigenico virale, la vaccinazione dei bambini potrebbe aumentare la frequenza di grandi epidemie stagionali, portando a un aumento complessivo della morbilità e mortalità indotte dal virus.

FERMATEVI! ✋ ✋ ✋

https://www.bmj.com/content/373/bmj.n1197