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Le industrie petrolifere e del gas prevedono di sostituire il personale vaccinato entro i prossimi 3 anni.
Forwarded from Paolo Bellavite
Rispuntano gli immunodepressi. Ci mancavano
Su Radio uno la dottssa Popoli di AIFA - tra tanti distinguo - ha introdotto l’argomento “vacciniamo i bambini per proteggere i compagni che non possono vaccinarsi”
C’era da aspettarselo: il cavallo di battaglia provax aveva funzionato sotto la Lorenzin, perché non usarlo anche sotto Speranza-Figliuolo?
Eh NO! Gentile dottoressa, ha dimenticato di dire che questo vaccino non contiene virus vivi replicanti e in teoria possono vaccinarsi tutti, se vogliono.
PS: l’argomento degli immunodepressi non vale manco per i vaccini “lorenziniani”: http://www.paolobellavite.it/files/313_2019-ImmunodepressiEP-pubblicato.pdf
Su Radio uno la dottssa Popoli di AIFA - tra tanti distinguo - ha introdotto l’argomento “vacciniamo i bambini per proteggere i compagni che non possono vaccinarsi”
C’era da aspettarselo: il cavallo di battaglia provax aveva funzionato sotto la Lorenzin, perché non usarlo anche sotto Speranza-Figliuolo?
Eh NO! Gentile dottoressa, ha dimenticato di dire che questo vaccino non contiene virus vivi replicanti e in teoria possono vaccinarsi tutti, se vogliono.
PS: l’argomento degli immunodepressi non vale manco per i vaccini “lorenziniani”: http://www.paolobellavite.it/files/313_2019-ImmunodepressiEP-pubblicato.pdf
Vaccini, la frenata c’è. E sul mix “eterologo” l’Ema non si esprime
18 giugno 2021
Giugno doveva essere il mese della “spallata”, ma purtroppo potrebbe rivelarsi quello della frenata. La campagna vaccinale italiana, infatti, sembra risentire dell’incertezza seguita alla giravolta su AstraZeneca (divieto di somministrazione del vaccino a vettore virale per gli under 60 anni a seguito della tragica morte della 18enne Camilla Canepa) e del conseguente caos sulle seconde dosi. “La decisione di somministrare AstraZeneca – aveva detto il generale Figliuolo il giorno dopo le nuove indicazioni dell’Aifa – avrà qualche impatto sul piano vaccinale”. E così sembra essere stato.
Il 10 giugno, giorno della notizia della morte di Camilla, erano state somministrate 618.689 dosi di vaccino anti-Covid, un record superato solo il 4 giugno (627.541). Due giorni dopo – il 13 giugno –le dosi sono scese a 420.670, per poi tornare a salire oltre il mezzo milione nei tre giorni seguenti. Il trend anche se l’esperienza insegna che le forti oscillazioni sono sempre possibili, sembra in frenata: “Il Piano – assicurava tuttavia ancora mercoledì il generale Figliuolo – è ancora sostenibile”. Resta il fatto che – secondo il report settimanale della Fondazione Gimbe – 2,66 milioni di ultrasessantenni non hanno ancora ricevuto nemmeno la prima dose e 6,2 milioni devono completare il ciclo vaccinale. E – come abbiamo dato conto ieri – il cosiddetto “abbandono vaccinale” (chi rifiuta una dose AstraZeneca o una seconda di altro vaccino) riguarda anche gli over 60.
Certo a fare chiarezza non aiuta l’Ema, l’Agenzia europea del Farmaco. Negli ultimi giorni, com’è noto, si è parlato molto di mix vaccinale, altrimenti detto “vaccinazione eterologa”, ossia la somministrazione di una seconda dose di un siero diverso rispetto dall’AstraZeneca ricevuto in prima istanza dagli under 60. Ebbene, ieri l’Agenzia europea è intervenuta sul tema creando – se possibile – ancora più incertezza: “L’approccio del mix di vaccini fra prima e seconda dose – ha detto Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici per Covid-19 dell’Ema – è stato adottato con successo in passato ed è ben noto che spesso ha come esito una migliore risposta immune. Ma riguardo ai vaccini Covid abbiamo evidenze limitate, anche se alcuni studi preliminari hanno mostrato che la risposta immunitaria sembra essere soddisfacente e non stanno emergendo particolari problemi da un punto di vista di sicurezza. Quindi potrebbe essere una strategia da adottare, ma certamente le evidenze sono limitate ed è importante che raccogliamo più informazioni e monitoriamo attentamente”.
Ema, quindi, non può che alzare le mani: “Non è facile – prosegue Cavaleri – uscire fuori con una raccomandazione clinica”. Quindi che fare? “La decisione – conclude il dirigente Ema – è degli Stati Ue. AstraZeneca e Johnson&Johnson hanno un rapporto rischio beneficio positivo da 18 anni in su ed è una decisione degli Stati scegliere se lo vogliono usare solo in alcune popolazioni, se optare per il mix con un vaccino a mRna per il richiamo”.
Notizie confortanti, tuttavia, arrivano sul fronte degli effetti avversi della vaccinazione: “Ad oggi abbiamo 10 possibili casi di trombosi associata a trombocitopenia su oltre 6 milioni di persone vaccinate contro Covid con il vaccino Johnson&Johnson nello Spazio economico europeo – ha comunicato Georgy Genov, responsabile della Farmacoviglianza dell’Agenzia europea del farmaco – E su 45 milioni di vaccinati con AstraZeneca abbiamo 405 casi potenziali di queste trombosi atipiche con bassi livelli di piastrine”.
Quanto al pericolo variante Delta (ieri nel Regno Unito 11 mila contagi, come il 19 febbraio), secondo i dati del Public Health England – comunica il report Gimbe –una singola dose di Pfizer o AstraZeneca ha un’efficacia solo del 33% , percentuale che dopo la seconda dose sale, rispettivamente, all’88% e al 60%.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/18/vaccini-la-frenata-ce-e-sul-mix-eterologo-lema-non-si-esprime/6233867/amp/
18 giugno 2021
Giugno doveva essere il mese della “spallata”, ma purtroppo potrebbe rivelarsi quello della frenata. La campagna vaccinale italiana, infatti, sembra risentire dell’incertezza seguita alla giravolta su AstraZeneca (divieto di somministrazione del vaccino a vettore virale per gli under 60 anni a seguito della tragica morte della 18enne Camilla Canepa) e del conseguente caos sulle seconde dosi. “La decisione di somministrare AstraZeneca – aveva detto il generale Figliuolo il giorno dopo le nuove indicazioni dell’Aifa – avrà qualche impatto sul piano vaccinale”. E così sembra essere stato.
Il 10 giugno, giorno della notizia della morte di Camilla, erano state somministrate 618.689 dosi di vaccino anti-Covid, un record superato solo il 4 giugno (627.541). Due giorni dopo – il 13 giugno –le dosi sono scese a 420.670, per poi tornare a salire oltre il mezzo milione nei tre giorni seguenti. Il trend anche se l’esperienza insegna che le forti oscillazioni sono sempre possibili, sembra in frenata: “Il Piano – assicurava tuttavia ancora mercoledì il generale Figliuolo – è ancora sostenibile”. Resta il fatto che – secondo il report settimanale della Fondazione Gimbe – 2,66 milioni di ultrasessantenni non hanno ancora ricevuto nemmeno la prima dose e 6,2 milioni devono completare il ciclo vaccinale. E – come abbiamo dato conto ieri – il cosiddetto “abbandono vaccinale” (chi rifiuta una dose AstraZeneca o una seconda di altro vaccino) riguarda anche gli over 60.
Certo a fare chiarezza non aiuta l’Ema, l’Agenzia europea del Farmaco. Negli ultimi giorni, com’è noto, si è parlato molto di mix vaccinale, altrimenti detto “vaccinazione eterologa”, ossia la somministrazione di una seconda dose di un siero diverso rispetto dall’AstraZeneca ricevuto in prima istanza dagli under 60. Ebbene, ieri l’Agenzia europea è intervenuta sul tema creando – se possibile – ancora più incertezza: “L’approccio del mix di vaccini fra prima e seconda dose – ha detto Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici per Covid-19 dell’Ema – è stato adottato con successo in passato ed è ben noto che spesso ha come esito una migliore risposta immune. Ma riguardo ai vaccini Covid abbiamo evidenze limitate, anche se alcuni studi preliminari hanno mostrato che la risposta immunitaria sembra essere soddisfacente e non stanno emergendo particolari problemi da un punto di vista di sicurezza. Quindi potrebbe essere una strategia da adottare, ma certamente le evidenze sono limitate ed è importante che raccogliamo più informazioni e monitoriamo attentamente”.
Ema, quindi, non può che alzare le mani: “Non è facile – prosegue Cavaleri – uscire fuori con una raccomandazione clinica”. Quindi che fare? “La decisione – conclude il dirigente Ema – è degli Stati Ue. AstraZeneca e Johnson&Johnson hanno un rapporto rischio beneficio positivo da 18 anni in su ed è una decisione degli Stati scegliere se lo vogliono usare solo in alcune popolazioni, se optare per il mix con un vaccino a mRna per il richiamo”.
Notizie confortanti, tuttavia, arrivano sul fronte degli effetti avversi della vaccinazione: “Ad oggi abbiamo 10 possibili casi di trombosi associata a trombocitopenia su oltre 6 milioni di persone vaccinate contro Covid con il vaccino Johnson&Johnson nello Spazio economico europeo – ha comunicato Georgy Genov, responsabile della Farmacoviglianza dell’Agenzia europea del farmaco – E su 45 milioni di vaccinati con AstraZeneca abbiamo 405 casi potenziali di queste trombosi atipiche con bassi livelli di piastrine”.
Quanto al pericolo variante Delta (ieri nel Regno Unito 11 mila contagi, come il 19 febbraio), secondo i dati del Public Health England – comunica il report Gimbe –una singola dose di Pfizer o AstraZeneca ha un’efficacia solo del 33% , percentuale che dopo la seconda dose sale, rispettivamente, all’88% e al 60%.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/18/vaccini-la-frenata-ce-e-sul-mix-eterologo-lema-non-si-esprime/6233867/amp/
Il Fatto Quotidiano
Vaccini, la frenata c’è. E sul mix “eterologo” l’Ema non si esprime - Il Fatto Quotidiano
Giugno doveva essere il mese della “spallata”, ma purtroppo potrebbe rivelarsi quello della frenata. La campagna vaccinale italiana, infatti, sembra risentire dell’incertezza seguita alla giravolta su AstraZeneca (divieto di somministrazione del vaccino a…
CureVac efficace al 47% Ma lo paghiamo lo stesso
18 giugno 2021
L’Italia e gli altri Paesi Ue rischiano di dover pagare le 300 milioni di dosi pattuite con CureVac, nonostante venisse confermata la debole efficacia del suo vaccino contro il Covid. È quanto emerge dall’esame del contratto firmato dalla Commissione europea con la società biotech tedesca che due giorni fa ha annunciato che l’immunizzazione ha finora funzionato solo sul 47% dei pazienti, lasciando scoperti gli over 60, ossia le categorie più a rischio.
CureVac, finanziata con 300 milioni di euro a fondo perduto da Berlino e un prestito di 75 milioni di euro dalla Banca europea degli investimenti, ha comunicato i dati provvisori dei suoi test all’Agenzia europea dei medicinali (Ema) che ha già accertato la sicurezza per la salute del vaccino. Deciderà se approvarlo o meno una volta ricevuta l’analisi completa.
Questa comprenderà altri 80 individui testati e potrebbe spingere il livello di protezione dalla malattia fino al 50%, soglia minima stabilita dall’Ema. Anche se questa fosse raggiunta, il vaccino CureVac risulterebbe poco efficace (soprattutto rispetto al livello del 95% degli altri vaccini mRna di Pfizer e Moderna). Tuttavia i governi dovranno acquistarlo lo stesso. Lo stabiliscono le clausole contrattuali che scaglionano il pagamento in tre rate, come anticipato dal Fatto. “Non siamo sorpresi, avevamo denunciato già in passato i contratti capestro firmati dalla Commissione con le grandi case farmaceutiche che consentono loro zero rischi ma il pieno dei profitti”, dichiara Tiziana Beghin, capo della delegazione M5S Stelle all’Europarlamento. La Commissione ha già versato il primo acconto (sotto riserbo) subito dopo la conclusione dell’accordo.
Gli Stati membri saldano la seconda e la terza rata in proporzione alle dosi spettanti a ciascuno. L’articolo 1.17.2 li obbliga al secondo versamento non appena CureVvac avrà comunicato loro di aver presentato all’Ema i risultati temporanei della sua sperimentazione clinica. Quindi, l’obbligo dovrebbe essere già scattato. La terza e ultima rata è dovuta all’effettiva consegna delle dosi. L’importo (come anche la scadenza) del secondo pagamento non è noto poiché coperto da omissis nella versione desecretata del testo. Si sa però che equivale a una percentuale del valore complessivo delle dosi assegnate. L’Italia ha una quota di 30 milioni di dosi al prezzo di 300 milioni di euro (10 euro a dose). “Quanto anticipato va restituito solo se CureVac viola le garanzie concordate per la fase di consegna, pertanto, non verrà rimborsato anche se l’Ema boccerà il vaccino”, spiega Clive Douglas, avvocato e mediatore commerciale presso lo studio legale britannico Nexa. Secondo lui, una serie di cavilli tecnici avvantaggiano CureVac a discapito delle casse statali: “Il secondo pagamento va effettuato secondo i moduli di ordinazione dei vaccini che i singoli governi devono restituire entro 15 giorni dalla data in cui la Commissione ha notificato a CureVac il piano di ripartizione delle dosi che, a sua volta, andava trasmesso 30 giorni dalla firma del contratto”, chiarisce Douglas.
I giochi sono ormai fatti visto che l’accordo è stato stipulato a metà novembre 2020. Peraltro, l’articolo 1.5.3 dice che “a scanso di equivoci, ogni Stato membro è obbligato ad acquistare e pagare le dosi contrattualmente assegnategli (…) indipendentemente dal fatto che tale modulo d’ordine del vaccino sia concluso o meno”. Resterebbe salva, per Douglas, la possibilità per i governi di rifiutare il pagamento dell’ultima rata, in base all’interpretazione delle diverse disposizioni.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/18/curevac-efficace-al-47-ma-lo-paghiamo-lo-stesso/6233871/amp/
18 giugno 2021
L’Italia e gli altri Paesi Ue rischiano di dover pagare le 300 milioni di dosi pattuite con CureVac, nonostante venisse confermata la debole efficacia del suo vaccino contro il Covid. È quanto emerge dall’esame del contratto firmato dalla Commissione europea con la società biotech tedesca che due giorni fa ha annunciato che l’immunizzazione ha finora funzionato solo sul 47% dei pazienti, lasciando scoperti gli over 60, ossia le categorie più a rischio.
CureVac, finanziata con 300 milioni di euro a fondo perduto da Berlino e un prestito di 75 milioni di euro dalla Banca europea degli investimenti, ha comunicato i dati provvisori dei suoi test all’Agenzia europea dei medicinali (Ema) che ha già accertato la sicurezza per la salute del vaccino. Deciderà se approvarlo o meno una volta ricevuta l’analisi completa.
Questa comprenderà altri 80 individui testati e potrebbe spingere il livello di protezione dalla malattia fino al 50%, soglia minima stabilita dall’Ema. Anche se questa fosse raggiunta, il vaccino CureVac risulterebbe poco efficace (soprattutto rispetto al livello del 95% degli altri vaccini mRna di Pfizer e Moderna). Tuttavia i governi dovranno acquistarlo lo stesso. Lo stabiliscono le clausole contrattuali che scaglionano il pagamento in tre rate, come anticipato dal Fatto. “Non siamo sorpresi, avevamo denunciato già in passato i contratti capestro firmati dalla Commissione con le grandi case farmaceutiche che consentono loro zero rischi ma il pieno dei profitti”, dichiara Tiziana Beghin, capo della delegazione M5S Stelle all’Europarlamento. La Commissione ha già versato il primo acconto (sotto riserbo) subito dopo la conclusione dell’accordo.
Gli Stati membri saldano la seconda e la terza rata in proporzione alle dosi spettanti a ciascuno. L’articolo 1.17.2 li obbliga al secondo versamento non appena CureVvac avrà comunicato loro di aver presentato all’Ema i risultati temporanei della sua sperimentazione clinica. Quindi, l’obbligo dovrebbe essere già scattato. La terza e ultima rata è dovuta all’effettiva consegna delle dosi. L’importo (come anche la scadenza) del secondo pagamento non è noto poiché coperto da omissis nella versione desecretata del testo. Si sa però che equivale a una percentuale del valore complessivo delle dosi assegnate. L’Italia ha una quota di 30 milioni di dosi al prezzo di 300 milioni di euro (10 euro a dose). “Quanto anticipato va restituito solo se CureVac viola le garanzie concordate per la fase di consegna, pertanto, non verrà rimborsato anche se l’Ema boccerà il vaccino”, spiega Clive Douglas, avvocato e mediatore commerciale presso lo studio legale britannico Nexa. Secondo lui, una serie di cavilli tecnici avvantaggiano CureVac a discapito delle casse statali: “Il secondo pagamento va effettuato secondo i moduli di ordinazione dei vaccini che i singoli governi devono restituire entro 15 giorni dalla data in cui la Commissione ha notificato a CureVac il piano di ripartizione delle dosi che, a sua volta, andava trasmesso 30 giorni dalla firma del contratto”, chiarisce Douglas.
I giochi sono ormai fatti visto che l’accordo è stato stipulato a metà novembre 2020. Peraltro, l’articolo 1.5.3 dice che “a scanso di equivoci, ogni Stato membro è obbligato ad acquistare e pagare le dosi contrattualmente assegnategli (…) indipendentemente dal fatto che tale modulo d’ordine del vaccino sia concluso o meno”. Resterebbe salva, per Douglas, la possibilità per i governi di rifiutare il pagamento dell’ultima rata, in base all’interpretazione delle diverse disposizioni.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/18/curevac-efficace-al-47-ma-lo-paghiamo-lo-stesso/6233871/amp/
Il Fatto Quotidiano
CureVac efficace al 47%. Ma lo paghiamo lo stesso - Il Fatto Quotidiano
L’Italia e gli altri Paesi Ue rischiano di dover pagare le 300 milioni di dosi pattuite con CureVac, nonostante venisse confermata la debole efficacia del suo vaccino contro il Covid. È quanto emerge dall’esame del contratto firmato dalla Commissione europea…
Forwarded from Giubbe Rosse
SI RIPETONO I CASI DI REINFEZIONE POST VACCINO Dodici morti per Covid in Belgio: tutti vaccinati (Fonte: Infodujour). https://infodujour.fr/societe/50183-douze-morts-du-covid-en-belgique-tous-etaient-vaccines
Infodujour.fr
Douze morts du Covid en Belgique : tous étaient vaccinés
Intrigante épidémie de Covid au sein de la maison de repos « Nos Tayons » à Nivelles en Belgique, qui interroge les scientifiques.
17 giugno 2021
Quattro piloti della British Airways deceduti pochi giorni dopo il vaccino?
Sembra si sia diffusa una notizia che la British Airways si trovi in una situazione di crisi con il Governo britannico a causa della morte di quattro che hanno ricevuto i vaccini Covid e che sono deceduti pochi giorni dopo l’inoculazione.
In alcuni vocali diffusi sui social, una voce maschile afferma che sono morti tre compagni piloti, che “i primi due ragazzi erano tra i quaranta ed i cinquanta anni”, mentre un ultimo ragazzo “sulla trentina” era “perfettamente in forma” e senza patologie pregresse. Quest’ultimo pilota sarebbe morto dopo la seconda dose di vaccino Covid, “esattamente la stessa cosa che é capitata ai primi due”, si afferma nel vocale.
Poi viene detto che “per questo motivo, la British Airways è ora in trattative di crisi con il Governo, sull’opportunità o meno di consentire ai piloti vaccinati di volare”.
Continua la voce all’interno del vocale: “Il problema con questo ovviamente è che circa l’80%, secondo il mio amico in British Airways, l’80-85% è stato vaccinato” e che dunque solo “il 10% dei piloti sarà in grado di volare”.
https://www.theitaliantribune.it/piloti-della-british-airways-deceduti-pochi-giorni-dopo-il-vaccino-nessuna-crisi-con-il-governo-britannico/
Quattro piloti della British Airways deceduti pochi giorni dopo il vaccino?
Sembra si sia diffusa una notizia che la British Airways si trovi in una situazione di crisi con il Governo britannico a causa della morte di quattro che hanno ricevuto i vaccini Covid e che sono deceduti pochi giorni dopo l’inoculazione.
In alcuni vocali diffusi sui social, una voce maschile afferma che sono morti tre compagni piloti, che “i primi due ragazzi erano tra i quaranta ed i cinquanta anni”, mentre un ultimo ragazzo “sulla trentina” era “perfettamente in forma” e senza patologie pregresse. Quest’ultimo pilota sarebbe morto dopo la seconda dose di vaccino Covid, “esattamente la stessa cosa che é capitata ai primi due”, si afferma nel vocale.
Poi viene detto che “per questo motivo, la British Airways è ora in trattative di crisi con il Governo, sull’opportunità o meno di consentire ai piloti vaccinati di volare”.
Continua la voce all’interno del vocale: “Il problema con questo ovviamente è che circa l’80%, secondo il mio amico in British Airways, l’80-85% è stato vaccinato” e che dunque solo “il 10% dei piloti sarà in grado di volare”.
https://www.theitaliantribune.it/piloti-della-british-airways-deceduti-pochi-giorni-dopo-il-vaccino-nessuna-crisi-con-il-governo-britannico/
Forwarded from Paolo Bellavite
lanuovabq.it
«Sottovalutati i rischi della patologia da vaccino»
«C’è una patologia da vaccino, ignorando le interazioni con i recettori ACE2 si sottovaluta il rischio». La Bussola intervista il professor Bellavite: «Aifa ignora i nessi di causa di emorragie e trombosi appellandosi a patologie pregresse, che invece potrebbero…
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Il vaccino in Brasile non ha un nome. Si chiama semplicemente "Vaccino contro il Covid". Nessun nome, nessuna responsabilità, niente!
Forwarded from Dr. Stefano Scoglio (Stefano Scoglio)
Finalmente pubblico l’articolo sul documento bomba del CDC americano che confessa che i virus, incluso il SARS-Cov2, non si possono isolare... Con video esplicativo allegato....Diffondete!!https://www.databaseitalia.it/la-prova-definitiva-che-lisolamento-dei-virus-e-farsa/
Forwarded from 🥇OFFERTE VIRALI 🔝- Le più popolari del momento
❗️ Covid: Speranza, quarantena di 5 giorni per chi viene da Gb
@covid19
@covid19
Covid: è improbabile che ai bambini di età compresa tra 12 e 17 anni venga offerto il vaccino nel Regno Unito
https://www.bbc.com/news/health-57496074
https://www.bbc.com/news/health-57496074
BBC News
Covid: Children aged 12-17 unlikely to be offered vaccine in UK
Some groups of children may be vaccinated - but not all, the UK's vaccine experts are expected to say.
INDONESIA
Oltre 350 operatori sanitari vaccinati in Indonesia contagiati, decine ricoverati in ospedale.
https://thethaiger.com/news/regional/indonesia-en/over-350-vaccinated-medical-workers-in-indonesia-infected-dozens-hospitalised
Oltre 350 operatori sanitari vaccinati in Indonesia contagiati, decine ricoverati in ospedale.
https://thethaiger.com/news/regional/indonesia-en/over-350-vaccinated-medical-workers-in-indonesia-infected-dozens-hospitalised
Thaiger
Over 350 vaccinated medical workers in Indonesia infected, dozens hospitalised | Thaiger
Hundreds of healthcare workers in Indonesia have tested positive for Covid-19, despite being vaccinated, with dozens hospitalised.
Obbligo Vaccinale: quali i mezzi di tutela per il personale sanitario? - Avv. Maria Grazia D'Oria
https://youtu.be/TWzcl7zmrPs
https://youtu.be/TWzcl7zmrPs
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Obbligo Vaccinale: quali i mezzi di tutela per il personale sanitario? - Avv. Maria Grazia D'Oria
Obbligo Vaccinale: quali i mezzi di tutela per il personale sanitario? - Avv. Maria Grazia D'Oria Asl Brindisi: sospeso infermiere non vaccinato. Non percepirà lo stipendio fino al 31 dicembre 2021 sulla base del decreto legislativo n.44 dell' 1 Aprile 2021.…