Eventi Avversi News
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Forwarded from Giubbe Rosse
AMBULATORIO TEDESCO CHE BLOCCA LE VACCINAZIONI
Prime resistenze dal basso: sul sito web dell’ambulatorio medico del dott. Schröder a Bad Münstereifel tra Colonia e Coblenza si legge un avviso per i pazienti che certamente non è usuale: “Cari pazienti, nelle ultime settimane, abbiamo cercato di offrire a tutti i nostri pazienti – per i quali il rischio di un grave decorso della malattia Covid può superare i rischi di una vaccinazione Covid – un’offerta vaccinale corrispondente dopo aver impostato attentamente le indicazioni e valutato rischi individuali. Abbiamo dovuto convincere alcuni pazienti che molto probabilmente la vaccinazione sarebbe stata di beneficio per loro; per altri, la vaccinazione doveva essere scoraggiata dopo aver valutato rischi e benefici. Dopo aver esaminato i dati attualmente disponibili sulle vaccinazioni COVID e i valori empirici che abbiamo acquisito, abbiamo deciso di interrompere temporaneamente la campagna di vaccinazione nel nostro studio. La situazione dei dati su tutti i vaccini COVID non ci sembra molto convincente – le analisi che abbiamo effettuato sulle reazioni immunologiche alle vaccinazioni rivelano riscontri estremamente eterogenei o non sistematici che a volte ci turbano e addirittura ci spaventano. Dopo più di 600 vaccinazioni effettuate nel nostro studio speriamo ora nella vostra comprensione per questa decisione. (Fonte: Il Simplicissimus)
Regione Piemonte, per gli under 60 sospeso anche il vaccino Johnson&Johnson

12 giugno 2021

TORINO. Alla luce delle nuove raccomandazioni delle autorità sanitarie nazionali sull’utilizzo dei vaccini a vettore adenovirale, la Regione Piemonte ha deciso in via precauzionale di sospendere la somministrazione alla popolazione under60 anche del vaccino Johnson&Johnson.

https://www.google.it/amp/s/www.lastampa.it/torino/2021/06/12/news/regione-piemonte-per-gli-under-60-sospeso-anche-il-vaccino-johnson-johnson-1.40382203/amp/
Casale Litta (Varese).
Vaccino, malore. E fuori strada

12 giugno 2021

Fa il vaccino e si sente male mentre è alla guida della sua auto. È successo ieri, venerdì 11 giugno, nel tardo pomeriggio, quando un uomo di 41 anni ha perso il controllo della sua utilitaria, una Fiat Cinquecento ed è finito in mezzo ai campi per una cinquantina di metri.
L’uomo ha chiamato immediatamente i soccorsi chiedendo aiuto e fornendo la geolocalizzazione, non semplice da trovare. Ha però avuto la lucidità di riuscire a dare le proprie coordinate.
In mezzo a prati e colline della zona è stato complicato ritrovate il 41enne a bordo della sua Cinquecento bianca, fortunatamente ben visibile anche se ai margini di un bosco, dove è finito a casa della perdita del controllo del mezzo.

Sul posto sono accorsi i carabinieri, i vigili del fuoco e anche un’ambulanza. L’uomo è stato soccorso dagli operatori sanitari per verificare che non avesse riportato conseguenze gravi. Il 41enne è stato quindi caricato sull’ambulanza e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Circolo di Varese e affidato alle cure dei medici. I vigili del fuoco intervenuti con un mezzo di soccorso stradale per occuparsi dell’auto mentre i militari hanno dato il loro supporto.

https://www.prealpina.it/pages/casale-litta-fuori-strada-dopo-il-vaccino-250591.html
Coscienza non pervenuta.
Ci sono più morti negli Stati Uniti legate ai vaccini nel 2021 in meno di 5 mesi rispetto all'intero decennio passato. Il numero di decessi legati ai vaccini quest'anno è salito alle stelle. Secondo i dati del CDC , nel 2021 nei primi 3 mesi, il sito Web VAERS ha registrato oltre 1.750 decessi dovuti ai vaccini negli Stati Uniti.
MORTI 5.888
ricoveri 19.597
Urgent Care 43.891
Ufficio visite 58,800
Anafilassi 1.459
Paralisi di Bell 1.737
Minaccia di vita 5.885
Attacchi cardiaci 2.190
Miocardite/Pericardite 1.087
Trombocitopenia/piastrine basse 1.564 Aborti
spontanei 652
Reazione allergica grave 15.052
Disabile 4.583

https://www.thegatewaypundit.com/2021/06/shocking-jump-vaccine-deaths-reported-week-cdc-linked-vaers-tracking-website/
Donna di 66 anni muore mentre aspetta visita medica. Si era vaccinata 20 giorni fa con Astrazeneca

12 giugno 2021

È morta improvvisamente, mentre aspettava di essere sottoposta a una visita medica al Gemelli Molise di contrada Tappino a Campobasso. 66 anni, la donna era stata vaccinata 20 giorni fa con Astrazeneca ma potrebbe trattarsi di una mera coincidenza visto che è intercorso un tempo decisamente troppo lungo per ipotizzare un nesso di causa-effetto e visto che la signora non aveva accusato nei giorni scorsi malori nè particolari problemi. Non si possono escludere al momento altre possibili cause.
Tuttavia la famiglia, comprensibilmente, ha chiesto di fare luce su un caso accaduto durante il momento clou di una polemica relativa ai rischi della vaccinazione con il farmaco anglosvedese che ha il volto di una diciottenne deceduta a Genova e che pertanto, in questo momento, diventa una vicenda oltremodo delicata e da chiarire in tutti gli aspetti possibili.

I magistrati pertanto stanno per acquisire la cartella clinica e avviare una serie di accertamenti finalizzati a capire cosa sia potuto accadere, anche perché i medici rianimatori che hanno soccorso la donna, nella struttura ospedaliera del capoluogo, hanno inizialmente escluso che sia stata stroncata da un infarto. Tra le ipotesi l’embolia polmonare ma non si può escludere al momento null’altro.
Dalla struttura confermano il decesso, avvenuto nella giornata di ieri (11 giugno), e ora la salma è stata affidata all’ospedale Cardarelli di Campobasso dove avrà luogo l’esame autoptico disposto dai magistrati. Secondo quanto si apprende la signora non soffriva di particolari patologie tanto che si era sottoposta alla vaccinazione anti-covid tre settimane fa nella categoria anagrafica e non come soggetto vulnerabile.

https://www.google.it/amp/s/www.primonumero.it/2021/06/donna-di-66-anni-muore-mentre-aspetta-visita-medica-si-era-vaccinata-20-giorni-fa-con-astrazeneca/1530672725/amp/
Morto un 54enne. E al centralino “eventi avversi” non sanno che dire

13 giugno 2021

Il malore in casa, l’ischemia, la corsa in ospedale, l’operazione per asportare un trombo, la terapia intensiva e la morte, 12 giorni dopo la prima dose di AstraZeneca. Cronologia di un calvario su cui indaga la Procura di Brescia che vuole capire se la trombosi fatale che ha colpito il 54enne Gianluca Masserdotti sia direttamente collegata al vaccino: “Non c’è altra spiegazione. I medici che hanno visto le tac non hanno dubbi sulla correlazione tra AstraZeneca e la morte” racconta la compagna dell’uomo, padre di due figli di 20 e 26 anni. “Papà stava bene. Non riesco a crederci” è il pensiero del figlio minore. “Vogliamo sapere cosa è successo, perché ha ricevuto AstraZeneca nonostante l’età inferiore ai 60 anni e se poteva essere evitata questa fine. Credo che sia giusto chiedere spiegazioni” aggiunge la sorella. “Era uno sportivo, sano, non soffriva di alcuna patologia”, racconta la fidanzata. Dal giorno del vaccino alla mattina del malore sono trascorsi otto giorni, ma già dopo sei erano comparsi i primi sintomi. “All’inizio solo il classico dolore al braccio. Poi la febbre a 38 da venerdì”. E poi la stanchezza fino a domenica mattina quando la situazione è precipitata. “Si è svegliato a fatica, si è subito sdraiato di peso sul divano. Poi è caduto e non riuscivo nemmeno a spostarlo. Lui che pesava 60 chili sembrava un tronco” è il ricordo della compagna che di fatto non ha più avuto modo di parlargli. Al Masserdotti di Brescia è stato sottoposto a intervento chirurgico, ma il quadro è rimasto gravissimo e giovedì è deceduto, ma già da 24 ore era stata dichiarata la morte cerebrale. “Abbiamo potuto donare solamente fegato e rene, gli altri organi erano compromessi” raccontano i familiari. La Procura di Brescia acquisirà la cartella clinica e entro un mese attende le prime risposte dagli esami effettuati dopo la morte.
Gli eventi avversi, fortunatamente, non sempre causano la morte, c’è tuttavia chi supera l’evento ma si trova di fronte al dilemma se fare o meno la seconda dose. Il parere dei medici è discordante e non esistono protocolli ufficiali da seguire. Un “sopravvissuto” è Emanuele, insegnante di 40 anni, nessuna predisposizione genetica problematica. Eppure, due mesi dopo la prima dose di AstraZeneca, ha iniziato ad avvertire dolori e gonfiori alla gamba. Grazie all’aiuto di un parente medico, la diagnosi è stata tempestiva: trombosi superficiale. “Il chirurgo vascolare – racconta Emanuele – mi ha spiegato che questo è un evento raro. Solitamente ci dev’essere una certa familiarità e si manifesta intorno ai 25-30 anni”. Dopo un mese di cure, la vita di Emanuele sta lentamente tornando alla normalità. Per il richiamo, però, si è trovato di fronte a un limbo. Nel giorno fissato per la seconda dose all’Asl di Avellino si è presentato il padre con le analisi: “Per certificare il fatto che il mio sistema immunitario aveva reagito bene alla prima dose e la seconda, forse, non sarebbe stata necessaria”, spiega. Emanuele è stato comunque segnato come assente al richiamo: “Altri medici – racconta – mi hanno sconsigliato di sottopormi alla seconda dose. A me però serve un parere scientifico, non posso decidere da solo”. E, in effetti, se si chiama il numero istituito dal ministero della Salute per l’emergenza Covid, i dubbi vengono confermati. In caso di eventi avversi dovuti a una prima dose di AstraZeneca non ci sono protocolli per stabilire se fare o meno il richiamo. In generale, in caso di effetti gravi, gli esperti sconsigliano di fare la seconda dose, ma sta poi al medico valutare in che modo procedere dopo un evento avverso.


https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/13/morto-un-54enne-e-al-centralino-eventi-avversi-non-sanno-che-dire/6228572/amp/
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G7 - Dove sono le mascherine e il distanziamento sociale? Così come la quarantena dopo il viaggio?
Scoppia il caso J&J: mezzo Cts per lo stop. “Ora è un pasticcio”

13 giugno 2021

Buona parte del Comitato tecnico scientifico, tra mercoledì e venerdì, era per limitare a chi ha almeno 60 anni anche il vaccino Janssen (Johnson & Johnson), l’altro vaccino a vettore virale, e non solo Vaxzevria (AstraZeneca). Si è espresso così anche Giorgio Palù, virologo di fama internazionale e presidente di Aifa, l’agenzia del farmaco. E sulle stesse posizioni c’erano Gianni Rezza del ministero della Salute, l’immunologo Sergio Abrignani, il direttore dello Spallanzani Giuseppe Ippolito e altri. C’è stata qualche tensione. Poi però nel parere trasmesso al ministero, che nella notte tra venerdì e sabato ha preparato la circolare che ha escluso AstraZeneca per gli under 60, è uscito un passaggio meno netto su J&J, voluto dal coordinatore Franco Locatelli che presiede anche il Consiglio superiore di Sanità e gode più di tutti della fiducia di Mario Draghi. “Un pasticcio”, convengono, dietro le quinte, diversi membri del Cts. Come spesso avviene, la politica si è nascosta dietro la scienza.
Dopo aver ricordato i dati Usa sulle trombosi rare – 7 eventi per milione nelle donne fra 18 e 49 anni e 0,9 per milione tra le donne di età pari o superiore a 50 anni – il Cts scrive: “Pur tenendo conto delle analogie esistenti tra il vaccino Vaxzevria e il vaccino Janssen, per quanto riguarda sia le piattaforme che la tipologia di eventi tromboembolici riportati nella letteratura, lo stato attuale delle conoscenze (che fanno propendere per un rischio associato all’adenovirus), il numero di poco superiore al milione di dosi a oggi somministrate nel Paese e la rarità, anche in ambito europeo, delle segnalazioni di Vitt (acronimo inglese che sta per trombosi trombocitopeniche indotte da vaccino, ndr) a oggi disponibili, non permettono di trarre valutazioni conclusive rispetto al rapporto beneficio/rischio relativo al vaccino Jansen”. Che tuttavia, ribadisce il Cts, “viene raccomandato, anche alla luce di quanto definito da Aifa, per soggetti di età superiore ai 60 anni”. Il comitato promette nuove valutazioni e intanto invita al “monitoraggio” degli eventi avversi, in particolare delle Vitt, che certamente si farà anche se in Italia – a differenza di Usa, Regno Unito e altri Paesi – è difficile ottenere i dati completi per sesso, fasce d’età e tipo di vaccino somministrato.
Così le Regioni fanno da sole, cioè prendono sul serio la “raccomandazione” su J&J. Che del resto c’era già, come per AstraZeneca, ma è stata sacrificata all’obiettivo di accelerare e di smaltire le dosi in eccesso di Az anche con gli Astra Day dai 18 anni in su che sono poi finiti nell’occhio del ciclone. Il Cts li aveva autorizzati il 12 maggio scorso e nel parere di venerdì afferma che le cose sono cambiate con la drastica riduzione nella circolazione del virus, da circa 130 a 25 nuovi casi alla settimana oltre centomila abitanti; alla Salute sottolineano che quell’autorizzazione non è mai passata da lì.
Ieri il Piemonte e la Puglia hanno fatto sapere che non vaccineranno gli under 60 neppure con J&J. Altre Regioni ci stanno riflettendo. Federfarma darà domani indicazioni alle farmacie, previo confronto con la Regione Lazio: anche i farmacisti potrebbero escludere gli under 60 dal vaccino Janssen. Un rallentamento della campagna vaccinale ci sarà senz’altro, al di là dell’ottimismo confermato in tutte le sedi dal generale Figliuolo.
La circolare di venerdì sera, firmata da Rezza quale direttore della Prevenzione, è di mezza pagina: “Il vaccino Vaxzevria viene somministrato solo a persone di età uguale o superiore ai 60 anni (ciclo completo). Per persone che hanno ricevuto la prima dose di tale vaccino e sono al di sotto dei 60 anni di età, il ciclo deve essere completato con una seconda dose di vaccino a mRna (Comirnaty e cioè Pfizer/Biontech o Moderna, ndr), da somministrare ad una distanza di 8-12 settimane dalla prima dose”. Vaccinazione “eterologa”, prima un vaccino e poi un altro.
Lo stesso Cts riconosce che non ci sono studi validati dalle agenzie regolatorie di Usa e Ue, questa soluzione è stata autorizzata in Canada e in Finlandia. Alcuni scienziati, tra cui il microbiologo di Padova Andrea Crisanti, sono perplessi: “Nessuno lo può dire – ha osservato Crisanti – se il mix sia sicuro. Magari funziona, magari ha dei problemi. Dovrebbero pronunciarsi gli enti regolatori e tutti gli altri dovrebbero fare un passo indietro. Senza i dati non ci si vaccina”. Alla circolare, quasi a prendere le distanze dal pasticcio, è allegato tutto il verbale del Cts. Compresa l’ultima raccomandazione alle Regioni: “Ogniqualvolta promuovano eventi Open Day che sensibilizzano alla vaccinazione anti-Sars-CoV-2, rispettino le indicazioni per fasce d’età, rendendo quanto più possibile l’approccio alla vaccinazione omogeneo sul territorio nazionale”.

https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/13/scoppia-il-caso-jj-mezzo-cts-per-lo-stop-ora-e-un-pasticcio/6228574/amp/
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La Spagna ha riaperto per i turisti provenienti da tutto il mondo, ma solo a coloro che possono dimostrare di essere vaccinati. ⛔️
Forwarded from Giubbe Rosse
Camilla era una ragazza sana, sportiva. Voleva vaccinarsi presto per andare in vacanza dopo il diploma. Non ha mai dubitato: si è fidata, così come noi genitori. AstraZeneca? Se avessimo avuto anche solo il minimo dubbio, la più piccola delle paure, non l’avremmo mai lasciata andare all’open day. In questi giorni doveva dare l’esame di maturità. E già sognava il mare, la spiaggia, il sole. Gli amici, l’estate. Era un angelo di 18 anni, aveva tutta la vita davanti. adesso qualcuno dovrà spiegare cosa è accaduto. E prendersi le responsabilità per questo dolore che è troppo grande, ingiusto".

Roberto Canepa, Barbara Spoto: il papà e la mamma di Camilla sono chiusi nel loro appartamento di Sestri Levante, a poca distanza dalla stazione. Insieme alla figlia grande, Beatrice, 23 anni. Raccontano la loro disperazione. Le inquietudini. "Però preferiamo non dire altro. Non ora". Dopo l’autopsia prevista martedì prossimo i genitori - hanno dato l’ok all’espianto degli organi - saranno sentiti come persone offese dalla Procura di Genova. Omicidio colposo: i magistrati hanno aperto un fascicolo contro ignoti, i Nas hanno sequestrato le cartelle cliniche. (Fonte: Repubblica)
"I rischi per i bambini derivanti dalla vaccinazione della madre potrebbero essere causati dalla proteina spike prodotta dalla madre sottoposta a vaccinazione, con passaggio nel latte materno o dal passaggio degli anticorpi. 
Quest'ultimo potrebbe spiegare bene questo rapporto nei dati sugli eventi avversi del vaccino degli Stati Uniti dove si riscontra la morte di un bambino di 5 mesi per trombocitopenia.
 Non sono stati riportati studi sui rischi da proteina spike o anticorpi nel latte materno dopo la vaccinazione.

Le attuali affermazioni sulla sicurezza del vaccino-mRNA stesso non sono supportate da prove solide. In un recente preprint , Low et al. ha infatti rilevato l'mRNA del vaccino SARS-CoV-2 nel latte materno umano. Questo era un piccolo studio su 10 operatori sanitari in allattamento che allattavano i loro bambini. Sono stati raccolti quattro campioni di latte materno da ciascun partecipante, un campione prima di ricevere la prima dose del vaccino sperimentale Pfizer/BioNtech e altri tre campioni a vari intervalli dopo la prima e la seconda dose, per un totale di 40 campioni. Non sappiamo se i campioni rappresentino il primo latte o il secondo latte, il che potrebbe influire sui risultati. 

Guardando i dati dello studio, 4 dei 40 campioni provenivano da 3 partecipanti su 10, il che significa che il 30% delle madri è risultato positivo all'mRNA del vaccino nel latte materno. 

In altre parole, 3 bambini su 10 sono esposti all'mRNA sperimentale del vaccino.
 
Questo numero potrebbe
essere probabilmente maggiore, dato che i lattanti spesso allattano più di cinque volte al giorno e gli unici 4 campioni di latte materno raccolti per partecipante sono stati prelevati per diverse settimane. 

Uno studio migliore avrebbe prelevato almeno due campioni al giorno, con un campione di primo latte e uno di secondo latte, per almeno 28 giorni dopo la prima e di nuovo dopo la seconda dose della vaccinazione sperimentale.  

Sebbene le quantità assolute di mRNA del vaccino rilevate nel latte materno umano fossero molto basse (la concentrazione più alta era di 2 ng/ml), questa è comunque una quantità relativamente elevata per i bambini piccoli.     

Si afferma quindi che qualsiasi vaccino-mRNA presente nel latte materno umano che viene poi consumato dal bambino dovrebbe essere facilmente distrutto/digerito. 

Tuttavia, questa è un'affermazione non dimostrata.

 L'mRNA del vaccino viene trasportato in nanoparticelle lipidiche progettate per imitare le vescicole extracellulari umane (EV). C'è un'ampia ricerca che dimostra che i veicoli elettrici nel latte sopravvivono al tratto digestivo umano. Sono infatti prontamente assorbiti nel sistema vascolare e più specificamente si bioaccumulano nel cervello.

 L'mRNA è stato rilevato nel latte materno umano e ha dimostrato
di sopravvivere al passaggio attraverso lo stomaco, mantenendo le capacità biologicamente attive.  

Ciò sfida l'affermazione secondo cui l'mRNA del vaccino viene rapidamente degradato.  

Se non digerito, tale mRNA del vaccino potrebbe essere riconosciuto dal sistema immunitario innato, avviando cascate di segnali infiammatori. 
Questo non andrebbe bene per un bambino che allatta. Non abbiamo idea se contribuirà a problemi intestinali. È chiaro che c'è ancora così tanto sconosciuto, il che significa che non ci possono essere garanzie di sicurezza"[...]

https://www.hartgroup.org/risk-to-babies-vaccinated-mothers/
Forwarded from DataBase Italia
L’EMA CHIEDE AD ASTRAZENECA DI AGGIUNGERE LA “SINDROME DA PERDITA CAPILLARE” TRA GLI EFFETTI AVVERSI. Database Italia

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https://www.databaseitalia.it/lema-chiede-ad-astrazeneca-di-aggiungere-la-sindrome-da-perdita-capillare-tra-gli-effetti-avversi/