Cento (Ferrara)
Muore il giorno dopo il vaccino Covid Roberto Cavazzoni, 57 anni, i dubbi degli amici
18 giugno 2021
E’ morto il giorno dopo essersi sottoposto alla vaccinazione anti-Covid. Una sfortunata coincidenza o c’è dell’altro? La domanda arriva dagli amici di una vita di Roberto Cavazzoni, 57 anni di Cento, che sabato scorso è stato trovato senza vita sul proprio letto. "Venerdì si è vaccinato alla Pandurera di Cento – racconta Massimo Alberghini – poi, la stessa sera, è venuto a casa mia a mangiare. Mi diceva che sentiva pizzicare, quasi bruciare, tutto il corpo. Si grattava, ma non ricordo di aver notato arrossamenti particolari. Onestamente, non ricordo con esattezza quale tipologia di vaccino aveva ricevuto". Lì per lì, i due uomini non hanno comunque pensato che dietro al fastidio ci potesse essere qualcosa di serio. Poi Cavazzoni è tornato a casa, in un appartamento popolare della città centese. Lì viveva con un altro amico, Giancarlo Lemoine: "Una volta rientrato, mi ha detto che non si sentiva molto bene – precisa – ed è andato a riposare a letto. Io l’ho visto dormire e non mi sono preoccupato. Poi però il giorno dopo l’ho trovato nella stessa posizione e ho chiamato il 118". Stando a quanto ammesso dallo stesso Lemoine, il medico avrebbe accertato la morte naturale. Anche dall’Ausl, in tal senso, non arrivano notizie differenti: la causa più probabile sarebbe quella di un infarto. Ma per gli amici di Cavazzoni, la scomparsa improvvisa dell’uomo merita una risposta più precisa. L’assenza di una famiglia (il signor Roberto non aveva una moglie ne dei figli, ma solamente una lontana nipote che, però, al momento vivrebbe lontana da Cento) ha spinto Alberghini e Lemoine a farsi avanti: "Era una persona disponibile con tutti – lo piangono oggi – e non era affatto preoccupato di sottoporsi al vaccino. Anzi, nei giorni scorsi era serenissimo".
https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/muore-dopo-il-vaccino-i-dubbi-degli-amici-1.6496325
Muore il giorno dopo il vaccino Covid Roberto Cavazzoni, 57 anni, i dubbi degli amici
18 giugno 2021
E’ morto il giorno dopo essersi sottoposto alla vaccinazione anti-Covid. Una sfortunata coincidenza o c’è dell’altro? La domanda arriva dagli amici di una vita di Roberto Cavazzoni, 57 anni di Cento, che sabato scorso è stato trovato senza vita sul proprio letto. "Venerdì si è vaccinato alla Pandurera di Cento – racconta Massimo Alberghini – poi, la stessa sera, è venuto a casa mia a mangiare. Mi diceva che sentiva pizzicare, quasi bruciare, tutto il corpo. Si grattava, ma non ricordo di aver notato arrossamenti particolari. Onestamente, non ricordo con esattezza quale tipologia di vaccino aveva ricevuto". Lì per lì, i due uomini non hanno comunque pensato che dietro al fastidio ci potesse essere qualcosa di serio. Poi Cavazzoni è tornato a casa, in un appartamento popolare della città centese. Lì viveva con un altro amico, Giancarlo Lemoine: "Una volta rientrato, mi ha detto che non si sentiva molto bene – precisa – ed è andato a riposare a letto. Io l’ho visto dormire e non mi sono preoccupato. Poi però il giorno dopo l’ho trovato nella stessa posizione e ho chiamato il 118". Stando a quanto ammesso dallo stesso Lemoine, il medico avrebbe accertato la morte naturale. Anche dall’Ausl, in tal senso, non arrivano notizie differenti: la causa più probabile sarebbe quella di un infarto. Ma per gli amici di Cavazzoni, la scomparsa improvvisa dell’uomo merita una risposta più precisa. L’assenza di una famiglia (il signor Roberto non aveva una moglie ne dei figli, ma solamente una lontana nipote che, però, al momento vivrebbe lontana da Cento) ha spinto Alberghini e Lemoine a farsi avanti: "Era una persona disponibile con tutti – lo piangono oggi – e non era affatto preoccupato di sottoporsi al vaccino. Anzi, nei giorni scorsi era serenissimo".
https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/muore-dopo-il-vaccino-i-dubbi-degli-amici-1.6496325
il Resto del Carlino
Muore dopo il vaccino, i dubbi degli amici
Ma per i sanitari quello di Roberto Cavazzoni è un decesso per cause naturali, forse dovuto a un infarto
18 giugno 2021
Consiglieri Regionali di Fratelli d’Italia all'attacco di Emiliano per l'ospedale Covid in Fiera: "Improvvisazione e sprechi. In un anno di pandemia 200 milioni di debiti"
Il Ministero della Salute - spiega il capogruppo Ignazio Zullo - già da maggio 2020 chiedeva alla Regione di implementare i posti letto. Ad agosto 2020 fu presentato da Emiliano un piano mai attuato e poi costui si è avventurato con l'ospedale della Fiera quando invece sarebbero bastati pochi posti letto negli altri ospedali pugliesi per non incorrere in problemi. Sono tante le questioni aperte, come ad esempio quella dei parcheggi. In Fiera il costo per paziente sarebbe di 50mila euro contro le 18mila di un normale ospedale Covid.
"Emiliano - ha sottolineato Giannicola De Leonardis - ha voluto imitare la Lombardia ma quell'ospedale è fatto con soldi privati, qui con quelli di pantalone. Ricorderete che sono arrivate le tute di 1m 50 dalla Cina. La famosa fabbrica delle mascherine che non si può visitare, non si sa se sia una società privata o pubblica. I misteri di questa pandemia che l'altro giorno ci ha presentato il conto. Ci troviamo a dover pagare 200 milioni di euro di debiti fuori bilancio per 1 anno di gestione della pandemia. Su 10 proposte di legge della giunta 7 sono fuori bilancio. Se avessimo aumentato i posti negli ospedali non avremmo speso tutti questi soldi".
https://www.baritoday.it/politica/ospedale-fiera-fratelli-d-italia-zullo-emiliano..html
Consiglieri Regionali di Fratelli d’Italia all'attacco di Emiliano per l'ospedale Covid in Fiera: "Improvvisazione e sprechi. In un anno di pandemia 200 milioni di debiti"
Il Ministero della Salute - spiega il capogruppo Ignazio Zullo - già da maggio 2020 chiedeva alla Regione di implementare i posti letto. Ad agosto 2020 fu presentato da Emiliano un piano mai attuato e poi costui si è avventurato con l'ospedale della Fiera quando invece sarebbero bastati pochi posti letto negli altri ospedali pugliesi per non incorrere in problemi. Sono tante le questioni aperte, come ad esempio quella dei parcheggi. In Fiera il costo per paziente sarebbe di 50mila euro contro le 18mila di un normale ospedale Covid.
"Emiliano - ha sottolineato Giannicola De Leonardis - ha voluto imitare la Lombardia ma quell'ospedale è fatto con soldi privati, qui con quelli di pantalone. Ricorderete che sono arrivate le tute di 1m 50 dalla Cina. La famosa fabbrica delle mascherine che non si può visitare, non si sa se sia una società privata o pubblica. I misteri di questa pandemia che l'altro giorno ci ha presentato il conto. Ci troviamo a dover pagare 200 milioni di euro di debiti fuori bilancio per 1 anno di gestione della pandemia. Su 10 proposte di legge della giunta 7 sono fuori bilancio. Se avessimo aumentato i posti negli ospedali non avremmo speso tutti questi soldi".
https://www.baritoday.it/politica/ospedale-fiera-fratelli-d-italia-zullo-emiliano..html
BariToday
FdI all'attacco di Emiliano per l'ospedale Covid in Fiera: "Improvvisazione e sprechi. In un anno di pandemia 200 milioni di debiti"
La conferenza stampa degli esponenti di Fratelli d'Italia: "Sarebbe bastato implementare di pochi posti letto ogni altra struttura ospedaliera regionale per evitare di realizzarlo. Qui, invece, andiamo avanti e scopriamo che i costi sono lievitati a dismisura"
Terni
La morte di Lorenzo Scorteccia, 24 anni, il padre disperato: "Era il ritratto della salute".
Il decesso improvviso pochi giorni dopo il vaccino Covid, somministrato il 5 giugno
18 giugno 2021
Terni sotto choc per la scomparsa del giovane portiere del Campitello. Calcio in lutto
Si è svolta l'autopsia sulla salma di Lorenzo Scorteccia, il 24enne scomparso per un malore improvviso mercoledì sera nella casa di famiglia. L'esame disposto dall'autorita' giudiziaria viene eseguito all'ospedale di Foligno dai medici di Anatomia Patologica. I funerali sono in programma domani 19 giugno alle 16 nella chiesa di Borgo Bovio.
Molto conosciuto nell'ambiente calcistico dei dilettanti ternano e umbro, Lorenzo era il portiere del Campitello. Tantissimi gli attestati di cordoglio da tutta la regione.
"Era il ritratto della salute – ha raccontato nel dolore il papà Andrea -, faceva una vita da salutista. Credo alla sua età ce ne siano pochi. Niente fumo, né alcol e mai in discoteca. Basta chiederlo a tutte le società dove ha giocato a calcio e alle varie rappresentative a cui ha preso parte”. Lorenzo si era anche sottoposto al vaccino anti-Covid, lo scorso 5 giugno. Una scomparsa la sua che sconvolge la comunità, stretta intorno ai genitori.
https://www.lanazione.it/umbria/cronaca/morto-lorenzo-scorteccia-1.6497732
La morte di Lorenzo Scorteccia, 24 anni, il padre disperato: "Era il ritratto della salute".
Il decesso improvviso pochi giorni dopo il vaccino Covid, somministrato il 5 giugno
18 giugno 2021
Terni sotto choc per la scomparsa del giovane portiere del Campitello. Calcio in lutto
Si è svolta l'autopsia sulla salma di Lorenzo Scorteccia, il 24enne scomparso per un malore improvviso mercoledì sera nella casa di famiglia. L'esame disposto dall'autorita' giudiziaria viene eseguito all'ospedale di Foligno dai medici di Anatomia Patologica. I funerali sono in programma domani 19 giugno alle 16 nella chiesa di Borgo Bovio.
Molto conosciuto nell'ambiente calcistico dei dilettanti ternano e umbro, Lorenzo era il portiere del Campitello. Tantissimi gli attestati di cordoglio da tutta la regione.
"Era il ritratto della salute – ha raccontato nel dolore il papà Andrea -, faceva una vita da salutista. Credo alla sua età ce ne siano pochi. Niente fumo, né alcol e mai in discoteca. Basta chiederlo a tutte le società dove ha giocato a calcio e alle varie rappresentative a cui ha preso parte”. Lorenzo si era anche sottoposto al vaccino anti-Covid, lo scorso 5 giugno. Una scomparsa la sua che sconvolge la comunità, stretta intorno ai genitori.
https://www.lanazione.it/umbria/cronaca/morto-lorenzo-scorteccia-1.6497732
La Nazione
La morte di Lorenzo Scorteccia, il padre disperato: "Era il ritratto della salute"
Terni sotto choc per la scomparsa del giovane portiere del Campitello. Calcio in lutto
“L’avv. Erich Grimaldi, presidente del comitato terapia domiciliare covid e dell’associazione Unione CDL, in uno ad un centinaio di membri del gruppo, tra cui medici, professionisti sanitari e pazienti guariti, che si sono improvvisamente uniti, in viale Mazzini a Roma, nonché alla giornalista Angela Camuso, ha passeggiato innanzi agli studi Rai, chiedendo, in modo assolutamente pacifico e professionale, di poter dialogare con il Presidente Rai Marcello Luigi Foa, al fine di chiedere chiarimenti circa il silenzio e la censura della televisione pubblica, per cui i cittadini pagano il canone in bolletta, in oltre 16 mesi d’emergenza sanitaria, rispetto alle terapie domiciliari precoci per il covid, che hanno consentito di salvare migliaia di vite, contestando l’omesso rispetto della mission del Servizio Pubblico radiotelevisivo che trova fondamento nei principi posti dalla Costituzione italiana.
L’avv. Grimaldi ha ricordato che il ruolo del servizio pubblico è e deve essere plurale, aperto a idee diverse e anche contrastanti ma deve garantire il diritto di replica e alla libera e corretta informazione per i cittadini italiani, che hanno ricevuto, invece, indicazioni a senso unico sull’andamento dell’emergenza sanitaria, rimanendo terrorizzati dalla malattia.
La RAI, però, anziché, dialogare con l’avv. Erich Grimaldi e chiarire tali aspetti, ha improvvisamente chiuso i cancelli, ponendo, innanzi agli stessi, gli uomini della sicurezza, confermando, di fatto, in netto contrasto con i principi democratici del nostro paese, che la televisione pubblica si è trasformata in tv di stato, circostanza di una gravità inaudita.”
https://www.tvcity.it/protesta-davanti-studi-rai-erich-grimaldi-anziche-dialogare-hanno-chiuso-i-cancelli/
L’avv. Grimaldi ha ricordato che il ruolo del servizio pubblico è e deve essere plurale, aperto a idee diverse e anche contrastanti ma deve garantire il diritto di replica e alla libera e corretta informazione per i cittadini italiani, che hanno ricevuto, invece, indicazioni a senso unico sull’andamento dell’emergenza sanitaria, rimanendo terrorizzati dalla malattia.
La RAI, però, anziché, dialogare con l’avv. Erich Grimaldi e chiarire tali aspetti, ha improvvisamente chiuso i cancelli, ponendo, innanzi agli stessi, gli uomini della sicurezza, confermando, di fatto, in netto contrasto con i principi democratici del nostro paese, che la televisione pubblica si è trasformata in tv di stato, circostanza di una gravità inaudita.”
https://www.tvcity.it/protesta-davanti-studi-rai-erich-grimaldi-anziche-dialogare-hanno-chiuso-i-cancelli/
TVCITY
Protesta davanti studi Rai, Erich Grimaldi: "anzichè dialogare, hanno chiuso i cancelli"
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Fiumicino, 44enne di shock anafilattico dopo il vaccino Covid Pfizer
18 giugno 2021
Voleva sottoporsi alla terapia vaccinale per poter viaggiare, libera, senza impedimenti. Per questo ha chiesto al suo migliore amico, Alberto, di professione guardia giurata, di andarla a prendere presso la sua abitazione ad Acilia e di accompagnarla al Drive-In di Fiumicino.
Così martedì 15, l’altro ieri, la donna, 44 anni, che preferisce restare anonima, si è presenta fiduciosa all’hub dell’aeroporto decisa a farsi inoculare la prima dose del vaccino Pfizer – Biontech. Secondo il SAGE il vaccino Pfizer è sicuro ed efficace. Tuttavia l’Oms ha stilato una lista di categorie per le quali questo tipo di vaccino sarebbe sconsigliato. Tali categorie al momento includono “soggetti con precedenti di gravi allergie, donne in gravidanza, viaggiatori internazionali non appartenenti a un gruppo prioritario, e bambini al di sotto dei 16 anni”.
La reazione al vaccino: difficoltà a respirare e perdita di sensibilità al braccio e al collo
Probabilmente nessuno aveva informato la paziente sui rischi elencati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità all’inizio di quest’anno. Neppure il suo medico curante, che conosceva bene la signora e che sapeva essere di sana e robusta costituzione, si è preoccupato minimamente di mettere in guardia la donna contro eventuali rischi. E che oggi, per questo stesso motivo, dichiara di voler sporgere denuncia. La signora, infatti, fatta entrare alle 16.55, pochi minuti dopo la somministrazione del farmaco ha cominciato ad avere serie difficoltà di respirazione. Presumibilmente a causa di un edema della glottide, in quanto – come ha riferito poi al suo accompagnatore – sentiva le mucose della gola ingrossarsi in modo inverosimile. Non solo. Progressivamente dal collo al braccio destro – il lato dove le era stato iniettato il vaccino – ha iniziato a perdere sensibilità.
“Non ricorda nulla ora, la mia amica – riferisce Alberto, la guardia giurata, in quanto ha perso quasi subito i sensi, restando senza conoscenza per circa 20 minuti. Sa solo che al risveglio tutto il lato destro era come paralizzato e le difficoltà respiratorie persistevano. Il medico le ha iniettato 1,5 mg. di cortisone (quando la dose minima per le crisi anafilattiche è di 4 ml!) e poi un altro farmaco, molto probabilmente adrenalina”, riferisce Alberto. “Quando dopo varie insistenze mi hanno permesso di raggiungerla per capire cosa fosse successo dopo tanta inspiegabile attesa – e forse solo perché ero in divisa – i medici mi hanno rassicurato dicendo che si era trattato di una…crisi d’ansia! Assurdo!”, commenta l’uomo. “Non solo la mia amica non ha mai sofferto di allergie né tanto meno di ansia, ma ancora oggi ha problemi di deglutizione. Ed è molto preoccupata”.
Nessun referto che attesti l’accaduto
Non un foglio scritto, non un referto è stato consegnato alla coppia in relazione all’accaduto, quando la donna ha chiesto di poter tornare a casa dove l’aspettavano i suoi figli. Al call center di Aeroporti di Roma riferiscono che non esiste un numero diretto per parlare con il personale della postazione e ci forniscono il numero verde della Regione Lazio e quello del Ministero della Sanità. Infine il contatto della ASL D Roma 3.
“Non abbiamo il numero dell’Hub di Fiumicino – risponde l’operatrice del centralino – ma possiamo fornire il numero diretto del Dipartimento di Prevenzione. In realtà i numeri sono tre, ma tutti e tre rispondono a vuoto. Ci ripromettiamo di ritentare domattina, perché anche questa inquietante vicenda non passi sotto silenzio.
https://www.google.it/amp/s/www.ilcorrieredellacitta.com/news-fiumicino/fiumicino-ancora-un-caso-di-shock-anafilattico-dopo-il-vaccino.html/amp
18 giugno 2021
Voleva sottoporsi alla terapia vaccinale per poter viaggiare, libera, senza impedimenti. Per questo ha chiesto al suo migliore amico, Alberto, di professione guardia giurata, di andarla a prendere presso la sua abitazione ad Acilia e di accompagnarla al Drive-In di Fiumicino.
Così martedì 15, l’altro ieri, la donna, 44 anni, che preferisce restare anonima, si è presenta fiduciosa all’hub dell’aeroporto decisa a farsi inoculare la prima dose del vaccino Pfizer – Biontech. Secondo il SAGE il vaccino Pfizer è sicuro ed efficace. Tuttavia l’Oms ha stilato una lista di categorie per le quali questo tipo di vaccino sarebbe sconsigliato. Tali categorie al momento includono “soggetti con precedenti di gravi allergie, donne in gravidanza, viaggiatori internazionali non appartenenti a un gruppo prioritario, e bambini al di sotto dei 16 anni”.
La reazione al vaccino: difficoltà a respirare e perdita di sensibilità al braccio e al collo
Probabilmente nessuno aveva informato la paziente sui rischi elencati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità all’inizio di quest’anno. Neppure il suo medico curante, che conosceva bene la signora e che sapeva essere di sana e robusta costituzione, si è preoccupato minimamente di mettere in guardia la donna contro eventuali rischi. E che oggi, per questo stesso motivo, dichiara di voler sporgere denuncia. La signora, infatti, fatta entrare alle 16.55, pochi minuti dopo la somministrazione del farmaco ha cominciato ad avere serie difficoltà di respirazione. Presumibilmente a causa di un edema della glottide, in quanto – come ha riferito poi al suo accompagnatore – sentiva le mucose della gola ingrossarsi in modo inverosimile. Non solo. Progressivamente dal collo al braccio destro – il lato dove le era stato iniettato il vaccino – ha iniziato a perdere sensibilità.
“Non ricorda nulla ora, la mia amica – riferisce Alberto, la guardia giurata, in quanto ha perso quasi subito i sensi, restando senza conoscenza per circa 20 minuti. Sa solo che al risveglio tutto il lato destro era come paralizzato e le difficoltà respiratorie persistevano. Il medico le ha iniettato 1,5 mg. di cortisone (quando la dose minima per le crisi anafilattiche è di 4 ml!) e poi un altro farmaco, molto probabilmente adrenalina”, riferisce Alberto. “Quando dopo varie insistenze mi hanno permesso di raggiungerla per capire cosa fosse successo dopo tanta inspiegabile attesa – e forse solo perché ero in divisa – i medici mi hanno rassicurato dicendo che si era trattato di una…crisi d’ansia! Assurdo!”, commenta l’uomo. “Non solo la mia amica non ha mai sofferto di allergie né tanto meno di ansia, ma ancora oggi ha problemi di deglutizione. Ed è molto preoccupata”.
Nessun referto che attesti l’accaduto
Non un foglio scritto, non un referto è stato consegnato alla coppia in relazione all’accaduto, quando la donna ha chiesto di poter tornare a casa dove l’aspettavano i suoi figli. Al call center di Aeroporti di Roma riferiscono che non esiste un numero diretto per parlare con il personale della postazione e ci forniscono il numero verde della Regione Lazio e quello del Ministero della Sanità. Infine il contatto della ASL D Roma 3.
“Non abbiamo il numero dell’Hub di Fiumicino – risponde l’operatrice del centralino – ma possiamo fornire il numero diretto del Dipartimento di Prevenzione. In realtà i numeri sono tre, ma tutti e tre rispondono a vuoto. Ci ripromettiamo di ritentare domattina, perché anche questa inquietante vicenda non passi sotto silenzio.
https://www.google.it/amp/s/www.ilcorrieredellacitta.com/news-fiumicino/fiumicino-ancora-un-caso-di-shock-anafilattico-dopo-il-vaccino.html/amp
Il Corriere della Città
Fiumicino, ancora un caso di shock anafilattico dopo il vaccino
Voleva sottoporsi alla terapia vaccinale per poter viaggiare, libera, senza impedimenti. Per questo ha chiesto al suo migliore amico, Alberto, di professione guardia giurata, di andarla a prendere presso la sua abitazione ad Acilia e di accompagnarla al Drive…
Morta a Cosenza la 46enne colpita da ictus dopo il vaccino. Caso segnalato all’Aifa
18 giugno 2021
La donna, originaria di Caccuri, dopo la prima dose di AstraZeneca aveva avvertito un malore. È morta nel tardo pomeriggio di ieri
La 46enne di Crotone è morta all’Annunziata di Cosenza. La donna era stata colpita da un ictus qualche giorno dopo che gli era stata somministrata la prima dose del siero AstraZeneca a fine maggio. Originaria di Caccuri, dopo essersi vaccinata aveva avvertito un malore ed aveva subito contattato il suo medico di famiglia. Da li era stata portata in un primo momento all’ospedale di Crotone dove era stata sottoposta ad una Tac che aveva evidenziato la presenza dell’ictus. Si era deciso di trasportare la 46enne all’Annunziata di Cosenza anche per capire se fosse stato possibile intervenire chirurgicamente. Ma le condizioni della donna si sono ulteriormente aggravate: è rimasta intubata ed attaccata alle macchine per quasi 20 giorni in terapia intensiva. La donna, però, non si è più ripresa e nel tardo pomeriggio di ieri è deceduta. I medici dell’ospedale di Cosenza hanno segnalato il caso all’Agenzia del Farmaco ed al ministero della Salute che dovranno ora accertare se vi sia un nesso con l’improvvisa rottura de vasi cerebrali e la somministrazione del vaccino. I familiari hanno autorizzato la donazione degli organi.
https://www.quicosenza.it/news/area-urbana/412106-morta-a-cosenza-la-46enne-colpita-da-ictus-dopo-il-vaccino-caso-segnalato-allaifa
18 giugno 2021
La donna, originaria di Caccuri, dopo la prima dose di AstraZeneca aveva avvertito un malore. È morta nel tardo pomeriggio di ieri
La 46enne di Crotone è morta all’Annunziata di Cosenza. La donna era stata colpita da un ictus qualche giorno dopo che gli era stata somministrata la prima dose del siero AstraZeneca a fine maggio. Originaria di Caccuri, dopo essersi vaccinata aveva avvertito un malore ed aveva subito contattato il suo medico di famiglia. Da li era stata portata in un primo momento all’ospedale di Crotone dove era stata sottoposta ad una Tac che aveva evidenziato la presenza dell’ictus. Si era deciso di trasportare la 46enne all’Annunziata di Cosenza anche per capire se fosse stato possibile intervenire chirurgicamente. Ma le condizioni della donna si sono ulteriormente aggravate: è rimasta intubata ed attaccata alle macchine per quasi 20 giorni in terapia intensiva. La donna, però, non si è più ripresa e nel tardo pomeriggio di ieri è deceduta. I medici dell’ospedale di Cosenza hanno segnalato il caso all’Agenzia del Farmaco ed al ministero della Salute che dovranno ora accertare se vi sia un nesso con l’improvvisa rottura de vasi cerebrali e la somministrazione del vaccino. I familiari hanno autorizzato la donazione degli organi.
https://www.quicosenza.it/news/area-urbana/412106-morta-a-cosenza-la-46enne-colpita-da-ictus-dopo-il-vaccino-caso-segnalato-allaifa
QuiCosenza.it
Morta a Cosenza la 46enne colpita da ictus dopo il vaccino. Caso segnalato all'Aifa - QuiCosenza.it
La donna, originaria di Caccuri, dopo la prima dose di AstraZeneca aveva avvertito un malore. È morta nel tardo pomeriggio di ieri