Eventi Avversi News
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Forwarded from CORVELVA
Si chiama farmacovigilanza la segnalazione di qualsiasi sospetto evento avverso ad un farmaco. Non si fanno "vertici" per decidere. Non diremo altro sul caso perché la situazione richiede silenzio, ma questa non è né medicina e né scienza, ma fede dogmatica.
Circolare Ministero dell'Istruzione green pass
Vaccinazioni e diritti

30 agosto 2021

È costituzionale l’obbligo di vaccinazione per i sanitari introdotto dal D.L. n 44/2021 convertito in legge n 76/2021?

In primo luogo, ogni trattamento sanitario obbligatorio è sotto riserva di legge rafforzata ex art. 32 Cost. Ciò significa che solo il Parlamento, può, se del caso, nei limiti dell’art. 32 Cost, disporre la vaccinazione obbligatoria. Chiaro come invece la cosa sia avvenuta con decreto-legge: in palese deroga agli art. 32 e 77 Cost., il Governo ha sottratto il relativo potere al Parlamento, a nulla rilevando la successiva conversione in una delicata materia come questa.

In secondo luogo, lo scudo penale, ovvero una legge che consenta a taluni rispetto ad altri la possibilità di commettere un delitto, è istituto inesistente nel nostro sistema giuridico, e non ha precedenti. Il diritto penale conosce già l’istituto delle immunità e delle cause generali di non punibilità, non altro. Nel caso di specie, poi, non può dirsi che detto scudo sia messo a tutela dei medici e degli infermieri, poiché è evidente che medici e infermieri, nella misura in cui operino nel rispetto delle norme e protocolli, e secondo le indicazioni e/o gli ordini che vengono loro impartiti, non avrebbero comunque alcuna responsabilità penale, a prescindere dallo scudo. Dunque, lo scudo, nella sua generica formulazione, è posto a protezione non si sa di chi altro, contro ogni regola giuridica. Anche perché, è evidente, delle due l’una: - o la vaccinazione è una normale pratica sanitaria, e allora non ha bisogno di scudi; - oppure la vaccinazione comporta dei rischi e degli imprevisti che le altre pratiche sanitarie non hanno, e allora la vaccinazione non può essere imposta.

In terzo luogo, la norma espressamente riconosce, seppur indirettamente, che la vaccinazione può comportare la morte o la lesione della persona, poiché infatti essa asserisce che “per i fatti di cui agli artt. 589 e 590 c.p. verificatisi a causa della somministrazione di un vaccino”, ecc...
Dunque, se è così, e non si esclude invece in radice ogni possibile nesso eziologico tra vaccinazione e morte o lesioni, conformemente peraltro ad alcune indicazioni pervenute da AIFA, il vaccino non può essere imposto ai sensi dell’art. 32 Cost., e ciò per la stessa giurisprudenza costituzionale formatisi negli anni passati, che ha sempre, costantemente, riconosciuto che ove il vaccino possa comportare un rischio per la salute della persona sottoposta a vaccinazione, lì la vaccinazione non può che essere rimessa a scelta individuale. (così, per tutte, Corte Cost. 22 giugno 1990, n. 307; Corte Cost. 23 giugno 1994, n. 258; Corte Cost. 18 gennaio 2018, n. 5).
Peraltro, una tale imposizione è in contrasto con la risoluzione del Consiglio di Europa n. 2361/2021 la quale vieta agli Stati di rendere obbligatoria la vaccinazione anti Covid 19 e vieta di usarla come discriminante tra lavoratori. Si legge infatti in detta risoluzione: “Assicurare che i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno è politicamente, socialmente o altrimenti sottoposto a pressioni per farsi vaccinare; garantire che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato o per non voler essere vaccinato”.

In quarto luogo non si vede come lo Stato possa imporre il vaccino (ai sanitari) e al tempo stesso creare lo scudo con riferimento al fatto che ha imposto. È impensabile, infatti, che lo Stato possa da una parte obbligare il cittadino ad un trattamento sanitario e dall’altra prevedere che nessuno risponda delle conseguenze di detto obbligo.

Come può scaricarsi sull’obbligato, e non sull’obbligante, la responsabilità dell’obbligo?
Qui siamo due volte oltre i limiti dell’art 32 Cost. poiché:
a) non è possibile imporre a taluno un trattamento sanitario che possa avere dei rischi;
b) e al tempo stesso, e soprattutto, non è possibile prevedere che chi ponga l’obbligo non abbia poi responsabilità per quella imposizione; in uno Stato di diritto ciò è impensabile.
Peraltro, lo scudo penale potrebbe impedire e/o complicare altresì l’azione civile di risarcimento dei danni, e singolare è che il decreto-legge non faccia riferimento nemmeno al diritto all’indennizzo, considerato invece imprescindibile da numerose sentenze della Corte costituzionale in tema di vaccini (v. infatti Corte Cost. 26 febbraio 1998 n. 27; Corte Cost. 16 ottobre 2000 n. 423; Corte Cost. 26 aprile 2012 n. 107; Corte Cost. 14 dicembre 2017 n. 268; Corte Cost. 23 giugno 2020 n. 118, pronunce che hanno dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della l. 25 febbraio 1992 n. 210 nella parte in cui non estende il diritto all’indennizzo a quei soggetti che abbiamo subito danni permanenti a seguito di un vaccino anche solo raccomandato dallo Stato. Ad esse si aggiungono poi le pronunce Corte Cost. 22 giugno 2000 n. 226; Corte Cost.18 aprile 1996 n. 118; Corte Cost. 22 giugno 1990 n. 307, su tempi, modi, e forme dell’indennizzo).

https://www.altalex.com/documents/news/2021/08/30/vaccinazioni-e-diritti-la-necessita-di-una-legge
L'OMS ha pubblicato un "documento guida" per i paesi e i partner attuatori sull'introduzione dei certificati digitali per i vaccini, soprannominato DDCC:VS.

Il lavoro è stato finanziato, tra gli altri, dalla Bill & Melinda Gate's Foundation e dalla Rockefeller Foundation.

https://www.who.int/publications/i/item/WHO-2019-nCoV-Digital_certificates-vaccination-2021.1
La protezione immunitaria naturale che si sviluppa dopo un'infezione da COVID offre uno scudo molto maggiore contro la variante Delta, e forse altre varianti, rispetto a due dosi del vaccino Pfizer.

Questo è, secondo un nuovo grande studio israeliano. Maggiori dettagli nell'articolo.

https://thepulse.one/2021/08/29/covid-infection-provides-greater-protection-than-being-fully-vaccinated-new-study/
Giacomo Venuto, infermiere deceduto dopo il vaccino a Messina il 5 agosto

Parla il medico di famiglia: “Nessuna malattia pregressa”


30 agosto 2021

Dopo il decesso di Antonio Mondo, la testimonianza di Sebastiano Tamà, cognato e medico curante dell'altro dipendente del Piemonte deceduto il 5 agosto

Nessun segnale precedente di vasculite prima del vaccino. E’ quanto emerge sulla morte dell’infermiere Giacomo Venuto, deceduto il 5 agosto, venti giorni prima la morte di Antonio Mondo, l’infermiere il cui cuore ha smesso di battere domenica mattina, per il quale sono in corso accertamenti e non si esclude la segnalazione all’Aifa.

La morte dei due colleghi è stata messa in possibile relazione con la vaccinazione anticovid anche se il direttore sanitario dell’ospedale Papardo, Giuseppe Trimarchi, ha escluso la correlazione nel caso di Giacomo Venuto attribuendola invece ad una vasculite di cui ci sarebbero stati sintomi pregressi.
Una circostanza esclusa categoricamente dal medico curante, Sebastiano Tamà, che di Venuto è anche cognato.
“Mio cognato – spiega il dottore Tamà – era nel mio elenco pazienti fin da quando esercito la professione di medico di famiglia a Messina. Ha sempre goduto di ottima salute, è stato anche un discreto sportivo che esercitava attività anfibica. Infermiere che ha lavorato al pronto soccorso del Piemonte e poi in rianimazione nonché al 118, non ha mai preso un giorno di malattia, anche quando aveva la canonina influenza se ne andava a lavorare perchè era un soggetto sano. Segnali di vasculite zero”.
Tamà ricostruisce anche le tappe della vaccinazione.
Giacomo Venuto, 55 anni, è stato fra i primissimi a ricevere la somministrazione della prima dose, quando il vaccino arrivò a Palermo già a fine dicembre, perchè faceva parte di quel team organizzato dall’Irccs Neurolesi che si è spostato nel capoluogo per le prime vaccinazioni. La seconda dose del Pfizer invece fu somministrata a gennaio, nell’hub del Piemonte.

I primi disurbi arrivano però a maggio inoltrato. Dolori alla spalla, al ginocchio, un po’ di faringite. Malesseri che si accentuarono via via con otite e altri disagi. Per questo fu sottoposto a vari consulti medici specialistici che però non hanno portato inizialmente a nessuna diagnosi precisa fino al ricovero in Neurologia del Piemonte dove è stato curato per una ipotetica condizione settica. “Nonostante tamponi e ulteriori accertamenti sierologici e clinici – continua Tamà – non correlavano lo stato settico ad infezione dimostrabile e accertata”.
Ma la situazione si aggravava di giorno in giorno, fino a quando non è stato necessario il trasferimento d’urgenza alla rianimazione all’azienda Papardo - con un transito dalla pneumologia - per l’ulteriore peggioramento della condizione respiratoria e renale.
Ed è in rianimazione che si incrocia anche con il ricovero del collega Antonio Mondo.
Venuto muore poco dopo le 11 del 5 agosto. “L’ipotesi vasculite - spiega Tamà – o meglio della sindrome di Wegener è stata avanzata solo in una fase medio terminale del paziente. Per avere una conferma certa occorreva almeno un esame istologico polmonare o renale che non è stato effettuato perchè a detta degli specialisti in quella fase non avrebbe aggiunto nulla di utile. Venuto è stato cremato ma esistono cartelle cliniche e medici che possono documentare quanto dichiarato”.

Anche Venuto, come Mondo, lascia moglie e due figli che nella prima fase di elaborazione del lutto non hanno chiesto ulteriori accertamenti, così come la direzione sanitaria dell’ospedale non ha ritenuto di effettuare alcuna segnalazione all’Aifa.

“C’è da dire – conclude Tamà – che dall’ospedale nessuno ha ritenuto opportuno rapportarsi né con la famiglia né con me che sono stato il medico curante, segnalato come l’interlocutore con l’area sanitaria che aveva in carico il paziente. Su questa vicenda andrò fino in fondo segnalando tutte le anomalie agli organi sanitari regionali”.

https://www.messinatoday.it/cronaca/infermiere-morto-papardo-giacomo-venuto-denuncia-medico-curante-sebastiano-tama.html
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Il dramma di Mariagrazia Pavone, 31 anni: “la mia vita sconvolta dopo il vaccino”

31 agosto 2021

Mariagrazia Pavone ha 31 anni e fa la commessa in un negozio di Torino. Aveva disciplinatamente fatto il vaccino e da quel giorno la sua vita è diventata un inferno. Ora Mariagrazia vive un’invalidità che si spera non permanente. Questo è il suo racconto drammatico:

La testa è sempre in fiamme, non dormo, la mano sinistra ha perso sensibilità e non guido più, non riesco nemmeno a fare una rampa di scale. Ma la referente Aifa mi ha detto che devo fare la seconda dose perché ora sono un soggetto fragile: ma sono fragile per colpa del vaccino. Vi racconto la mia personale esperienza per informazione e condivisione. Ho 31 anni, nessuna patologia tranne un leggero ipotiroidismo sotto controllo da anni con eutirox. Prima dose di Moderna il 22 luglio. I 3 giorni successivi ho avuto i sintomi classici febbre alta, stanchezza e tachicardia alle stelle. La tachicardia mi viene talmente tanto forte che mi manca il fiato, vado in pronto soccorso e mi fanno un controllo. Flebo di Tachipirina (perché avevo ancora 37,5) e mi dicono: va tutto bene, è solo ansia. Il 26 mattina mi sveglio con la testa IN FIAMME. Completamente in fiamme. Mi bruciava tantissimo, nulla mi dava sollievo. Nessun analgesico fa effetto. Il 27 mi sveglio e oltre alle fiamme in testa, la luce mi dà fastidio e sono confusa. Pronto soccorso: esami del sangue, tac alla testa, tutto a posto. Il neurologo mi visita e dice che ha visto parecchi casi come me, di prendere la Tachipirina e di attendere che passerà. Passano 5 giorni e impazzisco, il bruciore alla testa non mi dà tregua, continuo a mettermi il ghiaccio in testa per provare sollievo. Torno al pronto soccorso, analisi del sangue e flebo di analgesico. Tutto ok, il neurologo mi dice: fai una risonanza encefalo per i fatti tuoi se ritieni necessario, ti lascio la prescrizione. Chiamo in una clinica privata, faccio subito la risonanza ed è negativa. Il neurologo dice: forse avrei un po’ di ansia, prendi il valium e vai in vacanza. Fino al 7/8 agosto il bruciore alla testa non mi dà in alcun modo tregua, finché una mattina mi sveglio che comincia a farmi male la gamba sinistra. Mi bruciava il polpaccio, la caviglia, mi tirava tutta la gamba, fino alla coscia esterna, solo a sinistra. Comincio a zoppicare per il dolore. Passa qualche giorno e comincia a bruciarmi il petto, la schiena, la spalla e il braccio sinistro. Comincio a perdere sensibilità al braccio e al piede, continuano a bruciarmi, ho la sensazione di scosse elettriche, spilli, nervi tirati. Ora dovrò fare su richiesta del neurologo una rm encefalo e colonna con contrasto + potenziali evocati somatosensoriali. E valuteremo il da farsi. Ovviamente da un mese io praticamente non riesco più a fare tanto di quello che facevo prima, ad oggi non riesco neanche a tagliarmi una pizza perché la mano sinistra è come un peso morto. Ho fatto segnalazione alla farmacovigilanza“.

La testimonianza è stata lasciata direttamente dalla stessa Mariagrazia Pavone sul gruppo “Danni Collaterali” (che raccoglie proprio testimonianze di persone che hanno avuto reazione avverse al vaccino)

https://www.ilgiornalediudine.com/cronaca/il-dramma-di-mariagrazia-la-mia-sconvolta-dopo-il-vaccino/
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Nawshad Ataul Quaiyumed, il miglior pilota del Bangladesh muore in volo dopo il vaccino: così ha salvato i 124 passeggeri

Nawshad Ataul Quaiyumed, il dramma del pilota bengalese deceduto in volo dopo il vaccino anti Covid

31 agosto 2021


Il capitano Nawshad Ataul Quaiyumed, 44 anni, sposato con tre figli, era considerato il miglior pilota del Bangladesh: appassionato di aeronautica fin da bambino, guidava aerei per la Biman Bangladesh Airlines dal 2002 ed era molto noto nel Paese per aver pilotato in condizioni estreme molti mezzi salvando la vita a centinaia di persone.
Il pilota è deceduto ieri mattina al Kingsway Hospital di Nagpur, in India, dov’era stato ricoverato in condizioni critiche dopo l’ennesimo salvataggio aereo venerdì 27 agosto quando è riuscito a portare a terra in sicurezza il suo ultimo volo, un Biman BG-022 partito da Mascate, in Oman, e diretto a Dacca con 124 passeggeri a bordo. Sorvolando l’India, Nawshad Ataul Quaiyumed ha accusato un improvviso malore. Si è accorto del problema ed è riuscito a pilotare il volo nella prima pista disponibile prima dell’arresto cardiaco fatale. Giunto in ospedale, una TAC ha rivelato un’emorragia cerebrale. Il capitano aveva ricevuto pochi giorni prima del volo la seconda dose del vaccino Pfizer.
Il Bangladesh lo sta celebrando come un eroe, non solo per le sue doti tecniche ma anche umane. Amici, colleghi e parenti lo ricordano come una “persona speciale“, che godeva di un’ottima reputazione, e adesso lascia un vuoto profondo nel Paese. La salma è attesa a Dacca nei prossimi giorni, dove verrà accolta dalle massime autorità del Paese.

https://www.meteoweb.eu/2021/08/nawshad-ataul-quaiyumed-pilota-bangladesh-muore-in-volo-dopo-il-vaccino/1718202/
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