Bussolengo (Verona)
9 giugno 2021
Vaccini, shock anafilattico dopo la prima dose di Pfizer. Salvato a Verona
Il cinquantenne è un muratore, nel 2001 aveva avuto uno shock anafilattico dopo la puntura di una vespa. A intervenire è stato un medico in pensione di turno all’hub
L’incidenza è di un caso su centomila, ma le reazioni avverse gravi al vaccino anti-Covid possono verificarsi. L’importante è che accada in un ambiente protetto sanitario. Quello che ti salva la vita. E’ l’esperienza vissuta il 2 giugno da Stefano Vanini, 50 anni, al centro vaccinazioni di Bussolengo, in provincia di Verona. L’unico caso emerso su 300mila somministrazioni eseguite nell’hub scaligero. L’uomo ha avuto uno shock anafilattico un quarto d’ora dopo aver assunto la prima dose di Pfizer Biontech. Immediato l’intervento dei sanitari presenti, in particolare del professor Italo Vantini, 78 anni, medico in pensione ma già primario di Gastroenterologia e specialista in Medicina interna dell’Università di Verona. Vanini ha una storia pregressa di shock anafilattico da puntura di imenotteri, quando nel 2001 fu aggredito dalle vespe. «Faccio il muratore, un lavoro duro, sono uno sportivo, non ho patologie e non assumo farmaci — racconta —. Adesso, a distanza di giorni, mi sento ancora come mi fosse venuto addosso un camion. Sono un miracolato, vivo solo grazie al dottor Vantini, che non finirò mai di ringraziare». «Bisogna capire — spiega il professore, raggiunto ieri al centro vaccinale — che chi subisce un evento così forte non ne risente solo fisicamente, subisce anche uno choc psicologico». E in effetti l’esperienza per l’uomo è stata choccante, è il caso di dirlo: la corsa in ambulanza a tutta velocità da Bussolengo al Pronto Soccorso dell’ospedale di Verona, il sentirsi più di là che di qua.
L’intervento
«Vanini — spiega il medico (il cui cognome differisce da quello del paziente solo per una «t» — ha avuto una reazione acuta al vaccino. Ma gli abbiamo subito somministrato idrocortisone e antistaminico e quando è collassato, perdendo conoscenza, gli ho iniettato nella gamba l’adrenalina. Poi, con l’ambulanza in servizio al centro vaccinale, lo abbiamo trasportato in ospedale. Ma già durante il trasferimento i parametri vitali stavano migliorando». Il professor Vantini sottolinea anche che non bisogna farsi prendere dal panico: sono rare le persone che avendo avuto uno shock da imenotteri sviluppano allergia al vaccino. «Noi medici vaccinatori siamo addestrati a riconoscere queste manifestazioni, distinguendo se sono reazioni allergiche ai farmaci, e quindi agli eccipienti del vaccino, o al vaccino stesso — precisa il camice bianco —. Lavoro all’hub di Bussolengo da febbraio e questo è il primo caso del genere che ci capita. Lo abbiamo subito segnalato all’Agenzia italiana del farmaco». Il professor Vantini, che dice di chiamarsi Italo perché la madre si chiamava Italia, ha scelto di fare il medico vaccinatore a 78 anni, sei giorni alla settimana, esponendosi anche a rischi personali e professionali. E spiega:
«Se il governo dice che nel Paese c’è una chiamata alle armi poiché c’è una guerra in corso, io non sto con le mani in mano. Vaccinarsi è importante, non solo per sé ma per l’intera comunità. Qui c’è un team di giovani medici bravissimi, affiancati da noi vecchietti, e che ora hanno una grande esperienza sul campo». Stefano Vanini conclude invece con un monito: «Racconto la mia storia perché vorrei che chi come me ha avuto eventi anafilattici fosse sottoposto ai test allergologici prima di venire vaccinato».
https://www.google.it/amp/s/corrieredelveneto.corriere.it/verona/cronaca/21_giugno_09/vaccini-shock-anafilattico-la-prima-dose-pfizer-salvato-verona-e7b24578-c8e7-11eb-b0b3-35aca8948ff4_amp.html
9 giugno 2021
Vaccini, shock anafilattico dopo la prima dose di Pfizer. Salvato a Verona
Il cinquantenne è un muratore, nel 2001 aveva avuto uno shock anafilattico dopo la puntura di una vespa. A intervenire è stato un medico in pensione di turno all’hub
L’incidenza è di un caso su centomila, ma le reazioni avverse gravi al vaccino anti-Covid possono verificarsi. L’importante è che accada in un ambiente protetto sanitario. Quello che ti salva la vita. E’ l’esperienza vissuta il 2 giugno da Stefano Vanini, 50 anni, al centro vaccinazioni di Bussolengo, in provincia di Verona. L’unico caso emerso su 300mila somministrazioni eseguite nell’hub scaligero. L’uomo ha avuto uno shock anafilattico un quarto d’ora dopo aver assunto la prima dose di Pfizer Biontech. Immediato l’intervento dei sanitari presenti, in particolare del professor Italo Vantini, 78 anni, medico in pensione ma già primario di Gastroenterologia e specialista in Medicina interna dell’Università di Verona. Vanini ha una storia pregressa di shock anafilattico da puntura di imenotteri, quando nel 2001 fu aggredito dalle vespe. «Faccio il muratore, un lavoro duro, sono uno sportivo, non ho patologie e non assumo farmaci — racconta —. Adesso, a distanza di giorni, mi sento ancora come mi fosse venuto addosso un camion. Sono un miracolato, vivo solo grazie al dottor Vantini, che non finirò mai di ringraziare». «Bisogna capire — spiega il professore, raggiunto ieri al centro vaccinale — che chi subisce un evento così forte non ne risente solo fisicamente, subisce anche uno choc psicologico». E in effetti l’esperienza per l’uomo è stata choccante, è il caso di dirlo: la corsa in ambulanza a tutta velocità da Bussolengo al Pronto Soccorso dell’ospedale di Verona, il sentirsi più di là che di qua.
L’intervento
«Vanini — spiega il medico (il cui cognome differisce da quello del paziente solo per una «t» — ha avuto una reazione acuta al vaccino. Ma gli abbiamo subito somministrato idrocortisone e antistaminico e quando è collassato, perdendo conoscenza, gli ho iniettato nella gamba l’adrenalina. Poi, con l’ambulanza in servizio al centro vaccinale, lo abbiamo trasportato in ospedale. Ma già durante il trasferimento i parametri vitali stavano migliorando». Il professor Vantini sottolinea anche che non bisogna farsi prendere dal panico: sono rare le persone che avendo avuto uno shock da imenotteri sviluppano allergia al vaccino. «Noi medici vaccinatori siamo addestrati a riconoscere queste manifestazioni, distinguendo se sono reazioni allergiche ai farmaci, e quindi agli eccipienti del vaccino, o al vaccino stesso — precisa il camice bianco —. Lavoro all’hub di Bussolengo da febbraio e questo è il primo caso del genere che ci capita. Lo abbiamo subito segnalato all’Agenzia italiana del farmaco». Il professor Vantini, che dice di chiamarsi Italo perché la madre si chiamava Italia, ha scelto di fare il medico vaccinatore a 78 anni, sei giorni alla settimana, esponendosi anche a rischi personali e professionali. E spiega:
«Se il governo dice che nel Paese c’è una chiamata alle armi poiché c’è una guerra in corso, io non sto con le mani in mano. Vaccinarsi è importante, non solo per sé ma per l’intera comunità. Qui c’è un team di giovani medici bravissimi, affiancati da noi vecchietti, e che ora hanno una grande esperienza sul campo». Stefano Vanini conclude invece con un monito: «Racconto la mia storia perché vorrei che chi come me ha avuto eventi anafilattici fosse sottoposto ai test allergologici prima di venire vaccinato».
https://www.google.it/amp/s/corrieredelveneto.corriere.it/verona/cronaca/21_giugno_09/vaccini-shock-anafilattico-la-prima-dose-pfizer-salvato-verona-e7b24578-c8e7-11eb-b0b3-35aca8948ff4_amp.html
Corriere del Veneto
Vaccini, shock anafilattico dopo la prima dose di Pfizer. Salvato a Verona
Il cinquantenne è un muratore, nel 2001 aveva avuto uno shock anafilattico dopo la puntura di una vespa. A intervenire è stato un medico in pensione di turno all’hub
In coma qualche giorno dopo il vaccino, esami sul caso di una 46enne
La donna, originaria di Cerenzia e residente a Caccuri, è ora ricoverata a Cosenza: il quadro clinico resta molto grave
7 giugno 2021
CROTONE E’ originaria di Cerenzia la donna di 46 anni entrata in coma a qualche giorno dalla somministrazione del vaccino anti Covid. Originaria di Cerenzia, ma residente nella frazione Santa Rania di Caccuri. Il mese di dicembre scorso aveva fatto il tampone ed era risultata positiva al Covid-19. A distanza di tre mesi si è iscritta nella piattaforma per effettuare la dose di vaccino prevista per i soggetti già positivi. Il 27 maggio scorso, giorno fissato dalla piattaforma, si è recata a Mesoraca dove le è stato iniettato il siero AstraZeneca, lotto ABV2856. Secondo quanto si apprende, il medico di famiglia avrebbe espresso riserve rispetto all’utilizzo di Astrazeneca. Le è stata, dunque, somministrata una dose di AstraZeneca e la donna ha iniziato ad avvertire qualche malessere già il giorno stesso della somministrazione. A distanza di qualche giorno la donna è peggiorata ed ha anche iniziato ad avere difficoltà nel muovere un braccio. Su consiglio del medico curante è stata trasportata all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, dove i sanitari del pronto soccorso hanno disposto una risonanza magnetica dalla quale è emerso che la donna avesse un trombo celebrale. I medici si sono subito resi conto della gravità del caso e la paziente è stata immediatamente trasportata all’Annunziata di Cosenza con l’elisoccorso. E’ stata ricoverata al reparto stroke di primo livello, diretto dal dottor Autieri. Venerdì 4 giugno è stata sottoposta ad intervento chirurgico, ma le sue condizioni sono rimaste gravi. Sabato 5 giugno, secondo quanto è stato possibile apprendere, la situazione si è ulteriormente aggravata per un interessamento anche venoso; al momento, la donna viene mantenuta in coma farmacologico e il quadro clinico resta molto grave. La donna è molto stimata nella piccola frazione di Caccuri e sono molti i compaesani che sperano di rivederla presto a casa. Ovviamente ancora non c’è nessuna prova che l’ictus possa essere stato provocato dalla somministrazione del vaccino. Il caso non è stato, infatti, segnalato all’Aifa. E’ in corso la valutazione della situazione di salute pregressa. Secondo i familiari la donna non era affetta da alcuna patologia.
https://www.corrieredellacalabria.it/2021/06/07/in-coma-qualche-giorno-dopo-il-vaccino-esami-sul-caso-di-una-46enne/
La donna, originaria di Cerenzia e residente a Caccuri, è ora ricoverata a Cosenza: il quadro clinico resta molto grave
7 giugno 2021
CROTONE E’ originaria di Cerenzia la donna di 46 anni entrata in coma a qualche giorno dalla somministrazione del vaccino anti Covid. Originaria di Cerenzia, ma residente nella frazione Santa Rania di Caccuri. Il mese di dicembre scorso aveva fatto il tampone ed era risultata positiva al Covid-19. A distanza di tre mesi si è iscritta nella piattaforma per effettuare la dose di vaccino prevista per i soggetti già positivi. Il 27 maggio scorso, giorno fissato dalla piattaforma, si è recata a Mesoraca dove le è stato iniettato il siero AstraZeneca, lotto ABV2856. Secondo quanto si apprende, il medico di famiglia avrebbe espresso riserve rispetto all’utilizzo di Astrazeneca. Le è stata, dunque, somministrata una dose di AstraZeneca e la donna ha iniziato ad avvertire qualche malessere già il giorno stesso della somministrazione. A distanza di qualche giorno la donna è peggiorata ed ha anche iniziato ad avere difficoltà nel muovere un braccio. Su consiglio del medico curante è stata trasportata all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, dove i sanitari del pronto soccorso hanno disposto una risonanza magnetica dalla quale è emerso che la donna avesse un trombo celebrale. I medici si sono subito resi conto della gravità del caso e la paziente è stata immediatamente trasportata all’Annunziata di Cosenza con l’elisoccorso. E’ stata ricoverata al reparto stroke di primo livello, diretto dal dottor Autieri. Venerdì 4 giugno è stata sottoposta ad intervento chirurgico, ma le sue condizioni sono rimaste gravi. Sabato 5 giugno, secondo quanto è stato possibile apprendere, la situazione si è ulteriormente aggravata per un interessamento anche venoso; al momento, la donna viene mantenuta in coma farmacologico e il quadro clinico resta molto grave. La donna è molto stimata nella piccola frazione di Caccuri e sono molti i compaesani che sperano di rivederla presto a casa. Ovviamente ancora non c’è nessuna prova che l’ictus possa essere stato provocato dalla somministrazione del vaccino. Il caso non è stato, infatti, segnalato all’Aifa. E’ in corso la valutazione della situazione di salute pregressa. Secondo i familiari la donna non era affetta da alcuna patologia.
https://www.corrieredellacalabria.it/2021/06/07/in-coma-qualche-giorno-dopo-il-vaccino-esami-sul-caso-di-una-46enne/
Astrazeneca, non solo trombosi: il vaccino potrebbe aumentare il rischio di una malattia del sangue
9 giugno 2021
Il vaccino Astrazeneca sembra essere associato ad un lieve aumento del rischio di sviluppare la porpora trombocitopenica immune. A dirlo è una ricerca pubblicata sulla rivista Nature dall'Università di Edimburgo, secondo cui si tratta di un rischio importante ma raro e confrontabile a quella di altri vaccini. L'Agenzia europea del farmaco (Ema) ad aprile aveva detto che i casi non rivelavano un quadro capace di confermare una relazione causale con i vaccini di Pfizer e AstraZeneca, ma che avrebbe indagato.
Il gruppo guidato da Aziz Sheikh ha analizzato i casi di disturbi tra più di 2 milioni di adulti in Scozia vaccinati tra dicembre e aprile con Pfizer e AstraZeneca. E' emerso che con AstraZeneca c'era un leggero aumento del rischio di porpora trombocitopenica immune fino a 27 giorni dopo l'inoculazione: mancano però dati sufficienti per concludere che vi sia un nesso tra il vaccino di AstraZeneca e la trombosi dei seni venosi cerebrali, stando ai ricercatori questi dati vanno considerati.
https://www.ilmessaggero.it/salute/prevenzione/astrazeneca_trombosi_vaccino_aumenta_rischio_malattia_sangue_studio-6012360.html
9 giugno 2021
Il vaccino Astrazeneca sembra essere associato ad un lieve aumento del rischio di sviluppare la porpora trombocitopenica immune. A dirlo è una ricerca pubblicata sulla rivista Nature dall'Università di Edimburgo, secondo cui si tratta di un rischio importante ma raro e confrontabile a quella di altri vaccini. L'Agenzia europea del farmaco (Ema) ad aprile aveva detto che i casi non rivelavano un quadro capace di confermare una relazione causale con i vaccini di Pfizer e AstraZeneca, ma che avrebbe indagato.
Il gruppo guidato da Aziz Sheikh ha analizzato i casi di disturbi tra più di 2 milioni di adulti in Scozia vaccinati tra dicembre e aprile con Pfizer e AstraZeneca. E' emerso che con AstraZeneca c'era un leggero aumento del rischio di porpora trombocitopenica immune fino a 27 giorni dopo l'inoculazione: mancano però dati sufficienti per concludere che vi sia un nesso tra il vaccino di AstraZeneca e la trombosi dei seni venosi cerebrali, stando ai ricercatori questi dati vanno considerati.
https://www.ilmessaggero.it/salute/prevenzione/astrazeneca_trombosi_vaccino_aumenta_rischio_malattia_sangue_studio-6012360.html
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Astrazeneca, non solo trombosi: il vaccino potrebbe aumentare il rischio di una malattia del sangue
Il vaccino Astrazeneca sembra essere associato ad un lieve aumento del rischio di sviluppare la porpora trombocitopenica immune. A dirlo è una ricerca pubblicata sulla rivista Nature...
IN CILE TERAPIE INTENSIVE AL COLLASSO. IN UK FORSE NON ALLENTANO LE MISURE RESTRITTIVE. SONO TRA I PAESI CON PIÙ VACCINATI
https://www.byoblu.com/2021/06/09/in-cile-terapie-intensive-al-collasso-in-uk-forse-non-allentano-le-misure-restrittive-sono-tra-i-paesi-con-piu-vaccinati/
https://www.byoblu.com/2021/06/09/in-cile-terapie-intensive-al-collasso-in-uk-forse-non-allentano-le-misure-restrittive-sono-tra-i-paesi-con-piu-vaccinati/
"Una dozzina di persone travestite da supereroi Marvel fuori Disneyland per protestare contro la mancanza di informazioni sul vaccino COVID-19".
https://www.sfgate.com/disneyland/article/Disneyland-Anti-vaccine-protesters-Marvel-avengers-16225024.php
https://www.sfgate.com/disneyland/article/Disneyland-Anti-vaccine-protesters-Marvel-avengers-16225024.php
SFGATE
Anti-vax protesters in Marvel costumes camp out at Disneyland
Disney has yet to shut the protest down.
Forwarded from 🥇OFFERTE VIRALI 🔝- Le più popolari del momento
L'uso di AstraZeneca fra i giovani sarà probabilmente ridiscusso. Il rischio di trombosi è già all'esame degli esperti del comitato tecnico scientifico ed è possibile che le indicazioni attuali - il vaccino è consigliato solo al di sopra dei 60 anni - verranno rese più rigide.
@covid19
@covid19
Verzino (Crotone), vaccinata con AstraZeneca finisce in Rianimazione
10 giugno 2021
Le hanno somministrato il vaccino di “AstraZeneca” domenica 30 maggio. Si sta verificando se sarebbe collegato al siero anti-Covid anglo-svedese il violento malore che l’ha portata in Rianimazione. Una donna di 49 anni residente nel piccolo centro collinare di Verzino nell’Alto Crotonese sta lottando per la vita nel reparto di Rianimazione dell’ospedale civile di Crotone dove è ricoverata da 48 ore a causa di coaguli nel sangue che le avrebbero tra le altre cose procurato un infarto intestinale.
https://catanzaro.gazzettadelsud.it/articoli/cronaca/2021/06/10/verzino-vaccinata-con-astrazeneca-finisce-in-rianimazione-b311e376-9383-4d3a-a5c4-8257bd312d8e/
10 giugno 2021
Le hanno somministrato il vaccino di “AstraZeneca” domenica 30 maggio. Si sta verificando se sarebbe collegato al siero anti-Covid anglo-svedese il violento malore che l’ha portata in Rianimazione. Una donna di 49 anni residente nel piccolo centro collinare di Verzino nell’Alto Crotonese sta lottando per la vita nel reparto di Rianimazione dell’ospedale civile di Crotone dove è ricoverata da 48 ore a causa di coaguli nel sangue che le avrebbero tra le altre cose procurato un infarto intestinale.
https://catanzaro.gazzettadelsud.it/articoli/cronaca/2021/06/10/verzino-vaccinata-con-astrazeneca-finisce-in-rianimazione-b311e376-9383-4d3a-a5c4-8257bd312d8e/
Gazzetta del Sud
Verzino, vaccinata con AstraZeneca finisce in Rianimazione
Gravissima una 49enne
AZ ai giovani, arriva lo stop “Nuove indicazioni sull’età”
10 giugno 2021
Si corre ai ripari. L’uso dei vaccini a vettore virale per i giovani, in particolare AstraZeneca ma anche J&J, sarà limitato. In quali termini dovrebbero definirlo oggi, dopo le valutazioni del Comitato tecnico scientifico. “C’è un’attenzione che definirei suprema su eventuali effetti collaterali”, spiegava ieri mattina Franco Locatelli, coordinatore Cts.
Anche il sottosegretario Sileri preme: “Lo dico da un mese, sono opportune nuove indicazioni ora che l’incidenza del virus è scesa”. Bisogna stabilire se eliminare del tutto quei vaccini per gli under 60, rendendo cioè stringente quella che fin qui è stata solo una raccomandazione, oppure fissare un limite d’età più basso come hanno fatto in altri Paesi, mentre altri ancora hanno eliminato del tutto Az e gli Usa non l’hanno mai autorizzato. “Secondo me – prevede Sileri – si valuteranno dei limiti di non fattibilità sotto i 30 o sotto i 40 anni. Comunque le valutazioni le lascerei agli scienziati”. Si è discusso anche dell’ipotesi di fare i richiami con i vaccini a mRna a chi ha avuto la prima dose di AstraZeneca, per quanto gli eventi avversi più preoccupanti si siano quasi sempre verificati dopo la prima iniezione e non dopo la seconda.
Sono, come ormai sappiamo, trombosi rare per lo più cerebrali, spesso associate a una carenza di piastrine (trombocitopenia), più frequenti nelle donne sotto i 50 anni. Il nesso con i vaccini è affermato da diversi studi, per quanto il meccanismo della loro insorgenza non sia ancora pienamente definito. Ieri un’altra donna, 34 anni, è stata ricoverata al San Martino di Genova con sintomi compatibili. Fortunatamente è stata assistita prima della 18enne che versa ancora in condizioni definite “gravi ma stabili” nello stesso ospedale dopo due interventi chirurgici alla testa. C’è un altro caso in Toscana, uno in Calabria. È atteso anche il Quinto rapporto dell’agenzia del farmaco Aifa con i dati fino al 26 maggio: un mese fa eravamo a 0,45 casi ogni 100 mila vaccinati, ma in Gran Bretagna dove hanno più vaccinati sono a 1,8 nella fascia d’età 18/49, mentre si scende a 1 sopra i 50. La stessa Ema, l’agenzia europea che ha autorizzato Az e J&J senza limiti di età, rileva che per i più giovani i rischi superano quelli del Covid-19, specie ora che i contagi sono calati.
La pressione del mondo scientifico per limitarne l’uso è cresciuta. Agli appelli dei medici vaccinatori di Genova e di un nutrito gruppo di scienziati che ha scritto all’associazione Luca Coscioni, di cui il Fatto ha dato notizia nei giorni scorsi, si sono aggiunti altri autorevoli professori, sia pure con toni diversi: dai microbiologi Andrea Crisanti di Padova e Andrea Clementi del San Raffaele di Milano all’immunologa Antonella Viola sempre di Padova.
È chiaro a tutti che gli Open day dai 18 anni su con il vaccino anglosvedese hanno creato qualche rischio di troppo, per quanto gli under 60 siano stati vaccinati solo perché “volontari” e informati – almeno in teoria – dei rischi e delle raccomandazioni. L’hanno fatto molte Regioni, dal Lazio all’Alto Adige e alla Liguria, ma ora alcune fanno marcia indietro: così ha annunciato ieri la Campania, che userà vaccini a Rna messaggero. Lazio, Calabria e Sicilia invece vanno avanti. La Val d’Aosta attende indicazioni da Roma.
Del resto lo stock di Az accumulato nei frigoriferi ammonta, secondo stime attendibili, a ben 1,4 milioni di dosi, contro un totale di 1,7 milioni ripartite però su tre produttori: 0,7 Pfizer, 0,5 Moderna e 0,5 J&J. Ovviamente una parte di questi quantitativi dipende solo dal flusso delle consegne e delle somministrazioni, che prosegue a ritmo sostenuto. AstraZeneca e Johnson sarebbero destinati “preferenzialmente” agli over 60, tra cui ci sono almeno due milioni di non vaccinati, ma evidentemente è stato somministrato anche a migliaia di giovani, decisi a vaccinarsi al più presto.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/10/az-ai-giovani-arriva-lo-stop-nuove-indicazioni-sulleta/6225470/amp/
10 giugno 2021
Si corre ai ripari. L’uso dei vaccini a vettore virale per i giovani, in particolare AstraZeneca ma anche J&J, sarà limitato. In quali termini dovrebbero definirlo oggi, dopo le valutazioni del Comitato tecnico scientifico. “C’è un’attenzione che definirei suprema su eventuali effetti collaterali”, spiegava ieri mattina Franco Locatelli, coordinatore Cts.
Anche il sottosegretario Sileri preme: “Lo dico da un mese, sono opportune nuove indicazioni ora che l’incidenza del virus è scesa”. Bisogna stabilire se eliminare del tutto quei vaccini per gli under 60, rendendo cioè stringente quella che fin qui è stata solo una raccomandazione, oppure fissare un limite d’età più basso come hanno fatto in altri Paesi, mentre altri ancora hanno eliminato del tutto Az e gli Usa non l’hanno mai autorizzato. “Secondo me – prevede Sileri – si valuteranno dei limiti di non fattibilità sotto i 30 o sotto i 40 anni. Comunque le valutazioni le lascerei agli scienziati”. Si è discusso anche dell’ipotesi di fare i richiami con i vaccini a mRna a chi ha avuto la prima dose di AstraZeneca, per quanto gli eventi avversi più preoccupanti si siano quasi sempre verificati dopo la prima iniezione e non dopo la seconda.
Sono, come ormai sappiamo, trombosi rare per lo più cerebrali, spesso associate a una carenza di piastrine (trombocitopenia), più frequenti nelle donne sotto i 50 anni. Il nesso con i vaccini è affermato da diversi studi, per quanto il meccanismo della loro insorgenza non sia ancora pienamente definito. Ieri un’altra donna, 34 anni, è stata ricoverata al San Martino di Genova con sintomi compatibili. Fortunatamente è stata assistita prima della 18enne che versa ancora in condizioni definite “gravi ma stabili” nello stesso ospedale dopo due interventi chirurgici alla testa. C’è un altro caso in Toscana, uno in Calabria. È atteso anche il Quinto rapporto dell’agenzia del farmaco Aifa con i dati fino al 26 maggio: un mese fa eravamo a 0,45 casi ogni 100 mila vaccinati, ma in Gran Bretagna dove hanno più vaccinati sono a 1,8 nella fascia d’età 18/49, mentre si scende a 1 sopra i 50. La stessa Ema, l’agenzia europea che ha autorizzato Az e J&J senza limiti di età, rileva che per i più giovani i rischi superano quelli del Covid-19, specie ora che i contagi sono calati.
La pressione del mondo scientifico per limitarne l’uso è cresciuta. Agli appelli dei medici vaccinatori di Genova e di un nutrito gruppo di scienziati che ha scritto all’associazione Luca Coscioni, di cui il Fatto ha dato notizia nei giorni scorsi, si sono aggiunti altri autorevoli professori, sia pure con toni diversi: dai microbiologi Andrea Crisanti di Padova e Andrea Clementi del San Raffaele di Milano all’immunologa Antonella Viola sempre di Padova.
È chiaro a tutti che gli Open day dai 18 anni su con il vaccino anglosvedese hanno creato qualche rischio di troppo, per quanto gli under 60 siano stati vaccinati solo perché “volontari” e informati – almeno in teoria – dei rischi e delle raccomandazioni. L’hanno fatto molte Regioni, dal Lazio all’Alto Adige e alla Liguria, ma ora alcune fanno marcia indietro: così ha annunciato ieri la Campania, che userà vaccini a Rna messaggero. Lazio, Calabria e Sicilia invece vanno avanti. La Val d’Aosta attende indicazioni da Roma.
Del resto lo stock di Az accumulato nei frigoriferi ammonta, secondo stime attendibili, a ben 1,4 milioni di dosi, contro un totale di 1,7 milioni ripartite però su tre produttori: 0,7 Pfizer, 0,5 Moderna e 0,5 J&J. Ovviamente una parte di questi quantitativi dipende solo dal flusso delle consegne e delle somministrazioni, che prosegue a ritmo sostenuto. AstraZeneca e Johnson sarebbero destinati “preferenzialmente” agli over 60, tra cui ci sono almeno due milioni di non vaccinati, ma evidentemente è stato somministrato anche a migliaia di giovani, decisi a vaccinarsi al più presto.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/10/az-ai-giovani-arriva-lo-stop-nuove-indicazioni-sulleta/6225470/amp/
Il Fatto Quotidiano
AZ ai giovani, arriva lo stop “Nuove indicazioni sull’età” - Il Fatto Quotidiano
Si corre ai ripari. L’uso dei vaccini a vettore virale per i giovani, in particolare AstraZeneca ma anche Johnson & Johnson, sarà limitato. In quali termini dovrebbero definirlo oggi, dopo le valutazioni del Comitato tecnico scientifico. “C’è un’attenzione…
Forwarded from Giubbe Rosse
GISMONDO. EFFETTI COLLATERALI NON COMUNICATI ALLA RETE DI SORVEGLIANZA Vaccini, Gismondo: effetti collaterali non comunicati nella rete di sorveglianza: ''è assolutamente incredibile quello che è accaduto, con effetti collaterali non comunicati nella rete di sorveglianza europea fra le varie agenzie'' (Fonte: Imolaoggi). https://www.imolaoggi.it/2021/06/10/gismondo-effetti-collaterali-non-comunicati/
Imola Oggi
Vaccini, Gismondo: effetti collaterali non comunicati nella rete di sorveglianza europea • Imola Oggi
''è assolutamente incredibile quello che è accaduto, con effetti collaterali non comunicati nella rete di sorveglianza europea fra le varie agenzie''
AstraZeneca, donna muore per trombosi dopo il vaccino in Australia. TGA: «Collegamento probabile»
10 giugno 2021
In Australia, una donna di 52 anni è morta dopo aver ricevuto l'iniezione del vaccino anti Covid AstraZeneca. A riportare la notizia è il The Guardian, secondo cui il regolatore dei farmaci australiano (TGA) ha definito come "probabile" il collegamento tra la seconda morte in Australia per una sindrome da coagulazione del sangue grave e il vaccino Covid. La Therapeutic Goods Administration ha detto giovedì che la donna aveva avuto «un coagulo di sangue nel cervello noto come trombosi del seno venoso cerebrale». «Esprimiamo le nostre sincere condoglianze alla sua famiglia», ha aggiunto la TGA in una nota.
È la seconda morte in Australia probabilmente legata a trombosi con sindrome da trombocitopenia (TTS). La condizione si verifica quando una persona ha coaguli di sangue e un basso valore di piastrine. La prima morte australiana è avvenuta ad aprile in una donna di 48 anni.
Il dottor Indu Singh, professore associato di ematologia presso la Griffith University, ha affermato: «Il trattamento è molto ben consolidato e non è qualcosa che uccide sempre il paziente», «Sappiamo cosa cercare e, finché lo sappiamo, ne siamo consapevoli, è curabile e il trattamento è avanzato».
Ci sono state 48 segnalazioni di TTS in Australia: 35 di questi casi confermati e 13 probabili, riporta il The Guardian. Di questi, 31 sono stati dimessi dall'ospedale e si stanno riprendendo mentre due sono morti in ospedale per le condizioni.
Paul Kelly, capo ufficiale medico australiano, ha definito la morte della 52enne di giovedì come «estremamente sfortunata». «Farò notare che è solo la seconda morte, con oltre 3,6 milioni di dosi di questo vaccino somministrate in tutta l'Australia», ha affermato.
«Questo rimane un evento estremamente raro, ma quando si verifica, come abbiamo visto in questo caso, possono avere circostanze tragiche. Il mio cuore è con la famiglia e tutti gli amici e i colleghi di questa persona in particolare».
https://www.ilmessaggero.it/salute/storie/astrazeneca_trombosi_donna_muore_australia_cosa_e_successo_ultime_notizie_oggi_10_giugno_2021-6014022.html
10 giugno 2021
In Australia, una donna di 52 anni è morta dopo aver ricevuto l'iniezione del vaccino anti Covid AstraZeneca. A riportare la notizia è il The Guardian, secondo cui il regolatore dei farmaci australiano (TGA) ha definito come "probabile" il collegamento tra la seconda morte in Australia per una sindrome da coagulazione del sangue grave e il vaccino Covid. La Therapeutic Goods Administration ha detto giovedì che la donna aveva avuto «un coagulo di sangue nel cervello noto come trombosi del seno venoso cerebrale». «Esprimiamo le nostre sincere condoglianze alla sua famiglia», ha aggiunto la TGA in una nota.
È la seconda morte in Australia probabilmente legata a trombosi con sindrome da trombocitopenia (TTS). La condizione si verifica quando una persona ha coaguli di sangue e un basso valore di piastrine. La prima morte australiana è avvenuta ad aprile in una donna di 48 anni.
Il dottor Indu Singh, professore associato di ematologia presso la Griffith University, ha affermato: «Il trattamento è molto ben consolidato e non è qualcosa che uccide sempre il paziente», «Sappiamo cosa cercare e, finché lo sappiamo, ne siamo consapevoli, è curabile e il trattamento è avanzato».
Ci sono state 48 segnalazioni di TTS in Australia: 35 di questi casi confermati e 13 probabili, riporta il The Guardian. Di questi, 31 sono stati dimessi dall'ospedale e si stanno riprendendo mentre due sono morti in ospedale per le condizioni.
Paul Kelly, capo ufficiale medico australiano, ha definito la morte della 52enne di giovedì come «estremamente sfortunata». «Farò notare che è solo la seconda morte, con oltre 3,6 milioni di dosi di questo vaccino somministrate in tutta l'Australia», ha affermato.
«Questo rimane un evento estremamente raro, ma quando si verifica, come abbiamo visto in questo caso, possono avere circostanze tragiche. Il mio cuore è con la famiglia e tutti gli amici e i colleghi di questa persona in particolare».
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AstraZeneca, donna muore per trombosi dopo il vaccino in Australia. TGA: «Collegamento probabile»
In Australia, una donna di 52 anni è morta dopo aver ricevuto l'iniezione del vaccino anti Covid AstraZeneca. A riportare la notizia è il The Guardian, secondo cui il...
Coronavirus – Malore dopo la seconda dose di AstraZeneca, 34enne ricoverata al San Martino
La donna, vaccinata a Massa, ha accusato un malore dopo la seconda dose
10 giugno 2021
Genova – Una donna di 34 anni, residente nella provincia di Massa Carrara, è stata ricoverata al San Martino di Genova dopo un malore in seguito alla seconda dose di vaccino AstraZeneca.
Lo riporta il Secolo XIX nella versione on line.
La donna, vaccinata a Massa, ha accusato un malore ed è stata trasferita al pronto soccorso dell’ospedale San Martino.
Da qui è stata trasferita in terapia intensiva dove si trova costantemente monitorata.
Secondo quanto finora riferito, la donna è cosciente e non presenta problemi respiratori.
https://liguriaoggi.it/2021/06/10/coronavirus-malore-dopo-la-seconda-dose-di-astrazeneca-34enne-ricoverata-al-san-martino/
La donna, vaccinata a Massa, ha accusato un malore dopo la seconda dose
10 giugno 2021
Genova – Una donna di 34 anni, residente nella provincia di Massa Carrara, è stata ricoverata al San Martino di Genova dopo un malore in seguito alla seconda dose di vaccino AstraZeneca.
Lo riporta il Secolo XIX nella versione on line.
La donna, vaccinata a Massa, ha accusato un malore ed è stata trasferita al pronto soccorso dell’ospedale San Martino.
Da qui è stata trasferita in terapia intensiva dove si trova costantemente monitorata.
Secondo quanto finora riferito, la donna è cosciente e non presenta problemi respiratori.
https://liguriaoggi.it/2021/06/10/coronavirus-malore-dopo-la-seconda-dose-di-astrazeneca-34enne-ricoverata-al-san-martino/
Liguria Oggi
Coronavirus – Malore dopo la seconda dose di AstraZeneca, 34enne ricoverata al San Martino
Genova – Una donna di 34 anni, residente nella provincia di Massa Carrara, è stata ricoverata al San Martino di Genova dopo un malore in seguito alla seconda dose di vaccino AstraZeneca. Lo r…
Forwarded from Anna Maria Gerli
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Covid-19: perché le cure vengono ostacolate?
Tutti i dati e le notizie riportate in questo video si basano esclusivamente su dati ufficiali e informazioni di pubblico dominio.
Dati aggiornati al 31.05.2021
Aiuto ricerche e collaborazione a stesura servizio: Raffaele De Luca
Montaggio video a cura…
Dati aggiornati al 31.05.2021
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Propaganda vaccinale in Nuova Zelanda
Francia - Vaccino Covid-19: considerata una quarta dose per le persone gravemente immunocompromesse
https://www.lefigaro.fr/sciences/vaccin-covid-19-une-quatrieme-dose-envisagee-pour-les-personnes-severement-immunodeprimees-20210609
https://www.lefigaro.fr/sciences/vaccin-covid-19-une-quatrieme-dose-envisagee-pour-les-personnes-severement-immunodeprimees-20210609
LEFIGARO
Vaccin Covid-19 : une quatrième dose envisagée pour les personnes sévèrement immunodéprimées
L'administration de vaccins différents ou de plus fortes doses sont aussi envisagées pour renforcer la protection de ces personnes.
#ChiedendoScusa
https://www.ilsecoloxix.it/genova/2021/06/10/news/astrazeneca-bassetti-cambia-idea-fermare-il-vaccino-per-tutte-le-fasce-di-eta-sansa-chi-si-scusera-con-i-ragazzi-1.40374553?ref=fbpxix&fbclid=IwAR1l6ZrHc5ZSg-H0OwIN_aKxOaIqpn9CHDPN7QYGANtHzc7IFTyaca8cTDc
Non serve limitarlo ad alcune età, a questo punto andrebbe stoppato in tutte le età chiedendo scusa agli italiani per la comunicazione errata e antiscientifica su questo vaccino. - sostiene Bassetti - Si punti quindi unicamente sui vaccini di Pfizer, Moderna e poi su CureVac. Ma deve essere una scelta politica". "L'opinione pubblica è inferocita sul vaccino AstraZeneca, le istituzioni non possono lasciare da soli i medici e le Regioni a difenderli", aggiunge.
https://www.ilsecoloxix.it/genova/2021/06/10/news/astrazeneca-bassetti-cambia-idea-fermare-il-vaccino-per-tutte-le-fasce-di-eta-sansa-chi-si-scusera-con-i-ragazzi-1.40374553?ref=fbpxix&fbclid=IwAR1l6ZrHc5ZSg-H0OwIN_aKxOaIqpn9CHDPN7QYGANtHzc7IFTyaca8cTDc
Non serve limitarlo ad alcune età, a questo punto andrebbe stoppato in tutte le età chiedendo scusa agli italiani per la comunicazione errata e antiscientifica su questo vaccino. - sostiene Bassetti - Si punti quindi unicamente sui vaccini di Pfizer, Moderna e poi su CureVac. Ma deve essere una scelta politica". "L'opinione pubblica è inferocita sul vaccino AstraZeneca, le istituzioni non possono lasciare da soli i medici e le Regioni a difenderli", aggiunge.
Il Secolo XIX
AstraZeneca, Bassetti cambia idea: “Troppi errori di comunicazione: fermare il vaccino per tutte le fasce di età”. Sansa: “Chi…
Genova - "Visto l'impatto degli enormi errori di comunicazione sia dell'Aifa che del Ministero della Salute sull'opinione pubblica italiana, si decida da domani se il vaccino AstraZeneca non si deve più usare e ci si attrezzi per fare solo vaccini a mRna".…