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Lipsia - 16 morti nella casa di cura “Am Auenwald”, un residente su quattro è morto di o con Corona . E questo solo pochi giorni dopo la vaccinazione.

L'epidemia è iniziata a metà gennaio, quattro giorni dopo che un team Johanniter ha inoculato il vaccino Pfizer / Biontech . 70 residenti, 46 (e 21 dipendenti) sono stati contagiati.
https://m.bild.de/regional/leipzig/leipzig-news/leipzig-trotz-impfung-16-tote-wie-kam-corona-in-dieses-heim-75447582.bildMobile.html###wt_ref=android-app%3A%2F%2Forg.telegram.messenger%2F&wt_t=1615393424150
Pubblicato oggi 10 marzo 2021 il secondo Rapporto sulla Sorveglianza dei Vaccini Covid-19 dall’Agenzia Italiana del Farmaco.

Il Rapporto descrive le segnalazioni di reazioni successive alla vaccinazione Covid tra il 27 dicembre 2020 e il 26 febbraio 2021.

Sono state segnalate 30.015 sospette reazioni avverse, di cui il 96% relative al vaccino più utilizzato, il Comirnaty della Pfizer/BioNtech.

Il 6,1% delle reazioni sono state classificate come “gravi”, di cui 1.700 dopo la somministrazione del vaccino Pfizer, 32 dopo la somministrazione del vaccino Moderna e 79 dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca.

Ci sono anche 40 segnalazioni con esito “decesso” con schede di valutazione di 29 casi.
Il nesso di causalità è considerato “non correlabile” nel 66% dei casi,
“indeterminato” nel 27% dei casi è nel restante 7% dei casi “inclassificabile per mancanza di informazioni necessarie”.

https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1315190/Rapporto_sorveglianza_vaccini_COVID-19_2.pdf/5f35b7a5-bdde-e245-f5a4-f8c04d20f06c
"L'eminente virologo ed esperto di vaccini belga Geert Vanden Bossche ha avuto il coraggio di fare delle affermazioni controcorrente mettendo la sua reputazione e credibilità in gioco, scrivendo una lettera aperta che esprime le sue gravi preoccupazioni sulle conseguenze potenzialmente catastrofiche del lancio globale del vaccino covid .

Spiega che la politica di implementare un programma di vaccinazione di massa seguendo rigorose misure di soppressione durante una pandemia rischia di portare a una "fuga immunitaria virale" e all'emergere di varianti più infettive e dannose.

La sua prognosi è a dir poco apocalittica:

"Fondamentalmente, molto presto ci troveremo di fronte a un virus super-infettivo che resiste completamente al nostro meccanismo di difesa più prezioso: il sistema immunitario umano.

... sta diventando sempre più difficile immaginare come le conseguenze dell'ampio ed errato intervento umano in questa pandemia non stiano per spazzare via gran parte della nostra popolazione umana. Si potrebbero solo pensare a pochissime altre strategie per raggiungere lo stesso livello di efficienza nel trasformare un virus relativamente innocuo in un'arma biologica di distruzione di massa ".

Geert Vanden Bossche non può essere liquidato come un allarmista, un ciarlatano o un "anti-vaxxer". È uno scienziato altamente qualificato con una lunga esperienza nella ricerca e sviluppo di vaccini.

Il fatto che uno scienziato del suo calibro stia condannando il programma di vaccinazione in termini così drastici dovrebbe essere una delle principali cause di preoccupazione per ogni abitante del pianeta.

Le questioni di importanza critica sollevate da Vanden Bossche dovrebbero essere le prime pagine di ogni giornale. Dovrebbero essere oggetto di un dibattito urgente tra scienziati e politici di tutto il mondo.

Tuttavia, probabilmente questa lettera aperta non è stata pubblicata da nessun media mainstream. E data l'ossessione mediatica sull'introduzione del vaccino e sulle misure di blocco da parte dei governi e dei loro selezionati comitati scientifici, sembra probabile che l'urgente e disperata richiesta di feedback e dibattito di Vanden Bossche cadrà nel vuoto.

Il programma di vaccinazione deve essere interrotto immediatamente e deve essere avviata un'indagine completa sui suoi potenziali pericoli.

Non è esagerato dire che il futuro dell'umanità potrebbe essere in gioco".
//
https://mcusercontent.com/92561d6dedb66a43fe9a6548f/files/bead7203-0798-4ac8-abe2-076208015556/Public_health_emergency_of_international_concert_Geert_Vanden_Bossche.01.pdf

Intervista: Le implicazioni della vaccinazione di massa durante una pandemia con Geert Vanden Bossche

https://m.youtube.com/watch?v=YtHfI00D_s4
Non solo tachipirina e vigilante attesa. In caso di infezione da Covid il medico deve decidere in scienza e coscienza quale sia la cura migliore. Senza perdere tempo, perché il tempo è prezioso. A ristabilire il principio che ogni medico esercita la propria professione in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento è stato il Tar Lazio il 4 marzo scorso, con una decisione per certi versi storica, che ha sospeso le Linee guida per le cure domiciliari decise a dicembre scorso dall'Aifa, l'Agenzia italiana per il farmaco, e dal ministero della Salute. «Una decisione di buon senso», commenta, raggiunto da ItaliaOggi, Luigi Cavanna, primario di oncoematologia dell'ospedale di Piacenza e pioniere delle cure domiciliari contro il Covid durante la prima ondata.
Nei giorni in cui l'Italia arriva a contare, a un anno dall'inizio dell'epidemia, 100mila morti, e i reparti di terapia intensiva sono di nuovo saturi, Cavanna ricorda l'intuizione che ebbe quando decise che i pazienti Covid andavano curati a casa, senza farli arrivare in ospedale. «I malati di Covid ai primi sintomi non presentavano una malattia acuta, che richiedeva il ricovero in ospedale», spiega Cavanna, «diventava acuta, con crisi respiratoria, quando non era curata per tempo.

Avevamo all'ospedale malati attaccati al respiratore pure nei ripostigli, in quelle prime settimane. Allora ho deciso di andare casa per casa e di iniziare a somministrare i farmaci sin dai primi sintomi, anche prima che arrivasse l'esito del tampone. Per le ecografie polmonari bastava uno strumento da trasporto, così come per misurare l'ossigenazione. Ed era possibile monitorare un paziente tutti i giorni a distanza». Cavanna ha usato anche la contestata idrossoclorochina, un farmaco usato per le malattie reumatiche, che poi alla fine della prima ondata il ministero della Salute avrebbe escluso per la cura Covid.
Dei pazienti curati di Cavanna nessuno è morto, pochissimi hanno avuto necessità di ricovero in ospedale. E la regione Emilia Romagna ha istituzionalizzato quella pratica delle visite domiciliari con la nascita delle Usca, le unità speciali di continuità assistenziale, poi diffuse anche in altre regioni come la Toscana, ma non ancora divenute lo strumento principale di cura sul territorio, «eppure curare a casa e presto è fondamentale, ormai l'esperienza ce lo insegna. Va cambiata la strategia: non deve essere il paziente Covid ad andare in ospedale, ma il medico che deve andare da lui», spiega Cavanna.

A dare un'indicazione univoca sul come curare a casa i pazienti è arrivata a dicembre scorso la nota Aifa che prescrive nella fase iniziale della malattia la «vigile attesa» con la somministrazione di paracetamolo o fans a secondo del bisogno. L'uso di corticosteroidi è prevista in caso di peggioramento dei parametri di ossigenazione, l'uso di eparine solo per i soggetti allettati. Linee guida contestate da 4 medici, che le hanno portate in tribunale.

La decisione del Tar Lazio è stata espressa su ricorso d'urgenza in via cautelare, la sentenza di merito è stata rinviata a fine luglio. Ecco il dispositivo: «Il tribunale amministrativo regionale ha pronunciato la presente ordinanza per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia della nota dell'Aifa del 9 dicembre scorso. Nella parte in cui nei primi giorni di malattia da Sars-Covid prevede unicamente una 'vigilante attesa' e somministrazione di fans e paracetamolo, nella parte in cui pone indicazioni di non utilizzo di tutti i farmaci generalmente utilizzati dai medici di medicina generale». Il ricorso appare fondato, argomentano i giudici, «in relazione alla circostanza che i ricorrenti fanno valere il proprio diritto/dovere, avente giuridica rilevanza sia in sede civile che penale, di prescrivere i farmaci che essi ritengono più opportuni secondo scienza e coscienza e che non può essere compromesso (tale diritto/dovere, ndr) nell'ottica di un'attesa, potenzialmente pregiudizievole sia per il paziente che, sebbene, sotto profili diversi, per i medici stessi».
Secondo decesso dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca nella Sicilia orientale. Oltre al Maresciallo della Marina Stefano Paterno’ in servizio in provincia di Siracusa, è morto Davide Villa dell’Anticrimine di Catania.
La sua è una storia terribile: il poliziotto, fratello del noto fotografo di fama internazionale Fabrizio Villa, è deceduto il 7 marzo, 12 giorni dopo la somministrazione del vaccino, ma aveva iniziato a stare molto male dal giorno successivo all’inoculazione della dose, peggiorando drammaticamente di giorno in giorno fino al decesso. Proprio il fratello Fabrizio l’ha accompagnato al pronto soccorso quando la situazione stava degenerando, i medici hanno diagnosticato una trombosi venosa profonda, poi sfociata in emorragia celebrale.

https://www.google.it/amp/www.strettoweb.com/2021/03/sicilia-morti-agenti-forze-dellordine-catania-vaccino-astrazeneca/1143127/amp/
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Dr Vernon Coleman
AGGIORNATO - Quante persone stanno uccidendo i vaccini?
5 MARZO 2021
https://vernoncoleman.org/articles/how-many-people-are-vaccines-killing
L’Autorità nazionale danese per la salute ha sospeso in via precauzionale la somministrazione del vaccino AstraZeneca dopo la segnalazione di alcuni gravi casi di coaguli di sangue. È la stessa Autorità ad annunciarlo in un comunicato.

Domenica scorsa l’ufficio federale austriaco per la sicurezza sanitaria ha reso noto di avere sospeso la somministrazione di un lotto di vaccini AstraZeneca (il numero ABV5300) in seguito al decesso di un’infermiera e al ricovero di un’altra per un’embolia polmonare dopo la somministrazione di due dosi del vaccino.

In seguito alla sospensione del vaccino in Austria anche l’Estonia, la Lituania, il Lussemburgo e la Lettonia hanno sospeso in via precauzionale l’uso dei vaccini provenienti dallo stesso lotto.

https://www.google.it/amp/s/m.huffingtonpost.it/amp/entry/problemi-coagulazione-nei-vaccinati-danimarca-sospende-astrazeneca_it_6049eb63c5b60e0725f529db/
La Danimarca ha sospeso l'uso del vaccino AstraZeneca, citando il rischio di coaguli di sangue.

@covid19
Il tweet del ministro della sanità danese
@covid19
Purtroppo un altro decesso per complicanze trombotiche dopo vaccino Pfizer. Il figlio spiega l'accaduto:
https://t.co/zmjzTlg74C